<CHAPTER ID=1>
Approvazione del processo verbale della seduta precedente
<SPEAKER ID=1 NAME="Presidente">
Il processo verbale della seduta di ieri è stato distribuito.
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Vi sono osservazioni?
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<SPEAKER ID=2 LANGUAGE="EN" NAME="Morgan">
Signor Presidente, vorrei esprimere il mio profondo rammarico per il fatto che il Presidente della Corte dei conti non ha presentato ieri la sua relazione, come invece avrebbe dovuto fare.
Egli avrebbe dovuto annullare gli altri impegni e dare priorità alla presentazione della relazione al Parlamento.
Gli chiediamo di farlo solo una volta l'anno, e qualsiasi altro impegno avrebbe dovuto passare in secondo piano rispetto a questa importante opportunità di farci sapere cosa pensa esattamente delle Istituzioni europee.
Sono molto deluso e le chiedo di scrivere al presidente della Corte dei conti e di esprimere il rammarico dell'Aula.
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<SPEAKER ID=3 NAME="Presidente">
Grazie molte per la sua osservazione, onorevole Morgan.
Ne prendo atto e Le assicuro che se ne terrà conto in sede di Conferenza dei presidenti.
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<SPEAKER ID=4 LANGUAGE="DE" NAME="Theato">
Signor Presidente, desidero intervenire sullo stesso tema.
I tempi erano brevi, tuttavia l' ordine del giorno era stato predisposto per tempo e noi sapevamo come doveva svolgersi.
Deploro questo incidente e mi rammarico che adesso sembri che il Parlamento non voglia accogliere la relazione.
Invito dunque a prendere contatto con la Corte e a collocare la discussione sulla relazione della Corte in occasione della prossima tornata di Strasburgo in modo da riservarle un tempo adeguato, garantendo al contempo la partecipazione del Presidente che dovrà illustrare il documento.
Non è importante che si decida per un rinvio.
Non voglio che ciò dia adito ad uno scontro interistituzionale di grandi proporzioni.
E' consuetudine ed è normale che la relazione ci venga sottoposta alla fine dell' anno, solitamente in novembre.
Ciò sarebbe stato possibile anche in questo caso.
Pertanto deploro che così non sia avvenuto.
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<SPEAKER ID=5 NAME="Presidente">
La ringrazio, onorevole Theato, le sue osservazioni sono assolutamente pertinenti e sono certo che durante la prossima tornata di Strasburgo si vorranno seguire le sue indicazioni.
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<SPEAKER ID=6 LANGUAGE="EN" NAME="Gorostiaga Atxalandabaso">
Signor Presidente, quando un Parlamento, in modo estremamente irresponsabile, chiude le porte alle opinioni politiche come ha fatto ieri, esso spalanca le porte al conflitto armato.
Noi di Euskal Herritarrok crediamo che i conflitti politici debbano essere appianati con mezzi politici, e quello che è accaduto in quest'Aula dà invece sostegno alla violenza.
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Indubbiamente il Parlamento ha appoggiato il processo di pace in Irlanda del Nord, e mi congratulo di tutto cuore con il popolo irlandese e con tutto il Regno Unito per il risultato raggiunto.
La dichiarazione di Downing Street del 1993, che riconosce il diritto di autodeterminazione del popolo irlandese, dimostra meglio di qualsiasi altra cosa che, tramite un negoziato politico, è possibile trovare dovunque una soluzione concreta e duratura.
Possiamo aspettarci un'analisi simile da parte dell'Unione europea sul conflitto politico nei Paesi baschi?
Signor Presidente, può il Parlamento europeo mettere in evidenza l'esempio di John Major e di David Trimble per mostrare a Jospin e Aznar la strada che devono imboccare quanto prima?
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<SPEAKER ID=7 LANGUAGE="ES" NAME="García-Margallo y Marfil">
Signor Presidente, ieri avevo chiesto la parola, ma la Presidenza non me l' aveva concessa.
Avrei voluto semplicemente dire - e lo dico oggi - che la Costituzione spagnola ha sancito un modello di autogoverno che è molto più generoso di quello ora raggiunto dall' Irlanda del Nord.
Inoltre, questo autogoverno, dopo essere stato esercitato prevalentemente da forze nazionaliste, è adesso appannaggio esclusivo di tali forze.
I portafogli ministeriali non sono ripartiti fra nazionalisti e non nazionalisti, come nell' Irlanda del Nord.
<P>
Ci sono forze politiche - lo abbiamo appena visto in quest' Aula - che dissentono dal modello costituzionale che gli spagnoli hanno scelto.
La nostra Costituzione permette tuttavia che tale dissenso si esprima attraverso metodi democratici e pacifici; i partiti contrari all' ordine costituzionale possono partecipare alle elezioni con la bandiera dell' indipendenza.
Qui si tratta di decidere se sia lecito ammazzare o meno chi dissente.
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Signor Presidente, concludo ricordando che per 40 anni la mia generazione, fin dalla più tenera età, si è sentita ripetere con insistenza che per le urne non esisteva miglior destino della distruzione e che occorreva sostituire la dialettica delle parole con quella dei pugni e delle pistole.
I bambini che in Spagna hanno conservato mani immacolate non vogliono più sentirsi ripetere cose del genere.
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<SPEAKER ID=8 NAME="Presidente">
Onorevole García-Margallo, a prescindere dalla rilevanza delle osservazioni, questo punto non compare nell' ordine del giorno e come Lei ben sa io devo attenermi ad esso.
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(Il processo verbale è approvato)
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<CHAPTER ID=2>
Introduzione dell' euro
<SPEAKER ID=9 NAME="Presidente">
L' ordine del giorno reca la discussione sulla relazione (A5-0076/199), presentata dalla onorevole Torres Marques a nome della commissione per i problemi economici e monetari, sulla relazione della Commissione al Consiglio sulla durata del periodo transitorio per l' introduzione dell' euro (COM(99)174 - C5-0108/1999)
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<SPEAKER ID=10 NAME="Torres Marques">
Signor Presidente, ho in mano una vignetta che si riferisce alla mia relazione e che, con il consenso del Presidente, mi piacerebbe fosse distribuita ai presenti.
Vorrei iniziare il mio intervento ringraziando il Commissario Pedro Solbes Mira per la sua presenza odierna in Aula.
Mi è stato detto che il Commissario aveva già assunto precedenti impegni per una riunione con le banche centrali e che, informato del fatto che la presente discussione si sarebbe tenuta in orario concomitante, ha preferito essere presente in Aula.
La ringrazio ancora una volta.
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Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli deputati, la relazione verteva sulla durata del periodo transitorio per l' introduzione dell' euro.
Su mia proposta, la commissione per i problemi economici e sociali ha deciso di estenderne l' ambito in quanto il tema proposto è stato nel frattempo superato dagli avvenimenti, fra i quali lo stesso processo elettorale del Parlamento europeo.
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Oggi i veri problemi sono altri.
Quante più audizioni faccio e relazioni leggo su questo tema, tanto più mi convinco che la tendenza generale in atto vuole, da un lato, un accorciamento drastico del periodo transitorio della doppia circolazione della valuta nazionale e dell' euro e, dall' altro, l' istituzione di un periodo di front-loading anticipato almeno al 1º dicembre 2001.
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Più si studia il problema e si parla con i diretti interessati (consumatori e dettaglianti), maggiormente si colgono perplessità circa un' eccessiva durata del periodo di doppia circolazione che apparentemente non farebbe altro che creare ulteriori complicazioni.
L' idea secondo la quale "prolungare i termini facilita le cose" ha sempre meno sostenitori.
La caricatura che vorrei fosse distribuita in Aula spiega meglio di molte altre argomentazioni alcune delle difficoltà che potremmo dover affrontare.
Ammettendo che la scadenza del periodo transitorio fosse fissata al 1º gennaio 2002, consentitemi di ricordare ora altri problemi la cui corretta soluzione è fondamentale per la credibilità dell' euro che tutti auspichiamo.
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Nella presente relazione, signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, si menzionano solo periodi massimi quanto più brevi possibile affinché tutti gli scenari possano essere ipotizzabili, compreso il big bang legale, se da qui al 2002 questa fosse considerata la miglior soluzione.
Le nostre principali proposte sono:
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prima: periodo di doppia circolazione della valuta nazionale e dell' euro quanto più breve possibile;
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seconda: periodo di prealimentazione - front-loading - per banche, esercenti, pubbliche amministrazioni e consumatori al più tardi a decorrere dal 1º dicembre 2001;
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terza: fissazione dei prezzi in euro con controvalore in valuta nazionale preferibilmente a partire dal 1º gennaio 2001;
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quarta: campagne di informazione di intensità crescente sino al 2002, destinate in particolare ai gruppi sociali più vulnerabili, mediante un' azione sistematica rivolta alle scuole, alle ONG ed ai mezzi di informazione in generale, soprattutto alla televisione in orario di massimo ascolto, durante i telegiornali ed i programmi sportivi di grande audience;
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quinta: utilizzo crescente del denaro elettronico e delle carte di credito e, non appena tecnicamente possibile, addebito e creazione nell' intera zona euro di una carta o di un portamonete elettronico il cui utilizzo generalizzato sia tale da permettere l' abbattimento dei costi;
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sesta: adeguamento dei distributori automatici per l' utilizzo delle carte interoperative entro il 2002, con possibilità di utilizzo di monete e banconote;
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settima: creazione, al più tardi entro il 2002, di un sistema di pagamenti integrati che permetta di trasformare la zona euro in un mercato con le stesse regole dei mercati nazionali.
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Signor Presidente, gli argomenti trattati in questa relazione richiedono una disamina quanto mai approfondita e dettagliata, giacché la loro traduzione pratica deve essere sicura, chiara e ben accetta alla popolazione.
Speriamo pertanto che la Commissione ci illustri le misure che intende adottare in questo ambito.
Questo tema, date le implicazioni per la vita dei cittadini, deve essere seguito molto da vicino dal Parlamento europeo che è il rappresentante diretto degli elettori.
Mi auguro che la Commissione, il Consiglio e la Banca centrale europea non vogliano adottare decisioni fondamentali in materia senza prima consultare il nostro Parlamento.
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<SPEAKER ID=11 LANGUAGE="NL" NAME="Thyssen">
Signor Presidente, la terza fase dell' Unione economica e monetaria ha avuto inizio il 1º gennaio di quest' anno, così come previsto dallo scenario elaborato a Madrid.
Secondo lo stesso scenario, il Consiglio, appoggiato dall' Assemblea, ha deciso che le monete e le banconote denominate in euro abbiano corso legale come strumento di pagamento a decorrere dal 1º gennaio 2002.
Il grande merito di Madrid risiede nell' aver elaborato con anticipo un calendario chiaro che ha avuto poi un' ampia diffusione.
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Il mio gruppo appoggia la posizione della Commissione, secondo la quale è opportuno che il periodo transitorio rimanga inalterato, nonostante la scadenza di tale periodo coincida con la fine dell' anno, il momento più intenso per il commercio.
Tuttavia, i preparativi sono ormai troppo avanzati per apportare modifiche con successo.
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Il 1º gennaio 2002 l' euro diventerà il mezzo di pagamento della zona euro.
Le valute nazionali potranno rimanere in circolazione per un massimo di altri sei mesi, ma gli Stati membri possono decidere di ridurre tale periodo per il proprio territorio.
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Molti sono i cittadini che acquisteranno consapevolezza dell' euro e dell' Unione monetaria solo nel momento in cui dovranno convertire la propria valuta in quella europea.
L' accoglienza riservata dall' opinione pubblica agli sforzi compiuti per la realizzazione dell' Unione economica e monetaria dipenderà dalle modalità del passaggio effettivo all' euro nel 2002.
Occorre quindi evitare ogni prevedibile ed evitabile complicazione e intoppo.
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In seno al mio gruppo sono in molti a temere la confusione, i pericoli, il senso di incertezza, la perdita di tempo che accompagneranno la circolazione di due valute.
Lo scenario da big bang resta per noi accattivante, ma non tutti gli Stati membri ne sono convinti. Questo è il motivo per cui lanciamo un appello affinché i periodi di circolazione in contemporanea di due valute siano comunque limitati al minimo.
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È comunque vero che un rapido passaggio all' euro, associato o meno a un periodo di doppia circolazione, è impossibile senza la prealimentazione.
Abbiamo preso atto con sollievo della decisione della Banca centrale europea di lasciare cadere le proprie obiezioni a questa prassi.
La prealimentazione è indispensabile per garantire il successo dell' introduzione pratica dell' euro.
Nella risoluzione raccomandiamo tale prassi accompagnata da alcune caute condizioni.
<P>
Mi si consentano ancora due osservazioni.
Innanzi tutto, condividiamo il parere della relatrice secondo il quale, in caso di doppia circolazione, i dettaglianti dovranno rendere il resto ai clienti in euro.
Questo sistema incoraggia inoltre gli Stati membri a limitare la durata dei periodi di doppia circolazione.
<P>
In secondo luogo, siamo convinti che la doppia indicazione di prezzo sia particolarmente opportuna.
Noi chiediamo che, dopo il 2002, venga mantenuta per un certo periodo anche l' indicazione di prezzo nella valuta nazionale.
A trarne vantaggio sono soprattutto i consumatori, ma anche, come riconoscono gli stessi operatori, i dettaglianti.
Tuttavia non ci pare opportuno, sicuramente per il momento, discutere già oggi di introduzione di obblighi giuridici relativi a questi due punti.
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Il gruppo del PPE ritiene evidentemente che la onorevole Torres Marques abbia svolto un eccellente lavoro. Appoggiamo pertanto la sua relazione.
Fra poco, in occasione della votazione sugli emendamenti, apporteremo alcune modifiche minori.
Ci auguriamo che gli Stati membri e le Istituzioni europee tengano conto della necessità di consultare il Parlamento in relazione ai passi che verranno intrapresi, perché l' obiettivo è di assicurare il successo dell' introduzione delle monete e delle banconote in euro nel 2002.
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<SPEAKER ID=12 LANGUAGE="FR" NAME="Goebbels">
Signor Presidente, in primo luogo vorrei congratularmi con la onorevole Helena Torres Marques per l'eccellente relazione.
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L'euro, signor Presidente, è già la seconda moneta al mondo e, con la sua introduzione effettiva dal 2002, la domanda di euro aumenterà notevolmente.
Se in questi ultimi mesi l'evoluzione del valore eurodollaro è stata sfavorevole all'euro, ciò non dipende esclusivamente dall'attuale differenza in termini di performance e dinamismo tra le economie americana ed europea.
Anche il fatto che l'euro è, per il momento, una moneta esclusivamente scritturale e diverrà moneta fiduciaria solo nel 2002 spiega un certo disinteresse da parte del pubblico europeo e internazionale dinanzi a questo nuovo strumento ancora intangibile.
<P>
In generale, tuttavia, i mercati finanziari hanno accolto favorevolmente l' euro.
Dalla sua introduzione all'inizio di quest'anno il volume delle emissioni di obbligazioni private in euro ha registrato un incremento superiore al 50%.
Durante i primi sette mesi del 1999, sui mercati internazionali di capitali, le emissioni in euro hanno costituito il 27% delle emissioni internazionali, mentre le emissioni in dollari, negli stessi sette mesi, sono regredite dal 57 al 50%, il che dimostra che vi è già una fortissima domanda reale da parte dei mercati.
<P>
Esiste però un altro problema sul quale vorrei richiamare l'attenzione di questa Assemblea, ossia l'enorme massa monetaria di marchi tedeschi, franchi francesi e altre valute europee che circolano al di fuori delle frontiere europee.
