<CHAPTER ID="1">
<SPEAKER ID="1" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Vicepresidente">
<P>
(1)
<SPEAKER ID="2" LANGUAGE="DA" NAME="Rovsing (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, i due orologi che abbiamo in quest’Aula, a quanto pare, sono completamente fuori sincrono.
Quando guardo l’orologio laggiù, l’impressione è che il tempo si sia fermato per il Parlamento e che non proceda più.
E’ fermo da parecchio tempo e penso che si dovrebbe fare qualcosa al riguardo.
<SPEAKER ID="3" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – Onorevole Rovsing, mi è stato comunicato che l’orologio murale al quale si riferisce è effettivamente rotto, forse già da qualche mese.
Disponiamo comunque di un altro orologio funzionante, che però si trova alle sue spalle.
Dovrà pertanto girarsi per controllare l’ora esatta.
<P>
Faremo comunque intervenire i tecnici per procedere alle opportune riparazioni, ed evitare così che lei debba intervenire nuovamente sullo stesso argomento.
<SPEAKER ID="4" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – L’ordine del giorno reca la discussione sulla relazione (A5-0053/2004) dell’onorevole Belder contenente una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo, destinata al Consiglio, sulle relazioni tra l’Unione europea e la Russia della commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa.
<SPEAKER ID="5" LANGUAGE="NL" NAME="Belder (EDD )," AFFILIATION="impasse">
<P>
   Signor Presidente, lo scopo di questa proposta di raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio sulle relazioni tra l’Unione europea e la Russia è chiaro: un partenariato davvero degno di questo nome.
E’ quindi necessario un rafforzamento di queste reciproche relazioni, anziché una crescente divisione.
Da un punto di vista molto concreto, è necessario anche per i nostri molti interessi comuni.
In tutta franchezza, tuttavia, le relazioni tra l’Unione europea e la Federazione russa sono tutt’altro che ideali e la colpa di questa situazione è da ricondursi a entrambe le parti.
Questa è quindi la prospettiva di questa proposta di raccomandazione: autocritica europea e critica nei confronti di Mosca.
Nell’autunno dell’anno scorso, la commissione parlamentare per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa si è orientata proprio in questa direzione.
Per la nostra soddisfazione, oggi possiamo concludere che la Commissione, in base alla sua comunicazione del 10 febbraio, è più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, così come, a quanto pare, il Consiglio.
Tra l’altro, secondo il parere del Parlamento, il Consiglio dovrebbe aspirare a una maggiore trasparenza in un’area tanto vasta e importante della politica come quella delle relazioni con la Russia.
<P>
L’attuale consenso europeo riguardo alla Russia è indiscusso, ma ciò che è importante è la sua concreta attuazione ed è su questo che l’Europa deve fare autocritica.
Sono state adottate posizioni divergenti su Kaliningrad, sulla Cecenia e sull’affare Yukos.
Signor Presidente in carica del Consiglio, per questo motivo attendo con ansia che si concludano nuovi accordi per una politica nuova e coerente.
Ieri la stampa ha ancora una volta riportato affermazioni confuse fornite da un importante uomo di Stato europeo.
<P>
Un secondo punto di importante autocritica è accennato al considerando S e al paragrafo 2 della proposta di raccomandazione.
Il partenariato tra l’Unione europea e la Russia poggia sui valori comuni di rispetto dei principi democratici e dei diritti umani.
Il Parlamento raccomanda espressamente al Consiglio e alla Commissione di applicare in modo pienamente coerente questo principio in tutti i settori della cooperazione con il Cremlino.
<P>
In ogni caso, la situazione in Cecenia è in aperta contraddizione con il principio del partenariato UE-Russia.
E’ una situazione deprimente di violenza dilagante e di anarchia, principalmente a spese di una popolazione civile indifesa.
Allo stesso tempo, la tragedia della Cecenia è un problema che si evita nella politica internazionale, come suggerisce in modo molto calzante il titolo di un recente studio approfondito sull’argomento.
Al paragrafo 13, il Parlamento raccomanda al Consiglio in tutta serietà di confutare vigorosamente questa analisi vergognosa.
In ultima analisi, gli effetti interni ed esterni dell’ cecena riguardano anche i valori e gli interessi dell’Unione europea.
Per cominciare, il Consiglio dovrebbe protestare energicamente presso il Presidente Putin contro le sparizioni, le torture o, peggio, le uccisioni di cittadini ceceni che hanno avuto il coraggio di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
<P>
In riferimento alle persone scomparse nella regione della Cecenia, vorrei ricordare l’incertezza che avvolge il destino del mio compatriota Arjan Erkel.
Sottoscrivo pienamente l’emendamento n. 25, che cito: “esprime la propria profonda preoccupazione perché finora non è stato possibile risolvere positivamente il caso di Arjan Erkel e deplora profondamente la mancanza di progressi per quanto riguarda la soluzione di questo drammatico caso; chiede un fermo impegno politico da parte delle autorità russe federali e locali, della Commissione e del Consiglio per fare in modo che Arjan Erkel sia liberato sano e salvo”.
<P>
Vi è un altro ostacolo al partenariato UE-Russia che sta ricevendo l’attenzione politica e pubblica molto più della Cecenia: l’estensione degli accordi di partenariato e cooperazione a tutti i nuovi Stati membri dell’Unione europea dal 1° maggio 2004.
Il Parlamento appoggia incondizionatamente la posizione del Consiglio, che non intende avviare alcun negoziato con i russi in proposito.
Il Consiglio può dirci se si sta prospettando una soluzione provvisoria a questa divergenza?
I rapporti di buon vicinato e, soprattutto, il partenariato dovrebbero essere accompagnati da una politica estera russa che rafforzi la stabilità nel continente.
Tuttavia, la mancata firma o ratifica degli accordi sui confini tra la Russia e i suoi vicini baltici, Estonia e Lettonia, ha un effetto destabilizzante, come anche, in un grado ancora più elevato, il mancato rispetto da parte della Russia degli obblighi di ritirare finalmente l’esercito dalla Transdniestria e dalla Georgia.
L’attuale proposta di raccomandazione invita il Consiglio a mantenere una posizione di fermezza su queste delicate questioni di sicurezza.
<P>
Potrei menzionare molte altre aree di preoccupazione riguardo allo sviluppo del partenariato UE-Russia, come risulta evidente da un’analisi accurata della proposta di raccomandazione, ma aggiungo che non era certamente nostra intenzione redigere un elenco di lamentele.
L’intenzione è semplicemente quella di definire i reciproci attriti, facilitare e mantenere il dibattito su tali punti e lavorare insieme per trovare una soluzione.
E’ logico, in questo contesto, che l’Unione europea debba esporre le sue priorità senza ambiguità e ripetutamente e debba indicare le sue cosiddette linee rosse durante i negoziati.
Questo approccio pratico si riflette nella comunicazione della Commissione e ciò mi dà, come relatore, una vera soddisfazione.
L’attenzione relativamente ampia dedicata sinora dai mezzi di informazione russi alla proposta di raccomandazione è un ottimo motivo di soddisfazione.
Sembra che il nostro messaggio sia accolto positivamente dalla Federazione russa, cui è altresì rivolto.
Sono debitore per questa risposta ai deputati interessati.
Ho trovato essenziali le vostre riflessioni e i vostri contributi.
Ribadisco questo elogio anche per l’eccellente assistenza fornita dal segretariato della commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, nella persona dell’onorevole Dag Sourander.
Con lui e il mio segretario personale, Henk-Jan van Schothorst, negli ultimi mesi, ci siamo dedicati con molto impegno a queste complesse relazioni tra l’Unione europea e la Russia, perché il Parlamento considera della massima importanza un partenariato che funzioni a tutti i livelli.
<SPEAKER ID="6" LANGUAGE="EN" NAME="Patten," AFFILIATION="Financial Times">
<P>
   Signor Presidente, i deputati al Parlamento europeo che leggono il o il riconosceranno che la cooperazione UE-Russia non è sempre semplice come potrebbe essere.
Devo dire che me ne rammarico profondamente.
Perché?
Perché relazioni stabili e costruttive con la Russia sono essenziali per l’Unione europea e anche perché relazioni stabili e costruttive con l’Unione europea sono essenziali per la Russia.
E’ chiaramente nel nostro interesse cercare di promuovere stretti legami con una Russia aperta, stabile e democratica, che agisca, lo speriamo, come un affidabile che può sostenere i valori europei, proseguire le riforme, mantenere gli impegni e, in cooperazione con l’Unione europea, svolgere un ruolo costruttivo nei nuovi Stati indipendenti.
<P>
La comunicazione adottata dalla Commissione il 9 febbraio, che ha influenzato fortemente la relazione discussa dai ministri degli Esteri lunedì di questa settimana, ha assunto come punto di partenza l’interdipendenza dell’Unione europea e della Russia e il nostro desiderio di costruire un autentico partenariato strategico, basato su valori condivisi e guidato dai nostri evidenti interessi comuni.
Le relazioni tra l’UE e la Russia comprendono elementi positivi, ma, nel complesso, dobbiamo accettare il fatto che i risultati di cinque anni di cooperazione sempre più intensiva non sono positivi quanto ci aspettavamo.
Dobbiamo intervenire al riguardo.
<P>
Sono emersi tre risultati importanti dalla revisione delle relazioni tra l’Unione europea e la Russia di cui si è discusso lunedì.
In primo luogo, è stato inviato un messaggio forte, chiaro e pubblico alla Russia in cui affermiamo che prevediamo l’estensione dell’accordo di partenariato e cooperazione ai dieci nuovi Stati membri senza condizioni né distinzioni entro il 1° maggio.
La Commissione ha svolto discussioni intensive con la Russia.
Speriamo di essere riusciti a convincere i nostri interlocutori che la questione dell’estensione dell’accordo deve essere risolta in tempi rapidi.
L’Unione europea, da parte sua, è pronta, contestualmente all’estensione dell’APC, a discutere qualsiasi preoccupazione legittima della Russia sull’impatto dell’allargamento.
Spero che il nostro tentativo di risolvere tale questione il più rapidamente possibile non sarà compromesso dalla formazione del nuovo governo della Federazione russa, con il quale saremo impazienti di collaborare a tempo debito.
<P>
In secondo luogo, i ministri hanno confermato l’importanza delle relazioni dell’Unione europea con la Russia.
E’ stato convenuto che l’Unione europea deve impegnarsi con la Russia, che dobbiamo essere pronti a discutere tutte le complesse questioni di reciproco interesse e che, nel quadro di questo approccio, l’Unione europea deve sottolineare che il partenariato con la Russia non è unicamente guidato dagli interessi comuni, ma è anche fondato sui valori condivisi.
Questo implica la possibilità di discutere con franchezza le pratiche della Russia in contraddizione con i valori europei, come i diritti umani in Cecenia, la libertà dei mezzi di informazione e la cooperazione in materia ambientale.
