<CHAPTER ID=1>
Approvazione del processo verbale
<SPEAKER ID=1 NAME="Presidente">
Il processo verbale della precedente seduta è stato distribuito.
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Vi sono osservazioni?
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<SPEAKER ID=2 LANGUAGE="EN" NAME="Kerr">
Signora Presidente, vorrei scusarmi per l'assenza di ieri: la causa è dell'Air France , che ha informato la mia agenzia viaggi della cancellazione del mio volo dall'aeroporto di London City .
In realtà quel volo è partito, ma nel frattempo ero stato reinstradato a Basilea, così sono arrivato qui alle 19.30 invece che alle 17.00 in tempo per l'apertura della seduta.
Mi chiedo se i suoi servizi non possano sollecitare l'Air France a evitare che ciò si ripeta.
<P>
Tengo peraltro a precisare che sono riuscito ad arrivare qui per tempo per andare al Don Giovanni all'Opera di Strasburgo e ringrazio la città di Strasburgo per avere permesso a me e ad altri membri di assistere a una splendida produzione.
<P>
<SPEAKER ID=3 LANGUAGE="FR" NAME="Guinebertière">
Signora Presidente, il mio nome non figura nel processo verbale, vorrei pertanto che fosse inserito dato che ieri ero presente.
<P>
<SPEAKER ID=4 LANGUAGE="FR" NAME="Herman">
Intervengo per fare la stessa osservazione, signora Presidente.
Il mio nome non figura nel processo verbale ma i miei vicini possono testimoniare che ieri ero presente.
<P>
<SPEAKER ID=5 LANGUAGE="FR" NAME="Poisson">
Signora Presidente, nemmeno il mio nome compare nel processo verbale e le sarò grato se vorrà farlo aggiungere poiché ieri anch'io ero presente.
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<SPEAKER ID=6 NAME="Presidente">
Provvederemo ad apportare le correzioni necessarie.
<P>
(Il Parlamento approva il processo verbale)
<P>
<CHAPTER ID=2>
Comunicazione del Presidente
<SPEAKER ID=7 NAME="Presidente">
Vi comunico che cinque gruppi politici, ossia il gruppo del Partito del socialismo europeo, il gruppo del Partito europeo dei liberali democratici e riformatori, il Gruppo Verde al Parlamento europeo, il gruppo confederale della sinistra unitaria europea - Sinistra Verde Nordica e il gruppo dei deputati indipendenti per l'»Europa delle Nazioni», hanno chiesto l'organizzazione di una discussione su problemi di attualità per giovedì dalle 15.00 alle 16.00, ai sensi dell'articolo 47 del regolamento, sull'arresto del generale Pinochet in Gran Bretagna.
<P>
Vorrei informarvi innanzi tutto sui termini, in quanto l'ordine del giorno è già stato fissato nella seduta di ieri.
Si tratta pertanto di una modifica dell'ordine del giorno.
In caso di accoglimento della richiesta, sarà applicata la procedura prevista ai sensi dell'articolo 47.
Pertanto sarà convocata per questa mattina una riunione della Conferenza dei presidenti.
La decisione presa nel corso di questa riunione sarà comunicata al Parlamento all'inizio della seduta pomeridiana di oggi.
Le relative obiezioni potranno essere presentate entro le 20.00 di oggi e, se del caso, si voterà su dette obiezioni all'inizio della seduta di domani.
I termini di presentazione sono così fissati: le proposte di risoluzione devono essere presentate entro oggi alle 16.00, le proposte di risoluzione comuni e gli emendamenti entro mercoledì alle 16.00.
<P>
<SPEAKER ID=8 LANGUAGE="EN" NAME="Green">
Signora Presidente, ieri se ne è discusso in via preliminare.
In seguito all'incontro dei presidenti dei gruppi di ieri sera, è emerso un vasto accordo sull'opportunità di sfruttare questa tornata per condurre subito un dibattito di natura politica in quest'Aula.
E' evidente che la cosa più indicata sarebbe un dibattito di urgenza, non trattandosi di un argomento sul quale serve una dichiarazione da parte del Consiglio o della Commissione.
Tutti noi abbiamo ritenuto opportuno affrontare il tema in Aula e mi spiace che si debba passare attraverso una trafila burocratica come quella da lei appena descritta.
Se questo è quanto prevede il nostro Regolamento, ebbene sia, il mio gruppo è a favore.
<P>
<SPEAKER ID=9 LANGUAGE="ES" NAME="Galeote Quecedo">
Signor Presidente, interverrò in senso contrario ma non senza prima aver dato ai colleghi dell'Assemblea le seguenti spiegazioni.
Tengo a precisare che, nelle ultime ore, nel mio paese sono state prese decisioni significative dal punto di vista giudiziario ai fini del nostro dibattito.
<P>
Il giudice istruttore ha, da un lato, modificato l'ordine d'arresto.
Il pubblico ministero ha, dall'altro, impugnato tale ordine in forza del fatto che, a suo avviso, il giudice non è competente.
Infine, il giudice ha aperto un termine entro il quale le parti coinvolte (gli accusati e il pubblico ministero) possano pronunciarsi in merito a un'eventuale richiesta d'asilo.
Di conseguenza, credo che dovremo lasciare che la giustizia segua il suo corso e che potremo procedere alle nostre interpretazioni politiche soltanto dopo che la giustizia si sarà pronunciata.
<P>
Mi pare quindi inopportuno, allo stato attuale, interferire con l'operato della giustizia e chiedo ai colleghi dell'Assemblea di contribuire a conciliare i proclami a favore dell'indipendenza del potere giudiziario con l'iniziativa politica, la quale, se intempestiva, serve unicamente a fare pressioni sulla magistratura.
<P>
<SPEAKER ID=10 LANGUAGE="ES" NAME="Medina Ortega">
Signora Presidente, questo Parlamento chiede già da tempo il rinvio a giudizio del generale Pinochet.
In condizioni normali, ciò sarebbe dovuto avvenire nel suo paese, il Cile, ma a quanto sembra ciò non è stato possibile a causa dello strascico della dittatura.
Oggi esiste uno spazio giudiziario comune previsto dai Trattati comunitari e, pertanto, abbiamo a che fare con un problema di applicazione e di attuazione di tale spazio giudiziario europeo.
Il Parlamento non intende influenzare il corso della giustizia, ma deve cogliere l'occasione per ribadire l'unità di tutti i nostri popoli e di tutti i nostri governi nella lotta contro la forma di terrorismo internazionale costituita da dittature, genocidi e crudeltà come quelle perpetrate dal generale Pinochet contro il suo popolo e contro cittadini europei - allo stato attuale, secondo le ultime valutazioni, ammonterebbe quasi a 100 il numero di cittadini europei assassinati dal governo del generale Pinochet.
Pertanto, il Parlamento deve pronunciarsi immediatamente in materia.
<P>
<SPEAKER ID=11 NAME="Presidente">
Dopo aver ascoltato un intervento a favore e un intervento contrario metto ai voti la proposta.
<P>
(Il Parlamento approva la richiesta)
<P>
<CHAPTER ID=3>
Decisione sulle urgenze
<SPEAKER ID=12 NAME="Presidente">
L'ordine del giorno reca la decisione sulla richiesta di applicazione della procedura d'urgenza alle seguenti proposte: proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 94/4/CE del Consiglio e la proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) 355/94 del Consiglio recante proroga della deroga temporanea applicabile alla Germania e all'Austria.
<P>
<SPEAKER ID=13 LANGUAGE="DE" NAME="von Wogau">
Signora Presidente, la presente proposta di direttiva riguarda una deroga al regolamento sulle vendite in duty free applicabile all'Austria e alla Germania.
Dal 1997 esiste in questo ambito un vuoto legislativo in quanto il regolamento aveva validità fino a dicembre 1997.
Per questa ragione ci sorprende che la proposta ci sia stata sottoposta solo in settembre.
Nonostante l'importanza da noi attribuita alla questione, materialmente non abbiamo avuto tempo per discuterla.
Proponiamo pertanto di respingere la richiesta di applicazione della procedura d'urgenza.
Faremo il possibile per presentare una relazione in merito nella tornata di novembre o, al più tardi, entro quella di dicembre.
<P>
(Il Parlamento respinge la richiesta di applicazione della procedura d'urgenza)
<P>
<CHAPTER ID=4>
Bilancio 1999 - Scadenza del trattato CECA - Bilancio CECA 1999
<SPEAKER ID=14 NAME="Presidente">
L'ordine del giorno reca, in discussione congiunta, i seguenti documenti:
<P>
relazione A4-0360/98, presentata dalla onorevole Dührkop Dührkop a nome della commissione per i bilanci, sul progetto di bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1999, -relazione A4-0361/98, presentata dall'onorevole Viola a nome della commissione per i bilanci sul progetto di bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1999 (C4-0300/98), -relazione A4-0330/98, presentata dall'onorevole Giansily a nome della commissione per i bilanci sulla comunicazione della Commissione al Consiglio sulla scadenza del trattato CECA - Attività finanziarie (COM(97)0506 - C4-0573/97), -relazione A4-0363/98, presentata dall'onorevole Giansily a nome della commissione per i bilanci sul progetto di bilancio operativo della CECA per il periodo 1999 (SEC(98)0966 - C4-0394/98).
<SPEAKER ID=15 LANGUAGE="FR" NAME="Lulling">
Signora Presidente, ieri ho protestato perché nella relazione dell'onorevole Giansily non è stato riprodotto interamente il mio parere a nome della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale.
Il Presidente ha promesso che ci sarebbe stato un corrigendum .
Ho controllato proprio ora alla distribuzione e ho visto che c'è la relazione Giansily ma priva di qualsiasi parere di commissioni.
Non è possibile, signora Presidente, la prego di far stampare correttamente il documento!
<P>
<SPEAKER ID=16 NAME="Presidente">
Onorevole Lulling, saranno fatte le verifiche del caso.
<P>
<SPEAKER ID=17 NAME="Dührkop Dührkop">
Signora Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, prima di entrare nel vivo della presente discussione sul bilancio desidero ringraziare tutti i funzionari della segreteria della commissione per i bilanci, non soltanto per la notevole professionalità con cui hanno preparato questo bilancio, ma anche per la loro carica umana che mi è stata di grande appoggio in ogni momento.
Ringrazio anche i colleghi relatori delle commissioni competenti sul merito per la stretta collaborazione che si è instaurata fra di noi.
<P>
Il bilancio dell'Unione per il 1999, oggi in discussione, è il primo bilancio in euro e si colloca, rispetto a quelli che l'hanno preceduto, in un singolare contesto.
Il bilancio 1999 è l'ultimo collegato alle prospettive finanziarie attualmente in vigore e significherà, di conseguenza, la chiusura di un capitolo.
Ma al contempo dovrebbe segnare anche il punto di partenza per un nuovo Accordo interistituzionale e nuove prospettive finanziarie in linea con il paragrafo 3 dell'articolo F del Trattato sull'Unione, quanto a disponibilità di risorse; dovrà inoltre - ed è un impegno che tutti noi abbiamo assunto - garantire i finanziamenti di preadesione volti ad agevolare il futuro ampliamento a Est dell'Unione, nonché fare riscontro alle sfide derivanti dall'Unione economica e monetaria.
<P>
A tale scopo, nei suoi orientamenti per la procedura di bilancio votati ai primi di aprile, il Parlamento si è pronunciato a favore di un bilancio 1999 che avesse carattere di transizione, un bilancio-ponte anziché un bilancio che significasse un «punto e a capo».
Il Parlamento ha inteso allora lanciare subito un chiaro segnale al Consiglio, per evidenziare che il negoziato sulle nuove prospettive finanziarie e il bilancio 1999 non costituiscono due argomenti separati, bensì direttamente vincolati sia nel tempo che nei contenuti e che, se non verrà raggiunto l'Accordo interistituzionale, in applicazione dell'articolo 203 il bilancio 1999 servirà come base per il progetto preliminare di bilancio per il 2000.
<P>
Gli orientamenti di bilancio approvati illustrano anche le condizioni che il Parlamento considera irrinunciabili per giungere a un accordo e rispettare l'impegno di approvare un bilancio più o meno in linea con l'incremento medio dei pagamenti degli Stati membri.
<P>
Nel suo progetto preliminare di bilancio, la Commissione presenta un aumento del 6, 4 percento rispetto al 1998 negli stanziamenti di impegno.
Si tratta quindi di un progetto preliminare di bilancio conforme in linea di massima all'equilibrio fra le priorità del Parlamento, le esigenze degli Stati membri e il fabbisogno degli stessi e che per il suo finanziamento richiede l'1, 11 percento del PNL degli Stati membri.
<P>
Per finanziare il progetto di bilancio del Consiglio, occorre invece l'1, 09 percento del PNL - ossia 0, 18 percento meno del massimale fissato all'1, 27 percento -, ma occorre considerare che, nelle previsioni del Consiglio, le spese obbligatorie sono salite oltre l'11, 5 percento in stanziamenti di impegno.
L'apparente rigore del Consiglio nell'importo globale, tuttavia, è subordinato al rispetto delle decisioni unilaterali dei Consigli europei di Edimburgo e di Cannes, il cui finanziamento viene rispettato alla lettera dal Consiglio senza considerazioni in merito all'efficacia della spesa, laddove altre politiche subiscono tagli considerevoli e apparentemente arbitrari.
<P>
Mi permetto di fare un esempio più che eloquente: nella motivazione della sua prima lettura del bilancio, il Consiglio riconosce l'innegabile successo del programma LEONARDO, procedendo però ipso facto a decurtarlo della modica cifra di 100 milioni di euro.
La sconfinata coerenza del Consiglio diviene ancor più palese quando ci si prende la briga di leggere le conclusioni di Cardiff del 16 giugno e di raffrontarle con la prima lettura del Consiglio.
Emerge con evidenza che il Consiglio si dedica a un esercizio di contabilità pura: l'unica cosa che conta è il risultato finale una volta tirate le somme, a prescindere da qualunque considerazione politica.
In una situazione come questa, sostanzialmente non dissimile a quella di esercizi precedenti, il Parlamento ha il compito di mettere a punto un bilancio più politico, più coerente con le priorità esposte anche negli orientamenti.
<P>
Ciò detto, passo ora alla rubrica 1 - bilancio agricolo - e constato che, per la prima volta in un esercizio di bilancio, le spese della rubrica 1 e le spese della rubrica 2 risultano quasi equilibrate.
Ciò risponde, da un lato, all'esecuzione dell'ultimo anno delle prospettive finanziarie; dall'altro, e fondamentalmente, allo svolgimento di una procedura ad hoc che ha permesso di ridurre le spese agricole negli ultimi esercizi, il che dimostra chiaramente come la Commissione abbia sovrastimato, in passato, le esigenze di bilancio.
Va di conseguenza segnalato che il bilancio agricolo si colloca oggi ben al di sotto della linea direttrice, trasformatasi in un massimale nettamente superiori alle reali esigenze e non in una soluzione per limitare la crescita della spesa agricola.
<P>
Nella sua risoluzione sulle procedure ad hoc previste dall'Accordo interistituzionale del 29 ottobre 1993, il Parlamento europeo pone l'accento su una serie di annose questioni che, a suo avviso, andrebbero inserite nella procedura.