Secondo una relazione della Deutsche Bundesbank, oltre cento miliardi di marchi tedeschi sono utilizzati come moneta di riserva quotidiana dai cittadini dell'Europa centrale ed orientale.
Miliardi di franchi francesi circolano inoltre nell'Africa francofona. E tutto questo denaro deve essere cambiato in euro.
Per il momento, i detentori di queste banconote si stanno orientando verso il dollaro, il che probabilmente spiega anche, in qualche modo, la fluttuazione a sfavore dell'euro.
<P>
Vorrei chiedere alla Commissione se non sarebbe forse il caso che si facesse portavoce presso la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali richiamando la loro attenzione su questo problema, ossia la necessità di convertire tutte le monete europee che scompariranno nel 2002 con l'introduzione effettiva dell'euro.
Ritengo si tratti di un problema reale di cui non si è discusso abbastanza e per il quale sarebbe opportuno che la Commissione intervenisse in maniera da organizzare correttamente la conversione.
<P>
<SPEAKER ID=13 LANGUAGE="NL" NAME="De Clercq">
Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, siamo fermamente convinti che l' introduzione dell' euro sia stata un passo estremamente opportuno.
L' euro non rappresenta un fine in quanto tale, bensì uno strumento al servizio del cittadino, di un' economia forte, dell' occupazione, della posizione internazionale dell' Unione europea.
È uno strumento che consente una maggiore stabilità, maggiore trasparenza, maggiori possibilità di risparmio e migliori investimenti.
<P>
Non intendo ripetere quanto già ricordato dall' onorevole relatrice a proposito dell' impostazione concreta da seguire per il periodo di transizione da valute nazionali a euro. Vorrei fare due osservazioni rispetto alla sua relazione.
<P>
L' euro, forse, presenta un solo svantaggio, ossia l' inevitabilità del periodo transitorio. Il periodo transitorio comprende tutte quelle misure di adeguamento che si rendono necessarie al fine di consentire il passaggio dalle valute nazionali alla nuova moneta.
Se si vuole realmente contenere questo svantaggio, occorre ridurre al minimo il periodo di tempo durante il quale circoleranno in contemporanea due diverse valute.
Se il periodo transitorio si accompagna a valide misure, non ha più senso provare paura dell' ignoto di fronte all' ultimo passo che resta da compiere per l' introduzione definitiva dell' euro.
Appoggio quindi le misure tecniche proposte dalla relatrice con la quale mi congratulo per l' estrema chiarezza della relazione.
<P>
In secondo luogo, a noi spetta il compito di mantenere vivi l' attenzione e l' interesse nei confronti dell' euro.
La situazione attuale è completamente diversa.
L' introduzione dell' euro il 1º gennaio di quest' anno è stata circondata da un enorme interesse, si potrebbe perfino parlare di una certa euforia.
Trascorso questo momento, è prevalso il silenzio attorno alla moneta unica.
I cittadini non hanno ancora acquisito una sufficiente familiarità con l' euro.
Manca ancora molto tempo al 2002, quando verrà introdotto fisicamente l' euro.
E' un periodo di attesa troppo lungo per l' opinione pubblica.
Questa fase intermedia crea, inoltre, troppe incertezze.
<P>
In breve, dobbiamo riuscire a mantenere vivi la fiducia e l' entusiasmo per l' euro anche in questa fase di riscaldamento, ma dobbiamo anche vegliare affinché i cittadini non siano colti da stanchezza ancor prima che l' euro abbia lasciato i blocchi di partenza.
L' euro deve continuare ad avere successo. Dobbiamo impegnarci tutti perché ciò accada.
<P>
<SPEAKER ID=14 NAME="Speroni">
Signor Presidente, l'euro ha suscitato grandi aspettative ma anche molti problemi, ad esempio per le imprese padane, oppresse da un fisco estremamente esoso e non più competitive attraverso quella che era la variazione del tasso di cambio.
Inoltre, l'investitore che avesse deciso di mettere i suoi soldi in dollari o in sterline indubbiamente finora ha tratto molti più vantaggi rispetto a chi avesse investito in euro.
Un'ultima cosa: oggi le divise dei vari paesi possono essere considerate delle sottodivise dell'euro, ma non è così per le banche.
Oggi, addirittura per piccoli quantitativi ci sono molte più commissioni a comprare in lire, franchi belgi o franchi francesi e viceversa che non a comprare dollari e sterline.
Penso che anche su questo bisognerebbe intervenire.
<P>
<SPEAKER ID=15 LANGUAGE="NL" NAME="Blokland">
Signor Presidente, con l' avvicinarsi del momento dell' introduzione dell' euro, le posizioni e gli auspici del Parlamento riguardo alla nuova moneta legale si fanno più ragionevoli.
Nel frattempo in seno all' Assemblea è andata diffondendosi l' opinione secondo cui l' euro non potrà assolutamente entrare in circolazione prima del 1º gennaio 2002 e che la pubblica amministrazione, le banche e le zecche dovranno impegnarsi a fondo per poter rispettare questa data.
<P>
Il considerando K, in cui si lamenta l' assenza di vantaggi concreti immediati derivanti dall' introduzione dell' euro, è un retaggio delle eccessive aspettative nutrite tuttora da una maggioranza in seno al Parlamento europeo.
Gli effetti mancati della campagna di propaganda condotta a favore dell' euro sono imputabili all' assenza di realismo che caratterizza la nostra Assemblea.
<P>
Sono fortemente contrario alla proposta di distribuire al pubblico monete e banconote denominate in euro prima del 1º gennaio 2002.
La proposta va contro i Trattati e favorisce il gioco dei falsari.
La distribuzione anticipata consente anche ai falsari di disporre anticipatamente del materiale da falsificare e li mette in condizione di meglio sfruttare la confusione che facilmente verrà a crearsi fra l' opinione pubblica.
Piuttosto, la Banca centrale europea e la Commissione, insieme alle diverse banche commerciali, dovrebbero adoperarsi a favore di una campagna di informazione dettagliata sull' aspetto e sulle caratteristiche di sicurezza delle monete e delle banconote denominate in euro, campagna che dovrebbe avere inizio al più tardi il 1º novembre 2001.
<P>
Signor Presidente, noi appoggeremo la proposta di risoluzione ad esclusione dei paragrafi 7, 8, 10, 12 e 16.
<P>
<SPEAKER ID=16 LANGUAGE="DE" NAME="Karas">
Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, siamo tutti d' accordo sul fatto che la moneta unica rappresenta il presupposto per un mercato interno funzionante, che una moneta stabile offre anche un contributo a favore della sicurezza sociale ed economica in Europa e che l' euro è già stato un successo, in quanto ha portato alla riduzione del deficit negli Stati membri e ad un abbassamento dell' inflazione.
<P>
Adesso si aprirà un nuovo capitolo in questa storia, che dovrà essere improntato ai seguenti elementi: bisogna rafforzare ulteriormente la fiducia e il livello di accettazione dell' euro; le misure che verranno intraprese devono garantire la sicurezza del diritto; i provvedimenti adottati devono essere trasparenti e i cittadini devono essere informati in maniera globale.
Una premessa sine qua non a tale fine è rappresentata da un passaggio all' euro senza scossoni.
<P>
Tale assenza di problemi sarà assicurata soltanto se vi sarà una sufficiente distribuzione anticipata, un front-loading destinato alle banche, al commercio, ai cittadini e agli sportelli automatici dove i cittadini prelevano denaro.
Desidero sottolineare un unico aspetto.
Mi sembra che non sia stato definito con chiarezza il concetto di commercio.
Ad esempio, il turismo ricade sotto il commercio, sotto il front-loading, sotto la distribuzione anticipata, se pensiamo che proprio nel periodo natalizio molti cittadini degli Stati membri si recano in aree turistiche, in comprensori sciistici?
Pertanto chiedo che i suddetti elementi - accettazione e fiducia, assenza di problemi e distribuzione anticipata - vengano disciplinati in maniera da rafforzare in questa fase la fiducia dei cittadini; a tale scopo sono necessari anche il front-loading e un' informazione adeguata mediante la campagna a favore dell' euro.
Se ciò avverrà, anche il passaggio alla nuova moneta sarà annoverato tra i successi conseguiti dall' euro.
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<SPEAKER ID=17 LANGUAGE="DE" NAME="Randzio-Plath">
Signor Presidente, il piano di passaggio all' euro varato nel 1995 ha dimostrato la propria validità.
Giustamente la relatrice sottolinea l' accurata preparazione all' introduzione dell' euro; dobbiamo far sì che l' euro riscuota anche la fiducia dei cittadini e non soltanto dei mercati, sui quali la sua presenza è ormai consolidata.
Il primo anno d' introduzione dell' euro, la vita nell' Unione monetaria, è caratterizzato dalla non-percezione della sua esistenza da parte dei cittadini, dei consumatori.
Non per nulla solo l' 1 percento dei versamenti e il 4 percento del giro d' affari registrato con carte di credito vengono realizzati in euro.
Ciò evidenzia la necessità di condurre un' adeguata campagna d' informazione, che era indispensabile non solo negli anni precedenti la nascita dell' Unione monetaria, ma lo è anche per tutta la sua durata. Non possiamo delegare tale compito esclusivamente alla BCE.
Anche la Commissione, il Parlamento, i governi nazionali devono avviare al riguardo un' iniziativa affinché il dibattito politico sul valore dell' euro non induca i cittadini a credere di vivere in un' Unione monetaria, che però non ha portato loro alcun valore aggiunto europeo, bensì faccia loro capire che stanno vivendo una nuova riforma monetaria.
<P>
Questa idea errata, tuttora diffusa perché il rapporto di conversione tra euro, dollaro statunitense e yen si è purtroppo evoluto in maniera diversa da quanto si supponeva il 4 gennaio, non deve far sì che prendano piede altre idee sbagliate sul valore dell' euro.
Il valore intrinseco del denaro è determinante; dal punto di vista storico ad Eurolandia si registrano valori che destano assoluta fiducia.
E' positivo che nell' ambito del dialogo monetario tra Parlamento europeo e BCE emergano con grande chiarezza e sempre maggiore trasparenza l' importanza della stabilità dei prezzi per questa Istituzione monetaria indipendente e il fatto che essa si adopera affinché tale obiettivo venga raggiunto coinvolgendo da vicino i cittadini.
<P>
A mio giudizio sarebbe errato cedere al panico a causa dell' andamento dei cambi che, a quanto mi consta, sono sottoposti ad enormi pressioni.
In questa situazione è però essenziale sostenere lo sviluppo dell' euro con un maggiore coordinamento a livello di politica economica all' interno dell' Unione europea.
La politica monetaria non sarà in grado di aumentare la credibilità dell' integrazione europea a favore della crescita, dell' occupazione e degli investimenti, se gli Stati membri non troveranno un maggiore accordo, parallelamente all' unificazione e alla centralizzazione della politica monetaria, circa i segnali da lanciare contro il dumping fiscale e sociale, nonché a favore dell' occupazione.
<P>
<SPEAKER ID=18 LANGUAGE="ES" NAME="Naranjo Escobar">
Signor Presidente, l' eccellente relazione Torres Marques chiude un dibattito iniziato dieci mesi fa.
La Commissione, il Parlamento ed il Consiglio sono concordi nel ratificare il calendario per l' introduzione dell' euro stabilito dal Consiglio europeo di Madrid del 1995.
Onorevoli colleghi, questo consenso dimostra che la prudenza nella fissazione delle scadenze è fondamentale per assicurare la riuscita dell' operazione.
<P>
I nostri sforzi devono mirare a far sì che questo passaggio avvenga senza turbolenze.
Siamo qui per tutelare gli interessi dei cittadini, soprattutto dei gruppi sociali più vulnerabili.
Il calendario stabilito, da un lato, offre ampi margini di tempo perché le informazioni raggiungano i cittadini, dall' altro, è compatibile con una riduzione del periodo di doppia circolazione.
<P>

La commissione per i problemi economici conviene sulla necessità di limitare tale periodo ad un massimo di due mesi; a tal fine, occorre che la BCE, la Commissione e le amministrazioni nazionali prendano una serie di misure, alcune delle quali sono già state menzionate in quest' Aula: fornire a consumatori, commercianti e banche la quantità necessaria di banconote e di monete prima del 1º gennaio 2002, generalizzare per il 1º gennaio 2001 la doppia indicazione dei prezzi, approfittare di questo processo per modernizzare i nostri sistemi di pagamento e adottare le disposizioni necessarie per assicurare un' adeguata protezione legale contro le frodi.


<P>
Affinché l' euro si traduca in una maggiore libertà e in una maggiore razionalità delle decisioni per i cittadini e le imprese, occorre che questi si siano precedentemente familiarizzati con la nuova realtà che si avvicina.
A tale proposito, le raccomandazioni della relazione Torres Marques sulle politiche d' informazione svolgono un ruolo essenziale; ma non dobbiamo accontentarci del fatto che l' euro porti a compimento il mercato unico o che permetta, ad esempio, un più facile raffronto dei prezzi o una diminuzione del costo delle transazioni.
I benefici dell' euro, colleghi, devono spingersi al di là della dimensione materiale e contribuire al rafforzamento dell' unione politica.
<P>
<SPEAKER ID=19 LANGUAGE="FI" NAME="Kauppi">
(PPE-DE). (FI) Signor Presidente, signor Commissario, un passo importante per il futuro dell'euro sarà il momento in cui gli europei avranno la nuova moneta in mano.
Cerchiamo di facilitare il passaggio all'euro permettendone l'utilizzo contemporaneo con le monete nazionali, per alcuni mesi.
Il Parlamento sostiene altresì il cosiddetto front-loading, per eliminare gli intralci ad una rapida adozione, un obiettivo a cui sembra ora associarsi un po' per volta anche la BCE.
<P>
La preparazione dei cittadini europei non deve essere tuttavia sottovalutata.
Nel momento della riunificazione tedesca, il marco occidentale fu immediatamente adottato nell'ex Germania orientale, senza le gravi conseguenze che ora gli scettici ventilano nei confronti della teoria del cosiddetto big bang per l'adozione dell'euro.
Ad eccezione di qualche raro caso, in molti paesi l'euro dovrebbe in realtà entrare in circolazione senza lunghi periodi transitori.
Ad esempio in Finlandia, nel mio paese, in proporzione al PNL, la quantità di monete e di banconote è la minore d'Europa, mentre l'aumento continuo delle carte di pagamento, rispetto al numero degli abitanti, è di gran lunga il maggiore.
Da noi, il modello big bang andrebbe ad esempio bene.
In realtà, esso causerebbe problemi unicamente nel caso dei distributori automatici di denaro, che non è possibile cambiare nel corso di una sola notte.
L'uso della vecchia moneta dovrebbe essere perciò consentito per un certo periodo, perlomeno nei distributori automatici.
<P>
I cittadini devono sentire concretamente che l'euro non complica loro la vita ma, al contrario, la rende più agevole.
I benefici pratici immediati non esistono ancora dato che per quanto riguarda, ad esempio, i pagamenti transfrontalieri e i servizi di cambio, nell'ottica dei cittadini, gli sviluppi nell'area dell'euro non sono stati soddisfacenti.
L'adozione dell'euro dev'essere semplificata per i cittadini e per i consumatori e i problemi che sorgeranno per taluni gruppi specifici devono essere ridotti al minimo.
Nelle regioni periferiche dev'essere fatto tutto il possibile affinché l'introduzione dell'euro avvenga senza problemi.
Adottare precauzioni con sufficiente anticipo tornerebbe a vantaggio anche di tali obiettivi.
Dal punto di vista dei cittadini, l'essenziale non è la durata del periodo in cui è consentito usare contemporaneamente entrambe le monete, bensì quanto a lungo le banche convertiranno le monete in euro senza applicare commissioni.
