<CHAPTER ID=0>
<SPEAKER ID=1 LANGUAGE="EN" NAME="Van Orden">
Signor Presidente, vorrei richiamare l' attenzione sul peggioramento della situazione nello Zimbabwe.
Abbiamo constatato quanto deliberatamente il Presidente Mugabe non rispetta gli impegni assunti al Vertice di Abuja nel mese di settembre e abbiamo anche visto con quanto disprezzo ha accolto la troika dell' Unione in visita al paese.
Credo sia ormai tempo di applicare una serie di sanzioni energiche contro Mugabe e i suoi sostenitori.
Questo è ciò che abbiamo chiesto nella risoluzione del Parlamento e vorrei pregarla di adoperarsi al meglio affinché ciò accada.
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<SPEAKER ID=2 NAME="Presidente">
Come lei sa, onorevole Van Orden, è stato proprio il commento fatto al termine della visita della troika che, nel caso di non rispetto degli impegni, l'Unione europea non avrebbe potuto non prendere delle iniziative, anche di carattere sanzionatorio.
Credo che saremo obbligati ad essere coerenti se le cose andranno, come sembra, non positivamente.
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<CHAPTER ID=1>
Genetica umana
<SPEAKER ID=3 NAME="Presidente">
L'ordine del giorno reca la relazione (A5-0391/2001), presentata dall'onorevole Fiori a nome della commissione temporanea sulla genetica umana e le altre nuove tecnologie nel settore della medicina moderna, sulle incidenze di carattere etico, giuridico, economico e sociale della genetica umana [2001/2097(INI)].
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<SPEAKER ID=4 NAME="Fiori">
Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, a giugno dello scorso anno il Presidente Bill Clinton, negli Stati Uniti, e il Primo Ministro Tony Blair, nel Regno Unito, presentavano al mondo la mappa del genoma umano, a cui erano giunti simultaneamente i rispettivi gruppi di ricerca.
Un mese più tardi, Nature portava all'attenzione della comunità scientifica mondiale le scoperte fatte in modo più puntuale.
E' di questi giorni la notizia del primo esperimento che avvia il processo per la clonazione umana negli Stati Uniti.
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Come spesso accade con le profezie del giorno dopo, oggi si sollevano voci allarmate che all'unisono esprimono la più indignata condanna e preoccupazione.
Gli stessi ricercatori riconoscono di aver indicato il cammino per coloro che volessero commettere la follia di clonare l'essere umano.
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Sono due momenti storici: da uno all'altro è trascorso poco più di un anno, ma sembra che si stia parlando quasi di due epoche storiche differenti.
Al di là di scenari inquietanti, tuttavia, credo di poter affermare che, tra questi due momenti storici, nasce un nuovo modo di fare medicina: la medicina curativa sta cedendo il passo ad una medicina rigenerativa, orientata alla predizione.
In un futuro non lontano saremo probabilmente in grado di prevedere a quali patologie saremo destinati e, ancor più importante, si potranno individuare i mezzi per evitare che giungano a manifestarsi.
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Si inaugurano così, come spesso fa la storia delle scoperte umane, due vie contrapposte: da un lato, si apre il cammino meraviglioso della speranza terapeutica; dall'altro, si abbatte l'angosciosa frontiera che segna il confine con la mostruosità etica della clonazione umana.
A noi spetta dunque il paradossale compito di segnare i limiti nel mare magnum dell'ignoto che abbiamo di fronte.
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Si tratta del più grande progetto del secolo appena iniziato, a cui è chiamata l'intera umanità.
E' proprio grazie a questa consapevolezza che si è avvertita la necessità di costituire gruppi di riflessione che vegliassero sulle implicazioni etiche, sociali e giuridiche dei nuovi programmi di ricerca.
Le straordinarie possibilità del progresso scientifico e medico, lette alla luce delle potenzialità intrinseche alle stesse, infatti, hanno subito dato voce a campanelli di allarme.
E' il timore che ha spinto l'UNESCO a creare un Comitato di bioetica per lo studio delle implicazioni sociali derivanti dalla conoscenza del genoma e che, ancora, ha portato nel 1997 all'approvazione della Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani.
In seguito, l'ampio consenso raccolto dalla Dichiarazione ha fatto sì che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite commemorasse il 50º anniversario di un altro documento importantissimo - la Dichiarazione universale dei diritti umani - recependo la dichiarazione dell'UNESCO sul genoma.
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Ho tuttavia la sensazione che, quando ci si cala nel dettaglio della regolamentazione, alcuni dei principi che abbiamo tanto difeso si dissolvano inspiegabilmente.
Pur consapevole della vastità del tema, tenterò una sintesi delle ripercussioni del progetto sui diritti dell'uomo e sulla dignità dello stesso, che stanno poi alla base della nostra relazione.
Riassumerei in quattro obiettivi il tentativo e l'impegno di conciliare gli anelati progressi della scienza con il più assoluto rispetto per la sacralità della vita umana.
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Innanzitutto, viene in rilievo il progresso degli esperimenti scientifici di genetica al fine di ottenere i benefici terapeutici.
Partendo dalla conoscenza del genoma è necessario servirsi di esperimenti clinici.
La stessa medicina ci insegna che arriva sempre il momento in cui tali esperimenti devono essere portati sull'uomo e quindi è all'evidenza necessario adottare tutte le misure volte a garantire la sicurezza di chi vi si sottopone, affinché non vi sia alcun rischio per la sua salute, a maggior ragione per la sua vita, e sempre potendo basarsi sul suo consenso libero e informato.
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In secondo luogo, anche alla luce delle scarse informazioni a tutt'oggi in nostro possesso, possiamo affermare che la conoscenza del genoma potrebbe permettere di mutare i nostri geni.
E' quindi assolutamente necessario indicare fin da oggi quali sono le porte che non dovremo aprire mai.
E qui torno a ricordare la Dichiarazione universale sul genoma umano e sui diritti umani che proibisce gli interventi sullo stesso che interessano la linea germinale.
Quanto è accaduto in questi giorni mi sembra non sia andato in questa direzione.
Inoltre, la conoscenza è un continuo divenire che richiede un monitoraggio costante.
Alla luce delle informazioni che abbiamo, l'unica certezza con cui ci possiamo confrontare riguarda la natura umana degli embrioni, qualunque sia la loro destinazione.
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In terzo luogo, le porte che apre la conoscenza del genoma ci pongono di fronte a seri rischi di violazione dell'intimità, come conseguenza della conoscenza stessa.
Noi dobbiamo poter garantire che le informazioni derivanti dalla conoscenza del nostro patrimonio genetico non giungano ad operatori diversi da coloro che le utilizzino per il nostro bene.
E' all'evidenza, infatti, che qualora si potesse accedere alla notizia della propensione di un soggetto ad una determinata malattia, si sarebbe facilmente prestato il fianco alla nascita di una nuova fonte di discriminazione, ad esempio ma non solo, in campo lavorativo.
Dobbiamo avere la consapevolezza di questo rischio e della necessità di adottare i mezzi opportuni per evitarlo.
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Infine, un altro obiettivo che la ricerca mette in gioco per il futuro dell'umanità è la sua universalizzazione.
E' evidente che la ricerca richiede notevoli investimenti e che gli incentivi economici sono indispensabili per il progresso.
E', tuttavia, altrettanto vero che non possiamo accettare che venga messa in secondo piano la necessità che i risultati del progresso rappresentino il patrimonio indiscusso dell'umanità.
Se non siamo in grado di universalizzare i benefici della conoscenza del genoma umano, possiamo già affermare di aver fallito.
La scienza, invece di essere stato un mezzo per creare un mondo più giusto, avrà contribuito a creare ulteriore divario fra ricchi e poveri e si sarà imposta come ulteriore strumento di diversificazione sociale.
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Non può sfuggire in quest'ottica l'importanza, nonché la difficoltà, di stabilire in modo ponderato una seria regolamentazione dei brevetti, il fine e l'equa distribuzione dei benefici fra tutti gli esseri umani: è nuovamente l'equilibrio tra l'incentivo all'iniziativa e la salvaguardia della dignità dell'uomo e lo strumento per raggiungerla.
Il Consiglio d'Europa, preoccupato per la garanzia dei diritti umani negli Stati membri, ad Oviedo ha dato indicazioni precise: il divieto di qualsiasi forma di discriminazione basata sul patrimonio genetico; il divieto di intervento sul genoma umano che trascenda da scopi terapeutici; l'assoluto divieto di modifica del genoma ereditario; il divieto della selezione del sesso.
A questi punti, a mio avviso, dobbiamo attenerci.