Ciò implica anche non esitare nel difendere vigorosamente gli interessi dell’Unione europea.
<P>
In terzo luogo, i ministri hanno riconosciuto la necessità che l’Unione europea cambi il proprio modo di gestire le relazioni commerciali con la Russia, diventando più “integrata”, per usare la terminologia burocratica.
E’ stato convenuto che l’Unione europea deve stabilire obiettivi e posizioni chiari e concordati prima di ogni riunione con la Russia.
Se desideriamo costruire un reale partenariato strategico, i messaggi inviati dall’Unione europea devono essere equilibrati e coerenti e le nostre ambiziose dichiarazioni politiche devono essere accompagnate da progressi concreti.
Ciò richiede un migliore coordinamento tra le politiche definite a livello di Unione europea e l’approccio dei singoli Stati membri alle relazioni con la Russia.
Perché, ad esempio, l’Unione europea sottoscrive dichiarazioni congiunte con la Russia, in cui concordiamo di migliorare la cooperazione sulla gestione delle crisi, ma non è in grado di convincere la Russia a collaborare per risolvere i problemi molto reali nella Moldavia e nel Caucaso meridionale?
Perché, inoltre, i singoli Stati membri accettano di agevolare i visti per la Russia, mentre la Russia sta bloccando la conclusione di un accordo di riammissione?
<P>
Molti di questi pareri sono condivisi dalla relazione presentata questa mattina in modo così eloquente dall’onorevole collega, che costituisce un gradito contributo, a mio giudizio, al dibattito sulle nostre relazioni con la Russia.
<P>
Il nostro compito è ora quello di tradurre le parole in azione e di stabilire un approccio strategico più coerente alla Russia, che rifletta i pareri dell’Unione allargata.
E’ importante che l’Unione europea possa compiere progressi reali nel lavoro con la Russia.
E’ importante per gli operatori commerciali che desiderano avere accesso al promettente mercato russo; dopo tutto, dobbiamo ricordare che, in seguito all’allargamento, oltre il 50 per cento del commercio della Russia sarà con l’Unione europea.
E’ altresì importante per gli importatori di energia, dato che la Russia è un grande fornitore di petrolio e di gas.
Fatto non meno rilevante, è importante perché, se vogliamo affrontare i problemi transfrontalieri come l’inquinamento ambientale, la migrazione illegale e la criminalità organizzata, la Russia dovrà assumersi un onere maggiore rispetto al passato.
<P>
Le discussioni svolte in seno al Consiglio “Affari generali” e “Relazioni esterne” hanno riaffermato l’interesse dell’Unione europea per promuovere l’integrazione a lungo termine, attraverso la creazione di una serie di spazi comuni nel quadro dell’accordo di partenariato e cooperazione.
La Commissione ha sostenuto con forza che, una volta raggiunto l’accordo sull’estensione dell’APC, l’Unione europea deve essere pronta a presentare un progetto di piano d’azione comune alla Russia che copra questi quattro spazi, coerente con la nostra politica di vicinato e comprendente elementi pertinenti che sono nell’interesse comune sia dell’Unione europea che della Russia.
Questo aiuterebbe a stabilire un’agenda basata sui problemi e focalizzata sulla sostanza e sarebbe un ulteriore passo verso il partenariato strategico che vogliamo sinceramente instaurare con la Federazione russa.
<P>
Desidero ringraziare ancora una volta l’onorevole deputato per aver presentato una relazione così ponderata, che, ne sono sicuro, contribuirà al risultato che entrambi auspichiamo.
<SPEAKER ID="7" LANGUAGE="SV" NAME="Arvidsson (PPE-DE )." AFFILIATION="leader">
<P>
   – Signor Presidente, in Europa si sta perpetrando una guerra terribile.
La seconda guerra cecena è ormai giunta al quinto anno.
Presto giungerà alla stessa durata della Seconda guerra mondiale.
Ogni giorno che il conflitto continua, i dello Stato russo dimostrano la loro incapacità e mancanza di volontà di mettere una fine pacifica alla guerra civile.
E’ diventata una guerra infinita.
I europei e l’Unione devono essere più attivi nel perseguire la pace in Cecenia e dobbiamo chiedere che l’esercito russo rispetti le regole della guerra nei confronti della popolazione civile.
Devono finire le cosiddette operazioni di rastrellamento, che non sono altro che furti e rapimenti, e i soldati russi che usano violenza alla popolazione civile devono essere portati davanti ai tribunali.
<P>
Con il crollo del comunismo sovietico totalitario, vi erano vive speranze e aspettative riguardo allo sviluppo e all’avvicinamento della Russia al resto d’Europa.
Ora che constatiamo che gli sviluppi hanno preso un’altra direzione in certe parti del paese, dobbiamo fare richieste e non limitarci a esprimere aspettative.
Non c’è spazio in uno Stato costituzionale moderno e democratico per i mezzi di informazione controllati dallo Stato e per la cosiddetta democrazia controllata.
Il Presidente Putin ha annunciato alcuni giorni fa la caduta del governo russo.
Per giustificare la formazione di un nuovo governo ha menzionato il fatto che questo avrebbe lavorato più intensamente per lo sviluppo della democrazia nel paese.
Sono belle parole.
Dobbiamo sperare che diventeranno realtà.
<P>
Per l’Unione europea è inaccettabile che la Russia non abbia approvato, prima dell’allargamento, gli accordi formulati con l’Estonia e con la Lettonia sulla definizione dei confini.
E’ altresì inaccettabile che la Russia si opponga a un’estensione degli accordi di partenariato.
<P>
La Russia ha inoltre enormi problemi ambientali.
Questa è in gran parte un’eredità dell’era comunista, quando l’ambiente aveva una priorità molto bassa.
Il rischio maggiore di un disastro ambientale che potrebbe colpire anche il territorio dell’Unione europea è costituito dalle antiquate e più vecchie centrali termonucleari, definite di tipo Chernobyl.
Ne esistono a Sosnovy Bor, non lontano dal confine dell’Estonia con la Russia, e a Kursk, vicino a Mosca.
Dobbiamo dire chiaramente ai russi che è inaccettabile continuare a far funzionare questi reattori RBMK di prima generazione.
Dovrebbero essere eliminati al più presto, mentre altre centrali termonucleari in Russia devono essere migliorate dal punto di vista della sicurezza, in conformità delle norme di sicurezza dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).
La cooperazione dell’Unione europea con la Russia per migliorare la sicurezza dell’energia nucleare deve diventare più efficace.
<P>
Questa relazione è senza dubbio molto attuale e ha attirato molta attenzione.
In conclusione, desidero ringraziare l’onorevole Belder per la sua costruttiva cooperazione.
<SPEAKER ID="8" LANGUAGE="FI" NAME="Paasilinna (PSE )." AFFILIATION="troika">
<P>
   – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Russia deve accettare l’accordo di partenariato e cooperazione.
La Commissione europea ha deciso di minacciare la Russia di un boicottaggio commerciale se non accetta di estendere questo accordo ai futuri Stati membri.
Non rimarrà molto spazio per la cooperazione se finiamo con il questionare in questo modo sul partenariato!
<P>
La nostra politica sulla Russia è fallita rovinosamente.
Sono anni che non si realizza nulla di concreto, a parte la questione di Kaliningrad.
L’espansione verso est dell’Unione europea e della NATO ridurrà la sfera d’influenza della Russia e il suo commercio per centinaia di milioni di dollari.
Data questa situazione, Mosca ha menzionato 14 aree di preoccupazione, come i periodi di transizione per le tariffe doganali.
Noi, i vecchi Stati membri, stiamo ora imponendo periodi di transizione riguardo alla forza lavoro nei nuovi Stati membri.
L’Unione non ha accettato uno di questi.
In cambio, la Russia non ratificherà l’accordo di Kyoto e sta esercitando pressione sulle relazioni con la minoranza nella regione baltica.
<P>
Un boicottaggio commerciale causerebbe gravi danni ad alcuni Stati membri a causa di un aumento dei costi delle materie prime.
Altri paesi ne soffrirebbero meno, alcuni per niente, ma il mio paese, ad esempio, subirebbe gravi ripercussioni, poiché gli scambi commerciali che intratteniamo con la Russia sono di enorme importanza e abbiamo anche qualche esperienza in proposito, in un passato fatto di relazioni difficili.
<P>
Ora la Russia è davvero con le spalle al muro in seguito a questa minaccia di politica commerciale, mentre si stanno realizzando contemporaneamente due tipi di espansione.
Ci stiamo facendo strada nelle zone commerciali della Russia.
<P>
Il paese ha appena eletto un parlamento più nazionalistico che mai e l’attuale campagna elettorale presidenziale fa pensare alla stessa tendenza.
La ministeriale dell’Unione europea deve ora prendere l’iniziativa e presentare una proposta adeguata per risolvere tale questione prima del Vertice, perché questa è un’area di cooperazione in cui dobbiamo trovare nuovi approcci.
Non possiamo imporre la democrazia alla Russia: questa si realizzerà attraverso canali più ampi di cooperazione.
L’approccio migliore e più efficace è cercare di avere un’influenza direttamente sul Presidente Putin, che ha un ruolo chiave in tutto ciò che accade, come è stato detto poc’anzi.
Anche questo richiederà cooperazione, non boicottaggi.
Comprendo le critiche in relazione alla Cecenia e a Sasnovibor, ad esempio, ma tali questioni fanno parte della cooperazione che dobbiamo costruire e da cui dobbiamo ottenere risultati, perché vi siano benefici visibili per entrambe le parti e per porre fine a tutte queste peculiari minacce, inadeguate in rapporto al tipo di cooperazione di cui abbiamo bisogno attualmente.
<SPEAKER ID="9" LANGUAGE="FI" NAME="Väyrynen (ELDR )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, il gruppo del Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori è molto soddisfatto della relazione dell’onorevole Belder sulla Russia.
Siamo comunque disposti ad accettare alcuni emendamenti.
D’altro canto, speriamo che gli altri gruppi sostengano il nostro emendamento, concernente la posizione delle minoranze nazionali in Russia.
<P>
Di recente nell’Unione europea abbiamo esaminato le nostre relazioni con la Russia.
La conclusione cui siamo giunti è che la strategia adottata formalmente non ha funzionato in modo soddisfacente.
La ragione principale di questo è che l’Unione non è stata capace di mostrare un fronte unito nelle sue relazioni con la Russia, mentre alcuni Stati membri, in particolare i più grandi, hanno avuto la tendenza a procedere in modo autonomo.
Occorre correggere questa situazione.
<P>
Tuttavia, il nostro fallimento è stato motivato da un’altra ragione essenziale, da un elemento cui non è stata prestata sufficiente attenzione nelle nostre deliberazioni.
Nell’Unione vi è una insufficiente conoscenza o comprensione della situazione politica in Russia.