In realtà, le banche dovrebbero operare il cambio gratuito per almeno un anno, anche qualora si dovesse rinunciare all'uso contemporaneo di entrambe le monete.
<P>
<SPEAKER ID=20 NAME="Bonde">
L'UEM non è un'opera architettonica che si aggiunge alle sette meraviglie del mondo, concorre piuttosto al titolo di più grande errore architettonico del mondo, poiché tende a dare al principale blocco commerciale del mondo una moneta unica basata su fondamenta che, fino all' introduzione, hanno retto solo per cinque anni, dopo la guerra, in Germania.
In tutti gli altri l'inflazione è stata superiore al 2%.
Venerare questo obiettivo non è solo sciocco, ma è un vero e proprio crimine nei confronti delle numerose famiglie nelle quali il padre o la madre ora tornano a casa con una lettera di licenziamento invece di una busta paga.
La vacca sacra dell'UEM è peggio delle vacche sacre indiane.
Queste ultime almeno non frenano le possibilità di creare crescita e occupazione.
<P>
L'assurdità appare quando si confronta la politica economica danese con quella condotta negli undici paesi della zona euro o UEM.
La crescita danese in un periodo di cinque anni è stata pari al doppio: 20% invece del 10%, e la disoccupazione si è dimezzata.
Questo dovrebbe essere positivo, secondo i criteri adottati dalla gente comune, ma nell'UEM una politica di questo tipo è completamente illecita, o peggio, addirittura anticostituzionale perché è stata attuata con un deficit del 3,9% nella finanziaria, e questo avrebbe comportato una sanzione da parte dell'Unione europea di 5-600 milioni.
Alcuni dicono che la politica può essere modificata, riunendosi attorno ad un tavolo, ma sono chiacchiere, perché la politica può essere modificata solo modificando direttamente il Trattato, la costituzione, il Trattato di Amsterdam o quello di Maastricht.
E' lì che si trova la fonte degli errori.
Si può criticare la Banca centrale perché aumenta i tassi invece di ridurre la disoccupazione, ma la Banca centrale si limita a fare quello che il Trattato le dice di fare.
E' il Trattato che deve essere modificato.
La moneta unica dovrebbe almeno essere trasformata in una moneta comune che consenta ai paesi di avere le proprie valute per condurre una politica economica a vantaggio dell'occupazione.
E potrà essere un tipo di politica economica piuttosto che un altro, saranno i paesi stessi a poterlo decidere.
<P>
<SPEAKER ID=21 NAME="Solbes">
Signor Presidente, desidero innanzi tutto congratularmi con la relatrice, la onorevole Torres Marques, per la sua relazione e ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al dibattito di oggi.
La mia presenza qui è giustificata essenzialmente dall' importanza che l' intero processo d' introduzione dell' euro continua a rivestire per la Commissione, e in particolare per me in quanto responsabile degli affari economici e finanziari.
<P>
Evidentemente l' introduzione dell' euro - come sottolineato da alcuni oratori - ha avuto finora un gran successo, nonostante le possibili discussioni su punti specifici.
Tuttavia - come è già emerso nel corso del dibattito - è pur vero che il momento delicato, il momento della verità, sarà il 1º gennaio 2002, quando avranno corso legale le banconote e le monete in euro.
<P>
Ne scaturirà ovviamente tutta una serie di problemi pratici, che la relazione ha giustamente indicato e sui quali vorrei soffermarmi.
Non credo si possa dire che siamo in una situazione di big bang o di doppia circolazione già in corso.
L' accorciamento dei periodi a cui si è fatto riferimento porterà ad un' introduzione rapida delle banconote e delle monete - ed è questa forse la nuova dicitura che dovremmo adottare.
Una simile introduzione rapida non si può evidentemente realizzare da un giorno all' altro.
Non può esistere alcun big bang, ma nessuno ha parlato di un lungo periodo di doppia circolazione.
Si tratta piuttosto del tempo minimo necessario perché l' introduzione avvenga rapidamente, e questo non può che essere positivo.
<P>
Ci si pone un altro problema, quello della prealimentazione, che è stato oggetto di discussione - lo sapete bene - sia in seno alla Banca centrale europea sia in sede di Consiglio ECOFIN.
Quest' ultimo ha già fatto accennato ad una certa prealimentazione di monete. La prealimentazione di banconote al di fuori del sistema finanziario comporta alcune difficoltà di ordine giuridico e pratico.
E' tuttavia prevedibile che queste difficoltà, per lo più legate al tipo di monete o di banconote che gli sportelli automatici oggi erogano, si possano risolvere.
<P>
Occorre affrontare alcuni problemi concreti, già ricordati in quest' Aula.
Che cosa succederà nel periodo a cavallo tra la fine del 2001 e l' inizio del 2002, con tutta la gente che in quei giorni circolerà in Europa?
Come possiamo risolvere questo problema?
Si tratta di un punto specifico che merita tutta la nostra attenzione.
Non possiamo chiedere alle persone di andare a cambiare la loro valuta nazionale in un luogo diverso dal loro paese d' origine, introducendo alcuni problemi pratici sotto tutti i punti di vista.
<P>
Per quanto attiene alla doppia indicazione dei prezzi, concordo sulla necessità di definire un momento a partire dal quale questa doppia indicazione sia assolutamente obbligatoria.
Si tratta in effetti dell' unico modo per cominciare a fare qualche paragone, anche se siamo tutti consapevoli del fatto che solo negli ultimi mesi del 2001 i cittadini inizieranno veramente a fare raffronti.
A mio giudizio, la differenza dei prezzi indurrà un cambiamento così sostanziale che il riferimento a prezzi precedenti durerà pochissimo tempo.
Dovremo tutti adattarci ai nuovi prezzi.
<P>
Un punto molto importante sollevato dalla relazione riguarda la politica d' informazione e l' adattamento alla nuova realtà da parte dei gruppi più vulnerabili.
Alcuni oratori hanno fatto riferimento anche alla necessità di proseguire questa politica d' informazione. Sono assolutamente d' accordo.
La Commissione sta attualmente elaborando un nuovo piano d' azione relativo alla politica d' informazione, che comprende ovviamente anche il Parlamento.
Si tratta di un' operazione alla cui realizzazione devono contribuire tutte le Istituzioni interessate, soprattutto il Parlamento, che ha una relazione diretta con il cittadino.
A tal fine - ne abbiamo già parlato in sede di commissione per i problemi economici ma ripeto qui l' offerta - sono pronto ad avviare un' iniziativa comune per vedere come risolvere nel modo più efficiente i problemi di comunicazione.
Dovremo ovviamente coinvolgere i gruppi sociali che, per un motivo o per l' altro, incontreranno le maggiori difficoltà per ottenere una conoscenza adeguata della nuova valuta.
<P>
Non penso che il tema del denaro elettronico crei problemi particolari.
C' è tuttavia un punto interessante su cui vorrei porre l' accento: la questione dei sistemi di pagamento soprattutto nelle operazioni al dettaglio.
Mentre il sistema di pagamento per le grandi operazioni ha funzionato molto bene, è innegabile che il problema delle eccessive commissioni sui cambi stia attualmente generando un ambiente negativo, essendo andate deluse le nostre aspettative di un miglioramento nel costo dei cambi valutari in questo periodo.
<P>
Ritengo di fondamentale importanza avviare sistemi di compensazione o di pagamento che ci permettano di abbattere tali costi.
Esistono già iniziative in questo senso. La Commissione le appoggia.
Occorre comunque pervenire ad un sistema che eviti costi così alti come quelli attuali e porre in essere una serie di norme comuni che ci consentano di far fronte a qualunque difficoltà.
<P>
Ringrazio quindi per la relazione, che si colloca come un elemento importante per tutto questo processo di introduzione dell' euro, e spero di poter contare ancora sull' appoggio del Parlamento, com' è avvenuto finora.
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<SPEAKER ID=22 NAME="Presidente">
La discussione è chiusa.
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La votazione si svolgerà oggi, alle 11.00.
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<CHAPTER ID=3>
Pesca
<SPEAKER ID=23 NAME="Presidente">
L' ordine del giorno reca, in discussione congiunta, le seguenti relazioni:
<P>
A5-0067/199, presentata dalla onorevole Fraga Estévez a nome della commissione per la pesca, sulla proposta di regolamento del Consiglio (CE) relativo all' Organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell' acquacultura (COM(99) 55 - C4-0141/199 -1999/0047 (CNS))
<P>
A5-0025/1999, presentata dall' onorevole Gallagher a nome della commissione per la pesca, sulla proposta di regolamento del Consiglio recante terza modifica del regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche di protezione del novellame (COM(99) 141 - C4-0224/1999 - 1999/0081(CNS)).
<P>
<SPEAKER ID=24 NAME="Fraga Estévez">
Signor Presidente, l' attuale Organizzazione comune dei mercati aveva già dato segni di declino, non essendo più capace di rispondere alle nuove sfide di un mercato come quello dei prodotti della pesca, profondamente globalizzato e competitivo, in cui l' Unione europea dipende fortemente dalle importazioni.
Il Parlamento aveva più volte segnalato questo divario ed aveva chiesto a gran voce modifiche sostanziali.
<P>
Oggi discutiamo finalmente della relazione elaborata dalla commissione per la pesca su una proposta di regolamento che non si limita ad una semplice riforma della OCM ma prevede una nuova regolamentazione.
Non si tratta dunque di un dibattito qualsiasi, essendo in gioco uno dei quattro pilastri della politica comune della pesca.
Spero che questo dibattito sia proficuo e responsabile come quello svoltosi in sede di commissione, in quanto la relazione - che vi chiedo di approvare - è frutto di un laborioso compromesso fra i gruppi politici e i diversi interessi settoriali e nazionali.
<P>

Nella mia qualità di relatrice, ritengo sia giusto riconoscere che la proposta iniziale della Commissione migliorava notevolmente la OCM attuale, potenziando in particolare il ruolo fondamentale che nella commercializzazione dei prodotti svolgono le organizzazioni dei produttori e attribuendo loro maggiori e migliori meccanismi per un corretto funzionamento e per un esercizio più responsabile della pesca e della commercializzazione.
<P>
In merito a due aspetti molto importanti, tuttavia, la nostra commissione ha dovuto modificare il testo della proposta e in entrambi i casi lo ha fatto con gli emendamenti di compromesso a cui ho accennato in precedenza.
Il primo di questi è consistito nell' inserimento dei prodotti dell' acquacoltura e dei frutti di mare, per i quali non era previsto alcun aiuto alla commercializzazione.
Si tratta in realtà di due sottosettori che, così come la pesca, non possono restare esclusi da un sistema il cui obiettivo è quello di adeguare l' offerta alla domanda; l' acquacoltura, in particolare, è in fase di espansione e ha bisogno di un' appropriata programmazione della produzione fin dall' inizio per evitare, nella misura del possibile, crisi come quelle che periodicamente colpiscono ad esempio i produttori di salmone.
<P>

Ancora più grave si è rivelato l' altro aspetto della proposta che abbiamo modificato; se infatti, come sottolineavo all' inizio, questo è uno di quei regolamenti per cui occorre agire senza precipitazione nel proporre per le importazioni il passaggio da un sistema di contingenti ad uno di sospensioni tariffarie a tempo indeterminato, la Commissione ha operato non solo in modo irriflessivo ma addirittura con una buona dose di frivolezza e irresponsabilità.
<P>
La commissione per la pesca - sia ben chiaro - non è contraria al sistema delle sospensioni tariffarie.
Tuttavia, con un sistema del genere, equivalente ad uno smantellamento tariffario volontario, bisogna essere sicuri di non mettere a repentaglio imprese comunitarie che producono e commercializzano gli stessi prodotti.
La proposta della Commissione conteneva vari prodotti per i quali esiste una produzione comunitaria, talvolta anche importante, come sembra emergere dallo studio attualmente in corso che il Consiglio ha richiesto, alla luce delle cifre scarsamente giustificate della Commissione.
<P>
A proposito di uno di questi prodotti, i filetti di tonno, ad esempio, tale studio sembra evidenziare livelli di deficit fra 1.500 e 3.000 tonnellate.
La Commissione, pertanto, in modo superficiale e senza il riscontro dei dati, era pronta a far affondare un settore comunitario con migliaia di posti di lavoro oltre ai suoi stessi sistemi di aiuti allo sviluppo per i paesi interessati dal regime SPG e ACP, a fronte di una necessità d' importazione reale inferiore alle 3.000 tonnellate, che si possono tranquillamente coprire con il sistema attuale dei contingenti tariffari.
Sebbene sia stato particolarmente difficile giungere a un compromesso su questo tema in sede di commissione, i fatti sembrano darci ragione, visto che, dopo l' accordo politico raggiunto nell' ultimo Consiglio dei ministri, sia i filetti di tonno che le aringhe non rientrano più nel sistema di sospensioni tariffarie, oltre a una serie di modifiche relative ad altri prodotti compresi nell' allegato V.
<P>
Ritengo dunque che la proposta della Commissione fosse approssimativa e pericolosa.
Siamo lieti che il Consiglio abbia apportato la sua rettifica, che si unisce alla nostra, anche in merito alla flessibilità dei ritiri.
Con queste due modifiche importanti introdotte in sede di commissione, oltre ad altre, come una maggiore precisione nell' etichettatura e l' informazione dei consumatori, il Parlamento contribuisce ad evitare che un testo - pur valido in alcune sue parti - diventi lettera morta appena vista la luce.
Chiedo pertanto all' Aula di approvare questa relazione.
<P>
Signor Presidente, in conclusione vorrei ringraziare tutti i colleghi che hanno partecipato al raggiungimento di questo compromesso con il loro operato e la loro collaborazione con la relatrice.
Nel chiedere ancora una volta l' approvazione dell' Assemblea, vi ringrazio e mi congratulo con l' onorevole Gallagher per la sua relazione.
<P>
<SPEAKER ID=25 NAME="Gallagher">
Signor Presidente, signor Commissario, nel presentare questa relazione sulla conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame sono certo che le proposte si basano su seri fondamenti scientifici.
Come i miei colleghi del Parlamento europeo sapranno, la commissione per la pesca ha sostenuto con forza le misure tecniche di conservazione basate su dati tecnici e scientifici.
<P>
Questo è particolarmente vero in relazione agli sforzi fatti per abbinare i dati scientifici alle osservazioni sulla pesca.
I pescatori trascorrono in mare più tempo degli scienziati, il mare è il loro ambiente naturale ed essi hanno occasione di osservarlo quotidianamente.
I pescatori comprendono meglio di quanto si possa pensare gli spostamenti del pesce e i fattori che incidono sulle riserve ittiche semplicemente perché il pesce è il loro mezzo di sostentamento.
I deputati ricorderanno il parere positivo sul merito delle misure adottate e sulla risoluzione del 25 ottobre 1996, la relazione Gallagher e il parere del 26 aprile 1998 sull'applicazione di misure tecniche alla politica comune per la pesca.
Il 30 marzo 1998 il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento 850/98 per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame.
Questo regolamento sostituiva il regolamento 894/97, ad eccezione degli articoli 11, 19 e 20 relativi alle reti da posta derivanti, trattate in altra sede.
<P>
Dopo che il regolamento è stato approvato e pubblicato, si è reso necessario includervi anche le nuove informazioni sottoposte all'attenzione della Commissione.
La data prevista per l'entrata in vigore del regolamento del 13 marzo 1998 è il primo gennaio del prossimo anno.
Occorre tuttavia includere nel regolamento che entrerà in vigore il primo gennaio i dati supplementari e gli sviluppi verificatisi dopo la sua pubblicazione in modo da far sì che essi divengano parte integrante dello stesso.
