<CHAPTER ID="1">
<SPEAKER ID="1" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Presidente">
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(1)
<SPEAKER ID="2" LANGUAGE="DE" NAME="Martin, Hans-Peter (NI )." AFFILIATION="">
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   Signor Presidente, ieri lei si è rivolto a noi prima della sua elezione, dicendoci che dobbiamo sbarazzarci di tutte le zone d’ombra che recano danno al Parlamento.
Vi è una decisione che risulta incomprensibile a molti deputati, ossia quella adottata dai questori il 26 maggio scorso, in seguito alla quale più di 200 deputati uscenti del Parlamento hanno ricevuto, per la giornata di ieri, un’indennità giornaliera.
Le chiedo di fare chiarezza sulla faccenda, nonché di prendere in considerazione la possibilità di negare tale indennità, visto che ha comportato per i contribuenti una spesa compresa tra i 50 000 e i 100 000 euro.
<SPEAKER ID="3" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
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   – Grazie, onorevole Martin.
Prenderemo in esame la sua osservazione e, se sarà necessario, saranno adottate le opportune misure.
<SPEAKER ID="4" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
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   – L’ordine del giorno reca la discussione congiunta sulla relazione del Consiglio europeo e la dichiarazione della Commissione – Consigli europei del 17/18 giugno e del 29 giugno 2004 – e la dichiarazione del Consiglio – Semestre di attività della Presidenza irlandese.
<SPEAKER ID="5" LANGUAGE="EN" NAME="Ahern, Bertie," AFFILIATION="Consiglio">
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(Presidente Borrell, Presidente Prodi, onorevoli deputati al Parlamento europeo, sono molto lieto di partecipare oggi alla prima seduta plenaria del nuovo Parlamento europeo.
Vorrei cogliere quest’opportunità per congratularmi con tutti i deputati dei venticinque Stati membri dell’Unione europea che sono stati eletti il mese scorso in occasione del più grande esercizio sovranazionale di democrazia che il mondo abbia mai conosciuto.
E’ bello vedere sia visi familiari che volti nuovi).
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Signor Presidente, ho notato che alcuni deputati hanno difficoltà a ricevere la traduzione in simultanea dell’irlandese nella loro lingua.
Forse, quando l’irlandese sarà pienamente riconosciuto in Europa, avremo una difficoltà in meno.
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Sono molto lieto di partecipare oggi alla prima seduta plenaria del nuovo Parlamento europeo.
Vorrei cogliere quest’opportunità per congratularmi con tutti i deputati dei venticinque Stati membri dell’Unione europea che sono stati eletti il mese scorso in occasione del più grande esercizio sovranazionale di democrazia che il mondo abbia mai conosciuto.
E’ bello vedere sia visi familiari che volti nuovi in seno a questo nuovo Parlamento.
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Inoltre, Presidente Borrell, vorrei congratularmi con lei per la sua elezione alla carica di Presidente del Parlamento europeo e rivolgerle i miei auguri.
L’Irlanda, soprattutto come Presidenza uscente, sa bene quanto sia stato cruciale e costruttivo il ruolo svolto dal Parlamento nell’ambito del lavoro dell’Unione europea.
Nel corso del nostro mandato abbiamo instaurato un rapporto di estrema collaborazione e di supporto reciproco con il Parlamento europeo, che è stato un elemento essenziale nella realizzazione di molti obiettivi della nostra Presidenza.
Le auguro grande successo nell’esercizio del suo incarico negli anni a venire.
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Oggi sono venuto qui per mettervi a conoscenza dell’esito del Consiglio europeo di giugno e del lavoro della Presidenza irlandese del Consiglio nei primi sei mesi del 2004.
Prima, però, vorrei evidenziare i due principi chiave che hanno caratterizzato la Presidenza irlandese e che sono effettivamente alla base dell’approccio generale dell’Irlanda nei confronti delle questioni europee.
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Il primo e più basilare principio al quale abbiamo improntato il nostro approccio è stato che l’Europa deve lavorare – e deve impegnarsi in tal senso – per i propri cittadini.
Troppo spesso il dibattito sulle questioni europee sconfina in un mondo di termini tecnici e teorici.
In questo modo, l’Europa corre il vero e proprio rischio di perdere l’attenzione e, con il tempo, il sostegno dei propri cittadini.
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L’Unione europea non è una questione di teoria.
L’UE fa e continuerà a fare una vera differenza per la vita dei suoi cittadini.
Senza l’UE, l’Europa non avrebbe potuto riprendersi dalla devastazione delle guerre mondiali.
Senza l’UE, l’Europa non avrebbe potuto creare un vivace mercato unico e una solida e stabile moneta unica.
Senza l’UE, non avremmo avuto i quadri della protezione sociale e ambientale, che sono i pilastri del modello europeo, e ovviamente, senza l’UE, non saremmo stati in grado di accogliere e di sostenere gli europei che hanno subito mezzo secolo di oppressione totalitaria.
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Dobbiamo concentrarci tutti affinché la nuova Unione europea allargata diventi importante per i nostri cittadini e sappia rispondere alle loro esigenze.
A tal fine dobbiamo concentrarci su ciò che ci unisce anziché su ciò che ci divide.
Dobbiamo concentrarci sulle preoccupazioni chiave del cittadino: occupazione, protezione sociale e ambientale, pace e sicurezza.
Sono stati questi gli ingredienti del successo dell’Europa e devono continuare a rimanere al centro della nostra attenzione di , legislatori ed europei.
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Il secondo principio su cui si è fondato il nostro approccio nei confronti dell’Europa è stato quello dell’equità.
Sia nel caso di un paese grande che di un paese piccolo – come l’Irlanda – sono le regole che contano.
L’equa, imparziale e trasparente applicazione di tali regole conta ancora di più.
L’Unione europea ha creato uno spazio in cui possono essere rispettate le preoccupazioni di tutti, possono essere rafforzate le identità di ciascuno e possono essere protetti gli interessi e i diritti fondamentali di ognuno.
E’ essenziale che le tradizioni di uguaglianza, equità e cooperazione che sono state il fulcro dell’Unione europea possano essere rafforzate nella nuova Unione allargata.
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Quando mi sono rivolto a quest’Aula a gennaio, ho elencato le cinque principali aree di lavoro della Presidenza irlandese.
Volevamo una rapida e riuscita conclusione dei lavori della Conferenza intergovernativa.
Volevamo portare a termine l’allargamento e volevamo far procedere i negoziati in corso sull’allargamento.
Eravamo determinati a far sì che il Consiglio europeo di primavera contribuisse a rivitalizzare e a rinvigorire la strategia di Lisbona.
Ho fornito al Parlamento un resoconto esaustivo sulla questione a marzo 2004.
Nel settore della giustizia e degli affari interni volevamo rispettare gli impegni assunti con il Trattato di Amsterdam e il programma di Tampere.
Ultimo punto, ma assolutamente non meno importante, abbiamo cercato di dare rinnovata coerenza e nuovo slancio all’agenda esterna dell’Unione europea.
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Uno dei punti principali della nostra agenda, che ha avuto, sono lieto di dirlo, esito positivo, è stata la nomina del nuovo Presidente della Commissione europea.
José Manuel Durão Barroso ha partecipato attivamente alla ricerca del nuovo Presidente della Commissione.
Solo verso la conclusione del processo egli ha acconsentito a presentarsi come candidato per questo incarico.
Sono stato quindi molto lieto che il Consiglio europeo abbia deciso di proporre la nomina di José Manuel Durão Barroso a Presidente della Commissione europea.
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In un momento tanto cruciale per lo sviluppo dell’Unione, non avremmo potuto trovare un candidato migliore.
E’ un uomo dotato di e in grado di prendere decisioni.
E’ un europeo impegnato e conosce a fondo gli interessi di tutti gli Stati membri, grandi e piccoli, vecchi e nuovi.
Ve lo raccomando senza alcuna esitazione.
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Sono anche soddisfatto che sia stato possibile raggiungere un accordo su altre nomine importanti.
Javier Solana, che ha assolto il suo attuale incarico in maniera eccellente, continuerà a occupare la carica di Segretario generale del Consiglio, e Pierre de Boissieu continuerà a svolgere le funzioni di vice Segretario generale.
Con l’entrata in vigore della Costituzione europea, previa la ratifica di ogni Stato membro, il Segretario generale e Alto rappresentante Solana diventerà il primo ministro degli Esteri dell’Unione.
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Un punto saliente della nostra Presidenza, ovviamente, è stato l’accordo che abbiamo raggiunto su una nuova Costituzione in seno alla Conferenza intergovernativa del 18 giugno.
Questo risultato è stato il culmine di oltre due anni e mezzo di lavoro, iniziati con la dichiarazione di Laeken nel dicembre 2001.
La nuova Costituzione è un tributo all’impegno e alla volontà politica di tutti i partecipanti alla Convenzione europea e alla Conferenza intergovernativa.
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Oggi, però, vorrei rendere un particolare omaggio al lavoro del Parlamento europeo.
Nel corso dell’intero processo, sia in seno alla Convenzione europea che alla CIG, il Parlamento ha mostrato un profondo senso di responsabilità nei confronti dell’Unione europea e dei cittadini, dei cui interessi è il diretto rappresentante.
L’esito della Convenzione in particolare – che nel complesso è rimasta inalterata in seno alla Conferenza intergovernativa – ha rispecchiato molti dei punti presentati dai rappresentanti del Parlamento.
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So anche che si è seguito lo stesso atteggiamento positivo, flessibile e costruttivo nel corso dell’intera Conferenza intergovernativa.
Vorrei soprattutto riconoscere il duro lavoro che è stato svolto per trovare una soluzione a questioni particolarmente importanti per il Parlamento e che è stato fondamentale per giungere a un accordo generale.
Non sarebbe stato possibile giungere a un accordo definitivo senza l’aiuto e l’impegno del Parlamento.
Vorrei esprimere i miei più vivi ringraziamenti a voi tutti, soprattutto agli onorevoli Brok e Hänsch e, ovviamente, all’ex Presidente del Parlamento europeo, Pat Cox.
Sono stati prodighi di aiuto, assistenza e impegno nei confronti miei e di Dick Roche, ministro irlandese per gli Affari europei, che è qui con me oggi.
Apprezziamo profondamente tutto il loro aiuto.
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A questo punto saranno a voi tutti più che noti i contenuti della Costituzione.
Vorrei però evidenziare ancora alcune delle caratteristiche che la rendono un positivo passo avanti per l’Unione.
Siamo riusciti a stabilire chiaramente in un unico documento cos’è e cosa fa l’Unione.
Abbiamo definito un insieme di valori e obiettivi che tutti possiamo condividere e che rendono l’Unione europea unica al mondo.
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Abbiamo accresciuto la legittimità democratica dell’Unione europea estendendo i poteri del Parlamento.
Abbiamo inoltre rafforzato il ruolo dei parlamenti nazionali e aperto il Consiglio dei ministri a un maggiore controllo pubblico.
Abbiamo chiarito la divisione di poteri tra l’Unione e gli Stati membri.
Ora è chiaro come si adottano le decisioni e chi ha il diritto di farlo.
Sono stati rafforzati anche i principi della sussidiarietà e della proporzionalità.
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La Carta europea dei diritti fondamentali è stata inserita come parte integrante nella Costituzione.
In questo modo, con un significativo progresso nell’area dei diritti dell’uomo, le Istituzioni dell’Unione e gli Stati membri saranno vincolati dalla Carta nell’applicare il diritto comunitario e, se i cittadini dell’Unione riterranno che i loro diritti non siano stati rispettati, avranno diritto a una riparazione giuridica.
Inoltre, la Commissione sta per aderire alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo, che contribuirà a garantire coerenza tra i tribunali di Strasburgo e Lussemburgo.
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Abbiamo stabilito un quadro istituzionale che rispetta i diritti di tutti gli Stati membri in ciascuna delle Istituzioni dell’Unione.
Ogni Stato membro nominerà un membro della Commissione fino al 2014.
In quella data si passerà a una Commissione più piccola, composta da rappresentanti di due terzi degli Stati membri scelti sulla base di una rotazione del tutto equa, a meno che il Consiglio europeo non decida unanimemente di fissare dimensioni diverse.
Abbiamo così posto le basi per una futura Commissione efficiente che, credo sarete d’accordo, è di fondamentale importanza per l’Unione.
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Il principio del voto a doppia maggioranza, che racchiude la duplice natura dell’Unione come Unione di Stati e di cittadini, verrà applicato in un modo che rispetta le preoccupazioni di tutti i partecipanti alla CIG e rafforza l’efficienza del processo decisionale.
Il nuovo sistema di , che prevede l’unione di tre Stati membri per l’attuazione di un programma concordato, aiuterà il Consiglio a diventare più efficace ed efficiente.
Le nuove cariche di Presidente permanente del Consiglio europeo e di ministro degli Esteri e il Servizio per l’azione esterna accresceranno il coordinamento e consentiranno all’Unione di svolgere un ruolo più efficace nel mondo.
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Tutte queste sono conquiste notevoli, che molti avrebbero ritenuto impensabili all’inizio del processo della Convenzione.
Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte alla Convenzione, tutti coloro che ci hanno aiutato, l’ottimo collega, Presidente della Commissione, Romano Prodi, i suoi colleghi che si sono adoperati con tanta tenacia per aiutarci nel nostro lavoro e, ovviamente, Valéry Giscard d’Estaing, che è stato il Presidente della Convenzione.
Stiamo ora iniziando a lavorare alla stesura del testo che dovrà essere firmato dai capi di Stato e di governo il 29 ottobre a Roma.
Dopo la firma, concentreremo la nostra attenzione sulla ratifica, che dovrà avvenire al più tardi entro il 1° novembre 2006.
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Alcuni Stati membri indiranno , altri ratificheranno il testo tramite procedure parlamentari.
A prescindere dalle scelte compiute dagli Stati membri, abbiamo tutti il dovere di spiegare il contenuto della Costituzione e di dire perché sarà tanto vantaggiosa per l’Unione, per gli Stati membri e soprattutto per i nostri cittadini.
Alle questioni sollevate in seno al Consiglio europeo di Laeken nel dicembre 2001 – come rendere l’Unione europea più efficace ed efficiente; come prepararla a svolgere un ruolo più effettivo nel mondo e come avvicinare l’Unione ai suoi cittadini – è stata data la debita risposta.
La nostra nuova Costituzione ci permetterà di rispondere con fiducia alle sfide che l’Unione affronta man mano che continua ad allargarsi e approfondirsi.
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Il Trattato dell’Unione è stato sottoposto a un lungo ed esaustivo processo di cambiamento negli ultimi anni.
Ora per noi è giunto il momento di considerare fiduciosamente la nuova Costituzione come il caposaldo dell’Unione, così come il Trattato di Roma ha svolto egregiamente le proprie funzioni nel corso di oltre mezzo secolo.
Ora il nostro obiettivo deve diventare quello di formulare e attuare a pieno quelle politiche che si aspettano da noi i nostri cittadini.
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Con il progressivo allargamento della nostra Unione, sarà cruciale continuare a essere in grado di adottare decisioni che rispondano alle esigenze dei nostri cittadini.
La nuova Costituzione europea permetterà all’Unione di cimentarsi in futuro in maniera costruttiva con le sfide e le opportunità che si presenteranno.
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Nel corso dei sei mesi del nostro mandato presidenziale, l’Irlanda ha avuto il privilegio e l’onore di accogliere 10 nuovi Stati membri nell’Unione europea il 1° maggio.
Abbiamo commemorato l’evento con una cerimonia simbolica e formale – il “Giorno dei benvenuti” – a Dublino.
Si è trattato di un momento davvero storico per l’Unione europea.
E’ stato un momento di grandi opportunità e speranze per tutti i popoli dell’Europa.
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Ovviamente, il processo dell’allargamento non si è concluso il 1° maggio.
Siamo lieti dei notevoli progressi compiuti nei negoziati con Bulgaria e Romania.
Il Consiglio europeo ha constatato con grande soddisfazione che la Bulgaria ha provvisoriamente chiuso i negoziati relativi a tutti i capitoli più importanti.
Inoltre, la Romania ha compiuto progressi significativi, chiudendo provvisoriamente i negoziati su tre capitoli dell’.
Un esempio di un passo molto concreto che è stato compiuto verso l’adesione è che, sotto la Presidenza olandese, sono appena iniziati i lavori sulla stesura del trattato di adesione.
Incoraggiamo entrambi i paesi a mantenere e a intensificare i loro sforzi e, se saranno pronti, attendiamo con ansia la loro adesione nel gennaio 2007.
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Il Consiglio europeo di giugno ha accolto con favore i significativi progressi che la Turchia ha continuato a compiere nel processo di riforma, nonché i costanti sforzi attuati dal governo turco per ottemperare ai criteri politici di Copenaghen.
L’Unione ha ribadito l’impegno ad avviare senza indugio i negoziati di adesione con la Turchia, se a dicembre il Consiglio europeo stabilirà che questo paese soddisfa i criteri politici.
Questa decisione verrà adottata sulla base della relazione e della raccomandazione della Commissione.
Sarà presa in maniera obiettiva e trasparente.
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Sempre a giugno il Consiglio europeo ha riconosciuto la Croazia come paese candidato all’adesione e ha stabilito che i negoziati devono cominciare all’inizio del 2005.
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La nostra Presidenza è stata responsabile della gestione della fase iniziale dei negoziati sulle future prospettive finanziarie che determineranno i finanziamenti per l’Unione tra il 2007 e il 2013.
Il nostro obiettivo era esaminare nel dettaglio le idee della Commissione e fornirle un per la preparazione delle sue proposte legislative.
Così abbiamo fatto e il Consiglio europeo di giugno ha ritenuto che la relazione che avevamo preparato costituisse un utile contributo.
A giugno abbiamo anche stabilito di raggiungere un consenso politico sul fascicolo il prossimo anno.
<P>
Nel settore della giustizia e degli affari interni, la nostra Presidenza si è dedicata a rispettare gli impegni assunti in conformità del Trattato di Amsterdam e del più ampio programma di Tampere per la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
Negli ultimi sei mesi sono stati compiuti progressi sostanziali.
Abbiamo adottato la direttiva sull’ammissibilità in materia di asilo e abbiamo raggiunto un accordo politico sulla direttiva relativa alle procedure in materia d’asilo.
Ora esistono le due basi su cui fondare un sistema comune d’asilo.
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Abbiamo portato avanti l’accordo sull’istituzione di un’Agenzia europea per la gestione delle frontiere.
Questa è una misura significativa nel tentativo di combattere l’immigrazione clandestina.
Abbiamo inoltre raggiunto un accordo politico sull’ammissione dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio e altri motivi connessi, che riconosce il positivo contributo che la migrazione legale può apportare all’Unione.
Abbiamo lavorato per agevolare un migliore accesso transfrontaliero alla giustizia per i cittadini dell’Unione adottando, ad esempio, la direttiva sulle vittime di reato onde garantire l’indennizzo delle vittime di reati violenti.
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Il 2004 segna la fine del programma quinquennale di Tampere.
A giugno il Consiglio europeo ha stabilito che era giunto il momento di avviare la fase successiva del processo e la Commissione presenterà ora proposte che dovranno essere esaminate a dicembre.
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Nell’area correlata del terrorismo, subito dopo gli spaventosi attentati terroristici di Madrid, il Consiglio europeo di marzo aveva adottato la dichiarazione sulla lotta al terrorismo.
A giugno abbiamo rilevato i significativi progressi compiuti nell’attuazione delle misure esposte nella dichiarazione e il lavoro del Coordinatore antiterrorismo dell’UE.
I prossimi passi da compiere sono tracciati nella versione riveduta del piano d’azione, adottata a sua volta a giugno.
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Nel settore delle relazioni esterne abbiamo cercato di infondere rinnovata coerenza e nuovo slancio alla complessa agenda esterna dell’Unione europea, guidata dalla strategia per la sicurezza europea adottata dal Consiglio europeo lo scorso dicembre.
Ritengo che gli sforzi che abbiamo compiuto in quest’area siano stati molto proficui.
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Abbiamo dato rilievo al multilateralismo efficace, alla prevenzione dei conflitti e allo sviluppo di una politica europea di sicurezza e difesa.
Abbiamo lavorato per rafforzare e sviluppare partenariati chiave, comprese le relazioni transatlantiche, sulla base dei nostri interessi e valori comuni.
Abbiamo lavorato alacremente per fare in modo che agli obiettivi di sviluppo del Millennio, che danno grande rilievo all’eliminazione della povertà e allo sviluppo sostenibile, nonché alla pandemia dell’HIV/AIDS, venisse dedicata la grande attenzione che meritano.
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Siete molti, in seno a questo Parlamento, a seguire da vicino una serie di questioni in materia di relazioni esterne, che stanno particolarmente a cuore a voi e ai vostri elettori.
Conoscete quindi i progressi che sono stati compiuti negli ultimi sei mesi e ciò che resta da fare in molti settori impegnativi.
Per tutta questa serie di questioni – che si tratti di relazioni transatlantiche, dell’impegno dell’Unione europea nei confronti dell’Africa o della necessità di rafforzare le nostre relazioni con la Russia e con l’Asia – possiamo riferire che sono stati compiuti progressi effettivi e duraturi.
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Abbiamo distribuito a ciascun deputato una relazione sul semestre di Presidenza irlandese dell’Unione europea, che espone gli sviluppi fondamentali raggiunti nell’agenda esterna durante il nostro mandato, nonché gli sviluppi relativi all’agenda interna.
Sarò lieto di rispondere alle vostre domande nel dibattito che seguirà.
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Sono stati sei mesi stimolanti e gratificanti per tutti noi.
All’inizio della Presidenza, quando mi ero rivolto a quest’Assemblea, avevo affermato che il nostro obiettivo generale era garantire risultati che avrebbero avuto un effetto positivo sulla vita della popolazione europea.
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Credo fermamente che, con il riuscito allargamento dell’Unione, l’accordo sulla Costituzione europea, gli ottimi progressi compiuti negli ultimi sei mesi nell’agenda di Lisbona e nel settore della giustizia e degli affari interni, nonché nelle relazioni con i nostri strategici, l’Unione abbia compiuto un grande passo avanti.
Dobbiamo continuare a lavorare tutti per instaurare una migliore comunicazione con i nostri cittadini in modo che possano essere maggiormente informati e coinvolti riguardo agli sviluppi dell’Unione che influenzano la loro esistenza quotidiana in così tanti modi positivi.
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Non ho alcun dubbio sul fatto che il semestre di Presidenza olandese sarà proficuo, ma sappiamo anche che sarà impegnativo.
Come ho fatto con il Parlamento, rivolgo i miei auguri anche alla Presidenza olandese.
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Il tema della Presidenza irlandese era “Europei: lavoriamo insieme”.
Nel corso degli ultimi sei mesi, credo che Consiglio e Parlamento europeo abbiano lavorato insieme in maniera esemplare.
In base a questa esperienza, sono fermamente convinto che, lavorando insieme in modo collaborativo – come Stati membri e Istituzioni – possiamo costruire un’Europa migliore e contribuire a un mondo più equo, più sicuro e più pacifico.
<P>
E’ per me un grande onore fornirvi un resoconto dei sei mesi della Presidenza irlandese, ma non solo dei sei mesi, perché ogni Presidenza è preceduta da una fase preliminare di circa un anno.
Ecco perché, negli ultimi 18 mesi, ho intrattenuto contatti con i capigruppo del Parlamento.
Desidero ringraziarli per il tempo che mi hanno dedicato e per la visita che hanno effettuato a Dublino nel dicembre 2003.
Mi hanno dato ottimi consigli.
Durante questo semestre, sia il Ministro Cowen che il Ministro Roche in particolare sono stati presenti in Aula diverse volte.
Tutti i miei colleghi hanno ricevuto dimostrazioni di cortesia.
Volevamo lavorare a stretto contatto con il Parlamento, dedicargli molto tempo, ascoltarne i pareri e rifletterli tramite le Istituzioni e il nostro lavoro.
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E’ stata un’esperienza estremamente gratificante.
E’ una sfida per un paese di piccole dimensioni.
Non abbiamo 800 funzionari da portare alle riunioni del Consiglio europeo, e nemmeno tre aerei.
Non abbiamo un apparato burocratico enorme.
Abbiamo l’ambasciatrice Anne Anderson e il suo gruppo, che hanno lavorato con molto impegno a Bruxelles per noi, e i nostri rappresentanti qui in Parlamento.
Nel complesso siamo una piccola squadra e perciò siamo riusciti a conoscere di persona molti dei presenti.
Per questo, vorrei dirvi quanto sono felice di essere qui oggi, ringraziarvi per la collaborazione e rivolgere i migliori auguri al nuovo Parlamento, soprattutto ai deputati neoeletti.
Inizia un periodo esaltante della loro carriera politica.
Vorrei dire ai deputati che fanno ritorno in patria che spero che potremo mantenere in Irlanda i buoni rapporti che abbiamo instaurato qui.
Rivolgo soprattutto ai colleghi irlandesi di ogni schieramento politico i migliori auguri per i prossimi sei mesi.
<P>
Infine, come le ho detto all’inizio, Presidente Borrell, lei ha un compito difficile da svolgere – un lavoro molto impegnativo – sia in seno al Parlamento che a livello internazionale.
Le rivolgo i migliori auguri per il suo lavoro.
<SPEAKER ID="6" LANGUAGE="" NAME="Prodi, Romano," AFFILIATION="Presidente della Commissione">
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   . – Signor Presidente, carissimo onorevoli deputati, innanzitutto mi felicito ancora una volta con il nuovo Presidente per la recente elezione e mi fa piacere vedere i deputati eletti in tutti gli Stati membri finalmente riuniti nel Parlamento in un’Assemblea allargata.
In questa Assemblea, per la prima volta, si può toccare con mano la nuova Europa e questo è un fatto emozionante e significativo.
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La nostra Unione ha ora bisogno degli strumenti per decidere e per agire.
Questo si riallaccia a quanto ha appena detto il sui successi della Presidenza irlandese e soprattutto sui risultati del Consiglio europeo.
Io mi congratulo con la Presidenza irlandese, con Bertie in particolare, e con i suoi collaboratori, per l’abilità diplomatica, il senso politico e la grande dedizione alla causa europea.
<P>
In primo luogo, nello scorso semestre si è conclusa la Conferenza intergovernativa con l’accordo sulla Costituzione europea.
Come è noto, l’ultima parte del percorso costituzionale è sempre la più difficile e la Presidenza irlandese ha guidato la Conferenza rispettando le posizioni di tutti e facendo attenzione a ogni dettaglio.
Ha proposto soluzioni innovative, senza perdere l’equilibrio dell’insieme, e ha convinto tutte le parti che questo è al tempo stesso un testo forte e un compromesso serio e realistico.
In altre parole, questo Trattato costituzionale è oggi il migliore accordo possibile.
Non dobbiamo sottovalutare l’opera di che si è impegnato personalmente per superare gli ostacoli sui punti più delicati.
Guardando a questi ultimi cinque anni, noi dobbiamo constatare sviluppi straordinari nella nostra Unione.
Quando ho preso la parola per la prima volta in quest’Aula, il 5 maggio del 1999, era appena entrato in vigore il trattato di Amsterdam.
Allora nessuno pensava che avremmo potuto avere una nuova Costituzione.
Eppure oggi, non solo la sua realtà, ma anche la sua necessità ci sembrano ovvie e il motivo è semplice: la Costituzione consente all’Unione di funzionare in modo più efficiente nell’interesse dei nostri cittadini.
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La Costituzione rafforza la democrazia, la trasparenza e il senso di responsabilità.
Essa contiene i nostri valori e i nostri principi e fornisce la base giuridica solida per le nostre politiche.
Voglio sottolineare che soprattutto essa comprende la Carta dei diritti fondamentali e introduce il principio della doppia maggioranza per le decisioni prese a maggioranza qualificata dal Consiglio.
Nessuno pretende che questa sia una Costituzione perfetta.
La Commissione, come ben sapete, avrebbe preferito competenze più forti per l’Unione in alcuni campi, come quello della economica in particolare.
A questo riguardo, accolgo con soddisfazione la recente sentenza della Corte europea di giustizia che fa chiarezza su alcune norme del trattato e del Patto di stabilità e di crescita.
L’unanimità è ancora richiesta in settori come la fiscalità, le risorse proprie, le prospettive finanziarie e, in parte, la politica sociale e la politica estera.
Tuttavia, la Costituzione è chiaramente un grande passo in avanti sulla strada dell’integrazione europea e nel prossimo futuro noi tutti dobbiamo lavorare assieme e concentrarci sul processo di ratifica.
<P>
Gli elettori saranno chiamati a esprimersi sulla Costituzione in molti paesi tramite i .
Sia in caso di popolare che di ratifica parlamentare, questo è il momento della chiarezza delle posizioni.
Nei prossimi mesi dovremo perciò spiegare ai cittadini che cos’è e che cosa non è l’Unione, perché dobbiamo farla funzionare in modo adeguato e quali sono le nuove regole.
Dobbiamo avviare un dibattito approfondito sulla Costituzione e su quello che essa significa per il futuro dell’Europa.
Noi dobbiamo garantire che i o i voti parlamentari non siano puramente il riflesso della situazione politica di ciascun Stato membro, ma che diano una risposta consapevole e meditata sulle questioni reali a livello europeo.
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La questione reale, come dicevo, è proprio l’Europa perché bocciare la Costituzione sarebbe una battuta d’arresto enorme per il processo di integrazione.
Il mio timore, in effetti, è che le questioni nazionali eclissino i veri temi del dibattito europeo e che gli interessi di parte di breve termine finiscano per compromettere il passo in avanti che noi possiamo compiere grazie alla Costituzione.
Ciò significa che noi dobbiamo porre prima di tutto le domande corrette all’interno dei dibattiti nazionali di ciascun paese.
In particolare, voglio rispondere a una critica che circola da qualche tempo, secondo cui la Costituzione sarebbe un passo indietro nell’Europa sociale.
Devo dire che non è così.
La Costituzione mantiene sostanzialmente inalterate le politiche comuni dell’Unione, ma crea un quadro di riferimento nel quale le Istituzioni possono agire per l’interesse comune con maggiore attenzione.
Questo vale sia per le misure rivolte al mercato interno sia per la politica sociale.
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Onorevoli parlamentari, vi ricordo che la Costituzione fa anche alcuni passi in avanti.
La piena occupazione e il progresso sociale diventano gli obiettivi dell’Unione e la parità fra i sessi e i diritti delle minoranze vengono riconosciuti come valori comuni degli Stati membri.
Inoltre, in essa si stabilisce che l’Unione deve promuovere la coesione economica, sociale e territoriale, nonché la solidarietà fra gli Stati membri, che l’Unione riconosce e promuove formalmente il ruolo delle parti sociali a livello europeo e ne facilita il dialogo nel pieno rispetto della loro autonomia e che la politica commerciale dell’Unione non deve ostacolare l’organizzazione dei servizi sociali, dell’istruzione e della sanità.
Infine, si riconosce il valore dei servizi di interesse generale e il loro ruolo per la promozione della coesione sociale e territoriale.
Nel suo complesso, la Costituzione è quindi più ambiziosa, più coerente e più completa degli attuali Trattati anche nel campo sociale.
<P>
Questi sono punti essenzialmente politici, non tecnici, e noi dobbiamo proseguire il lavoro politico per andare avanti in questa direzione.
Il livello di attenzione verso l’Europa sociale è sempre più alto nei nostri cittadini e un’Unione più politica servirà perciò a consolidarlo.
Rivolgo quindi a tutti i parlamentari l’appello a garantire che i cittadini sappiano quali sono le vere questioni sul tappeto quando dobbiamo ratificare la Costituzione.