La Russia, almeno sinora, non ha rispettato i principi diplomatici e politici che noi e altri paesi occidentali diamo per scontati.
Questo risulta evidente, ad esempio, dal fatto che la Russia è stata irremovibile nel rifiutare l’estensione dell’accordo di partenariato e cooperazione ai nuovi Stati membri dell’UE.
Forse neppure la minaccia di sanzioni avrebbe l’effetto desiderato, anzi, potrebbe invece determinare una guerra commerciale da cui gli Stati membri dell’Unione europea potrebbero uscire peggio della Russia.
Comunque non mi risulta che siano già state rivolte tali minacce, sebbene forse se ne sia talvolta discusso.
<P>
Nelle relazioni con la Russia sono necessarie calma e pazienza.
Per poter realizzare efficacemente i nostri obiettivi e vigilare sui nostri interessi, dobbiamo sempre considerare le speciali circostanze politiche che esistono in Russia, per quanto talvolta ciò sia difficile e faticoso.
<SPEAKER ID="10" LANGUAGE="DE" NAME="Brie (GUE/NGL )." AFFILIATION="partner">
<P>
   – Signor Presidente, il mio gruppo appoggia decisamente le posizioni critiche espresse nella relazione Belder.
In Cecenia sussiste una situazione inaccettabile, dove l’esercito russo perpetra gravi violazioni dei diritti umani.
In Russia si stanno verificando cambiamenti politici interni inquietanti, in cui quella che viene definita “democrazia controllata” sta assumendo sempre più caratteristiche autoritarie. Adottiamo una linea estremamente critica anche sull’atteggiamento assunto dalla Russia nei confronti dei nuovi Stati membri dell’Unione europea.
<P>
In passato l’Unione europea ha adottato un approccio “su due binari” nelle sue relazioni con la Russia, basato sul fatto che la Russia è – e deve essere – uno dei nostri strategici più importanti.
Un approccio a due binari non significa naturalmente che dobbiamo evitare di esprimere critiche – al contrario; nel momento in cui si sviluppano relazioni strategiche deve esservi un ruolo centrale per l’impegno a conformarsi al nostro canone di valori e a sostenere la democrazia, gli associati al principio di legalità e i diritti dell’uomo.
Allo stesso tempo, tuttavia, era anche nostra preoccupazione realizzare una interconnessione reciproca sostenibile tra la Russia e l’Unione europea, non solo per mezzo dell’accordo di partenariato e cooperazione.
Ritengo che questo non sia il momento di mettere in discussione questa strategia; così facendo, perderemmo le opportunità che abbiamo per affrontare davvero gli sviluppi politici interni o la situazione in Cecenia.
Inoltre, a mio parere, dovremmo essere molto più seri nell’impegnarci riguardo alle condizioni sociali in Russia.
La speranza di vita degli uomini in Russia è diminuita di dieci anni negli ultimi dodici anni – una tragica evoluzione, che illustra la situazione in molte parti di questo paese.
<P>
Sebbene appoggi le critiche dell’onorevole Belder sulla politica russa, avrei voluto che la relazione rendesse più esplicito ciò che ha appena detto nel suo intervento, con la sua critica tagliente nei confronti delle azioni del Consiglio e dei governi europei, le cui relazioni con la Russia sono basate su considerazioni economiche piuttosto che strategiche.
Dopo l’11 settembre molti governi – e non solo quello di Berlusconi, ma anche il governo federale tedesco – hanno permesso che la guerra in Cecenia venisse banalizzata come parte della guerra al terrorismo, cosicché manteniamo il silenzio al riguardo.
<P>
A mio parere, non è sufficiente pensare alla Russia come strategico solo in senso economico o con l’obiettivo di rendere sicuri i nostri confini e impedire la tratta di esseri umani.
Le nostre relazioni con la Russia devono essere caratterizzate dalla reciprocità e dalla compenetrazione.
<SPEAKER ID="11" LANGUAGE="FI" NAME="Wuori (Verts/ALE )." AFFILIATION="Sami">
<P>
   – Signor Presidente, proseguo questa discussione in cui prevalgono gli interventi di deputati finlandesi, pur essendo ampiamente d’accordo con l’onorevole Brie, appena intervenuto, che non è tuttavia un mio compatriota.
<P>
Il fatto che le relazioni tra l’Unione europea e la Russia siano ora più imprevedibili rispetto a quanto risultava in un certo periodo è colpa di entrambe le parti.
Sarebbe preoccupante se la Russia diventasse il nostro Medio Oriente e se, a causa della dipendenza energetica europea, fossimo disposti a permettere che violazioni dei diritti umani come quelle perpetrate in quella tragedia che è la Cecenia continuino di anno in anno e accettassimo i maggiori rischi connessi con il trasporto del petrolio, il collasso della sicurezza nucleare e le allarmanti restrizioni delle libertà civili.
Il problema cruciale qui è la libertà di espressione ed è sufficiente ripercorrere i precedenti della Russia in relazione ad altri diritti politici per giungere a una conclusione attendibile al riguardo.
L’esistenza di mezzi di informazione e di una magistratura indipendenti è un elemento vitale per lo sviluppo di una società civile forte in Russia, che non è mai stata un vero Stato-nazione.
<P>
L’Unione europea non sembra avere alcuna politica coerente e costante nei confronti della Russia, né sembra attribuire a tali questioni alcun tipo di priorità.
Ciò è dimostrato anche dal modo in cui è stata trascurata la dimensione settentrionale dell’Unione, benché questa comprenda la cooperazione regionale, specialmente nelle regioni del Baltico e dell’Artico, che è d’importanza vitale per la stabilità delle regioni confinanti con l’Unione europea e per la stabilità comune che ne risulta, e benché la sua importanza sia destinata ad aumentare con l’allargamento dell’Unione ai paesi baltici.
La dimensione settentrionale è certamente distinta da Kaliningrad, che è simbolizzata, ad esempio, dal popolo che vive nella regione artica, che si estende dalla Norvegia alla Russia, e che costituisce l’unico popolo indigeno dell’Unione europea.
<P>
Per concludere con una nota positiva, va detto che il nostro confine con la Russia è rimasto notevolmente pacifico e privo di problemi e il merito di questo non spetta veramente all’Unione europea.
<SPEAKER ID="12" LANGUAGE="FR" NAME="Dupuis (NI )." AFFILIATION="Duma">
<P>
   – Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, penso che dobbiamo insistere su ciò che ha già detto l’onorevole Brie.
Stiamo discutendo una raccomandazione al Consiglio in assenza del Consiglio, il che non è un buon segnale dell’interesse che il Consiglio può avere per una questione così importante.
Comunque, penso che la discussione sia molto ricca, certo più ricca di quanto non scriva oggi la stampa riportando i commenti di Chirac, secondo il quale l’Europa mancherebbe di rispetto alla Russia.
<P>
Ma quale Russia?
La Russia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento?
In tali elezioni, come hanno osservato alcuni colleghi, abbiamo visto quasi un monopolio – ancor peggio che in Serbia – dei “partiti nazionalisti”, come si dice quando si vuole parlare con un certo pudore, pur sapendo che si tratta, in generale, di partiti letteralmente fascisti.
Ma non possiamo dirlo, perché si tratta della Russia.
<P>
Sono pienamente d’accordo con diversi colleghi: l’onorevole Arvidsson, che ha fatto un elenco di molte piccole cose che non vanno, l’onorevole Brie, l’onorevole Wuori e altri.
A mio parere, non vi sono molte cose che funzionano.
Le elezioni alla russa l’hanno dimostrato. Riguardo alle elezioni presidenziali, non si può parlare di campagna elettorale, perché non si sta svolgendo.
Abbiamo tutti assistito allo scandalo dell’affare Rybkin, un candidato che è stato rapito, portato all’estero, drogato e quindi riportato indietro.
C’è stato lo scandalo legato alla candidatura di Mikhail Khodorkovski, che è innegabilmente uno dei più grandi imprenditori russi.
Non avremmo tollerato un decimo di ciò che ha subito.
Penso che la Corte di Strasburgo sarà costretta a constatarlo, ma purtroppo soltanto fra tre anni, quando il destino di Khodorkovski e delle sue attività sarà ormai segnato.
<P>
Ho una domanda per il Commissario Patten: quando si deve parlare di violazione dei diritti umani?
Quando il 20 per cento di una popolazione di un milione di persone è stato spazzato via si tratta di violazione dei diritti umani, di genocidio o di tragedia di proporzioni bibliche?
Penso che si parli di violazione dei diritti umani quando constatiamo un certo numero di violazioni gravi di una legislazione nota e generalmente rispettata.
Quando invece, come è avvenuto in Cecenia, si constata che sono state eliminate 200 000 persone in nove anni e si contano decine di migliaia di casi di tortura e di stupri, non si tratta più di violazione dei diritti dell’uomo, ma di genocidio.
Penso che molti deputati, me compreso, provino una certa reticenza a usare il termine “genocidio”.
Sappiamo tutti perché.
Quello che è avvenuto in Europa 60 anni fa era genocidio.
Quello che è avvenuto in Ruanda era genocidio.
E quello che avviene oggi in Cecenia è un genocidio, che non ha nulla a che vedere, Commissario Patten, con le violazioni dei diritti umani.
<P>
Ringrazio il relatore, onorevole Belder, e numerosi colleghi che penso siano stati costretti ad ammettere che ciò che sta accadendo in Cecenia e in Russia, non ha più nulla a che vedere con la violazione dei diritti umani e con una mancanza di democrazia.
E’ molto più grave.
<SPEAKER ID="13" LANGUAGE="DE" NAME="Brok (PPE-DE )." AFFILIATION="partner">
<P>
   – Signor Presidente, la Russia è per noi un di fondamentale importanza, al quale siamo uniti – o, qualcuno potrebbe dire, dal quale siamo separati – da due cose: interessi condivisi e valori comuni.
Riguardo ai valori, oggi critichiamo il modo in cui si stanno sviluppando la democrazia e lo Stato di diritto, nonché la situazione in Cecenia, ma, così facendo, non dobbiamo perdere di vista i nostri molti interessi condivisi.
Ora che l’Unione europea si sta allargando, è vitale che i confini tra l’Unione europea e la Russia non diventino nuove barricate; dovremmo invece usarli anche come un ponte e come un mezzo per estendere l’accordo di partenariato e cooperazione.
La nostra fornitura di aiuti è importante, poiché contribuisce anche a promuovere la liberalizzazione all’interno della Russia.
E’ importante che la Russia possa aderire all’OMC – negli stessi termini di tutti gli altri e non a speciali condizioni – e, se valgono le normali condizioni, poi dovremmo anche sostenerla in questo ambito.
Abbiamo interessi condivisi nel campo dell’energia, della sicurezza e della lotta al terrorismo.