La presente proposta di regolamento del Consiglio prevede alcune modifiche spaziali e temporali alle restrizioni della pesca destinate a proteggere la riproduzione della cosiddetta aringa del Douglas Bank nel mare d'Irlanda.
Considerando l' attuale buono stato di salute delle riserve di aringhe, le modifiche proposte consentono di ridurre in senso spaziale e temporale le restrizioni della pesca; ciò dovrebbe consentire maggiori opportunità di pesca, assicurando nel contempo la necessaria protezione affinché non si ripeta il crollo delle riserve registrato negli anni ' 70.
<P>
Mi rallegro del fatto che la commissione abbia appoggiato la proposta a livello scientifico, tecnico ed economico dopo aver esaminato la relazione del comitato di consulenza per la gestione delle attività di pesca nel corso della sessione del novembre 1999, assieme alle disposizioni specifiche per l'uso della sciabica danese nella cosiddetta "plaice box" .
Tali disposizioni costituiscono la semplice correzione di una svista nel testo originale.
Le condizioni sull'uso del cianciolo stabilite nell' ambito dell' accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini che la Comunità ha deciso di applicare provvisoriamente prevedono una revisione delle dimensioni delle maglie per quanto riguarda due specie di gattucci.
Le misure tecniche di conservazione avranno un ruolo importante nella tutela delle riserve di novellame e ridurranno la minaccia di ulteriori crolli di tali riserve.
<P>
Il Parlamento, la Commissione e il Consiglio devono lanciare un messaggio chiaro all'industria ittica, devono sottolineare che rispetteranno i comportamenti corretti e che i pescatori che si atterranno alle misure tecniche di conservazione stabilite da accreditati scienziati europei in collaborazione con i pescatori saranno quelli che vi trarranno maggior beneficio.
Se sarà necessario introdurre alcune modifiche alla luce dei nuovi sviluppi, senza dubbio la Commissione presenterà ulteriori proposte, e sono certo che la commissione per la pesca e il Parlamento risponderanno in modo sollecito.
<P>
Desidero ringraziare gli onorevoli colleghi, i funzionari della commissione per la pesca e quelli della Commissione europea per il loro aiuto nella stesura di questa relazione, e congratularmi con la onorevole Fraga Estévez per il modo in cui ha presentato la sua esaustiva relazione.
Devo dire, tuttavia, che mi rammarico del fatto che il Consiglio abbia già deciso e che quindi stiamo discutendo di una relazione in merito alla quale è stata già presa una decisione.
<P>
Vorrei chiedere: ordiniamo le nostre attività nel modo corretto?
Il Commissario Fishler ci ha detto che non saremmo stati corresponsabili, ma che le nostre opinioni sarebbero state prese in considerazione.
Ma com'è possibile che le nostre opinioni vengano prese in considerazione quando siamo costretti a discutere di una relazione in merito alla quale in Consiglio ha già preso una decisione?
Spero vivamente che il Consiglio e la Commissione vogliano tenere conto della nostra opinione.
<P>
Ovviamente essi stanno controllando i progressi della relazione tramite la commissione, e mi fa piacere che abbiano respinto la proposta di permettere l'ingresso nell'Unione di quantità illimitate di aringhe, di quantità di pesce fresco, congelato o surgelato con tariffe doganali preferenziali.
A partire dal 2001 la quantità di aringhe da importare è stata ridotta a 20.000 tonnellate, specialmente perché i prezzi dell'aringa nella Comunità sono attualmente più bassi che mai.
Ciò accade perché il mercato comunitario è sovraccarico di aringhe congelate e di pesce a basso costo provenienti dalla Norvegia, e alcune società tedesche hanno aperto in Polonia impianti di produzione a basso costo per la trasformazione del pesce norvegese esente da dazi doganali da esportare in Germania.
Dobbiamo ricordare che abbiamo doveri e responsabilità nei confronti dei pescatori comunitari, e che dobbiamo tutelare i loro diritti.
<P>
<SPEAKER ID=26 LANGUAGE="DE" NAME="Langenhagen">
Signora Presidente, ribadisco con vigore quanto appena affermato dall' onorevole Gallagher a proposito del metodo di lavoro: bisogna apportarvi dei cambiamenti.
Innanzitutto, una buona notizia: al termine del trilogo tra Consiglio, Commissione e Parlamento, ieri nell' ambito della commissione per i bilanci mi è stato assicurato che in seconda lettura sarà garantito il finanziamento dell' importante accordo di pesca con il Marocco.
E' stato compiuto un passo di grande rilievo ed è stata posta una solida base per i prossimi negoziati.
<P>
Nel corso della discussione svoltasi nella commissione per la pesca sulla relazione della onorevole Fraga si sono notati i primi accenni di una svolta che il prossimo anno assumerà maggiori dimensioni.
La battaglia comune condotta in commissione ci ha uniti, a livello sia generale sia individuale.
Si trattava - e si tratta tuttora - di assicurare l'approvvigionamento di pesce sul mercato europeo e la produzione mirata per le esportazioni al fine di mantenere i posti di lavoro diretti ed indiretti in mare e a terra.
Siamo una comunità solidale e così deve essere.
<P>
Adesso abbiamo un nuovo Parlamento ed una nuova Commissione con molte facce nuove che perseguono nuovi obiettivi.
La situazione di mercato, non solo in considerazione dei negoziati dell' OMC, e la diversa percezione di vecchie consuetudini da parte dei nuovi arrivati modificano anche i contenuti e il peso delle tematiche discusse all' interno della commissione.
Pertanto anche in futuro dovremo sempre più tener conto del differente modo di vedere le cose.
La relatrice ha presentato un testo assai ponderato, che in sede di votazione è stato approvato a maggioranza.
Il risultato ottenuto non ha però soddisfatto alcuni membri della commissione, per cui il dibattito diverrà ancora più acceso.
La commissione per i bilanci aveva avanzato già da tempo una richiesta in tal senso.
Ciò non significa che si voglia rinunciare alla solidarietà con un comparto politico ed economico dell' Unione europea a rischio, ma importante.
<P>
Non si può pretendere però solidarietà soltanto da una parte.
Le questioni irrisolte riguardanti la relazione dell' OCM sono: di quante sovvenzioni e tariffe doganali hanno bisogno i pescatori? L' industria è in grado di sostenere uno spazio commerciale globale e liberalizzato?
Che rapporto vi può essere tra libera concorrenza e concorrenza leale?
I sussidi sono soggetti alla disponibilità di fondi destinati all' autoaiuto.
Ma la rete non deve essere stretta al punto che non occorra più che l' interessato si dia da fare per affermare in maniera autonoma il suo ruolo sul mercato della domanda e dell' offerta.
Dove intendiamo fissare il confine tra economia privata e economia pianificata?
Le domande si accumulano.
Inoltre il bilancio dell' Unione europea è limitato.
<P>
Perché si vuole assegnare un supporto finanziario all' acquacoltura?
Si tratta di un nuovo segmento di mercato, legato all' allevamento, che, se gestito in maniera efficace, garantisce una maggiore stabilità a livello di offerta e di programmazione rispetto alla pesca tradizionale.
Non sarebbe forse più opportuno fornire un maggior contributo finanziario all' attività della pesca e alle opportunità di mercato ad essa connesse?
E' comprensibile che gli Stati membri non rinuncino alle sovvenzioni dell' Unione europea in questo comparto.
Da tutto ciò desumo che la proposta della Commissione è stata notevolmente modificata; pertanto, per i motivi sopra menzionati, bisogna rispettare i voti contrari e le astensioni.
La discussione sull' OMC non è ancora conclusa.
<P>
<SPEAKER ID=27 LANGUAGE="ES" NAME="Miguélez Ramos">
Signora Presidente, anch' io desidero congratularmi con l' onorevole Gallagher per l' eccellente lavoro svolto.
Sono ormai due anni che discutiamo del mercato comunitario della pesca in ogni dettaglio e oggi finalmente spetta al Parlamento in sessione plenaria definire la sua posizione attraverso questa relazione, che è stata approvata a larga maggioranza in sede di commissione per la pesca.
<P>
Il mercato comunitario dei prodotti della pesca è deficitario.
Il 60 percento dei consumi proviene da importazioni.
Il nostro settore comunitario della pesca è straordinariamente attivo e competitivo, oltre a svolgere una funzione fondamentale nel mantenimento della coesione economica e sociale dell' Europa.
Il nostro dovere, pertanto, è quello di assicurarne il futuro.
Il mercato europeo non è un mercato chiuso.
E' un mercato aperto, a cui i prodotti provenienti da paesi in regime di preferenze generalizzate accedono senza tariffe o con tariffe basse.
Ai nostri pescatori abbiamo imposto pratiche rigorose in termini di attrezzature, conservazione e trattamento della pesca, che non sono obbligatorie per le flotte straniere.
Nella preferenza comunitaria, quindi, il gruppo socialista vede un impegno verso il settore comunitario della pesca, la nostra gente, i pescatori, i lavoratori dell' industria della pesca e gli armatori, che sperano di poter mantenere la propria attività e i propri posti di lavoro.
<P>
Pertanto non occorre, come proponeva la Commissione, sostituire il regime attuale dei contingenti tariffari - che è flessibile - con la sospensione totale o parziale dei dazi.
Ci opponiamo a questo smantellamento in quanto riteniamo che sia necessario non proteggere, come diceva la onorevole Langenhagen, ma almeno difendere un settore competitivo e moderno, ancora impreparato alla liberalizzazione totale, come molti altri settori.
<P>
Ci sono varie questioni che continuano a destare la nostra preoccupazione: per esempio, i tagli al finanziamento, il fatto che dal campo di applicazione restino esclusi settori d' importanza crescente come l' acquacoltura, la scarsa concretezza delle informazioni al consumatore - la onorevole Fraga faceva riferimento alla distribuzione delle zone che la Commissione ha proposto - o la mancanza di altri dati significativi come la taglia minima.
<P>
Fra le priorità del gruppo socialista figura la difesa dei consumatori e la difesa della qualità è un modo di difendere questi diritti.
Siamo pertanto favorevoli a misure che promuovano i prodotti della pesca di qualità; allo stesso tempo chiediamo una gestione sostenibile delle risorse per garantire il futuro della pesca.
Sì alla pesca dunque, ma con un occhio alle necessità del mercato e alla gestione rispettosa del prodotto.
<P>
In sintesi, noi socialisti desideriamo assicurare la tutela dei produttori, dei consumatori e degli importatori europei; con la relazione approvata dalla commissione per la pesca, con l' eccellente lavoro della relatrice, la onorevole Fraga - con la quale mi congratulo - e con l' accordo raggiunto in sede di Consiglio dei ministri, possiamo dichiararci per lo più soddisfatti.
<P>
<SPEAKER ID=28 LANGUAGE="EN" NAME="Attwooll">
Signora Presidente, il nostro gruppo accoglie con favore la proposta di Organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca dal momento che ciò aumenterà il grado di informazione dei consumatori, rafforzerà le organizzazioni dei produttori dando loro incentivi per una gestione migliore, e creerà una maggiore stabilità nell'approvvigionamento del pesce all'industria di trasformazione.
<P>
Crediamo inoltre che per molti aspetti la relazione introduca notevoli miglioramenti alla proposta originale, e ce ne congratuliamo con la onorevole Fraga.
Ci sono tuttavia alcuni punti in merito ai quali continuiamo ad avere qualche perplessità.
In primo luogo vi sono vari articoli (come l'articolo 11, paragrafo 2) in cui le proposte originali della Commissione ci sembrano più efficaci degli emendamenti per quanto riguarda la tutela dallo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche.
<P>
In secondo luogo siamo dell'opinione che i prezzi guida dovrebbero essere fissati sulla base della media dei prezzi rilevati nei porti nazionali piuttosto che di quelli rappresentativi in quanto la descrizione delle caratteristiche di questi ultimi è alquanto carente.
<P>
In terzo luogo alcuni di noi pensano che i costi aggiuntivi previsti non garantiscano l'applicazione all'acquacoltura di alcune delle misure, anche se debbo dire che non condivido personalmente questa opinione.
L'acquacoltura ha un'enorme importanza in Scozia, dove le fragili economie locali spesso dipendono da questa attività.
<P>
Per finire siamo indecisi in merito all'articolo 28 e al suo emendamento.
Da un lato temiamo che l'emendamento possa ritardare l'applicazione della normativa e abbiamo qualche perplessità sul suo contenuto; dall'altro, riconosciamo che la sospensione tariffaria dovrebbe basarsi su criteri razionali e non su un semplice elenco fornito dagli Stati membri.
Attendiamo che la Commissione fornisca tali criteri.
<P>
Tutto sommato riteniamo che le misure adottate siano in linea con la prevista regionalizzazione della politica comune della pesca che sosteniamo caldamente, e speriamo che si possano presentare presto al Parlamento proposte a tal fine.
<P>
<SPEAKER ID=29 LANGUAGE="FR" NAME="Piétrasanta">
Signora Presidente, onorevoli parlamentari, in quanto nuovo deputato sono particolarmente lieto di prendere oggi per la prima volta la parola dinanzi a questa Assemblea e, in veste sindaco di Mèze, piccolo comune nella regione dell' Hérault nel sud della Francia, ma anche uno dei primi porti per la pesca artigianale nel Mediterraneo, vicino a Sète, il porto principale, mi rallegro di poterlo fare in merito alla pesca e all'eccellente relazione della onorevole Fraga Estévez.
<P>
Va detto che oggi tutti i porti di pesca sulle sponde europee del Mediterraneo sono in sciopero, sciopero indetto ieri, perché i pescatori contestano il prezzo del gasolio e il crollo dei prezzi del pesce azzurro, del tonno, della sardina, come anche delle anguille che non si vendono più.
Esiste un reale problema di mercato e tutta la categoria professionale sta affondando.
I pescatori insorgono contro le direttive europee che, a loro giudizio, sono troppo restrittive, per cui, nell'ambito di discussioni come questa, abbiamo bisogno di dimostrare il nostro sostegno al settore.
<P>
In merito all'eccellente relazione della onorevole Fraga Estévez mi preme sottolineare tre punti.
In primo luogo, l'aspetto della rintracciabilità. Il gruppo Verts/ALE è a favore di un'etichettatura dettagliata dei prodotti, dalla prima vendita all'ultima, affinché si sappia dove il prodotto è stato pescato, come è stato pescato e anche se si tratta di un prodotto della pesca o dell'acquacoltura.
Noi speriamo di andare persino oltre le proposte formulate dalla Commissione.
<P>
In secondo luogo, per quanto riguarda il ritiro e la distruzione, viene fissato un prezzo di riferimento (un prezzo orientativo) e vengono concesse sovvenzioni allorquando i prodotti della pesca restano invenduti.
Vengono inoltre concesse sovvenzioni per la conservazione e lo stoccaggio dei prodotti.
Orbene, il nostro gruppo è favorevole se si tratta di conservare i prodotti, di non sprecarli, ma non siamo d'accordo se si tratta di incrementare le attività di pesca per poi distruggere i prodotti.
Noi riteniamo che si debbano sensibilizzare le organizzazioni di produttori in modo che il programma di pesca sia stabilito in modo corretto per tutto l'anno e non si favorisca una pesca intensiva per poi distruggere i prodotti.
Questo è un aspetto fondamentale, che richiede forse un aumento del prezzo di riferimento, se non addirittura una procedura completa, ma noi speriamo che la risorsa venga gestita in modo oculato.
<P>
Terminerei infine ricordando che, per quanto concerne i dazi doganali, noi non siamo favorevoli alla loro sistematica abolizione.