Votare sì per la Costituzione significa anche votare per questo diverso quadro dell’Europa sociale.
<P>
La Costituzione è certamente un traguardo di portata storica, ma non è l’unica decisione presa dall’ultimo Consiglio europeo.
Fra gli altri punti ricordo il riconoscimento della Croazia come paese candidato.
Questa decisione conferma la volontà dell’Unione di offrire una prospettiva di adesione ai paesi martoriati di questa regione del nostro continente.
Ora che il Consiglio ritiene che la Croazia soddisfi i criteri di Copenaghen, i negoziati possono prendere il via sin dall’inizio del 2005.
Anche il governo della Macedonia ha già presentato la propria domanda di adesione e si sta muovendo con decisione perché essa venga accolta.
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Nel campo della giustizia e degli affari interni, il Piano d’azione per la lotta contro il terrorismo ha visto molti progressi, ma anche qualche incertezza.
Si continua ad avanzare sul programma di Tampere, che ora però deve entrare in una nuova fase attuativa.
<P>
Il Consiglio ha chiesto inoltre agli Stati membri di completare l’attuazione delle misure legate alla strategia di Lisbona.
Si tratta di un punto complicato in cui i passi e i progressi fatti non sono sufficienti e, soprattutto, non corrispondono alle aspettative che avevamo a Lisbona quando abbiamo approvato questo capitolo.
<P>
Mi congratulo infine con la Presidenza irlandese per aver trovato l’accordo sul nome di José Manuel Durão Barroso, che ha ricevuto il consenso assolutamente unanime del Consiglio, accordo che mi sembra un capolavoro di democrazia e di politica.
Mi congratulo altresì per la decisione di nominare Javier Solana alla carica di ministro degli Affari esteri dell’Unione una volta che la Costituzione sarà entrata in vigore.
<P>
A José Manuel Durão Barroso e a Javier Solana vanno le mie più sincere felicitazioni e a Bertie Ahern e ai suoi collaboratori il mio più vivo ringraziamento.
<SPEAKER ID="7" LANGUAGE="DE" NAME="Poettering (PPE-DE )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, e Presidente del Consiglio uscente, signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, innanzi tutto vorrei ringraziare caldamente la Presidenza irlandese a nome del gruppo del PPE-DE.
Avete svolto il vostro compito in modo molto risoluto, efficiente e cordiale. Il discorso del , inoltre, esprimeva gioia.
Credo che l’Europa abbia bisogno di gioia; gli ulteriori progressi di questa nostra Europa devono essere un piacere.
La Presidenza irlandese è stata un successo su tutta la linea, e a nome del mio gruppo desidero ringraziarla personalmente di tutto cuore, d’Irlanda e Presidente del Consiglio uscente, insieme al suo ministro per gli Affari europei Dick Roche.
<P>
Il nostro è stato un periodo fortunato, e l’ex Presidente del Parlamento europeo, Pat Cox, ora è lì seduto, cosa a cui si dovrà fare l’abitudine.
Caro Pat, spero vi sarà occasione di lavorare di nuovo insieme a stretto contatto; la tua presenza qui in plenaria quest’oggi dimostra che la passione per l’Europa non ti abbandona.
Ancora una volta, grazie di cuore per l’ottimo lavoro svolto in qualità di Presidente di questo Parlamento: non ce ne dimenticheremo.
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Vorrei menzionare un altro irlandese, che forse non tutti conoscono, specialmente i nuovi deputati. Lei però conosce il nostro amico ed ex collega Joe McCartin, che ha fatto parte del Parlamento europeo dal 1979 fino a queste elezioni, unico membro del nostro gruppo a venire insignito della Medaglia Robert Schuman.
Abbiamo bisogno di personalità come Joe McCartin, che ogni giorno compiono il proprio lavoro, perché solo i deputati che svolgono il loro lavoro di giorno in giorno possono contribuire al successo della nostra causa comune.
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Come Presidente del Consiglio uscente, lei ha parlato di un grande esercizio di democrazia.
Il nostro è un continente talmente complesso e la sua molteplicità lo rende così problematico, che tenere insieme tutto questo è un esercizio quotidiano. I capigruppo sono particolarmente esperti in questo campo.
Come lei ha affermato, l’Europa deve funzionare. La cosa più importante, però – le siamo grati di averlo detto – è che in Europa abbiamo vinto il totalitarismo e le dittature e la democrazia ci tiene uniti.
Ed è questo il grande progetto europeo che ci tiene insieme, superando le divisioni di partito.
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Lei ha menzionato la Conferenza intergovernativa.
A nome del gruppo del PPE, vorrei precisare che per noi la Costituzione europea ha la priorità assoluta.
Molto più di quanto abbiamo fatto finora, dobbiamo dire al pubblico che attraverso di essa si rafforzano non solo il Parlamento europeo, ma anche i Parlamenti nazionali, e quindi anche il parlamentarismo e la democrazia in Europa.
Ritengo che ciò vada sottolineato con intensità ancor maggiore.
Il Consiglio dei ministri diventerà più trasparente.
Naturalmente avremmo preferito che nel preambolo la Costituzione contenesse un riferimento non solo all’eredità religiosa dell’Europa, ma anche all’eredità giudaicocristiana.
Purtroppo non vi siamo riusciti e ce ne rammarichiamo molto. Nel preambolo e nella Carta dei diritti fondamentali, tuttavia, si trovano molti dei nostri valori comuni, perciò, in fin dei conti, possiamo dire di sì a questo testo, che verrà firmato nella capitale italiana, grande città europea, in cui nel 1957 sono stati firmati i Trattati di Roma.
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Lei ha parlato della nomina di due personalità.
Vi sono implicati grandi ideali, e gli ideali – come lei ha detto – si possono realizzare solo se, in ultima analisi, l’Europa funziona davvero.
Lei ha menzionato – ne discuteremo con lui oggi pomeriggio – l’ex Primo Ministro portoghese, José Manuel Durão Barroso, che ho già conosciuto dapprima come dell’opposizione, e poi come Primo Ministro, e che non è cambiato.
Nel passare dal ruolo di capo dell’opposizione a quello di Primo Ministro, spesso accade che si cambi, ma lui è rimasto sempre lo stesso, e non posso che congratularmi con lei per averlo proposto.
Se diventerà Presidente della Commissione, sono convinto che ricoprirà l’incarico in modo impeccabile.
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Le siamo inoltre grati per aver proposto ancora una volta come Alto rappresentante e poi come primo ministro degli Esteri dell’Unione europea Javier Solana, che negli ultimi anni ha svolto un ottimo lavoro dal punto di vista politico e umano.
Le reputo due candidature eccellenti, che dobbiamo considerare in relazione reciproca.
Infine, vorrei accennare anche a un aspetto che mi preoccupa da tempo.
Non vuole essere un rimprovero nei suoi confronti, e lo dirò anche al nuovo Presidente del Consiglio.
Nelle foto di gruppo, il Presidente della Commissione e il Presidente del Parlamento europeo occupano sempre una posizione marginale, e questo non va bene.
Le massime cariche dei capi di Stato e di governo sono un’Istituzione comunitaria, in cui non si possono mettere in un angolo due importanti Presidenti, che guidano rispettivamente la Commissione e il Parlamento.
Il loro posto è al centro della fotografia, insieme al Presidente del Consiglio europeo.
Poiché non si tratta solo di una questione di protocollo,
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ne vorrei parlare ai responsabili del Segretariato generale del Consiglio.
In ogni caso, il protocollo è l’espressione simbolica di un atteggiamento.
Non vogliamo un’Europa intergovernativa, bensì un’Europa comunitaria; a quest’ultima lei ha reso servizio, e per questo desideriamo ringraziarla di cuore.
<SPEAKER ID="8" LANGUAGE="DE" NAME="Hänsch (PSE )." AFFILIATION="Taoiseach">
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   – Signor Presidente, , signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, la Presidenza irlandese del Consiglio è stata attiva in numerosi campi, ma non sempre ha riscosso l’approvazione del mio gruppo e non sempre è riuscita nei propri intenti. Ora però mi spetta il gradito compito, , signor Presidente del Consiglio, di congratularmi con lei a nome del mio gruppo per aver svolto in modo eccellente il ruolo, di importanza storica, di Presidente della Conferenza intergovernativa, che ha portato alla realizzazione della Costituzione europea.
E’ stata la sua mediazione intelligente, tenace e calma degli ultimi sei mesi a portare al successo questa Conferenza intergovernativa.
E’ stato un successo per lei, , e per la sua squadra.
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Vorrei inoltre esprimerle la mia personale gratitudine per il modo in cui ha coinvolto i due rappresentanti e il Presidente del Parlamento nei lavori della Conferenza intergovernativa.
Come lei sa, abbiamo dovuto attraversare alcune fasi difficili, e, se siamo riusciti a superarle, e con successo, lo dobbiamo non solo, ma soprattutto a lei.
<P>
In effetti non tutto ciò che era necessario per la Costituzione è stato fatto, e devo riconoscere di fronte all’Assemblea che non tutto ciò che è stato fatto è riuscito al cento per cento, lo sapete bene come me e come molti altri.
Siamo dovuti davvero scendere a compromessi, alcuni dei quali sono stati difficili da accettare per noi – in qualità di rappresentanti del Parlamento europeo – e anche per i governi degli Stati membri.
Sono convinto che anche per lei, nel suo ruolo di capo di Stato irlandese, sia stato arduo accettare alcuni compromessi.
E’ però anche vero che alcune soluzioni semplici che avevamo trovato in seno alla Convenzione sono state nuovamente complicate: vi è un gran numero di protocolli e dichiarazioni aggiuntivi, di restrizioni da una parte e di eccezioni dall’altra.
Non si deve permettere che questo eclissi i risultati complessivi e il grande contributo della Conferenza intergovernativa.
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Sebbene negli ultimi mesi l’attenzione dei cittadini si sia concentrata su pochi punti controversi, la Conferenza intergovernativa ha accolto più del 90 per cento del progetto elaborato dalla Convenzione, praticamente senza alcuna discussione.
Dicendo questo, non voglio mettermi a contare le parole, come ha fatto l’ex Presidente della Convenzione, cosa che mi pare assurda, o meglio, per usare un eufemismo, un po’ infantile.
Vedo piuttosto che la struttura, la coerenza e la sostanza del progetto di Costituzione presentato dalla Convenzione non sono stati modificati.
Questo è il primo grande successo, che inoltre conferma la metodologia adottata dalla Convenzione.
Il secondo è dato dalla democrazia; nonostante qualche pecca in quest’ambito, il fatto che il Parlamento europeo diventi legislatore con pieni poteri e che in futuro l’elezione del Presidente della Commissione non venga effettuata solo alla luce dei risultati delle elezioni europee, ma anche in seguito a una procedura di consultazione precedente alla scelta dei candidati mi pare un altro notevole risultato.
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, lei stesso sa che, come rappresentanti del Parlamento europeo, abbiamo dovuto fissare un limite per quanto riguarda la futura procedura di bilancio.
A livello personale, le sono grato per averci assicurato che non abbiamo raggiunto tale limite, e che siamo invece riusciti a ottenere un compromesso valido e realizzabile, a dispetto di tutti i ministri delle Finanze che volevano addirittura modificare i diritti di bilancio del Parlamento, cambiandoli in peggio.
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L’Unione europea ha incrementato la propria capacità di agire e la trasparenza.
Vorrei fare due osservazioni di carattere generale.
Sappiamo che questa non è la Costituzione di uno Stato federale europeo, ma quella di un’Unione di cittadini e di Stati, il che sarà sempre di più delle sole province di una Repubblica federale europea.
L’Unione europea non è una copia a livello europeo dello Stato nazionale di fine XIX-inizio XX secolo: essa è qualcosa di unico, e per questo non ci curiamo delle critiche di coloro che perseverano nel confrontare la nostra Costituzione con quella americana, dicendo che il nostro progetto è troppo complicato, troppo lungo e così via.
Niente di tutto questo è giusto.
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Dobbiamo giudicare la Costituzione in base alle necessità dell’Europa.
La Costituzione dev’essere valutata per la sua capacità di istituire, su una base comune, l’unione di 25 popoli e Stati che per secoli si sono depredati, massacrati, osteggiati e devastati a vicenda.
La Costituzione dev’essere giudicata sulla base della sua efficacia nell’avvicinare, grazie a una base costituzionale comune, 25 Stati e popoli, ciascuno dei quali vuole mantenere la propria identità, lingua, cultura e memoria storica, pur condividendo con gli altri un solo destino politico.
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Questo risultato rappresenta un successo notevole e di portata storica per gli annali dell’Unione europea. A tal fine la Presidenza irlandese del Consiglio ha svolto un ruolo fondamentale.
Ora è importante che i popoli d’Europa trasformino la Costituzione in una realtà politica attraverso i propri parlamenti e i .
Il mio gruppo, il gruppo socialista al Parlamento europeo, farà la sua parte in questo processo, assicurando che l’Europa ottenga una Costituzione che la condurrà nel nuovo secolo.
<SPEAKER ID="9" LANGUAGE="EN" NAME="Duff (ALDE )." AFFILIATION="Taoiseach">
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   – Signor Presidente, anche il mio gruppo desidera congratularsi con il e il suo gruppo per la premiata Presidenza irlandese: accorta, coraggiosa e impegnata.
Come ha detto lei, anche il Parlamento europeo può rivendicare la propria parte in questo successo.
I risultati che abbiamo raggiunto insieme sono davvero notevoli: abbiamo cambiato il discorso politico in Europa, abbiamo istituito un quadro istituzionale per un’Europa che sa muoversi da sola sulla scena internazionale e attuare un’efficace politica comune per affrontare i problemi condivisi da tutti.
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La CIG ha accettato lo stesso concetto di fedeltà costituzionale che gli Stati membri mostrano all’Unione, un concetto che ha caratterizzato le procedure per l’intera durata della Convenzione europea.
Nonostante non siano sicuramente mancati tracce di alterchi di vecchio stampo sulla gerarchia tra gli Stati, la CIG è riuscita a superarli con successo e ci lascia un quadro abbastanza chiaro dell’aspetto che l’Unione europea assumerà nel prossimo futuro.
Grazie all’accordo su questo pacchetto si avverte una sensazione di composizione costituzionale, di legittimazione democratica, una sensazione che le precedenti CIG non erano riuscite a instaurare.
L’Unione europea ne esce rafforzata.
Abbiamo maggiore fiducia gli uni negli altri e siamo più affidabili agli occhi dei cittadini e del mondo esterno.
<P>
Il Parlamento europeo ora elaborerà la propria critica positiva sull’esito della CIG e si preparerà a trarne vantaggio, ma dobbiamo anche spiegare e giustificare a un elettorato piuttosto scettico quello che è accaduto.
Dobbiamo essere un Parlamento che si batte per la Costituzione.
Possiamo essere fieri del ruolo che abbiamo avuto finora all’interno del processo e non dobbiamo vergognarci di reclamizzare il Parlamento sull’onda del successo ottenuto.
Questa volta il Parlamento non può sottrarsi alla responsabilità che ha avuto nell’esito della CIG.
Eravamo là, eravamo gli attori in gioco.
E’ probabile che, da qualche parte in Europa, si possa perdere un .
Se un dovesse avere esito negativo, sarà in parte colpa nostra come deputati al Parlamento europeo, e dei partiti politici che ci hanno mandato qui.
Sarà anche un problema che dovremo risolvere noi in seguito.
<SPEAKER ID="10" LANGUAGE="" NAME="Frassoni (Verts/ALE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, anch’io ringrazio la Presidenza irlandese per il modo sorridente ed elegante in cui ha condotto la Presidenza attraverso un periodo molto complicato e, in particolare, riconosco la soavità accattivante del ministro Roche che, in questi mesi, è riuscito a non rispondere mai alle questioni che gli ho posto.
In modo davvero gentile, la Presidenza ha condotto le trattative sulla Conferenza intergovernativa, arrivando però a un risultato che è lontano dal testo adottato dalla Convenzione e un 10 per cento – mi rivolgo al collega Hänsch – è molto pesante.
<P>
Le incoerenze fra la prima e la terza parte della Costituzione, i limiti e il pieno funzionamento della Carta dei diritti, il potenziale conflitto fra il Presidente della Commissione e il Presidente del Consiglio, il mantenimento del potere di veto in troppi settori di competenza, l’esclusione del Parlamento europeo dal processo di ratifica sono tutti passi indietro gravi, soavemente guidati dalla Presidenza irlandese.
Nello stesso modo, la Presidenza ha condotto negoziati per la Commissione senza mai consultare il Parlamento europeo, gestendo la battaglia navale, davvero deprimente per ogni euroentusiasta, fra piccoli e grandi Stati per questo o quel supercommissario, arrivando alla nomina di un signore rispettabile, ma che emerge soprattutto come l’uomo degli Stati alla testa di quello che noi vorremmo essere il governo dell’Europa.
<P>
Il Presidente Ahern ha parlato dell’accordo sull’asilo.
La triste vicenda dei trentasette cittadini africani, costretti per settimane a bordo della nave tedesca Cap Anamur fuori dalle acque territoriali italiane e oggi illegalmente detenuti, dimostra in modo assolutamente evidente che l’Europa è ancora muta in materia di asilo e che tra la politica di asilo e la lotta contro l’immigrazione clandestina, di cui il Presidente Ahern ha parlato, esiste ancora una grave e rischiosa confusione.
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Presidente Ahern, i diritti dei migranti sono stati una piccola priorità della sua Presidenza, ma anche la mancanza di azioni su Guantánamo e la quiescenza sulla questione del PNR ci dimostrano che la sua Presidenza aveva probabilmente altre priorità.
Io la ringrazio ugualmente.
Il nostro gruppo ha apprezzato la collaborazione con la sua Presidenza, ma è chiaro che, ancora una volta, il Consiglio ha dimostrato che vuole essere il capo dell’Unione europea, mentre noi vorremmo che dividesse il suo potere un po’ anche con le altre Istituzioni.
<SPEAKER ID="11" LANGUAGE="DE" NAME="Kaufmann (GUE/NGL )." AFFILIATION="referendum">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, l’Irlanda ha assunto la Presidenza in una situazione difficile.
La sua Presidenza ha visto lo storico allargamento dell’Unione europea, l’adozione della Costituzione e le elezioni del Parlamento europeo.
<P>
Ciò che mi preoccupa è soprattutto la scarsa affluenza registrata alle elezioni europee, anche se non è stato essenzialmente un problema della Presidenza irlandese.
Noi deputati dovremmo trarne un insegnamento, qualunque esso sia, invece di continuare a lamentarci della deplorevole situazione.
La verità è che sempre meno cittadini hanno fiducia nell’Unione europea, per il fatto che la Comunità europea non è presente quando ne hanno più bisogno e non riesce a risolvere i loro problemi quotidiani.
<P>
Secondo Eurostat, circa il 70 per cento dei cittadini dell’Unione europea voleva che la questione della disoccupazione fosse al centro della discussione politica comunitaria e della campagna elettorale, mentre in realtà sono state le questioni nazionali e i discorsi sulle Istituzioni comunitarie a dominare i dibattiti.
Così non si può davvero andare avanti!
Signor Presidente della Commissione, lei ha ragione a dire che ciò che più conta per il futuro è l’Europa sociale; è però importante che non ci limitiamo a parlarne, ma che l’Unione europea intervenga attivamente una volta per tutte, perché agli occhi del pubblico contano solo i fatti.
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Con la ratifica della Costituzione ora abbiamo l’occasione di instaurare un dialogo approfondito con il pubblico riguardo al futuro dell’Unione europea.
Come ha affermato Il Presidente francese Chirac, le domande vanno rivolte direttamente ai cittadini, perché la questione li interessa direttamente.
Credo che abbia ragione.
Ciò che è possibile in Francia o nel Regno Unito, dev’esserlo anche nel mio paese, in Germania.
<P>
Perciò chiedo a tutti i membri dell’Assemblea di lavorare assiduamente affinché in ciascuno Stato membro dell’Unione europea si tengano sulla Costituzione e affinché si instauri un intenso dialogo con i cittadini sul futuro dell’Unione.
<SPEAKER ID="12" LANGUAGE="DA" NAME="Bonde (IND/DEM )." AFFILIATION="passerelles">
<P>
   – Ringrazio la Presidenza irlandese per la splendida realizzazione tecnica della più grande perdita pianificata di democrazia cui si sia mai assistito.
Non era mai successo prima che gli europei si fossero trovati a dover perdere in una volta sola tanto potere.
Ogni volta il potere passa dagli elettori ad altre persone.
Ora l’elettorato non avrà la possibilità di esprimere il proprio parere sulla stesura della Costituzione da nessuna parte.
Il diritto di emendare la Costituzione verrà trasferito dagli elettori ai Primi Ministri che, in futuro, potranno emendare la Costituzione da soli.
Il processo viene descritto in termini di – una parola impossibile da tradurre, ma il cui contenuto è reso dall’espressione “colpo di Stato”.
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L’elettorato verrà privato del diritto di avere l’ultima parola.
Con la Costituzione, un gruppo di capi di Stato e di governo otterrà il diritto di dare più potere all’Unione europea senza dovere mai consultare nuovamente gli elettori.
In una lunga serie di nuovi ambiti, il diritto di modificare le leggi in seguito alle elezioni passerà dall’elettorato a una maggioranza di Commissari non eletti e a una maggioranza qualificata di funzionari e ministri, riuniti a porte chiuse all’interno di gruppi di lavoro e consigli segreti.
Il diritto di eleggere l’Esecutivo e di ritenerlo responsabile scomparirà a favore di una burocrazia gerarchica senza controllo democratico, diritto amministrativo e responsabilità ministeriale.
<P>
Il diritto a lamentarsi dell’esito di un’elezione e a prendere una decisione diversa verrà sottratto all’elettorato, che potrà fare modificare le proprie decisioni solo con l’approvazione della Commissione a Bruxelles – la stessa Commissione in seno alla quale noi, come elettori, perderemo il diritto ad avere i nostri Commissari nazionali.
Senza la partecipazione dei nostri paesi, una maggioranza dell’Esecutivo potrà adottare una legge della Commissione che prevarichi la costituzione di ogni Stato, anche nel caso in cui non sia presente nemmeno una persona di quel paese.
<P>
Nel corso di una storia lunga e sanguinosa, gli irlandesi hanno lottato per la loro democrazia.
Durante la sua Presidenza, l’Irlanda ha spianato la strada alla nuova perdita di quel diritto.
Se vogliamo limitare la democrazia, cerchiamo almeno di farlo democraticamente.
L’elettorato ha diritto al voto.
Mettete al voto la Costituzione in tutti i paesi, possibilmente nello stesso giorno.
<P>
In seno a questo Parlamento, abbiamo creato un gruppo per l’indipendenza e la democrazia che invita gli elettori a rifiutare la Costituzione proposta.
Vorremmo esortare chi è contrario alla Costituzione a istituire un comune che contribuisca a organizzare la resistenza.
Vi prego di prendere nota che, se volete difendere il diritto alla democrazia dal nuovo progetto di Costituzione, durante la prossima seduta ci riuniremo martedì alle 13.00, dopo il turno di votazioni.
<SPEAKER ID="13" LANGUAGE="EN" NAME="Crowley (UEN )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, vorrei unirmi ai colleghi nel congratularmi con il , il Presidente Bertie Ahern, e con il governo irlandese per lo strepitoso successo della loro Presidenza, che ha portato a compimento iniziative politiche importanti, che nel corso delle Presidenze precedenti avevano attraversato lunghi periodi di stallo o subito ingenti ritardi.
Il momento più emozionante della Presidenza irlandese è stato quello in cui sono state innalzate le bandiere dei dieci nuovi Stati membri ad Aras an Uachtarain, dimora del Presidente irlandese.
Tale immagine rappresenta la definitiva caduta delle barriere artificiali che per lungo tempo hanno tenuto l’Europa occidentale divisa dall’Europa orientale.
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, lei ha dato prova di grandi qualità di negoziatore, dimostrando di comprendere le difficoltà che si presentano a ciascun paese, soprattutto nel discutere in merito alla Costituzione.
E’ riuscito a fare in modo che i nuovi paesi non vedessero compromessi o danneggiati i propri interessi nazionali fondamentali, soprattutto per quanto riguarda il principio del conferimento all’interno del Trattato, mettendo in chiaro i principi di sussidiarietà e di proporzionalità, e assicurando la continuità dell’uguaglianza tra tutti gli Stati membri e nell’applicazione delle leggi.
Si tratta di questioni molto importanti per uno sviluppo e una crescita costanti dell’Unione europea.
<P>
Mi congratulo vivamente con lei, , e con il ministro degli Esteri Brian Crowley, per tutto ciò che avete fatto in questo campo.
Vorrei spendere una parola anche per il ministro per gli Affari europei Dick Roche, che in seno al Parlamento si è dimostrato tanto disponibile agli incontri con i singoli e con i gruppi politici e che si è impegnato senza riserve insieme a tutti i deputati per ogni questione o discussione che gli si è presentata – per quanto riguarda non solo il Trattato, ma anche gli sviluppi politici in corso all’interno del Parlamento.
Per i futuri ministri per gli Affari europei che verranno a far parte di questa Assemblea, Dick Roche rappresenta un modello per il modo in cui ha saputo ottenere il sostegno del Parlamento.
<P>
Vorrei inoltre menzionare – come ho già avuto modo di fare, in questa stessa sede, in precedenti occasioni – il contributo dell’ambasciatrice Anne Anderson e della funzione pubblica irlandese, che hanno dimostrato efficienza e professionalità nel conciliare idee diverse e nell’assicurare la continuità lungo l’intero arco della Presidenza e l’assoluto rispetto di tutti gli impegni presi e delle promesse fatte.
La loro energia, il loro entusiasmo e, soprattutto, il loro incrollabile buon umore nell’affrontare questioni delicate meritano davvero un riconoscimento.
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Queste nuove funzioni – far apprezzare il Trattato, assicurare che i cittadini ne comprendano i benefici e impegnarsi a dimostrare ai popoli d’Europa che esso non mette a rischio i loro interessi nazionali – ci aiuteranno a garantire il buon funzionamento dell’Unione europea.
Esse fanno sì che ci sia uguaglianza tra tutti gli Stati membri e contribuiscono ad assicurare che si possa procedere all’interno di un quadro adatto a sviluppi successivi e ad una maggiore efficienza nel funzionamento di un’Unione che si espande ulteriormente.
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Nel corso della Presidenza irlandese si sono tenuti numerosi Vertici, di cui il maggiore per dimensioni ed importanza è stato il Vertice UE-USA, svoltosi nella Contea di Clare.
E’ stato il primo passo verso il riallacciamento delle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Unione europea.
Ora molti cittadini in America riconoscono che l’unilateralismo non è la strada da seguire e che è necessaria la cooperazione, non solo in termini geopolitici, ma anche commerciali, al fine di assicurare che le Nazioni Unite e gli altri organismi internazionali possano operare con efficacia.
<P>
, vorrei congratularmi con lei per essere riuscito a portare avanti la candidatura a Presidente della Commissione del Primo Ministro Barroso.
Non è stato facile trovare qualcuno che potesse rappresentare i desideri e le aspirazioni di tutti gli Stati membri, qualcuno che in futuro avrà anche il grado di indipendenza necessario per garantire un’appropriata politica per la Commissione.
Il Primo Ministro Barroso è il candidato ideale.
Mi auguro che domani la maggioranza dell’Assemblea sostenga la sua candidatura, e sono lieto che il mio gruppo appoggi e sostenga appieno la sua nomina a Presidente della Commissione.
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In conclusione, , lei merita un periodo di riposo dopo tanto intenso lavoro.
Il Ministro Roche merita le nostre lodi per il grande impegno profuso e, cosa più importante, i funzionari meritano non solo una bella pacca sulla spalla, ma forse anche qualche euro in più in conseguenza dei nuovi accordi!
<SPEAKER ID="14" LANGUAGE="PL" NAME="Czarnecki, Ryszard (NI )." AFFILIATION="Taoiseach">
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   – Signor Presidente, , onorevoli colleghi, la Presidenza irlandese rimarrà nella storia soprattutto perché nel suo semestre abbiamo assistito al più grande allargamento che le strutture europee abbiano mai conosciuto.
Solo ora l’Unione europea è diventata effettivamente europea.
L’allargamento, tuttavia, è stato di natura puramente formale e politica.
Non è riuscito ad avere alcun effetto su diversi settori.
Uno di questi è il mercato del lavoro, in cui gli europei subiscono ancora la discriminazione di essere classificati come cittadini di prima e seconda categoria.
I periodi di transizione che dovranno trascorrere prima che i cittadini della nuova Unione possano avere pieno accesso al mercato del lavoro dimostrano che l’Europa resta divisa.
Tali periodi mi ricordano “La fattoria degli animali”, dello scrittore britannico George Orwell.
In quel romanzo, alcuni animali erano ritenuti più uguali degli altri.
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Un’Unione simile è una disgrazia.
E’ necessario introdurre cambiamenti al più presto.
Occorre mettere fine a tutte le discriminazioni esistenti in Europa.
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Desidero rivolgere un’osservazione al .
Lei ha parlato della Vecchia Europa e della Nuova Europa.
Da parte sua, non è proprio corretto riferirsi all’Europa centrale e orientale come alla Nuova Europa, quando le nazioni in questione hanno una storia millenaria.
Vorrei dire al che, per essere più preciso, dovrebbe parlare della Nuova Unione, che è anche la Vecchia Europa.
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Il Presidente Prodi ha parlato di rafforzare le competenze della Commissione in ambito economico.
Sono certo che tra queste competenze non rientrerà l’aumento delle tasse negli Stati membri, soprattutto nei nuovi Stati membri.
Posso garantirvi che i cittadini non tollererebbero una simile Unione.
<P>
Infine, vorrei ringraziare il per un motivo.
Per tutti i sei mesi in cui il suo paese ha ricoperto la Presidenza dell’Unione europea, il Primo Ministro irlandese non ha mai dimenticato che l’Unione è soprattutto un’Europa delle nazioni e deve rimanere tale.
<SPEAKER ID="15" LANGUAGE="EN" NAME="Doyle (PPE-DE )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, a nome dei colleghi della delegazione irlandese del gruppo PPE-DE, le auguro ogni successo nel suo mandato presidenziale.
Vorrei rendere merito al magnifico lavoro svolto dal nostro ex Presidente Pat Cox quando rivestiva il suo incarico, dicendo che sarà difficile riuscire a fare meglio di lui.
Benvenuto!
<P>
Vorrei porgere personalmente il benvenuto al , al Ministro Roche, all’ambasciatrice Anderson e a tutti i membri della rappresentanza permanente irlandese che sono qui presenti questa mattina.
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A nome dei colleghi del gruppo PPE-DE, vorrei aggiungere alcune parole al riepilogo della sesta Presidenza irlandese dell’Unione europea, avvenuta in quello che è stato davvero un momento storico.
Usiamo la parola “storico” con disinvoltura, ma si è trattato di un’epoca in cui i nostri colleghi dell’Europa centrale e orientale, unitamente a Cipro e a Malta, si sono ricongiunti alla famiglia europea.
Desidero in particolar modo elogiare la rappresentanza permanente irlandese per l’attenta programmazione e preparazione delle solide fondamenta amministrative, diplomatiche e politiche che sono state alla base del grande successo della nostra Presidenza.
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Quando lo scorso dicembre, a seguito del fallimento della CIG, l’Irlanda si è inaspettatamente assunta la responsabilità di fungere da mediatrice per raggiungere un accordo sulla nuova Costituzione per l’Europa, sembrava un’impresa sconfortante. , il suo successo in quest’ambito è stata la sua e la nostra maggiore conquista.