Come relatrice devo tuttavia manifestare la mia delusione per il modo in cui è stata condotta la procedura ad hoc in relazione al bilancio 1999.
Ritengo che, invece di avanzare, abbiamo compiuto un passo indietro perché non c'è stata, da parte del Consiglio, la volontà di esaminare i principali elementi proposti dal Parlamento - ossia classificazione, creazione della riserva e fondamento giuridico di tale procedura - e di tenere una seria discussione in vista della prima lettura.
Con ciò, il Consiglio rinvia l'esame dei punti cruciali di tale discussione sino a quando la Commissione non avrà presentato la sua lettera rettificativa a seguito della prima lettura del Parlamento.
Questo atteggiamento del Consiglio non agevolerà il negoziato in vista della seconda lettura, il cui ordine del giorno già si preannuncia piuttosto carico.
Tuttavia, sia chiaro che il Parlamento conferma il suo impegno verso la procedura ad hoc - mediante deroga all'articolo 14 del regolamento finanziario - in base alla quale vanno tenute in considerazione le richieste del Parlamento a prescindere dalla classificazione della spesa.
Il Parlamento, di conseguenza, è obbligato a ribadire, nella sua prima lettura, le richieste già presentate in sede di conciliazione sulla prima lettura del Consiglio.
<P>
Passando ora alla rubrica 2, Fondi strutturali, vorrei far riferimento anzitutto agli orientamenti del Parlamento che, pur nell'assoluto rispetto delle prospettive finanziarie e dell'Accordo interistituzionale, chiedono che si contempli la possibilità di ampliare il periodo di programmazione allo scopo di agevolare il cofinanziamento.
A tal fine, nella sua prima lettura il Parlamento presenta un emendamento che colloca 1500 milioni di euro in stanziamenti di impegno e 250 milioni in stanziamenti di pagamento in una riserva speciale, preassegnata esclusivamente agli Stati membri in cui si registri un tasso di utilizzo inferiore alla media e a condizione che tali stanziamenti possano essere prorogati, se non utilizzati, a favore degli stessi beneficiari.
Questo stesso emendamento riduce di 500 milioni gli stanziamenti di pagamento per i Fondi, ritenendo che tale decisione risulti compatibile con la previsione di fabbisogno e, soprattutto, con la lettera rettificativa n. 2/98 al BRS e con la procedura Notenboom che aumenta di 871 milioni di euro gli stanziamenti di pagamento.
Tuttavia, prima che qualche Stato membro inizi a fregarsi le mani per la contentezza, va chiarito immediatamente che l'emendamento pone condizioni esplicite; e, per essere ancor più espliciti, occorre forse ricordare che la rubrica 2 equivale a una spesa non obbligatoria.
<P>
Nell'ambito di questa rubrica, il Parlamento si impegna a finanziare il programma PEACE in Irlanda, consapevole che l'accordo di Stormont rappresenta un passo di portata storica.
Accetta la proposta della Commissione al riguardo, ma la corregge in funzione delle decisioni già assunte in merito alle iniziative RECHAR, REGIS e RESIDER.
<P>
Nei suoi orientamenti, il Parlamento manifesta l'intenzione di approvare un bilancio che tenga in considerazione le sue priorità e che sia un bilancio per i cittadini.
La dimensione umana del bilancio trova la sua espressione più tangibile nella rubrica 3 sulle politiche interne dell'Unione.
Ma nella sua prima lettura il Consiglio trasforma questa rubrica nella Cenerentola per antonomasia, con tagli che la riportano al di sotto dello stesso bilancio 1998.
La commissione per i bilanci, tuttavia, ritiene che, anche in un regime di rigore, le attività finanziate dovrebbero indicare ai cittadini l'importanza attribuita dal Parlamento alle loro stesse priorità: occupazione e altre azioni sociali, istruzione e formazione, protezione dell'ambiente in conformità agli impegni di Kyoto, informazione del consumatore e sicurezza nei trasporti.
Alla luce di ciò, il Parlamento decide di incrementare il finanziamento delle misure in cui emerge chiaramente la dimensione europea, quali ad esempio il varo di progetti pilota e azioni preparatorie nel campo dell'istruzione, dell'innovazione e della formazione, a beneficio di un'Europa della conoscenza, azioni destinate a migliorare l'integrazione multiculturale e azioni volte a combattere la violenza contro la donna.
<P>
Non è mio intendimento trasformare questo intervento sulla rubrica 3 in un'estenuante enumerazione, ma mi sia consentito ugualmente di porre in risalto due punti.
In primo luogo, lancio un appello al Consiglio affinché giunga rapidamente a un accordo con il Parlamento sul finanziamento del Quinto programma quadro per la ricerca e affinché consenta l'esatta definizione della dotazione di detto programma durante la procedura di bilancio 1999.
Per la prima lettura, il Parlamento opta per l'importo proposto dalla Commissione nell'avamprogetto di bilancio.
In secondo luogo, in vista dell'imminente entrata in vigore del Trattato di Amsterdam e, in particolare, dell'articolo 73 K, alla rubrica 3 il Parlamento crea un Fondo europeo per i rifugiati, tenuto conto dell'interesse comune degli Stati membri verso una politica di asilo dell'Unione europea.
<P>
Se il Parlamento intende vigilare sulle politiche interne dell'Unione, anche le politiche esterne sono oggetto di attenzione.
Pur non avendolo mai accettato, il Parlamento si impegna verso l'accordo di Cannes, a condizione che non venga applicato a scapito degli altri obblighi dell'Unione verso l'esterno.
Nel suo progetto, il Consigli procede a notevoli tagli alla rubrica 4, senza alcuna spiegazione credibile o verosimile.
Se la vostra relatrice fosse maligna, potrebbe pensare che simili tagli sono dovuti unicamente alla necessità di far quadrare i conti dopo l'aumento di altri 150 milioni del programma PHARE.
<P>
È davvero singolare che il Consiglio dimentichi il rigore di bilancio per aumentare gli stanziamenti a un programma in cui esistono gravi difficoltà di assorbimento dei fondi, con tassi di esecuzione ben al di sotto degli importi stabiliti.
In piena coerenza con i suoi orientamenti per il bilancio 1999, il Parlamento propone di distribuire 200 milioni di euro destinati a PHARE tra tutti i capitoli delle azioni esterne.
<P>
In sintonia con esercizi precedenti, e stanti le difficoltà di una corretta esecuzione dei programmi esterni, il Parlamento europeo colloca in riserva 30 milioni di euro per la linea B7-541 (ricostruzione nella ex Iugoslavia) sino a quando la Commissione non avrà presentato un nuovo progetto di regolamento per la relativa azione, e propone inoltre di collocare in riserva una parte considerevole del finanziamento del programma TACIS, in attesa che la Commissione presenti al Parlamento una strategia globale per far fronte alla grave crisi finanziaria in Russia.
<P>
Avvicinandomi alla conclusione, desidero ora trattare due punti essenziali della rubrica 5.
<P>
Il primo punto potrebbe essere intitolato The BAT Story - nulla a che vedere con Batman - ed è una storia che si trascina ormai da anni, iniziata quando si è deciso, alla luce del continuo incremento dei mini-budget , di convertire i relativi fondi in posti di lavoro - circa 2000 -, trasferendo la spesa dalla parte B alla parte A del bilancio, conversione che verrà portata a termine con il 1998.
Tuttavia, occorre constatare che la Commissione ha continuato a fare ricorso a personale esterno tramite uffici di assistenza tecnica finanziati dalla parte B, ossia con spese operative.
Ciò, a sua volta, ha significato che i programmi hanno visto diminuire in maniera considerevole il loro importo operativo globale.
Per esempio, nel caso del programma SOCRATES 14 milioni di spese operative sono stati destinati a spese di funzionamento.
Il Parlamento ribadisce il proprio impegno verso il rispetto del regolamento finanziario, che divide la spesa fra parte A e parte B, e presenta alcuni emendamenti in tal senso, ma si impegna al contempo a una revisione approfondita della struttura del bilancio, al fine di perseguire un bilancio organizzato per obiettivi.
Per questa ragione, il Parlamento chiede alla Commissione dettagli sulla nuova presentazione delle tabelle allegate ai capitoli 11 e 70.
<P>
La relatrice ritiene che il secondo punto della rubrica 5 risulti infamante per gli Stati membri, visto che tratta del finanziamento delle pensioni dei funzionari.
Sino al 1997 gli Stati membri, infatti, avevano pagato soltanto in parte, e prima del 1982 non pagavano affatto, i contributi a carico del datore di lavoro per il regime pensionistico del personale, con il risultato che il bilancio previsto per le pensioni è deficitario già nel 1998.
Sorge allora l'interrogativo: che cosa capiterebbe a un imprenditore che, in un qualsiasi Stato membro, non versasse i contributi di previdenza sociale?
<P>
Di conseguenza, il Parlamento propone la struttura di bilancio di un fondo pensionistico adeguato per il personale delle Istituzioni e degli organi dell'Unione e chiede alla Commissione di presentare, entro e non oltre il 31 marzo 1999, una proposta sui fondi pensionistici.
La Commissione deve presentare quanto prima una proposta di modifica dei regolamenti applicabili ai funzionari e agli altri agenti della Comunità europee, uno «Statuto del personale» che potrebbe rivelarsi necessario per la creazione di detto fondo.
E non guasta ricordare che, nel suo primo dialogo tripartito con il Parlamento, la Presidenza britannica aveva riconosciuto la necessità di giungere quanto prima a una soluzione al riguardo.
Per tale ragione, il Parlamento chiede l'inclusione del tema nel negoziato del nuovo Accordo interistituzionale.
<P>
Con tutto quanto ho sin qui esposto, ho voluto mostrare che il Parlamento intende approvare un bilancio di riequilibro, facendo così riscontro ai propri obblighi verso i cittadini europei.
<P>
E infine, e penso specialmente al Consiglio che ha avuto la pazienza di ascoltare sin qui tutto ciò che abbiamo visto, ecco il «fuoco d'artificio», che mi riporta all'inizio del mio intervento, al carattere di «ponte» del bilancio 1999 e al negoziato sulle nuove prospettive finanziarie e sull'Accordo interistituzionale.
Il Parlamento reputa necessario far rilevare al Consiglio che il tempo stringe, che occorrerebbe giungere a un accordo prima delle elezioni di giugno 1999.
Al contempo, però, ci risulta che il Consiglio non abbia manifestato grande interesse verso l'avvio di un serio dialogo.
<P>
Per queste ragioni, il Parlamento presenta alcuni emendamenti tesi ad aumentare il bilancio 1999 sino all'1, 17 percento circa del PNL.
Gli emendamenti sulle riserve, quindi, rispondono alla sola finalità di tutelare i diritti del Parlamento in caso di mancato accordo sulle prospettive finanziarie.
Visto che poco fa mi sono espressa in termini pirotecnici, devo chiarire al di là di ogni dubbio che questi emendamenti, tuttavia, non sono un fuoco d'artificio lanciato dal Parlamento.
I diritti che il Parlamento, in vista dell'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, intende vedere salvaguardati nell'Accordo interistituzionale sono ripresi nel mandato che il Parlamento ha affidato a Joan Colom, firmatario insieme alla sottoscritta degli emendamenti sulle riserve, il quale interverrà in merito in veste di relatore sulle prospettive finanziarie.
<P>
Concludo, signora Presidente, chiedendole ancora due secondi: desidero appellarmi al Consiglio affinché si avvicini alla posizione del Parlamento.
Mi si consenta di fare un rapido esercizio di contabilità congiuntamente con il Consiglio.
Il piccolo risparmio realizzato dal Consiglio nella sua contabilità, in prima lettura, è l'equivalente di più o meno 40.000 pesetas all'anno nelle tasche del cittadino spagnolo.
Una somma di 40.000 pesetas equivarrebbe a dire che il Consiglio e la relatrice potrebbero bersi l'anno prossimo circa 200 birre, calcolando un prezzo di 200 pesetas a birra.
Non mi pare questo il modo di far fronte alle sfide dell'Unione.
<P>
<SPEAKER ID=18 NAME="Viola">
Signora Presidente, onorevoli colleghi, il totale della rubrica 5 - »spese amministrative» - è stato fissato a 4, 7 miliardi di euro, con un incremento del 4 percento rispetto al 1998, pari a 182 milioni di euro.
Di questa somma, 1 miliardo e 579, 5 milioni di euro costituiscono il bilancio di tutte le «altre Istituzioni», con un incremento di quasi l'1, 55 percento rispetto al 1998.
È un incremento, chiaramente, contenuto, segno di un rigore a cui tutte le «altre Istituzioni» si sono ispirate nel predisporre i propri bilanci, un rigore che ha visto, soprattutto, protagonista il nostro Parlamento, il quale assorbe circa i tre quinti di questo importo.
Nonostante l'opzione di acquisto dell'IPE 4 di Strasburgo, il nostro Parlamento ha contenuto le proprie spese, facendo registrare un incremento di appena l'1, 70 percento.
Credo che questo vada segnalato perché è segno dell'estremo equilibrio dimostrato dagli organi di amministrazione del Parlamento e dalla commissione per i bilanci, da un'Istituzione che ha colto il segnale della serietà, del rigore e dell'austerità.
<P>
Questo è un bilancio che, sia per il Parlamento che per tutte le «altre Istituzioni», presenta alcune peculiarità: è il primo bilancio in euro, è il bilancio che segnerà, nel suo corso, il passaggio all'anno 2000, con tutte le implicazioni informatiche che ne derivano, è il bilancio che accompagnerà l'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam e che vedrà le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, con le spese connesse per quanto riguarda sia i membri che il settore dell'informazione.
<P>
Passiamo ora ad analizzare i singoli bilanci, a cominciare dal nostro.
Il bilancio del Parlamento è pari a 923.779.000 euro, con un margine non utilizzato di quasi 21 milioni, il che conferma che noi abbiamo sempre inteso questo margine non come un obiettivo, ma come un tetto di spesa.
Le decisioni più significative sono state la previsione di un nuovo capitolo e di un nuovo articolo - il 390 con una nomenclatura appropriata - che costituirà la sede di accoglimento del nuovo statuto degli assistenti parlamentari, attualmente in corso di definizione da parte della commissione competente e del Consiglio.
Ieri sera, in sede di commissione per i bilanci, dopo la riunione dell'Ufficio di presidenza, la commissione ha ritenuto di approvare un emendamento, avendo preso visione delle decisioni del consiglio di presidenza, nella sua autonoma competenza...
<P>
<SPEAKER ID=19 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=20 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=21 NAME="Giansily">
<SPEAKER ID=22 NAME="Liikanen">
<SPEAKER ID=23 NAME="Lenz">
<SPEAKER ID=24 NAME="Sonneveld">
Signor Presidente, allo stadio attuale dei negoziati sul bilancio si discute unicamente delle spese obbligatorie per il settore agricolo.

