<CHAPTER ID=0>
<SPEAKER ID=1 LANGUAGE="NL" NAME="Martens">
La ringrazio di cuore per gli auguri e ringrazio anche tutti i collegi per questa dimostrazione di simpatia.
Grazie di cuore.
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<SPEAKER ID=2 LANGUAGE="DA" NAME="Sandbæk">
Signora Presidente, vorrei attirare l'attenzione su uno spiacevole equivoco avvenuto ieri.
E se voglio attirare l'attenzione su di esso, lo faccio perchè spero che si possa fare qualcosa per evitare che si ripeta.
Dovevo far visitare il Parlamento a un gruppo di persone. Avevamo concordato che, quando fossero arrivati nelle tribune, mi avrebbero mandato un messaggio, in modo che potessi essere chiamata fuori dalla sala dove mi trovavo per le votazioni.
Non ho mai ricevuto questo messaggio e soltanto un'ora e mezzo dopo, quando il gruppo di visitatori stava per andare via, sono riuscita a raggiungerlo. Nel frattempo era stata chiamata la responsabile danese del servizio visite, la quale aveva dato un'occhiata alla sala, ma, non immaginando che mi fossi seduta qui, dove tra l'altro non mi sento affatto a mio agio, non mi ha visto e quindi ha detto al gruppo che non ero presente.
Questo gruppo, dunque, ha avuto la sensazione che io non fossi presente, che non facessi il mio lavoro, che fosse difficile trovarmi.
Per farla breve, non sono proprio riuscita a far visitare il Parlamento al gruppo, raggiungendolo soltanto cinque minuti prima che se ne andasse.
Mi sembra proprio un fatto spiacevole e non capisco perchè non mi sia stato consegnato il messaggio e perchè sia stato detto loro che non ero presente.
Vorrei mi fosse assicurato in un modo o nell'altro che un fatto simile non si ripeterà più.
A chiuque può infatti succedere di essere in attesa di comunicazioni molto importanti mentre sta seduto qui.
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<SPEAKER ID=3 NAME="Presidente">



Onorevole Sandbaek, sono stata informata del malinteso e dell'incidente.

Mi rendo ovviamente conto che sia molto sgradevole e vorrei comunicarle che siamo tutti molto dispiaciuti; faremo in modo, non potendo rimediare all'accaduto, che non si ripeta.




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<CHAPTER ID=1>
Approvazione del processo verbale
<SPEAKER ID=5 LANGUAGE="FR" NAME="Caudron">
<SPEAKER ID=6 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=7 LANGUAGE="DE" NAME="Gebhardt">
<SPEAKER ID=8 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=2>
Votazioni
<SPEAKER ID=10 NAME="Vieira">
<SPEAKER ID=11 NAME="Correia">
<CHAPTER ID=3>
Assistenza ai nuovi Stati indipendenti e alla Mongolia
<SPEAKER ID=13 NAME="Posselt">
<SPEAKER ID=14 NAME="Wolf">
<SPEAKER ID=15 LANGUAGE="DE" NAME="Elchlepp">
<SPEAKER ID=16 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=17 NAME="Gradin">
<SPEAKER ID=18 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=19 NAME="Posselt">
<SPEAKER ID=20 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=21 LANGUAGE="FR" NAME="Fabre-Aubrespy">
<SPEAKER ID=22 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=4>
Accordo interinale con la Repubblica del Kazachistan
<SPEAKER ID=24 NAME="Chesa">
<SPEAKER ID=25 NAME="Lalumière">
<SPEAKER ID=26 LANGUAGE="DE" NAME="von Habsburg">
Signora Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, l'accordo con il Kazakistan viene spesso considerato sotto l'aspetto meramente economico.
In realtà quest'aspetto non è il solo ad avere un'enorme rilevanza e a rivestire un ruolo fondamentale per il futuro del Kazakistan.
Anche l'aspetto politico è importantissimo.
Il Kazakistan è infatti un paese che si può definire esplosivo.
Fa parte di quegli Stati islamici con una percentuale relativamente alta di russi, i quali rappresentano di fatto una specie di quinta colonna rispetto ai kazaki, il gruppo etnico maggioritario che costituisce il 40 % della popolazione. Senza dubbio i paesi più dinamici si sono già interessati alla questione.