La scelta di un nuovo Presidente della Commissione è stata inoltre una dimostrazione delle sue valide abilità negoziali e di quelle del suo gruppo.
Sia nel rispondere ai tragici attentati terroristici perpetrati a Madrid a marzo che nel ricucire le relazioni transatlantiche o nel celebrare lo storico allargamento dell’Unione europea accogliendo i nostri nuovi colleghi nella Comunità a maggio, le azioni adottate dalla nostra Presidenza sono state ponderate e appropriate.
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E’ stato fatto talmente tanto in questi settori che forse non c’è da meravigliarsi che ora il compito di occuparsi degli obiettivi centrali della strategia di Lisbona, la promozione della competitività economica e la crescita sostenibile, venga lasciato alla Presidenza olandese – in una specie di “scaricabarile”, in questo caso, se così posso dire.
In questo rientra l’importante direttiva sui servizi, la promessa iniziativa di promuovere una migliore regolamentazione e l’attuazione di partenariati di riforma nazionale nella fase precedente alla revisione intermedia dell’agenda di Lisbona.
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Il 14 gennaio 2004, nel porgerle il benvenuto all’inizio della sua Presidenza, , l’avevo avvertita che la maggior parte delle imprese, soprattutto le PMI europee, pensa che per Lisbona il tempo stia per scadere, sempre che non sia già scaduto.
Avevo detto che sono necessarie azioni concrete e non semplici ripetizioni di aspirazioni velleitarie e di parole.
All’epoca, avevo chiesto a lei e alla sua Presidenza fatti ed elementi concreti che avrebbero trasformato i vostri piani in realtà.
Era l’ottava volta – e oggi è la nona – che i miei colleghi e io sentiamo ripetere, con cadenza biennale, il dell’adesione formale a Lisbona.
Cos’è stato fatto esattamente per tradurre l’agenda di Lisbona in realtà sotto il vostro mandato – a parte stabilire un programma che dovranno portare avanti gli olandesi?
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Spero per il governo irlandese che la maggiore capacità organizzativa e di gestione dei progetti di cui ha dato prova quest’anno, , venga riportata in Irlanda e applicata sulla scena nazionale.
Non sto parlando di trasporre le direttive europee negli statuti nazionali, ma di una corretta consultazione delle parti interessate, di una corretta attività legislativa che tenga conto delle esigenze nazionali, di una corretta attuazione della legislazione e di un corretto controllo sulla sua applicazione.
I nostri risultati sono stati estremamente negativi in ogni anello della nostra catena nazionale: solo la settimana scorsa sono state avviate altre nove procedure d’infrazione nei confronti dell’Irlanda nel settore ambientale.
La direttiva sui nitrati ne è un classico esempio: attesa da anni, messa insieme all’ultimo momento, con una consultazione minima, una programmazione addirittura inferiore e una confusione totale.
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Lei, , dovrà assolvere ai suoi impegni in patria.
Sono lieta di riconoscere il grande successo della sua Presidenza del Consiglio europeo, che però ha avuto come contropartita una certa negligenza sul fronte irlandese.
In realtà, la nomina di ieri del Ministro McCreevy come Commissario per l’Irlanda fa emergere un sorriso sardonico sul mio viso.
Gli auguro buona fortuna e mi rallegro per la sua nomina, ma alla mia mente si affaccia l’espressione “contestatore che è diventato parte del sistema” in fatto di questioni europee.
<P>
L’esortazione che le rivolgo, , è quella di fare uso in patria delle abilità e delle capacità che ha sviluppato come Presidente del Consiglio europeo.
Renda la sua Presidenza irlandese un modello da seguire per il lavoro che dovrà continuare a svolgere il governo del suo paese.
<P>
Ringrazio in particolare i colleghi McCartin, Banotti e Cushnahan, che si sono ritirati al termine dello scorso mandato parlamentare.
Desidero soprattutto citare il nome dell’onorevole McCartin e il riconoscimento che l’onorevole Poettering, presidente del gruppo PPE-DE, gli ha reso quando ha vinto la Medaglia Schuman per i 25 anni di servizio resi al Parlamento: una magnifica attestazione del suo contributo in quest’Aula.
Tutti insieme, questi tre colleghi hanno prestato 60 anni di servizio al Parlamento europeo.
Chi li sostituirà dovrà darsi molto da fare per essere alla loro altezza.
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Vi ringrazio, e Ministro Roche.
Ringrazio anche l’ambasciatrice Anderson per l’ottimo lavoro che lei e la rappresentanza permanente hanno svolto.
Siamo stati orgogliosi della vostra Presidenza irlandese.
<SPEAKER ID="16" LANGUAGE="EN" NAME="De Rossa (PSE )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, desidero congratularmi con lei per il nuovo incarico al quale è stato eletto e augurarle buona fortuna.
Mi associo a coloro che oggi hanno elogiato il e il suo gruppo per il felice esito dei negoziati costituzionali, in particolare per il mantenimento del quadro generale, dei valori, degli obiettivi e dei diritti dei cittadini che erano stati negoziati dalla Convenzione europea.
In questo modo è stata accresciuta la legittimità del progetto d’integrazione europea ed è stato anche realizzato il potenziale per la creazione di un’Europa più democratica e inclusiva.
<P>
Va detto, però, che la Presidenza irlandese ha presieduto anche una serie alquanto deplorevole di insuccessi.
Non ha saputo tutelare i lavoratori temporanei, non ha saputo insistere sulla cancellazione del debito dei paesi più poveri al mondo, non ha saputo tenere testa a George W. Bush e al suo fanatismo e non ha saputo fare avanzare l’agenda di Lisbona in una maniera socialmente inclusiva.
Consiglio e Commissione si sono inoltre coalizzati nel terribile tentativo di portare avanti la legislazione sulla fornitura di dati personali dei passeggeri del trasporto aereo agli Stati Uniti, nonostante l’opposizione del Parlamento europeo.
<P>
, lei non è qui per rispondere delle sue politiche nazionali.
Tuttavia, sono inorridito dalla sua decisione di nominare Charlie McCreevy come Commissario per l’Irlanda.
E’ uno dei ministri delle Finanze più estremisti dell’ala destra europea.
E’ uno dei ministri delle Finanze che hanno cercato di negare al Parlamento il suo diritto democratico a controllare il bilancio dell’Unione europea.
E’ un sostenitore degli incentivi a favore dei ricchi, ossia a concedere loro maggiore benessere, maggiori profitti e più incentivi fiscali – e a concedere incentivi ai poveri dando loro un calcio nel sedere.
Se crediamo in un’Europa del mercato sociale anziché in un’Europa supermercato, non dovremmo permettere all’onorevole McCreevy di avvicinarsi alle leve economiche dell’Unione.
<SPEAKER ID="17" LANGUAGE="EN" NAME="Harkin (ALDE )." AFFILIATION="A Uachtaráin, is a cairde, gabhaim buichos libh as an deis seo cupla focal a rá ar an uachtaranacht Eireannach agus sula dtéim nios fuide, ba mhaith liom a rá seo, go n-eirigh go geall léis an iarratais an Gaeilge a aithint mar theanga oifigúil san Aontas Eorpach.">
<P>
(Signor Presidente, la ringrazio per averci offerto l’occasione di spendere alcune parole sulla Presidenza irlandese.
Prima di esprimere le mie osservazioni, vorrei augurare buona fortuna al governo dell’Irlanda per il riconoscimento dell’irlandese come lingua di lavoro ufficiale nell’Unione europea.
Per tutte le nazioni, ma forse soprattutto per quelle più piccole, l’identità culturale è molto importante.
Possiamo essere tutti veri europei e al contempo riconoscere che in questo la nostra lingua e la nostra identità culturale svolgono un ruolo fondamentale.)
<P>
Pertanto, passando dalla lingua a quella che ritengo sia stata una strepitosa Presidenza irlandese, desidero congratularmi con il , i suoi ministri, e in particolare con il Ministro Cowen e il Ministro Roche, che oggi è qui presente con il Primo Ministro.
Mi congratulo anche con l’ambasciatrice Anderson e con il personale civile irlandese.
<P>
La maggiore conquista della Presidenza irlandese è stata garantire un accordo su un Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, ma, unitamente a ciò, una priorità chiave è stata comunicare meglio il concetto di Europa ai suoi cittadini.
Quest’iniziativa ha costituito sia un’occasione che un rischio: l’occasione di coinvolgere i cittadini di tutti i 25 paesi nel progetto europeo, ma anche il rischio di mancare tale obiettivo.
Se, da un lato, i politici hanno il compito di comandare, dall’altro, tale ruolo deve andare di pari passo con il coinvolgimento dei cittadini e con la promozione della società civile.
Altrimenti, come scrisse una volta un famoso poeta nato nella mia stessa città, Sligo, ovvero W. B. Yeats: “Il centro non può reggere”.
Per noi e per l’Europa il centro deve reggere, perché il futuro stesso dell’Unione europea dipende dagli sforzi che compiamo per coinvolgere i nostri cittadini e comunicare la nostra visione positiva per l’Europa.
<SPEAKER ID="18" LANGUAGE="DE" NAME="Voggenhuber (Verts/ALE )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, anch’io vi do il benvenuto in quest’Aula e vi ringrazio.
Sono nato a Salisburgo, città sorta su rovine romane nel X secolo grazie ai monaci irlandesi, che bonificarono le paludi, gettarono le fondamenta della città e agirono da intermediari nelle dispute tra i capi delle comunità locali.
Comprenderete bene, quindi, che non ci sorprende affatto che i missionari irlandesi portino la civiltà in Europa e svolgano i compiti fondamentali di bonificare le paludi – comprese le paludi dell’egoismo nazionale – e di gettare le fondamenta – tra cui quelle della democrazia europea.
<P>
A proposito di mediazione nelle dispute tra i capi delle comunità locali, signor Presidente in carica del Consiglio, le sono grato per essere riuscito a civilizzare l’Europa.
Lei ha mantenuto la struttura della Costituzione, e questo è senza dubbio il suo più grande risultato.
Di certo i governi ci hanno impartito una lezione su chi detiene veramente il potere.
Basandosi sul diritto formale di decisione finale, sono stati tanto arroganti da modificare ulteriormente il progetto della Convenzione secondo il proprio gusto e da fare la propria scelta in merito a svariati punti.
Questo è molto triste.
Ciò che rende la lezione di potere ancor più amara è che il Parlamento, ora che affrontiamo la questione della nomina a Presidente della Commissione, potrebbe rispondere in modo adeguato, perché, dal punto di vista formale, esso ha il diritto di decisione finale e potrebbe dimostrare la propria volontà di prendere una decisione non solo formale, ma anche di sostanza, e di incutere rispetto per l’Istituzione che incarna.

<P>
La scelta del luogo per la firma della Costituzione è stata a lungo il pomo della discordia con la Presidenza italiana, che, riuscendo a produrre un progetto, ha fatto sì che a Roma vi fosse qualcosa da firmare.
Questo è un risultato completamente diverso, di cui siamo grati.
<P>
Non è esatto affermare che il progetto di Costituzione ne è uscito indenne.
Eliminando il Consiglio legislativo dal progetto della Convenzione, è stata soppressa una delle idee più luminose della Convenzione, che avrebbe rappresentato un enorme passo avanti democratico per la divisione dei poteri, passo che non abbiamo compiuto.
Abbiamo ottenuto che il Consiglio legiferi di più, con tutta la dubbia legittimità di un governo che fa le leggi.
Dalla doppia maggioranza, un principio decisionale che tutti i cittadini potevano comprendere e accettare, abbiamo creato un altro ammasso di oscure formule matematiche.
Laddove la Convenzione prevedeva decisioni a maggioranza qualificata, sono state introdotte decisioni all’unanimità, compromettendo la capacità di agire dell’Unione europea.
Anche sul piano sociale – ambito in cui nemmeno la Convenzione ha dato risultati soddisfacenti – sono state apportate ulteriori restrizioni, fissando un mero livello di occupazione elevato invece della piena occupazione.
<P>
Credo che il Parlamento non abbia svolto un ruolo importante nell’ultima fase di questo processo.
Ora, però, i governi avranno bisogno di noi se vogliono che i cittadini accettino la Costituzione e che i loro parlamenti la ratifichino.
<P>
Vorrei esprimerle in modo particolare la mia gratitudine, signor Presidente in carica del Consiglio, per essersi attenuto all’idea originale della Costituzione e del progetto della Convenzione.
<SPEAKER ID="19" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Vicepresidente">
<SPEAKER ID="20" LANGUAGE="EN" NAME="McDonald (GUE/NGL )." AFFILIATION="A Uachtaráin, a Uachtaráin in oifig, a Thaoisigh, tá mé mórálach as a bheith anseo inniu mar chuid de chéad-fhoireann Shinn Féin i bParlaimint na hEorpa.">
<P>
(Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, , sono orgogliosa di essere qui oggi come membro della prima delegazione del al Parlamento europeo).
<P>
Come repubblicani irlandesi, proseguendo la tradizione del parlamentare britannico Bobby Sands, siamo dediti alla politica dell’uguaglianza, della giustizia e della libertà.
Portiamo in questo l’agenda del per il cambiamento, l’unità e l’indipendenza dell’Irlanda.
<P>
Desidero rendere omaggio al lavoro svolto dalla Presidenza irlandese negli ultimi sei mesi e augurare buona fortuna alla nuova Presidenza olandese.
<P>
Il ritiene che l’Unione europea allargata debba adottare un nuovo insieme di priorità.
Ci opponiamo ai tentativi volti a trasformare l’UE in un super Stato o in una superpotenza economica e militare.
Appoggiamo la riforma dell’Unione, che restituisce il potere ai cittadini, l’eliminazione della povertà, il sostegno ai servizi pubblici, le economie rurali rivitalizzate e la riforma e il rafforzamento delle Nazioni Unite.
<P>
Questa, a nostro parere, è la nuova direzione che deve seguire l’Europa.
E’ alla realizzazione di questa Unione europea che lavoreremo.
<SPEAKER ID="21" LANGUAGE="EN" NAME="Sinnott (IND/DEM )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, posso dire senza esitazioni che in Irlanda siamo stati fieri della nostra Presidenza irlandese e del ruolo svolto dal in veste di Presidente.
Questa Presidenza è stata caratterizzata da entusiasmo e diplomazia.
<P>
Nonostante i soli sei mesi a disposizione per lavorare, l’Irlanda ha promosso iniziative positive come “Comunicare l’Europa”.
Tuttavia, sono allarmata dalla fretta perversa con cui si porta avanti un’iniziativa tanto vasta, antidemocratica e volta a un trasferimento di poteri come la proposta di Costituzione europea.
<P>
Abbiamo avuto la Presidenza irlandese.
Abbiamo avuto il privilegio di ospitare la cerimonia di benvenuto dei dieci nuovi paesi lo scorso maggio a Dublino.
Abbiamo condiviso con il mondo il nostro .
Il motto di Bertie Ahern in patria è: “c’è ancora da fare”.
Vorremmo dire al Primo Ministro Balkenende e alla nuova Presidenza che c’è ancora da fare per garantire maggiore protezione alle persone vulnerabili, per creare uguaglianza e rispetto tra gli Stati, per portare aiuto a paesi che soffrono come il Sudan e dotare di democrazia e trasparenza il progetto stesso dell’Unione europea.
<P>
Al Primo Ministro Ahern dico: ora è arrivato il momento di tornare a casa.
C’è ancora da fare.
Ha un progetto di legge sulla disabilità da presentare, un sistema sanitario e dell’istruzione da risistemare, pescatori, donne, agricoltori e molte piccole imprese in grandi difficoltà, nonché diverse crisi ambientali da affrontare.
Lei ha dimostrato il potenziale che può avere al mondo una nazione piccola, vivace e – ve lo ricordo – ancora neutrale.
Ora porti in patria la sua energia.
<P>
Complimenti a lei, , e al suo gruppo.
Avete ancora da fare. , che significa “grazie”.
Rivolgo i miei saluti anche a Pat Cox e dico anche a lui.
<SPEAKER ID="22" LANGUAGE="LV" NAME="Krasts (UEN )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Grazie, signor Presidente.
Desidero ringraziare il e il suo gruppo per le conquiste raggiunte.
L’esito finale permette di confutare pienamente le opinioni che erano state espresse prima dell’avvio della Presidenza irlandese, secondo cui tale Presidenza si sarebbe rivelata tempo sprecato per l’Unione europea su questioni di importanza fondamentale.
In realtà, la Presidenza irlandese si è dimostrata talmente vincente che viene da interrogarsi sull’inefficacia attribuita alla rotazione della Presidenza dell’Unione europea.
Regnava un pessimismo generalizzato sulle possibilità che il progetto di Costituzione europea venisse accettato durante la Presidenza irlandese.
Come membro della Convenzione europea, ora posso affermare senza esitazioni che la versione approvata durante la Presidenza irlandese è più attuabile di quella su cui eravamo riusciti a raggiungere un accordo in seno alla Convenzione.
A questo proposito, non dobbiamo ovviamente dimenticarci dei risultati ottenuti dalla Presidenza italiana.
A mio parere, il candidato proposto per la Presidenza della Commissione europea, che è stato scelto al termine della Presidenza tra vari sostenitori di un’economia di mercato, si può considerare vincente.
Mi auguro che il candidato proposto riceva anche il sostegno del Parlamento.
Come rappresentante di un paese situato sulla frontiera orientale dell’Unione europea, vorrei dire che la realistica posizione della Presidenza sullo sviluppo delle relazioni tra l’Unione europea e la Russia si è guadagnata il mio rispetto.
Essa contrasta positivamente con le opinioni che spesso, purtroppo, si ascoltano in merito alle relazioni tra Unione europea e Russia.
Spero che la qualità della Presidenza irlandese funga da esempio e susciti un favorevole spirito di competitività in coloro che lavorano per il bene dell’Unione europea.
Grazie.
<SPEAKER ID="23" LANGUAGE="EN" NAME="Allister (NI )." AFFILIATION="Sinn Féin">
<P>
   – Signor Presidente, nel mio primo intervento in seno a questa Assemblea vorrei dichiarare che mi sento molto onorato, non tanto di far parte di questa Istituzione, quanto per la fiducia manifestatami dal popolo dell’Irlanda del Nord scegliendomi come suo primo rappresentante in seno al Parlamento.
<P>
E’ nei confronti dei cittadini, non delle Istituzioni europee, che ho un obbligo di lealtà.
Lo scopo della mia presenza in questa sede è quello di difendere e promuovere gli interessi e il buon nome dell’Irlanda del Nord, nonché di assicurare alla sua gente un’equa ripartizione dei fondi europei.
<P>
Passando alla Presidenza irlandese, sono certo che il Presidente Ahern ricorderà ciò che gli aveva detto, con la vena umoristica che gli è propria, il mio illustre predecessore sei mesi fa in seno a quest’Assemblea, ossia che, probabilmente, il maggior beneficio derivante dalla Presidenza irlandese sarebbe stato il fatto che il signor Ahern avrebbe avuto meno tempo a disposizione per interferire nelle questioni dell’Irlanda del Nord britannica.
E così è stato, perché il tempo per le intromissioni, per fortuna, si è rivelato davvero scarso.
A parte questo aspetto, l’eredità che riceviamo da questa Presidenza sul fronte costituzionale, a mio parere, è poco gradita e infelice.
La nuova Costituzione non è qualcosa di cui possa andar fiero chi creda nel controllo democratico e nel suo tradizionale complemento, la sovranità nazionale.
La Costituzione è un insulto e una minaccia per entrambi.
<P>
Mi appello all’onestà nel presentare la Costituzione, chiedo di riconoscere che è un atto istitutivo designato ad agevolare la realizzazione di un super Stato europeo con una costante riduzione dei poteri nazionali e un continuo rafforzamento dei poteri centralizzati e di tutto l’apparato statale.
L’essenza dello Stato risiede proprio nelle nazioni, che dovrebbero rimanerne depositarie.
<P>
Per concludere, mi congratulo con il Presidente Ahern per la sua crescente padronanza della lingua inglese e vorrei incoraggiarlo ad abbandonare fiducioso l’assurda idea di sprecare milioni di euro dei contribuenti per fare dell’irlandese una lingua ufficiale di queste Istituzioni.
Gli suggerisco di lasciare tali sciocchezze di stampo arcaico al partito , da cui non ci si può aspettare nulla di meglio.
<SPEAKER ID="24" LANGUAGE="DE" NAME="Brok (PPE-DE )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, credo che l’onorevole Allister abbia introdotto un elemento alquanto sorprendente nella discussione, affermando “Sono contrario alle Istituzioni europee, ma vedo con favore che l’Europa dia molti soldi all’Irlanda del Nord”.
Ritengo che questo non sia un modo di pensare consono in quest’Assemblea.
<P>
Come l’onorevole Voggenhuber, provengo da una regione convertita al cristianesimo da un irlandese, San Bonifacio, noto ai tedeschi come “l’Apostolo”.
Mi auguro che lei non farà la fine di Bonifacio, ucciso dai frisoni, molto dei quali ora sono olandesi.
Ovviamente è un puro caso che ora vi sia una Presidenza del Consiglio olandese.
<P>
Vorrei ringraziarla dal profondo del cuore, , insieme al suo ministro degli Esteri, Dick Roche, e alla sua squadra, ma anche ad alcune persone che siedono nella seconda, terza e quarta fila del suo , la cui straordinaria dedizione ed esperienza ci ha permesso di arrivare a una Costituzione europea.
In questo modo l’Irlanda ha scritto un pezzo di storia.
Questa Costituzione non genera un superstato, ma crea un equilibrio distribuendo le competenze, ruolo che i parlamenti nazionali tendono a evitare.
La Costituzione mira a creare un giusto equilibrio tra i vari livelli.
Ai cittadini spetta un ruolo in virtù dei diritti assegnati loro dalla Carta. In futuro, quindi, non vi sarà più tutto il tira e molla per la Presidenza della Commissione che abbiamo avuto quest’anno, perché saranno i cittadini a decidere chi dovrà essere il Presidente della Commissione.
Otterremo miglioramenti decisivi.
Vi sarà un sistema di valori; è davvero un miracolo che 25 Stati possano essere d’accordo in merito a un tale sistema, che è vincolante e che, a mio avviso, poggia sulla concezione cristiana dell’essere umano.
Tale sistema di valori ci permetterà di essere uniti nel fare politica, invece di affidarci al processo meccanicistico previsto dai vecchi Trattati, e conferirà capacità di agire all’Unione europea.
<P>
E’ fondamentale che torniamo nei nostri paesi per assicurare che il processo di ratifica sia portato a compimento.
Non dobbiamo metterci a discutere – come accade in alcuni nostri Stati, tra cui anche il mio – di ciò che è più conveniente per la politica interna o di partito, o di come possiamo approfittare dell’occasione per farci un nome.
Mi auguro che i governi, come pure le opposizioni, di tutti i nostri Stati abbiano la forza di affrontare questo processo di ratifica con senso di responsabilità verso tutti noi, e non con il fine di dare il maggior risalto possibile al proprio partito nei giochi di politica interna.
Ora è questo il nostro compito.
<SPEAKER ID="25" LANGUAGE="FR" NAME="Goebbels (PSE )." AFFILIATION="premier">
<P>
   – Signor Presidente, l’onorevole Hänsch ci ha appena detto quanto i socialisti tengano in alta considerazione ciò che ha fatto la Presidenza irlandese in seno alla Conferenza intergovernativa.
Se confrontassimo le azioni del Primo Ministro Ahern con quelle del Berlusconi, verrebbe giustamente da chiedersi perché la futura Convenzione non contenga una disposizione che preveda la rotazione della Presidenza dell’Unione tra gli Stati più piccoli, visto che, a quanto sembra, le Presidenze di tali Stati si sono rivelate più produttive di quanto lo siano stati certi capi di Stato e di governo, la cui unica grandezza era quella delle dimensioni dei rispettivi paesi.
<P>
Tuttavia, ogni Presidenza non fa altro che presiedere: non decide alcunché.
La grandezza di una Presidenza sta nella sua capacità di proporre e nel suo senso del compromesso.
Il progetto di Costituzione è tutt’altro che perfetto, ma, se esiste, lo si deve all’Irlanda.
Detto questo, vorrei precisare che, sebbene nel complesso la Presidenza irlandese possa essere considerata positiva, restano comunque notevoli zone d’ombra.
Il collega De Rossa ha appena espresso il rammarico dei socialisti per la condotta della Presidenza irlandese sulle questioni sociali.
La Confederazione europea dei sindacati ha elaborato un “ sociale” per le azioni della Presidenza irlandese.
Dei dieci punti esaminati, sei sono stati considerati piuttosto negativi, tra cui soprattutto la mancanza di azioni volte a realizzare gli obiettivi dell’agenda di Lisbona, la mancanza d’interesse per la protezione dei servizi pubblici e talune direttive di carattere sociale.
L’onorevole Savary si soffermerà su altre lacune della Presidenza irlandese, in particolare sulla scandalosa decisione del Consiglio di fornire dati personali dei passeggeri dei trasporti transatlantici all’amministrazione Bush.
<P>
Infine, signor Presidente, vorrei concludere citando un fatto che non è direttamente collegato al bilancio della Presidenza irlandese, ma che avrà conseguenze notevoli.
Desidero parlare della sentenza della Corte di giustizia sul Patto di stabilità e di crescita.
Sono stato tra quelli che hanno criticato la Commissione per avere adito la Corte di giustizia a tale riguardo, perché il Patto di stabilità è una questione politica e non è di competenza dei tribunali.
In proposito, però, devo ammettere che i giudici della Corte di Lussemburgo sono riusciti a resistere alla tentazione di immischiarsi nella politica economica dell’Unione europea.
Con una sentenza salomonica, la Corte ha ricordato alla Commissione che il Consiglio ECOFIN dispone effettivamente di potere discrezionale, ma che non è necessariamente costretto a seguire le raccomandazioni della Commissione.
<P>
Al tempo stesso, però, i ministri sono stati richiamati all’ordine per il mancato rispetto delle norme che essi stessi avevano stabilito.
Tuttavia, per quanto riguarda il Patto di stabilità, il punto più importante della sentenza della Corte resta la conferma dell’esclusivo diritto d’iniziativa della Commissione.
Il Consiglio, pertanto, non può modificare le regole “senza un nuovo impulso da parte della Commissione”.
Il diritto d’iniziativa della Commissione viene così mantenuto, ma tutti i diritti, Presidente Prodi, comprendono anche degli obblighi.
La Commissione ora ha il dovere di presentare proposte per trasformare uno “stupido” Patto di stabilità in un patto davvero intelligente.
<SPEAKER ID="26" LANGUAGE="" NAME="Sbarbati (ALDE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la Presidenza irlandese per la diplomazia, il metodo e la correttezza con cui ha affrontato il suo difficile lavoro, raggiungendo l’obiettivo della Costituzione.
Mi rammarico solo del fatto che non ci sia riuscita la Presidenza italiana.
<P>
Ringrazio altresì il Presidente Pat Cox e il Presidente della Commissione Romano Prodi, che con la loro azione costante e fortemente convinta hanno portato a termine la legislatura, realizzando assieme due grandi obiettivi: l’allargamento e la Costituzione.
Sono stati ispirati da una visione altra dell’Europa, che oggi ci regala una grande Europa, rafforzata nella democrazia dalla base giuridica rappresentata dalla Carta dei diritti e dalla Costituzione assieme: l’Europa come potenza civile.
<P>
L’eccezionale mediazione della Presidenza irlandese, anche se non ci ha dato l’ottimo, ci consente oggi l’indispensabile per camminare uniti e avere nel mondo un ruolo politico e di pace.
Ora il Parlamento si impegni in una grande campagna a favore della Costituzione per un esito positivo del processo di ratifica.
Per questo motivo, signor Presidente, mi permetto di suggerire l’inserimento di una specifica voce nel bilancio che finanzi opportunamente e doverosamente l’iniziativa, al fine di rendere più consapevoli i cittadini europei e di avvicinarli effettivamente alle nostre istituzioni.
<SPEAKER ID="27" LANGUAGE="EN" NAME="de Brún (GUE/NGL )." AFFILIATION="A Uachtaráin, a Thaoisigh, Seasann Sinn Féin ar son an athraithe in Éirinn agus ar fud an Aontais Eorpaigh. Táimid ag dúil le bheith ag obair leo siúd ar mhaith leo Eoraip chothrom a fheiceáil, Eoraip dhomhanda fhreagrach.">
<P>
( è fautore di cambiamenti in Irlanda e in seno all’Unione, ed impaziente di lavorare assieme ad altri che auspicano un’Europa di pari, responsabile a livello globale.)
<P>
Il mio intento è contribuire a creare consenso per il processo di pace per l’unità e indipendenza irlandesi.
E’ significativo per l’Irlanda essere presa in considerazione come entità unica sia nel campo dell’occupazione, dell’agricoltura o dei diritti umani.
<P>
In Irlanda abbiamo intrapreso un processo di pace cui hanno contribuito in misura notevole l’Unione europea, gli Stati Uniti e altri paesi.
Accolgo con favore la richiesta del Consiglio affinché la Commissione esamini la possibilità di prorogare i finanziamenti per il programma PEACE II e il Fondo internazionale per l’Irlanda.
<P>
Malgrado i grandi progressi compiuti, il processo di pace in Irlanda si trova di fronte a grosse difficoltà, dovute alla sospensione delle istituzioni democratiche da parte del governo britannico.
Appena la scorsa settimana, ai cittadini di Belfast, mia città d’origine, veniva impedito di circolare, mentre un fazioso corteo unionista veniva fatto passare a forza.
<P>
...
Vorrei chiedere alla Presidenza olandese di concentrare la sua attenzione anche sul processo di pace in Irlanda.
<SPEAKER ID="28" LANGUAGE="EN" NAME="Evans, Jonathan (PPE-DE )." AFFILIATION="referendum">
<P>
   – Signor Presidente, l’accordo raggiunto al Consiglio europeo di giugno sulla Costituzione è stato dannoso per l’Europa.
La mia posizione sulla Costituzione – così come quella dei miei colleghi Democratici europei – è chiara e ben nota.
Siamo dell’idea che la Costituzione sia un errore e che l’Europa non abbia bisogno di una Costituzione: i paesi sono dotati di Costituzioni, e l’Unione non è – né dovrebbe cercare di diventarlo – un paese o uno Stato.
<P>
Il Vertice di Laeken, svoltosi nel 2001, ha rivolto un appello alla Convenzione europea e alla CIG, affinché il loro lavoro avesse come risultato l’avvicinamento delle Istituzioni europee alla gente.
Non credo che tale obiettivo sia stato raggiunto.
La Costituzione non fa nulla per coinvolgere più da vicino gli Stati e le persone nei processi decisionali dell’Unione.
Di fatto, estendendo ulteriormente il voto a maggioranza, i poteri centrali stanno aumentando notevolmente.
Questo punto di vista forse si riflette nelle considerazioni fatte recentemente dal ministro degli Esteri olandese, che ha sostenuto la necessità di avviare un processo di riflessione interna volto a decidere se alcuni settori politici non debbano essere riportati dal livello europeo a quello nazionale.
Si tratta di osservazioni interessanti del governo che al momento detiene la Presidenza dell’Unione per i prossimi sei mesi.
Sono la prova che non sono l’unico a proporre idee del genere.
<P>
L’Europa avrebbe potuto scegliere una strada migliore.
Avrebbe potuto decidere di riunire i trattati in un documento semplificativo; avrebbe potuto dare ai parlamenti nazionali la reale possibilità di esprimere un parere in merito alla legislazione dell’UE; avrebbe potuto esaminare più attentamente l’operato dei governi nazionali; avrebbe anche potuto dichiarare un chiaro impegno dell’Unione nel contrastare la frode e la cattiva amministrazione.