In quanto relatore per parere per il bilancio agricolo 1999, ritengo che sia mio compito assicurarmi che la buona procedura avviata dai colleghi onorevoli Tillich e Mulder per il bilancio 1998 si applichi anche, chiarendola ulteriormente, per il prossimo bilancio.
<P>
Pertanto non è adeguato ad esempio inserire fin d'ora nella nostra risoluzione sul bilancio 1999 dichiarazioni relative alla riduzione o perlomeno alla stabilizzazione delle spese agricole.
A questo proposito occorre prendere in seria considerazione l'ultima stima sulle spese future che la Commissione esecutiva presenterà quanto prima al Parlamento e al Consiglio in allegato alla lettera rettificativa.
E' evidente che i mercati internazionali stanno attraversando profondi cambiamenti, che indubbiamente avranno un impatto sulle spese agricole, e questo dimostra che il nostro nuovo approccio al bilancio è quello giusto.
Nel redigere il bilancio ci serviamo dei dati più recenti relativi agli sviluppi del mercato e agli andamenti valutari.
<P>
Lo scorso anno una delle questioni politiche più scottanti è stata la necessità o meno di intervenire su quelle che allora si pensava fossero compensazioni eccessive concesse ad esempio a certi coltivatori in Gran Bretagna.
Fortunatamente la nostra commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale si è fatta carico di vegliare che la nostra politica fosse costante e affidabile, perché il mercato mondiale attualmente sta attraversando un periodo di recessione e la svalutazione della sterlina britannica ha avuto un profondo impatto anche sui premi per ettaro concessi alla Gran Bretagna.
<P>
In questo bilancio spicca il forte aumento delle spese per le misure di accompagnamento, che di per sé è un sano sviluppo della politica agricola, quantomeno se le spese soddisfano l'obiettivo prefissato.
Su questo aspetto la Commissione esecutiva dovrà presentare quanto prima a Consiglio e Parlamento la prevista relazione di valutazione, altrimenti per il proseguimento dei lavori dovremo andare alla cieca.
<P>
<SPEAKER ID=25 NAME="Rübig">
<SPEAKER ID=26 NAME="Ferber">
Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, la commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'energia si è occupata approfonditamente del bilancio 1999 e ciò per due ragioni.
In primo luogo nel settore energetico occorre promuovere il ricorso alle fonti energetiche alternative in Europa al fine di rispettare gli impegni assunti a Kyoto.
In secondo luogo, per quanto concerne la politica a favore della ricerca, abbiamo l'importante compito di dare attuazione al Quinto programma quadro di ricerca nell'ambito del bilancio 1999.
Entrambe le istanze hanno raccolto la maggioranza in seno alla commissione per i bilanci e di questo risultato vorrei ringraziare la relatrice in particolare e, in generale, i colleghi della commissione per i bilanci.
L'aumento della dotazione dei programmi ALTENER e SAVE, approvata in questa sede, era più che mai necessaria.
<P>
Più difficile è la situazione relativa al Quinto programma quadro di ricerca.
Finora non è stata presa alcuna decisione in merito, ossia non disponiamo ancora di una base giuridica per la prima lettura.
Colgo pertanto l'occasione per sollecitare il Consiglio ad adoperarsi affinché si possa giungere a una soluzione legittima entro la prossima seduta del 10 novembre. Vorrei ribadire molto chiaramente che la clausola «ghigliottina» è illegittima ed è in contrasto con le disposizioni dei Trattati.
Restiamo pertanto in attesa di proposte positive in merito da parte del Consiglio.
Si è tuttavia riusciti ad ottenere - e ciò è un grande merito della Commissione per i bilanci nel corso della procedura di bilancio - margini di manovra sufficienti per dare riscontro a livello finanziario anche alle opzioni del Parlamento. Ritengo che ciò vada considerato un grande successo e che rafforzi la posizione negoziale del Parlamento in sede di procedura di conciliazione.
Al momento della seconda lettura la procedura di conciliazione sarà comunque conclusa e pertanto sia che si sia riusciti a trovare una soluzione, sia che ciò non sia stato possibile, la situazione sarà comunque chiarita.
Una ulteriore richiesta sarebbe quella di occuparci l'anno prossimo approfonditamente del Centro comune di ricerca.
Il tema è stato affrontato ieri ancora una volta in seno alla commissione per i bilanci e qualche accenno in merito comparirà nel testo della risoluzione.
E' più che mai urgente che il Parlamento assuma una posizione chiara in merito.
<P>
Ringrazio ancora una volta per la positiva collaborazione.
<P>
<SPEAKER ID=27 NAME="Schwaiger">


Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, oltre due terzi degli emendamenti presentati dalla commissione per le relazioni economiche esterne sono stati accolti integralmente o nella sostanza dalla commissione per i bilanci.

Essi riguardano le risorse necessarie per finanziare incentivi all'apertura e alla penetrazione dei mercati di paesi terzi da parte dei prodotti e dei servizi dell'Unione europea, un intento che sta tradizionalmente a cuore alla commissione per le relazioni economiche esterne.
<P>
Inoltre, siamo riusciti a far sì che venisse adottato il criterio in base al quale gli aiuti finanziari destinati ai Paesi dell'Europa centrale e orientale e ai Paesi del Mediterraneo vengano considerati giustamente necessari e prioritari, ma soltanto nella misura in cui costituiscono un «aiuto all'auto-aiuto».
In futuro il Consiglio, in collaborazione con la Commissione, dovrà pertanto valutare attentamente nei propri progetti di bilancio la situazione attuale delle strutture beneficiarie, soprattutto nei Paesi candidati.
La riserva di 200 milioni prevista a tal fine dalla onorevole Dührkop Dührkop per le attività economiche esterne è un passo nella giusta direzione e consente una migliore ripartizione delle risorse disponibili.
Gli emendamenti presentati nuovamente in questa sede dalla commissione per le relazioni economiche esterne si propongono tre obiettivi.
In primo luogo, la reiscrizione a bilancio di una dotazione finanziaria sufficiente per gli aiuti umanitari in Kossovo; in secondo luogo stanziamenti a favore della Turchia, dei programmi SOCRATES, LEONARDO, USER EUROPE e di aiuti straordinari a favore dell'Azerbaigian.
<P>
Vi è inoltre la necessità di intensificare la cooperazione economica con l'Asia, l'America Latina e il Sudafrica, nonché la cooperazione con i gruppi economici e sociali, le camere di commercio e dell'industria, le associazioni imprenditoriali, i sindacati, le organizzazioni di categoria degli agricoltori e delle piccole e medie imprese, le associazioni di tutela dei consumatori e dell'ambiente.
L'intento è quello di dare impulso a una cooperazione policentrica coinvolgendo le forze vitali dell'economia e della società.
A tal fine dovrebbero già essere previste le misure necessarie.
Ricordo infine la richiesta riguardante le linee di bilancio per la promozione delle esportazioni verso il Giappone.
Colgo l'occasione per ringraziare la onorevole Dührkop Dührkop per la sua disponibilità ad ascoltare e prendere in esame le nostre proposte e per l'ottima collaborazione, nonché il presidente della commissione per i bilanci, onorevole Detlev Samland, per la pazienza dimostrata di fronte alla mia caparbietà. Vorrei infine esprimere la mia gratitudine anche ai consulenti della commissione per le relazioni economiche esterne, Christian Augustin e Francisco Gomes Martes, per la loro ottima collaborazione.
<P>
<SPEAKER ID=28 NAME="Novo">
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la commissione per la politica regionale il bilancio per il 1999 è stato orientato verso due obiettivi centrali. Innanzi tutto garantire che gli impegni assunti a Edimburgo fossero totalmente rispettati e, fondamentalmente, la soluzione adottata corrisponde a tale volontà.
Inoltre la commissione per la politica regionale ha manifestato dubbi sul livello dei pagamenti presentando alcune proposte volte a garantire una liquidità adeguata. La soluzione approvata mira a garantire tale liquidità anche se in modi diversi.
Noi speriamo che sia davvero così.
<P>

Il secondo obiettivo centrale della commissione per la politica regionale consiste nel ripristino delle dotazioni per le iniziative comunitarie.
La nostra commissione continua a ritenere discutibile che il Consiglio proponga riduzioni corrispondenti per le iniziative comunitarie col pretesto di ritardi nelle rispettive esecuzioni che tuttavia non sono mai stati chiaramente indicati né evidenziati.
<P>
Data la scarsa chiarezza, la commissione per la politica regionale ritiene che le iniziative comunitarie avrebbero dovuto essere mantenute con le dotazioni inizialmente definite e l'iniziativa PEACE avrebbe dovuto ottenere cento milioni in più ma non tramite decurtazioni nelle altre iniziative.