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Onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte ad un insieme di sfide per gli scienziati, i giuristi, gli studiosi di etica, i sociologi e per chi, come noi, dalle Istituzioni deve tracciare i confini del nuovo cammino.
Ho affrontato la relazione - un compito che fa tremar le vene e i polsi, e non so se sono stato all'altezza del compito che mi avete affidato - guidato da un principio per me imprescindibile: non ho ritenuto di andare oltre laddove il progresso chiedeva il passo alla sacralità della vita umana, dove si scontrava con il rispetto della dignità umana.
A questo valico ho ritenuto che fosse il progresso a dover modificare la propria rotta.
Una di queste rotte è già oggi nota: è un'alternativa non distruttiva, altrettanto promettente quanto la ricerca sulle cellule embrionali ma che si serve di cellule adulte.
Credo che dovremmo preferire questa direzione che, oltre ad essere auspicabile, non presenta alcun tipo di conflitto etico e sociale.
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Il rispetto della dignità umana, nel quadro della ricerca biomedica, sottintende che la scienza si deve sottomettere all'uomo, e non il contrario.
Tutti gli esseri umani devono essere protetti durante ogni fase della propria esistenza, dal concepimento alla morte naturale, in particolar modo se sono vulnerabili o portatori di handicap.
Sono a favore del progresso nella ricerca scientifica, anche per il suo essere fonte di sviluppo economico, ma ritengo di dover impedire che, per non aver prestato la dovuta attenzione ai principi etici che lo devono ispirare, si traduca in una sorta di trappola mortale per l'uomo.
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Per finire, un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla mia relazione.
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<SPEAKER ID=5 LANGUAGE="DE" NAME="Liese">
Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero innanzitutto ringraziare l'onorevole Fiori per l'eccellente lavoro svolto.
Ritengo che egli abbia presentato una relazione straordinaria con un chiaro messaggio politico: diciamo sì alla ricerca, diciamo sì alla cura delle patologie gravi, ma la dignità umana rimane il principio supremo e può porre limiti anche alla ricerca.
Ciò implica, ad esempio, il nostro rifiuto della clonazione dell'essere umano in ogni stadio della sua evoluzione.
Siamo sicuramente tutti sconvolti dalla notizia giuntaci dagli Stati Uniti, dove la società ACT ha clonato un embrione umano.
La gente è giustamente preoccupata.
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Ritengo che opporsi alla clonazione di embrioni umani non sia una posizione conservatrice o di destra: mi permetto di citare un documento del Partito comunista francese in cui si afferma: l'autorizzazione della clonazione a fini terapeutici realizzata tramite il trasferimento del nucleo cellulare causa numerosi problemi etici.
Il primo riguarda l'embrione.
Il secondo concerne il ruolo della donna quale donatrice di ovuli, nonché il pericolo che venga a crearsi un vero e proprio mercato.
Il terzo problema sono i provvedimenti cautelativi necessari ad escludere la clonazione a fini riproduttivi.
Sebbene le finalità delle due forme di clonazione siano chiaramente distinte, esiste indubbiamente il grosso rischio che si ingeneri una sorta di automatismo nel ricorso ad ambedue. Per il momento, tuttavia, non disponiamo ancora di adeguati strumenti di controllo.
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Questo fatto non necessita di alcuna aggiunta.
La cosiddetta clonazione di embrioni a fini terapeutici porta alla clonazione a fini riproduttivi e va pertanto vietata.
E' questa l'affermazione della relazione Fiori.
Mi scandalizza che i socialdemocratici ed altri abbiano presentato emendamenti per stralciare questo passaggio dal testo della relazione.
L'argomentazione di chi chiede la sua espunzione è anche contraddittoria: con la relazione Caudron abbiamo infatti deciso di non incoraggiare la clonazione di embrioni umani.
Sono grato al Commissario Busquin perché all'inizio della settimana la Commissione ha ribadito in modo inequivocabile di non voler sostenere questa tecnologia.
Se non la proibiamo ora, però, estendiamo un invito a società come ACT a trasferirsi in Europa quando la loro attività sarà vietata negli Stati Uniti.
Non posso credere che sia questa la volontà della maggioranza dei membri del nostro Parlamento.
Raccomando pertanto di sostenere la relazione Fiori, respingendo gli emendamenti volti all' espunzione.
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<SPEAKER ID=6 NAME="Paciotti">
Signor Presidente, il lavoro della commissione temporanea sulla genetica umana è stato complesso e interessante.
Ve n'è testimonianza nella ricca e completa relazione dell'onorevole Fiori che accompagna la proposta di risoluzione.

Il progetto di risoluzione, presentato dal relatore in commissione, rappresentava a sua volta una sintesi equilibrata delle conclusioni ricavabili dalle nostre indagini, che hanno affrontato i molti problemi etico-politici sollevati dai grandi progressi scientifici degli ultimi anni: gli sviluppi dei test genetici che aprono prospettive di individuazione precoce e i possibili rimedi a gravi malattie degenerative ma, insieme, prospettano rischi per la tutela di dati personali che, in questo campo, riguardano non solo il singolo individuo ma l'insieme dei suoi consanguinei, sicché si configura, accanto al diritto di sapere, al diritto di ciascuno di conoscere i possibili rischi di predisposizione a future malattie, il nuovo diritto di non sapere, di affrontare, volendo, la sorte che la vita ci riserva fidando nel futuro.
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Si sono affrontati problemi sollevati all'applicazione della disciplina dei brevetti - tradizionale strumento di politica industriale che favorisce il finanziamento privato della ricerca - a quelle innovazioni biotecnologiche e biomediche che hanno a che fare con organismi viventi e perciò pongono delicate questioni di confine tra invenzione come prodotto dell'attività umana, e scoperta, non appropriabile, della materia vivente.
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Infine, si sono affrontati i dilemmi più coinvolgenti delle nuove frontiere della ricerca sulle cellule staminali, che offrono straordinarie potenzialità di possibili interventi, capaci forse di eliminare in radice malattie finora invincibili, ma che prospettano anche drammatici interrogativi sui principi etici che vanno considerati invalicabili.
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Non partiamo da zero, anche grazie al proficuo lavoro del Gruppo europeo di etica e di molti strumenti elaborati a livello comunitario e internazionale, tanto che su questo tema il nostro Parlamento, due settimane fa, è stato in grado di approvare, a larga maggioranza, criteri prudenti e condivisi in occasione del varo del sesto programma quadro di ricerca, che dà priorità alle necessarie ricerche in questo settore, finanziando in particolare quelle che hanno ad oggetto le cellule staminali adulte e le cellule embrionali provenienti da aborti o da embrioni cosiddetti sovrannumerari, prodotti per finalità di procreazione assistita e non più utilizzabili a quei fini, nei limiti in cui le leggi degli Stati membri lo consentano.
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Purtroppo, in commissione l'originario progetto è stato stravolto e ha prevalso un orientamento ispirato alla paura e non alla speranza.
Si sono agitati gli spettri della clonazione che genera mostri, per giungere all'assurda conclusione che è meglio lasciar perire, distruggere gli embrioni sovrannumerari piuttosto che impiegarli a beneficio di una ricerca medica che può salvare l'umanità, i nostri figli, le generazioni future da flagelli che ci hanno afflitto in passato e ancora ci minacciano.
Non vogliamo che sia usato il corpo delle donne per produrre embrioni per la ricerca, ma è immorale impedire l'uso di quelli esistenti a beneficio dell'umanità.
La dignità umana è stata invocata non per promuoverne il riscatto da umilianti sofferenze ma solo per salvaguardare i primi aggregati di cellule di embrioni allo stato precoce.
Eppure mai, mai nella storia dell'umanità, l'embrione umano ha trovato una tutela paragonabile a quella odierna.
Si pretende che lecite, regolate e controllate ricerche abbiano ad aprire la porta a funeste speculazioni, quasi che dovessimo vietare i trapianti d'organo, che salvano una vita, solo perché vi possono essere loschi traffici d'organi.
Si combattano questi, non si sacrifichino speranze di guarigione!
Si invocano leggi divine per rifiutare la responsabilità, che una severa etica laica impone a chi è democraticamente eletto, di fare scelte per il bene comune.
Occorre, invece, ponderare i valori in gioco e, con ogni cautela e prudenza, con ogni ragionevole limite, contrastando ogni logica mercantile, consentire tuttavia libertà di conoscenza, di ricerca, di speranza di nuovi traguardi nella cura di atroci malattie.