Ho l’impressione che abbiamo perso un’opportunità.
<P>
Accolgo con favore il fatto che in Francia si debba votare sulla Costituzione.
Sono favorevole al dibattito avviato da Stoiber riguardo all’eventualità di un in Germania.
E’ giusto che la gente abbia l’ultima parola sulle decisioni che riguardano il suo futuro.
Il del mio partito crede in un’Europa “vivi e lascia vivere”, dove, in altre parole, coloro che auspicano una maggiore integrazione dovrebbero essere messi in condizioni di raggiungere tale obiettivo, a patto di non imporlo a chi di noi non è favorevole.
Quando ci saranno i , spero e credo che molte persone coglieranno l’occasione per votare a favore di un’Europa delle diversità e non delle uniformità, e che rispetti i diritti delle singole nazioni.
<SPEAKER ID="29" LANGUAGE="PL" NAME="Grabowska, (PSE )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente della Commissione, , onorevoli colleghi, il 4 maggio scorso, nell’ambito del processo di consultazione, il Parlamento europeo ha espresso un parere critico sul progetto di accordo tra gli Stati Uniti e l’Unione europea.
L’accordo prevede che i vettori aerei europei rendano noti alcuni dati dei passeggeri diretti negli Stati Uniti, come i numeri dei conti correnti bancari, ad esempio.
Questi dati devono essere trasferiti all’ufficio doganale e di protezione dei confini del dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti.
Il Parlamento ha stabilito che tale accordo viola la legislazione dell’Unione europea e che, a suo parere, va a intaccare il livello di protezione dei dati personali garantito della direttiva n.
46 del 1995. Di conseguenza, il Parlamento si è rivolto alla Corte di giustizia europea e ha chiesto il suo parere sulla questione.
Tuttavia, il Consiglio ha concluso l’accordo, senza curarsi delle preoccupazioni espresse e approfittando della pausa dei lavori dell’Assemblea, dovuta alle elezioni del nuovo Parlamento.
<P>
Tale stato di cose m’induce a formulare la seguente domanda.
La Presidenza irlandese ritiene che il livello di protezione dei dati personali avrebbe dovuto essere ridotto come previsto da questo accordo, nonostante le gravi preoccupazioni espresse dal Parlamento?
Questa scelta non equivale a una limitazione delle libertà personali?
Vorrei sapere se la Presidenza ha preso atto del problema e se si è impegnata a prendere posizione su una questione tanto importante.
<P>
In conclusione, a proposito di una questione del tutto diversa, desidero porgere le più vive congratulazioni alla Presidenza irlandese per avere portato a termine i negoziati sul Trattato costituzionale.
Il compromesso raggiunto rappresenta un successo per la Presidenza e un successo personale per lei, .
In realtà è un successo per tutti noi, perché l’Europa e noi tutti abbiamo bisogno di una Costituzione.
La Presidenza irlandese è riuscita a convincere i governi dei venticinque Stati membri a sostenere la Costituzione.
Ora è necessario convincere i 450 milioni di cittadini dell’Unione europea a sostenerla a loro volta.
Dobbiamo lavorare tutti insieme affinché lo facciano.
La nuova Costituzione potrà così entrare in vigore il 1° novembre 2009.
<SPEAKER ID="30" LANGUAGE="" NAME="Tajani (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, non possiamo non tracciare un bilancio positivo della Presidenza irlandese, che ha operato efficacemente e ha portato due grandi risultati politici per tutta l’Unione europea: l’accordo sulla prima Costituzione e la scelta del nuovo Presidente della Commissione, che dovrà essere votato dal Parlamento domani.
<P>
Il lavoro sulla Costituzione è stato assolutamente positivo.
Abbiamo soltanto un grande rammarico: nel preambolo non è stato inserito un esplicito riferimento alle radici cristiane dell’Unione europea, che rappresentano il vero ponte tra l’Europa dell’ovest e l’Europa dell’est.
Ce ne rammarichiamo e il Partito popolare europeo continuerà a battersi perché l’Europa non dimentichi mai le proprie origini.
<P>
Tuttavia, il lavoro della Presidenza irlandese è stato positivo e ha portato a conclusione l’attività svolta in maniera egregia dalla Presidenza italiana che aveva trovato un accordo sul 95 per cento del lavoro della Convenzione.
Non è un caso che questo risultato sia stato riconosciuto da tutti i paesi dell’Unione europea che hanno deciso di far firmare il Trattato nella capitale d’Italia – la città di Roma – che rappresenta non soltanto un punto di riferimento per la storia italiana, ma anche un punto di riferimento importante per la storia dell’Europa e per la storia dell’Unione europea.
<P>
Il secondo risultato importante e positivo è stata la scelta del nuovo candidato alla Presidenza della Commissione europea.
Si tratta di un risultato che rispetta il voto del 13 giugno e, al tempo stesso, è un riconoscimento all’equilibrio del Premier portoghese, un Presidente di Commissione che rappresenta il rinnovamento e un nuovo modo di interpretare la guida dell’Esecutivo, sempre più sganciata dalle piccole vicende dei singoli paesi e sempre più protesa a far nascere un’Europa alleata degli Stati Uniti, ma anche politicamente forte e protagonista sul palcoscenico internazionale.
<SPEAKER ID="31" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Presidente">
<SPEAKER ID="32" LANGUAGE="FR" NAME="Savary (PSE )." AFFILIATION="savoir-faire">
<P>
   – Signor Presidente, desidero unirmi al coro di elogi che sono stati rivolti alla Presidenza irlandese, la quale ha dimostrato che, quando vi è una grande ispirazione europea, non vi sono paesi piccoli.
<P>
Riguardo a una questione più specifica, e in qualità di membro della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, vorrei congratularmi con la Presidenza irlandese anche per tre delle sue importanti conquiste.
La prima di queste è l’adozione del secondo pacchetto ferroviario, la seconda è l’adozione di un ambiziosissimo programma sulle reti di trasporto transeuropee e la terza è la costellazione di satelliti di navigazione che compongono GALILEO, il sistema di posizionamento globale europeo.
Vorrei cogliere l’occasione per congratularmi con tutti i negoziatori irlandesi, che hanno dato prova di grande e di grandissima abilità.
<P>
Quando si esercita una responsabilità, però, non mancano mai gli insuccessi e le zone d’ombra.
Vorrei citarne due e associarmi a tutto ciò che è stato detto in quest’Aula a proposito dell’accordo raggiunto con gli Stati Uniti sulla sicurezza aerea transatlantica.
Questo accordo non rispetta la volontà del Parlamento.
E’ una negazione della democrazia e non possiamo accettarlo.
Questo accordo rappresenta un rischio per i diritti umani ed è una dimostrazione del servilismo dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti in un momento in cui gli USA non dimostrano grande apertura riguardo ai diritti umani e alla protezione dei cittadini.
Per certi versi tale accordo contrasta con i principi elementari e gli ideali del progetto europeo.
Tuttavia, sono lieto che sia stato un irlandese, Pat Cox, a cercare di lavare l’affronto fatto al Parlamento presentando ricorso dinanzi alla Corte di giustizia europea.
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La seconda grande delusione è la decisione del consiglio “Competitività” di tornare sul voto in prima lettura del Parlamento europeo in materia di brevettabilità dei .
E’ deplorevole che abbiate scelto di tornare su un testo che rende merito al Parlamento europeo poiché, in un certo senso, esso aveva raggiunto un miracoloso equilibrio tra la protezione dell’industria e la garanzia dell’universalità e della libertà d’accesso al linguaggio del .
<P>
Penso che questo sia un vero peccato.
E’ vero che la palla è nelle mani del Parlamento, ma la scelta effettuata è il frutto di una concezione estremamente ristretta della proprietà e del peso delle dell’industria.
Nel complesso, la vostra Presidenza verrà ricordata come una grande Presidenza tecnica, ma molto meno vincente in fatto di questioni sociali, e questo è deplorevole.
<SPEAKER ID="33" LANGUAGE="ES" NAME="Méndez de Vigo (PPE-DE )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, devo innanzi tutto contraddire l’oratore che mi ha preceduto.
Quella irlandese è stata una grande Presidenza politica, non tecnica; e lo è stata in condizioni difficili, perché nel suo semestre si è verificato il massacro dell’11 marzo a Madrid.
<P>
Le prime misure che avete adottato, come la nomina del Coordinatore antiterrorismo, vanno nella direzione giusta in termini di lotta contro la piaga del terrorismo, che mette a repentaglio le nostre libertà pubbliche.
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Signor Presidente in carica del Consiglio, siete riusciti a raggiungere un accordo sulla Costituzione europea.
Il Parlamento si pronuncerà nelle prossime settimane su questo testo e, pertanto – tutti conoscono la mia posizione sull’argomento –, non voglio anticipare nulla al riguardo, ma mi congratulo con lei perché non era facile giungere a un accordo e, alla fine, l’accordo e la Costituzione di cui l’Europa ha bisogno in questo momento ci sono.
Vorrei inoltre congratularmi con lei, signor Presidente, per la proposta di nominare José Manuel Durão Barroso come candidato alla Presidenza della Commissione, poiché anche in questo caso non era facile arrivare a un accordo.
Disponiamo di un ottimo candidato, ma soprattutto credo che dobbiamo compiere uno sforzo politico per situare la Commissione laddove dovrebbe stare: al centro del metodo comunitario e della vita dell’Unione europea.
Spero che questa importante votazione a favore del candidato propostoci dal Consiglio europeo vada a sua volta nella direzione di ricomporre le relazioni tra la Commissione e il Parlamento europeo, che sono tanto importanti.
<P>
Tuttavia, signor , credo che l’aspetto più importante della sua Presidenza sia stato l’allargamento.
Quando – qualche settimana fa – abbiamo celebrato l’anniversario di Monnet e Spinelli, il mio gruppo aveva avuto l’onore di rappresentarla in questo dibattito.
Ho pensato che, se Monnet e Spinelli fossero stati qui, seduti in questi seggi, sarebbero stati del parere che l’allargamento realizzato sotto la Presidenza irlandese, “questo ricucire le due Europe”, secondo un’espressione di Geremek, è stato il risultato più importante che abbiamo raggiunto negli ultimi anni, e di questo dovremo renderle sempre merito.
<P>
In questa sede si è parlato molto di paesi grandi e paesi piccoli; credo che si tratti di una distinzione perniciosa, che non è mai esistita nella storia europea.
In base a che cosa un paese è grande o piccolo?
In base alla sua popolazione, al suo territorio, al suo PIL?
No, un paese è grande o piccolo quando i suoi governanti, la sua popolazione e i suoi cittadini sono dotati di ambizione e visione.
<P>
Lei, signor , e l’Irlanda, siete stati grandi in Europa durante questa Presidenza.
<SPEAKER ID="34" LANGUAGE="PL" NAME="Protasiewicz (PPE-DE )." AFFILIATION="Taoiseach">
<P>
   – Signor Presidente del Parlamento, signor Presidente della Commissione, signor , signor Ministro, onorevoli colleghi, oggi stiamo facendo il punto sul semestre di Presidenza irlandese.
Si è sicuramente trattato di un periodo molto proficuo per l’Unione europea.
In particolare, in questo periodo si è assistito al più grande allargamento della storia dell’Unione, come hanno affermato prima diversi oratori.
L’allargamento si è finalmente realizzato il 1° maggio a Dublino, in un clima di gioia e di festeggiamenti.
A giugno l’Europa allargata ha dimostrato di essere effettivamente in grado di funzionare quando 25 europei hanno approvato la scelta del candidato alla Presidenza della Commissione europea.
Si è trattato di un risultato altrettanto degno di essere festeggiato e mi congratulo vivamente con la Presidenza irlandese per questo ennesimo successo.
<P>
Vorrei inoltre esprimere il mio apprezzamento per la risposta della Presidenza ai tragici attentati dell’11 marzo a Madrid.
Sono certo che entrambe le risorse destinate alla prevenzione di ulteriori attentati terroristici nel nostro continente e quelle che sono già state dispiegate produrranno l’esito sperato.
Questo rappresenterà un significativo e peculiare contributo dell’Irlanda alla creazione di un’Europa più sicura.
<P>
In contrasto con gli indiscussi successi della Presidenza irlandese precedentemente elencati, sono state espresse preoccupazioni sul compromesso relativo al progetto di Trattato costituzionale.
Ovviamente, non si sarebbe mai giunti a un compromesso senza la determinazione e lo slancio dimostrati dai irlandesi in occasione del Vertice di Bruxelles.
Ciononostante, ci si chiede se il compromesso di giugno e lo slancio dimostrato all’epoca non si riveleranno controproducenti in futuro, quando il progetto di Costituzione per l’Europa dovrà essere ratificato, soprattutto tramite .
<P>
I miei timori derivano dalle impressioni raccolte nel corso di diverse riunioni tenutesi in occasione della recente campagna per l’elezione del Parlamento europeo.
Per molti europei, la mancanza di riferimenti alle tradizioni giudaicocristiane nel preambolo della Costituzione rappresenterà un enorme ostacolo quando si tratterà di votare per la ratifica.
Molti europei non sono contrari a un’Europa unita, né a un’ulteriore integrazione con l’Unione europea.
Tuttavia, essi ritengono che questo ambizioso progetto si baserà su fondamenta instabili se, nella creazione dell’Europa di oggi e del futuro, si ometterà l’ovvio e fondamentale riferimento all’importanza della tradizione giudaicocristiana.
<SPEAKER ID="35" LANGUAGE="EN" NAME="Ahern, Bertie," AFFILIATION="Consiglio">
<P>
   . – Signor Presidente, sarò breve, ma desidero ringraziare i deputati per le costruttive e positive osservazioni espresse.
Vi sono stati alcuni commenti sulle lacune della nostra Presidenza e li considererò secondo lo spirito con cui sono stati formulati.
Vorrei ringraziare gli onorevoli Poettering, Hänsch, Duff e molti altri che hanno accolto con favore l’accordo sulla Costituzione europea.
<P>
L’accordo sulla Costituzione è stato storico: non sarebbe stato possibile raggiungerlo se tutti i partecipanti non avessero lavorato insieme per realizzarlo.
L’importante è che l’Unione abbia dimostrato che è possibile trovare soluzioni vantaggiose per tutti, se si lavora per giungere a un compromesso, come molti hanno affermato.
E’ impossibile fare valere le singole volontà delle persone.
Tramite il compromesso, questo sistema unico può dare adito a esiti positivi che giovano a tutti.
<P>
Tutti voi che siete appena stati impegnati nelle campagne elettorali e avete ottenuto il privilegio di fare parte di questo Parlamento sapete quanto l’Unione sia importante per la prosperità e il benessere degli europei.
Al tempo stesso voi, più degli altri, sapete quanto sia difficile fare udire l’agenda dell’Unione europea al di sopra del clamore di quelle che alcune persone, erroneamente, spesso considerano questioni di fondo più incalzanti.
Dico “erroneamente” perché l’Unione europea è sinonimo di una visione e di un’ampia serie di questioni pratiche di grande importanza.
Molti deputati, di paesi diversi e con prospettive diverse, hanno citato tali questioni oggi.
<P>
Dobbiamo spiegare alla gente cos’è la Costituzione.
Sarà importante istituire uno spazio per il dibattito informato sia in paesi che indiranno un sia in quelli che non lo faranno.
Il periodo compreso tra oggi e l’entrata in vigore del Trattato ci offrirà l’occasione di descrivere e spiegare ciò che l’Unione fa e non fa.
Possiamo esprimere i valori e gli obiettivi che stanno alla base dell’Unione.
<P>
Non dobbiamo sottovalutare il nostro compito, ma non dobbiamo nemmeno sottovalutare il testo della stessa Costituzione europea.
Un articolo che afferma che i valori dell’Unione sono il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti dell’uomo può essere facilmente compreso da tutti i nostri cittadini e dobbiamo farlo accettare loro sulla base di tali valori.
Quando la Costituzione dichiara che l’obiettivo dell’Unione è promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi cittadini, anche tale affermazione avrà risonanza per tutti.
Al contempo, però, emergeranno vere e proprie preoccupazioni e diversi pareri contrastanti.
Dovremo dare ascolto a tali preoccupazioni e affrontare le questioni in maniera ponderata e ragionevole.
Un timore infondato è pur sempre un timore e, come mi sono reso conto negli ultimi sei mesi, tutti i timori devono essere affrontati.
<P>
Chi di noi sostiene l’Unione europea e la Costituzione, che ne racchiude i valori, deve continuare a essere un suo strenuo difensore.
Al tempo stesso, è importante che chi è favorevole e chi è contrario alla nuova Costituzione europea affronti il dibattito con moderazione, ragionevolezza e accuratezza.
<P>
Vorrei solo soffermarmi su alcune delle questioni sollevate dall’onorevole Poettering che, analogamente ad alcuni altri deputati, ha citato la questione del Cristianesimo.
Il preambolo della Costituzione riconosce l’eredità religiosa dell’Europa.
Avremmo preferito se esso avesse contenuto un esplicito riferimento alla sue radici cristiane, ma non era semplice raggiungere un accordo su un’adeguata formulazione.
Tuttavia, un nuovo importante articolo riconosce lo speciale contributo delle Chiese e, per la prima volta, permette di intavolare con loro un dibattito costante e aperto.
Questa novità è stata accolta con grande favore dalla Chiesa e dalle organizzazioni religiose.
Pertanto, sebbene il preambolo non contenga alcun riferimento esplicito – cosa che io avrei personalmente gradito – è stato importante includere questo nuovo articolo.
<P>
Diversi deputati hanno parlato della procedura di nomina, questione che, come so, sta molto a cuore all’onorevole Frassoni.
Quando si è riunita la Convenzione, il governo irlandese ha presentato una proposta rivoluzionaria per la nomina dei futuri Presidenti della Commissione.
La nostra idea era quella di coinvolgere il Parlamento europeo e i parlamenti di tutti gli Stati membri nella procedura di elezione del nuovo Presidente della Commissione.
Vorrei chiedere ai nuovi deputati al Parlamento di esaminare la nostra proposta.
Non abbiamo ricevuto alcun sostegno quando la difendevamo, quindi odio sentire le critiche di coloro che all’epoca non ci avevano appoggiati, ma questa è la politica!
I deputati dovrebbero tenere in considerazione la proposta per la prossima volta: potrebbe essere complicato, ma è una buona idea.
<P>
In seno alla Convenzione è stato svolto un lavoro notevole sulla dimensione sociale europea.
L’onorevole Katiforis ha guidato il gruppo di lavoro sull’Europa sociale.
Si tratta di un ambito che sta molto a cuore a me personalmente e alla Presidenza irlandese perché diamo molta importanza alla solidarietà sociale, che è la caratteristica precipua del progetto europeo in Irlanda.
Siamo un paese che coinvolge pienamente i datori di lavoro e i sindacati – un “pilastro volontario” – in tutte le decisioni legislative.
Lo facciamo da 17 anni.
Sono costretto a ricordarlo alla cara collega e amica Avril Doyle che non se ne è evidentemente resa conto in questi 17 anni.
Diamo importanza al concetto, e il Presidente Prodi ha proprio ragione: abbiamo adottato un aspetto positivo e progressista del Trattato costituzionale.
Questa è la Costituzione del popolo europeo.
Dobbiamo ricordare questo fatto ai nostri cittadini.
Condivido il parere dell’onorevole Doyle sulle piccole imprese: dobbiamo continuare a cercare di farlo per le piccole imprese.
<P>
L’onorevole Czarnecki ha parlato della questione della libera circolazione.
Fin dal primo giorno l’Irlanda ha aperto le proprie porte a ogni parte d’Europa, senza fare alcuna distinzione tra i cittadini dei vecchi e dei nuovi Stati membri.
Siamo fieri di esserci comportati in questo modo.
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L’onorevole Goebbels e molti altri deputati hanno sottolineato l’importanza dell’agenda di Lisbona e si sono rammaricati del fatto che, perlopiù, tali obiettivi non siano stati raggiunti.
Sono il primo ad ammettere che l’agenda di Lisbona è in fase di attuazione.
Dobbiamo intensificare gli sforzi e rispettare gli impegni assunti se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati per il 2010.
E’ per questo che abbiamo istituito un processo tanto esaustivo nella revisione intermedia.
Abbiamo esposto ciò che vorremmo fare in futuro, ma abbiamo anche detto ciò che abbiamo fatto.
<P>
Quanto agli impegni effettivamente assolti negli ultimi sei mesi, e anche per fornire un esempio concreto di ciò che mi era stato chiesto di fare, basterebbe semplicemente esaminare i contenuti esposti nel capitolo di una relazione da noi elaborata sulla collaborazione per la crescita e l’occupazione.
Mi è stato chiesto di esaminare il settore dei servizi finanziari, al quale è stato impresso un considerevole slancio sotto la guida del Ministro McCreevy.
Ottenendo un accordo sugli strumenti dei servizi finanziari, sulle direttive per il mercato e la direttiva sulla trasparenza, il Ministro McCreevy e il suo gruppo – con l’ottima collaborazione del Parlamento – hanno portato a termine questo piano d’azione sui servizi.
Questo è un settore cruciale per la futura crescita dell’economia europea e lo posso citare come un esempio pratico di ciò che è stato fatto riguardo all’agenda di Lisbona.
In realtà, nominando il Ministro McCreevy come Commissario, ho evidenziato l’importanza che attribuisco all’agenda di Lisbona.
Sono certo che in futuro la sua esperienza si rivelerà utile a tale proposito, poiché l’agenda di Lisbona mira essenzialmente a creare crescita e occupazione per l’Europa, e il Ministro sa come realizzare questi due obiettivi.
Vi invito a esaminare i risultati ottenuti dall’Irlanda su tali questioni, che sono notevoli.
<P>
L’onorevole De Rossa ha ragione ad affermare che dovremmo discutere in patria dei problemi di carattere nazionale, e sarò molto lieto di parlarne con lui in qualsiasi momento.
Il nostro ministro delle Finanze ha liberato i lavoratori irlandesi dai rigidi tassi fiscali imposti quando era al potere il governo di cui faceva parte l’onorevole De Rossa.
Trovo sempre interessante sentire parlare un socialista di una “persona di destra”: le definizioni sono sempre interessanti.
L’onorevole De Rossa sostiene di essere di sinistra e socialista e ha dato meno di due euro agli anziani.
Il Ministro McCreevy è di destra e dà agli anziani dieci euro l’anno.
Ricavatene voi stessi le definizioni: sono molto interessanti.
Sono in politica solo da 27 anni: dovrò rimanerci ancora a lungo prima di riuscire a capire le definizioni di destra e sinistra, che ritengo alquanto insensate in ogni caso.
<P>
E’ un vero onore essere qui a riferire al Parlamento.
Penso che il 2004 sarà considerato un anno estremamente significativo per l’Unione europea.
Ci siamo allargati a 25 Stati membri.
Abbiamo approvato una Costituzione.
Abbiamo rinnovato il nostro impegno a raggiungere gli obiettivi dell’agenda di Lisbona.
Abbiamo rafforzato le relazioni con i nostri mondiali.
Se il lavoro della Presidenza irlandese è finito, ovviamente il lavoro dell’Unione continua.
Auguro successo al Primo Ministro Balkenende e alla Presidenza olandese.
Auguro ogni successo anche al Presidente Prodi per il resto del suo mandato e spero lo stesso valga – con il sostegno dell’Assemblea – anche per José Manuel Durão Barroso in futuro.
Rivolgo i miei auguri anche a lei, signor Presidente.
In questa prima giornata di lavoro, rivolgo a tutti i presenti un augurio di felicità e successo per il lavoro politico che dovrà essere svolto in seno al Parlamento europeo.
<SPEAKER ID="36" LANGUAGE="" NAME="Prodi, Romano," AFFILIATION="Presidente della Commissione">
<P>
   . – Signor Presidente, il Ahern ha già risposto a tutte le domande.
Io dovrò intervenire fra pochi minuti per commentare l’inizio della Presidenza olandese, per cui mi limito davvero ai ringraziamenti al Primo Ministro irlandese e a tutti i membri del Parlamento.
<P>
Voglio solo riprendere una riflessione, un suggerimento fatto dall’onorevole Goebbels, che ci ha invitato a prendere in esame il Patto di stabilità e le sue riforme.
Posso dire che, incoraggiata dalla sentenza, la Commissione ha già cominciato a lavorare e che il 3 settembre porteremo i frutti della nostra riflessione, in modo che si possa cominciare un forte dibattito sulla questione.
Per il resto è stato un dibattito molto unitario, con poche voci contrarie alla Costituzione, e il senso di un’Europa che diventa una potenza civile, come ha detto l’onorevole Sbarbati, è condiviso e diffuso in questo Parlamento.
<P>
Vi ringrazio dell’attenzione.
Infine, debbo solo dire all’onorevole Poettering che può essere vero che stare al centro della fotografia è importante, ma che può essere altrettanto vero che stare uno da un lato e uno dall’altro, abbracciando gli Stati dell’Unione, può avere un significato politico ancora più forte.
<SPEAKER ID="37" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(La seduta è interrotta per qualche minuto)">
<P>
   – La discussione congiunta è chiusa.
<SPEAKER ID="38" LANGUAGE="EN" NAME="Hudghton (Verts/ALE )" AFFILIATION="per iscritto">
<P>
   . – Come membro del partito scozzese per l’indipendenza (SNP), mi congratulo con il governo irlandese per il modo esemplare con cui ha ricoperto il suo mandato semestrale alla Presidenza.
<P>
L’Irlanda, uno Stato membro più piccolo della Scozia, ha rappresentato uno stimolo per chi tra di noi aspira a vedere la Scozia riassumere tutti i poteri che di norma appartengono a una nazione indipendente, come quello di parlare per conto proprio in seno alla Comunità internazionale, e quello di cooperare con i nostri vicini sulla base di rapporti che soddisfino le priorità della Scozia, non quelle di Londra.
<P>
L’Irlanda, con una fiorente crescita economica, continua a dimostrare come si può trarre il massimo profitto dall’appartenenza all’Unione; la Scozia, al contrario, resta indietro in termini di opportunità occupazionali e soffre inoltre di un calo demografico.
<P>
Attendo con ansia il giorno in cui ministri scozzesi prenderanno posto accanto a quelli irlandesi in seno al Consiglio dei ministri, come colleghi con le stesse prerogative e con tutti i diritti di negoziare e di votare, mettendo al primo posto gli interessi della Scozia e non facendo solo da portaborse, come avviene al momento, per i loro capi di .
<SPEAKER ID="39" LANGUAGE="EL" NAME="Pafilis (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto">
<P>
   . – Le decisioni, le valutazioni e le conclusioni del Vertice UE del 17 e 18 giugno vanno contro gli interessi dei lavoratori delle nazioni d’Europa che, votando o astenendosi dal voto nelle elezioni europee del 13 giugno, hanno espresso la loro condanna dell’Unione europea e della sua politica.
<P>
La Costituzione europea approvata dal Vertice ingloba i precedenti Trattati che tutelano la libertà delle grandi imprese e il capovolgimento delle conquiste e dei diritti dei lavoratori e del popolo.
E’ la suprema protezione istituzionale della dittatura dei monopoli europei.
<P>
E’ stata adottata la dottrina militare statunitense della “guerra preventiva” contro uno o più paesi col pretesto di combattere il terrorismo, rovesciando così i principi di base del diritto internazionale enunciati nella Carta delle Nazioni Unite.
L’Unione europea, che lavora con la NATO e la sostiene, sta subendo un processo di militarizzazione.
<P>
Sono state adottate decisioni su una maggiore cooperazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti al fine di intervenire e sopraffare le nazioni, su un’ignobile collaborazione con il governo di occupazione in Iraq, su una missione dell’esercito europeo in Bosnia-Herzegovina, il cui ambito d’azione dovrà essere esteso fino all’Armenia, all’Azerbaigian e alla Georgia, e sull’applicazione del piano USA/NATO per il Medio Oriente.
<P>
Sono state promosse nuove misure per sopprimere i diritti e le libertà del popolo cercando di colpire le lotte dei lavoratori e del movimento di base e imponendo il terrorismo alla popolazione.
<P>
I lavoratori e i popoli d’Europa devono rafforzare la resistenza, l’insubordinazione e la disobbedienza in seno all’Unione europea nel tentativo di bloccare la Costituzione e provocare il crollo dell’Unione europea.
<SPEAKER ID="40" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Presidente">
<SPEAKER ID="41" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Approvazione da parte del Consiglio delle posizioni definite dal Parlamento in prima lettura (articolo 66 del Regolamento) – Trasmissione dei testi di accordo da parte del Consiglio – Composizione dei gruppi politici – Ordine dei lavori:"/>
<SPEAKER ID="42" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – L’ordine del giorno reca la dichiarazione del Consiglio sul Programma di attività della Presidenza olandese.
<SPEAKER ID="43" LANGUAGE="NL" NAME="Balkenende," AFFILIATION="partner">
<SPEAKER ID="44" LANGUAGE="" NAME="Prodi, Romano," AFFILIATION="Presidente della Commissione">
<P>
   . – Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli parlamentari, questo inizio della Presidenza olandese è il momento opportuno per riflettere sulle realizzazioni di questi anni e, soprattutto, sugli impegni che ci attendono nel prossimo futuro.
<P>
Più tardi questa Assemblea ascolterà il Presidente designato della prossima Commissione, José Manuel Durão Barroso, e insieme vogliamo augurare al nuovo Presidente ogni successo.
In questa nuova fase sarà certamente fondamentale assicurare una piena e stretta collaborazione fra le tre Istituzioni nel rispetto delle prerogative di ciascuna.
La cooperazione tra le tre Istituzioni è infatti un problema di primaria importanza, soprattutto nel momento in cui si costruiscono le nuove Istituzioni.
In questi cinque anni abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto tante cose e lasciamo una struttura istituzionale completamente rinnovata.
E’ stato per me un grande privilegio guidare questo Collegio e le personalità che lo compongono formano una squadra di valore straordinario, di cui tutti i cittadini europei possono andar fieri.
<P>
La più grande realizzazione di questi cinque anni è stato il definitivo abbattimento del muro che ha diviso il continente per mezzo secolo.
Il 1° maggio è stato compiuto un vero e proprio capolavoro politico e mai come in questo momento l’Unione ha potuto esprimere la forza del suo modello e dei valori su cui si fonda: la pace, la libertà e la solidarietà.
Sono convinto che, grazie all’allargamento, sono migliorate le condizioni di sicurezza e le prospettive di crescita dell’Unione che, come ha detto il Primo Ministro Balkenende, sono i problemi che più preoccupano la Presidenza olandese.
<P>
Sull’onda di questo successo, per guardare al futuro dobbiamo completare l’unificazione dell’Europa aprendo la porta ai Balcani.
Il governo macedone ha già presentato domanda di adesione e si incammina con determinazione su questa strada.
Per la Croazia il cammino è già iniziato.
Gli altri paesi seguiranno ciascuno con il suo passo, ma la Commissione non farà mai mancare il suo sostegno a questo processo che completa veramente il quadro di riferimento europeo.
Sin dall’inizio del mio mandato ho sostenuto infatti che solo l’Unione europea può garantire stabilità e sviluppo duraturo in questa parte del nostro continente.
Solo il modello europeo può aiutare questi popoli a noi così vicini a superare le vecchie divisioni e le vecchie tragedie.
Con la nuova politica di vicinato abbiamo trovato una formula originale e realistica per proporre un nuovo modello di relazioni sempre più strette con i nostri nuovi vicini, creando un anello di paesi amici in tutta la regione dal Marocco fino alla Russia.