Siamo pertanto obbligati a constatare e deplorare che di questo orientamento della commissione per la politica regionale non si è totalmente tenuto conto dato che la proposta oggi in discussione non prevede il recupero totale delle dotazioni per le iniziative comunitarie.
<P>
<SPEAKER ID=29 NAME="Eisma">
<SPEAKER ID=30 NAME="Morgan">
<SPEAKER ID=31 LANGUAGE="EN" NAME="Cunningham">
<SPEAKER ID=32 NAME="Deprez">
<SPEAKER ID=33 NAME="Brinkhorst">
<SPEAKER ID=34 NAME="Tillich">
<SPEAKER ID=35 NAME="Baldarelli">
<SPEAKER ID=36 NAME="Gröner">
<SPEAKER ID=37 NAME="Schmidbauer">
<SPEAKER ID=38 NAME="Lulling">
<SPEAKER ID=39 NAME="Graenitz">
<SPEAKER ID=40 NAME="Blak">
Signor Presidente, è il vento della storia che spira oggi in questo Parlamento.
Non discutiamo infatti solo del bilancio della nostra Istituzione e delle altre Istituzioni per l'anno prossimo, ma guardiamo anche indietro agli inizi della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, per concludere l'esercizio annuale di chiusura delle operazioni economiche del vecchio trattato prossimo alla scadenza.
Nella proposta in esame si suggerisce di destinare gli interessi sul capitale costituito dal patrimonio della CECA ai programmi di ricerca nel settore del carbone e dell'acciaio. Mi pare un obiettivo non sufficientemente ambizioso.
Stiamo parlando del settore che forse oggi in Europa versa nelle condizioni più difficili. Se vogliamo tenere fede all'obiettivo proclamato dal Trattato di Amsterdam di una crescita basata sullo sviluppo sostenibile e sul rispetto dell'essere umano, dobbiamo pensare secondo altri schemi.
Dobbiamo pensare a costruire più case, a promuovere la ricerca, ad aumentare l'occupazione. E' di questo che ha bisogno l'Europa, è di questo che hanno bisogno gli europei.
<P>
<SPEAKER ID=41 NAME="Ruttenstorfer">
<SPEAKER ID=42 LANGUAGE="EN" NAME="Wynn">
<SPEAKER ID=43 LANGUAGE="EN" NAME="Elles">
<SPEAKER ID=44 LANGUAGE="EN" NAME="Brinkhorst">
<SPEAKER ID=45 LANGUAGE="EL" NAME="Kaklamanis">
<SPEAKER ID=46 LANGUAGE="PT" NAME="Miranda">
<SPEAKER ID=47 LANGUAGE="DE" NAME="Müller">
<SPEAKER ID=48 LANGUAGE="FR" NAME="Dell'Alba">
<SPEAKER ID=49 LANGUAGE="FR" NAME="Fabre-Aubrespy">
<SPEAKER ID=50 LANGUAGE="FR" NAME="Le Gallou">
<SPEAKER ID=51 NAME="Samland">
<CHAPTER ID=5>
Omaggio ai Premi Nobel per la pace
<SPEAKER ID=53 LANGUAGE="EN" NAME="Green">
<SPEAKER ID=54 LANGUAGE="EN" NAME="Banotti">
<SPEAKER ID=55 LANGUAGE="EN" NAME="Cox">
Signor Presidente, a nome dell'ELDR e mio personale vorrei congratularmi con il collega onorevole Hume.
<P>
Nel corso di tutta la sua vita adulta, l'onorevole Hume ha dimostrato l'impegno più coerente al costituzionalismo in politica in circostanze molto difficili. Ha anche influenzato la vita politica di una società divisa attraverso analisi personali di grande pregnanza, basate per lo più su un grande senso di tolleranza, pluralismo e rispetto per tradizioni divergenti e diverse.
E' questa sua analisi che è diventata la prima pietra del processo di pace.
L'onorevole Hume si è personalmente assunto notevoli rischi per la pace.
Di fronte a molte critiche, ha avuto il coraggio di coinvolgere Gerry Adams e Sinn Fein, che oggi svolgono un ruolo importante nella situazione in cambiamento dell'Irlanda del Nord.
<P>
Il premio conferitogli questa settimana, che egli ha generosamente riconosciuto essere un segno di rispetto per la nuova situazione della stessa Irlanda del Nord, è ampiamente meritato.
Mi congratulo con lui personalmente e con la moglie Pat, il cui sostegno non è mai venuto meno, per questo risultato.
<P>
A nome del mio gruppo vorrei esprimere le nostre più calorose congratulazioni e sincero riconoscimento per il ruolo svolto da David Trimble.
Cito il senatore statunitense George Mitchell, che ha svolto un ruolo enorme in questo processo.
Giustamente, credo, egli ha sostenuto che senza John Hume non ci sarebbe stato un processo di pace, e senza David Trimble non ci sarebbe stato un accordo di pace. E' pertanto giusto e opportuno che questi due uomini, con le loro strade distinte, con i loro diversi itinerari politici passati e recenti, ricevano questo prestigioso omaggio.
<P>
<SPEAKER ID=56 LANGUAGE="EN" NAME="Collins, Gerard">
<SPEAKER ID=57 LANGUAGE="ES" NAME="Puerta">
<SPEAKER ID=58 LANGUAGE="EN" NAME="McKenna">
Signor Presidente, a nome del gruppo Verde al Parlamento europeo e in particolare della collega onorevole Nuala Ahern, vorrei esprimere le mie più sentite congratulazioni all'onorevole Hume per questa onorificenza.
E' un onore non soltanto per John Hume personalmente, ma anche per quest'Assemblea che un suo membro abbia ricevuto il Premio Nobel per la pace.
Egli segue le orme di altri grandi uomini di pace, per esempio Nelson Mandela.
E' anche un onore per tutti coloro che hanno lavorato per la pace in Irlanda del Nord.
<P>
Meno di cinque anni fa, quando giunsi in questo Parlamento, le cose erano ancora molto difficili per John Hume e c'era molta opposizione da parte dei principali organi di informazione di alcuni paesi, compreso il mio, nei confronti delle iniziative che aveva adottato. I fatti gli hanno dato ragione: quanto stava facendo era chiaramente giusto, posto che ha avvicinato la pace.
La lezione da imparare da tutto ciò è che coraggiosissime iniziative di persone che tengono testa a dure e forti critiche contro di loro, le loro famiglie e i loro seguaci, possono dimostrarsi estremamente importanti nel realizzare la pace se alla fine i fatti danno loro ragione.
<P>
Come hanno detto in molti, non abbiamo ancora la pace in Irlanda del Nord, ma ci stiamo arrivando e spero che la nuova generazione che sta crescendo in Irlanda del Nord, in particolare i giovani, abbia il diritto di crescere in una società smilitarizzata dove le armi non sono considerate la regola bensì l'eccezione.
John Hume vi avrà contribuito. A nome del gruppo Verde al Parlamento europeo mi congratulo vivamente con lui per quanto ha fatto.
Ha inviato un messaggio chiaro ad altre persone nel mondo: dobbiamo agire con coraggio, è l'unico modo per andare avanti.
<P>
<SPEAKER ID=59 LANGUAGE="FR" NAME="Lalumière">
<SPEAKER ID=60 LANGUAGE="EN" NAME="Nicholson">
<SPEAKER ID=61 LANGUAGE="EN" NAME="Hume">
<CHAPTER ID=6>
Votazioni
<SPEAKER ID=63 NAME="Kirsten Jensen">
<SPEAKER ID=64 LANGUAGE="DE" NAME="Tannert">
<SPEAKER ID=65 NAME="Presidente">
Quando vedo l'effetto degli ormoni su alcune persone, l'OSCE è l'organizzazione più indicata.
Comunque provvederemo affinché sia corretto.
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
<SPEAKER ID=66 NAME="Blak, Kirsten Jensen e Sindal">
<SPEAKER ID=67 NAME="Bonde e Sandbæk">
<SPEAKER ID=68 NAME="Lindqvist">
<SPEAKER ID=69 NAME="Bonde e Sandbæk">
<SPEAKER ID=70 NAME="Caudron">
<SPEAKER ID=71 NAME="Van Dam">
<SPEAKER ID=72 NAME="Titley">
<SPEAKER ID=73 LANGUAGE="DE" NAME="Breyer">
<SPEAKER ID=74 NAME="Caudron">
<SPEAKER ID=75 NAME="Malone">
<SPEAKER ID=76 LANGUAGE="EN" NAME="Nicholson">
<SPEAKER ID=77 NAME="des Places">
<SPEAKER ID=78 LANGUAGE="EN" NAME="McKenna">
<SPEAKER ID=79 NAME="Blak e Kirsten Jensen">
<SPEAKER ID=80 NAME="Blokland">
<SPEAKER ID=81 NAME="Bonde e Sandbæk">
<SPEAKER ID=82 NAME="Schleicher">
<SPEAKER ID=83 NAME="Wibe">
<SPEAKER ID=84 NAME="Hyland">
<SPEAKER ID=85 NAME="Titley">
<CHAPTER ID=7>
Bilancio 1999 - Scadenza del trattato CECA - BilancioCECA 1999 (proseguimento)
<SPEAKER ID=87 LANGUAGE="ES" NAME="Fabra Vallés">
<SPEAKER ID=88 LANGUAGE="FI" NAME="Virrankoski">
Signor Presidente, il progetto di bilancio comunitario all'esame si attiene ad una linea di grande responsabilità e rigore e tuttavia stanzia importi adeguati per le voci importanti.
Desidero sin d'ora ringraziare la onorevole Dührkop-Dührkop, l'onorevole Viola e l'onorevole Giansily del buon lavoro svolto. Per quanto riguarda il Parlamento, mi compiaccio innanzi tutto del fatto che l'ufficio del Mediatore europeo verrà consolidato e saranno così create ulteriori opportunità per lo sviluppo di tale nuova e preziosa istituzione.
Secondariamente, il progetto di bilancio prevede anche la riforma del sistema di indennizzo delle spese di viaggio dei deputati, che sarà applicato solo nel caso di spese effettivamente sostenute. Ritengo si tratti di una soluzione corretta.
La questione relativa alla posizione e al trattamento paritario dei deputati è ora demandata al Consiglio, per una soluzione, e in tale ambito può altresì sorgere la questione del cosiddetto doppio mandato: la stessa persona può nel contempo essere deputata a due parlamenti diversi, in due sedi diverse?
<P>
Nel bilancio della Commissione un importo eccezionalmente elevato di stanziamenti è sotto riserva, una prassi che sembra acquistare di anno in anno viepiù terreno. La riserva maggiore riguarda l'importo di 1500 milioni di euro stanziati per i Fondi strutturali, nel cui quadro un problema è costituito dallo scarso utilizzo delle risorse e dal loro accumulamento alla fine del periodo di programmazione.
Non si tratta di mancanza di necessità, l'enorme disoccupazione e i dislivelli regionali in Europa sono testimonianza del contrario, bensì della gestione burocratica, farraginosa e confusa degli stanziamenti stessi.
Rispetto alla consistenza delle risorse, la gestione dei Fondi operata dalla Commissione e dagli Stati membri è caratterizzata da una burocrazia del tutto sproporzionata.
<P>
Dal punto di vista politico, la riserva più significativa riguarda gli aiuti umanitari: i 330 milioni di euro stanziati sono in attesa di ulteriori chiarimenti e di misure della Commissione. La riserva potrebbe essere giustificata qualora si trattasse di altri stanziamenti, ma in tal caso le pressioni esercitate dal Parlamento sulla Commissione, a spese di quanti soffrono, sono invece inquietanti ed auspico che la lettera del signor Santer e le azioni adottate dalla Commissione sblocchino al più presto la situazione.
<P>
Una seconda importante riserva riguarda il programma TACIS.

Essa sarà tolta a condizione che la Commissione presenti al Parlamento una strategia globale per risolvere l'acuta situazione economica e la crisi del governo in Russia.
Si tratta a mio giudizio di una richiesta impossibile.
<P>
Le basi dello Stato di diritto occidentale poggiano ancora sulla dottrina della tripartizione del potere, formulata trecento anni or sono dal francese Montesquieu.
In base a tale dottrina, il potere legislativo dev'essere separato dal potere esecutivo e da quello giudiziario, diversamente i cittadini diventano facilmente preda dell'arbitrarietà.
In futuro sarà forse il caso di riflettere sulla tripartizione del potere e sulla misura in cui il Parlamento europeo è un organo legislativo e di controllo e su quella in cui deve invece intervenire nell'attività operazionale.
<P>
<SPEAKER ID=89 LANGUAGE="EN" NAME="Gallagher">
Signor Presidente, vorrei innanzi tutto congratularmi con coloro che hanno preparato le varie relazioni.
Se diamo un'occhiata al bilancio dell'anno scorso, vediamo che 40 miliardi di ecu su un totale di 83, 5 miliardi sono stati destinati alla politica agricola comune, che costituisce uno degli elementi centrali del bilancio annuale.
<P>
La politica agricola comune è parte integrante dell'Unione europea ed è stata concepita per contrastare l'esodo dalle campagne degli agricoltori, per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti dell'Unione europea e per potenziare lo sviluppo rurale.