Vi sono sostanzialmente tre Stati che collaborano effettivamente con il Kazakistan: la Francia per l'Europa, la Turchia per le zone limitrofe dell'Europa e infine il Giappone.
È quindi importante che la Comunità dia prova di impegnarsi anche in Kazakistan.
<P>
Ammetto che vi sia un'infinità di problemi: problemi sociali, occupazionali e non da ultimo anche una democrazia relativamente fragile.
Ma se considero con quale affabilità ci comportiamo nei confronti di altri Stati, come accogliamo ad esempio la Russia, dove a dire il vero di democrazia non se ne vede tanta, o addirittura Cuba, allora devo dire che il Kazakistan merita il nostro appoggio.
<P>
In particolare il presidente Nasabaijev è il bersaglio di violente critiche.
Desidero tuttavia dire che non è colpa sua se è turco: intrattiene buone relazioni con la Turchia che piano piano lo porteranno dalla nostra parte e questo in un momento in cui, dall'altra parte, si stanno profilando seri pericoli di una centralizzazione sotto la guida dell'Iran.
Proprio gli eventi più recenti hanno evidenziato che qui la prudenza è d'obbligo e pertanto un nostro segno di riconoscimento nei confronti di Nasabaijev andrebbe anche decisamente a favore della stabilità politica dell'Asia centrale.
<P>
In tal senso non posso dire altro che dovremmo essere ben contenti di concludere questo accordo dando così il nostro appoggio a Nasabaijev e al suo popolo e contribuendo a una ripresa politica ed economica che dovrà senza dubbio attraversare fasi molto difficili, ma che a lungo termine sarà per noi di grande interesse.


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<SPEAKER ID=27 LANGUAGE="NL" NAME="van Dijk">
<SPEAKER ID=28 LANGUAGE="DE" NAME="Nußbaumer">
<SPEAKER ID=29 NAME="Gradin">
<SPEAKER ID=30 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=5>
Accordo di cooperazione con il Regno del Nepal
<SPEAKER ID=32 NAME="Pettinari">
<SPEAKER ID=33 NAME="Pradier">
<SPEAKER ID=34 NAME="Pollack">
<SPEAKER ID=35 LANGUAGE="DE" NAME="Günther">
Signora Presidente, il gruppo del partito popolare europeo esprime la propria soddisfazione, come ha già evidenziato la relatrice precedente, circa il fatto che venga finalmente stipulato questo accordo con il Nepal.
Dovremmo tuttavia fare attenzione, in questo caso, a non mettere il carro avanti ai buoi poichè, a mio parere, uno dei principali problemi che potrebbero ostacolare uno sviluppo duraturo in questo paese è l'alto tasso di analfabetismo.
Chiedo pertanto alla Commissione di considerare attentamente questo aspetto.
<P>
A mio parere il punto forte di questo paese è che non vi è il pericolo, né ora né in un prossimo futuro, che la popolazione si concentri in slum poichè essa è distribuita in modo relativamente omogeno sul territorio nazionale e non è agglomerata come in molte altre regioni, soprattutto asiatiche, intorno a grandi centri.
Questa è quindi una premessa positiva. In Nepal uno dei problemi scottanti resta il lavoro minorile, ma d'altro canto il paese ha fatto progressi.
Vorrei evidenziare che la situazione è migliorata soprattutto nella manifattura dei tappeti poichè il Nepal ha energicamente seguito le pressanti richieste di ridurre il lavoro minorile.
Ma non possiamo pretendere di cambiare la situazione solo mediante richieste ed è naturale che sia necessario creare un'alternativa. Diversi interventi hanno ricordato che in Nepal il reddito pro capite è particolarmente basso e il lavoro minorile è un fenomeno sul quale vale la pena riflettere.
Anche il problema della prostituzione è ben noto.
<P>
Sottolineo la posizione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza anche in merito alla questione dei diritti dell'uomo.
La pratica della servitù per debiti rappresenta sicuramente un problema radicato nel paese e nella sua storia.
Credo che dobbiamo essere prudenti nell'applicare i nostri criteri a questo paese e in considerazione della nuova costituzione e del fatto che è stato eletto un Parlamento dovremmo far credito di fiducia al Nepal forse proprio nel settore dei diritti dell'uomo invece di assumere subito il ruolo dei critici e dei controllori.