L’avvio della realizzazione di una nuova ampia regione politica, economica e umana era uno dei grandi obiettivi strategici di questa Commissione.
Oggi questo obiettivo è una realtà politica.
<P>
In questi cinque anni la Commissione ha promosso anche il rinnovamento economico e sociale dell’Unione e si è impegnata per assicurare la stabilità macroeconomica.
L’azione più importante è stata senza dubbio l’introduzione dell’euro.
La moneta unica ha già mantenuto la sua promessa di stabilità e in questi anni difficili per l’economia mondiale le economie stesse hanno dimostrato di saper resistere bene agli esterni.
Non c’è stata nessuna tempesta di cambi, nessuna crisi delle finanze pubbliche, nemmeno nei momenti difficili degli ultimi mesi, e l’inflazione si è mantenuta bassa.
Pensate cosa sarebbe successo se non avessimo avuto la moneta unica.
<P>
Infine, dobbiamo ricordare che nel corso del mandato di questa Commissione è nato il testo della prima Costituzione per l’Europa, della quale ho già parlato a lungo questa mattina.
<P>
Signor Presidente, onorevoli parlamentari, se l’euro, l’allargamento e la Costituzione sono le realizzazioni più visibili, non si debbono dimenticare gli altri successi di questa Commissione.
Devo ricordare, senza elencarli tutti, lo straordinario lavoro fatto sugli aiuti di Stato e nella gestione del Patto di stabilità e di crescita.
In quest’opera la Commissione ha tenuto fede al suo ruolo di guardiano dei trattati e ha assicurato l’assoluta parità di trattamento per tutte le parti interessate, paesi grandi e paesi piccoli.
Possiamo infatti discutere delle regole che ci siamo dati, possiamo vedere come modificarle, come renderle più adatte alla nuova realtà economica, ma è preciso dovere della Commissione applicare le regole esistenti in modo imparziale, perseguendo unicamente l’interesse comune.
<P>
Non posso inoltre non ricordare la continua opera di costruzione del mercato interno nella quale abbiamo spesso dovuto vincere la resistenza e la mancanza di coesione degli Stati membri.
Ma grazie a questo lavoro oggi i consumatori europei spendono meno per volare, per collegarsi ad e per eseguire pagamenti da un paese all’altro dell’Unione rispetto a cinque anni fa.
<P>
Occorre poi aggiungere che nel progetto europeo non c’è crescita autentica se essa non coinvolge tutte le regioni dell’Unione.
Grazie a questa azione, negli anni trascorsi sono state ridotte sensibilmente le differenze di reddito e le prospettive di sviluppo fra le regioni del nostro territorio.
Questo è un fatto eccezionale perché solitamente nei grandi aggregati economici se non si provvede con una politica forte, le zone più ricche diventano più ricche e le zone più povere diventano più povere.
Naturalmente anche in questa direzione occorre far di più in futuro, soprattutto per rispondere alla domanda di solidarietà che ci viene dagli Stati che sono appena entrati nell’Unione.
<P>
Peraltro, se l’euro ci assicura la stabilità finanziaria, la nostra crescita futura dipende dal rinnovamento del nostro sistema economico previsto dall’Agenda di Lisbona.
Come sapete, questo è ancora un punto dolente perché i risultati non sono pari alle aspettative, ma vi assicuro che il progetto si sarebbe del tutto arenato senza la nostra costante pressione sugli Stati membri.
Noi siamo quasi arrivati al giro di boa della strategia proiettata su tutto il decennio e molto resta ancora da fare.
Io ringrazio il Primo Ministro Balkenende perché si è impegnato su questo cammino, che è ancora quello che ha dato i risultati meno favorevoli rispetto a quanto auspicato.
La Commissione però ha costruito fondamenta solide per il successo finale dell’operazione.
<P>
Poiché l’Agenda di Lisbona si basa tanto sul rinnovamento dell’economia quanto sulla creazione di una società della conoscenza veramente competitiva, noi abbiamo aumentato in modo sostanziale, per quello che poteva stare a noi, i fondi per la ricerca, per l’istruzione e per la formazione in Europa.
Assieme ai progetti per la creazione delle reti di eccellenza, noi lasciamo alla prossima Commissione la nostra proposta di raddoppiare il bilancio comunitario per la ricerca nel periodo 2007-2013, dando così un esempio di una scelta forte a tutti i paesi membri.
<P>
Per quanto riguarda l’istruzione, uno dei giorni più belli del mandato è stato il giorno in cui il milionesimo studente universitario è andato a studiare all’estero con il programma ERASMUS.
Un milione è una cifra straordinaria e alla fine del decennio la triplicheremo.
Abbattere queste frontiere serve a creare la società della conoscenza, ma servirà anche a far crescere una generazione di veri cittadini europei poiché mobilità e cittadinanza europea sono strettamente legate ed è soprattutto puntando sui giovani e sugli studenti che noi poniamo le basi per l’Unione di domani.
Sono quindi molto lieto che la Presidenza olandese consideri mobilità e giovani come una delle priorità.
<P>
Lo stesso concetto vale anche per le frontiere esterne.
E’ fondamentale sfruttare pienamente la dimensione esterna delle politiche europee relative all’istruzione, alla formazione e ai giovani.
Per questo motivo, questa Commissione ha lanciato i programmi di cooperazione universitaria e di scambi con il Mediterraneo, con i Balcani e con l’Asia centrale.
L’ultimo nato in questa famiglia è Erasmus Mundus, un programma di importanza cruciale che porterà migliaia di studenti di tutto il mondo nelle nostre università e servirà a restituire all’Europa un ruolo di punta nella ricerca e nell’istruzione superiore.
Questo è proprio l’obiettivo che Balkenende ha illustrato prima, senza il quale l’Europa non potrà raggiungere gli obiettivi di Lisbona.
<P>
Onorevoli parlamentari, dopo aver ricordato alcune delle realizzazioni di questo mandato, guardiamo a quello che ci resta da fare fino alla fine di ottobre.
<P>
In primo luogo, continueremo a portare avanti la preparazione delle nuove Prospettive finanziarie.
Come sapete, la settimana scorsa la Commissione ha approvato un pacchetto legislativo che fa seguito al programma politico adottato nel febbraio scorso.
La strategia è semplice: prima abbiamo definito le priorità politiche per il periodo successivo al 2007 e dopo abbiamo messo sul tavolo il quadro delle risorse finanziarie minime necessarie per raggiungere questi obiettivi.
Ci siamo concentrati quindi sui contenuti e sugli obiettivi politici e non solamente sugli aspetti finanziari.
<P>
Sono soddisfatto del grande lavoro svolto perché siamo all’altezza dei nuovi compiti che il Consiglio europeo ha affidato alla Commissione.
Nel 2007 l’Unione avrà oltre 100 milioni di nuovi cittadini e nonostante questo la nostra proposta lascia invariato l’attuale tetto delle risorse proprie perché, grazie a una severa, anzi severissima, disciplina di bilancio e un’attenta programmazione noi potremo persino portare a ventisette gli Stati membri dell’Unione spendendo in media solamente l’1,14 per cento del reddito nazionale lordo.
<P>
La realtà è che l’Europa può fare veramente la differenza, ma se mancano le risorse finanziarie il valore aggiunto europeo sarà zero.
Noi abbiamo preparato le nostre proposte con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza della spesa comunitaria dimostrando, capitolo per capitolo, che un euro speso a livello europeo rende di più di un euro speso a livello nazionale.
Altrimenti, non abbiamo fatto proposte.
<P>
Le priorità dell’Unione, tante volte ribadite dal Consiglio europeo, sono competitività, cittadinanza europea e ruolo dell’Europa nel mondo.
Abbiamo preso queste decisioni molto sul serio e abbiamo il compito di trovare nel bilancio comunitario le risorse adeguate per la loro realizzazione perché sono compiti che ci sono stati affidati dal Consiglio europeo.
Tutte le Istituzioni – Commissione, Consiglio e Parlamento – hanno un dovere comune quello di tener fede agli impegni e di rispondere alle aspettative dei cittadini.
Se l’Unione europea non riesce a mantenere le promesse è destinata a perdere la fiducia dei suoi cittadini.
<P>
Dopo il 1° maggio 2004 abbiamo poi proseguito i nostri sforzi per l’unificazione dell’Europa.
Con la Bulgaria i negoziati sono tecnicamente terminati.
Per quanto riguarda la Romania, intendo fare quanto in mio potere per portare avanti i negoziati il più rapidamente possibile, rispettando così gli impegni presi che – debbo ricordare a tutti voi – prevedono la conclusione dei negoziati nel 2004, purché il paese sia pronto.
All’inizio di ottobre, la Commissione adotterà la relazione e il parere sull’avvio dei negoziati di adesione con la Turchia, che costituirà la base della decisione del Consiglio del prossimo dicembre.
<P>
Ho accettato senza esitazioni il mandato conferitomi nel dicembre 2002 dal Consiglio europeo di presentare tale relazione sul rispetto dei criteri politici di Copenaghen da parte della Turchia e di esprimere un parere al riguardo.
In questo momento è prematuro rivelarne il contenuto, ma posso dire solamente che stiamo raccogliendo analisi, fatti e testimonianze a 360 gradi.
In questo modo io vi posso assicurare che stiamo conducendo un lavoro segnato da un’esaustività e da un’oggettività assolute.
Questa totale imparzialità è un atto dovuto verso i nostri governi, verso i nostri cittadini e verso il popolo turco che aspira ad unirsi a noi e anche verso il popolo europeo.
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Onorevoli parlamentari, ho aperto questo mio intervento spiegando perché, a mio avviso, il Collegio che presiedo lascia un’eredità forte e un’Istituzione rinnovata e vigorosa.
Vi ho presentato alcune motivazioni al riguardo e ce ne sarebbero molte altre.
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La Commissione non si riduce tuttavia al solo Collegio.
Voglio cogliere questa occasione per rendere il doveroso tributo a tutte le donne e a tutti gli uomini che ogni giorno fanno vivere e fanno crescere la nostra Istituzione, sovente di fronte a incomprensioni e a mancanza di conoscenza.
A Bruxelles e nelle altre sedi della Commissione europea ho trovato livelli di eccellenza, di competenza e di dedizione che fanno invidia a molte amministrazioni nazionali.
Questo sarà uno dei ricordi più belli che mi rimarranno dalla mia esperienza alla guida della Commissione.
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Tutti noi, Commissari e funzionari, crediamo nell’Europa e crediamo che l’Unione sia la sola strada per assicurare al continente un futuro di pace, di prosperità e di autonomia nel mondo.
Questa è la nostra vera forza.
<SPEAKER ID="45" LANGUAGE="DE" NAME="Poettering (PPE-DE )." AFFILIATION="(Applausi)">
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   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, il gruppo del PPE-DE dà il suo caldo benvenuto a lei, signor Presidente, al suo ministro per gli Affari europei Nicolaï e ai suoi collaboratori.
Nei Paesi Bassi lei si è sempre impegnato per l’integrazione europea, cosa che darà un contributo prezioso al successo della sua Presidenza.
Devo inoltre riconoscere che la delegazione olandese del nostro gruppo, guidata dal neodeputato Camiel Eurlings, lavora in modo eccellente, essa creerà il sostegno che la sua Presidenza necessita, e che senz’altro avrà, dal nostro gruppo.
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Il compito più importante che dobbiamo affrontare è soprattutto una questione di psicologia politica: essa implica il completamento del processo di allargamento dell’Unione europea al suo interno, l’acquisizione di una comprensione reciproca tra i 25 Stati, tra i ministri in seno al Consiglio dei ministri e tra i cittadini, con la volontà di imparare l’uno dall’altro, di venirsi incontro.
Se avremo questo rispetto e questa attenzione l’uno nei confronti dell’altro, sono certo che otterremo grandi risultati.
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Durante la vostra Presidenza avrà luogo la firma della Costituzione europea, il cui successo è una priorità assoluta per il gruppo del PPE-DE.
Si tratta di un passo cruciale, sia che la decisione venga presa attraverso o dalle assemblee parlamentari, come le consuetudini di alcuni paesi richiedono.
Dev’essere un successo, ed è qui che voi rappresentate l’indispensabile anello della catena che lei ha menzionato.
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Lei ha parlato del mercato interno.
Non posso fare altro che sottoscrivere con convinzione le sue parole sulla necessità di completare ulteriormente il mercato interno e l’area della ricerca, cui lei ha fatto cenno e di cui ha parlato anche il Presidente della Commissione.
Dobbiamo fare in modo che i giovani scienziati restino in Europa: si devono offrire loro prospettive che ne frenino la fuga verso gli Stati Uniti o altri paesi.
Si tratta di una priorità proprio dal punto di vista del completamento del mercato interno.
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Lei ha menzionato l’allargamento.
Per quanto controversa sia per noi la questione della Turchia, è importante che vengano rispettati i criteri, che non vi sia opportunismo politico e, qualora vengano avviati negoziati, che si considerino le possibili alternative, come ad esempio un partenariato privilegiato con la Turchia.
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Per quanto riguarda le prospettive finanziarie, siamo favorevoli a istituire all’interno dell’Assemblea una commissione che esamini la questione.
Vorrei ricordarle che delle prospettive finanziarie non risponde solo il Consiglio dei ministri, ma che a noi spetta un ruolo altrettanto importante, su cui vorremmo porre l’accento.
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Ora vorrei passare a una questione che potrebbe apparire puramente formale o simbolica: quella delle foto di gruppo, di cui ho già parlato oggi alla Presidenza irlandese.
Ci opponiamo alla costante emarginazione dei Presidenti di Parlamento e Commissione.
La nostra Europa è una Comunità, perciò, in foto come queste, il posto dei Presidenti delle Istituzioni è al centro.
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Lei ha citato i valori europei.
Siamo assolutamente favorevoli al suo proposito di indire alcune conferenze sull’argomento, che contribuiranno a sostenere il nostro ottimismo nei confronti dell’Europa.
Mi auguro che tutti i europei trasmettano il suo commento su Ilma Kaulina di Riga, che crede nel futuro dell’Europa.
Sono certo che, se ciascuno fa il proprio dovere, questo continente ha un grande futuro davanti a sé.
Poiché il suo lavoro va in questa direzione, il mio gruppo le augura grande successo.
<SPEAKER ID="46" LANGUAGE="DE" NAME="Schulz (PSE )." AFFILIATION="(Applausi)">
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   – Signor Presidente, onorevoli colleghi, i suoi commenti riguardo all’economia, Presidente Balkenende, si sono concentrati sul processo di Lisbona, in merito al quale due miei colleghi, gli onorevoli van den Berg e Désir, esporranno la posizione del nostro gruppo in modo più dettagliato.
Una cosa però è molto chiara: vogliamo che il processo di Lisbona sia un processo sociale.
Il rinnovamento economico, un’Europa più efficiente – aspirazione indispensabile –, un’Europa che sia protagonista a livello mondiale non solo sul piano economico, un’Europa che vuole riuscire e riuscirà: tutto questo si può ottenere solo mantenendo la coesione sociale interna.
Se vogliamo queste cose, abbiamo bisogno di stabilità sociale.
La coesione sociale è una parte indispensabile del processo di Lisbona.
Se concentrate gli sforzi su questi temi nel corso della vostra Presidenza del Consiglio, avrete il sostegno del gruppo socialista al Parlamento europeo.
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Avrei un’altra osservazione da fare riguardo all’allargamento.
Dobbiamo comprendere che l’allargamento è dato da due fasi.
La Bulgaria e la Romania bussano alla porta dell’Unione europea e noi dobbiamo discuterne.
Sono state fatte promesse esplicite, di cui dobbiamo parlare. Se vogliamo parlare di lealtà, parliamo di lealtà nei confronti di questi due paesi, Bulgaria e Romania.
Il gruppo socialista insiste sul fatto che in proposito non deve esistere gradualità.
Anche nei rapporti con la Turchia dobbiamo essere leali.
Presidente Balkenende, so che lei conosce bene la storia della Germania moderna.
Mi si permetta di ricordare all’onorevole Poettering l’ex presidente del CSU, Franz-Josef Strauss, e il suo detto preferito, , che ha pronunciato a Vilshofen e poi a Passau.
Bisogna rispettare i patti!
Non si possono fare promesse a un paese come la Turchia per quarant’anni e, quando si arriva al dunque, dire che non ci si era capiti!
Se l’Unione europea vuole ottenere credibilità sul piano internazionale, deve mantenere le promesse.
Ciò significa che, se vengono soddisfatti i criteri, si deve dare inizio ai negoziati.
Lo ripeto, se vengono soddisfatti i criteri,
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la strada è obbligata.
E il problema non è l’, anzi.
Se riuscissimo a conciliare una società di musulmani come quella turca con una società i cui valori sono, come lei ha detto, libertà, solidarietà, fraternità, controllo civile delle forze armate, rispetto dei diritti umani, abolizione della pena di morte e libertà del sistema giudiziario; se riuscissimo a dimostrare che l’ e il sistema di valori occidentale non si escludono a vicenda, ma sono compatibili, dimostreremmo che tutti i bin Laden del mondo hanno torto.
Il tornaconto per la sicurezza che l’Europa potrebbe trarne non è cosa che possiamo mettere a rischio a cuor leggero.
Non so se la Turchia diventerà mai Stato membro dell’Unione europea, ma negargliene la possibilità sarebbe tragico.
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Presidente Balkenende, ho ascoltato con estrema attenzione quando ha detto di voler concentrare gli sforzi sulla lotta al terrorismo e su una nuova politica in materia di droga.
Ne siamo molto lieti, ma combattere il terrorismo implica anche che le Istituzioni comunitarie preposte a tale compito siano in grado di svolgere il proprio lavoro.
Per questo motivo vorrei dire a lei, nel suo ruolo di Presidente in carica del Consiglio, e non in quello di Primo Ministro olandese, giacché in quella veste nulla potrebbe fare al riguardo, che Europol, l’Istituzione competente per la lotta al terrorismo in Europa, da mesi è priva di un direttore perché due Stati membri non riescono a mettersi d’accordo.
Questo è un vero e proprio scandalo, che vorremmo vedere risolto dalla vostra Presidenza del Consiglio.
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A proposito di lotta al terrorismo, permettetemi di dire che siamo tutti pronti a unirci in una coalizione contro il terrorismo.
Ciò che non siamo disposti a fare è consentire che, come parte della strategia antiterroristica, vengano accantonati valori fondamentali in cui crediamo fermamente e che lei stesso ha citato, come la libertà, la giustizia e la lealtà nei rapporti reciproci.
Reputo inaccettabile che l’Alto rappresentante dell’Unione europea non abbia ancora avuto nulla da dire in merito a Guantánamo; è intollerabile.
Se l’Europa vuole parlare di valori con gli Stati Uniti da pari a pari, dobbiamo dire loro che questo non è ammissibile.
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Vi sono molte altre cose inaccettabili che potrei menzionare, ma se vogliamo adottare politiche sostenibili, abbiamo bisogno di Kyoto; se vogliamo rendere la pace più sicura nel mondo, ci serve una Corte penale internazionale che non preveda diritti d’immunità speciali.
Se vogliamo avere un’altra opportunità dopo il fallimento di Cancún, dobbiamo cooperare con gli Stati Uniti d’America, cosa che dobbiamo fare anche per quanto riguarda Kyoto e la Corte penale internazionale.
Forse a novembre l’elettorato americano darà un responso felice, cosa che sarebbe auspicabile.
Ma ciò che mi aspetto dal Primo Ministro di un paese che ha sempre sostenuto questi valori, Presidente Balkenende, è che nei rapporti con il suo maggiore mondiale l’Unione europea insista su di essi, e quindi anche sulla ratifica di Kyoto e sul commercio equo.
Se farà suo tutto questo, i socialdemocratici sosterranno la sua Presidenza.
<SPEAKER ID="47" LANGUAGE="EN" NAME="Watson (ALDE )." AFFILIATION="champagne">
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   – Signor Presidente, un quarto dei Paesi Bassi è sotto il livello del mare, perciò avete alle spalle una lunga tradizione di tentativi di mettervi al sicuro!
Immagino che la sua Presidenza si impegnerà nello scavare canali e contenere maree – maree come la sfida di finanziare la nuova Unione europea allargata, la sempre maggiore urgenza di ricostruire la nostra forza economica, i flussi e i riflussi dei pericoli del terrorismo internazionale.
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Dovete ereditare parte dello slancio dei vostri predecessori, senza restare prigionieri della loro ombra.
La Presidenza irlandese ha lasciato alla vostra una fondamentale eredità: la Costituzione europea.
I deputati liberali e democratici al Parlamento europeo guideranno la battaglia per la Costituzione e ci auguriamo che ogni governo europeo sia in prima linea su questo fronte.
Se non riusciremo a farla accettare, la Costituzione non sarà valsa una sola coppa di al Justus Lipsius.
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Quanto al resto del lavoro che vi siete prefissati, il tempo è poco.
Con la pausa estiva e una Commissione e un Parlamento nuovi, che cercano di prendere rapidamente confidenza con la situazione, in tre mesi e mezzo voi dovete riuscire a fare ciò che molte Presidenze si sforzano di fare in sei.
Siamo ansiosi di lavorare con l’ottimo gruppo formato dal Ministro Nicolaï e dai suoi colleghi.
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I deputati liberali e democratici al Parlamento europeo accolgono con favore l’impegno della Presidenza olandese a rinnovare l’agenda sulla riforma economica.
Conveniamo sulla necessità di puntare su una migliore attuazione, piuttosto che sull’adozione di ulteriori normative.
La base della coesione sociale in Europa è un’economia forte e dinamica.
Con un’attenta analisi delle esigenze delle economie locali e regionali, il mercato unico europeo può diventare una marea in grado di sollevare tutte le nostre imbarcazioni.
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Una parte importante di questo processo è costituita dalla credibilità dell’euro e della zona euro.
Ci siamo uniti alla vostra Presidenza nell’accogliere con favore il principio su cui si fonda la sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia delle Comunità europee la settimana scorsa, che afferma che un patto è un patto: gli Stati membri non possono e non devono violare impunemente le regole che essi stessi si sono date.
Vigileremo affinché un Patto di stabilità rivisto possa imporsi al rispetto tanto degli Stati grandi quanto degli Stati piccoli.
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Accogliamo con favore il vostro impegno a portare avanti l’agenda sulla giustizia e gli affari interni.
Siamo favorevoli ad avviare un dibattito sul modo migliore di armonizzare i nostri controlli sulla migrazione, di chiudere le porte alla migrazione illegale proteggendo al contempo coloro che fuggono giustamente dall’oppressione.
Per quanto concerne l’asilo, l’immigrazione e la cooperazione giudiziaria, sono però necessari la codecisione e il voto a maggioranza qualificata, come previsto dall’articolo 251 del Trattato.
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Il mio gruppo conviene anche che gli Stati membri debbano lavorare meglio insieme per far fronte al terrorismo, ma continuiamo a essere perplessi sull’intenzione del Consiglio di fare ampio uso dei dati biometrici.
Troppe delle nostre domande sulla fallibilità, sul rapporto costi/benefici e sulla non hanno ricevuto una risposta adeguata.
Non dovete anticipare le decisioni del Parlamento in quest’ambito.
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La vostra è anche la Presidenza che sovrintenderà alla nomina della nuova Commissione.
La settimana scorsa il mio gruppo ha chiesto al Presidente designato della Commissione di impegnarsi a lottare per un migliore equilibrio di genere nella composizione della Commissione.
In realtà, però, questo è compito suo, signor Presidente in carica del Consiglio.
I deputati liberali e democratici al Parlamento europeo vogliono una Commissione che sia composta per almeno un terzo da donne.
Vorremmo ricordarvi che, se l’equilibrio di genere in seno al Consiglio riflettesse quello dell’Europa stessa, esso sarebbe composto da 12 o 13 donne.
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E’ necessario un dibattito sulla Turchia.
Teniamo questo dibattito in maniera franca e aperta.
Quello che dobbiamo fare è ascoltare attentamente la Commissione quando a novembre formulerà la propria raccomandazione, e ci auguriamo che il Consiglio faccia altrettanto.
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Analogamente, non tutti siamo d’accordo sull’adeguato livello di finanziamento per l’Unione europea nei prossimi sette anni, ma noi condividiamo senz’altro l’impegno a garantire un buon rapporto tra costi e benefici e a concentrarci sulle priorità chiave dell’Unione.
Se la Presidenza olandese riuscirà a pubblicare le linee guida e i principi per i negoziati a dicembre, disporremo della base necessaria per un intelligente dibattito sulle future prospettive finanziarie.
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I deputati liberali e democratici condividono il vostro pragmatismo, ma ci auguriamo che sia equilibrato da altrettante ambiziose aspirazioni.
Avete il compito di decidere su questioni che definiranno il futuro della nostra Unione.
Signor Presidente in carica del Consiglio, facciamo affidamento sulla sua per mantenere a galla questa nave e per far sì che continui a emettere vapore, proprio come il “Vaporetto in partenza da Boulogne” di Manet, attualmente esposto al Museo Van Gogh di Amsterdam.
<SPEAKER ID="48" LANGUAGE="" NAME="Frassoni (Verts/ALE )." AFFILIATION="islam">
<P>
   – Signor Presidente del Consiglio, la vostra Presidenza sarà giudicata per come saprete gestire soprattutto due questioni: le prospettive finanziarie e la decisione sulla Turchia.
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Sul primo punto il gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea mantiene una grande preoccupazione, perché non si rendono concreti i valori su cui lei insiste firmando con entusiasmo la famosa “lettera dei taccagni” o attaccando la Commissione per aver osato proporre che il bilancio dell’Unione a 25 arrivasse alla fantasmagorica cifra dell’1,14 per cento del PIL europeo.
<P>
Noi siamo d’accordo sulla necessità di riaprire il dibattito sulle priorità della spesa dell’Unione europea.
Ci piacerebbe poter sostenere una vostra proposta per l’eliminazione dei sussidi all’agricoltura in esportazione o una vostra rimessa in questione di alcuni faraonici e costosi progetti di reti transeuropee.
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Non è puntando in modo indiscriminato a risparmiare che si rende il sistema economico europeo ecologicamente e socialmente sostenibile e anche competitivo.
Lei stesso sembra ammetterlo quando parla della necessità di rilanciare l’economia europea stimolando l’occupazione, l’innovazione e la ricerca.
Ha anche utilizzato la parola sostenibilità, in questi tempi di grande moda ma per molti di pochissima sostanza.
Eppure ci sarebbero molte cose da fare nei prossimi sei mesi, incoraggiando non solo i sistemi produttivi, ma anche i governi a prendere decisioni ecologicamente sostenibili.
Per esempio, si potrebbe lavorare meglio sulla realizzazione del Protocollo di Kyoto, resistere alle pressioni dell’industria chimica sulla direttiva Reach, valorizzare davvero il piano d’azione per la tecnologia ambientale, togliere sussidi al cherosene degli aerei, rimettere in questione la direttiva Bolkestein.
Signor Presidente, fra sei mesi ci rivedremo per giudicare quanto è stata sostenibile la sua Presidenza.
<P>
Infine, per quanto riguarda la Turchia, noi sosteniamo il suo approccio e siamo lieti che lei abbia affermato che l’ in sé non è un tema di dibattito per l’adesione.
Questa affermazione è per noi particolarmente significativa perché viene da un esponente democristiano.
Forse potrà dare un contributo a questa discussione anche in altri paesi.
Su questo può contare davvero sul nostro sostegno.
<SPEAKER ID="49" LANGUAGE="FR" NAME="Wurtz (GUE/NGL )." AFFILIATION="partner">
<P>
   – Signor Presidente, il Presidente in carica del Consiglio ha parlato della sensazione di sfiducia espressa dai cittadini europei in occasione delle ultime elezioni.
<P>
Signor Presidente in carica del Consiglio, sarà proprio l’orientamento che imprimerete alle vostre azioni nei prossimi sei mesi a dimostrare ai nostri concittadini quanto l’Europa avrà ascoltato il messaggio che il popolo europeo le ha mandato.
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I sociali, e soprattutto quelli che si riuniranno a ottobre al sociale europeo di Londra, presteranno sicuramente molta attenzione alle tre questioni principali che lei stesso e il Presidente Prodi avete appena menzionato e che il mio gruppo intende iscrivere subito in agenda.
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Innanzi tutto, vi è il progetto di direttiva sulla liberalizzazione dei servizi, noto come “Direttiva Bolkestein”, che lei ha descritto come un passo nella giusta direzione.
Questo testo, tuttavia, s’incentra sul principio del diritto del paese d’origine, in base al quale il diritto sociale del paese fornitore verrebbe applicato ovunque.
In questo modo si lascerebbe la porta aperta a ogni genere di abuso in materia di sociale.
Il perverso sistema delle bandiere di comodo si applicherebbe così a oltre la metà di tutte le attività economiche.
Ecco perché riteniamo che questo testo sia inaccettabile.
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Vi è poi la riforma del Patto di stabilità e di crescita.
Per quanto riguarda la riforma, non siamo ancora riusciti a liberarci della nostra ossessione di ridurre la spesa pubblica e sociale, e neppure del mito del 3 per cento.
Anzi, peggio ancora, si parla di un lato nascosto della riforma, caratterizzato da un trattamento particolarmente severo per gli Stati dotati di un sistema pensionistico di ridistribuzione, che verrebbe considerato alla stregua di un indebitamento occulto.
Dobbiamo essere consapevoli che una simile misura susciterebbe una forte disapprovazione pubblica nei paesi interessati.
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Infine, vi è la revisione della strategia di Lisbona.
Il gruppo di lavoro guidato da Wim Kok deve presentare la propria relazione a ottobre, ma state già chiedendo più flessibilità e deregolamentazione per aiutare i paesi caratterizzati da un sociale molto basso.
Vi esortiamo a sottrarvi alla tentazione di lanciarvi a capofitto nel liberalismo.
Persino la Commissione, nella relazione presentata al Consiglio europeo a marzo, ha ammesso, a modo suo, il fallimento di quella strategia, che avrebbe dovuto portare l’Unione alla piena occupazione e a un’economia di crescita dinamica entro il 2010.
Vorrei anche aggiungere che le misure estremamente restrittive da voi enunciate in materia di richiedenti asilo, migranti e rifugiati, nonché la vostra visione dei negoziati in seno all’OMC, daranno sicuramente vita a motivate discussioni.
<P>
In altre parole, signor Presidente in carica del Consiglio, stiamo a vedere cosa farà la Presidenza olandese.
Arrivederci a settembre.
<SPEAKER ID="50" LANGUAGE="NL" NAME="Blokland (IND/DEM )." AFFILIATION="referendum">
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   – Desidero porgere un caloroso benvenuto in Aula alla Presidenza del Consiglio dei Paesi Bassi, rappresentata dal nostro Primo Ministro.
Il tema di questa Presidenza è l’innovazione.
Ora abbiamo un nuovo Parlamento; presto avremo una nuova Commissione.
A tale proposito, dovremmo concentrarci sulla sfida che questo comporta, anziché sulla minaccia posta da eccessive aspirazioni.
Molte persone nuove, con la freschezza delle loro idee, portano con sé una ventata di cambiamento e questo è ciò di cui abbiamo bisogno, perché i cittadini sono ancora poco entusiasti dell’Unione europea e delle Istituzioni comunitarie, anche se sono proprio loro il punto centrale dell’intero sistema.
Da tutte le migliori intenzioni, tuttavia, è scaturita un’infinita serie di norme e non è chiaro quali di esse siano effettivamente necessarie.
Ecco perché sono lieto che la Presidenza intenda lavorare per perseguire obiettivi realistici e in sintonia con le aspettative dei cittadini europei.