Tale politica è in vigore dal 1962, è sempre stata gestita in maniera centrale dalla Commissione e dovrebbe continuare a esserlo anche in futuro.
<P>
Ne parlo per via di una recente pubblicazione della Commissione sulle possibili alternative di spesa dei futuri finanziamenti comunitari.
Una delle possibilità attualmente prese in considerazione che mi preoccupa un po' è l'ipotesi secondo cui il 25 percento degli aiuti diretti al reddito degli agricoltori dell'Unione dovrebbe essere versato direttamente dai Ministeri del tesoro degli Stati membri.
E' una proposta pericolosa per una serie di motivi. Innanzi tutto, andrebbe bene soltanto per quegli Stati membri che non dipendono economicamente dall'agricoltura.
Per l'economia irlandese il comparto agricolo è tre volte più importante che per gli altri Stati membri.
L'anno scorso l'Irlanda ha ricevuto qualcosa come 1, 5 miliardi di sterline irlandesi attraverso i finanziamenti della PAC.
Se dovesse passare, la proposta di quest'anno porterebbe a una rinazionalizzazione della PAC, con conseguenze nefaste, in quanto i governi dell'Unione ingaggerebbero una gara al rialzo per l'importo degli stanziamenti da destinare ai rispettivi agricoltori.
<P>
Vorrei che fossimo molto chiari su un punto: la rinazionalizzazione della PAC porterebbe a una frammentazione della stessa tale da tradire platealmente gli obiettivi di politica sociale ed economica dell'Unione.


<P>
Per dirla in altri termini, l'Unione europea non potrà essere prospera, nonostante i suoi successi economici, se si non si occuperà delle persone meno agiate, situate ai margini della società, e tra queste si contano appunto molti agricoltori del mio paese.

<P>
Dobbiamo impegnarci di più nella lotta contro la disoccupazione a lungo termine e il degrado sociale, due mali che spesso si presentano associati. La decisione di ridurre gli stanziamenti per i programmi dei Fondi strutturali nel 1999 non ci trova certo d'accordo.
Vorrei invece sottolineare il nostro assenso alla proposta di destinare un ulteriore importo di 100 MECU per la pace e la riconciliazione in Irlanda, alla quale oggi ha fatto più volte riferimento il nostro vincitore del Premio Nobel, John Hume.
Sono estremamente lieto di questa proposta, ma dobbiamo guardare anche al futuro, per il quale non abbiamo previsto nulla. Ora che abbiamo gettato le fondamenta, spetta a tutti noi reperire fonti di finanziamento aggiuntive per il futuro, in modo da continuare a perseguire la pace nell'Irlanda del Nord, attraverso quel processo di pace e riconciliazione che ha già mietuto tanti successi.
<P>
<SPEAKER ID=90 LANGUAGE="FI" NAME="Seppänen">
<SPEAKER ID=91 LANGUAGE="DE" NAME="Wolf">
<SPEAKER ID=92 LANGUAGE="DA" NAME="Bonde">
Signor Presidente, per l'anno prossimo l'Unione europea potrà disporre di quasi 100 miliardi di ecu, ovvero 750 miliardi di corone danesi.
Il contributo danese sfiorerà i 15 miliardi di corone danesi entro la fine del secolo. In pratica i danesi versano all'Unione europea un contributo maggiore rispetto ai fondi che l'agricoltura e altri settori in Danimarca ricevono dall'Unione.
Un famiglia media composta di padre, madre e due figli paga un contributo annuo di 11.000 corone danesi. Il problema non è solo che una assicurazione come questa è un po' cara; il problema è che molti finanziamenti comunitari invece di prevenire il danno, lo creano.
I consumatori e i contribuenti pagano prezzi elevati per prodotti che incentivano l'utilizzo di pesticidi e stimolanti della crescita, comportano nuove spese per l'ammasso e la distruzione dei prodotti, senza che gli agricoltori possano ottenere un reddito adeguato per il loro duro lavoro di ogni giorno. In buona sostanza l'effetto diretto è che noi stessi paghiamo per distruggere le nostre risorse idriche.
Proviamo a pensare di smettere di sovvenzionare questa distruzione e fare in modo invece che il nostro contributo alle casse comunitarie venga utilizzato per riconvertire l'agricoltura a modi di produzione ecologici e per promuovere lo sviluppo sostenibile nelle regioni e nei paesi poveri. Proviamo a pensare di rendere trasparenti il bilancio e la contabilità, di modo che i rappresentanti eletti possano avere accesso e controllare tutta la documentazione e i cittadini possano verificare chi riceve quali finanziamenti.
Perché non mettere tutta la contabilità dell'Unione su Internet, Commissario Liikanen, così sarebbe più difficile per chi froda vivere di sovvenzioni comunitarie?
Il Parlamento giovedì avrà la possibilità di dare il buon esempio facendo un po' d'ordine nella nostra esecrabile condotta per quanto riguarda i viaggi, passando finalmente a un sistema di rimborso riferito esclusivamente alle spese sostenute. Raccomando l'adozione del nostro emendamento alla relazione dell'onorevole Viola.
Lo presentiamo per la trentottesima volta, e spero che sia davvero l'ultima.
<P>
<SPEAKER ID=93 NAME="Amadeo">
<SPEAKER ID=94 LANGUAGE="ES" NAME="Colom i Naval">
<SPEAKER ID=95 LANGUAGE="DE" NAME="Tillich">
<SPEAKER ID=96 LANGUAGE="NL" NAME="Mulder">
<SPEAKER ID=97 LANGUAGE="EN" NAME="Hyland">
Signor Presidente, sono lieto di poter intervenire brevemente in questo dibattito; in particolare accolgo con favore le proposte di progetto preliminare di bilancio che prevedono un aumento dell'8, 8 percento degli stanziamenti, in quanto consentirebbero un finanziamento adeguato dell'attuale ciclo dei Fondi strutturali.
E' una cosa che ritengo importante. Non devo certo ricordare a quest'Assemblea l'importanza dei programmi strutturali quale strumento per lo sviluppo economico e sociale delle nostre regioni.
Spero che questi programmi continuino a esistere anche in futuro.
<P>
In particolare, vorrei però fare una segnalazione per quanto riguarda il futuro dei bilanci dell'Unione, soprattutto per il periodo 2000-2006.
Vorrei respingere le proposte provenienti dalla Commissione e volte a una progressiva rinazionalizzazione della politica agricola comune.
Chi propone una simile eresia va fermato in tempo, in quanto la filosofia economica e sociale dell'Unione europea è chiaramente definita nel Trattato che questa si è data.
A questi autonominatisi nuovi architetti della ricostruzione europea devo dire che stanno rendendo un pessimo servizio al concetto di solidarietà europea, minando quelle stesse fondamenta che ci hanno consentito di arrivare al punto in cui oggi ci troviamo.
<P>

Sul versante dell'agricoltura, il Parlamento è consapevole della minaccia che grava sul modello europeo di azienda agricola a conduzione familiare.


Ben conosciamo il ruolo degli agricoltori quali garanti della sicurezza e della qualità alimentare; ma conosciamo anche la minaccia che rappresenta l'esodo rurale per l'infrastruttura rurale europea.
Abbiamo presentato proposte per affrontare molti di questi problemi.
Si tratta ora di contrastare coloro che vorrebbero negarci quest'ancora di salvezza, atta a rendere esecutive le politiche che si prospettano necessarie per affrontare questi gravosi problemi europei.
<P>
<SPEAKER ID=98 LANGUAGE="FR" NAME="Elmalan">
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Signor Presidente, onorevoli colleghi, il bilancio del 1999 rispecchia l'esecuzione delle attuali politiche europee sancite dall'Accordo interistituzionale sul quale si è basato il pacchetto Delors II. Pertanto in tal senso può essere considerato un buon bilancio.
Desidero ora ringraziare sinceramente la nostra relatrice, l'onorevole Barbara Dührkop Dührkop, che con intelligenza e perseveranza ha svolto un lavoro eccellente.
<P>
Vorrei comunque porre in rilievo i punti seguenti: il bilancio del 1999 rispetta totalmente gli importi previsti per la categoria 2 concernente i Fondi strutturali, la cui applicazione, da un punto di vista globale, si è rivelata un successo. I paesi della coesione oggi sono nel gruppo dell'euro o, come la Grecia, stanno avviandosi in quella direzione.
Quanto è accaduto nel mio paese, il Portogallo, ne è una prova.
Dieci anni fa sarebbe stato impensabile che oggi il Portogallo avrebbe fatto parte del gruppo dei fondatori della moneta unica.
Il nostro straordinario balzo in avanti dimostra che le politiche europee di sviluppo regionale, accompagnate da una maggiore apertura e dalla creazione del mercato unico europeo, se applicate correttamente, sono uno strumento insostituibile di coesione e di sviluppo armonioso. Quando negozieremo il prossimo accordo interistituzionale e l'Agenda 2000 dovremo tenere conto di questi risultati poiché in caso contrario si verificherebbe la rottura del modello europeo di sviluppo seguito da molti anni a questa parte.
<P>




Inoltre, sono lieto di sottolineare che in questo capitolo dei Fondi strutturali, la proposta di bilancio del Parlamento sancisce un rafforzamento dei fondi destinati al sostegno delle regioni ultraperiferiche, che per il mio paese verranno utilizzati per le Azzorre e Madera.
<P>
Per quanto concerne l'agricoltura, le politiche che si riflettono in questo bilancio non correggono gli attuali squilibri fra agricolture e fra agricoltori.
Spero che la discussione in corso sulla riforma della PAC permetta di eliminare questa iniquità scandalosa.
<P>

Rispetto alle politiche interne, il Parlamento europeo, grazie alla sua proposta, rafforza i programmi di azione volti alla difesa dell'ambiente, alla promozione delle energie rinnovabili, alla protezione dei consumatori, agli scambi fra scuole, al recupero del patrimonio storico, all'integrazione sociale dei gruppi professionali o sociali con specifiche difficoltà, alle pari opportunità fra uomini e donne, al ruolo delle organizzazioni non governative, alla promozione dell'occupazione, all'appoggio delle piccole e medie imprese, eccetera.
<P>
In fondo il Parlamento ha fatto ciò che il Consiglio si è rifiutato di fare.
Ha analizzato i programmi e le politiche che danno un volto umano all'Unione europea, ha verificato i livelli di esecuzione, è stato esigente e ha approvato le dotazioni necessarie alla loro prosecuzione.
Il Consiglio dei ministri, in modo incoerente, che potrei anche definire stupido e cinico, aveva brutalmente decurtato questi programmi ma nel contempo i Capi di Stato e di governo nei comunicati del Consiglio europeo ne tessono le lodi.
<P>

Per quanto riguarda la politica estera, desidero mettere in risalto il ruolo del Parlamento europeo e del mio gruppo politico, che hanno chiesto il chiarimento degli scandali e delle ruberie compiuti col programma ECHO.
La Commissione ha tentato di coprire queste malversazioni gravissime per proteggere non si sa bene chi, e se in questo caso il Parlamento non avesse agito con decisione, non ci sarebbe stata trasparenza né la futura creazione di un organismo indipendente con più poteri dell'attuale UCLAF.