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Per questo il mio gruppo si augura che il Parlamento europeo non voglia contraddire quanto ha saggiamente deciso soltanto quindici giorni orsono.
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<SPEAKER ID=7 LANGUAGE="SV" NAME="Thors">
Signor Presidente, signor Commissario, vogliamo che l' Europa diventi un museo?
E' quello che ha chiesto un collega del gruppo liberale dopo aver preso visione della relazione sulla genetica umana.
In questa discussione confluiscono numerose questioni etiche e più dimensioni.
Vi è la fondamentale dimensione etica del rispetto per la sofferenza umana e per la persona, ma vi è al contempo il desiderio, eticamente motivato, di alleviare la sofferenza.
E' la prima di queste due dimensioni, quella del rispetto per l' essere umano, a risultare dominante nella relazione della commissione parlamentare.
<P>
Ciò di cui discutiamo ora non riguarda la legislazione: lanciamo infatti segnali importanti a quanti sono colpiti da queste problematiche, alla comunità dei ricercatori, ai malati.
Lanciamo allora al mondo della ricerca il segnale che quasi non vale neanche la pena di tentare di portare avanti la promettente ricerca sulle cellule staminali in Europa?
Lanciamo ai pazienti che soffrono di patologie oggi incurabili e inalleviabili il segnale che noi non osiamo intraprendere piste di ricerca che potrebbero lenire le loro sofferenze?
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Noi liberali assumiamo un atteggiamento umile nei confronti del sapere e della ricerca, anche se questa riguarda le cellule staminali.
Allo stato attuale, non possiamo conoscerne le implicazioni per gli esseri umani, ma la sperimentazione animale si è rivelata promettente.
La ricerca sulle cellule staminali fetali non va quindi esclusa, ma deve essere condotta in parallelo con la ricerca su altre categorie di cellule staminali.
La ricerca in parallelo permette di accrescere le nostre conoscenza in materia.
Sono attività in reciproca dipendenza.
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A nostro avviso, gli aiuti pubblici alla ricerca sono importanti per garantire che i risultati vadano a beneficio del massimo numero possibile di persone, dell' umanità intera.
Avremmo voluto che il sesto programma quadro per la ricerca sostenesse la clonazione a scopo terapeutico.
La messa al bando di un certo tipo di ricerca comporta un accresciuto rischio di abusi e di speculazioni.
Ovviamente vi sono capitoli della ricerca che richiedono una vigilanza pubblica, ma credo che il sovvenzionamento pubblico significhi appunto maggiori possibilità di vigilanza.
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Il gruppo liberale reputa importante che il dibattito prosegua e, soprattutto, che venga approfondito.
Ma nessuno può arrogarsi il monopolio dell' etica.
Personalmente sono molto scettica dinanzi al modo in cui opera il comitato etico dell' Unione che assiste la Commissione non certo nella trasparenza, né mi pare sia stato permesso di criticarlo.

<P>
Anche il Parlamento, però, deve approfondire la riflessione ben più di quanto fatto in seno alla commissione temporanea, e penso alla questione delle assicurazioni, della genetica e delle condizioni di lavoro.
Ma il dibattito sulla genetica deve avere luogo in tutte le commissioni. Sarà così più equilibrato rispetto a oggi.
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Infine, a nome dei liberali, tengo a dire che la relazione nella sua attuale forma non ci consente di votarla.
Potremo sostenerla nel suo insieme solo se alcuni emendamenti verranno adottati.
<P>
<SPEAKER ID=8 NAME="Breyer">
Signor Presidente, gli esperimenti di clonazione dell'uomo effettuati negli Stati Uniti devono fungere da monito affinché stabiliamo una precisa frontiera ad ogni forma di clonazione umana.
La distinzione tra clonazione a fini terapeutici e clonazione a fini riproduttivi è un espediente semantico.
In ambedue i casi, infatti, si genera un embrione che viene poi dichiarato superfluo, distrutto e utilizzato come materia prima.
Dobbiamo pertanto opporci risolutamente alla clonazione. La creazione deliberata di una vita umana a scopi di ricerca costituisce infatti un'offesa alla dignità dell'uomo.
L'uomo non può essere utilizzato come strumento per il raggiungimento di un fine, mai.
La vita umana non è un bene di consumo, né può essere svilita e considerata alla stregua di una merce.
Produrre embrioni umani per utilizzarli come magazzino di pezzi di ricambio non è conciliabile con la dignità dell'uomo. Noi riteniamo - e oggi dobbiamo esplicitarlo chiaramente - che la dignità umana prevalga sulla ricerca.
La clonazione a fini terapeutici spiana il cammino alla clonazione a fini riproduttivi ed ha un effetto trainante.
Dobbiamo opporre un chiaro divieto alla clonazione a fini terapeutici. In caso contrario, non potremo più contenere il rischio di un'escalation mondiale del consumo di embrioni.
<P>
Anche la ricerca sulle cellule staminali embrionali pratica la distruzione di embrioni umani.
Ma, in questo caso, si tratta fondamentalmente di clonazione a fini terapeutici.
Oggi dobbiamo dunque lanciare un chiaro segnale, ribadendo che respingiamo una società in cui le donne siano ridotte a fornitrici di ovuli e gli embrioni a merce di un lucrativo commercio.
La ricerca sulle cellule staminali adulte ci fornisce una valida alternativa a quella sulle cellule embrionali e rende superflua la clonazione umana.
Anche in materia di brevetti, ci aspettiamo che la Commissione ponga definitivamente fine all'attuale situazione di incertezza sulle innovazioni brevettabili, indicando agli Stati membri una chiara linea di condotta, perché non possiamo accettare che la scoperta dei misteri della vita umana sia tramutata in invenzione.
La vita umana non è creata da estranei!
E' perciò necessario un segnale inequivocabile.
L'Europa non può trasformarsi in un campo minato dell'etica.
Non vi possono essere vuoti legislativi e il nostro criterio di riferimento chiaro deve essere la dignità dell'uomo!
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<SPEAKER ID=9 LANGUAGE="FR" NAME="Fraisse">
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l' incontro tra il politico e la ricerca non è sempre facile.
La ricerca stessa è inconcepibile senza rischi.
Oggi prende il via una ricerca, quella sulle cellule staminali, e noi non abbiamo il tempo di attenderne i risultati, tra dieci o quindici anni.
Questo è il senso della commissione che abbiamo istituito lo scorso anno.
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La settimana passata abbiamo votato, con il sesto programma quadro per la ricerca, una gerarchizzazione delle priorità e dei finanziamenti della ricerca in campo genetico.
Concordo pienamente con il voto misurato che rispecchia il parere del comitato etico dell' Unione.
Il rischio denunciato dall' odierna relazione è che la ricerca medica implica il desiderio della clonazione umana.
La relazione propone il divieto e soprattutto l' introduzione di sanzioni penali per questo genere di tentativi.
Personalmente, mi rallegra in particolare il fatto che si sia andati oltre una semplice dichiarazione di divieto e mi sono battuta affinché si parlasse di criminalizzazione della clonazione a fini riproduttivi.
Ma dobbiamo dedurne che l' obiettivo terapeutico della ricerca sulle cellule staminali, siano esse adulte o embrionali, deve essere denunciato e rifiutato?
Chi attribuisce agli odierni studiosi e ricercatori progetti inevitabilmente diabolici?
Sono gli stessi ricercatori o altri?
Occorre evitare di assimilare i diversi tipi di clonazione - sono in disaccordo con l' oratrice precedente - e forse dovremmo pensare all' umanità come in grado di produrre garanzie e controlli.
Citerei al riguardo, se me lo consentite, la storia di Frankenstein, che è pur sempre un mito fondatore della nostra modernità.
Ebbene, Frankenstein, come certo rammenterete, chiede al suo creatore di dargli una compagna e il professore inizia a crearla.
Inizia, ma poi rinuncia e, in questo modo, rinuncia a dare al mostro una discendenza condannandolo alla solitudine e alla morte.
Così finisce la storia di Frankenstein e, in questo mito fondatore della nostra epoca, l' umanità dimostra la sua capacità di esercitare un controllo su se stessa.
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Allora, nell' ipotesi della clonazione a fini terapeutici, che tratta, ricordiamolo, cellule staminali, intervengono due realtà umane, e su questo punto concluderei, vale a dire la questione dello status dell' embrione e quella dell' uso del corpo delle donne.
Taluni - il problema è indubbiamente complesso - confondono cellule ed embrioni e non desiderano che venga condotta alcuna ricerca, neanche quella sull' embrione sovrannumerario, sulle procreazioni assistite o sull' embrione derivato da un aborto.