In quale maniera il Presidente in carica del Consiglio pensa di raggiungere tale risultato?
La Presidenza vuole dedicarsi a un’eventuale applicazione temporanea di parti della cosiddetta Costituzione.
In questo modo, la Presidenza non anticipa il processo di ratifica, che richiede anche l’indizione di ?
Stiamo dunque prendendo ancora sul serio i nostri cittadini?
Dopo tutto, diamo per scontata la completa libertà di scegliere se votare sì o no sulla Costituzione.
Un’altra questione spinosa è la posizione della Turchia.
Si valuterà seriamente la questione dell’eventuale adempimento dei criteri di Copenaghen da parte della Turchia o succederà che, dopo 40 anni di promesse, non potremo far altro che dire di sì, quando in realtà vorremmo dire di no?
Qual è l’opinione del Presidente in carica del Consiglio sulle recenti dichiarazioni rilasciate da alcuni capi di governo, che a quanto sembra non hanno più bisogno di una simile valutazione e sanno già che sarà tutto in regola per la richiesta di adesione della Turchia?
La situazione dei diritti dell’uomo nel mondo continua a essere preoccupante.
In molte parti del mondo, l’intolleranza, la repressione e lo sfruttamento rappresentano più la regola che l’eccezione.
Ne è un’agghiacciante dimostrazione la legge religiosa adottata ieri nello Sri Lanka che di fatto vieta l’evangelizzazione sotto pena di una lunga condanna al carcere.
E’ disposto a discutere di questa grave violazione della libertà religiosa con il governo dello Sri Lanka?
<SPEAKER ID="51" LANGUAGE="LV" NAME="Zīle (UEN )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, desidero innanzi tutto ringraziare la Presidenza del Consiglio per il suo programma ben strutturato per i prossimi sei mesi.
Vorrei tuttavia formulare alcune raccomandazioni.
In primo luogo, è vero che l’allargamento a dieci nuovi Stati membri ha reso l’Unione europea più forte a livello globale di quanto non sia mai stata, in particolare per quanto riguarda la politica commerciale e il coordinamento dello sviluppo.
Ci aspettiamo quindi che quando si svolgeranno e possibilmente concluderanno i negoziati sull’adesione della Russia all’Organizzazione mondiale del commercio, la Presidenza olandese faccia sentire la propria voce affinché sia posta fine alla politica tariffaria discriminatoria sul transito di merci, in particolare per ferrovia, che tale paese continua a imporre a uno Stato membro dell’Unione europea, la Lettonia.
In secondo luogo, il desiderio della Presidenza di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico in un mercato liberalizzato è lodevole; il Consiglio intende quindi intensificare le trattative con la Russia sulla compatibilità delle condutture adibite al trasporto dell’energia elettrica e del gas naturale.
Vorrei tuttavia ricordare che la Lettonia ha esperienza in materia di cooperazione con la Russia nel campo della fornitura di energia: purtroppo la Russia non sempre opera secondo i principi di mercato.
In terzo luogo, il governo olandese menziona a ragione la sua ricca esperienza in materia di diritti umani in veste di Presidente dell’OSCE.
A vostro parere, ciò vi permetterebbe di proseguire i negoziati con la Russia e affrontare le situazioni di conflitto.
Vorremmo tuttavia informarvi che, sebbene la Lettonia abbia rispettato tutte le raccomandazioni dell’OSCE, ciò non impedisce alla Russia di continuare a esercitare pressioni sulla Lettonia e sull’Estonia per presunte questioni di diritti umani, ma con uno scopo totalmente diverso: legalizzare le conseguenze dell’occupazione.
Siate vigili nel vostro lavoro. Auguro alla Presidenza olandese il massimo successo.
<SPEAKER ID="52" LANGUAGE="NL" NAME="Claeys (NI )." AFFILIATION="referendum">
<P>
   – Signor Primo Ministro, senza dubbio la questione più spinosa che dovrete affrontare durante la vostra Presidenza sarà la domanda di adesione della Turchia.
Non solo a causa delle divisioni che sembrano esistere all’interno del suo stesso governo, ma anche perché subirete forti pressioni affinché la Turchia non sia valutata in termini di rispetto dei criteri di Copenaghen, ma solo sulla base dei progressi compiuti finora.
Poiché ha parlato di rigorosa applicazione dei criteri fissati nel 2002, posso solo augurarmi che farà seguire alle parole i fatti.
In ogni caso, è evidente che la Turchia non soddisfaceva i criteri prescritti ieri, non li soddisfa oggi e non li soddisferà a dicembre.
Poco fa ha parlato dei cittadini d’Europa e ha affermato che è di loro che si tratta.
Bene, tali cittadini dovrebbero avere la possibilità di esprimersi su una questione essenziale, fondamentale, qual è l’adesione all’Unione europea di un paese extraeuropeo.
Un paese che, fra circa 20 anni, non solo avrà la più vasta superficie all’interno dell’Unione attuale, ma anche la popolazione più numerosa.
Un paese la cui adesione imporrebbe un salasso finanziario e sociale e darebbe origine a una nuova e massiccia ondata d’immigrazione.
Siete convinti che questa prospettiva goda di sostegno democratico?
Resta anche da vedere se si possa dare credito a un Primo Ministro turco che afferma che rispetterà lo Stato laico e la democrazia, ma che, fino a pochi anni fa, faceva ancora dichiarazioni tipo: “le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette, le cupole i nostri elmi e i fedeli sono i nostri soldati”.
Dobbiamo riflettere seriamente sulla misura in cui ciò sia compatibile con i nostri valori europei.
In diversi Stati membri si svolgerà un sulla Costituzione europea.
Se vogliamo evitare che i cittadini d’Europa si allontanino ancor di più dall’Unione europea, dobbiamo collegare tale alla questione dell’adesione della Turchia.
<SPEAKER ID="53" LANGUAGE="NL" NAME="Eurlings (PPE-DE )." AFFILIATION="partner">
<P>
   – Signor Presidente, durante la Presidenza olandese, i 25 Stati membri dell’Unione sono per la prima volta responsabili collettivamente del successo di questi sei mesi di cooperazione, sei cruciali primi mesi.
In veste di Presidente in carica del Consiglio, il Primo Ministro Balkenende può e deve dare notevole slancio a settori vitali.
A tal fine, il Consiglio stesso dovrà sviluppare e applicare nuovi ed efficaci metodi di lavoro, necessari a garantire che il progresso dell’Unione a 25 non avvenga a passo di lumaca.
Nello stesso spirito, il Consiglio deve approvare il nuovo statuto del Parlamento europeo, anziché ostacolarne l’adozione.
La trasparenza democratica è ciò che i cittadini giustamente si aspettano da noi.
Vorrei sapere dal Primo Ministro Balkenende in che modo intende trasmettere i necessari segnali in termini di strategia e comunicazione.
Dalla mia esperienza in seno al parlamento nazionale, conosco la sua capacità di condurre una politica vigorosa e la perseveranza con cui la persegue, anche nel caso in cui sia impopolare o persino controversa.
Questo è il motivo per cui possiamo fare assegnamento sulla sua visione politica e sulla sua capacità di fare ciò che è necessario.
Ne ha dato ulteriore esempio nel suo discorso di ieri a Berlino, in cui ha reso un tributo al conte Klaus von Stauffenberg.
Il Presidente in carica del Consiglio ha ragione a evidenziare un vero e proprio nesso fra il coraggio civile e morale e la convinzione del conte von Stauffenberg e dei suoi sostenitori e la possibilità di riconciliazione offerta all’Europa dopo la liberazione.
Nello stesso spirito, ora dobbiamo fare ciò che è necessario dopo l’allargamento di liberazione a 25 dell’Unione.
Che cosa occorre fare?
L’Europa deve essere più visibile.
Anziché negare che la sua immagine pubblica sia quella di un complesso, è importante cambiarla in maniera concreta.
L’Europa, unita, dovrebbe avere il coraggio di affrontare le grandi questioni della nostra epoca, che riguardano direttamente ogni cittadino e vanno da una politica coerente e caritatevole in materia di asilo, che affronti immediatamente la tratta di esseri umani, a una posizione unita contro il terrorismo internazionale.
Ciò richiede un’azione concreta e lo scambio di informazioni e segnali per la sicurezza dei cittadini, e occorre adottare una linea chiara nell’affrontare i criminali e le loro reti, anche per quanto riguarda il traffico di stupefacenti, attraverso i confini nazionali.
Nel contesto della credibilità, concordo sul fatto che non si devono aggiungere nuovi criteri per paesi candidati come la Turchia.
Dobbiamo anzi tener fede a quelli già fissati nel quadro di Copenaghen e non cedere a qualsiasi pressione esercitata al riguardo.
Se noi democratici-cristiani vogliamo assicurare che la comunità di valori non sia un’ipocrita banalità, ma un elemento dell’agenda quotidiana, dobbiamo precisare le linee da seguire in politiche comuni e concrete.
Anche per quanto riguarda l’economia, il documento di Wim Kok, il nostro ex Primo Ministro, sarebbe ambiguo; dal Consiglio e dalla Commissione mi aspetto quindi l’elaborazione di chiare proposte proprie e punti d’azione essenziali per dare un forte impulso all’agenda di Lisbona.
Esistono tutti i motivi per chiedere molto a questa Presidenza in tali ambiti.
Il Primo Ministro Balkenende ha un’enorme opportunità ed è dotato di grande energia e fermezza, e da coloro cui è stato dato tanto, ci si può aspettare tanto.
Il Primo Ministro Balkenende sa che, in termini di fermezza, può contare sulla piena fiducia e sul sostegno dei parlamentari europei, me compreso.
Abbiamo piena fiducia nella sagacia, nella scrupolosità e nella fermezza del Presidente in carica del Consiglio e gli auguriamo il massimo successo.
<SPEAKER ID="54" LANGUAGE="NL" NAME="van den Berg (PSE )." AFFILIATION="dumping">
<P>
   – Signor Presidente, a nome dei socialdemocratici olandesi ed europei, rivolgo un caloroso benvenuto alla Presidenza olandese in seno al Parlamento europeo.
Il vostro ministro degli Affari europei ci ha chiesto, soprattutto, di guidare il dibattito politico.
Come socialisti europei, raccogliamo volentieri la sfida.
Lei ha parlato di modernizzazione, di concorrenza con gli Stati Uniti e l’Asia e di realizzazione degli obiettivi di Lisbona.
Noi socialisti temiamo che, con quelle parole allettanti, di fatto intenda fare qualcosa di totalmente diverso, cioè spingere l’Europa nell’angolo conservatore.
Mentre alcuni anni fa si facevano enormi sforzi per combattere la disoccupazione riducendo l’orario di lavoro e introducendo la condivisione dei posti di lavoro, ora improvvisamente si parla di prolungare l’orario di lavoro e lei accenna a periodi di ferie più brevi.
Che cosa c’è di moderno in queste idee?
Se una volta ci occupavamo di qualità dei posti di lavoro, di protezione sul luogo di lavoro, di prevenzione delle malattie e degli infortuni sul lavoro tramite un regolamento a livello europeo, ora lei parla di deregolamentazione.
Insieme a questo, sono spariti anche gli obiettivi di una maggiore partecipazione dei lavoratori e di una riduzione dell’assenteismo dovuto a malattia?
Una volta parlavamo di accrescere la flessibilità nel mercato del lavoro con una maggiore protezione giuridica; ora lei parla di deregolamentare tale protezione.
Sembra quindi che il vostro obiettivo di abolire gli oneri amministrativi sia piuttosto un pretesto per abolire alcune conquiste sociali e amministrative.
Al tempo stesso, non affrontate le norme europee in materia di gare d’appalto, che soffocano le piccole e medie imprese.
Se una volta parlavamo di investire il 3 per cento del PIL per Stato membro nella ricerca e nell’istruzione, settori in cui, incidentalmente, i Paesi Bassi finora sono stati in grave ritardo, ora invece parlate solo del Patto di stabilità, di economizzare e di rispettare rigorosamente il limite massimo del 3 per cento per il disavanzo, senza rendere disponibili risorse e margini per garantire il rispetto altrettanto rigoroso del 3 per cento per gli investimenti nella ricerca e nell’istruzione.
Questa è una questione che vorrei fosse stata impugnata dinanzi alla Corte di giustizia.
In tutta onestà, la relazione Kok su “lavoro, lavoro, lavoro” la prenderebbe molto sul serio.
Se nel 2000 parlavamo di servizi pubblici di alta qualità non solo per quanto riguarda le infrastrutture, ora parlate di liberalizzare e privatizzare il settore dei servizi, che comprende l’energia elettrica, l’assistenza sanitaria e i trasporti pubblici.
Siete effettivamente disposti a bloccare le proposte disastrose del Commissario Bolkestein intese a liberalizzare i servizi?
Dopo tutto, permetterebbero ai polacchi di offrire i loro servizi nei Paesi Bassi a prezzi polacchi, senza essere soggetti ai prezzi correnti nel nostro paese e ciò porterebbe di fatto al sociale.
I socialdemocratici hanno l’impressione che l’agenda di Lisbona sia usata a vostro vantaggio per adottare un programma economico rigido e conservatore, dietro la maschera dalla modernizzazione.
A nostro parere, andate contro il progresso e rifiutate di creare posti di lavoro che richiedono cervelli e di impegnarvi a favore della qualità, della ricerca, dell’istruzione e di servizi pubblici di alta qualità.
Temiamo che, di conseguenza, la disoccupazione in Europa aumenterà, che i membri più deboli della società pagheranno il prezzo delle misure di riduzione dei costi e che voi, con il vostro candidato José Manuel Durão Barroso, non stiate affrontando le questioni come dovreste per vincere la battaglia contro l’Asia e gli Stati Uniti.
Vi sfidiamo al dibattito.
Anche se rivolgiamo un caloroso benvenuto a lei e alla sua Presidenza, stiamo ancora facendo grandi sforzi per accettare le sue scelte politiche e attendiamo con impazienza il dibattito durante la sua Presidenza.
<SPEAKER ID="55" LANGUAGE="NL" NAME="Maaten (ALDE )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente in carica del Consiglio, in una precedente esperienza politica, ero membro del consiglio di Amstelveen, una cittadina dei Paesi Bassi di medie dimensioni.
Un collega membro del consiglio, ora noto in Europa e a tutti voi, una volta ci divertì illustrandoci quello che considerava il paradosso della mediocre banda musicale.
Per farla breve, il direttore di quella mediocre banda musicale aveva un duplice compito: doveva fare in modo che i musicisti cominciassero e finissero contemporaneamente.
Ciò che accadeva nel mezzo era irrilevante.
Signor Presidente, è impossibile non scorgere un’analogia con il Consiglio dei ministri.
Il programma della Presidenza olandese è buono, e lo dico sinceramente.
Inoltre, sono lietissimo che, dopo la sua retorica piuttosto abile durante la campagna elettorale, l’onorevole van den Berg abbia semplicemente proseguito il cammino socialista vecchio stile.
<P>
Ritengo che il vostro programma sia realistico.
Al contrario di altre presidenze, voi non sottovalutate il vostro compito, ma avete di fronte una sfida diversa.
Le elezioni europee hanno dimostrato che gli elettori non sono solo indifferenti, come lei ha giustamente rilevato, ma sono anche indignati contro le Istituzioni europee.
Dicono che non si può andare avanti così.
Non è sufficiente che, per esempio, la banda musicale del Consiglio cominci e finisca contemporaneamente: anche la musica deve meritare di essere ascoltata.
In realtà, la cosa dovrebbe interessare anche il Parlamento e la Commissione.
L’Europa deve riacquistare una dimensione umana.
Sono soddisfatto di ciò che ha affermato in proposito, perché finora non ne ho sentito parlare a sufficienza in seno al Consiglio.
Se riuscirà nel suo intento, sono certo che la sua Presidenza sarà fruttuosa. Le auguro il massimo successo in questa impresa.
<SPEAKER ID="56" LANGUAGE="NL" NAME="Buitenweg (Verts/ALE )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente, finalmente vediamo Jan Peter Balkenende, il Primo Ministro olandese, in seno al Parlamento europeo.
Vorrei davvero rivolgere un caloroso benvenuto in Aula al Presidente in carica del Consiglio.
Nei Paesi Bassi, il Primo Ministro Balkenende si è definito l’uomo delle norme e dei valori e, anche in Europa, intende cogliere la Presidenza come occasione per aprire un dibattito sulle norme e sui valori europei, fatto che accolgo con favore.
Mi auguro solo che il dibattito non si trasformi in una discussione insulsa e vaga.
Il mio gruppo sarebbe propenso a misurare la politica in materia di asilo con il metro della dignità.
Per esempio, gli olandesi hanno insistito affinché la direttiva europea sulle procedure di asilo, adottata dai ministri della Giustizia in maggio, permettesse l’espulsione dei richiedenti asilo prima dell’esito finale del loro procedimento di ricorso.
In tal caso, potrebbero seguire il procedimento in videoconferenza, purché, naturalmente, nel frattempo non vengano incarcerati nel loro paese d’origine.
Ciò sarebbe del tutto vano e sarebbe anche in netto contrasto con le norme internazionali.
Posso dire che il mio gruppo proporrà al Parlamento europeo di adire la Corte di giustizia europea per chiedere l’annullamento della direttiva.
<P>
Tuttavia, vorrei anche congratularmi con la Presidenza olandese.
In ogni caso, ho inteso che è stato chiesto ai paesi in cui si svolgeranno sulla Costituzione europea di fissare date che siano quanto più vicine possibile.
E’ davvero un’ottima iniziativa, ma sarebbe ancora meglio svolgere un vero e proprio a livello europeo.
Vorrei quindi chiedere alla Presidenza olandese di adottare comunque i necessari provvedimenti.
Un importante vantaggio della Costituzione è che le riunioni legislative del Consiglio dei ministri d’ora in poi si svolgeranno in pubblico, un aspetto di cui sono molto soddisfatta.
Naturalmente, è assurdo che al momento la legislazione continui a essere adottata a porte chiuse.
Non vi è assolutamente nulla che vi impedisca di introdurre sin d’ora l’accesso pubblico.
Il mio gruppo esorta quindi la Presidenza olandese ad aprire le porte e permettere sin da oggi ai cittadini di seguire le discussioni e il modo in cui votano i loro governi.
<P>
Vorrei fare un’ultima osservazione sul Patto di stabilità.
Sta diventando inevitabile che il futuro del Patto sia a rischio.
Abbiamo bisogno di un Patto più intelligente, meno fissato sull’equilibrio di bilancio annuale e che faccia invece maggiore ricorso agli indicatori a lungo termine, come il debito pubblico e gli obblighi pensionistici.
La Commissione ha già presentato alcune proposte al riguardo e staremo a vedere se il governo olandese adotterà provvedimenti decisivi.
Mi auguro sinceramente che lo faccia.
<SPEAKER ID="57" LANGUAGE="NL" NAME="Meijer (GUE/NGL )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, il governo olandese chiede di dare priorità alla crescita economica e alla lotta al terrorismo.
Abbraccia le illusioni ormai superate del Vertice di Lisbona del 2000, basate sull’ipotesi che entro il 2010 l’Europa riuscirà a vincere la battaglia concorrenziale con gli Stati Uniti e il Giappone, rendendo la situazione qui altrettanto terrificante di quanto lo è già diventata in tali paesi.
Nel frattempo è emerso che le risorse per l’istruzione, a favore dell’attesa economia della conoscenza, sono insufficienti.
I limiti di Lisbona ora sono forse diventati più visibili, ma non i tanto sbandierati vantaggi.
Lo stesso vale per il Patto di stabilità.
Senza agire in contrasto con la democrazia, il criterio del 3 per cento sta diventando sempre più irrealizzabile.
I Paesi Bassi sono sempre più visti come i santarellini dell’Unione europea e della NATO, grazie alla loro richiesta di un rispetto più rigoroso del Patto di stabilità, all’appalto dei loro servizi di trasporto pubblico a imprese internazionali, all’introduzione di un più lungo orario di lavoro, alle pressioni del Commissario Bolkestein a favore di una direttiva sui servizi e alla loro continua partecipazione militare nel protettorato americano d’Iraq, che attira la minaccia terroristica più vicino all’Europa.
A volte sento altri Stati membri osservare che sarebbe un bene se i Paesi Bassi uscissero dall’Unione europea, perché tale paese è diventato il motore della deplorevole aspirazione di limitare la spesa pubblica ed eliminare i servizi pubblici.
Tale aspirazione comporta la sostituzione dei marchi di garanzia della civiltà europea con il sistema ferreo e crudele dell’America.
Se il Primo Ministro Balkenende intende trasformare in tal modo l’intera Europa, scatenerà forti conflitti sociali, perché l’opinione pubblica va in un’altra direzione.
Sebbene il Vertice di Lisbona abbia deciso di eliminare i servizi pubblici, il Parlamento ha successivamente deciso, su mia proposta e con una grande maggioranza, di esentare da questa disposizione i trasporti pubblici.
Anziché aspirare a una crescita economica sfrenata a scapito della sicurezza sociale, dei servizi pubblici e dell’ambiente, è preferibile mantenere le tasse a un livello adeguato e mirare a una ridistribuzione delle entrate nazionali ed europee a favore dei più deboli e di lavori comunitari utili, nonché a favore dell’integrazione degli immigrati e dell’eliminazione della povertà e della disperazione nel mondo, che continuano a costituire terreno fertile per il terrorismo.
<SPEAKER ID="58" LANGUAGE="EN" NAME="Farage (IND/DEM )." AFFILIATION="City">
<P>
   – Signor Presidente, effettivamente sono molte le cose che ci aspettiamo nei prossimi sei mesi e noto che le proposte avanzate comportano un’imponente normativa sui servizi finanziari.
La Presidenza olandese insisterà sulla direttiva sulla riassicurazione.
Insisterà sulla terza direttiva sul riciclaggio di denaro.
Insisterà sulla direttiva sui requisiti patrimoniali e su moltissime altre questioni.
<P>
I servizi finanziari sono la principale e più proficua industria del Regno Unito.
Quest’intera agenda è a dir poco catastrofica per la di Londra, ed è una politica che va anche a discapito degli altri paesi, perché le attività d’investimento e assicurazione non si sposteranno da Londra a Francoforte o a Parigi: verranno trasferite al di fuori dell’Unione europea.
Si sposteranno all’estero.
Sinceramente questa è una politica deliberata che l’Unione europea persegue di anno, e che sta costando al mio paese un’enorme quantità di denaro.
<P>
Detto questo, ammiro il vostro senso dell’umorismo perché continuate a parlare dell’agenda di Lisbona.
Ricordate il grande proclama di alcuni anni fa, secondo cui avremmo creato un’economia dinamica e ad alta tecnologia, con la piena occupazione?
Ora siamo a metà strada del programma e assistiamo a un’elevata disoccupazione, a una crescita sclerotizzata e non vi è la benché minima possibilità di realizzare anche uno solo degli obiettivi di Lisbona.
<P>
Poi volete rinegoziare la riduzione concessa al Regno Unito e così perderemo altri due miliardi di sterline l’anno!
Tutto questo è talmente negativo che finisce col trasformarsi in un fatto positivo, perché il genio dell’opinione pubblica ora è davvero uscito dalla lampada.
Sappiamo che si tratta di un progetto politico.
Sinceramente mi auguro che insistiate su questo programma nella maniera più aggressiva possibile; così renderete i cittadini del Regno Unito e degli altri Stati membri talmente furiosi che, quando avremo la possibilità di votare nei dieci , diremo di no e lo diremo a gran voce.
<SPEAKER ID="59" LANGUAGE="PL" NAME="Libicki (UEN )." AFFILIATION="Länder">
<P>
   – Signor Presidente, onorevoli colleghi, è importante garantire continuità tra le Presidenze.
Pertanto, vorrei innanzi tutto soffermarmi sulla Presidenza irlandese.
Si è dimostrata una Presidenza storica perché ha visto la realizzazione dell’allargamento dell’Unione europea con l’adesione di dieci nuovi Stati membri.
E’ stato un evento molto importante per i nuovi Stati membri e anche per l’Unione europea nel suo complesso.
<P>
Nel semestre di Presidenza irlandese ha visto la luce anche il progetto della nuova Costituzione.
Si tratta di progetti che saranno portati avanti nel corso delle prossime Presidenze.
Saranno discussi a livello di Unione europea e in tutti gli Stati membri.
Credo sia importante chiarire subito che una piena valutazione sarà possibile solo dopo che sarà stata approvata la nuova Costituzione.
A tal fine, però, si dovranno prima affrontare varie preoccupazioni.
In diversi paesi, e soprattutto nel mio, la Polonia, ampi settori dell’opinione pubblica sono gravemente preoccupati per la decisione di omettere dal preambolo qualunque riferimento a Dio e al Cristianesimo.
Si teme anche che in certi ambiti la legislazione dell’Unione prevalga su quella nazionale.
Il cambiamento del sistema di voto solleva un’ulteriore difficoltà.
Non possiamo accettarlo.
Vi è poi la questione degli ingiusti benefici concessi ai della Germania orientale.
<P>
Onorevoli colleghi, Montesquieu disse che, quando si legifera a livello centrale, si devono rispettare le leggi e le tradizioni locali.
Si parla tanto di avvicinare l’Unione ai cittadini.
E’ importante tenere in seria considerazione le implicazioni di una maggiore centralizzazione dell’Unione europea e di un’estensione della competenza economica dei suoi organi centrali.
In teoria, occorre sempre applicare il principio del sostegno reciproco.
In pratica, sarà davvero così?
Si seguiranno gli insegnamenti di Montesquieu man mano che l’Unione andrà rafforzando i propri organi centrali?
<SPEAKER ID="60" LANGUAGE="SK" NAME="Belohorská (NI )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente, mi permetta di rivolgerle i miei migliori auguri per il suo nuovo incarico.
<P>
La Presidenza olandese ci ha esposto un programma che rappresenta anche una sfida, soprattutto per quanto riguarda la firma del Trattato costituzionale dell’Unione europea.
Come membro della Convenzione europea, posso garantire che questo Trattato contiene i principi che stanno alla base di una futura Europa forte e fiorente.
Guardando al futuro, sento il dovere di citare alcuni dei passi compiuti dalla Repubblica slovacca in passato.
Proprio questo mese ricorre il 12° anniversario della firma della dichiarazione di sovranità della Repubblica slovacca da parte del Parlamento slovacco.
Questo è stato il primo passo verso la creazione di uno Stato slovacco indipendente.
Il secondo passo è stato l’adozione della costituzione della Repubblica slovacca il 1° settembre 1992.
Questo periodo è culminato nel novembre 1992 con la pacifica suddivisione della Federazione cecoslovacca in due Stati indipendenti: la Repubblica ceca e la Repubblica slovacca.
Posso assicurarvi che, nonostante i loro Stati si siano separati, i rapporti tra cechi e slovacchi sono notevolmente migliorati.
La creazione della Repubblica slovacca ha rappresentato un passo avanti verso l’Unione europea ed è stato il mio partito, il movimento per una Slovacchia democratica, guidato da Vladimir Meciar, a presentare la domanda di adesione all’Unione europea da parte della Repubblica slovacca.
<P>
Ritengo dunque che la nostra attuale adesione all’Unione europea rappresenti la realizzazione dei nostri obiettivi, delle nostre idee e del nostro programma.
Siamo interessati non solo a eliminare le frontiere che ostacolano la libera circolazione delle persone, ma anche a superare la separazione tra la vecchia e la nuova Europa o, com’è stato detto ieri, tra l’Europa orientale e quella occidentale.
Noi tre deputati che rappresentiamo l’HZDS, il movimento per una Slovacchia democratica, onorevoli Kozlík, Baco e io, lavoriamo in seno al gruppo dei Non iscritti, ma desidero garantirvi che i nostri sforzi saranno orientati a costruire un’Europa futura insieme fiorente e sempre più unita.
Sosteniamo le azioni avviate dalla Presidenza olandese e il programma che ci è stato presentato.
Grazie.
<SPEAKER ID="61" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Grazie.
Onorevoli colleghi, sto per proporvi di interrompere la discussione e di procedere, secondo quanto programmato, alla votazione dei questori.
Altrimenti, molti deputati venuti con l’intenzione di votare, non potranno farlo.
<P>
Comunque, prima di interrompere la discussione, do la parola al Presidente in carica del Consiglio, in modo che possa rispondere alle osservazioni fatte sinora.
<SPEAKER ID="62" LANGUAGE="NL" NAME="Balkenende," AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ascoltare con attenzione i pareri del Parlamento europeo.
Penso che sarebbe meglio se procedeste prima alla votazione e io replicassi dopo che tutti gli oratori avranno preso la parola: anch’io tengo infatti a dar voce alla Presidenza del Consiglio europeo nel modo più pertinente.
<SPEAKER ID="63" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – La discussione è interrotta.
<SPEAKER ID="64" LANGUAGE="EN" NAME="Gill (PSE )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente, mi spiace dovere ripetere la domanda formulata ieri, ossia chiedere ai candidati che si presentino per permetterci di conoscere chi stiamo per votare.
<P>
Non abbiamo idea di chi siano alcuni dei candidati.
Non sarebbe male se si alzassero, si presentassero e, preferibilmente, dicessero qualcosa.
<SPEAKER ID="65" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Molte grazie, onorevole parlamentare.
Lei ieri aveva chiesto che i candidati alla carica di questore avessero facoltà di intervenire per un minuto per farsi conoscere in una maniera non solamente fisica, ma la maggioranza dei gruppi politici non ha ritenuto opportuno procedere in questo modo.
<P>
Tuttavia, credo che non vi sia nulla da obiettare al fatto che i candidati si alzino in piedi man mano che chiamerò il loro nome, in modo che possiate conoscerli almeno di vista.
Non so quanto questo potrà aiutarvi nella vostra scelta, ma perlomeno non vi saranno del tutto estranei.
<P>
Signor James Nicholson
<P>
Signora Godelieve Quisthoudt-Rowohl
<P>
Signora Mia De Vits
<P>
Signora Genowefa Grabowska
<P>
Signora Anneli Jäätteenmäki
<P>
Signora Astrid Lulling
<P>
Come avrete notato, è una lista di candidati in cui predominano le donne.
<P>
Perlomeno, ora ci conosciamo fisicamente.
<P>
Continuiamo ad aspettare che il sistema elettronico si carichi.
A quanto sembra, è un sistema difficile da caricare.
<P>
Onorevoli parlamentari, la tecnologia ci si è ritorta contro.
Il sistema si rifiuta di caricarsi e non sono in grado di dirvi quanto impiegherà a farlo.
Credo che la cosa migliore, in queste circostanze, sia non continuare ad aspettare.
Mi vedo quindi costretto a convocare il turno di votazione per le 15.00 e a riprendere il nostro dibattito.
<SPEAKER ID="66" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – Onorevole Nassauer, devo darle la parola per non perdere altro tempo, ma chiedo agli onorevoli deputati di restare in silenzio.
<P>
Vorrei chiedere al Presidente in carica del Consiglio di perdonare l’inconveniente tecnico e di proseguire con noi la discussione.
<SPEAKER ID="67" LANGUAGE="DE" NAME="Nassauer (PPE-DE )." AFFILIATION="partner">
<P>
   – Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della delegazione della CDU/CSU, innanzi tutto vorrei dare al nuovo Presidente in carica del Consiglio un caloroso benvenuto nel Parlamento europeo e assicurargli, qualora ne avesse bisogno, il nostro sostegno.
<P>
Fin dalle prime battute di questa discussione, si è delineato chiaramente il ruolo fondamentale che avranno le relazioni tra l’Unione europea e la Turchia.