<P>
Due frasi conclusive: una per appoggiare la modifica proposta per la linea foreste tropicali intesa a ripristinare l'importo di 50 milioni di euro.
L'ultima per appoggiare la riserva globale strategica che consentirà di avviarci verso il bilancio 2000 con una base ragionevole se il Parlamento europeo e il Consiglio non dovessero giungere a un accordo sull' Agenda 2000.



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<SPEAKER ID=113 LANGUAGE="DE" NAME="Bösch">
<SPEAKER ID=114 LANGUAGE="EN" NAME="McCartin">
<SPEAKER ID=115 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=116 LANGUAGE="NL" NAME="Willockx">
<SPEAKER ID=117 LANGUAGE="ES" NAME="Garriga Polledo">
<SPEAKER ID=118 LANGUAGE="EN" NAME="Tappin">
Signor Presidente, le mie osservazioni vertono sulle due eccellenti relazioni presentate dall'onorevole Giansily all'attenzione di quest'Assemblea. Come egli ci ha detto questa mattina, vi è stata unanimità alla commissione per i bilanci, diversamente da quanto accadeva negli anni passati.
Due anni fa, in veste di relatore della commissione per i problemi economici e monetari per il bilancio CECA ebbi ad affermare: «Dobbiamo sapere innanzi tutto che non è previsto alcun trasferimento di fondi CECA verso altri obiettivi e che qualsiasi fondo supplementare sarà trattato come legittima eredità della CECA al fine di costituire il fondamento della sua esistenza futura, qualunque forma essa assuma».
<P>
E' di questa esistenza futura che ci stiamo occupando attualmente.
In un'epoca in cui la Comunità per il carbone e l'acciaio si trova ancora ad affrontare problemi gravosi, guardiamo ai cambiamenti in atto sul mercato globale, al collasso delle economie dell'Estremo oriente e alla marea di acciaio che arriva in Europa e che sta minando l'industria siderurgica del nostro continente; guardiamo agli effetti dell'ampliamento, alle continue perdite di posti di lavoro e alla nostra necessità di perfezionamento tecnologico.
Sono lieto di vedere che la Commissione ha proposto di ricorrere all'articolo 4 per far fronte alle preoccupazioni espresse dal Parlamento, e che i fondi non sono destinati a sparire nel bilancio generale, né saranno assoggettati a complesse e costose procedure; di conseguenza potremo continuare a perseguire gli obiettivi specifici correlati ai fondi CECA.
<P>
Tuttavia, mi allieta meno constatare che il Consiglio non dà prova di altrettanto spirito di collaborazione.


Con la sua mancata autorizzazione allo storno di 30 MECU in tempo utile per impegnare stanziamenti entro la fine del bilancio dell'anno prossimo, il Consiglio impedisce di sostenere gli obiettivi formulati dal Parlamento europeo in merito alla creazione di posti di lavoro nelle aree più colpite dalla chiusura di impianti del settore CECA; un principio ripreso peraltro in forma chiara nel Trattato di Amsterdam.
<P>
Spero che la Commissione voglia fare il possibile, in conformità con gli articoli 49 e 56 del Trattato, e usare i suoi poteri per dare attuazione alle sue proposte per altra via. I fondi previsti costituiscono infatti un contributo significativo per i programmi sociali e di ricerca.
Desidero inoltre richiamare alla memoria dell'Assemblea che per il 1999 sono previsti 17.000 nuovi disoccupati nel solo settore del carbone e dell'acciaio.
Per quanto riguarda i paesi candidati, è chiaro che l'inclusione dei loro stabilimenti per la produzione di carbone e acciaio, caratterizzati da un basso profilo tecnologico e da un'esuberanza di manodopera, avrà un impatto considerevole sulla Comunità.
E' altrettanto chiaro che l'indispensabile ammodernamento comporterà conseguenze sociali drastiche per le regioni interessate, in quanto la produzione è fortemente concentrata in aree geografiche ristrette. Si parla pertanto di regioni a dipendenza economica esclusiva da quest'unico settore industriale.
<P>
Il Parlamento si è detto consapevole di questi problemi e pronto ad avviare misure concrete.
Spero che la Commissione e il Consiglio non vogliano dare prova di minore impegno su questo fronte, e che - a partire da questo esercizio di bilancio - vedremo mettere in atto da parte della Commissione con il sostegno del Consiglio, durante tutto il processo di cambiamento che accompagnerà la fine della CECA, le misure concrete, dirette ed efficaci presentate in questa sede.
Vogliamo garantire che i fondi CECA siano destinati a contribuire alla ristrutturazione di quelle comunità che in passato hanno vissuto grazie all'industria carbosiderurgica. Dopotutto, è questa l'eredità che ci rimane.
Dobbiamo garantire un futuro a chi vive in quelle comunità.
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<SPEAKER ID=120 LANGUAGE="DE" NAME="Haug">
<SPEAKER ID=121 LANGUAGE="ES" NAME="Imaz San Miguel">
<SPEAKER ID=122 LANGUAGE="EN" NAME="Kellett-Bowman">
<SPEAKER ID=123 LANGUAGE="DE" NAME="Liese">
<SPEAKER ID=124 LANGUAGE="FR" NAME="Pinel">
<SPEAKER ID=125 LANGUAGE="NL" NAME="Cornelissen">
<SPEAKER ID=126 LANGUAGE="FR" NAME="Liikanen">
<SPEAKER ID=127 LANGUAGE="DE" NAME="Böge">
<SPEAKER ID=128 LANGUAGE="NL" NAME="Cornelissen">
Signor Presidente, avevo rivolto una domanda al Consiglio, che insieme al Parlamento è l'autorità di bilancio.
Gradirei avere una risposta. Se è impossibile rispondere subito vorrei che mi si promettesse che riceverò una risposta scritta.
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<SPEAKER ID=129 NAME="Liikanen">

C'è stato evidentemente un problema di traduzione; in questo caso il termine «parquet» designa «l'autorità giudiziaria lussemburghese», vale a dire il «parquet Luxembourgeois».
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<SPEAKER ID=130 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=8>
Progressi compiuti dall'Unione nel 1997
<SPEAKER ID=132 NAME="Spaak">
<SPEAKER ID=133 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=134 LANGUAGE="NL" NAME="Maij-Weggen">
<SPEAKER ID=135 LANGUAGE="DE" NAME="Frischenschlager">
<SPEAKER ID=136 LANGUAGE="PT" NAME="Cardona">
<SPEAKER ID=137 LANGUAGE="DE" NAME="Voggenhuber">
<SPEAKER ID=138 LANGUAGE="FR" NAME="Dell'Alba">
<SPEAKER ID=139 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
Signor Presidente, la relazione del Consiglio europeo sui progressi dell'Unione elenca in modo descrittivo le misure prese nel 1997 e pertanto da questo punto di vista presenta unicamente un interesse storico.
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Ci rammenta comunque che il tempo passa e che il progetto di trattato adottato nel giugno 1997 dal Consiglio di Amsterdam non è mai stato oggetto, in Francia, di una discussione a livello parlamentare e tanto meno popolare.
Di fatto esso non corrisponde a istanze dei cittadini e nessuno nella classe politica francese sa come spiegare loro le finalità d'integrazione di questo trattato.
Dal momento in cui il Consiglio costituzionale francese ha ritenuto necessaria una revisione della Costituzione, il nostro governo non ha più potuto procedere, come è avvenuto anche in molti altri paesi in cui purtroppo questo dibattito è stato evitato.
<P>
Ma se si spiega sinceramente ai cittadini francesi la vera natura del Trattato di Amsterdam, è possibile che essi stessi o i loro parlamentari in un modo o nell'altro lo respingano.
Si porrà pertanto in futuro il problema di adottare un altro metodo nei lavori preparatori di adozione dei trattati europei, volto a garantire che essi rispondano effettivamente alle esigenze dei cittadini. Tale metodo non consisterà certamente nel mettere in moto dei comitati di saggi, come propone il relatore, o nel far intervenire in maggiore misura il Parlamento europeo ma nel coinvolgere più efficacemente, dal punto di vista formale, i parlamenti nazionali in ogni fase del negoziato.
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<SPEAKER ID=140 LANGUAGE="DE" NAME="Hager">
Signor Presidente, quando in sede di commissione sono state illustrate le nostre idee in merito all'Europa, la relatrice aveva ribattuto affermando: «Questa non è la nostra Europa». Questa frase mi è tornata in mente leggendo la sua relazione, in sé compiuta e di alto livello e tuttavia improntata ad una filosofia completamente diversa dalla nostra.
Siamo contrari alla spinta incondizionata all'integrazione.
I deludenti risultatati di Amsterdam sono a nostro parere il segno della mancanza di ulteriore disponibilità all'integrazione da parte dei cittadini.
Il contenuto della relazione annuale sulle frodi, il fallimento del concours e le notizie ormai quasi quotidiane sulle malversazioni emerse in relazione a vari programmi comunitari rappresentano per noi la dimostrazione che l'Unione europea ha ormai raggiunto i limiti della governabilità.
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Sappiamo che la maggioranza dei cittadini non è favorevole ad un precipitoso allargamento ai paesi confinanti.
Per questo avremmo preferito che la relazione si occupasse più approfonditamente delle opinioni dei cittadini, dei loro desideri e preoccupazioni, nonché della questione del loro coinvolgimento. Tale era il senso anche degli emendamenti da me presentati, respinti in sede di commissione.
Se vogliamo che i concetti di trasparenza e di vicinanza ai cittadini non risultino parole vuote dobbiamo dimostrare con esempi concreti che teniamo conto dei desideri dei cittadini, che li prendiamo sul serio. Consentitemi di citare un piccolo esempio di quale sia il risvolto pratico di un tale concetto.
Pochi giorni fa la mia assistente ha richiesto a mio nome un documento della Commissione, citato fra l'altro nella risposta ad una interrogazione, ma l'impiegato addetto ha respinto tale richiesta con la motivazione che i parlamentari si occupano di sciocchezze e che «la cosa gli urtava i nervi».
Se gli stessi deputati vengono trattati in questo modo potete immaginare quale trattamento sia riservato ai cittadini. Potrebbe trattarsi di un caso isolato ma sono convinto che proprio nelle piccole cose vi sia la possibilità di aumentare il grado di consenso dei cittadini nei confronti dell'Unione europea.
<P>
<SPEAKER ID=141 LANGUAGE="DE" NAME="Rack">
<SPEAKER ID=142 LANGUAGE="EN" NAME="Brinkhorst">
<SPEAKER ID=143 LANGUAGE="FR" NAME="Féret">
<SPEAKER ID=144 LANGUAGE="EN" NAME="Titley">
<SPEAKER ID=145 NAME="Oreja">
<SPEAKER ID=146 LANGUAGE="DE" NAME="Hager">
<SPEAKER ID=147 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=9>
Accordo multilaterale per gli investimenti (AMI)
<SPEAKER ID=149 LANGUAGE="DE" NAME="Mann, Erika">
<SPEAKER ID=150 LANGUAGE="DE" NAME="Kittelmann">
<SPEAKER ID=151 LANGUAGE="NL" NAME="De Clercq">
<SPEAKER ID=152 LANGUAGE="FR" NAME="Guinebertière">
<SPEAKER ID=153 LANGUAGE="FR" NAME="Moreau">
<SPEAKER ID=154 LANGUAGE="DE" NAME="Kreissl-Dörfler">
<SPEAKER ID=155 LANGUAGE="FR" NAME="Sainjon">
<SPEAKER ID=156 LANGUAGE="FR" NAME="Souchet">
<SPEAKER ID=157 LANGUAGE="DE" NAME="Kronenberger">
Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, per anni si è tentato di elaborare a porte chiuse un accordo internazionale mirante ad assicurare l'assoluto predominio del capitale finanziario.
Essendo trapelate alcune indiscrezioni dal Canada, tale tentativo è fallito, almeno per il momento.
Si trattava del tentativo di esautorare la legislazione nazionale in materia ambientale e sociale che rappresenta una conquista costata anni e anni di sforzi.
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La struttura dell'AMI ha mostrato chiaramente agli occhi di tutti i democratici con quale facilità possano andare perduti i diritti democratici fondamentali.
É in corso un processo di ridistribuzione su scala mondiale.
Oggi i profitti delle imprese multinazionali non dipendono più prevalentemente dalla produzione bensì per il 70 percento dalla speculazione finanziaria.
Un tale sistema è destinato necessariamente ad avere gravi conseguenze e comincia già ora a dare problemi, provocando la disoccupazione e la povertà di massa a vantaggio di pochi.
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L'AMI era uno strumento finalizzato a tutelare la speculazione, eliminando anche il minimo rischio residuo ed esautorando ciò che resta della sovranità degli Stati nazionali.