Prima di decidere quali dazi abolire, è necessario avviare uno studio di impatto, come propone la onorevole Fraga Estévez, e stabilire criteri obiettivi.
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Il nostro gruppo appoggia la relazione della onorevole Fraga Estévez, come anche la relazione dell'onorevole Gallagher.
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<SPEAKER ID=30 LANGUAGE="ES" NAME="Jové Peres">
Signora Presidente, l' Organizzazione comune dei mercati nel settore della pesca e dell' acquacoltura costituisce uno degli elementi più importanti della politica comune della pesca.
Spero che il Consiglio, anche alla luce degli impegni assunti, tenga in debito conto i risultati del dibattito e soprattutto la relazione della onorevole Fraga.
<P>
Quanto ai contenuti della relazione, vorrei congratularmi con la onorevole Fraga, che ha sempre lavorato molto bene; desidero, in particolare, riconoscere gli sforzi compiuti per giungere ad un compromesso.
E' ovvio che un compromesso non riesce a soddisfare tutti e questo caso non si sottrae alla regola.
C' è un unico aspetto della relazione che mi lascia insoddisfatto, cioè la proposta di ampliare i limiti fissati dalla Commissione per i ritiri.
A fronte di una sempre maggiore penuria di risorse ittiche, sembra assurdo pescare per poi distruggere e la distruzione di proteine di qualità rasenta l' immoralità.
Ciò rispecchia una delle lacune della proposta della Commissione, che avrebbe dovuto completare il quadro dell' OCM con un meccanismo di mantenimento del reddito dei lavoratori del settore della pesca che permettesse di limitare l' incidenza del calo dei prezzi e di rendere perciò superfluo il ricorso al ritiro e alla distruzione dei prodotti della pesca.
<P>
La proposta della Commissione risulta immatura ed è pervasa da un senso d' inerzia: inerzia verso le restrizioni di bilancio e nella regolamentazione del commercio esterno.
Si sarebbe potuta cogliere l' occasione per stabilire un sistema chiaro e trasparente di disciplina del commercio esterno.
Per queste ragioni mi sembra che la relazione della onorevole Fraga sia molto più preziosa; il mio gruppo pertanto appoggia pienamente i suoi sforzi e il compromesso raggiunto, nonostante le riserve cui ho accennato nel mio intervento.
<P>
Il mio gruppo sostiene inoltre la relazione dell' onorevole Gallagher, con il quale desidero congratularmi.
<P>
<SPEAKER ID=31 NAME="Musumeci">
Signora Presidente, la nuova proposta di regolamento sull'Organizzazione comune dei mercati nel settore della pesca e dell'acquacoltura presenta alcuni aspetti nuovi e interessanti per un'approfondita riflessione che non mi è, purtroppo, possibile argomentare in questa sede.
L'essere rappresentante della maggiore isola del Mediterraneo la Sicilia e presidente della provincia di Catania, dove alto è il numero degli addetti alla pesca, mi consentirebbe, peraltro, di portare contributi di esperienze quotidiane.
<P>
Oggi, però, vorrei muovere alcune critiche costruttive, augurandomi che possano contribuire al miglioramento della proposta di regolamento in questione.
Per quanto riguarda l'informazione dei consumatori, sono pienamente d'accordo con la Commissione quando propone l'obbligo dell'etichettatura che indichi la denominazione della specie, la cattura nonché la zona di cattura.
Tuttavia, al fine di rendere più responsabili i consumatori e più trasparente il mercato, si dovrebbero inserire altri dati, come ad esempio la taglia minima legale, che permettono di rispettare le risorse alieutiche.
Per quanto concerne le organizzazioni dei produttori, è vero che bisogna responsabilizzarle maggiormente, per quanto riguarda sia l'organizzazione del mercato che la gestione razionale delle risorse; sarebbe però opportuno e a questo proposito sottolineo la pertinenza dell'emendamento n. 67, presentato dal mio gruppo politico che fosse possibile agli Stati membri concedere aiuti complementari alle organizzazioni di produttori che sviluppano misure di valorizzazione delle specie pescate e di adeguamento dell'offerta alla domanda tramite azioni strutturali dello SFOP.
Visto e considerato che ed è stato qui ribadito stamani secondo i dati forniti dalla Commissione, il 60 per cento dei prodotti della pesca consumati nell'Unione europea provengono da importazioni, bisognerebbe sostenere in modo sostanzioso e capillare l'acquacoltura, che rappresenta un'opportunità economica importante per le comunità marittime.
Spesso non vi si accede per mancanza di conoscenza.
<P>
Infine, vorrei concludere ringraziando l'onorevole Fraga Estévez per aver sostenuto gli emendamenti presentati dal gruppo UEN in sede di commissione per la pesca.
<P>
<SPEAKER ID=32 LANGUAGE="ES" NAME="Varela Suanzes-Carpegna">
Signora Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, vorrei innanzi tutto congratularmi con entrambi i relatori della commissione per la pesca per le relazioni presentate oggi in questa sessione plenaria.
La relazione dell' onorevole Gallagher riguarda misure tecniche per la protezione del novellame, tema sempre sensibile che la nostra commissione ha costantemente sostenuto.
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Desidero sottolineare l' attenzione e la buona disposizione che il nostro relatore ha dimostrato dinanzi alla richiesta di nuove informazioni complementari rivolta alla commissione per la pesca; da qui il ritardo nella votazione della sua relazione in plenaria fino a quando non fosse esaudita la sua richiesta relativa alle ultime prove scientifiche a sostegno della copertura della zona geografica delimitata nel "Douglas Bank Box" nonché la ridefinizione delle condizioni e la loro estensione.
Spero che in questo modo - in linea con la richiesta formulata anche dalla onorevole Fraga - siamo riusciti ad assolvere alla funzione, precipua della nostra commissione per la pesca, di controllo minuzioso sull' attività della Commissione europea e sull' applicazione delle opportune prove scientifiche da parte delle Istituzioni comunitarie.
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Quanto alla relazione della onorevole Fraga, siamo di fronte a un tema fondamentale, uno dei pilastri della politica comunitaria della pesca: cioè l' Organizzazione comune dei mercati, di cui è evidente la rilevanza per l' intera attività della pesca.
Per questo motivo la relazione Fraga - peraltro magnifica - ha richiesto tempo per il compimento dell' iter parlamentare e per l' approvazione finale in sede di commissione il 22 novembre scorso.
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Si tratta - lo ribadisco - di un' eccellente relazione, che in molte parti importanti è il risultato di un consenso raggiunto mediante gli emendamenti di compromesso della relatrice e che modifica in modo sostanziale e in punti essenziali la proposta presentata dalla Commissione.
La soppressione dell' articolo 5, il tentativo della Commissione di creare nuove sospensioni tariffarie per prodotti sensibili come i filetti di tonno, la richiesta d' istituzione di laboratori di riferimento, l' inserimento dell' acquacoltura, il perfezionamento della disciplina relativa all' informazione dei consumatori sulle etichette commerciali dei prodotti della pesca, le percentuali dell' indennità compensativa per il tonno, la flessibilità in materia di ritiri, sono solo alcuni esempi di migliorie molto importanti introdotte dalla relazione Fraga, per cui desidero ancora una volta congratularmi con la relatrice.
Ritengo che dovremmo tutti compiacerci dell' elaborazione e del risultato di questa relazione, che dà prestigio al ruolo della nostra commissione per la pesca e a quello dell' Istituzione parlamentare.
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<SPEAKER ID=33 LANGUAGE="DE" NAME="Kindermann">
Signora Presidente, quanto affermato dalla Commissione nella motivazione è esatto.
La presente proposta relativa all' Organizzazione comune dei mercati nel settore della pesca e dell' acquacoltura riveste importanza fondamentale per l' intera politica della pesca nell' Unione europea.
Analizzando gli obiettivi generali elencati in detta motivazione, questi possono ricevere il nostro pieno appoggio.
Gestione responsabile delle risorse, miglioramento della competitività del settore, liberalizzazione del mercato, eccetera; tutte queste finalità incontrano il mio pieno consenso.
Destano però una certa preoccupazione gli strumenti con cui la Commissione e soprattutto la relatrice cercano di conseguire tali obiettivi.
Desidero sottolineare tre punti.
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Primo: a mio giudizio un problema che si presenterà nel futuro consiste nel prevedere di erogare, a differenza da quanto stabilito nelle precedenti disposizioni, ingenti aiuti diretti al settore della pesca.
Nessuno si oppone a tali interventi, ma ci si deve chiedere se in tal modo si potrà raggiungere a lungo termine l' obiettivo di rafforzare la competitività del settore.
Anche in caso di una limitazione temporale, così come proposto, si verificano comunque degli effetti di trascinamento, per cui non è da escludere che gli aiuti vengano mantenuti stabilmente.
A mio parere una migliore opportunità potrebbe essere individuata nell' ambito della politica in materia di fondi strutturali.
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Secondo: appoggio appieno l' intento di adeguare le disposizioni relative al commercio estero.
C' è però da chiedersi se esse siano sufficienti.
In realtà l' Unione europea dipende in larga misura dalle importazioni.
Per l' industria trasformatrice, la concessione di esenzioni o riduzioni doganali rappresenta in parte anche una questione di sopravvivenza.
<P>
Terzo: non mi associo alla relatrice per quanto riguarda l' inserimento dei prodotti dell' acquacoltura nella normativa che disciplina gli interventi.
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Pertanto, malgrado tutti gli sforzi compiuti dalla relatrice - che, come sempre, ha svolto un' enorme mole di lavoro - tesi a migliorare la proposta della Commissione -ed esprimo il mio profondo apprezzamento a tale riguardo - condivido soltanto in parte le conclusioni a cui è pervenuta.
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<SPEAKER ID=34 NAME="Nogueira Román">
Signora Presidente, onorevoli colleghi, come suggerisce la relatrice, la onorevole Carmen Fraga Estévez, la proposta del nuovo regolamento del Consiglio con il quale si istituisce l' Organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell' acquacoltura viene presentata in una congiuntura particolare in cui i paesi dell' Unione europea costituiscono di fatto uno dei maggiori mercati mondiali di prodotti ittici.
Dato il deficit dell' offerta interna, importiamo prodotti per il 60% dei consumi.
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La perequazione dell' offerta e della domanda dei prodotti della pesca deve rispondere ad una duplice considerazione: tenere conto delle esigenze dei consumatori e assicurare lo sviluppo del settore ittico.
Come è noto, il settore ittico, concentrato in certi paesi come il mio, la Galizia, contribuisce in modo decisivo all' attività economica.
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La relazione della onorevole Fraga Estévez risponde adeguatamente a tale duplice esigenza e merita il sostegno del Parlamento.
Avrà comunque il nostro appoggio.
Migliorerà senz' altro il regolamento se saranno recepite le sue considerazioni e critiche sull' esiguo bilancio attribuito dal regolamento e sull' esclusione dall' OCM della quasi totalità della nostra acquacoltura, nonché le sue critiche alle norme relative all' informazione dei consumatori e la sua difesa dei contingenti tariffari laddove esista una produzione comunitaria.
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Chiediamo inoltre il vostro sostegno alla relazione dell' onorevole Gallagher.
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<SPEAKER ID=35 NAME="Figueiredo">
Signora Presidente, onorevoli colleghi, la proposta della Commissione per una nuova OCM per i prodotti della pesca e dell' acquacoltura non risponde in modo adeguato alle necessità e alle specificità del settore nei vari Stati membri, né tiene conto delle potenzialità ancora esistenti, cosa incomprensibile se si pensa che la Commissione stessa riconosce che l' Unione europea importa il 60% del propri consumi di prodotti ittici.
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Noto una totale assenza di lungimiranza nella riduzione di bilancio proposta: con meno di 20 milioni di euro all' anno non è possibile sperare in un rilancio del settore della pesca nell' Unione europea.
Inoltre questa OCM non garantisce il reddito dei pescatori, né tiene conto del fatto che alcuni paesi, come il Portogallo - ove predomina la piccola pesca costiera che rifornisce i consumatori di pesce fresco pescato nelle acque territoriali nazionali - le organizzazioni dei produttori sono molto deboli e non possono vedersi attribuire gravose responsabilità senza disporre di adeguati mezzi finanziari.
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Infine, come ricordato nella relazione della onorevole Fraga Estévez, la modifica del regime previsto di scambi con i paesi terzi non è accettabile date le possibili ripercussioni sulla produzione europea.
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<SPEAKER ID=36 LANGUAGE="FR" NAME="Souchet">
Signora Presidente, onorevoli parlamentari, dopo essermi congratulato con l'onorevole Gallagher per l'eccellente qualità della relazione che ci ha dettagliatamente esposto, dedicherò il resto del mio intervento alla relazione della onorevole Fraga Estévez.
La proposta della Commissione relativa alla riforma dell'OCM della pesca, così come è stata formulata, era inaccettabile e oserei dire schizofrenica.
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Infatti, sebbene condividiamo, e non potrebbe essere diversamente, gli obiettivi definiti dalla Commissione nelle sue motivazioni, dobbiamo purtroppo constatare che il dispositivo proposto non prevede gli strumenti necessari per conseguirli.
Anzi, la proposta di riforma della Commissione rimette in discussione i principi della preferenza comunitaria e della regolamentazione dei mercati così come sono esistiti sino ad oggi.
È palese peraltro lo squilibrio tra abolizioni tariffarie ingiustificate a favore dei paesi terzi e misure del tutto insufficienti per aiutare i pescatori comunitari a rafforzare la loro competitività.
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Nel suo progetto di relazione, la nostra relatrice, l' onorevole Fraga Estévez, ha inserito una serie di emendamenti che decisamente migliorano il testo, ma noi, con l'onorevole Gallagher, abbiamo nondimeno ritenuto indispensabile depositare altri 31 emendamenti.
Tengo a ringraziare i miei colleghi della commissione per la pesca perché 22 emendamenti sono stati approvati, il che consente di riaffermare i principi istitutivi della PCP e dell'OCM, oltreché conferire alle organizzazioni di produttori il ruolo e gli strumenti necessari per permettere loro di regolamentare e valorizzare al meglio i prodotti della pesca e dell'acquacoltura.
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In seduta plenaria ho depositato nuovamente, a nome del mio gruppo, otto emendamenti.
Tra questi, gradirei che la nostra relatrice sottolineasse l'importanza dell'emendamento n. 67, da aggiungere all'articolo 11, paragrafo 1, della proposta di regolamento.
Tale emendamento è volto a consentire agli Stati membri di concedere aiuti integrativi alle organizzazioni di produttori che, nel quadro dei programmi operativi previsti dall'articolo 9 del regolamento, istituiscono misure di valorizzazione delle specie pescate e di adeguamento dell'offerta alla domanda.
È necessario che tali aiuti possano essere finanziati nel quadro dello SFOP.
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So bene, onorevole Fraga Estévez, che lei approva e sostiene detto emendamento.
Spero dunque che esso sarà approvato dalla maggioranza di questa Assemblea, in quanto può contribuire al consolidamento e allo sviluppo delle organizzazioni di produttori che, lavorando efficacemente, consentono di evitare eccessive quantità temporanee di pescato e, grazie ai loro interventi di valorizzazione, di preservare i posti di lavoro in quelle zone che dipendono dalla pesca.
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Il Parlamento europeo, signora Presidente, ha svolto un ruolo decisivo per mantenere in vita il suddetto strumento finanziario, lo SFOP, e per definire correttamente le zone dipendenti dalla pesca nel quadro del nuovo Obiettivo 2.
Se in tal modo abbiamo potuto contribuire, insieme agli Stati membri, a mantenere un quadro giuridico e finanziario specifico per la PCP, ora è necessario che esso sia pienamente sfruttato per servire al meglio le esigenze delle zone costiere e marittime dipendenti dalla pesca.