Non possiamo strappare un paese dalla sua storia la quale ha avuto uno svolgimento in parte completamente diverso dalla nostra.
<P>
C'è inoltre da chiedersi che cosa fanno in simili situazioni di emergenza i paesi ricchi dell'Asia che, data la loro posizione, dovrebbero forse venire coinvolti.
Vorrei infine riprendere le critiche sollevate dalla commissione per i bilanci e pregare la Commissione di prendere la questione sul serio e di sottoporci al più presto possibile un quadro finanziario accettabile.
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<SPEAKER ID=36 LANGUAGE="NL" NAME="Bertens">
<SPEAKER ID=37 LANGUAGE="DE" NAME="Schreiner">
<SPEAKER ID=38 LANGUAGE="DE" NAME="Mann, Thomas">
<SPEAKER ID=39 NAME="Gradin">
<SPEAKER ID=40 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=6>
Regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi
<SPEAKER ID=42 NAME="Goepel">
<SPEAKER ID=43 LANGUAGE="EN" NAME="Hallam">
Signor Presidente, desidero congratularmi con l'on.
Goepel per l'ottima relazione.
Egli ha affrontato un tema nolto complesso e tecnico, rendendolo comprensibile a tutti noi della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale.
Il risultato è stato una relazione di ottima qualità che riceverà il nostro totale appoggio.
<P>
Quello delle esclusioni è un regime impopolare sia tra gli agricoltori che presso l'opinione pubblica.
Vogliamo mantenere la flessibilità in tutte le fasi.
Questa è una delle ragioni per cui, nella nostra lista di voto, ci assicureremo che si tenga conto di questa necessità di flessibilità.
Questa è una delle ragioni per cui non potremo votare a favore della risoluzione EDN che riteniamo vada contro ogni flessibilità.
<P>
Io sono un deputato britannico, come loro sanno.
Non posso presentarmi in quest'Aula senza menzionare la crisi sta affliggendo l'agricoltura britannica. Chiedo indulgenza poiché spiegherò brevemente alcune delle cose che stanno accadendo.
<P>
A molti di noi che rappresentano circoscrizioni rurali è capitato, nelle ultime settimane, di ricevere telefonate di agricoltori che hanno investito la propria vita, capitali ed energia nella loro attività, e che quasi in lacrime chiedevano «Che cosa farò adesso?».
Il 20 marzo, da un giorno all'altro, aziende che prosperavano da molti anni, sono state cancellate del tutto.
È ormai il 17 aprile ed è con rammarico che vedo il Governo britannico e la Commissione europea far uso di una politica «urlata» su questo argomento. Vorrei che tutte le parti coinvolte si sedessero ad un tavolo al più presto per porre fine alla crisi.
L'85 % degli allevamenti bovini britannici non hanno mai riscontrato un caso di BSE. Siamo in grado di guardare i nostri partner del continente in faccia e affermare che la carne inglese è sicura.
Ci addolora profondamente che sia stato gettato il discredito sulla nostra industria delle carni.
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Non credo che l'intera colpa del ritardo sia da attribuire alla Commissione.
Ho la spiacevole sensazione che il Governo britannico si accinga ad avviare una campagna elettorale incentrata sulla crisi del settore dei bovini.
Il mio consiglio al Governo britannico è il seguente: per favore, non seguite questa strada per scopi elettorali.
Per favore, usate il buon senso e fate quanto è in vostro potere per arrivare alla soluzione della crisi.
Mi rivolgo al Governo britannico: per favore, per favore, non gestite la politica giocando con i posti di lavoro e con la vita delle persone.
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<SPEAKER ID=44 LANGUAGE="DE" NAME="Schierhuber">
<SPEAKER ID=45 LANGUAGE="EN" NAME="Goerens">
<SPEAKER ID=46 LANGUAGE="DE" NAME="Graefe zu Baringdorf">
<SPEAKER ID=47 LANGUAGE="FR" NAME="Barthet-Mayer">
<SPEAKER ID=48 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
<SPEAKER ID=49 LANGUAGE="FR" NAME="Blot">
<SPEAKER ID=50 LANGUAGE="NL" NAME="Mulder">
<SPEAKER ID=51 NAME="Gradin">
<SPEAKER ID=52 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=7>
Riunione del G7 sull'occupazione
<SPEAKER ID=54 NAME="Gradin">
<SPEAKER ID=55 LANGUAGE="EL" NAME="Katiforis">
<SPEAKER ID=56 LANGUAGE="DE" NAME="Schiedermeier">
<SPEAKER ID=57 LANGUAGE="NL" NAME="Boogerd-Quaak">
<SPEAKER ID=58 LANGUAGE="EL" NAME="Theonas">
<SPEAKER ID=59 LANGUAGE="DE" NAME="Wolf">
<SPEAKER ID=60 LANGUAGE="FR" NAME="Leperre-Verrier">
<SPEAKER ID=61 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
<SPEAKER ID=62 LANGUAGE="DE" NAME="Nußbaumer">
Signor Presidente, signora Commissaria, parlo anche a nome dell'onorevole Schreiner.