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Non siete sicuri delle vostre opinioni e per questo siete costretti a interrompere e disturbare.
Io, invece, sono certo delle mie argomentazioni e non alcun ho bisogno di disturbarvi!
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<SPEAKER ID=158 LANGUAGE="FR" NAME="Mutin">
<SPEAKER ID=159 LANGUAGE="SV" NAME="Burenstam Linder">
<SPEAKER ID=160 LANGUAGE="SV" NAME="Sjöstedt">
<SPEAKER ID=161 LANGUAGE="FR" NAME="Lannoye">
<SPEAKER ID=162 LANGUAGE="FR" NAME="de Lassus Saint Geniès">
<SPEAKER ID=163 LANGUAGE="DE" NAME="Rübig">
<SPEAKER ID=164 LANGUAGE="SV" NAME="Schörling">
<SPEAKER ID=165 LANGUAGE="FR" NAME="Moreau">
<SPEAKER ID=166 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=167 LANGUAGE="DE" NAME="Kreissl-Dörfler">
<SPEAKER ID=168 LANGUAGE="DE" NAME="Kittelmann">
Signor Presidente, non so se anche lei abbia la mia stessa sensazione. A tratti ho avuto l'impressione di trovarmi ad una seduta dell'Assemblea nazionale francese invece che al Parlamento europeo.
Spero che l'osservazione venga colta benevolmente.
Sir Leon Brittan, vorrei esprimerle il mio sostegno su un aspetto della questione e corroborare la sua convinzione. Senza un accordo multilaterale non ci saranno investimenti.
Invito quindi i colleghi della sinistra che si dichiarano risolutamente contrari a farlo presente ai paesi in via di sviluppo nel momento in cui verranno a mancare gli investimenti. E' ovvio che quando volete investire i vostri soldi, di vostra proprietà, chiedete delle garanzie.
L'accordo verrà modificato, sarà nuovamente oggetto di negoziato. Se, tuttavia, il terzo mondo smetterà di ricevere investimenti avrete causato danni ben più gravi che non aver impedito la conclusione di un accordo per ragioni puramente ideologiche.
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<SPEAKER ID=169 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=10>
Emissioni inquinanti dei motori diesel
<SPEAKER ID=174 LANGUAGE="NL" NAME="Eisma">
<SPEAKER ID=175 LANGUAGE="FI" NAME="Hautala">
<SPEAKER ID=176 LANGUAGE="SV" NAME="Virgin">
<SPEAKER ID=177 NAME="Bangemann">
Signor Presidente, le divergenze d'opinione che di tanto in tanto mi separano dall'onorevole Lange non mi impediscono di elogiarlo per la qualità della sua relazione; essa rappresenta infatti uno stimolo interessante anche per noi.
Come già affermato nel corso del dibattito, a seguito delle prime consultazioni la Commissione - ma del resto anche gli Stati membri - ha adottato una nuova impostazione di base.
Per le autovetture e i veicoli commerciali pesanti ci siamo risolti ad apportare una modifica, proponendo una seconda fase che comportasse valori indicativi di riferimento.
In questo caso, però, visto che la sperimentazione non ci ha ancora fornito tutti i dati necessari, non consideriamo ragionevole, né opportuno ai fini di un migliore utilizzo delle possibilità offerte dalla tecnologia, fissare già da oggi i valori vincolanti per il 2005 tanto più, onorevole Lange, che ci siamo impegnati a presentare i valori soglia per la seconda fase entro la fine del 1999. Insieme ai settori industriali interessati, anche noi avremo ancora cinque anni di tempo, avremo il tempo di far tesoro degli insegnamenti tratti dal programma Auto-Oil 2.
Disporremo anche di una maggiore quantità di dati e, soprattutto, di un miglior coordinamento a livello internazionale.
Dato che intendiamo imporre i nuovi valori soglia su scala internazionale, la prego di voler comprendere la decisione della Commissione che non può fare proprie le modifiche essenziali da lei proposte all'impostazione di base del testo.
Ritengo comunque di non avventurarmi sul terreno della profezia affermando che probabilmente gli Stati membri saranno più inclini ad accettare la nostra impostazione.
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Mi soffermerò pertanto molto brevemente sui singoli emendamenti.
Accettiamo integralmente due emendamenti, i nn. 11 e 12; possiamo riprendere lo spirito di quattro emendamenti - se ne dovrà cioè verificare attentamente la formulazione, ma disponiamo comunque del tempo necessario - cioè i nn.
6, 16, 17 e 24.
Cinque emendamenti vengono accolti parzialmente, ovvero i nn.
3, 5, 7, 8 e 20.
Ciò vale in particolare per la seconda parte dell'emendamento n.
3, riguardante la necessità dell'utilizzo di combustibili di alta qualità per rispettare le norme future in materia di emissioni, e l'emendamento n. 5, laddove si sottolinea la necessità di abbinare le norme a requisiti in materia di durata della vita dei sistemi antinquinamento.
Intendiamo comunque elaborare un pacchetto che comprenderà naturalmente, e mi rivolgo qui all'onorevole Florenz, anche i requisiti per i sistemi diagnostici di bordo; sarà un pacchetto armonico perché ogni suo elemento fungerà da potenziatore degli altri. Mirando al varo di una regolamentazione internazionale possiamo ovviamente accettare l'emendamento n.
7, la seconda parte del n.
8 e la seconda parte del n.
20, che sostengono il progetto di un ciclo di prova armonizzato su scala mondiale.
Le altre proposte non possono venire accolte per i motivi di natura generale da me precedentemente esposti. Dato che siamo in prima lettura, reputo superfluo dilungarmi sulle motivazioni dettagliate di ogni singolo rifiuto.
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La situazione attuale è questa, ora dovremo attendere la posizione del Consiglio. È infatti possibile che, essendo intervenuta una posizione comune prima della prossima riunione, le consultazioni possano procedere in tempi relativamente rapidi.
Si giungerà così alla seconda lettura, seguita da una negoziazione molto serrata di cui attendiamo gli esiti. La Commissione comunque è relativamente tranquilla perché ritiene che questa proposta comporterà in ogni caso un miglioramento sostanziale.
L'onorevole Lange ha perfettamente ragione quando afferma che per troppo tempo abbiamo ignorato la questione, un comportamento che peraltro ci accomuna, in quanto non ricordo che il Parlamento ci abbia incalzato per farci procedere. Ma questo non ci esime dalle nostre responsabilità, ora dobbiamo continuare a lavorare e ritengo che forse sarà possibile progredire con maggiore velocità.
Se la tecnica evolverà con la velocità cui accennava l'onorevole Lange, è verosimile che nel 1999 si possano elaborare proposte di norme vincolanti per il 2005 molto simili a quelle presentate qui dall'onorevole Lange. Oggi però sarebbe ozioso aprire una controversia sui principi, perché avanzeremo i nostri suggerimenti solo nel 1999, non per lassismo, ma poiché riteniamo di avere ancora del tempo a disposizione e intendiamo sfruttarlo al meglio.
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<SPEAKER ID=178 NAME="Lange">
<SPEAKER ID=179 NAME="Bangemann">
<SPEAKER ID=180 LANGUAGE="DE" NAME="Lange">
<SPEAKER ID=181 NAME="Bangemann">
<SPEAKER ID=182 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=11>
Emissioni di composti organici volatili
<SPEAKER ID=187 LANGUAGE="DA" NAME="Dybkjær">
<SPEAKER ID=188 LANGUAGE="DE" NAME="Breyer">
<SPEAKER ID=189 LANGUAGE="DE" NAME="Graenitz">
<SPEAKER ID=190 LANGUAGE="SV" NAME="Hulthén">
<SPEAKER ID=191 NAME="Bangemann">
<SPEAKER ID=192 NAME="Presidente">