Questo è quanto noi proponiamo.
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<SPEAKER ID=37 LANGUAGE="EN" NAME="McCartin">
Signora Presidente, desidero ringraziare l'onorevole Gallagher per la sua relazione e dire che sono completamente d'accordo con lui quando dice che dobbiamo accettare i dati scientifici che ci vengono forniti, e che le decisioni inerenti alla conservazione devono essere prese sulla base di tali dati, piuttosto che essere mosse da interessi politici.
Occorre ricordare che abbiamo le prove per dimostrare che, applicando adeguatamente le misure di conservazione e esercitando un controllo, si possono aumentare le catture dei pescatori europei per un valore di prodotto pari a 5 miliardi di euro all'anno.
Alla fine ciò potrebbe contribuire a compensare, almeno in parte, i pescatori delle perdite e le aree di pesca della perdita di posti di lavoro che hanno subito.
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Vorrei ringraziare la onorevole Carmen Fraga per la sua relazione, che fornisce un'ampia gamma di informazioni e suggerimenti alla Commissione e al Consiglio sulla questione del marketing.
Una delle caratteristiche straordinarie del pesce consiste nel fatto che, mentre i pescatori hanno difficoltà e perdono posti di lavoro, il prezzo al consumo del pesce, il solo tra tutti i prodotti alimentari, aumenta costantemente in Europa con il passare degli anni.
Contemporaneamente i margini di guadagno dei pescatori si riducono notevolmente.
Dobbiamo quindi riconoscere che occorre lavorare sodo nel settore del marketing e della trasformazione, e non credo che la dotazione finanziaria annua sia sufficiente per svolgere questo compito.
<P>
La pesca è molto diversa dalle altre occupazioni.
Nessuno produce il pesce: il pesce è lì, è una risorsa pubblica.
Perché sfruttare troppo questa risorsa e al contempo contribuire al ritiro del prodotto dal mercato?
Perché sfruttare troppo questa risorsa e al contempo importare un prodotto che rende i prezzi inaccettabili?
Occorre porre particolare attenzione al settore dell'aringa di cui ha parlato l'onorevole Gallagher.
Questo pesce viene venduto a prezzi più bassi del 20 percento rispetto a quelli dello scorso anno.
Si tratta pressappoco del 20 percento di quello che viene considerato il prezzo minimo della carne bovina nell'Unione europea. L'aringa è un prodotto di grande valore, di immenso valore per la salute e per la normale alimentazione dell'uomo.
Perché pescare tale prodotto per poi darlo via?
E' un errore da parte della Commissione proporre di modificare la normativa aggravando questo particolare problema.
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<SPEAKER ID=38 LANGUAGE="FR" NAME="Poignant">
Signora Presidente, onorevoli parlamentari, abbiamo votato in commissione la riforma dell'Organizzazione comune dei mercati dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura.
Si tratta di un argomento delicato, ma proprio per questo la relazione in questione era necessaria.
Il testo che abbiamo votato è un buon testo e siamo giunti ad un compromesso accettabile, un compromesso, a mio giudizio, come quelli che l'Unione europea sa raggiungere quando è in grado di superare gli interessi nazionali e, nel contempo, di difendere gli interessi comuni.
<P>
Quella della pesca, lo sappiamo bene, è una grande politica europea, anche se riguarda pochi europei, perlomeno in termini di produttori mentre, ovviamente, i consumatori sono molto più numerosi.
Dalla sua creazione nel 1970, il mercato comunitario della pesca ha già subito parecchi cambiamenti.
La sua regolamentazione vi si è adeguata ed è necessario considerare questa relazione come un'ulteriore tappa nella costruzione di un'organizzazione in cui vi sia equilibrio tra protezione e gestione della risorsa alieutica.
Oggi la relazione che ci viene presentata rafforza la posizione del consumatore e delle organizzazioni di produttori all'interno dell'organizzazione del mercato.
<P>
Non dimentichiamo tuttavia che questa riforma avrà ripercussioni sul settore della pesca e ne ricorderò rapidamente due.
Che ne sarà, per esempio, delle nostre aste, tenuto conto dei contratti di prevendita di cui all'articolo 12 ?
È necessario evitare che questa evoluzione comporti sconvolgimenti nei nostri territori.
In secondo luogo, cosa succederà in caso di crisi congiunturale del settore della pesca se non viene approvata alcuna disposizione in merito alle circostanze eccezionali?
È meglio prevederle per far fronte a tutte le situazioni possibili.
<P>
La relazione non valuta il futuro, o alcuni suoi aspetti, ma ritengo che la nostra commissione abbia lavorato in modo soddisfacente e meriti un ampio sostegno per la relazione che, onorevole Fraga Estévez, porta il suo nome.
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<SPEAKER ID=39 LANGUAGE="EN" NAME="Hudghton">
Mi congratulo con l'onorevole Gallagher per la sua relazione che sostengo pienamente: ancora una volta il relatore ha svolto un buon lavoro.
In linea di massima accolgo con favore anche l' impulso dato dalla relazione della onorevole Fraga che dovrebbe contribuire ad aumentare la stabilità del mercato.
<P>
L'uso di metodi lungimiranti per far sì che le organizzazioni di produttori possano adeguarsi alla domanda e all'offerta dovrebbe agevolare notevolmente la competitività e l'efficienza del settore della pesca nel suo complesso.
E' inoltre essenziale che sia stata riconosciuta l'importanza dell'industria di trasformazione, un settore che crea occupazione e reddito, spesso all'interno di comunità che altrimenti sarebbero fragili dal punto di vista economico.
<P>
E' fondamentale sottolineare quanto sia importante basare le decisioni su studi e dati tecnici e scientifici non solo per quanto riguarda l'OMC e le attività di pesca, ma anche per la gestione in generale di tali attività.
Inoltre è positivo il fatto che la proposta garantisca una maggiore trasparenza e conoscenza del mercato e dei prodotti, specialmente al consumatore.
<P>
Appoggio anche gli emendamenti della commissione che mirano ad includere l'acquacoltura nel meccanismo di sostegno.
Le recenti crisi dell'industria del salmone scozzese, causate dall'anemia virale infettiva del salmone, dimostrano più che mai che il settore dell'acquacoltura può essere incostante e imprevedibile e che un'attenta pianificazione è quindi di importanza vitale.
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<SPEAKER ID=40 LANGUAGE="EN" NAME="Ford">
Signora Presidente, desidero congratularmi con entrambi i relatori: l'onorevole Gallagher, per la sua relazione sulla protezione del novellame, e la onorevole Fraga, per la sua relazione sui mercati del settore dei prodotti della pesca e dell'agricoltura.
Entrambi questi lavori meritano il sostegno dell'Aula e la relazione dell'onorevole Gallagher non mi pone problemi di rilievo.
<P>
La relazione della onorevole Fraga, le cui finalità in linea di massima hanno il mio appoggio, presenta invece secondo me un paio di problemi.
Sono favorevole all'Organizzazione comune dei mercati e al rafforzamento delle organizzazioni produttive, ma mi preoccupa, in primo luogo, il rischio di un inutile aumento dei costi. Pur riconoscendo che il livello di intervento debba aumentare, non siamo convinti che questo sia il modo giusto per farlo.
<P>
Per quanto riguarda la sospensione tariffaria, crediamo che i criteri siano un po' troppo rigidi, e auspicheremmo un sistema più liberale.
Vogliamo assicurarci che si possa aiutare l'industria per la trasformazione del pesce senza andare ad incidere sui produttori.
Per quanto riguarda l'aringa, siamo d'accordo che la sospensione tariffaria dovrebbe essere trasformata in un'aliquota annuale, ed attendiamo le raccomandazioni in tal senso per merluzzo, Alaska pollack e gamberetti.
<P>
Per quanto riguarda gli emendamenti, voteremo contro l'emendamento n. 47 ed abbiamo alcune riserve sugli emendamenti nn.
35 e 41, che non possiamo sostenere.
<P>
<SPEAKER ID=41 NAME="Reding">
Grazie, signora Presidente, per avermi invitata oggi ad illustrare le due proposte della Commissione.
Come certamente saprete, il mio collega, l' onorevole Fischler, in questo momento si trova a Seattle, ragion per cui mi ha chiesto di sostituirlo.
<P>
In primo luogo, affronterò il tema della riforma dell'Organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura.
La Commissione si congratula per la relazione della commissione parlamentare per la pesca e, in particolare, per l'analisi dettagliata effettuata dalla sua relatrice, l' onorevole Fraga Estévez, che offre un prezioso contributo al dibattito.
<P>
Infatti, il lavoro della suddetta commissione, riunitasi per l'ultima volta sull'argomento il 22 novembre, lo stesso giorno in cui si è tenuto il Consiglio "pesca", ha alimentato le discussioni sull'argomento in seno al Consiglio.
Come già sapete, il Consiglio è pervenuto ad un ampio consenso.
Quanto all'onorevole Fischler, egli ha accettato tale consenso solo provvisoriamente, dichiarando ai Ministri che potrà approvare una decisione finale solo dopo aver valutato il parere del Parlamento europeo.
<P>
Ho ascoltato con interesse gli interventi odierni e ritengo che essi illustrino perfettamente la diversità del mercato della pesca nell'Unione sottolineando la necessità per noi tutti di tener conto di questi elementi.
Orbene, siamo chiamati ad esaminare la proposta e il parere del Parlamento dal punto di vista della loro incidenza su tutte le parti interessate, e non solo sui produttori.
Vorrei insistere sull'importanza che questa riforma venga applicata all'intera catena della pesca, incoraggiandone così l'integrazione nel mercato.
La principale evoluzione della proposta della Commissione sta nel fatto che d'ora innanzi l'Organizzazione comune dei mercati coprirà i consumatori, così come l'intero comparto della pesca.
La proposta formulata dalla Commissione è valida per i consumatori, valida per i produttori, valida per l'industria della trasformazione e vi dirò il perché.
<P>
Per quanto riguarda i consumatori, la suddetta proposta prevede che sul prodotto vengano fornite informazioni essenziali.
Il consumatore saprà quale tipo di pesce acquista, come è stato prodotto e qual è la sua origine.
Tenuto conto dell'importanza della rintracciabilità nel settore alimentare, sotto tutti gli aspetti certo, ma soprattutto a livello di sicurezza alimentare, tali disposizioni rassicureranno i consumatori e consentiranno loro di prendere decisioni di acquisto essendo meglio informati.
Mi compiaccio, signora Presidente, nell'osservare che il Parlamento europeo concorda su tale punto.
Tuttavia, l'origine del peschereccio non interessa direttamente i consumatori e il fatto di menzionarla potrebbe essere percepito come un elemento che in qualche modo falsa gli scambi con i paesi terzi.
<P>
Per i produttori la proposta della Commissione è volta a riorientare le incentivazioni dell'Organizzazione comune dei mercati in maniera da incoraggiare una migliore pianificazione dell'offerta.
La Commissione ha rafforzato il ruolo delle organizzazioni di produttori proponendo un nuovo meccanismo che incoraggia i produttori a programmare le proprie attività in modo da migliorare l'equilibrio tra offerta e domanda.
Una migliore programmazione dovrebbe portare ad una riduzione dei ritiri e, così facendo, consentire di evitare sprechi.
<P>
La Commissione può accettare l'intento generale dell'emendamento proposto dal Parlamento al riguardo, relativo all'inserimento delle organizzazioni di produttori di alcune specie acquaicole nel campo di applicazione dei programmi operativi.
Noi riconosciamo peraltro che alcuni vantaggi risultanti da una migliore pianificazione riguardano anche il settore acquacolo.
Se sottoscriviamo l'idea di un sostegno finanziario a favore di questi programmi, riteniamo però, viste le difficoltà che potrebbero derivare dalle regole del commercio mondiale, che tale sostegno debba essere concesso su base temporanea e non debba essere legato al valore della produzione.
<P>
Il secondo aspetto delle modifiche che interesseranno i produttori riguarda il livello di sostegno comunitario sotto forma di interventi.
La Commissione reputa che, considerata l'esiguità delle risorse di pesca nelle acque comunitarie e al di fuori di esse, un livello elevato di ritiri non sia giustificato.
Se nel settore della pesca puntiamo a garantire la sostenibilità, non dobbiamo incoraggiare la distruzione delle nostre risorse.
L'intervento dovrebbe diventare una rete di sicurezza per i pescatori di cui avvalersi solo sporadicamente.
La Commissione è dell'avviso che dovremmo ridurre quanto più è possibile i ritiri permanenti e passare ad un sostegno a favore di organizzazioni di pescatori più attive, più adatte alle esigenze del mercato.
<P>
Gli emendamenti del Parlamento in questo campo propendono per una riduzione meno drastica delle quantità potenzialmente beneficiarie di un sostegno e degli aiuti finanziari al ritiro, confermando in tal senso il consenso emerso tra gli Stati membri in seno al Consiglio.
La Commissione non osteggerà un accordo, ma sarebbe riluttante ad accettare tutti gli aumenti proposti in materia di intervento.
<P>
Per quanto concerne l'industria della trasformazione, la situazione degli scambi con i paesi terzi è di importanza fondamentale.
La nostra industria della trasformazione, per essere competitiva, deve potersi approvvigionare di materie prime ai prezzi del mercato mondiale.
In caso contrario, rischiamo di esportare posti di lavoro al di fuori della Comunità verso quei paesi che possono ottenere facilmente prodotti di base a prezzi competitivi.
Sulla forma dei diritti tariffari da applicare alla maggior parte dei prodotti sensibili, quali filetti di tonno, aringa e merluzzo bianco, le posizioni sono estremamente divergenti.
<P>
Riconosco che non vi sono risposte facili.
Tuttavia, la raccomandazione del Parlamento riguardante la definizione di una serie di criteri applicabili alle future sospensioni, in luogo di una decisione sulle sospensioni tariffarie nell'ambito dell'Organizzazione comune dei mercati, non risolve il problema.
Sin da ora dobbiamo creare una situazione più stabile per l'industria della trasformazione.
Nel suo approccio la Commissione applica essenzialmente il criterio secondo il quale i prodotti importati devono essere materie prime destinate all'industria della trasformazione il cui volume di produzione a livello comunitario è insufficiente.
È chiaro dunque che le prospettive dell'offerta di pesce bianco a breve e medio termine sono allarmanti e la Comunità non può permettersi di penalizzare la sua industria della trasformazione lasciando a paesi terzi l'opportunità di creare il valore aggiunto fornito dall'industria.
<P>
Per concludere i miei commenti su questa prima proposta, signora Presidente, le analisi del Parlamento europeo e della Commissione convergono su alcuni punti essenziali della riforma, in particolare sulla necessità di rafforzare il ruolo delle organizzazioni di produttori nel settore della pesca e dell'acquacoltura, nonché di migliorare le informazioni fornite al consumatore.
A livello di interventi, la Commissione non può spingersi così lontano come il Parlamento europeo auspicherebbe ammorbidendo la nuova disciplina in materia di ritiri visto che, a suo giudizio, tale posizione è essenziale nell'ambito degli sforzi di conservazione delle nostre risorse.
<P>
Per quanto concerne gli scambi con i paesi terzi, campo nel quale il nostro approccio differisce da quello del Parlamento europeo, la Commissione è dell'avviso che si tratta di un problema strutturale importante nel quadro del mercato europeo, problema che giustifica un'attenzione immediata per salvare posti di lavoro nel settore della trasformazione.
<P>
Detto questo, signora Presidente, vorrei ora passare all'esame della seconda proposta della Commissione e, in quest'ottica, ringraziare il suo relatore, l' onorevole Gallagher.