<P>
Questo è, a mio parere, un aspetto che dovremmo chiarire e non dovremmo permettere che la situazione in Bielorussia abbia come risultato la sospensione della fornitura di energia all’Unione europea concordata contrattualmente.
In molti settori, l’allargamento dell’Unione europea non crea una nuova situazione e non dovremmo confondere i problemi.
La continuazione dell’accordo di partenariato e cooperazione dopo l’allargamento dell’Unione europea non deve significare che accettiamo richieste di compensazione emergenti da problemi commerciali, perché allora il mondo intero potrebbe fare altrettanto e io non credo che un precedente di questo genere sia accettabile; sorge anche la questione della correttezza delle cifre prodotte dalla Russia.
<P>
Dobbiamo anche chiarire, tuttavia, che il negoziato di adesione degli Stati baltici all’Unione europea ha contribuito a mettere le minoranze locali in una posizione non condivisa dalle minoranze di molte altre parti del mondo e forse neppure di certe parti della Russia.
Il problema delle minoranze non può essere una scusa per differire la firma dei trattati sui confini o, in ogni caso, per differirne la ratifica.
Questo deve essere fatto immediatamente e pertanto è necessario agire con chiarezza.
Sia per mezzo della tecnologia che della cooperazione, dobbiamo aiutare la Russia a stabilire l’esenzione dall’obbligo del visto, ma questo deve essere fatto in modo da mantenere gli di Schengen per i paesi aderenti, per mantenere la sicurezza interna.
<P>
Nel fare questo, dovremmo lavorare per creare buone relazioni con la Russia e riconoscere che può essere un fattore per la stabilità solo se accettiamo che abbia anche una stabilità territoriale.
Questo è un altro punto che dobbiamo tenere in considerazione.
<SPEAKER ID="14" LANGUAGE="FR" NAME="Lalumière (PSE )." AFFILIATION="partner">
<P>
   – Signor Presidente, signor Commissario, la proposta di raccomandazione presentata dal relatore dopo che è stata modificata e completata dalla commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa è un documento che approvo e che non avrò difficoltà a votare.
<P>
Non intendo riprendere qui tutti i punti, davvero numerosi, sollevati nel testo.
L’onorevole Belder ha svolto un lavoro estremamente dettagliato, in linea con le comunicazioni della Commissione e con le precedenti risoluzioni del Parlamento sulla Russia.
Mi limiterò quindi a insistere su due aspetti contenuti nella relazione.
Il primo è la mancanza di coerenza sulla questione tra i governi degli Stati membri, una mancanza di coerenza e di coordinamento.
Dinanzi a un grande e difficile come la Federazione russa, è intollerabile sentire ministri dell’Unione, persino Primi Ministri o Presidenti del Consiglio, esprimere pareri divergenti, ad esempio sulla dolorosa guerra in Cecenia, o sullo stesso Presidente Putin o sulle elezioni.
Tali divergenze, espresse talvolta solo a qualche ora di distanza, indeboliscono l’Unione e rendono poco credibili gli sforzi compiuti perché questa possa avere infine una politica estera e di sicurezza comune degna di questo nome.
<P>
Il secondo aspetto che volevo menzionare è ugualmente una mancanza di coerenza, ma questa volta tra le diverse azioni intraprese dall’Unione nei confronti della Russia.
Il nostro partenariato e la nostra strategia presentano molteplici aspetti, passati in rassegna nella relazione, ma tutto deve essere messo in prospettiva stabilendo priorità e con molta più coerenza.
Certo, l’Unione e la Russia si sono prefissate l’obiettivo a lungo termine di creare uno spazio economico comune, uno spazio comune di libertà, di sicurezza e di giustizia, uno spazio comune di cooperazione nel settore della sicurezza esterna, nonché uno spazio di ricerca e di istruzione comprendente gli aspetti culturali.
Tutto questo va benissimo, ma occorre realizzarlo, ancora una volta, in modo coerente, cosa che richiede molta volontà, metodo e : in altri termini, dobbiamo ancora fare molta strada.
<SPEAKER ID="15" LANGUAGE="SV" NAME="Malmström (ELDR )." AFFILIATION="one-man show">
<P>
   – Signor Presidente, signor Commissario, il gruppo del Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori è molto preoccupato per gli sviluppi sempre più autoritari in Russia, legati alla persona del Presidente Putin.
Lo scioglimento improvviso del governo ne è un’ulteriore dimostrazione.
<P>
La democrazia sembra stia facendo passi indietro, invece del contrario, e le elezioni presidenziali assomigliano sempre più a un farsesco .
I terribili atti di crudeltà in Cecenia devono cessare e l’Unione europea deve agire in modo tale da contribuire a trovare una soluzione al più presto.
Vi sono necessità enormi in campo ambientale e ci dispiace che la Russia non sia disposta a ratificare il Protocollo di Kyoto.
<P>
L’Unione europea deve avere un partenariato strategico con la Russia.
Noi vogliamo, possiamo e dobbiamo fare la nostra parte, ma tale partenariato non è incondizionato e non può essere imposto da Mosca.
In questo campo, ora tocca a Putin.
Desidero inoltre ringraziare l’onorevole Belder per la sua relazione molto costruttiva, che non avremo difficoltà a votare.
<SPEAKER ID="16" LANGUAGE="DA" NAME="Frahm (GUE/NGL )." AFFILIATION="embargo">
<P>
   – Signor Presidente, alcuni, compreso il Commissario Patten, hanno detto che le relazioni tra l’Unione europea e la Russia non sono sempre state ideali e in questo momento si possono probabilmente definire anche piuttosto tese.
Come hanno detto vari oratori, vi sono buone ragioni che spiegano tale situazione.
<P>
Lunedì scorso abbiamo “commemorato” il sessantesimo anniversario della deportazione dei ceceni ad opera di Stalin e, quindi, il sessantesimo anniversario di un genocidio che non è mai stato adeguatamente riconosciuto.
In questi ultimi giorni, abbiamo anche appreso che sono stati negati i visti per la Russia a giornalisti che hanno adottato una posizione critica.
Sono giornalisti che desiderano seguire le elezioni e ai quali non viene quindi data la possibilità di offrire un’analisi critica di ciò che sta accadendo.
Sappiamo anche altre cose.
L’onorevole Malmström ha fatto notare come, con uno schiocco di dita, Putin ha sciolto il governo russo.
Tutti questi elementi indicano che la situazione è estremamente preoccupante.
Vi sono buone ragioni per essere molto critici riguardo a ciò che sta accadendo in Russia.
<P>
Sostengo decisamente la relazione dell’onorevole Belder, ma, per contro, in questi giorni mi sono stupita del fatto che possiamo parlare così chiaramente della Russia, mentre lo stesso non vale per la Cina.
Non capisco come, da un lato, possiamo perseguire una linea critica – che ritengo sia corretta – sulla Russia e, dall’altro, consideriamo la possibilità di revocare l’ sulle armi contro la Cina, che nel suo comportamento, a mio parere, è più o meno altrettanto difficile, problematica e irragionevole quanto la Russia.
<P>
Credo che in Tibet si sia attuato e si continui a perpetrare un genocidio.
Sono convinta che l’oppressione del popolo cinese non abbia confronti.
Credo che vi siano in Cina problemi simili a quelli presenti in Russia, e in realtà ancor più gravi.
Nondimeno, stiamo considerando la possibilità di revocare l’ sulle armi.
<P>
In un modo o nell’altro, l’Unione europea deve far sì che la sua politica estera sia formulata in modo che le linee politiche adottate siano commisurate al comportamento dei paesi con i quali lavoriamo.
Non penso che ciò avvenga al momento attuale.
<SPEAKER ID="17" LANGUAGE="" NAME="Speroni (NI )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, non voglio trattare tutto l’argomento dei rapporti tra l’Unione e la Federazione russa, per cui mi limito alla questione della Cecenia, ricordando che in quest’Aula più di una volta si è parlato di diritti umani, intesi nel senso di diritto degli individui e dei singoli.
E’ una cosa giustissima, ma sembra che ormai ci siamo dimenticati di un altro diritto fondamentale, e cioè del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Fino a quando questa espressione continuerà ad essere considerata come una bestemmia, o come qualcosa di impronunziabile, i problemi come quello ceceno e come quello del Tibet, appena evocato, non potranno trovare soluzione.
<SPEAKER ID="18" LANGUAGE="EN" NAME="Tannock (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, la Russia è un paese enorme e il suo contributo – dal punto di vista storico – alla cultura europea è immenso.
Rimane una importante potenza militare e merita il riconoscimento al centro della scena mondiale.
Malgrado l’arretramento in termini economici, è una fonte vitale di gas e di petrolio per l’Unione europea e ha un nemico comune nel terrorismo islamico internazionale.
<P>
Credo che Putin vincerà le elezioni presidenziali e che dobbiamo riconoscere il suo mandato democratico a ricostruire uno Stato russo forte.
Non accetto le richieste di estromettere la Russia dal G8 a causa della sua gestione dell’affare Yukos.
Solo due settimane fa i tribunali russi hanno emesso una mite sentenza contro uno dei suoi dirigenti condannato per evasione fiscale: difficile sostenere che siano segnali di parzialità giudiziale.
<P>
Sono solidale con la Russia per le perdite che si trova a fronteggiare con la fine degli accordi bilaterali di libero scambio con gli Stati che stanno per entrare nell’Unione europea, ma, nel complesso, le tariffe si abbassano dal 9 per cento al 4 per cento e la Russia non può rifiutare di estendere gli accordi di partenariato e cooperazione alle Repubbliche baltiche a causa di dispute sui diritti della minoranza etnica russa.
La questione di Kaliningrad è ora risolta e il lavoro sull’ingresso flessibile o senza visto nell’Unione europea dovrebbe cominciare una volta raggiunto un accordo di riammissione.
<P>
La Russia vede l’azione dell’Unione europea come un’intromissione nella sua sfera d’influenza dalla Georgia all’Ucraina; da qui i suoi tentativi di ricostituire parte degli elementi vincolanti dell’ex Unione Sovietica nell’accordo di Yalta con l’Ucraina, la Bielorussia – un paese in cui la Russia potrebbe usare la sua speciale influenza per fare di più al fine di incoraggiare la democrazia – e il Kazakistan.
Esorto inoltre la Russia a ritirare le sue truppe dalla Transdniestria, a permettere una riunificazione pacifica della Moldavia e a consegnare il regime criminale di Tiraspol alle pattumiere della storia.
<P>
Infine, sono preoccupato per la migrazione di massa verso ovest di cittadini di etnia russa dalle regioni estreme orientali, dove la Russia sta ora tentando di creare stretti legami con il Giappone e la Corea per lo sfruttamento delle risorse.
A questi cittadini di etnia russa subentrano immigrati clandestini cinesi, causando una situazione che in futuro potrebbe creare tensioni in quel vasto territorio, sottopopolato ma ricco di risorse.