Va detto chiaramente che, in questa maniera, essi ripropongono la condanna dell' aborto, e questa è politica, non ricerca.
Altri, e io con loro, fanno osservare che la produzione delle cellule staminali richiede l' utilizzo di ovociti prodotti dalle donne.
Dobbiamo diffidare, e in ciò mi unisco al pensiero di varie intervenute, della strumentalizzazione delle donne nella ricerca e mi rammarico molto del fatto che, in una delle ultime riunioni dei coordinatori, alla quale, ahimè, non ero presente, sia stata decisa l' eliminazione del considerando AJ - era uno dei miei emendamenti - senza che vi sia stata consultazione collettiva.
Noi l' abbiamo riproposto.
<P>
Ciò mi porta, per concludere, a sottolineare che vi è dunque senza dubbio un duplice interesse, l' interesse di coloro che vogliono riproporre la lotta contro il diritto all' aborto e quello di coloro che commercializzerebbero il corpo delle donne.
La situazione è complessa e difficile.
Detto questo, la relazione contiene alcuni elementi che mi stanno particolarmente a cuore, vale a dire la necessità della gratuità e del consenso, nonché la non discriminazione con i test genetici ad opera dei datori di lavoro e delle compagnie di assicurazione.
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<SPEAKER ID=10 LANGUAGE="EN" NAME="Hyland">
Signor Presidente, il presente dibattito è sicuramente importante e condivido la preoccupazione di quei colleghi ansiosi di sostenere una ricerca che favorisca un progresso effettivo e costante della medicina e il miglioramento della qualità della vita delle singole persone e della società, salvaguardando al contempo la dignità dell' individuo da eventuali abusi causati dall' inosservanza delle norme etiche necessarie ad attuare tali garanzie.
Gli scienziati che ignorano deliberatamente queste garanzie rendono un pessimo servizio alla scienza e agiscono in contrasto con il bene comune.
Gli eventi dei giorni scorsi portano con tutta evidenza questa possibilità alla nostra attenzione e certamente segnalano al Parlamento la necessità di un' azione rapida e concreta.
Seppure non intenda confutare le rassicurazioni fornite dai ricercatori sul fatto che il progresso ottenuto non è mirato alla creazione di un essere umano, la realtà è che un tema di così fondamentale importanza non può essere affidato a persone libere di agire al di fuori delle norme esistenti.
<P>
A nome del mio gruppo, esprimo pieno sostegno a quanto affermato nei paragrafi 54 e 55 della proposta di risoluzione, con i quali si chiede che siano vietate la clonazione umana, senza riguardo per la tecnica utilizzata, e qualsiasi attività tesa a modificare la linea germinale.
Per i cittadini, e certamente per i deputati del Parlamento, si tratta di un tema delicato e complesso e non mi ritengo preparato al punto da poter affrontare i tanti argomenti scientifici in discussione.
Ma di una cosa sono certo: la società non tollererà, e anzi da ciò deve essere tutelata, qualsiasi azione, deliberata o meno, che riduca la dignità e la santità dell' essere umano ad oggetto di manipolazione scientifica.
Noi, che partecipiamo alla meraviglia della creazione, dobbiamo agire adesso nell' interesse del genere umano.
<P>
<SPEAKER ID=11 LANGUAGE="NL" NAME="Blokland">
Signor Presidente, è deludente dover constatare che appena oggi possiamo discutere dell' importante relazione della commissione temporanea sulla genetica umana.
La relazione Fiori crea un quadro etico per la ricerca genetica, ma tale azione risulta purtroppo parzialmente vanificata dal fatto che il finanziamento di questo tipo di ricerca è stato collocato nell' ambito del sesto programma quadro.
<P>
Invito il Consiglio, che deve ancora affrontare l' argomento, a garantire il mantenimento di un responsabile quadro etico, cioè a negare in ogni caso qualsiasi finanziamento da parte dell' Unione per ricerche che siano vietate in uno o più Stati membri, come la ricerca sugli embrioni umani.
<P>
La relazione Fiori presenta una corretta panoramica dei dilemmi di carattere etico e d' altro tipo che la ricerca nel campo della genetica umana porta con sé.
La commissione temporanea ha lavorato sodo per un anno intero e posso dirmi in linea di massima soddisfatto della relazione che ci ha presentato.
Dopo la revisione da parte del relatore, il documento è stato profondamente modificato, il che era peraltro necessario; tuttavia, c' è ancora qualcosa che, a mio parere, manca.
Non si tratta di un tema o di un argomento, poiché tutti gli aspetti collegati con la genetica umana sono stati esaminati nella relazione, eppure...
<P>
Secondo la mia personale concezione, ispirata ai principi cristiani, il mondo in cui viviamo, con tutte le piante, gli animali e gli esseri umani, è una creazione di Dio, una creazione in cui Dio ha previsto numerose possibilità grazie alle quali l' uomo è in grado di trovare soluzioni ai problemi.
Credo che egli abbia dunque la possibilità di ricercare e di trovare terapie e metodi di cura per le malattie.
<P>
Mi rifiuto però di credere che la ricerca di terapie e cure per le malattie debba necessariamente utilizzare embrioni.
Un embrione è potenzialmente un essere umano, ha in sé tutto ciò che è necessario per diventare un essere umano, è una creatura di Dio e come tale merita protezione sin dall' inizio.
Come disse il filosofo Emmanuel Kant al quale mi richiamo: "Agite in modo tale che l' uomo sia sempre il fine e non sia mai usato solo come un mezzo" .
E se un embrione umano viene usato per la ricerca, e dunque distrutto, succede proprio questo.
Tale considerazione vale sia per gli embrioni sovrannumerari prodotti nell' ambito della fecondazione in vitro, sia per gli embrioni che sono stati creati appositamente a fini di ricerca.
<P>
Abbiamo appreso con sorpresa la notizia che negli Stati Uniti sono stati clonati embrioni umani.
Una simile strumentalizzazione di una vita umana agli esordi è assolutamente inaccettabile dal punto di vista morale.
Per fortuna, l' esperimento è stato condannato oltre che dal Presidente Bush anche dal Commissario Busquin.
Nella relazione Fiori si chiede giustamente di vietare la clonazione a fini terapeutici.
<P>
Nutro peraltro forti dubbi sulle eccessive aspettative che vengono evocate non solo da alcuni scienziati, ma anche da alcuni di noi, sia tra le persone sane sia, cosa ancor più grave, tra le persone ammalate.
Ammesso che questo tipo di ricerca possa essere un giorno applicato a fini terapeutici, ciò potrà avvenire tra non meno di uno o due decenni.
<P>
Mi chiedo poi se dobbiamo realizzare e utilizzare le validissime terapie che si possono ottenere grazie alle cellule staminali.
La mia risposta è sì, però, anche in questo caso, non a spese degli embrioni umani.
E' un miracolo, ed io lo interpreto come un segno divino, che esistano, a quanto pare, anche cellule staminali adulte.
Queste cellule, che si trovano tra l' altro nel cordone ombelicale, nel sangue, nei tessuti adiposi e nei tessuti cerebrali, possono essere differenziate e dare così origine ad un' ampia varietà di tessuti diversi.
Allora perché non impiegare tutti i mezzi a nostra disposizione, le nostre conoscenze, ma anche, e non da ultimo, i soldi per realizzare terapie basate sulle cellule staminali adulte così promettenti?
<P>
Mi congratulo con il relatore, onorevole Fiori, per la relazione che ci ha sottoposto e mi auguro che oggi essa possa essere approvata senza modifiche.
<P>
<SPEAKER ID=12 NAME="Dell'Alba">
Signor Presidente, cari colleghi, raramente il Parlamento europeo si è trovato di fronte a un tema così delicato e allo stesso tempo così importante come quello trattato nella relazione Fiori: tema pienamente e compiutamente politico, proprio del legislatore, come noi radicali abbiamo cercato invano di far capire nel nostro paese; tema di società, che riguarda in primo luogo i milioni e milioni di malati di malattie oggi incurabili, che guardano a noi per una risposta che può costituire, per loro, speranza concreta di salvezza e di vita.
<P>
Siamo oggi di fronte, potenzialmente, a quei grandi cambiamenti nella storia dell'umanità, paragonabili alla scoperta della penicillina o dei vaccini.
Siamo di fronte a una scelta di campo che sarebbe velleitario e tragico frenare.
Da questo punto di vista, purtroppo, l'ottimo lavoro istruttorio del collega Fiori ha dato luogo ad un testo base, frutto del combinato disposto di due fondamentalismi, ben radicati nel nostro Parlamento, che, come ogni fondamentalismo, vorrebbero che l'Europa restasse ferma mentre tutto intorno il mondo si muove.