<P>
Tale proposta modifica per la terza volta il regolamento CE/850/98 del 30 marzo 1998 e questa modifica è intesa a migliorare la conservazione delle risorse alieutiche grazie all'introduzione di misure tecniche che proteggeranno meglio il novellame di organismi marini.
Il dispositivo proposto si fonda su alcuni elementi nuovi di cui la Commissione ha potuto entrare in possesso solo dopo l'adozione del suddetto regolamento.
Tale dispositivo rafforzerà la tutela delle aringhe adulte e del novellame, migliorando nel contempo la protezione dei mammiferi marini.
La proposta della Commissione è sostenuta dalle organizzazioni scientifiche competenti come la Commissione internazionale per l'esplorazione del mare e il Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca.
La Commissione si rallegra del fatto che la commissione per la pesca abbia adottato la relazione dell'onorevole Gallagher in cui si approva la proposta della Commissione.
<P>
<SPEAKER ID=42 NAME="Presidente">
La discussione è chiusa.
<P>
La votazione si svolgerà alle 11.00.
<P>
(La seduta, sospesa alle 10.55 in attesa delle votazioni, riprende alle 11.05)
<P>
<CHAPTER ID=4>
VOTAZIONI
<SPEAKER ID=43 LANGUAGE="ES" NAME="Marset Campos">
<SPEAKER ID=44 NAME="Morillon">
Signor Presidente, onorevoli parlamentari, ho seguito con tutta l'attenzione che potete immaginare le discussioni di ieri e l'unanimità degli elogi sulla forma e sul merito di questa relazione mi ha, non posso negarlo, alquanto preoccupato, visto che, come si suol dire, è impossibile avere la botte piena e la moglie ubriaca, quali che siano i pregi di un compromesso.
<P>
Oggi, come estrema ratio, ci viene proposto di respingere l'applicazione di questi due testi adducendo due pretesti richiamati ieri nel corso delle discussioni.
Il primo è quello che l'Unione europea non è stata ricompensata degli sforzi prodigati e che, senza dubbio, non vi è nulla da sperare dal governo turco, visto che, dall'attuazione degli accordi dell'Unione doganale, secondo alcuni nostri colleghi non è stato compiuto alcun progresso significativo.
<P>
Mi preme far osservare all'Assemblea che, di quell'accordo sull'Unione doganale, la beneficiaria degli impegni sottoscritti è stata di gran lunga l'Unione europea poiché, dall'attuazione di tali accordi, il saldo della bilancia commerciale tra l'Unione europea e la Turchia è raddoppiato a favore dell'Unione.
<P>
Il secondo pretesto è la condanna a morte di calan da parte della Corte di cassazione turca e il fatto che alcuni nostri colleghi oggi temono per la sua vita.
Vorrei far rilevare che da quindici anni vi è una moratoria di fatto sulla pena di morte in Turchia e la relazione che stiamo votando ha precisamente lo scopo di esortare il governo turco a trasformare questa moratoria di fatto in una moratoria di diritto. Mi domando peraltro quale sarebbe la reazione dei nostri colleghi se, nel loro paese di origine, vi fosse, come essi auspicano, un'ingerenza del potere politico nel potere giudiziario.
E lo dico perché la causa di calan è stata attualmente demandata alla Corte di Strasburgo.
<P>
Per tutti questi motivi, dico che ogni pretesto è buono per chi vuole raggiungere uno scopo e, ovviamente, domando all'Assemblea di non tener conto di questa richiesta di rinvio.
<P>
<SPEAKER ID=45 NAME="Frahm">
Signor Presidente, vorrei invitare a rinviare la decisione su questa proposta.
A differenza del relatore, ritengo che questo accordo non debba dipendere da una nostra vittoria o da una nostra sconfitta con l' attuazione dell' accordo, ma dal vantaggio che può derivare da questo accordo ai diritti dell' uomo e alla democrazia in Turchia.
Questa deve essere per noi la cosa fondamentale.
Da quando abbiamo cominciato a discutere di questi temi, il parlamento turco ha confermato la pena di morte nei confronti di calan.
Noi siamo per principio contrari alla pena capitale.
Crediamo che l'abolizione della pena capitale sia fondamentale per garantire i diritti dell' uomo.
Per questo raccomando che venga rinviata la discussione di questo punto fino a quando il parlamento turco non avrà dimostrato che intende rispettare i diritti umani fondamentali in Turchia.
<P>
<SPEAKER ID=46 NAME="Swoboda">
Signor Presidente, il Parlamento si è già più volte espresso con assoluta fermezza contro la pena di morte, a prescindere da chi vi sia stato condannato, calan o altri.
La pena capitale dev' essere abolita, anche in Turchia!
Quest' Assemblea si è pronunciata a favore di un maggior rispetto dei diritti dell' uomo e delle minoranze, del miglioramento delle relazioni tra Turchia e Grecia, nonché della soluzione della questione cipriota.
Tutto ciò non è oggetto dell' odierna discussione.
Su tali punti, in Parlamento si è formata una netta maggioranza.
Oggi vengono dibattute due relazioni collegate alle promesse da noi formulate all' indirizzo della Turchia e soprattutto connesse al fatto che bisogna rafforzare in Turchia il peso delle forze filoccidentali e filoeuropee.
Per questa ragione sono favorevole all' esame di dette relazioni.
Tale necessità rimane inalterata, nonostante tutte le critiche che continuiamo a rivolgere alla Turchia e alla situazione dei diritti dell' uomo in quel paese.
<P>
<SPEAKER ID=47 NAME="Queiró">
E' una mozione d' ordine, proprio per lamentare il fatto che il signor Presidente non mi abbia dato la parola nel momento in cui l' ho chiesta, dato che sono stato l' unico deputato ad annunciare ieri una proposta di sospensione del voto.
Me ne rammarico molto perché sono persuaso sia preciso compito del Parlamento europeo lanciare un segnale molto chiaro di difesa dei valori in cui crede, in particolare ad un paese che non è un paese qualunque giacché ha in corso un processo di adesione all' Unione europea.
<P>
(Il Parlamento respinge la richiesta di rinvio in commissione)
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0065/1999) della onorevole Breyer a nome della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente i valori limite per il benzene e il monossido di carbonio nell'aria ambiente (COM(1998) 591 - C4-0135/1999 - 1998/0333(COD))
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0070/1999) dell'onorevole Morillon a nome della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla realizzazione di interventi intesi a potenziare l'Unione doganale CE-Turchia (COM(98)0600 - C4-0669/98 - 1998/0299(CNS))
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
<CHAPTER ID=5>
Benvenuto
<SPEAKER ID=48 NAME="Presidente">
A nome del Parlamento mi pregio di porgere il benvenuto a una delegazione del parlamento marocchino, guidata dal Presidente del consiglio del parlamento marocchino Jalal Essaïd, che ha preso posto nelle tribune delle autorità.
<P>
(Vivi applausi)
<P>
<CHAPTER ID=6>
VOTAZIONI (proseguimento)
<SPEAKER ID=49 NAME="Relazione (A5-0072/1999) dell'onorevole Pesälä a nome della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione (COM(1999) 188 - C5-0128/1999 - 1999/0092(CNS))">
<SPEAKER ID=50 LANGUAGE="FR" NAME="Cauquil">
Malgrado la sua natura limitata e manifestamente insufficiente visto il problema, noi voteremo la direttiva riguardante "le prescrizioni minime intese al miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive" perché essa può rappresentare un progresso nei paesi in cui i lavoratori sono meno tutelati.
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Poiché, tuttavia, non è previsto alcun controllo reale, ossia un controllo esercitato dagli stessi lavoratori minacciati e, in senso più ampio, dalla popolazione, né viene contemplata alcuna sanzione contro i datori di lavoro colpevoli di imprudenza, la direttiva rischia di restare lettera morta.
Orbene, la risoluzione, per quanto nell'articolo 3 sostenga di anteporre la sicurezza e la salute dei lavoratori "alle considerazioni di carattere puramente economico", si contraddice essa stessa nell'articolo 2 in cui si rifiuta "di imporre vincoli ... (che) contrasterebbero con la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese".
Spetterà dunque agli stessi lavoratori esigere questa protezione minima alla quale dovrebbero aver diritto e che la direttiva ritiene di non dover imporre.
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Relazioni Morrillon (A5-0070/1999 e A5-0071/1999)
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<SPEAKER ID=51 LANGUAGE="FR" NAME="Boudjenah">
La candidatura della Turchia all'Unione europea sarà probabilmente all'ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo di Helsinki.
Si sta sviluppando un forte movimento, soprattutto in Francia, favorevole al riconoscimento alla Turchia dello status di candidato, al pari degli altri paesi candidati all'ampliamento.
Vorrei richiamare l'attenzione sul rischio che corriamo di ritrovarci nella stessa situazione creatasi con l'Unione doganale.
Secondo i suoi promotori, l'Unione doganale tra l'Unione europea e la Turchia doveva favorire le riforme democratiche, nonché i diritti dell'uomo e delle minoranze.
Contro il parere del nostro gruppo e di parecchie associazioni di difesa dei diritti dell'uomo, come "France Liberté" presieduta da Danielle Mitterrand, l'Unione doganale è stata ratificata e attuata.
Oggi si discute del suo potenziamento.
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Non possiamo non constatare che i diritti dell'uomo hanno continuato ad essere violati.
Il problema curdo è tuttora irrisolto.
La condanna a morte di calan è stata confermata.
Leyla Zana è sempre detenuta.
La stessa Commissione europea è stata costretta a riconoscere che, dall'applicazione dell'Unione doganale, "in Turchia non è stato compiuto alcun progresso significativo nel campo dei diritti dell'uomo e della riforma democratica".
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Vi invito a trarre lezioni dall'esperienza dell'Unione doganale.
Favorire "l'ancoraggio europeo della Turchia", come ha detto Jacques Chirac a Istanbul il 18 novembre, riconoscendole lo status di candidato verrebbe percepito dalle autorità turche come un incoraggiamento a perseguire la stessa politica.
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Non propongo di scartare definitivamente la candidatura della Turchia all'Unione europea. È necessario tuttavia prima esigere dalla Turchia impegni fermi e definitivi e verificare che tali impegni vengano rispettati: il riconoscimento dei diritti del popolo curdo, l'abbandono della pena di morte e un nuovo processo per calan, la liberazione di Leyla Zana e di tutti i prigionieri politici, l'applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite per la soluzione del problema cipriota.
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La relazione della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa si premura di citare a più riprese la questione dei diritti dell'uomo. Eppure, dopo aver emendato la proposta della Commissione, si pronuncia a favore della prosecuzione e del potenziamento dell'Unione doganale con la Turchia.
Non posso condividere questo approccio perché è tempo di inviare un segnale chiaro alla Turchia bloccando o sospendendo l'attuazione dell'Unione doganale.
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<SPEAKER ID=52 LANGUAGE="FR" NAME="Caudron">
Vorrei in primo luogo congratularmi con l'onorevole Morillon per aver espresso chiaramente l'idea che l'obiettivo di queste due relazioni non è quello di discutere in merito all'ammissibilità della Turchia.
Si tratta di preparare bene il paese, ufficialmente candidato, all'adesione mediante interventi volti a potenziare, da un lato, l'Unione doganale CE/Turchia (15 milioni di euro in 3 anni) e, dall'altro, lo sviluppo economico e sociale della Turchia (135 milioni di euro in 3 anni).
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Dette proposte di regolamenti, presentate dalla Commissione nell'ottobre 1998 a seguito di una richiesta del Consiglio "affari generali", sono intese a sbloccare l'assistenza finanziaria dell'Unione europea alla Turchia.
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Se la proposta di regolamento legata all'Unione doganale, basata sull'articolo 235 del Trattato, richiede un'adozione all'unanimità del Consiglio, il secondo regolamento può essere adottato con procedura di codecisione e consente, dunque, una decisione di maggioranza.
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Lo sdoppiamento dei regolamenti è giustificato dalla volontà di uscire da una situazione di stallo all'interno del Consiglio e sarebbe anche ora!
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È nostro dovere incoraggiare la Turchia a proseguire le riforme intraprese al fine di migliorare la sua economia, ristrutturare e aumentare l'efficacia del suo servizio pubblico, ammodernare le sue infrastrutture economiche e sociali, sviluppare il suo comparto produttivo, rafforzare la coesione economica e sociale del paese.
Apprezzo in questi regolamenti il fatto che essi prevedono di far beneficiare dei prodotti e degli interventi di cooperazione le autorità locali e regionali, gli organismi pubblici e, soprattutto, la società civile: associazioni, ONG, eccetera.
Mi sembra infatti indispensabile coinvolgere il popolo turco nel cambiamento attualmente in corso nel suo paese.
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Nel contempo, sarà necessario controllare lo svolgimento di tali progetti e interventi di cooperazione e, ovviamente, coinvolgere il Parlamento europeo in questi controlli.
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È previsto, e me ne compiaccio, che il Consiglio possa decidere di sospendere qualsiasi forma di cooperazione nel caso in cui si frappongano ostacoli all'attuazione dei progetti e degli interventi (soprattutto nel campo della democrazia, dei diritti dell'uomo e della tutela delle minoranze).
Per farlo, sarà necessario deliberare a maggioranza qualificata su proposta della Commissione o del Parlamento europeo.
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La Turchia va sicuramente spinta verso un maggiore rispetto dei diritti umani.
Non è certo cosa facile, come dimostra la condanna a morte di calan, pronunciata malgrado le proteste europee e internazionali.
Dovremo tuttavia perseverare e voglio sperare che dare alla Turchia una prospettiva di adesione all'Unione europea possa indurre le autorità turche a rispettare maggiormente i diritti umani, promuovere prassi democratiche e liberare la parte occupata dell'isola di Cipro.
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Onorevoli parlamentari, in vista dell'imminente Vertice di Helsinki, in cui verrà discusso lo status della Turchia, il nostro Parlamento deve inviare un segnale politico forte e deve farlo nonostante le riserve, che certo posso comprendere, espresse da più parti.
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<SPEAKER ID=53 LANGUAGE="FR" NAME="Cauquil">
Noi non voteremo la risoluzione della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa perché, nonostante l'ampollosa formulazione, le preoccupazioni, o presunte tali, in merito ai diritti dell'uomo mal dissimulano interessi puramente commerciali.
Peraltro, lo stesso relatore pone l'accento sul fatto che il saldo della bilancia commerciale della Turchia è sempre più a favore dell'Unione europea.
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L'intento del nostro rifiuto di votare la risoluzione è quello di protestare sia contro le condizioni imposte ai lavoratori di detto paese, sia contro l'oppressione del popolo curdo e il mancato rispetto delle libertà fondamentali da parte dello Stato turco.
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Detto questo, i diritti dei lavoratori e le libertà fondamentali non sono calpestati solo in Turchia.
Noi non consideriamo affatto l'appartenenza all'Unione europea come un onore che uno Stato dovrebbe meritare e neanche come una patente di democrazia.
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Peraltro, se l'integrazione della Turchia nell'Unione europea risponde alle esigenze dei grandi gruppi industriali e commerciali, soprattutto europei e secondariamente turchi, essa non migliora affatto il destino delle masse lavoratrici di quel paese, non più certo di quanto l'Unione europea abbia saputo tutelare dalla disoccupazione e dal degrado delle condizioni di vita i lavoratori dei paesi già integrati.
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<SPEAKER ID=54 LANGUAGE="FR" NAME="Krivine">
Questa discussione è l'occasione per esprimere tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e ai popoli turco e curdo.
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Spetta a loro decidere di unirsi o meno all'Unione europea e, qualora essi dovessero esprimersi a favore dell'adesione, non starà certo a noi opporci.