<SPEAKER ID="19" LANGUAGE="FI" NAME="Iivari (PSE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, è un passo positivo che il Consiglio “Affari generali” abbia indicato collettivamente che l’accordo di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e la Russia debba estendersi automaticamente a coprire i nuovi Stati membri.
Non c’è alcuna ragione per svolgere negoziati separati in proposito.
L’Unione allargata e la Russia possono discutere separatamente degli eventuali problemi che potrebbero sorgere tra loro nell’ambito delle relazioni economiche e commerciali.
<P>
La Russia è il vicino più importante dell’Unione europea.
E’ nell’interesse sia dell’Unione che della Russia che le reciproche relazioni si sviluppino favorevolmente in tutti i settori.
Inoltre, dobbiamo poter discutere problemi sensibili come i diritti umani.
Dobbiamo garantire che l’Unione sia coerente nella sua politica nei confronti della Russia e che in Russia capiscano che l’Unione europea non può essere divisa politicamente.
Dall’inizio di maggio, i paesi baltici che aderiranno all’Unione europea faranno parte dell’Unione esattamente come i vecchi Stati membri.
La condizione per l’adesione era l’adempimento dei criteri di Copenaghen in relazione a questioni come i diritti umani e i diritti delle minoranze.
Queste condizioni sono state soddisfatte.
Inoltre, la Russia si è impegnata a rispettare i diritti umani come membro dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e del Consiglio d’Europa.
E’ molto importante che sia garantita la possibilità di proseguire il lavoro dell’OSCE in Cecenia.
<P>
Si è parlato di cooperazione strategica basata sui valori comuni a proposito delle relazioni tra l’Unione europea e la Russia.
Forse tali obiettivi tanto magniloquenti dovrebbero avvicinarsi a qualcosa di un po’ più concreto.
Vi sono buoni motivi per questo, poiché il 55 per cento del commercio estero della Russia avverrà con l’Unione europea.
L’Unione europea ha bisogno di petrolio e di gas naturale, perciò è necessario sviluppare una cooperazione sull’energia, in cui l’ambiente deve avere un ruolo, sia nella produzione di energia che nel trasporto.
<P>
Una delle aree di cooperazione menzionate al Vertice di San Pietroburgo era la ricerca, l’istruzione e la cultura.
Sono una strenua sostenitrice dei programmi di scambio per ricercatori, insegnanti e studenti e della cooperazione tra istituti di istruzione.
Se vogliamo costruire una cooperazione sostenibile, i cittadini dovranno interagire tra loro.
Anche qui dovremo fornire ai giovani le giuste strutture e opportunità.
Non possono portare il peso di un mondo diviso.
<SPEAKER ID="20" LANGUAGE="DA" NAME="Andreasen (ELDR )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, c’è un argomento che desta preoccupazione quando parliamo della Russia.
E’ la libertà di stampa e sono lieto che il Commissario Patten l’abbia menzionato.
<P>
Sappiamo che, ai sensi del diritto russo, in Russia vige la libertà di stampa, ma sussiste un grande divario tra la legge e la pratica quotidiana.
L’organizzazione Giornalisti Senza Frontiere ha pubblicato un elenco relativo alla libertà di stampa in cui, su 158 paesi, la Russia figura al 148° posto.
Inoltre, la situazione sta peggiorando.
In Russia i giornalisti vengono assassinati.
Secondo la Federazione internazionale dei giornalisti, quattro giornalisti sono stati uccisi in Russia solo l’anno scorso e, dal 1° gennaio 2002, ne sono stati uccisi tredici.
<P>
Il lavoro dei giornalisti viene ostacolato.
L’ho potuto constatare personalmente a San Pietroburgo nel periodo precedente le elezioni del governatore, quando, ad esempio, era proibito mostrare fotografie o citare i nomi dei candidati alle elezioni.
Di recente, è stato negato l’ingresso in Russia a una giornalista danese, colpevole di aver criticato il comportamento russo in Cecenia.
<P>
Esorto la Commissione e il Consiglio a prendere sul serio la questione della libertà di stampa quando saranno avviati i negoziati con la Russia.
Gli attacchi alla libertà di espressione perpetrati in Russia sono inaccettabili!
<SPEAKER ID="21" LANGUAGE="DE" NAME="Stenzel (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, signor Commissario, l’Austria gode attualmente di relazioni del tutto distese con la Russia, come dimostrano le ultime visite di Stato del Presidente Putin e il suo gradimento per lo sci nel nostro paese.
Per questa ragione trovo tanto più deplorevole questo quadro delle relazioni dell’Unione europea con la Russia.
<P>
Le relazioni dell’Unione europea con la Russia non sono una strada a senso unico.
Devono essere ottimizzate se vogliamo dare lo stesso peso agli interessi dell’Unione europea allargata e a quelli della Russia.
E’ inoltre un requisito indispensabile – ripeto, un requisito indispensabile – che l’accordo di partenariato e cooperazione, in vigore dal 1998, sia ora esteso a coprire i dieci nuovi Stati membri dell’Unione europea.
In precedenza, l’ostacolo a questo era l’obiezione che l’allargamento dell’Unione europea avrebbe messo la Russia in condizioni sfavorevoli sul mercato, cosicché questa chiedeva il pagamento di una compensazione.
Questa argomentazione è davvero discutibile, poiché l’allargamento dell’Unione europea creerà automaticamente, anche per la Russia, un mercato con un grande potere d’acquisto e ciò non può che essere positivo per la sua economia.
La cooperazione nello smantellamento delle centrali termonucleari pronte per essere messe fuori servizio o nello smaltimento dei rifiuti nucleari al largo della penisola di Kola e nel Mare del Nord lascia a desiderare, per non dire di più, ed è tutt’altro che chiaro perché la Russia non abbia sinora ascoltato le richieste di utilizzare petroliere sicure nel Mar Baltico.
Ciò che stupisce riguardo al fatto che continuano a essere addotte le presunte difficoltà della minoranza russa negli Stati baltici è che sia l’OSCE sia il Consiglio d’Europa ritengono che il problema non sussiste più.
Per contro, è stato impedito all’OSCE di entrare in Cecenia.
Il fatto che la maggior parte dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Austria sia costituita da ceceni può soltanto essere considerato un segnale di quanto sia terribile la situazione in Cecenia, sebbene non voglia in alcun modo sottovalutare i crimini commessi dai terroristi contro la popolazione in Russia.
Inoltre, anche se l’Unione europea è stata molto accomodante a proposito di Kaliningrad, non è ancora stato concluso alcun accordo per il ritorno dei rifugiati o dei migranti illegali.
<P>
Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, non voglio intenzionalmente discutere ora la politica interna della Russia – è già stato fatto riferimento alla “democrazia controllata” – anche se deve avere inevitabilmente un effetto sulle relazioni tra la Russia e l’Unione europea.
Comunque, non ha senso tacere sui problemi quando affrontarli non può che contribuire a promuovere buone relazioni tra la Russia e l’Unione europea.
<SPEAKER ID="22" LANGUAGE="SV" NAME="Sacrédeus (PPE-DE )." AFFILIATION="Duma">
<P>
   – Signor Presidente, desidero sinceramente ringraziare il relatore, onorevole Belder, per la sua relazione molto ben scritta e politicamente equilibrata.
La democrazia controllata che caratterizza la Russia è fonte di grande preoccupazione.
Siamo tutti consapevoli del fatto che la democrazia non ha preso piede in Russia e che è stato creato un clima di paura in cui le persone che esprimono pareri politici indipendenti in relazione al Presidente Putin sono esposte a minacce.
In particolare, le persone con un notevole potere finanziario hanno avuto difficoltà con il sistema giudiziario.
<P>
Vorrei sottolineare che le risorse amministrative e il controllo dei mezzi di informazione erano tali che difficilmente si potrebbe affermare che le elezioni parlamentari per la svoltesi il 17 dicembre 2003 siano state conformi alle norme internazionali.
E’ necessaria una magistratura indipendente se deve essere possibile considerare la Russia una democrazia a pieno titolo.
Al momento attuale, le autorità giudiziarie non sono affatto indipendenti dall’esecutivo.
<P>
La Russia deve agire a livello internazionale per chiudere senza indugio le sue attuali basi militari in Georgia e in Moldavia.
La Russia deve agire in modo costruttivo nel conflitto nel Caucaso meridionale e desidero rivolgere un appello speciale al governo russo perché risolva il prolungato conflitto tra la Turchia e l’Armenia e promuova la riconciliazione tra i popoli di questi paesi.
La Turchia dovrebbe anche riconoscere il genocidio cui è stato sottoposto il popolo armeno tra il 1915 e il 1918.
<P>
La Russia ha una speciale responsabilità per gli sviluppi in Bielorussia, un nuovo vicino dell’Unione europea allargata, che si può difficilmente definire una democrazia, ma, piuttosto, un paese sotto il controllo autoritario del Presidente Alexander Lukashenko.
<P>
Infine, vorrei che la Russia promuovesse la libertà di culto in modo molto più aperto e tollerante.
<SPEAKER ID="23" LANGUAGE="DE" NAME="Gahler (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, a seguito dei profondi cambiamenti avvenuti in Europa, le relazioni con la Russia sono diventate molto complesse.
Il dialogo e la cooperazione sono stati inseriti in una serie di trattati e di accordi in molte istituzioni internazionali e gli accordi di partenariato e cooperazione richiedono lo svolgimento di riunioni regolari e fisse ai massimi livelli tra l’Unione europea e la Russia.
<P>
Ho sempre più l’impressione, tuttavia, che questo dialogo generale stia diventando un rituale fossilizzato e prevedibile.
Mi sembra che il Commissario Patten, alcuni mesi fa, abbia detto alla commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa che aveva l’impressione che gli schemi d’intervento preparatigli sulla Russia erano sostanzialmente gli stessi da ormai diverso tempo.
Naturalmente, la politica è sempre l’arte del possibile e questo significa che con un paese vasto come la Russia si dovrà sempre assumere un approccio diverso da quello che si adotterebbe con un paese di piccole dimensioni in caso di un comportamento scorretto.
In termini di proporzione, le atrocità contro i civili in Kosovo e in Cecenia sono certamente paragonabili, ma è ovvio che la nostra risposta alla Russia sarà diversa – e di fatto lo è.
Chiederei, comunque, al Consiglio di affrontare con urgenza le questioni che non sono state risolte in modo soddisfacente e che sono ancora sull’agenda, anziché evitarle – come sta facendo, in un certo senso, con la sua assenza in questa discussione.
Non vi può essere alcun compromesso in relazione agli accordi di partenariato e di cooperazione, né in relazione alla loro adozione ed estensione a tutti i nuovi paesi aderenti; la Russia può esaminare, ad esempio, come cambiano le tariffe doganali rispetto a prima, quando avevamo accordi bilaterali con alcuni dei paesi candidati.