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Lo spirito di Galileo aleggia oggi su di noi.
Per noi radicali la scelta di oggi dev'essere chiara: "no" alla relazione Fiori così com'è; "sì" alla maggior parte degli emendamenti presentati, per la libertà di ricerca scientifica; "sì" a tutti i tipi di ricerca terapeutica che possano dare vita e non morte alla vita che c'è, non a quella presente solo nei manuali di dottrina e che giace oggi nei congelatori di laboratori, in attesa di essere distrutta; quindi "sì" alla ricerca sulle cellule staminali oggettivamente più duttili; "sì" alla ricerca sugli embrioni sovrannumerari privi di progetto di vita; "sì" alla clonazione terapeutica che - come hanno affermato autorevolmente, ancora ieri, il Premio Nobel Dulbecco e, oggi, l'ex Ministro della sanità italiano Veronesi - non ha niente, ma niente a che fare con la clonazione umana; in conclusione, "sì" ad un'Europa adulta, laica, responsabile in materia di ricerca.
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<SPEAKER ID=13 LANGUAGE="ES" NAME="Vidal-Quadras Roca">
Signor Presidente, volevo soltanto informarla che nella tribuna degli invitati si trovano gli studenti del master in scienze politiche della Fondazione estera per l' America latina del governo spagnolo.
Si tratta di un gruppo di giovani politici - assessori, deputati, alti funzionari delle amministrazioni pubbliche - di diversi paesi latino-americani che sono venuti a visitarci e che hanno trascorso un piacevole soggiorno di lavoro questa settimana a Bruxelles.
Essi rappresentano, signor Presidente, un ottimo esempio degli stretti legami che stanno sviluppandosi fra l' Europa e l' America latina.
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<SPEAKER ID=14 NAME="Presidente">
Grazie, onorevole Vidal-Quadras Roca.
Mi associo alle sue parole.
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<SPEAKER ID=15 LANGUAGE="NL" NAME="Oomen-Ruijten">

Signor Presidente, al dossier su cui stiamo lavorando oggi è stata dedicata una grande attenzione: abbiamo ascoltato molti esperti, abbiamo compiuto molte visite, ci siamo consultati con i nostri colleghi dei parlamenti nazionali ed esteri, sia degli altri paesi dell' Unione sia dei paesi candidati.
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Ci sono state molte discussioni e adesso, signor Presidente, dopo aver raccolto tutti questi dati e informazioni, mi sono fatta una mia opinione del tutto personale riguardo al dossier oggi in esame, un dossier difficile su cui gravano anche considerazioni di natura etica.
In proposito, desidero affermare che rispetto qualsiasi giudizio espresso in piena coscienza.
Non mi pare il caso di mettersi a distinguere tra destra e sinistra, tra conservatori e modernisti, e pertanto non posso accettare che il mio parere o quello di altri colleghi vengano marchiati come "fondamentalisti" , come è appena accaduto.
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Signor Presidente, il mio parere e il mio comportamento di voto si rifanno in buona parte alle decisioni prese nell' ambito del mio gruppo; su un punto però divergono poiché, pur essendo personalmente favorevole all' utilizzo degli embrioni sovrannumerari ottenuti nell' ambito della fecondazione in vitro, ritengo che debba essere vietata la produzione consapevole e apposita di embrioni extra.
Sono inoltre contraria ad impedire il ricorso alle possibilità che la clonazione a fini terapeutici potrà offrirci in futuro per la cura di patologie quali il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer.
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Signor Presidente, la clonazione a fini riproduttivi non è mai stata all' ordine del giorno e, al riguardo, è auspicabile l' imposizione di un inderogabile divieto internazionale.
Sono contraria alla produzione di embrioni destinati a soli fini di ricerca.
A mio parere, quando parliamo di clonazione a fini terapeutici abbiamo a che fare con un problema definitorio.
E' ammissibile che un nucleo di un mio ovulo, combinato con una cellula della mia pelle, possa un giorno essere utilizzato per creare, per me stessa, una cellula del cuore?
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Infine, signor Presidente, la legislazione sui brevetti non è adeguata. Pur affermando l' inalienabilità del corpo umano, essa è tuttavia ambigua e, a causa di tale ambiguità, si rilasciano brevetti che non sono al servizio né dell' uomo né di obiettivi terapeutici.
Chiedo pertanto anche ai colleghi del D66 e del VVD, che hanno votato diversamente da me durante l' esame di questa relazione, di voler appoggiare il nostro gruppo anche su questo punto.
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<SPEAKER ID=16 NAME="Gebhardt">
Signor Presidente, dopo un anno intero di intenso studio delle conoscenze della genetica umana e del loro impatto sulla medicina, dopo innumerevoli audizioni, dopo colloqui e visite di informazione in loco, oggi sono priva di speranze, anzi addirittura delusa.
La commissione ad hoc sulla genetica umana e le altre nuove tecnologie nel settore della medicina moderna non ha raggiunto lo scopo che mi attendevo.
La relazione approvata dalla commissione, infatti, non creerà i presupposti per una normativa coerente degli Stati membri dell'Unione europea nel campo delle biotecnologie - come molti insieme a me speravano.
Rischia invece di essere ridotta a brandelli dal caos delle opinioni espresse negli emendamenti, brandelli dei quali, alla fine, non potremo più ricucire in modo accettabile i bordi.
Mi rivolgo pertanto ai colleghi in modo da cercare perlomeno di evitare il peggio.
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Adottiamo solo decisioni che tengano conto in maniera equilibrata degli aspetti sociali, economici e giuridici della materia e non abbattano in alcun modo le imprescindibili frontiere dell'etica.
In questo campo, il Parlamento europeo non può permettersi un fallimento e dobbiamo fissare criteri di riferimento.
Nelle democrazie rappresentative, il compito di stabilire criteri di riferimento spetta al parlamento eletto direttamente e non è demandato ai governi o addirittura a forze che non sono anzitutto al servizio del bene comune.
Durante le consultazioni di Nantes dell'ultimo fine settimana, i governi di Francia e Germania hanno posto le basi per una posizione comune di fronte agli interrogativi economici ed etici sollevati dalla biotecnologia.
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Cito un documento del governo federale tedesco: "Una siffatta concertazione tra Germania e Francia potrebbe costituire l'inizio di una concertazione più ampia a livello europeo".
Il Parlamento europeo può accorciare i tempi piantando già da ora dei paletti.
La commissione sulla genetica umana - ne abbrevio così la denominazione - ha raccolto con accuratezza sia le informazioni necessarie sia valutazioni che coprono l'intera gamma dei giudizi espressi.
Ora tocca al Parlamento europeo indicare alla scienza, alla medicina e all'economia degli Stati membri la strada che porta al futuro della rivoluzione biotecnologica.
Non dobbiamo però cadere nella trappola di una fede mal riposta nel progresso: non tutti i progressi conquistati dall'uomo costituiscono un progresso anche per l'umanità.
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Ma, allo stesso modo, non dobbiamo assoggettarci a ideologie o dogmi né tantomeno crearne di nuovi.
In materia di etica, molti si sentono insicuri a tal punto da volerne dimenticare l'esistenza, ma pure in questo campo spesso regna chiarezza, anche se noi non la vediamo.
Ad esempio, un ovulo umano fecondato può diventare solo un uomo e null'altro.
La tutela della dignità umana comincia nell'istante della fusione tra spermatozoo ed ovulo, e questo diritto fondamentale inalienabile, ripetutamente sancito, da ultimo nell'introduzione della Carta europea dei diritti fondamentali, dobbiamo rispettarlo.

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Fatte queste premesse, non possiamo ammettere in alcun modo la clonazione, indipendentemente dal fatto che il suo scopo sia riproduttivo o terapeutico.
Non è accettabile!
Inoltre, stando così le cose, è escluso anche l'utilizzo o, ancora peggio, la produzione di embrioni umani a scopo di ricerca.
Ogni intervento mirato sulla linea germinale umana trova un divieto categorico almeno nell'etica medica dell'aiuto e della guarigione, come del resto anche nella prospettiva di ripercussioni perniciose sotto tutti i profili.
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Non voglio andare oltre queste sommarie indicazioni.
Nella votazione del pomeriggio dovremo rispettare molte altre frontiere.
Oggi, però, dobbiamo anche professarci favorevoli al progresso delle scienze della vita.