Reputiamo estremamente significativi i rapporti con la Turchia, che consideriamo un affidabile e importante.
Questo va messo in chiaro senza riserve, ed implica, signor Presidente in carica del Consiglio, che tali rapporti non vengano costretti o ridotti alla condizione di Stato membro, ma che si considerino anche altre possibilità.
<P>
Il neoeletto presidente del gruppo socialista ci ha poc’anzi annunciato che si deve dare inizio ai negoziati con la Turchia, a patto che le condizioni necessarie vengano soddisfatte entro l’autunno. Così facendo, ha agito come se in questo momento fosse un assoluto mistero, da svelare in autunno quando la Commissione presenterà la sua relazione, il fatto che la Turchia abbia o meno soddisfatto le condizioni richieste.
<P>
Com’è ovvio, ciò non è assolutamente vero.
Al contrario, chiunque in quest’Aula sa che attualmente la Turchia non soddisfa le condizioni necessarie affinché i negoziati abbiano inizio.
E’ evidente dal ruolo dominante che ancora vi esercitano le forze armate.
E’ evidente dalla situazione problematica – e qui ricorro a un benevolo eufemismo – per quanto riguarda lo Stato di diritto in Turchia, per citare solo due delle condizioni.
Onorevole Schulz, mi consenta di dirle che in tali ambiti non possiamo contare su alcun cambiamento prima dell’autunno.
Pertanto temo che equivalga a un travisamento, per non dire a un’ipocrisia, affermare che inizieremo i negoziati non appena verranno soddisfatte le condizioni richieste.
Sta davvero cercando di dirci che ciò avverrà entro l’autunno?
Non posso davvero prendere sul serio questa eventualità.
<P>
Un comportamento leale nei rapporti con la Turchia, quindi, implica anche che in autunno nessuno tenti di ingannarci dandoci a intendere che i turchi soddisfino già le condizioni richieste, e che possiamo aprire i negoziati con loro.
Parte del problema è data dal fatto che la questione dei negoziati e della loro data di inizio non implica, quale necessaria conclusione, il fatto di doverli avviare; dobbiamo invece essere onesti e sinceri al riguardo.
<P>
Signor Presidente in carica del Consiglio, credo sia molto importante che, nell’iniziare il suo lavoro, lei tenga a mente questo mio punto di vista.
<P>
Il secondo punto pertinente è che, come ci hanno dimostrato le elezioni, i cittadini europei nutrono profonde riserve nei nostri confronti.
Adattando le parole di Berthold Brecht, non possiamo sceglierci un altro pubblico per l’Europa, ma dobbiamo vivere e lavorare con quello che abbiamo.
Perciò sono fermamente convinto che dobbiamo cogliere l’occasione offerta dal dibattito sulla Costituzione per avvicinare i cittadini all’Europa.
Il dibattito sulla Costituzione ci offre un’opportunità unica in questo senso.
Tutti noi abbiamo l’obbligo di portare a compimento la Costituzione e di avvicinarla ai cittadini.
<SPEAKER ID="68" LANGUAGE="FR" NAME="Désir (PSE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente in carica del Consiglio, la sua Presidenza dovrà preparare la revisione intermedia della strategia di Lisbona.
Il minimo che si possa dire è che l’Unione europea è ben lontana dal centrare l’obiettivo di diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva del mondo entro il 2010.
<P>
Al contrario, in tutta Europa cresce la preoccupazione per le imprese che si trasferiscono altrove, per i lavoratori costretti col ricatto ad accettare turni di lavoro più lunghi e per la disoccupazione che persiste.
La ripresa è tanto più fragile per il fatto che non si fonda né sulla domanda interna né su investimenti pubblici consistenti, ma resta esposta all’impatto di fattori esterni come l’aumento del valore dell’euro e del prezzo del petrolio.
<P>
Mai come ora l’Europa ha avuto bisogno di una strategia per la crescita sostenibile e per l’occupazione, e per gli investimenti nei campi della ricerca, delle principali reti transeuropee, dell’istruzione, della conoscenza e dell’ambiente.
L’Europa ha bisogno di coesione economica e sociale.
Ha bisogno della strategia di Lisbona.
Qualcuno, però, sta cercando di usare l’attuale rallentamento economico come pretesto per ritornare a un programma di liberalismo estremo e per distruggere i risultati raggiunti dalla strategia di Lisbona e l’integrazione della dimensione economica, sociale ed ambientale nelle politiche comunitarie.
<P>
Sotto questo aspetto, le priorità della sua Presidenza sono per noi motivo di preoccupazione.
Lei afferma di sostenere l’agenda di Lisbona, gliel’abbiamo sentito dire.
Eppure le sue priorità – abbiamo letto ciò che ha scritto e ascoltato ciò che ha detto – dimostrano che il suo è un approccio decisamente unilaterale, che non prende in considerazione la coerenza dell’agenda di Lisbona, che include la liberalizzazione del mercato, in particolare nel settore dei servizi, la deregolamentazione e la riduzione dei costi amministrativi.
<P>
Per quanto riguarda le prospettive finanziarie – altro importante settore d’intervento della sua Presidenza – lei vuole ridurre il bilancio dell’Unione all’1 per cento del PIL.
Tale iniziativa, tuttavia, è incompatibile non solo con gli sforzi che si devono fare nel campo della ricerca, a proposito dei quali Romano Prodi ha avanzato alcune proposte, ma anche con la politica di coesione territoriale nella nuova Unione europea allargata.
Lei respinge qualunque revisione del Patto per tenere in maggiore considerazione i cicli economici e, in particolare, i necessari investimenti pubblici.
Per lei le politiche in merito agli investimenti pubblici, i regolamenti in materia di occupazione e di ambiente non sono altro che ostacoli, inutili fardelli e restrizioni imposte alla crescita.
<P>
D’altra parte, noi crediamo che tutti questi elementi rendano l’Unione europea più competitiva, così come crediamo che il rispetto dell’integrità dell’agenda di Lisbona darà prova del successo della sua Presidenza e determinerà il sostegno che saremo in grado di garantirle.
<SPEAKER ID="69" LANGUAGE="NL" NAME="In’t Veld (ALDE )." AFFILIATION="leadership">
<P>
   – Signor Presidente, vorrei augurare alla Presidenza olandese grande successo per la realizzazione delle sue priorità.
La Presidenza sta lavorando ispirandosi al motto “realismo e ambizione”, cosa che apprezzo molto, perché negli ultimi anni abbiamo assistito all’affermarsi dell’usanza di aggiungere al programma priorità sempre nuove e di pronunciare dichiarazioni solenni ad ogni incontro del Consiglio, per poi scoprire che in realtà spesso si tratta di parole vuote e che non viene intrapresa alcuna azione.
La delusione e lo scetticismo dei cittadini non dovrebbe dunque sorprenderci, e nessuna campagna pubblicitaria può porvi rimedio.
E’ quindi il momento di rimboccarsi le maniche, cosa che vale anche per l’agenda di Lisbona, perché, solo un attimo fa, ho udito alcuni oratori appartenenti alla sinistra del Parlamento e, paradossalmente, alla mia destra, dire che l’agenda di Lisbona non è sociale.
In ogni caso, a mio avviso la sua interpretazione è estremamente sociale.
L’Europa deve affrontare il problema di un tasso di disoccupazione del 9 per cento e della disoccupazione tra i giovani, alcuni dei quali non troveranno mai lavoro.
Sarebbe davvero ora di adottare quest’agenda, e in effetti vorrei sottolineare che abbiamo molto da imparare dai nuovi membri dell’Unione europea, perché, anche se hanno operato alcune riforme difficili e dolorose nell’arco degli ultimi 15 anni, nel corso di questo processo sono riusciti ad ottenere una maggiore crescita economica, da cui tutti abbiamo da guadagnare. Perciò mi pare incomprensibile nonché irresponsabile che qualcuno tenti di minare la strategia di Lisbona.
In conclusione, bisognerebbe trovare un accordo anche in merito ai finanziamenti comunitari.
E’ un fatto risaputo che il governo olandese è favorevole a drastici tagli finanziari.
Vorrei sapere da lei come questo si concilia con le ambizioni da lei menzionate nel motto, poiché, più che di una tesoreria efficiente, ciò di cui l’Europa ha maggiormente bisogno in questo momento è una visione, un’azione decisa e una politica. Mi auguro che la Presidenza ottenga ottimi risultati.
<SPEAKER ID="70" LANGUAGE="EN" NAME="Turmes (Verts/ALE )." AFFILIATION="leader">
<P>
   – Vorrei ringraziare il Presidente in carica del Consiglio per avere posto l’innovazione e l’ambiente al centro della revisione intermedia del processo di Lisbona.
Sia l’attuale minaccia posta dal cambiamento climatico che l’attuale crisi dei prezzi di una serie di prodotti, come il petrolio, il rame e altre risorse ci dimostrano che abbiamo urgentemente bisogno di scollegare l’efficienza delle risorse e l’efficienza energetica dall’economia.
<P>
L’Europa ha una risposta a entrambe le esigenze, ossia rafforzare l’Europa come nel settore della tecnologia ambientale e dei servizi.
Già oggi le aziende di Svizzera e Germania sono le prime al mondo nella fornitura di aria e acqua pulita.
Le aziende olandesi sono le prime al mondo nella progettazione urbana.
Perché?
Perché l’Europa ha la legislazione più severa e ambiziosa su queste politiche.
Non sarà quindi attenuando la politica e la regolamentazione ambientale in Europa che riusciremo a dare il necessario slancio all’innovazione nelle nostre industrie.
<SPEAKER ID="71" LANGUAGE="FR" NAME="Sudre (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, vorrei innanzi tutto congratularmi con il Presidente irlandese, Bertie Ahern, per essere riuscito a portare felicemente a termine un compito d’importanza storica, ossia la firma della Costituzione europea.
<P>
Se, come mi auguro vivamente, tutti i venticinque paesi dell’Unione europea ratificheranno la Costituzione nei prossimi mesi, questa verifica semestrale delle priorità dell’Unione verrà tralasciata a favore di un sistema di Presidenze della durata di due anni e mezzo, che sarà più stabile e di conseguenza più efficace.
<P>
Le priorità della Presidenza irlandese comprendono l’allargamento, il consolidamento della riunificazione dei nostri venticinque paesi e il proseguimento dei negoziati con la Bulgaria e la Romania, e presto anche con la Croazia.
Soprattutto, però, a dicembre il Consiglio europeo dovrà prendere una decisione cruciale sull’opportunità o meno di avviare i negoziati con la Turchia.
A tale proposito, desidero ricordarvi la posizione dei deputati francesi dell’UMP (Unione per un movimento popolare) e di molti parlamentari del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei.
Diciamo “sì” a un partenariato privilegiato con la Turchia, ma “no” alla sua adesione all’Unione.
Nell’adottare questa posizione, siamo assolutamente d’accordo con le dichiarazioni dell’onorevole Hartmut Nassauer.
<P>
Contiamo su di lei, Primo Ministro Balkenende, lei che guida il suo paese con successo e determinazione, per rafforzare l’economia europea liberandola dai suoi ostacoli amministrativi e fiscali e restituendo alle nostre imprese la capacità di adattarsi a un mercato globalizzato in un’Unione europea caratterizzata sia dalla libertà di circolazione che dalla difesa dei suoi valori umanitari.
Il famoso modello europeo non sarà né un’illusione né una mera formula magica, se sapremo dotarci delle necessarie risorse politiche.
Tra queste rientrano anche le risorse finanziarie, perché il bilancio europeo si contraddistingue per la sua solidarietà: solidarietà tra i nuovi e i vecchi Stati membri dell’Unione, tra le regioni più favorite e quelle più svantaggiate, tra i contribuenti netti e i beneficiari.
Vorrei congratularmi con la Commissione per il coraggio che ha dimostrato rompendo il tabù del “rimborso” alla Gran Bretagna e vorrei congratularmi anche con il Consiglio dei ministri delle Finanze per avere approvato, in prima lettura, un ambizioso progetto di bilancio per il 2005.
<P>
Alle ultime elezioni, i cittadini europei hanno manifestato il desiderio di vedere la creazione dell’Europa trasformarsi in realtà.
E’ una grande responsabilità, signor Presidente in carica del Consiglio e, se contribuirà a rendere l’Europa un’Unione politica ed efficace, saremo al suo fianco.
<SPEAKER ID="72" LANGUAGE="ES" NAME="Dührkop Dührkop (PSE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, approviamo il documento sulle priorità della Presidenza olandese quando, a proposito delle nuove prospettive finanziarie, afferma che si tratta di negoziati complessi, che devono iniziare per tempo affinché possano essere conclusi prima che cominci il ciclo di bilancio del 2007.
<P>
Non c’è fretta.
Si potrebbe addirittura affermare che è alquanto rischioso fare previsioni di spesa con quasi dieci anni di anticipo; previsioni che, inoltre – come sappiamo in quest’Aula –, si trasformano in regole completamente rigide.
Tuttavia, dobbiamo iniziare adesso.
<P>
Quando parlo di negoziati, signor Presidente in carica del Consiglio, mi riferisco a negoziati con il Parlamento.
Ecco perché apprezzo ciò che lei ha detto prima: con il Parlamento e non solo tra delegazioni nazionali del Consiglio.
<P>
Se volete porre le basi per un corretto sviluppo di questi negoziati, dovete ricordare che, nell’intero processo di discussione delle nuove prospettive finanziarie, persino nel momento in cui esse saranno approvate, la Costituzione europea non sarà ancora entrata in vigore.
Il Parlamento, quindi, non si accontenterà semplicemente di approvare o meno i punti discussi dal Consiglio.
<P>
Senza entrare nei dettagli, perché il tempo a disposizione non lo consente, vorrei dire che, per il gruppo socialista, le priorità di queste nuove prospettive sono, in breve, la coesione tra le varie regioni, che è diventata ancora più importante con il recente allargamento, e le differenze di reddito a esso correlate; la creazione di posti di lavoro e, infine, l’aiuto allo sviluppo per i paesi terzi, l’attuale categoria 4, che è stata quella in cui, nonostante i vari nuovi obblighi, si è registrata una crescita minore dal 1999, anno di inizio delle attuali prospettive finanziarie.
<SPEAKER ID="73" LANGUAGE="HU" NAME="Barsiné Pataky (PPE-DE )." AFFILIATION="primus inter pares">
<P>
   – Il programma della Presidenza olandese, di cui apprezziamo gli sforzi, poggia su dati reali, uno dei quali è l’adesione alle Istituzioni comunitarie, avvenuta il 1° maggio, dei dieci nuovi Stati membri, in altre parole, un grande passo avanti verso la riunificazione dell’Europa.
E’ da questo punto di vista che vorrei entrare nel merito di due obiettivi della Presidenza.
<P>
In primo luogo, il programma prevede la rapida ed efficace integrazione dei dieci Stati nella procedura decisionale del Consiglio.
Questo obiettivo è importante, ma non basta.
Affinché l’allargamento riesca, affinché l’Europa e l’economia europea si rafforzino con i propri mezzi e abbiano un ruolo attivo nel processo di Lisbona, è essenziale che non si prenda in considerazione solo l’aspetto tecnico dell’integrazione, ma anche l’esistenza di ostacoli, la loro graduale riduzione e l’approfondimento dei contenuti dell’integrazione.
<P>
A questo aspetto si collega il secondo obiettivo importante: la preparazione dell’Agenda 2007.
Lo scopo della Presidenza è che i principi e le direttive fondamentali vengano discussi entro dicembre 2004.
I dibattiti che ci accingiamo ad affrontare sono dunque interessanti ed emozionanti.
Tuttavia, il fatto che la riuscita dell’integrazione appaia tra i principi fondamentali dev’essere obiettivo di tutti.
Se dovessi riformulare questa frase nello spirito della Presidenza olandese, direi che considerare la riuscita dell’integrazione come un principio fondamentale rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico.
<P>
Signor Primo Ministro, lei ha parlato della fuga dei cervelli all’estero, fenomeno che riguarda noi ungheresi in modo particolare.
Sosterremo ogni suo sforzo volto a portare questo tema tra i principi fondamentali del bilancio.
In conclusione, vorrei ringraziare la Presidenza olandese per aver dato inizio al dialogo e alla comunicazione partendo dalla ricchezza e dalla vivacità della cultura europea, che è davvero un nostro punto di forza.
Le auguriamo buona fortuna.
<SPEAKER ID="74" LANGUAGE="EL" NAME="Lambrinidis (PSE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, se Lisbona ci ha insegnato qualcosa, è stato che il rafforzamento dell’economia e delle imprese europee non è sufficiente per creare posti di lavoro e coesione sociale e per proteggere l’ambiente.
E’ per questo che la strategia di Lisbona ha posto questi criteri come pilastro separato del proprio sviluppo.
<P>
Il programma di lavoro della Presidenza olandese sembra ignorare questo principio, proponendo una serie di misure volte a ridurre i controlli amministrativi del mercato e a tagliare i costi, accennando addirittura all’aumento delle ore di lavoro, senza però fare alcun riferimento all’aspetto sociale.
La Presidenza olandese, in altre parole, dà in qualche modo per scontato che la liberalizzazione del mercato crei automaticamente posti di lavoro.
Questa però è proprio la filosofia che la strategia di Lisbona respinge, ed è per questa ragione che essa pone l’accento sugli altri elementi.
Perciò dalla Presidenza olandese vogliamo sentire politiche specifiche per la piena occupazione e per lo sviluppo sostenibile: cose semplici.
<P>
Per quanto riguarda le prospettive finanziarie, è ipocrita da parte nostra dire che occorrono obiettivi di coesione e integrazione del mercato senza però incrementare la dotazione finanziaria delle risorse.
Non si possono avere entrambe le cose.
A nostro avviso, l’1,24 per cento del PIL è la soglia minima per il finanziamento dell’Unione europea.
<P>
Quanto all’immigrazione, se ho capito bene e non ho frainteso le intenzioni della Presidenza olandese, il problema verrebbe affrontato perlopiù come una questione di polizia, considerando gli immigrati meri criminali.
In altre parole, si vorrebbe insinuare tra di loro la paura, anziché preoccuparsi innanzi tutto della loro integrazione.
In ogni caso, è oltremodo allarmante che il programma ponga l’accento sul lavoro delle forze di polizia invece che sull’integrazione: in questo modo si instaura un circolo vizioso destinato a provocare razzismo e delinquenza.
<P>
In conclusione, per quanto concerne il terrorismo, senza dubbio tutti sappiamo di cosa si tratta e vogliamo combatterlo, ma non possiamo accettare che il programma di una Presidenza dell’Unione europea si limiti a parlare di misure di polizia, senza fare alcun riferimento ai diritti umani e alle libertà personali che spesso tali misure ledono.
Dovendo provvedere ai preparativi per le Olimpiadi 2004, in Grecia affrontiamo questo problema ogni giorno e stiamo cercando di trovare il giusto equilibrio.
I Paesi Bassi dovrebbero fare altrettanto, smettendo di concentrarsi solo sui controlli di polizia.
<SPEAKER ID="75" LANGUAGE="DE" NAME="Karas (PPE-DE )." AFFILIATION="referendum">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente della Commissione, signor Presidente in carica del Consiglio, onorevoli colleghi, coloro che hanno la responsabilità dell’inizio di un processo, signor Presidente in carica del Consiglio, hanno un’influenza decisiva su quanto accade negli anni successivi.
Gli errori commessi all’inizio o il fallimento nel portare a termine con successo il programma di lavoro gravano sulle Presidenze successive.
<P>
La sua è una doppia responsabilità per il fatto che la sua Presidenza coincide con l’avvento di un nuovo Parlamento e con l’assegnazione dei compiti alla nuova Commissione.
Se da una parte questa è un’occasione per creare continuità e apportare piccoli aggiustamenti, d’altra parte lei si è assunto responsabilità di vecchia data; pertanto le chiedo di fare due cose: in primo luogo, ponga fine al blocco, imposto dal Consiglio, che impedisce una decisione in merito allo Statuto dei deputati, e ci dia lo Statuto che abbiamo chiesto entro la fine dell’anno.
In secondo luogo, occorre un nuovo regolamento per le spese di viaggio, che finalmente ci permetterà di attuare nella pratica gli accordi presi al riguardo.
<P>
Il secondo fardello di cui lei si è dovuto fare carico è quello del calo dell’affluenza alle urne alle elezioni europee.
Occorre che le regioni, gli Stati membri e le Istituzioni europee adottino una strategia unitaria per l’informazione e la comunicazione.
In questo senso la firma del Trattato costituzionale le offre un’opportunità: la sfrutti, trasformandola nell’inizio di una specifica campagna di informazione e comunicazione.
Invece di riportare questo grande progetto europeo a livello nazionale, provveda a organizzare un su tutto il territorio comunitario.
Si serva della prospettiva finanziaria per programmare le priorità politiche fino al 2013, usi l’interesse suscitato dalla relazione della Commissione sull’adesione della Turchia per avviare un dibattito sui confini geografici e sui limiti delle potenzialità dell’Unione, e proponga soluzioni diverse da una piena appartenenza della Turchia all’Unione europea.
Inoltre, al fine di giungere a una rapida conclusione della direttiva sulle tariffe stradali, le chiedo di far sì che il Consiglio adotti una posizione unitaria in materia di politica dei trasporti.
<SPEAKER ID="76" LANGUAGE="NL" NAME="Thyssen (PPE-DE )." AFFILIATION="in tandem">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, abbiamo poco tempo a disposizione e quindi non mi soffermerò sulla riunificazione dell’Europa, riguardo alla quale, signor Presidente in carica del Consiglio, lei ha giustamente precisato che fiducia è la parola chiave, anche se non è il fatto che sia necessaria a renderla appropriata, ma sono sicura che non devo essere io a dirglielo.
Mi asterrò anche dall’esprimermi sulla composizione della nuova Commissione; tuttavia, spero che, insieme al nuovo Presidente designato della Commissione, lavorando , vi adopererete per formare un gruppo forte, e anche che riuscirete a realizzare quest’obiettivo.
Va da sé che questo gruppo forte dev’essere composto da uomini e donne.
Non dirò nulla neanche sulla Costituzione, ma ovviamente io, al pari di altri colleghi, mi auguro che il suo processo di ratifica venga effettivamente avviato.
Desidero delineare altri tre punti.
<P>
Innanzi tutto, le prospettive finanziarie.
Nelle Fiandre c’è un detto: “de gierigheid bedriegt de wijsheid” – l’avarizia è nemica della saggezza.
C’è molto di vero in questo, e sono sicura che le persone che vivono a nord del confine, e persino nel nord dell’Olanda, lo capiranno.
<P>
In secondo luogo, l’obiettivo di Lisbona.
E’ importante che tutti, compresi gli Stati membri, i cittadini, i sindacati e le ONG, si convincano che gli sforzi necessari per realizzare questi obiettivi sono davvero minimi se si paragonano ai rischi che la nostra prossima generazione non riesca probabilmente a fare alcunché in maniera agevole.
Signor Presidente in carica del Consiglio, lei è convinto di questo, e mi auguro che riesca a trasmettere questa convinzione nel corso della sua Presidenza dell’Unione europea.
<P>
Terzo e ultimo punto, vorrei spendere alcune parole sulla direttiva sui servizi.
Va da sé che le barriere alla libera circolazione dei servizi nel mercato interno devono scomparire.
Questo, però, non significa che si deve buttare via tutto, che occorre disfarsi di tutte le misure protettive e correttive.
A mio parere, almeno questa parte del settore dei servizi è troppo delicata dal punto di vista sociale per una simile azione.
Signor Presidente, la mole di lavoro che deve svolgere è notevole.
Spero che riesca a realizzare le sue ambizioni.
L’Europa ne ha bisogno.
Può contare sul nostro atteggiamento costruttivo e le auguro ogni successo.
<SPEAKER ID="77" LANGUAGE="EN" NAME="Kirkhope (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, come Democratico europeo vorrei dire che è ora che la strategia di Lisbona, volta a incrementare la competitività e l’innovazione nelle economie europee, venga adeguatamente attuata.
<P>
La Presidenza è in grado di rispettare tale impegno?
Il punto è questo.
Man mano che i dibattiti europei diventano più idealistici e polarizzati, molti cittadini finiscono semplicemente col perdere interesse, come hanno dimostrato le ultime elezioni europee.
Le politiche adottate dai governi socialisti hanno bloccato la crescita delle economie e hanno affossato noi e le nostre attività vitali all’interno di quadri normativi costosi.
<P>
Le economie mondiali al di fuori dell’Europa non avranno alcuna pietà nei nostri confronti, né dovremmo pretendere un simile comportamento da parte loro.
Esse sfrutteranno la nostra debolezza e i cittadini europei ne subiranno le conseguenze.
La bomba a orologeria demografica continua a ticchettare, poiché sono sempre di più le persone che diventano improduttive troppo presto.
L’illogica discriminazione nei confronti dei lavoratori più anziani elimina spesso esperienza e competenza laddove sono più necessarie.
<P>
La risposta da parte di tutti noi dev’essere diretta e immediata.
Dobbiamo infondere nuova energia alle economie, tagliare i costi statali, eliminare i regolamenti superflui, completare il mercato unico e incoraggiare l’innovazione per rivitalizzare in particolare il settore industriale.
Dobbiamo soprattutto dimostrare ai cittadini che l’Europa lavora in una maniera che li favorisce: sostenendoli, e non strangolandoli, offrendo loro maggiore libertà per migliorare la qualità delle loro vite e delle vite di chi si trova accanto e attorno a loro e per realizzare le loro aspirazioni nel medio e nel lungo periodo.
Questo è il nostro primo dovere e dobbiamo assolverlo.
<P>
Auguro buona fortuna ai Paesi Bassi nel loro semestre di Presidenza.
<SPEAKER ID="78" LANGUAGE="NL" NAME="Balkenende," AFFILIATION="pacta sunt servanda">
<P>
   Signor Presidente, vorrei cominciare esprimendo ancora una volta la nostra gratitudine e il nostro apprezzamento al Presidente della Commissione Prodi e al suo Collegio di Commissari.
Lei ha giustamente rilevato che negli ultimi anni si è realizzato molto: l’euro, l’allargamento, il nuovo Trattato costituzionale e, in queste realizzazioni, anche la Commissione ha svolto un ruolo importante.
Per questo motivo, la ringrazio moltissimo e sono impaziente di lavorare con lei fino al varo della nuova Commissione.
Ha ricevuto parole di apprezzamento, per esempio dall’onorevole Poettering, che propone anche di elevarla di grado nella foto di gruppo del Consiglio europeo – e lo stesso vale per il Presidente del Parlamento europeo.
Credo sia una buona idea approfondire la questione.
Vorrei anche ringraziare gli oratori per i loro contributi.
Grazie per il sostegno accordato alla Presidenza olandese, ma anche per le vostre osservazioni critiche.
<P>
Nel mio primo intervento, ho affermato che le critiche non sono affatto dannose: sono parte integrante della democrazia.
Molto più grave è l’indifferenza, e oggi non ho visto alcuna indifferenza il che significa che oggi siamo qui impegnati sullo stesso fronte e per questo vi ringrazio di cuore.
L’onorevole Watson ha affermato che si tratta di una Presidenza molto breve – tre mesi e mezzo, di fatto – in parte a causa della pausa estiva.
Di conseguenza durante la nostra Presidenza dovremo essere efficaci e naturalmente, per questo motivo, siamo lieti di lavorare con voi, per esempio per compiere progressi nell’attività legislativa.
A nome del ministro degli Affari europei, vorrei chiedervi di cooperare nella maggiore misura possibile a tale attività.
<P>
E’ stato poi detto che c’erano a disposizione poco meno di dieci minuti.
Sono intervenuti 26 oratori, il che darebbe circa 23 secondi ciascuno.
Ritengo sia meglio riunire in qualche modo gli argomenti, e vorrei farlo in riferimento a tre aspetti che anche voi avete affrontato.
Ritengo vi siano tre elementi importanti per l’Europa del futuro.
Innanzi tutto, la credibilità e la correttezza, in secondo luogo la lungimiranza e in terzo luogo il tempo da dedicare ai cittadini d’Europa.
<P>
Innanzi tutto, alcune osservazioni sulla credibilità e la correttezza: cominciamo con le discussioni sui criteri di Copenaghen.
Se sono stati fissati dei criteri, essi devono essere presi sul serio, principio, questo, che vale per un paese come la Romania.
Ne ho parlato con il Primo Ministro Nastase.
Spetta a loro agire e dovranno modificare la loro legislazione e altri elementi.
La stessa credibilità e correttezza deve caratterizzare il dibattito sulla Turchia.
Vi ho ascoltati con attenzione.
Esistono pareri differenti in seno al Parlamento europeo, ma in questo momento vorrei dire: prestiamo attenzione alla coerenza nel processo decisionale e nelle procedure.
E’ stata citata l’espressione e tutto ruota intorno a un processo onesto in cui dobbiamo verificare con rigore i criteri, senza però cambiare le regole durante il gioco.
Il che significa inoltre che ascolteremo con interesse le conclusioni della Commissione europea quando sarà pubblicata la relazione sulla Turchia all’inizio di ottobre, la quale darà anche il tono al processo decisionale di dicembre.
La Presidenza olandese sta lavorando a una decisione di cui, fra qualche anno, si possa affermare che era degna di essere sostenuta e che è stata la decisione giusta.
<P>
Sempre riguardo alla credibilità e alla correttezza, un paio di osservazioni sul Patto di stabilità.
Molti di voi ne hanno parlato.
Per quanto riguarda la Presidenza, il Patto di stabilità non contiene solo una serie di criteri, ma definisce gli obiettivi che si vogliono realizzare applicando tali criteri e, per esempio, mi risulta che si è parlato di finanziamenti futuri affidabili delle pensioni; è importante riesaminare gli obiettivi alla base del Patto e, in parte per questo motivo, è stata allegata una dichiarazione sul Patto di stabilità al Trattato costituzionale recentemente approvato, a ulteriore conferma della sua natura di “sistema basato sulle regole” nonché della necessità di prendere sul serio questi criteri.
I dibattiti, come sapete, proseguiranno; la Commissione ci sta lavorando, dovremo approfondirne la discussione a livello di ECOFIN e senza dubbio il dibattito proseguirà anche con voi.
Naturalmente è importante prendere sul serio le regole proprio ai fini della credibilità dell’Europa.
<P>
Un terzo punto riguarda la ratifica del Trattato costituzionale per l’Europa.
Molti di voi hanno parlato dei , dei dibattiti che si svolgeranno.
Permettetemi di esaminare innanzi tutto ciò che ha affermato l’onorevole Blokland.
Egli chiede: non stiamo anticipando troppo la nuova Costituzione?
Non credo si possa anticipare la Costituzione se non viene presa alcuna decisione che abbia una base giuridica nella Costituzione stessa.
Ciò significa che non la si può anticipare, per riguardo verso il processo di ratifica.
D’altro canto, sappiamo anche che 25 governi si sono schierati a favore della Costituzione e che la Costituzione sarà firmata a Roma il 29 ottobre.
Anche questo è un fatto politico; nella nostra programmazione dovremo tenere conto delle ambizioni contenute nella Costituzione.
Ciò vale, per esempio, per la discussione sull’accesso pubblico, cui ha accennato l’onorevole Buitenweg.
Naturalmente, le questioni si sistemeranno una volta che sarà entrato in vigore il nuovo Trattato, ma possiamo esaminare – anche anticipandolo – che cosa dovremmo essere in grado di fare.
Si è anche discussa la possibilità di organizzare un in un’unica data.
Comprendo questo desiderio.
La questione è stata periodicamente sollevata anche dall’Austria.
Vorrei tuttavia ricordare che le tradizioni costituzionali sono diverse.