Ciò non ci impedirà di continuare a condannare la repressione di quel regime, ereditato dalla dittatura militare del 1980, che oggi minaccia di giustiziare calan e nega l'autodeterminazione al popolo curdo.
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Prima di impartire lezioni di democrazia, i governi europei dovrebbero dare l'esempio e iniziare col concedere il diritto di voto ai tre milioni di lavoratori immigrati turchi e curdi che risiedono nei paesi dell'Unione europea, quella stessa Unione che sfrutta la Turchia attraverso l'Unione doganale senza compensazioni finanziarie.
Gli aiuti dovrebbero essere a favore delle popolazioni indigenti della Turchia e, per giungere ad un siffatto risultato, la priorità non va certo data ai rapporti economici o doganali, quanto piuttosto ai rapporti tra le società civili e le organizzazioni della Turchia e quelle degli altri paesi europei.
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Per questo mi asterrò sulla relazione riguardante lo sviluppo economico e sociale e voterò contro la relazione sull'Unione doganale CE/Turchia.
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Relazione Breyer (A5-0065/1999):
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<SPEAKER ID=55 NAME="Rovsing">
L'inquinamento atmosferico causato dalle emissioni di sostanze pericolose nell'aria è un problema ambientale transfrontaliero, che determina un onere enorme per la sanità pubblica.
E' perciò positivo che la Commissione abbia preso l'iniziativa di elaborare una proposta di direttiva sui valori limite per il benzene e il monossido di carbonio.
E' tuttavia estremamente importante che la proposta contenga anche un requisito relativo all' obbligo di informazione al pubblico sulla qualità dell'aria. Tali informazioni devono essere fornite a partire da un controllo molto preciso del livello di benzene e monossido di carbonio.
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Accolgo quindi favorevolmente il fatto che la commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori nella propria relazione abbia irrigidito il requisito al fine di ottenere dati assolutamente accessibili e comprensibili, in modo che il pubblico possa in ogni momento essere informato circa la qualità dell'aria ed eventuali problemi di inquinamento determinati da emissioni pericolose.
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Relazione Sjöstedt (A5-0044/1999):
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<SPEAKER ID=56 NAME="Kauppi">
In qualità di deputata proveniente da un paese che si affaccia sul Mar Baltico, desidero favorire con qualsiasi mezzo la tutela dell' ambiente marino nella regione di tale mare.
Ritengo che le modifiche concernenti le emissioni dell' agricoltura proposte per l' Allegato III siano estremamente valide.
Impedire l' inquinamento causato dalla navigazione è a mio avviso altresì molto importante e, a tal riguardo, bisognerebbe tener conto di alcuni fatti sui quali vorrei ora soffermarmi.
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Esistono enormi differenze per quanto riguarda il rispetto dell' Accordo per la protezione del Mar Baltico da parte delle parti contraenti.
Ciò dipende parzialmente da opportunità di carattere tecnico.
Gli Stati dell' Unione europea si attengono scrupolosamente all' Accordo, ma ad esempio in Russia e nei paesi baltici gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti primari presentano grandi carenze.
Né la sorveglianza da parte delle autorità è organizzata in maniera efficace come lo è nei paesi dell' Unione europea.
Per la nostra industria, il rinnovo degli standard è causa di notevoli investimenti, ragion per cui sarebbe importante ottenere, grazie a tali nuovi standard, risultati concreti nel quadro della tutela ambientale.
In futuro dovremmo infatti convincere i nuovi Stati membri ad adottare atteggiamenti corretti e impianti efficaci.
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Relazione Fraga Estévez (A5-0067/1999):
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Consiglio europeo di Helsinki (B45-0310/1999):
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<SPEAKER ID=57 LANGUAGE="EN" NAME="MacCormick">
Mi sono astenuto su questa risoluzione in quanto ho alcune riserve su due punti in particolare.
La questione del mercato dei titoli in euro preoccupa tutti i cittadini europei, e non solo Londra.
Certamente si tratta di una questione che impensierisce anche noi scozzesi, e mi ha deluso il modo in cui è andata la votazione.
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Ieri sera, nel corso del dibattito, ho riferito le osservazioni fatte ieri dal Segretario generale della NATO e vorrei nuovamente richiamare la vostra attenzione sul fatto che egli ha volontariamente dato avvio ad un dibattito politico-partitico all'interno del Regno Unito e in particolare in Scozia.
Nel far questo mi sembra che egli abbia travisato sia la posizione dell'Irlanda, come confermato dal Ministro Andrews sull'Irish Times di oggi, sia quella del mio partito in relazione al dibattito che si sta svolgendo nel Regno Unito.
Importanti funzionari statali di enti internazionali non dovrebbero dare avvio a dibattiti politico-partitici di questo tipo e mi hanno deluso le osservazioni sulla NATO che ho sentito in Aula a questo proposito.
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<SPEAKER ID=58 NAME="Blak e Lund">
I socialdemocratici danesi al Parlamento europeo oggi hanno votato a favore della proposta di risoluzione comune sulla preparazione del Consiglio europeo di Helsinki, del 10 e 11 dicembre 1999, perché siamo sostanzialmente d'accordo con le raccomandazioni della proposta sui temi importanti relativi a occupazione, ambiente, ampliamento, eccetera, previsti dall'ordine del giorno.
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Questa dichiarazione di voto non modifica tuttavia in alcun modo la posizione che abbiamo precedentemente espresso in merito alla discussione al Parlamento europeo della relazione degli onorevoli Dimitrakopoulos e Leinen sulla preparazione della prossima Conferenza intergovernativa.
Siamo ancora del parere che i Capi di stato e di governo debbano soprattutto formulare un ordine del giorno realistico, che consenta di concludere la Conferenza intergovernativa entro la fine del 2000, affinché eventuali modifiche del Trattato non ostacolino il prossimo ampliamento dell'Unione europea.
Del pari continuiamo a ritenere che l'Unione europea non debba trasformarsi in un'alleanza di difesa, perché questo rimane un compito della NATO.
L'Unione europea deve invece svolgere un ruolo più importante per quanto riguarda le azioni umanitarie.
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<SPEAKER ID=59 LANGUAGE="DE" NAME="Hager">
Nell' ambito della votazione finale, i liberali austriaci approvano la risoluzione comune, rilevando al contempo che la loro posizione per quanto riguarda la riforma dei Trattati, della preparazione e della realizzazione della CIG, così come espressa nell' atteggiamento di voto sulla relazione Dimitrakopoulos/Leinen, non è mutata.
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<SPEAKER ID=60 NAME="Schörling">
Ho votato contro la risoluzione soprattutto perché, ancora una volta, il Parlamento presta il proprio appoggio a una militarizzazione dell'Unione europea.
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Avrei votato a favore del testo originale della risoluzione presentata dal gruppo Verts/ALE, ma ciò non è stato purtroppo possibile.
Quel testo recita: "sottolinea che l'ulteriore sviluppo della PESC dovrebbe anzitutto reggersi sul principio che crisi e conflitti vanno prevenuti e gestiti con mezzi pacifici e civili, e che il ricorso all'apparato militare dovrebbe avvenire unicamente come extrema ratio, con una chiara base rappresentata da un mandato dell'ONU o dell'OSCE, e che non può condurre a un aumento delle spese per la difesa".
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<SPEAKER ID=61 NAME="Theorin">
Non posso appoggiare la proposta di risoluzione, in quanto non condivido la rivendicazione di una difesa comune e di una politica fiscale comune.
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Relazione Torres Marques (A5-0076/1999)
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<SPEAKER ID=62 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
Signor Presidente, la relazione del Parlamento europeo sulla durata del periodo transitorio per l'introduzione effettiva dell'euro ci offre l'occasione di richiamare qualche verità sconvolgente.
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In primo luogo, sebbene sia stata condotta una vasta campagna di promozione dell'euro, soprattutto all'atto del suo lancio, e nonostante ora sia giuridicamente in vigore, persino con qualche palpitante disavventura sui mercati internazionali, i cittadini sembrano averne completamente dimenticato l'esistenza.
Essi continuano ad utilizzare massicciamente gli strumenti di pagamento nazionali ai quali sono abituati servendosi degli strumenti in euro solo in maniera estremamente sporadica; peggio ancora, essi sembrano sempre meno pronti a utilizzarli in futuro.
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I sondaggi di opinione dimostrano, infatti, quantomeno in Francia, che dal 1º gennaio 1999 la percentuale di persone che in un prossimo futuro ipotizzano di aprire un conto in euro sta regolarmente diminuendo. Attualmente queste persone rappresentano solo una ristrettissima minoranza.
È il colmo, visto che, secondo la logica, più ci avviciniamo al 31 dicembre 2001, più tale percentuale dovrebbe aumentare.
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Evidentemente i nostri concittadini non vedono affatto l'utilità di passare materialmente all'euro nella vita quotidiana.
Il Parlamento europeo, tuttavia, vuole farli rinsavire e nuovamente propone una campagna di informazione che, cito la risoluzione votata, "dovrebbe coprire sia gli aspetti pratici che il significato fondamentale dell'Unione monetaria".
Ebbene sì, siamo a questo punto: è necessario ricordare ancora una volta l'utilità dell'euro a quanti ritengono che non serva a nulla.
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Dal canto mio, vorrei porvi una domanda iconoclasta: e se per caso i nostri concittadini avessero ragione e percepissero direttamente una verità semplicissima, e se veramente il passaggio all'euro nella vita quotidiana non servisse a nulla?
Di fatto, il periodo transitorio di tre anni avrà almeno avuto il merito di dimostrarci che si può benissimo continuare con un euro da un lato, che vive la sua vita - peraltro piuttosto caotica sui mercati internazionali -, e con monete nazionali dall'altro, sempre in circolazione per la gioia dei consumatori.
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Invito tutti ad avere la saggezza di restare in questa situazione, signor Presidente, e di dar fiducia agli strumenti di pagamento moderni come le carte di credito o il portafoglio elettronico per semplificare la vita di viaggiatori e transfrontalieri.
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<SPEAKER ID=63 LANGUAGE="NL" NAME="Meijer">
Signor Presidente, ho votato contro la relazione Torres Marques sull' introduzione dell' euro perché il mio gruppo, il partito socialista olandese, ha sempre protestato contro l' introduzione di una moneta unica.
La nostra posizione non muterà fino a quando a fare le spese della moneta unica saranno la spesa a favore di una buona politica sociale, il sistema di previdenza sociale, una politica ambientale attiva e una politica dei redditi a tutela dei lavoratori meno retribuiti.
L' introduzione di una moneta unica è quanto meno prematura.
Per questo motivo non posso appoggiare alcune delle misure di accompagnamento tese a definire e semplificare tale introduzione.
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<SPEAKER ID=64 LANGUAGE="FR" NAME="Caudron">
Accolgo la relazione della onorevole Torres Marques con grandissima soddisfazione in quanto contiene un'analisi circostanziata delle difficoltà tecniche che dobbiamo ancora risolvere per preparare adeguatamente l'introduzione dell'euro.
Non possiamo bendarci gli occhi. I problemi sono ben lungi dall'essere completamente risolti e i nostri concittadini ben lungi dall'essere pronti.
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Per questo, oggi, come il Consiglio "ECOFIN" , la Commissione europea e la nostra relatrice, anch'io ritengo che abbreviare il periodo transitorio di tre anni potrebbe porre gravissime difficoltà tecniche, tali da mettere a repentaglio il graduale processo di transizione all'euro.
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Gli ostacoli tecnici che porrebbero le maggiori difficoltà, qualora si abbreviasse il periodo transitorio, sono in particolare: i tempi di fabbricazione delle banconote e delle monete in euro, la notevole entità degli adeguamenti informatici da eseguire, nonché il fatto che la transizione all'euro per le amministrazioni pubbliche è stata prevista per il 2002, ciò al fine di tener conto della complessità dei cambiamenti da apportare in questo settore.
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Al di là degli ostacoli tecnici già ricordati, abbreviare il periodo transitorio metterebbe a rischio uno degli elementi della riuscita dell'euro, ossia la fiducia costruita con gli attori economici e sociali (la cui preparazione è ancora insufficiente) attorno ad un calendario preciso e rispettato.
E sono proprio io a dirlo, io che all'inizio propendevo per ritmi più serrati.
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Sempre al fine di familiarizzare gradualmente con l'euro, la commissione EMAC ha formulato una proposta, che io sostengo, intesa a consentire al consumatore di iniziare a convertire la sua moneta nazionale in banconote e monete in euro dall'inizio del dicembre 2001.
Dal canto loro, le banche dovrebbero iniziare a ricevere banconote e monete in euro molto prima del gennaio 2002 e i dettaglianti e le amministrazioni pubbliche sin dall'inizio del dicembre 2001.
<P>
Peraltro, a cominciare dalla seconda settimana del gennaio 2002, i negozi al dettaglio dovrebbero riemettere unicamente moneta in euro, e non più moneta nazionale.
Condivido anche l'opinione della onorevole Torres Marques, la quale rifiuta un obbligo giuridico suggerendo che, in tal senso, venga formulata solo una raccomandazione.
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Quanto al periodo che inizierà il 1º gennaio 2002, periodo in cui circoleranno contemporaneamente due monete e che, secondo quanto previsto dal Trattato, potrebbe durare fino a sei mesi, mi schiero con quanto affermato dalla relatrice e dal Consiglio "ECOFIN" , secondo i quali tale periodo dovrebbe essere ridotto a due mesi.
A tal fine, dobbiamo potenziare le campagne di informazione attiva dirette ai cittadini.
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Concluderò insistendo su un problema che persiste in maniera intollerabile, ossia quello delle commissioni bancarie e delle spese di conversione.
Ciò contribuisce ad alimentare le preoccupazioni dei cittadini in merito ai vantaggi concreti dell'euro.
È un problema che peraltro ho già sollevato con la Commissione e col Consiglio inviando loro interrogazioni scritte rimaste sino ad oggi senza risposta.
È cosa grave in un momento in cui l'euro vive una crisi di sfiducia.
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<SPEAKER ID=65 LANGUAGE="FR" NAME="Krivine">
Col pretesto di misure tecniche (la fabbricazione delle banconote), la relazione propone di condurre una campagna di promozione della moneta unica.
Bisogna parlare meno degli "aspetti pratici" dell'euro e insistere di più sul suo "significato fondamentale".
È vero che le virtù dell'euro di per se stesse non sembrano abbastanza persuasive!
Classificare, giocando d'anticipo, gli scettici tra "gli ignoranti, i ciechi e i sordi" non rende la relazione più convincente.
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Detto documento osserva che la Banca centrale europea utilizza l'euro per le sue transazioni monetarie dal 1º gennaio senza mai render conto dei criteri della sua politica di cambio e, pertanto, per i cittadini europei la moneta unica non è affatto un acquis democratico, bensì un potente strumento del monetarismo, come dimostra il recente rialzo del tasso di interesse.
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L'euro è sui mercati finanziari dal 4 gennaio 1999.
I cittadini comuni - quelli che non hanno mai speculato sulle monete - continuano a viaggiare e fare acquisti subendo le commissioni bancarie, cosa tanto più scandalosa in quanto, d'ora innanzi, il corso delle monete sarà fisso.
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Non vengono affrontati i veri problemi: una moneta unica per chi e per far cosa?
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Per tutti questi motivi, voterò contro la relazione.
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<SPEAKER ID=66 NAME="Presidente">
Con questo si concludono le dichiarazioni di voto.
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<CHAPTER ID=7>
Interruzione della sessione
<SPEAKER ID=67 NAME="Presidente">
Dichiaro interrotta la sessione del Parlamento europeo.
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(La seduta termina alle 12.25)
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