Una volta entrati nell’Unione europea, le tariffe doganali diminuiranno.
Ne consegue che l’adesione di questi paesi all’Unione europea non ha solo effetti dannosi.
<P>
Sono stati fatti molti riferimenti alla Cecenia.
Anche in questo caso, a mio parere, non dobbiamo permetterci il lusso di rivolgere appelli o di ignorare del tutto il problema.
Ho sempre ritenuto che dobbiamo trovare modi diversi di destinare i fondi che stanziamo per la cooperazione con la Russia.
Dobbiamo cercare di sostenere le deboli strutture della società civile in Russia, affinché questa società possa affrontare il cambiamento democratico a partire dalla base e non nel modo deplorevole che abbiamo visto negli ultimi mesi.
<SPEAKER ID="24" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Vicepresidente">
<SPEAKER ID="25" LANGUAGE="FR" NAME="Ainardi (GUE/NGL )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, la relazione dell’onorevole Belder formula una serie di osservazioni e di proposte in linea con le raccomandazioni del Consiglio sulle relazioni tra l’Unione europea e la Russia.
Appoggio le due linee principali presentate nella relazione.
Innanzi tutto, la riaffermazione della volontà di sviluppare il partenariato indispensabile tra l’Unione europea e la Russia.
La Russia è un grande paese con il quale è essenziale sviluppare relazioni economiche nei settori dell’industria, della ricerca, della salute e dell’energia.
Occorre promuovere ambizioni e obiettivi comuni, come propone il relatore, che rivestono un’importanza strategica e politica.
Occorre fissare obiettivi prioritari, come la cooperazione transfrontaliera nella lotta contro la criminalità, la difesa dei diritti umani, la democrazia, l’indipendenza dei mezzi di informazione e lo Stato di diritto, la cooperazione per la risoluzione dei conflitti nella regione e il disarmo; occorre altresì promuovere il miglioramento della salute pubblica e lo sviluppo sociale.
<P>
La seconda linea seguita nella relazione cerca di essere più critica, in particolare riguardo alla situazione relativa alle libertà fondamentali e ai diritti democratici in Russia.
Condivido il parere del relatore che deplora la debolezza del ruolo dell’Unione nel conflitto ceceno, che ha causato oltre 200 000 morti in dieci anni e che costituisce un vero e proprio genocidio.
La relazione esorta le autorità russe a indagare sulle sparizioni, le torture e tutte le violazioni dei diritti umani.
Nel novembre 2003 molti deputati europei sono intervenuti in seguito alle dichiarazioni del Presidente Berlusconi che giustificava la politica d’intervento dei militari russi.
L’Europa deve senz’altro svolgere un ruolo molto più importante nel condannare fermamente e chiaramente la Russia per la sua gestione della guerra in Cecenia.
Il conflitto in Cecenia non è e non può essere risolto con la forza militare.
<P>
La volontà di instaurare un partenariato tra l’Unione europea e la Russia deve seguire un piano che preveda la pace e la sicurezza per tutti i popoli.
L’Europa non può più accontentarsi di dichiarazioni.
Deve agire e, da questo punto di vista, la relazione va nella giusta direzione.
<SPEAKER ID="26" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – La discussione è chiusa.
<P>
La votazione si svolgerà domani, alle 11.00.
<SPEAKER ID="27" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Richiesta di difesa dell’immunità parlamentare:"/>
<SPEAKER ID="28" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="29" LANGUAGE="SV" NAME="Gahrton (Verts/ALE )," AFFILIATION="relatore.">
<SPEAKER ID="30" LANGUAGE="EN" NAME="Patten," AFFILIATION="Commissione.">
<SPEAKER ID="31" LANGUAGE="DE" NAME="Quisthoudt-Rowohl (PPE-DE )," AFFILIATION="relatore per parere della commissione per l’industria, il commercio estero, la ricerca e l’energia.">
<SPEAKER ID="32" LANGUAGE="DE" NAME="Stenzel (PPE-DE )." AFFILIATION="ad hoc">
<P>

   – Signor Presidente, signor Commissario, il Caucaso meridionale è una regione in crisi alle porte dell’Europa e pertanto, dal crollo dell’Unione Sovietica nonché da quando è scoppiato il conflitto in Nagorno-Karabakh, l’Unione europea nutre un interesse strategico, e non solo umanitario, ad assicurare la stabilità politica ed economica nella regione.


Con l’allargamento dell’Unione europea questi focolai di crisi diventano più vicini a noi, e la prospettiva di una politica di vicinato basata sull’attuale accordo di partenariato e di cooperazione dovrebbe contribuire a stabilizzare la regione.
<P>
L’anno scorso si sono tenute elezioni in tutti e tre gli Stati caucasici, e una delegazione del Parlamento europeo, di cui faceva parte il relatore, ha scoperto che non sempre tali consultazioni riflettevano la nostra idea democratica di ciò che le elezioni e la democrazia dovrebbero essere.
Sommando conflitti etnici, povertà di massa, corruzione e mancanza di democrazia, si ottiene una miscela esplosiva, cui si possono aggiungere i conflitti irrisolti che ruotano attorno al Nagorno-Karabakh, in conseguenza dei quali l’Azerbaigian ha perso il 20 per cento del suo territorio insieme a grandi ondate di rifugiati, e che solo tra il 1992 e il 1999 sono costati all’Unione europea qualcosa come 180 milioni di euro.
<P>
Il gruppo del PPE ha cercato di evitare un inasprimento della situazione, di tenere conto delle debolezze delle controparti e anche di riservare la dovuta attenzione all’influenza russa e turca sulla regione.
Non si possono imporre soluzioni politiche facendole passare dalla porta di servizio; le parti in causa, insieme ai loro sostenitori strategici, devono esse stesse contribuire ad allentare la tensione.
Il non interventismo è ovviamente una strategia inadeguata.
<P>
Pertanto la nomina di un rappresentante speciale per la regione può essere stata utile, soprattutto perché ha dato maggiore visibilità all’Unione europea nel Caucaso meridionale.
La cosa più utile in assoluto, tuttavia, sarebbe una sensibile distensione nei rapporti tra Turchia e Armenia, e quindi anche la fine del blocco da parte della Turchia.


Se non si risolvono i conflitti tra gli Stati vicini, in particolare quello tra la Turchia e gli Stati del Caucaso meridionale, il patto di stabilità che giustamente l’Assemblea auspica per la regione non ha alcuna effettiva possibilità di successo.
<P>
Sono i nostri interessi umanitari e democratici, ma anche quelli, molto concreti, in materia di strategia energetica, a rendere inevitabile l’approfondimento della strategia per il Caucaso meridionale.
All’inizio dell’anno, anche i ministri degli Esteri ne hanno tenuto conto quando hanno invitato la Commissione e l’Alto rappresentante a includere l’Armenia, l’Azerbaigian e la Georgia nella nuova iniziativa dell’Europa allargata.
Se si vuole ridurre la tensione, bisogna essere consapevoli che, anche se il concetto di Europa allargata è valido, ha scarse possibilità di realizzarsi se gli Stati interessati dal conflitto non coinvolgono la Turchia, la Russia, gli Stati Uniti e l’Unione europea nei loro sforzi per risolverli.
<SPEAKER ID="33" LANGUAGE="" NAME="Volcic (PSE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="34" LANGUAGE="SV" NAME="Schmidt, Olle (ELDR )." AFFILIATION="partner">
<SPEAKER ID="35" LANGUAGE="FR" NAME="Isler Béguin (Verts/ALE )." AFFILIATION="ad hoc">
<SPEAKER ID="36" LANGUAGE="DE" NAME="Schleicher (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="37" LANGUAGE="EL" NAME="Souladakis (PSE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="38" LANGUAGE="EN" NAME="Ludford (ELDR )." AFFILIATION="standard">
<SPEAKER ID="39" LANGUAGE="FR" NAME="Mayol i Raynal (Verts/ALE )." AFFILIATION="referendum">
<SPEAKER ID="40" LANGUAGE="EN" NAME="Howitt (PSE )." AFFILIATION="BP">
<SPEAKER ID="41" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(La seduta, sospesa alle 10.40, riprende alle 11.00 per il turno di votazioni)">
<SPEAKER ID="42" LANGUAGE="FR" NAME="Souchet (NI )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="43" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="(La seduta, sospesa alle 10.40, riprende alle 11.00 per il turno di votazioni)">
<SPEAKER ID="44" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Vicepresidente">
<SPEAKER ID="45" LANGUAGE="EN" NAME="Tannock (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="46" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="47" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Approvazione del processo verbale della seduta precedente:"/>
<SPEAKER ID="48" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(Il Parlamento approva la risoluzione)">
<SPEAKER ID="49" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Presidente">
<SPEAKER ID="50" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(Il Parlamento, in piedi, osserva un minuto di silenzio)">
<SPEAKER ID="51" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Vicepresidente">
<SPEAKER ID="52" LANGUAGE="EN" NAME="Banotti (PPE-DE )." AFFILIATION="Per favore,">
<P>
   – Signor Presidente, talvolta in quest’Aula si può creare confusione, ma se nessuno fa qualcosa riguardo a quell’orologio, che non funziona da almeno due mesi, saremo ancora più confusi! è possibile sistemarlo o spegnerlo?
<SPEAKER ID="53" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<P>
   – Daremo una scala a uno dei questori e gli chiederemo di aggiustarlo!
<SPEAKER ID="54" LANGUAGE="EN" NAME="Watson (ELDR )." AFFILIATION="(Si ride)">
<P>
   – Signor Presidente, risponderei all’onorevole Banotti con le parole che un giorno mi disse il capostazione di Crianlarich, quando gli feci notare che due orologi, uno per ogni binario, segnavano ore diverse. Mi rispose: “A che servirebbe avere due orologi se entrambi segnassero la stessa ora?”
<SPEAKER ID="55" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="Prima della votazione sugli emendamenti nn. 4 e 9">
<P>
   – Riprendiamo ora con il turno di votazioni.
<SPEAKER ID="56" LANGUAGE="" NAME="Bigliardo (UEN )," AFFILIATION="relatore">
<P>
   . – Signor Presidente, nella versione inglese della relazione il termine la cui traduzione corretta in italiano avrebbe dovuto essere “si rammarica”, è stato tradotto con “deplora”.Vorrei che i servizi mettessero a verbale che la traduzione in italiano, per quello che ci riguarda come relazione, era “si rammarica” e non “deplora”.
<SPEAKER ID="57" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(Il Parlamento approva la risoluzione)">
<P>
   – I servizi faranno in modo che tutte le versioni corrispondano.