Se sostenute nel giusto modo, esse potranno forse avvicinarci alla realizzazione del sogno di sconfiggere la malattia e il dolore. Dovremmo pertanto incentivare in modo molto più massiccio di quanto non abbiamo fatto sinora le alternative, ad esempio nel campo delle cellule staminali adulte.
Credo che qui stia il nostro futuro.
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<SPEAKER ID=17 LANGUAGE="NL" NAME="Van der Laan">

Signor Presidente, la discussione odierna è molto importante: stiamo infatti parlando niente di meno che della vita stessa; stiamo parlando della ricerca scientifica che potenzialmente può consentirci di guarire, di migliorare le condizioni di vita o di prolungare la vita delle persone che soffrono di patologie gravi quali il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer, la sclerosi multipla, il diabete e, forse, persino l' AIDS.
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Invero, non si tratta di un argomento che possiamo affrontare con leggerezza.
Non sarebbe una bella cosa se il Parlamento europeo si rifiutasse esplicitamente di riconoscere la differenza che esiste tra clonazione a fini riproduttivi e clonazione a fini terapeutici: la prima mira a creare nuovi esseri umani, la seconda a creare nuovi tessuti.
Vietare direttamente o indirettamente la seconda significherebbe chiudere gli occhi di fronte ad una vasta gamma di possibilità terapeutiche che potrebbero aiutare le persone.
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Signor Presidente, si fa fatica a trovare in questa relazione il concetto di sussidiarietà, quando invece sono proprio i dilemmi di natura etica e morale a dover essere risolti accostandosi il più possibile alla gente poiché fanno appello direttamente alla coscienza individuale.
Né, per indurre il mio gruppo a votare a favore della relazione, può bastare la richiesta rivolta alla Commissione di produrre una legislazione in materia.
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Non posso concludere senza esprimere il mio fastidio per il fatto che alcuni esponenti di destra e dei Verdi ritengono di avere il monopolio in materia di etica.
Alcuni colleghi vogliono dare l' impressione che il parere più restrittivo sia automaticamente, dal punto di vista etico, quello più valido.
Dimenticano però che se noi rendiamo più difficili o addirittura vietiamo ricerche promettenti, ricerche che, per le persone ammalate, possono significare la guarigione o l' alleviamento delle sofferenze, se non addirittura l' unica speranza di vita, prendiamo una decisione che ha anch' essa gravi implicazioni etiche.
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<SPEAKER ID=18 LANGUAGE="EN" NAME="Evans, Jillian">
Signor Presidente, signor Commissario, vorrei esprimere il mio sostegno alla relazione dell' onorevole Fiori, che ritengo abbia raggiunto il giusto equilibrio.
La mia opinione è cambiata nel corso dell' ultimo anno a seguito di ciò che abbiamo appreso dai lavori della commissione temporanea.
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Nutro due fondamentali preoccupazioni.
In primo luogo, molti fatti ci suggeriscono che lo sviluppo delle ricerche sulle cellule staminali embrionali potrebbe non portare ai risultati che tutti vogliamo in termini di progresso nella cura di alcune delle malattie più gravi che affliggono molti membri della nostra società e delle nostre famiglie; in secondo luogo, dando corso a tali ricerche, consentiremo che le persone, e in particolare le donne in condizione di infertilità, vengano sfruttate. Non mi oppongo alla ricerca sugli embrioni.
Soffrendo anch' io di problemi di fertilità, ho beneficiato di queste ricerche e ho donato gli embrioni inutilizzati a fini di ricerca. Dobbiamo però essere certi che, per raggiungere gli obiettivi che desideriamo, la ricerca non si concentri in un' unica direzione a discapito di altre aree che mostrano uguali se non più promettenti prospettive di successo.
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<SPEAKER ID=19 LANGUAGE="NL" NAME="Meijer">
Signor Presidente, ancora oggi ci sono molte persone affette da patologie degenerative incurabili che coinvolgono tutto il corpo, come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer, il diabete e la leucemia.
Vi sono poi altre persone che, pur avendo un corpo generalmente sano, soffrono di disfunzioni in singoli organi vitali, quali cuore, reni, fegato o polmoni.
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Come essere umani siamo riusciti a modificare tutte le cose che stanno nel mondo al di fuori di noi, ma a tutt' oggi siamo in grado di risolvere solo in piccola parte i problemi fisici che ci affliggono.
Riteniamo che sia semplicemente raccapricciante riparare e migliorare il nostro corpo e le sue caratteristiche.
L' uomo vuol forse imporsi come creatore di se stesso, e tale volontà è forse in contrasto con lo scopo per cui è stato messo sulla Terra?
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Pochi sarebbero favorevoli alla creazione di superuomini invulnerabili che, a lungo andare, finirebbero per prendere il posto degli uomini normali.
Inoltre, sacrificare una vita umana per migliorare la qualità di vita di altre persone farebbe pensare ad una sorta di cannibalismo.
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Talvolta la discussione si concentra sugli estremi.
Una delle posizioni estreme vuole vietare qualsiasi attività di ricerca scientifica e imprigionare i ricercatori; l' altra consiste nell' autorizzare qualsiasi forma di applicazione commerciale, quali quelle realizzate della società americana Advanced Cell Technology, che rendono possibile a livello individuale tutto ciò che i più ricchi si possono e si vogliono comprare.
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Personalmente respingo entrambe.
L' utilizzo di cellule staminali provenienti dal proprio corpo o, se necessario, da embrioni sovrannumerari è un' ipotesi sostenibile, ma, prima di giungere alla produzione di vite destinate esclusivamente a questo scopo, la ricerca dovrebbe cercare vie alternative, mentre il commercio di embrioni va già al di là di quelle che sono ipotesi accettabili.
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Tali conclusioni valgono anche per il rispetto e l' adeguamento della vita umana su richiesta degli assicuratori.
Tutto considerato, mi ritrovo maggiormente nel parere dell' onorevole Caudron che in quello dell' onorevole Fiori.
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<SPEAKER ID=20 LANGUAGE="FR" NAME="Le Pen">
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per una volta il Parlamento europeo non è in ritardo sulla storia.
Proprio nel momento in cui una società americana è riuscita a clonare un embrione umano, la commissione temporanea sulla genetica umana pubblica la sua relazione, peraltro eccellente.
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Essa, infatti, protegge l' embrione umano vietando la clonazione, sia a fini riproduttivi che terapeutici, e proibisce il finanziamento pubblico europeo della ricerca sull' embrione umano consigliando di utilizzare embrioni sovrannumerari per le coppie sterili e, infine, di sfruttare al massimo il lavoro sulle cellule staminali adulte.
L'uomo non è proprietario, ma semplice usufruttuario della vita.
Non può dunque appropriarsi, neanche in parte, di questo patrimonio per sua natura inalienabile.
<P>
Chi, giocando all' apprendista stregone, dovesse arricchirsi in questo modo, un giorno dovrebbe pagare delle royalty al Creatore.
L' embrione umano non può in alcun caso essere ridotto ad un semplice materiale di laboratorio, ad uno strumento con finalità commerciali.
Per questo, il legislatore deve definire per l' embrione uno status che colmi l' attuale vuoto giuridico vietando in particolare la possibilità di brevettare ciò che è vivo.
Di fronte ad una meccanica genetica così fragile e complessa, che ha anche degli aspetti misteriosi e sacri, ottenere benefici effimeri col pretesto della ricerca significherebbe infischiarsene dell' evoluzione dell' umanità, del suo passato e del suo futuro.
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I miei colleghi del Fronte nazionale ed io difendiamo l' integrità e la dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale.
Coloro che vi si oppongono sono, senza saperlo, già entrati nel regno della barbarie.
Manipolare il mistero della vita significa portare l' umanità a catastrofi per altri versi più terribili di quelle della mucca pazza e della malattia di Creutzfeld-Jakob.
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<SPEAKER ID=21 LANGUAGE="EL" NAME="Trakatellis">
Signor Presidente, le notizie giunteci in questi giorni dall' ambiente scientifico hanno creato un infelice scenario per la presentazione della relazione Fiori.
Per me ancor più importanti sono state però le numerose lettere inviatemi da istituti scientifici, aziende del settore medico e associazioni di malati che ci supplicano di non chiudere la porta in faccia ad una ricerca promettente e incoraggiante.
In effetti, le nuove conoscenze nel campo della genetica umana ci aiuteranno a comprendere quelle parti del nostro patrimonio genetico che sono vulnerabili ed esposte alle sfide e alle pressioni ambientali e alle nostre abitudini di vita, in modo da avere così la possibilità di elaborare nuove strategie per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie.