La dichiarazione fatta oggi esprime la ferma intenzione della Commissione di porre al centro del proprio lavoro la problematica occupazionale. Mancano però delle proposte concrete e i luoghi comuni rimangono notoriamente senza effetto.
Soprattutto la richiesta espressa a più riprese da verdi e socialdemocratici di fare della questione occupazionale un ulteriore criterio ai fini della realizzazione dell'Unione monetaria, rappresenta per l'UEM un fatale passo falso che comporterebbe un ulteriore aumento della disoccupazione. Lo stesso vale per programmi di risparmio che non siano accompagnati da riforme strutturali.
<P>
A mio parere l'ostacolo a una lotta efficace della disoccupazione di massa non è tanto la volontà politica dell'Unione europea quanto l'indisposizione dei singoli Stati membri ad adeguare le loro condizioni quadro economiche e sociopolitiche a quelle della concorrenza internazionale.
Mi riferisco agli esorbitanti costi salariali accessori in Europa, ai sistemi fiscali sorpassati, all'iperregolamentazione e una burocrazia più o meno ingolfata a seconda dei singoli paesi.
<P>
Con regolamenti e dichiarazioni d'intenti non creeremo posti di lavoro.
Solo delle condizioni quadro concorrenziali e quindi imprenditori ottimisti e pronti a rischiare e non cittadini resi queruli dal benessere creeranno questi posti di lavoro.
Signora Commissaria quali proposte concrete ha elaborato la Commissione per ridurre drasticamente, ad esempio mediante l'introduzione di sistemi fiscali ecologici, i costi salariali accessori eccessivamente alti?
<P>
<SPEAKER ID=63 LANGUAGE="EN" NAME="Gillis">
Signor Presidente, volevo soltanto riproporre la seguente domanda: come possiamo dare nuova vita all'economia mondiale e, più in particolare, all'economia dell'Unione europea?
Facciamo tutti un gran parlare di disoccupazione e di creazione di posti di lavoro.
La realtà, sfortunatamente, secondo me è molto diversa. I costi elevati dell'Unione europa, la mancanza di competitività dell'Unione europea, forse persino la scala di operazione dell'Unione europea, insieme alle nuove tecnologie, ai metodi moderni e ad altre impostazioni nuove, stanno spingendo i livelli di occupazione verso il basso e non verso l'alto.
Questo contesto sta rendendo ancora più difficile elevare i livelli di occupazione.
<P>
Chiedo quindi alla Commissione: come possiamo affrontare questo problema? Certamente non possiamo spostare indietro le lancette dell'orologio.
La società deve continuare ad andare avanti e progredire.
Ogni cittadino europeo desidera che ciò accada. Si dovrà fare ogni sforzo possibile per raggingere lo sviluppo ma, sfortunatamente, viene opposta resistenza a questo atteggiamento.
Vi si oppongono gli ambientalisti.
Non voglio insinuare che non dovremmo considerare le questioni ambientali.
È naturale che lo dobbiamo fare.
Ma tutti sembrano volersi opporre allo sviluppo e agli sforzi che vengono fatti in questo senso.
<P>
Pertanto desidero chiedere alla Commissione: esiste un modo per conciliare tali differenze?
La Commissione sta forse considerando questo aspetto del problema?
Lo dico con tutto rispetto, Commissario Gradin, ma mi sembra sempre che si dicano mere banalità e non si proceda all'azione. Può rispondere ai miei quesiti, per favore?
<P>
<SPEAKER ID=64 NAME="Gradin">
<SPEAKER ID=65 NAME="Presidente">
<CHAPTER ID=8>
Interruzione della sessione