<SPEAKER ID="58" LANGUAGE="SV" NAME="Arvidsson (PPE-DE )." AFFILIATION="">
<P>
   – Signor Presidente, il fatto è che la Russia non ha siglato l’accordo sulla definizione del confine con l’Estonia e la Lettonia, che quindi non può essere ratificato. Propongo quindi che il paragrafo 6 sia formulato come segue:
<SPEAKER ID="59" LANGUAGE="EN" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="60" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="(Il Presidente constata che non vi sono obiezioni alla presentazione dell’emendamento orale)">
<SPEAKER ID="61" LANGUAGE="NL" NAME="Belder (EDD )," AFFILIATION="">
<P>
   Signor Presidente, nell’emendamento n.
26 si è insinuato un fastidioso errore al secondo trattino.
Nel testo originale la formulazione era la seguente: “le caratteristiche sociologiche della società cecena”. Questa frase è stata erroneamente modificata inserendo il termine “popolo”.
Le chiederei di mantenere il testo originale, cioè: “le caratteristiche sociologiche della società cecena”.
<SPEAKER ID="62" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="Prima della votazione sul considerando F">
<P>
   – Il testo originale certamente riportava “società”, quindi sarà mantenuto questo termine.
<SPEAKER ID="63" LANGUAGE="SV" NAME="Arvidsson (PPE-DE )." AFFILIATION="Duma">
<P>
   – Signor Presidente, perché la possa ratificare il Protocollo di Kyoto, occorre sottoporle la questione e ciò deve essere fatto dal Presidente russo. Propongo quindi che il considerando F sia formulato come segue:
<SPEAKER ID="64" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Duma">
<P>
“considerando che il ritardo nel trasmettere il Protocollo di Kyoto alla per la ratifica impedisce l’entrata in vigore di questo trattato.”
<SPEAKER ID="65" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="(Il Presidente constata che non vi sono obiezioni alla presentazione dell’emendamento orale)">
<P>
– Con questo si conclude il turno di votazioni.
<SPEAKER ID="66" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="67" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="68" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="69" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="70" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="71" LANGUAGE="EN" NAME="De Rossa (PSE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="72" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="73" LANGUAGE="PT" NAME="Coelho (PPE-DE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Approvo questa proposta perché ritengo gli accordi di riammissione strumenti giuridici d’importanza fondamentale per il rafforzamento della cooperazione nella lotta all’immigrazione clandestina, una delle priorità del Vertice di Laeken. Tali accordi si inseriscono nel quadro di un’azione coordinata che combina la definizione dei diritti dei cittadini di paesi terzi con una gestione appropriata dei flussi migratori, la collaborazione con i paesi d’origine e la definizione di un regime d’asilo europeo comune.
<P>
Tuttavia, poiché il Trattato di Amsterdam assegna all’Unione competenze in materia di riammissione secondo le quali spetta al Consiglio negoziare e concludere questo tipo di accordi, deploro che, com’è avvenuto per il primo accordo di riammissione sottoscritto con Hong Kong, neppure stavolta il Parlamento europeo sia stato consultato né informato durante i negoziati.
<P>
La relazione in esame riguarda un accordo già firmato dai plenipotenziari, perciò giunge assai tardivamente perché, una volta concluso un accordo, non c’è più nessuna possibilità di emendare il testo o i protocolli allegati.
Una situazione del genere è politicamente inaccettabile e spero che in futuro la Commissione e il Consiglio tengano informato il Parlamento sull’andamento dei negoziati.
<SPEAKER ID="74" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="75" LANGUAGE="NL" NAME="Meijer (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="76" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="77" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="78" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="memorandum">
<SPEAKER ID="79" LANGUAGE="FR" NAME="Krivine (GUE/NGL" AFFILIATION="charter">
<SPEAKER ID="80" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="memorandum">
<SPEAKER ID="81" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="82" LANGUAGE="EN" NAME="Fitzsimons (UEN )," AFFILIATION="dossier">
<SPEAKER ID="83" LANGUAGE="FR" NAME="Goebbels (PSE )," AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="84" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="–">
<SPEAKER ID="85" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="86" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro (GUE/NGL )," AFFILIATION="pro capite">
<P>
   Lo scopo della proposta in esame è quello di aggiornare il regolamento di applicazione del sistema delle risorse proprie della Unione europea, in conformità della decisione del Consiglio del 29 febbraio 2000 che ha aumentato il contribuito della risorsa legata al PNL per finanziare il bilancio comunitario e ha codificato il cosiddetto “assegno britannico” con adeguamenti volti a limitare la partecipazione finanziaria dei principali contribuenti netti (Austria, Germania, Paesi Bassi e Svezia), con un conseguente incremento dei contributi da parte degli altri Stati membri, compreso il Portogallo, il che è inaccettabile.
<P>
Abbiamo sempre sostenuto che gli squilibri in materia di trasferimenti netti non si possono correggere ricorrendo a meccanismi di compensazione delle entrate e che il principio della “giusta contropartita” non dovrebbe essere considerato sacrosanto.
I contributi nazionali per il finanziamento comunitario dovrebbero essere, come minimo, proporzionali alla quota che ciascun paese membro ha nel PNL della Comunità, oppure si dovrebbe armonizzare il carico fiscale negli Stati membri per questo finanziamento.
<P>
L’elemento centrale della relazione è l’inserimento di una clausola di revisione per effettuare un riesame generale del sistema in modo da introdurre imposte europee sostituendo il sistema attuale dei contributi nazionali prima che vengano approvate le prospettive finanziarie.
Questa iniziativa è del resto sostenuta dalla proposta della Commissione. L’intenzione di conferire gradualmente all’Unione una sovranità fiscale non solo consoliderebbe, implicitamente, la tendenza a un’integrazione europea in senso federale, ma avrebbe anche un impatto sulle politiche fiscali nazionali e sull’onere fiscale dei contribuenti, senza assicurare maggiore equità nel finanziamento del bilancio.
<SPEAKER ID="87" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="–">
<SPEAKER ID="88" LANGUAGE="SV" NAME="Sacrédeus (PPE-DE )," AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="89" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="90" LANGUAGE="NL" NAME="Claeys (NI )," AFFILIATION="Vlaams Blok">
<SPEAKER ID="91" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="92" LANGUAGE="EN" NAME="De Rossa (PSE )," AFFILIATION="know-how">
<P>

   Desidero sia messo a verbale il mio sostegno a questa proposta di risoluzione e invito la Presidenza irlandese e l’Unione europea a chiarire e a consolidare la loro posizione sulla non proliferazione delle armi nucleari. Recenti rivelazioni sul turpe mercato clandestino di armi e nucleari sottolineano l’urgenza di realizzare gli obiettivi dell’AIEA e dell’UNMOVIC.
<P>
La Presidenza irlandese deve considerare prioritario questo invito al fine di persuadere i paesi terzi ad aderire ai protocolli dell’AIEA e trattare con gli Stati membri per chiarire in che modo possano impegnarsi a stanziare risorse finanziare volte a sostenere progetti specifici condotti dall’AIEA. Dobbiamo presentare con forza la nostra richiesta di disarmo nucleare e trasformarla in un punto permanente all’ordine del giorno del dialogo di partenariato transatlantico.
Approvo il sostegno espresso alla campagna internazionale per il disarmo nucleare avviata dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki. Le recenti, terribili esperienze di azioni ingiuste e illegali perpetrate contro il popolo iracheno devono farci comprendere quanto sia necessario adoperarsi per edificare un mondo di pace in cui, ovviamente, non può esserci posto in nessun caso per le armi nucleari.
<SPEAKER ID="93" LANGUAGE="EN" NAME="Howitt (PSE )," AFFILIATION="">
<P>

   I deputati al Parlamento europeo del Partito laburista ritengono questa risoluzione sbilanciata rispetto alla recente posizione comune dell’Unione europea sulle armi di distruzione di massa, posizione che sottoscriviamo in pieno.
<P>

In particolare, non possiamo approvare il paragrafo 2, che mira ad assegnare all’Unione un ruolo che è meglio definito nell’ambito del trattato di non proliferazione.

Lo stesso Regno Unito ha già ridotto di più del 70 per cento il suo deterrente nucleare da quando è finita la Guerra fredda e continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nello sforzo internazionale per potenziare il controllo degli armamenti e prevenire la proliferazione delle armi chimiche, biologiche e nucleari.
<SPEAKER ID="94" LANGUAGE="FR" NAME="Isler Béguin (Verts/ALE )," AFFILIATION="partner">
<SPEAKER ID="95" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro (GUE/NGL )," AFFILIATION="–">
<SPEAKER ID="96" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="97" LANGUAGE="FR" NAME="Berthu (NI )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="98" LANGUAGE="FR" NAME="Butel (EDD )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Al pari della maggioranza, il gruppo per l’Europa delle democrazie e delle diversità deplora il fatto che, malgrado le ripetute richieste, la Commissione non abbia presentato un’esposizione chiara, pertinente e significativa dell’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
Approviamo tuttavia la richiesta rivolta alla Commissione di astenersi dall’intervenire in ambiti in cui si troverebbero soluzioni più appropriate a livelli di governo più vicini ai cittadini.
<P>
Il gruppo EDD è anche favorevole a un controllo della sussidiarietà che coinvolga i parlamenti nazionali a uno stadio precoce della procedura legislativa.
In questa eventualità, tuttavia, i membri di Caccia, Pesca, Natura e Tradizioni (CPNT) del gruppo EDD non possono accettare che il destino di un’obiezione formulata ufficialmente dai parlamenti nazionali contro una proposta della Commissione sia soggetta alla buona volontà di quest’ultima per mantenere, modificare o ritirare il testo incriminato.
Tuttavia è proprio questa la soluzione prevista dalla relazione, che si basa sul protocollo allegato al progetto di Costituzione. Questo progetto ha fallito nel delimitare le competenze e ha cercato esclusivamente di estendere il campo d’azione delle Istituzioni comunitarie.
Se dovesse essere portato avanti, i parlamentari del CPNT vi si opporranno, come si oppongono oggi nel quadro di questa relazione.
<SPEAKER ID="99" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="100" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="101" LANGUAGE="PT" NAME="Bastos (PPE-DE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="102" LANGUAGE="FR" NAME="Berthu (NI )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="103" LANGUAGE="FR" NAME="Hermange (PPE-DE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="104" LANGUAGE="FR" NAME="Isler Béguin (Verts/ALE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="105" LANGUAGE="FR" NAME="Krivine (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="106" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="107" LANGUAGE="FR" NAME="Butel (EDD )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="108" LANGUAGE="EN" NAME="De Rossa (PSE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Desidero esprimere il mio sostegno a questa relazione, che contiene una sobria esposizione della situazione economica che ci troviamo ad affrontare e tenta di assegnare una priorità alle risposte.
Lamento il fallimento ad oggi di raggiungere gli obiettivi definiti dal Consiglio europeo di Lisbona per la crescita sostenibile, la piena occupazione e l’inclusione sociale.
<P>
E’ di vitale importanza che i singoli Stati membri compiano con urgenza passi reali verso il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona.