D' altronde, la ricerca sulle cellule germinali potrebbe eventualmente portare ad applicazioni per la cura di malattie come, ad esempio, il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer, la leucemia e molte altre.
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Le ricerche in queste aree tematiche andrebbero però delimitate in modo da non causare problemi deontologici, sociali e legali.
E' questo lo scopo degli emendamenti da me presentati assieme ad altri colleghi, come nel caso della relazione Caudron, in modo da poter condurre la ricerca d' avanguardia da me definita, mantenendo nel contempo tutti gli equilibri ed evitando problemi deontologici.
Per il futuro, ci aspettiamo di vedere le applicazioni positive promesse dalla ricerca alla medicina.
Voglio credere che il Parlamento europeo approverà questa linea che definisce e mantiene il giusto equilibrio tra progresso e deontologia.
<P>
Il testo che voteremo deve lasciare aperta la porta all' approfondimento di nuove possibilità in maniera da proteggere il più possibile i nostri simili dalla sofferenza causata dalle malattie.
Il testo dovrebbe essere dettato non da un sentimento di paura, confusione o rifiuto di quanto non comprendiamo perfettamente, bensì da quel desiderio di nuove conquiste che ha sempre caratterizzato l' uomo sin dai tempi di Prometeo.
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<SPEAKER ID=22 LANGUAGE="FR" NAME="Goebbels">
Signor Presidente, il dibattito odierno riguarda le questioni essenziali dell' umanità: cos' è la vita? Come porsi di fronte all' ineluttabilità della morte che caratterizza tutta l' esistenza?
Trasmettere la vita non sarebbe il senso profondo dell' evoluzione, la sola legge morale di una natura peraltro insensibile ai nostri concetti morali?
La vita è indubitabilmente un processo.
E' inutile tentare di definirne l' inizio.
Per taluni, essa comincia dalla fusione di uno spermatozoo e di un ovulo. Ma tutti gli spermatozoi sono vivi, anche se se ne mobilitano inutilmente miliardi.
Un ovulo non fecondato cessa di vivere.
L' embrione, dividendosi in due, quattro, otto, sedici cellule e così via, è il processo della vita.
Fino al quarto giorno, ogni cellula è totipotente, racchiude tutte le informazioni genetiche di un essere umano potenziale.
Ma, per giungere a questo essere umano, l' embrione deve annidarsi in un utero e svilupparvisi per mesi.
Un embrione, tuttavia, non è un materiale qualsiasi.
Per sacrificarlo, dunque, occorrono ragioni superiori.
Le nostre società generalmente accettano l' aborto per preservare la salute fisica o psichica di una madre.
Ebbene, questa etica del male minore non può applicarsi agli embrioni sovrannumerari per i quali non esiste più un progetto parentale?
Non è meglio utilizzare questi embrioni per una ricerca seria anziché distruggerli?
La clonazione a fini riproduttivi non trova alcun difensore in quest' Aula, ma le possibilità dischiuse dalla clonazione a fini terapeutici meritano di essere oggetto di una ricerca fondamentale ben inquadrata.
La nostra società accetta la ricerca medica seria sul feto, sul bambino, sull' adulto e sul cadavere.
Perché uno status speciale solo per l' embrione?
Io sono a favore della scienza, del diritto di saperne di più.
Io sono a favore di un finanziamento pubblico di questa ricerca necessaria che sarebbe irresponsabile lasciare al solo settore commerciale.
Nessuna ricerca ha la certezza del risultato. Occorre esplorare tutte le ipotesi serie.
Ciò vale per la ricerca sulle cellule staminali adulte così come per quella sui 216 tipi di cellule del corpo umano, di cui solo una ventina sono caratterizzate dalla pluripotenza.
Non possiamo trascurare la ricerca sulle cellule staminali embrionali che, per loro natura, sono pluripotenti e possono contribuire alla rigenerazione di tutti i tessuti che costituiscono il corpo umano.
Io sono persuaso che la scienza genetica progredirà, con o senza l' Europa, ma spero che l' Europa, di fronte a questa rivoluzione, non accusi ritardi.
Rispetto i colleghi che dubitano, che vedono più rischi che speranze, ma non accetto che si utilizzi l' imprescindibile difesa della dignità umana come una sorta di spauracchio destinato a far tacere coloro che non vogliono limitare tutta la dignità umana ad un ammasso di cellule.
Dov' è la dignità di quanti patiscono mille sofferenze prima di morire, di coloro che sprofondano nella malattia o nella demenza?
Possiamo veramente concentrarci sulla difesa della vita che nasce, mentre la vita che già esiste è troppo spesso ignorata, trascurata, oppressa?
Cercare nuove terapie contro malattie crudeli, contro predisposizioni o, peggio, predestinazioni genetiche non significherebbe difendere realmente la dignità umana?
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<SPEAKER ID=23 NAME="Sbarbati">
Signor Presidente, la relazione dell'onorevole Fiori sulla genetica segna una tappa importante nel dibattito europeo e internazionale su una questione delicata e coinvolgente, che richiede una forte attenzione nel mondo politico per le responsabilità che comporta.
La scienza deve progredire e avanzare, e noi non conosciamo che una minima parte del conoscibile e della stessa cellula di cui parliamo.
Ma non per questo tutto è lecito: così come la libertà è in sé un valore assoluto ma non è mai assoluta, stanti le condizioni di natura, allo stesso modo la scienza e la ricerca scientifica sono e rappresentano valori irrinunciabili per le scoperte importanti che possono essere messe al servizio dell'umanità, ma non possono essere considerate assolute, cioè prive di legami con il diritto, l'etica e la morale.
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La posizione dei repubblicani europei, dei democratici e dell'Italia dei valori coincide pertanto con la posizione espressa nella votazione sulla relazione Caudron: rifiuta la clonazione umana e le manipolazioni genetiche ma è favorevole al prioritario finanziamento della ricerca sulle cellule staminali adulte e su quelle embrionali, derivanti da aborto spontaneo e terapeutico, con un puntuale controllo pubblico.
<P>
Cari colleghi, si è aperto il grande spazio di confronto tra bioetica e diritto, che però non va affrontato da posizioni moralistiche perché il discrimine non è tra laici progressisti e cattolici conservatori - è, questa, una visione manichea e facilona - bensì tra chi crede che alla scienza possa essere tutto consentito, anche in dispregio della dignità della vita, e chi ritiene che ciò non sia possibile.
<P>
Grazie comunque al collega Fiori: il suo riteniamo - soprattutto se verranno accolti i nostri importanti emendamenti - sia un lavoro importante, una buona base per riflettere d'ora in poi ed evitare che scoperte importanti costituiscano, poi, proprietà brevettate ad uso e consumo di potenti e non messe al servizio di tutta l'umanità.
<P>
<SPEAKER ID=24 LANGUAGE="FR" NAME="Rod">
Signor Presidente, noi siamo tutti unanimi contro la clonazione a fini riproduttivi, il che ne dimostra la pericolosità.
Ma perché, allora, operare una distinzione semantica tra clonazione a fini riproduttivi e clonazione a fini terapeutici, visto che sono la stessa cosa?
L' aggiunta dell' aggettivo "terapeutico" modifica l' atto?
Siamo stati in grado di distinguere il nucleare civile da quello militare?
Tanto più che queste nuove tecniche comporteranno la necessità di una produzione accelerata di ovociti, con le note conseguenze sullo sfruttamento del corpo delle donne, gli effetti secondari per queste ultime e il traffico di ovaie.
Inoltre, la ricerca condotta sulle cellule staminali adulte schiude le stesse prospettive senza problemi etici.
<P>
Una parola sull' obiettivo della "terapia genica": nella maggior parte dei casi, il carattere genetico è una predisposizione alla malattia, malattia che sarà scatenata da fattori esterni.
Correggeremo forse un gene per una semplice predisposizione, mentre oggi sappiamo, dopo la scoperta del genoma umano, che un gene modifica altre funzioni che ci sono ancora ignote?
<P>
Onorevoli colleghi, non è la convinzione religiosa, ma il mio ateismo a farmi invocare il principio di precauzione.
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<SPEAKER ID=25 LANGUAGE="EL" NAME="Alyssandrakis">
Signor Presidente, a mio parere è una tragedia per l' intera umanità il fatto che le recenti scoperte nel settore delle biotecnologie avvengano in un' epoca ove ancora prevale il sistema capitalista.
Nell' odierno sistema di sfruttamento disumano, in cui tutto è soggetto alla ricerca del profitto, è impossibile che simili scoperte vengano messe al servizio dell' umanità.