Le caratteristiche istituzionali del non sono uguali in tutti gli Stati membri.
Anche per questo motivo non credo che sarà possibile organizzare tutto lo stesso giorno, semplicemente a causa delle diverse tradizioni costituzionali.
<P>
D’altro canto, è importante avere tempo per il coordinamento, per un dibattito adeguato e, in tale contesto, si svolgeranno discussioni comuni al riguardo nell’ambito del RASEP.
<P>
Riguardo a credibilità e correttezza, vorrei fare un’altra breve osservazione sulle prospettive finanziarie.
Sappiamo tutti che è una materia delicata, sulla quale esistono grandi differenze di opinione.
E’ stata menzionata una lettera sull’1 per cento.
Non sono qui in veste di Primo Ministro olandese.
Sono qui in veste di Presidente del Consiglio europeo, responsabile di un processo equo che prevede lo scambio dei diversi pareri.
Un processo che dev’essere caratterizzato da apertura e trasparenza.
Un processo che dovrà anche essere caratterizzato da buoni contatti con il Parlamento.
So che siete soddisfatti dell’intensa partecipazione del Parlamento e, nell’ambito della conciliazione, il 16 luglio si sono conclusi accordi sui contatti fra la Presidenza e il Parlamento europeo.
Ritengo sia necessario svolgere un onesto dibattito sulle prospettive future e sulle priorità, nonché sui possibili modi di agire diversamente in Europa. Penso che dovremmo inoltre tenere conto del detto delle Fiandre, “tirchi con i centesimi e prodighi con gli euro”.
Vi ho ascoltati con attenzione.
D’altro canto, dobbiamo anche garantire di fare sempre il migliore uso possibile dei fondi, di essere efficienti e comprendere altresì che, talvolta con la stessa cifra, possiamo ottenere di più.
Tutti questi aspetti devono trovare spazio in un dibattito sincero e aperto.
<P>
Passo ora al secondo elemento: la lungimiranza.
Ho percepito con grande chiarezza nei vostri contributi che state affermando “dobbiamo avere tempo per l’Europa del XXI secolo, tempo per il futuro”.
Molti oratori hanno parlato dell’importanza dell’economia europea e del rafforzamento della struttura economica e, in tale contesto, avete chiesto di prestare grande attenzione al processo di Lisbona.
L’onorevole In ‘t Veld, per esempio, ha sollevato la questione con grande chiarezza.
E’ bene ribadire che il processo di Lisbona dovrà essere caratterizzato da tre elementi: esso riguarda la crescita e il rafforzamento della tecnologia, della conoscenza e dell’innovazione.
In secondo luogo, deve riguardare la coesione sociale, argomento di cui hanno parlato gli onorevoli Wurtz, Poettering, Schulz e altri deputati.
Inoltre, ho già quasi avuto un dibattito con l’onorevole van den Berg, mio stimato connazionale, che ha formulato diverse critiche.
Dopo che l’onorevole Schulz aveva già affermato che occorre dedicare tempo alla coesione sociale, lei ha ribadito “come s’inserisce questo aspetto nel programma?”.
<P>
Vorrei rammentarvi la relazione Kok, la prima relazione Kok della sull’occupazione, la relazione “Lavoro, lavoro, lavoro”.
A mio parere, nella relazione si individua correttamente un nesso fra dinamismo in Europa e contenuto sociale e, in preparazione della discussione in questa sede e del nostro lavoro, questa settimana ho anche avuto discussioni con i rappresentanti del movimento sindacale europeo.
Ho chiesto loro se riescono a identificarsi nella prima relazione Kok, la relazione della sull’occupazione, e ho ricevuto una risposta positiva sul suo contenuto dal segretario generale del movimento sindacale europeo.
Ritengo si possano compiere grandi progressi con il contenuto di questa relazione.
<P>
Il terzo elemento è la sostenibilità.
Nel mio primo intervento ho accennato all’importanza delle preoccupazioni per l’ambiente.
Anche questo aspetto fa parte dell’agenda di Lisbona e, se parliamo di rafforzare l’economia, onorevole van den Berg, dobbiamo anche provvedere alla riduzione degli oneri amministrativi.
Sappiamo tutti che a volte è difficile essere innovativi e avere successo, persino per un’impresa.
Sarebbe quindi bene esaminare questi oneri amministrativi.
Attendo con impazienza un proficuo dibattito con voi su questo importantissimo argomento, perché possiamo parlare di un trattato, possiamo parlare dei cittadini, ma è nell’interesse dei cittadini che vi siano più posti di lavoro in Europa, che vi siano opportunità per i nostri figli e i nostri nipoti e che, fra 30 o 40 anni, l’Europa sia ancora in una posizione di forza, anche sulla scena mondiale.
Si tratta infatti di combinare crescita, coesione sociale e sostenibilità.
<P>
Un secondo aspetto, in termini di attenzione dell’Europa al futuro, riguarda il programma del Consiglio “Giustizia e affari interni”: rendere giustizia allo Stato costituzionale in Europa, affrontare la sicurezza e la lotta al terrorismo.
L’onorevole Schulz ha giustamente affermato: “assicuratevi che le Istituzioni siano in ordine”.
In questo contesto, si è riferito specificamente al direttore di Europol.
Lunedì scorso è stato deciso di riavviare la procedura e vi è un’intesa fra tutti gli Stati membri, proprio in ragione degli argomenti da lei menzionati, sulla necessità di procedere alla nomina di un nuovo direttore durante la Presidenza olandese.
Ha ragione: se si lavora sulla sicurezza, le Istituzioni devono essere in ordine.
<P>
Naturalmente, riguardo al programma del Consiglio “Giustizia e affari interni”, il discorso è più ampio.
Si dovrà dare seguito al processo di Tampere.
Per esempio, dovremo garantire che la discussione sull’asilo e la migrazione possa procedere.
E’ stato menzionato il fatto che forse sarebbe opportuno adottare più decisioni con il voto a maggioranza qualificata e penso sia bene ribadire che l’aspirazione generale è orientata verso il voto a maggioranza qualificata.
Tuttavia, come sapete, dipendiamo dagli Stati membri e quando esisteranno maggiori margini di manovra, sarà più semplice risolvere anche questa questione.
Vi ho ascoltati con attenzione, per esempio l’onorevole Buitenweg, che è critica sulla direttiva in materia di asilo.
Conoscevamo il suo punto di vista e ancora una volta lo ha esposto con grande chiarezza.
Il fatto è che esiste ora una direttiva secondo la quale i richiedenti asilo devono avere diritto a un effettivo rimedio giuridico.
Inoltre, come sapete, la decisione se un ricorso debba di norma avere effetto sospensivo è lasciata agli Stati membri.
Com’è possibile, considerato che i diversi ordinamenti giuridici variano enormemente?
Motivo per cui è stata scelta questa formula.
Se, inoltre, non vi è alcun dubbio sul normale effetto sospensivo di un ricorso, la direttiva prevede che gli Stati membri stabiliscano le circostanze in cui un richiedente asilo può richiederlo.
Quanto alla possibilità di espellere un richiedente asilo e di permettergli di presentare ricorso solo dopo l’espulsione, vorrei dire quanto segue: la direttiva prescrive che tutte le norme siano conformi al diritto internazionale, compreso il Trattato europeo sui diritti umani.
Le disposizioni ivi contenute e la giurisprudenza della Corte dovranno quindi essere rispettate.
<P>
E’ bene rilevare un altro aspetto, quello riguardante lo Stato costituzionale, e in questo contesto l’onorevole Schulz ha menzionato Guantánamo Bay.
La questione le sta a cuore e a ragione.
L’Unione europea ha sempre manifestato la sua preoccupazione per la situazione di Guantánamo e, in diverse occasioni e a vari livelli nei sui contatti con gli Stati Uniti, si è espressa chiaramente a favore di un trattamento dei detenuti che rispetti le disposizioni delle Convenzioni di Ginevra e i diritti umani.
Proprio la scorsa settimana si è svolta una consultazione a livello ufficiale fra l’Unione europea e gli Stati Uniti, nell’ambito della quale questi ultimi hanno spiegato l’istituzione di tribunali di revisione della definizione di combattente in seguito alle recenti sentenze della Corte Suprema americana.
I rappresentanti dell’Unione hanno espresso le preoccupazioni che ancora rimangono da parte europea, comprese quelle riguardanti la creazione di una nuova categoria di detenuti, i cosiddetti combattenti ostili.
Siete a conoscenza di questi sviluppi.
Nei suoi contatti con gli Stati Uniti, la Presidenza olandese continuerà a richiamare l’attenzione sulle preoccupazioni riguardanti lo e il trattamento dei detenuti a Guantánamo.
<P>
Giungo infine all’ultimo punto, e voi lo avete affermato chiaramente, si tratta dell’Europa dei cittadini.
Quale esperienza ha il cittadino dell’Europa?
Che cosa significa Europa per il benessere, per la prosperità dei cittadini?
Distinguo due voci.
Una voce dice: vediamo sfiducia nei cittadini, vediamo euroscetticismo.
Esiste sufficiente sostegno nella popolazione, per esempio per l’attuazione della strategia di Lisbona?
Questa è stata un’indicazione, un’osservazione critica.
D’altro canto vi sono anche voci – quella dell’onorevole Eurlings è stata molto chiara – a favore di un’Unione efficiente e in grado di agire, e vorrei sottolineare le sue parole; se vogliamo che l’Europa significhi qualcosa per i cittadini, dobbiamo compiere progressi nei campi della sicurezza, dell’asilo, dell’economia, materie che devono essere affrontate con vigore. Ritengo che la fiducia dei cittadini si ottenga se l’Europa è una forza vitale, che sa operare con autorevolezza e contribuisce a risolvere le questioni che stanno loro a cuore.
E’ di questo che si tratta.
<P>
Ciò che mi ha affascinato delle parole dell’onorevole Poettering è l’affermazione che dobbiamo dedicare tempo anche alla dimensione psicologica, perché abbiamo un’Europa a 25 e gli Stati membri e le persone devono potersi identificare con l’altra Europa e ogni tanto è bene tenere più presente questo aspetto psicologico, perché siamo troppo abituati a parlare in termini di quanto ci costa l’Europa, di che cosa fa per noi l’Europa, di come vanno le finanze.
Tuttavia, dobbiamo anche dedicare tempo a capire che cosa ci rende europei.
Qual è l’aspetto psicologico di tutto questo?
Quali sono i valori che ci legano in Europa?
Spesso dedichiamo troppo poco tempo a questi aspetti.
Ho notato che nel 2002, alla vigilia dell’allargamento, aleggiava una sorta di entusiasmo all’idea di essere di nuovo uniti e, dopo, parlavamo a livello mondiale dell’Iraq e di questioni spinose, ma dobbiamo assicurare che il fuoco europeo arda nelle persone, che l’Europa non sia una cosa astratta, che appartiene ai burocrati di Bruxelles e Strasburgo o persino a noi stessi, ma qualcosa che vive nei cuori e nelle menti delle persone.
A mio parere, l’atteggiamento è lo stesso per quanto riguarda i valori in Europa.
Prenderemo iniziative al riguardo.
Libertà, solidarietà e rispetto.
<P>
Vi state dedicando alla comunità di valori del XXI secolo e, come Presidente del Consiglio europeo, so molto bene che, per quanto riguarda i progressi nell’ambito della lotta al terrorismo, la vigorosa attuazione della strategia di Lisbona, il tempo da dedicare al seguito di Tampere e tutti gli altri argomenti trattati, possiamo avere successo solo se esiste un alto livello di cooperazione fra il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio europeo, e sono quindi molto lieto dei vostri contributi di stamattina e oggi pomeriggio, non solo delle vostre espressioni di sostegno, ma anche delle vostre critiche.
Ho ascoltato con attenzione le osservazioni critiche; sono state pressanti e ne terremo conto durante la nostra Presidenza.
Se stiamo partecipando a questa discussione, non è perché essa è fine a se stessa o perché ci limitiamo a fare il nostro lavoro di politici.
Facciamo tutto questo nell’interesse dei cittadini.
Di questo si tratta e a questo ci dedichiamo.
<SPEAKER ID="79" LANGUAGE="" NAME="Prodi, Romano," AFFILIATION="Presidente della Commissione">
<P>
   . – Signor Presidente, solo una parola di ringraziamento, anche per evitare la morte per consunzione degli onorevoli parlamentari.
<P>
Ringrazio il Primo Ministro Balkenende per la sua esposizione, per la sua risposta e, soprattutto, per la cooperazione con cui è iniziato il semestre.
Abbiamo cominciato a lavorare assieme e siamo perfettamente d’accordo sugli obiettivi.
<P>
Vorrei fare solamente due raccomandazioni.
In primo luogo, quando parliamo di Prospettive finanziarie dobbiamo veramente tener conto che la Commissione ha fatto uno sforzo incredibile per mettere sul tavolo le risorse minime necessarie per ottenere gli obiettivi che gli Stati membri ci hanno dato e per utilizzare queste risorse nel modo ottimale.
In secondo luogo, la Commissione ha prestato grande attenzione al dialogo fra le culture.
In questi anni, alla Commissione ci siamo profondamente impegnati e siamo riusciti a creare la Fondazione per il Mediterraneo e per il dialogo fra le culture che inizierà a lavorare sotto la Presidenza olandese.
La prego di avviare questo strumento, di utilizzarlo e di fare in modo che diventi veramente una palestra di dialogo attivo di cui noi abbiamo bisogno.
<SPEAKER ID="80" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(La seduta, sospesa alle 14.00, riprende alle 15.10)">
<P>
   – La discussione è chiusa.
<SPEAKER ID="81" LANGUAGE="EL" NAME="Toussas, Georgios (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto">
<P>
   . – Le dichiarazioni della Presidenza olandese sul suo programma di lavoro sono una provocazione per i lavoratori e i popoli dell’Unione europea.
<P>
La più rapida e più efficiente promozione delle ristrutturazioni capitalistiche, i cambiamenti nel mercato del lavoro e degli orari lavorativi, l’ulteriore privatizzazione dei servizi del settore pubblico, la pressione per nuove riduzioni delle pensioni e sistemi di sicurezza sociale più miseri, l’insistenza sulla strategia di Lisbona e politiche sfavorevoli ai cittadini in generale sono l’ennesima dimostrazione che l’Unione europea è unicamente al servizio delle grandi imprese.
<P>
L’attuazione della strategia di Tampere e la promozione di nuove misure per la repressione del movimento di base che violano palesemente le libertà sociali e personali, come i documenti personali sui lavoratori, il controllo di tutte le telecomunicazioni, il trasferimento di dati agli Stati Uniti e il rafforzamento delle autorità giudiziarie e di col pretesto del terrorismo si scontrano tutte con una vigorosa reazione da parte dei lavoratori e del mondo giuridico.
<P>
Il rafforzamento dell’esercito mercenario europeo, la sua attuale presenza definitiva nei Balcani, la creazione di unità d’intervento diretto e la difesa sincronizzata del nuovo ordine e degli interessi imperialistici da parte di Unione europea e Stati Uniti vanno contro il desiderio di pace e progresso sociale nutrito dai cittadini.
<P>
I deputati al Parlamento europeo del partito comunista greco condannano questa politica e si affiancano al movimento popolare nella lotta contro tali misure.
<SPEAKER ID="82" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Presidente">
<P>
(1)
<SPEAKER ID="83" LANGUAGE="EN" NAME="Bradbourn (PPE-DE )." AFFILIATION="(Applausi)">
<P>
   – Signor Presidente, desidero esprimerle la mia solidarietà perché deduco che, data l’ora, anche lei avrà riscontrato il problema nel quale io e diversi altri colleghi ci siamo imbattuti cercando di giungere in Aula oggi pomeriggio per questa votazione.
Potrebbe chiedere ai servizi di fare qualcosa sullo stato in cui vertono gli ascensori in questo edificio?
Altri colleghi ed io abbiamo aspettato per dieci minuti un ascensore che ci portasse a questo piano.
<P>
Se c’è una votazione in corso e si tratta di una procedura normale, un’attesa di dieci minuti significa che arriveremo in ritardo per il voto.
Siamo usciti non appena è suonato il campanello per la votazione.
Può cercare di fare qualcosa per risolvere il problema in modo che, in occasione delle votazioni, l’accesso agli ascensori principali sia limitato esclusivamente ai deputati?
A quanto pare, il problema è questo.
<SPEAKER ID="84" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – Prendiamo nota della sua osservazione e cercheremo di rimuovere qualsiasi impedimento di natura pratica che ostacoli il corretto svolgimento delle attività in seno al Parlamento.
<SPEAKER ID="85" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Approvazione del processo verbale:"/>
<SPEAKER ID="86" LANGUAGE="DE" NAME="Poettering (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo importante rilevare che il nostro gruppo propone due candidati alla carica di questore, ossia gli onorevoli James Nicholson e Godelieve Quisthoudt-Rowohl. Né l’Ufficio di presidenza né il presidente del gruppo sostengono altri candidati.
<SPEAKER ID="87" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="88" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(In successive votazioni risultano eletti questori al Parlamento europeo i seguenti candidati:">
<SPEAKER ID="89" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Proposta di decisione sulla composizione numerica delle commissioni parlamentari:"/>
<SPEAKER ID="90" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>

   – L’ordine del giorno reca la dichiarazione del Presidente designato della Commissione.
<SPEAKER ID="91" LANGUAGE="ES" NAME="Barroso," AFFILIATION="Presidente designato della Commissione">
<SPEAKER ID="92" LANGUAGE="PT" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="93" LANGUAGE="EN" NAME="" AFFILIATION="partner">
<SPEAKER ID="94" LANGUAGE="FR" NAME="" AFFILIATION="partner">
<SPEAKER ID="95" LANGUAGE="DE" NAME="Poettering (PPE-DE )." AFFILIATION="équipe">
<SPEAKER ID="96" LANGUAGE="DE" NAME="Schulz (PSE )." AFFILIATION="club">
<SPEAKER ID="97" LANGUAGE="" NAME="Watson (ALDE )." AFFILIATION="(EN">
<SPEAKER ID="98" LANGUAGE="FR" NAME="Cohn-Bendit (Verts/ALE )." AFFILIATION="(Applausi a sinistra)">
<P>
   – Signor Presidente, signor Presidente della Commissione, signor Presidente in carica del Consiglio, onorevoli colleghi, oggi assistiamo a uno spettacolo stupefacente.
E’ come un sogno che si avvera.
<P>
Stando a quanto dice Durão Barroso, sarà fantastico, daremo tutti prova di solidarietà, lo sviluppo sarà sostenibile, l’ambiente sarà rispettato, l’Europa sarà potente ma prudente, l’Europa sarà per il multilateralismo; insomma, tra cinque anni potremo tutti andare in pensione perché il paradiso sarà una realtà per tutti e la politica potrà chiudere i battenti.
<P>
Non ho sentito neanche una volta la parola “problema”.
Forse il signor Barroso potrebbe spiegarci perché un riformista conservatore che si è alleato con un partito di estrema destra in Portogallo dovrebbe all’improvviso diventare in Europa un centrista, di centro sinistra o di centro destra che sia.
Che trasformazione magica! Quale fata lo ha toccato sulla strada che porta da Dublino a Bruxelles?
Qualcuno può spiegarmelo cosicché io possa capire che cosa sta succedendo?
<P>
José Manuel Durão Barroso ci dice di voler essere un onesto mediatore.
Personalmente diffido delle persone che dichiarano programmaticamente di essere oneste.
Sapete, voglio un politico che diriga; voglio un politico che prenda iniziative.
Riprendendo l’analogia dell’onorevole Watson, sono d’accordo che debba esserci un pilota, ma questo pilota cambierà direzione ogni volta che uno dei passeggeri a bordo o la torre di controllo glielo chiede – fuor di metafora la torre di controllo, naturalmente, è il Consiglio, mentre i passeggeri sono i 732 deputati al Parlamento europeo? Vorrei sapere come questo pilota opererà in tali condizioni.
<P>
Un’altra cosa, signor Barroso.
Lei ha detto di volere un’Europa così e così.
Lei ha anche detto che non sarà lo strumento del Consiglio; si noti bene: lei non vuole essere lo strumento del Consiglio. Il modo in cui lei è stato designato Presidente della Commissione è stato però uno spettacolo desolante, ne converrà: sono stati presentati onesti mediatori alla Presidenza irlandese che, nascosta dietro porte chiuse di chissà quali stanze, dopo aver proposto candidati di ambo le parti, alla fine ci ha detto di aver trovato il migliore: Barroso!
Se lei era il candidato migliore, perché non è stato proposto per primo? Perché abbiamo dovuto aspettare settimane e settimane prima di arrivare a questo magnifico Barroso d’annata?
<P>
Eh sì, onorevoli deputati, credo che, se vogliamo lavorare insieme, dobbiamo parlare con franchezza.
Lei è la terza ruota di scorta.
Non critico lei per questo, ma il Consiglio.
In proposito ho una richiesta da fare al Parlamento.
Se questo Parlamento un giorno vorrà farsi rispettare dovrà opporre al Consiglio un chiaro e determinato rifiuto.
Il Consiglio non ha mai approvato una proposta del Parlamento così com’era. Il Consiglio ha strappato metà della proposta di Costituzione formulata dalla Convenzione e noi, masochisti come siamo, ci siamo complimentati e abbiamo ringraziato.
Ci proponete Barroso!
Vada per Barroso!
Comunque sia siamo delle pezze da piede.
Ebbene, non è questo che vogliamo essere!
<P>
Queste affermazioni non sono rivolte contro di lei; piuttosto intendono segnalare un problema fondamentale per la democrazia in Europa, vale a dire che il Consiglio e gli uomini di governo che lo compongono – anche quelli del mio governo preferito, il governo tedesco – sono intergovernativi quando sono al governo.
Occorre far loro comprendere una volta per tutte che l’Europa non è solo il Consiglio d’Europa, ma è il Consiglio, le Istituzioni comunitarie e la Commissione; non lo hanno ancora capito. Se il Parlamento realizzasse i miei sogni dicendo per una volta di no al Consiglio, otterrebbe senz’altro il rispetto di quest’ultimo per cinque anni.
<P>
Ecco quello che dobbiamo decidere.
<P>
Per questo motivo faccio appello ai liberali, che hanno sempre lottato per questo Parlamento: oggi potete rendere un servizio all’Europa facendo capire al Consiglio che non tollereremo più il suo comportamento.
Per questo motivo, dopo aver ascoltato il Presidente designato della Commissione e gli onorevoli Poettering, Schulz e Watson, i verdi voteranno contro José Manuel Durão Barroso.
<SPEAKER ID="99" LANGUAGE="FR" NAME="Wurtz (GUE/NGL )." AFFILIATION="(Applausi a sinistra)">
<SPEAKER ID="100" LANGUAGE="DA" NAME="Bonde (IND/DEM )." AFFILIATION="Internet">
<SPEAKER ID="101" LANGUAGE="" NAME="Muscardini (UEN )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="102" LANGUAGE="FR" NAME="Martinez (NI )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="103" LANGUAGE="EN" NAME="Evans, Jonathan (PPE-DE )." AFFILIATION="leader">
<SPEAKER ID="104" LANGUAGE="DE" NAME="Swoboda (PSE )." AFFILIATION="iter">
<SPEAKER ID="105" LANGUAGE="FR" NAME="De Sarnez (ALDE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="106" LANGUAGE="EN" NAME="Joan i Marí (Verts/ALE )." AFFILIATION="status">
<SPEAKER ID="107" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – Desidero fare notare all’Assemblea che l’onorevole deputato si è avvalso del diritto conferitogli dall’articolo 138 del Regolamento che gli consente di esprimersi nella lingua ufficiale di sua preferenza.




L’inglese è una lingua ufficiale, che il collega ha scelto di utilizzare intercalandovi frasi in catalano, le quali non hanno potuto essere tradotte e comprese dal resto dell’Aula e, pertanto, non figureranno nemmeno nel processo verbale.

<SPEAKER ID="108" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )." AFFILIATION="stop">
<SPEAKER ID="109" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Vicepresidente">
<SPEAKER ID="110" LANGUAGE="FR" NAME="Gollnisch (NI )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signora Presidente, sarò molto breve. Poco fa, dopo l’intervento dell’onorevole Joan i Marí, il Presidente ha detto che il catalano non è una lingua ufficiale delle Istituzioni.
Credo che questa affermazione non sia esatta. Il catalano infatti è una lingua ufficiale, ma invero non una lingua di lavoro.
<P>
Detto questo, invoco indulgenza per il collega che ha pronunciato alcune frasi in catalano in quanto, proprio in questo Parlamento, nel corso della discussione in cui è stato deciso che il catalano sarebbe stata una lingua ufficiale, io mi sono espresso in latino; ebbene, il latino non è né una lingua ufficiale né una lingua di lavoro, eppure le mie affermazioni sono state riportate in latino nel processo verbale.
<SPEAKER ID="111" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="112" LANGUAGE="LV" NAME="Vaidere (UEN )." AFFILIATION="vodka">
<P>
   – Onorevoli colleghi, assalito dal fuoco incrociato degli interrogativi lanciati dal nostro gruppo, il Presidente designato Barroso ha dimostrato di essere un politico esperto e dal piglio manageriale. Abbiamo così deciso di sostenere la sua candidatura, in particolare per il suo riferimento all’Unione europea come unione di nazioni.
Tuttavia, il Presidente designato ha diplomaticamente evitato di rispondere a una domanda sulla sua posizione nei confronti delle relazioni future con la Russia.
Mi preme sottolineare quanto sia importante, a livello internazionale, perseguire l’obiettivo del riconoscimento e della condanna dell’occupazione dei paesi baltici, compresa la Lettonia, segnatamente da parte della Russia quale erede dell’URSS. E’ indubbio che ciò renderebbe meno ipocrite le relazioni tra l’Unione e la Commissione europea e la Russia, per non finire a dissertare di e caviale di sera per poi rendersi conto, la mattina dopo, che la Russia ha vietato le importazioni dei prodotti alimentari provenienti dall’Unione europea.
Ammettere la realtà costituirebbe una buona base per instaurare una cooperazione che sia veramente costruttiva in futuro.
A proposito della questione economica, vorrei evidenziare che, essendo ancora eccessive le differenze tra vecchi e nuovi paesi membri, l’elaborazione del bilancio dovrebbe tener conto della necessità di destinare una proporzione maggiore di risorse allo sviluppo economico dei nuovi Stati membri – anche tramite i Fondi strutturali. Per accelerare lo sviluppo sarebbe doveroso servirsi sia della leva fiscale, che rientra nelle competenze degli Stati membri, che dei Fondi strutturali per le infrastrutture, l’eliminazione della povertà e il sostegno allo sviluppo economico.
Signor Presidente designato Barroso, noi riponiamo grandi speranze nell’impronta creativa che caratterizzerà il suo modo di affrontare tali questioni.
Grazie.
<SPEAKER ID="113" LANGUAGE="PT" NAME="Martin, Hans-Peter (NI )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="114" LANGUAGE="DE" NAME="" AFFILIATION="">
<P>
Ad ogni modo, la domanda è questa: se vince, signor Presidente designato, cosa farà con questa vittoria?
Possiamo sempre sperare.
A mio avviso, la domanda decisiva che dovrei porle è: come farà a colmare la notevole mancanza di credibilità che si frappone tra la percezione dell’Europa politica da parte di così tanti cittadini e quanto accade veramente qui?
<P>
Noi vogliamo veramente un’Europa comune, ma così non funziona.
Lo dimostra l’esito delle elezioni. Lo dimostra la mancanza di disponibilità a concedere i contributi finanziari necessari.
A mio parere la sua impostazione di fondo dovrebbe consistere in un cambiamento di direzione, per affermare che qui stiamo sperperando davvero troppo, che con metà della spesa unita all’efficienza necessaria si possono spesso ottenere maggiori risultati e che, in particolare per quanto concerne la trasparenza, potremmo imparare dal paese di cui le piace tanto parlare, gli Stati Uniti, e dalla loro Legge per la libertà d’informazione.
Perché, se c’è una cosa che qui impariamo subito, è che non c’è democrazia senza trasparenza, ed è questa la ragione per cui mi auguro che al termine del suo mandato potremo ancora dire: forza, Portogallo!
<SPEAKER ID="115" LANGUAGE="PT" NAME="Pinheiro, João de Deus (PPE-DE )." AFFILIATION="leadership">
<SPEAKER ID="116" LANGUAGE="NL" NAME="Wiersma (PSE )." AFFILIATION="Al-Qaeda">
<SPEAKER ID="117" LANGUAGE="NL" NAME="Maaten (ALDE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="118" LANGUAGE="SV" NAME="Lundgren (IND/DEM )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="119" LANGUAGE="" NAME="Mussolini (NI )." AFFILIATION="">
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<SPEAKER ID="123" LANGUAGE="ES" NAME="Mayor Oreja (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="124" LANGUAGE="" NAME="Napoletano (PSE )." AFFILIATION="media">
<P>




   – Signor Presidente designato, in occasione dell’audizione presso il gruppo socialista, alla mia domanda sulla politica estera, e in particolare sulle circostanze che determinarono il suo sostegno alla decisione dell’intervento unilaterale in Iraq, lei mi ha risposto che, essendo un politico e non un tecnocrate, in quell’occasione ha dovuto esporsi e prendere posizione.
<P>
Questo vuol dire che, con la sua candidatura, lei vuole contribuire a politicizzare la vita politica europea.
Lei ha insistito molto e ripetutamente anche oggi su questo concetto.
Tuttavia, temo che non sia stata questa la logica che ha portato e ha ispirato i governi nella designazione della sua candidatura, perché lei sa benissimo che la politica presuppone che si sviluppi una dialettica e che quindi i cittadini siano posti in grado di comprendere quali sono le alternative e di valutare le differenze tra posizioni, soprattutto quando queste toccano temi fondamentali come quelli della pace e della guerra.
E’ anche per questo che molti giovani generazioni disertano le urne elettorali, perché non capiscono bene quali sono le alternative che offre loro la politica.
<P>
Tuttavia, la questione che voglio porle oggi è un’altra ed è altrettanto importante. Lei saprà che il 22 aprile scorso questo Parlamento ha approvato una risoluzione sui rischi di violazione della libertà di informazione nell’Unione europea e in particolare in Italia.
Dopo quel voto è continuata una tendenza alla concentrazione mediatica in Francia e nei paesi di nuova adesione, mentre in Italia è stata votata una legge sul conflitto di interessi che mantiene nelle mani del Presidente del Consiglio la proprietà del controllo televisivo.
Al contrario, questo Parlamento auspicava l’introduzione di strumenti giuridici che vietassero a personalità politiche o candidati di detenere interessi diretti nel settore dell’informazione. Inoltre, è di qualche giorno fa la terribile notizia dei due giornalisti uccisi in Russia e lei sa quanto è grave il problema della libertà di stampa nei paesi con cui noi abbiamo relazione internazionali.
<P>
Signor Presidente, la mia questione è quindi molto precisa e mi auguro che la sua risposta sia altrettanto chiara.
Lei intende dare seguito alla richiesta del Parlamento europeo e cioè impegnarsi ad elaborare un progetto di direttiva per la salvaguardia del pluralismo dei ?

Lei, che ha dichiarato di voler dar peso, prestigio e autonomia alla Commissione rispetto al Consiglio e in alleanza con il Parlamento, pensa di poter prendere questo impegno oggi?
Se domani otterrà un primo voto favorevole da questa camera, comparirà questo punto nel suo programma che sarà presentato ad ottobre?
<SPEAKER ID="125" LANGUAGE="DE" NAME="Ferber (PPE-DE )." AFFILIATION="">
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