Ciò che hanno fattofinora è assolutamente insufficiente.
Mi riferisco alle conclusioni della Commissione “Promuovere le riforme di Lisbona”, pubblicate solo il mese scorso, che mostrano che il tasso medio di recepimento degli Stati membri per le 40 direttive la cui scadenza era la fine del 2003 è solo del 58,3 per cento. Solo 7 delle 40 direttive sono state recepite da tutti gli Stati membri!
<P>
E’ indubbiamente indispensabile e urgente che gli Stati membri affrontino le questioni contenute in questa relazione – in particolare quelle relative alla necessità di un maggior numero di posti di lavoro, specialmente posti di qualità, più coesione sociale (come obiettivo chiave delle direttive europee sull’occupazione) e maggiori investimenti nella ricerca e sviluppo.
<SPEAKER ID="109" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="110" LANGUAGE="FR" NAME="Krivine (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="111" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="112" LANGUAGE="FR" NAME="Berthu (NI )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="113" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Sono spiacente che la mia proposta di esortare “la Commissione e il Consiglio ad apportare senza indugio i necessari adeguamenti agli indirizzi di politica economica e monetaria, in vista della sostituzione del Patto di stabilità con un Patto di progresso sociale e per l’occupazione, in conformità degli obiettivi di piena occupazione, di sviluppo economico sostenuto e di coesione economica e sociale” non sia stata presa in considerazione.
<P>
Nel contesto attuale è infatti una questione di grande importanza definire una politica che rilanci la crescita economica con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo, l’occupazione e la coesione sociale.
E’ essenziale poter contare su una politica di bilancio espansionistica per assicurare e accelerare la necessaria ripresa economica, e per raggiungere questo obiettivo dobbiamo rafforzare gli investimenti pubblici sia a livello nazionale che a livello comunitario.
<P>

Sono anche spiacente che non sia stata approvata la mia proposta di “effettuare una valutazione delle conseguenze dell’applicazione del Patto di stabilità sull’esecuzione dei Fondi strutturali”, dato che si tratta del principale strumento comunitario di promozione della coesione economica e sociale.
<SPEAKER ID="114" LANGUAGE="FR" NAME="Pasqua (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="115" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="116" LANGUAGE="SV" NAME="Sacrédeus (PPE-DE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="117" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="118" LANGUAGE="SV" NAME="Arvidsson, Cederschiöld, Grönfeldt Bergman, Stenmarck e Wachtmeister (PPE-DE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>



   – Desideriamo esprimere la nostra convinzione che l’Unione europea non debba finanziare i partiti europei.


<SPEAKER ID="119" LANGUAGE="NL" NAME="Meijer (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Nonostante il mio partito, il partito socialista olandese, abbia sempre sostenuto l’ambizione di elaborare uno statuto dei deputati, già alla fine del 2002 abbiamo chiesto al governo dei Paesi Bassi, come parte di questo statuto, di bocciare in sede di Consiglio l’eccessiva retribuzione dei parlamentari europei, fissata dal Parlamento in 8 600 euro mensili. Tale livello retributivo attrae le persone sbagliate verso il ruolo di parlamentare europeo.
Un aumento è totalmente indifendibile in un momento in cui molte persone vengono licenziate e la previdenza sociale è in pericolo. Sono sorpreso dell’entusiasmo con cui i socialdemocratici e i Verdi propongono modifiche finalizzate a far sì che gli Stati membri accettino lo statuto dei deputati in questa fase, senza precisare che le retribuzioni in esso indicate sono eccessive.
Allo stesso modo non approvo l’uso di fondi destinati al Parlamento per finanziare gruppi politici europei, con l’obiettivo di aggirare le obiezioni della Commissione.
Attualmente l’Unione europea ha un di fondi disponibili, se mettiamo fine ai gravi episodi di sottoesecuzione, all’inutile programma GALILEO, avviato solo per motivi di prestigio e che è stato surclassato dalla concorrenza, allo spreco di sovvenzioni assegnate alle grandi imprese agricole, alle attività militari e alle frodi che comportano costi elevati.
Questo non significa che i politici possano arrogarsi il diritto di spendere questo per se stessi.
<SPEAKER ID="120" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="121" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="122" LANGUAGE="EN" NAME="De Rossa (PSE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Sono lieto di sostenere questa relazione e la comunicazione della Commissione dal titolo “Un nuovo impulso per la gioventù europea”.
E’ di vitale importanza che i giovani siano il più possibile coinvolti nel dialogo politico. Senza la loro partecipazione tale dialogo è destinato ad avere vita molto breve.
<P>
Mi compiaccio in modo particolare per l’esortazione a una maggiore attenzione nei confronti delle reti di informazione della Commissione e a questo proposito mi congratulo con la Commissione per la decisione presa lo scorso novembre di ritornare sui suoi passi per quanto riguarda i tagli al finanziamento per gli “Euro Info Centre”. Mi sono rivolto alla Commissione lo scorso ottobre, in occasione dell’improvviso annuncio che circa 270 centri non avrebbero più ricevuto finanziamenti, e l’ho esortata a rivedere questa decisione.
<P>
Questi centri svolgono una funzione estremamente utile a livello regionale e locale nel divulgare informazioni sull’Europa. Questa funzione è ancora più importante nel contesto dell’allargamento dell’Unione e delle prossime elezioni del Parlamento europeo.
<SPEAKER ID="123" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="124" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="125" LANGUAGE="FR" NAME="Esclopé (EDD )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Concordiamo appieno con l’intenzione, espresse nei paragrafi iniziali della relazione Gröner sulla gioventù, di attuare uno scambio di buone pratiche e perseguire l’arricchimento portato dalla conoscenza. D’altro canto, non dobbiamo lasciare che la situazione ci sfugga di mano e fornire alla Commissione uno strumento propagandistico rivolto ai giovani, descritti come il “gruppo di destinatari”.
E’ necessario ricordare che l’elemento distintivo dei regimi totalitari è il reclutamento di giovani leve?
Sotto questo aspetto, non siamo in grado di sostenere la relazione Graça Moura.
<P>
I membri eletti della delegazione CPNT (Caccia, Pesca, Natura e Tradizione) del gruppo per l’Europa delle democrazie e delle diversità ritengono che l’istruzione sia troppo importante per permettere alla Commissione di interferire senza il minimo riguardo per il principio di sussidiarietà.
Al contrario, ci appelliamo all’Unione europea affinché lasci ampio spazio agli Stati membri per mantenere e/o sviluppare meccanismi che incoraggino l’accesso alla cultura e all’istruzione del maggior numero possibile di persone su tutto il territorio degli Stati membri.
Ciò comporta la rinuncia all’imposizione di riforme strutturali – sinonimo di mancanza di flessibilità di bilancio o di mantenimento di scomode strutture ormai desuete.
<SPEAKER ID="126" LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="127" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="128" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="129" LANGUAGE="PT" NAME="Queiró (UEN )." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="130" LANGUAGE="FR" NAME="Krivine (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="131" LANGUAGE="NL" NAME="Meijer (GUE/NGL )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="132" LANGUAGE="FR" NAME="Pasqua (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>

   – Mancano solo poche settimane a un allargamento che farà della Russia il nostro vicino immediato; appare dunque fondamentale rafforzare i legami politici con questa grande nazione.
<P>
E’ logico che la relazione avrebbe dovuto dare luogo a un segnale forte da trasmettere alla Federazione russa.
Tuttavia il Parlamento ha deciso di agire diversamente. Invece di adottare un approccio costruttivo per il partenariato con la Russia, la maggioranza del Parlamento ha scelto deliberatamente la via più semplice, quella dell’ideologia sterile e della facile condanna.
<P>
Oltre alle consuete presupposizioni manichee sul conflitto, che contrappone il potere della legge ai terroristi islamici attivi nella provincia cecena, questa volta la relazione contiene alcune osservazioni assolutamente sconcertanti riguardo alla situazione politica interna della Russia.
Che diritto ha, per esempio, il Parlamento europeo di mettere in discussione la correttezza del voto legislativo del dicembre 2003, e, cosa ancora più grave, di criticarne apertamente gli esiti? Come osa il Parlamento parlare di un processo che mira a indebolire lo Stato di diritto e la democrazia?
<P>
Questi presunti giudizi morali in merito a una situazione di cui i fanatici dei diritti umani non riescono a capire la complessità screditano l’Unione europea, che senza dubbio si rivela molto immatura.
<SPEAKER ID="133" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="134" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="135" LANGUAGE="PT" NAME="Queiró (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="136" LANGUAGE="PT" NAME="Ribeiro e Castro (UEN )," AFFILIATION="per iscritto.">
<P>
   – Ho votato a favore della proposta di raccomandazione perché ritengo che l’Unione europea debba prestare particolare attenzione alla regione del Caucaso, che, da quando è caduto l’impero sovietico, è rimasta imbrigliata nella sua preoccupante incapacità di far fronte ai numerosi problemi che le si presentano. In effetti, nonostante gli sforzi dei governi della Georgia, dell’Armenia e dell’Azerbaigian, l’instaurazione dello Stato di diritto e dell’economia di mercato procede a rilento, e la gestione del denaro pubblico è fonte di non poche preoccupazioni.
La minaccia rappresentata da tale instabilità potrebbe ripercuotersi sulla sicurezza europea; si giustifica così l’intervento comunitario volto a regolarizzare le questioni bilaterali e a promuovere la pacificazione interna mediante azioni che mirino a migliorare la cooperazione regionale e la ricostruzione postbellica.
<P>
L’importanza di questa regione giustifica l’adozione di una strategia comune, associata a una politica coerente per l’intera regione: un patto di stabilità per il Caucaso.
In questo contesto, meritano il mio appoggio le proposte del relatore per istituire una comunità del Caucaso meridionale e uno spazio di cooperazione allargato che comprenda il Mar Nero, il Caucaso e il Mar Caspio.
<P>
L’eventualità che, nel lungo periodo, questi paesi aderiscano all’Unione europea andrà valutata con realismo e cautela.
<SPEAKER ID="137" LANGUAGE="SV" NAME="Sacrédeus (PPE-DE )," AFFILIATION="per iscritto.">
<SPEAKER ID="138" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="">
<SPEAKER ID="139" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Correzioni di voto – Comunicazione di posizioni comuni del Consiglio – Trasmissione dei testi approvati nel corso"/>
<SPEAKER ID="140" LANGUAGE="" NAME="Presidente." AFFILIATION="(La seduta termina alle 12.45)">
<P>




   – Dichiaro interrotta la sessione del Parlamento europeo.




<SPEAKER ID="141" LANGUAGE="" NAME="" AFFILIATION="Presidente">
<SPEAKER ID="142" LANGUAGE="" NAME="Stjepan Mesic," AFFILIATION="Presidente della Repubblica di Croazia">