Al contrario, è perfettamente naturale che siano piegate al servizio dei monopoli del settore.
Non ci stupiremmo se, ad esempio, venisse creato un mercato di ovuli, embrioni e cellule staminali di origine umana, oppure se le nuove possibilità terapeutiche fossero riservate solo a chi avesse ingenti disponibilità economiche.
<P>
Ad ogni modo, onorevoli colleghi, dobbiamo andare cauti con le modifiche del patrimonio genetico.
Non posso non ricordare che ci è voluto un miliardo di anni perché la vita si evolvesse sul nostro pianeta secondo il processo della selezione naturale.
Ora abbiamo la possibilità di intervenire in tale processo e forse di vederne gli effetti immediati; eppure, non siamo in grado di prevedere cosa accadrà tra un milione di anni.
Se questo orizzonte temporale vi sembra enorme, in qualità di astronomo vi posso assicurare che il sole continuerà a splendere per altri 4,5 miliardi di anni.
<P>
Assistiamo al contempo al degradante fenomeno della concessione di brevetti su organismi viventi e geni umani.
La nostra posizione in merito è chiara: nessuna parte, nessuna cellula e nessuna molecola del corpo umano può essere oggetto di un brevetto.
Siamo anche fermamente contrari all' utilizzo del codice genetico da parte di datori di lavoro, compagnie d' assicurazione, servizi segreti, eccetera.
<P>
La relazione Fiori esprime opinioni interessanti e utili su tutta una serie di questioni.
In diversi articoli segnala i pericoli derivanti dalla commercializzazione, specie per i gruppi sociali con minore peso economico.
Alla fin fine, però, resta in gran parte intrappolata nella logica della competitività e mantiene una posizione quasi neutrale sugli aspetti giuridici.
La discussione che si conclude oggi dovrebbe invece segnare l' inizio di una riflessione più generale ed essere un' opportunità per elaborare una posizione più responsabile in materia.
<P>
<SPEAKER ID=26 LANGUAGE="FR" NAME="Montfort">
Signor Presidente, la bioetica o l' etica della vita ci pone questioni essenziali, ed è un onore per il nostro Parlamento affrontarle oggi.
Qual è la nostra concezione dell' essere umano?
Una concezione utilitarista o scientista nella quale l' essere umano, e soprattutto il più debole, è posto al servizio della scienza, oppure una concezione umanista che pone la scienza al servizio dell' essere umano?
Cosa costituisce la dignità dell' essere umano?
Accetteremo di affermare che la dignità può mutare a seconda dell' età, della capacità, della salute o del modo in cui è stato creato l' embrione?
No, io spero che il Parlamento ribadisca con fermezza, mentre i laboratori provocano la coscienza mondiale clonando esseri umani, che tutti abbiamo la stessa dignità e la medesima umanità.
Qual è il significato della ricerca scientifica?
Lasceremo che la ricerca sia il miraggio di un nuovo eldorado finanziario?
No, la ricerca deve mantenere la sua grandezza, essere al servizio dell' essere umano e più specificamente alleviarne la sofferenza, aiutare e curare le persone disabili, migliorare le condizioni di vita di tutti, anche nei paesi in via di sviluppo.
Non deve esservi contraddizione tra la dignità dell' embrione e quella del malato.
La nostra posizione, quindi, deve essere coerente e solida.
Non dobbiamo subire l' aleatorietà del momento, ma fondare la nostra posizione sul rispetto della dignità dell' essere umano, unica garanzia di una scienza del progresso.
<P>
<SPEAKER ID=27 LANGUAGE="ES" NAME="Gil-Robles Gil-Delgado">
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione dell' onorevole Fiori è una relazione ambiziosa ed equilibrata.
<P>
Ambiziosa perché non affronta soltanto la ricerca sul genoma, che può essere un argomento di moda, ma tratta anche tutte le questioni sollevate da questo tipo di ricerca o ad essa correlate quali l' uso dei dati genetici, la brevettabilità dei prodotti e dei procedimenti derivati dal materiale biologico, le condizioni delle prove genetiche, la clonazione, la ricerca sulle cellule staminali e il programma quadro sulla ricerca.
<P>
Equilibrata perché presenta soluzioni ponderate lontane da qualsivoglia fondamentalismo.
<P>
In materia di cellule staminali, si distinguono le cellule staminali embrionali da quelle cosiddette adulte, dando la priorità alla ricerca su queste ultime - molto promettente - e si ritiene che le condizioni di produzione e di ottenimento delle cellule staminali implichino rischi per l' integrità del corpo della donna quando si ricorre alla clonazione a fini terapeutici, che pertanto si respinge, o agli embrioni sovrannumerari, pratica che viene anch' essa respinta.
<P>
Alcuni, in nome della libertà della ricerca, sostengono la possibilità di sperimentare senza limiti, a patto che il fine ultimo sia terapeutico.
La ricerca, onorevoli colleghi, è indispensabile e deve essere promossa, ma come tutti i diritti ha i suoi limiti, e soprattutto un limite invalicabile, quello della dignità umana.
<P>
Noi che crediamo in questa dignità, che cerchiamo di tutelare gli esseri viventi, non possiamo sacrificare questi valori sull' altare di una libertà della ricerca trasformata in norma etica suprema e senza limiti, e men che mai quando questa libertà si sta trasformando, di fatto, in libertà di realizzare le ricerche più redditizie per i grandi gruppi farmaceutici.
Oggi vogliono farci credere che prospettive future sono già realtà, mentre sono ancora soltanto promesse.
<P>
Signor Presidente, il relatore ha avuto il coraggio necessario per rifuggire da semplificazioni e addentrarsi nel tema in maniera seria ed equilibrata.
La sua relazione si ispira ad una linea etica accettabile da parte di tutti, che non è quella di certe posizioni religiose, pur rispettabili, ma che incontrano largo rifiuto, né quella laica che è stata invocata oggi come presunta norma suprema, che suscita non meno rifiuto.
<P>
Penso pertanto che la relazione debba essere appoggiata nella sua interezza.
<P>
<SPEAKER ID=28 LANGUAGE="EL" NAME="Malliori">
Signor Presidente, circa un anno fa avevamo deciso di creare una commissione parlamentare temporanea sulla genetica umana e le altre nuove tecnologie nel settore della medicina moderna. All' epoca, non immaginavamo che il giorno della votazione avrebbe coinciso cronologicamente con certe dichiarazioni di leader politici, scienziati, società private e altri enti interessati.
La dichiarazione di Advanced Cell Technology circa la creazione di embrioni umani mediante clonazione rende ancor più cruciale la votazione odierna.
Le discussioni precedenti hanno messo in luce solo minime divergenze su questioni importanti quali la tutela dei diritti dell' uomo, l' inviolabilità della dignità umana, il diritto all' autodeterminazione, la riservatezza dei dati personali, il rispetto delle persone con disabilità e il divieto di discriminare i lavoratori sulla base di criteri genetici.
<P>
Su tali questioni avevamo raggiunto facilmente un ampio consenso.
La Commissione aveva anche accettato che le informazioni genetiche sugli esseri umani non avrebbero potuto essere brevettabili.
Quasi unanime era anche la posizione della commissione temporanea sul divieto di finanziare la ricerca in materia di clonazione a fini riproduttivi.
Sulla delicata questione della clonazione a fini terapeutici, però, la riflessione e l' espressione di opinioni divergenti hanno occupato gran parte dei nostri lavori.
La mancanza di un quadro internazionale e di regole per lo svolgimento della relativa ricerca, nonché il rischio di creare un numero esagerato di embrioni a fini commerciali o provocatori, erano due dei motivi alla base delle forti riserve espresse.
E' chiaro che, in questo campo, almeno per il momento, non e' possibile assicurarsi un ampio consenso ed è dunque necessario un serio approfondimento nell' ambito della prosecuzione dei lavori della commissione temporanea.
<P>
Sono certa che, se pervenissimo ad un accordo internazionale e se gli enti pubblici e privati operassero in ambiti di ricerca definiti scientificamente sulla base di protocolli concordati, le suddette riserve verrebbero sciolte.
Questa rappresenta l' unica strada percorribile verso una soluzione dei problemi sanitari cronici senza rischiare inversioni di rotta che metterebbero a repentaglio quanto sancito dalla Carta dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla dignità umana, in quanto i principi e i valori devono prevalere sulla libertà della ricerca.
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<SPEAKER ID=29 LANGUAGE="NL" NAME="Maaten">
Signor Presidente, la discussione in corso riguarda molto più che la nostra concezione della genetica umana; essa investe infatti anche il ruolo che noi, come politici europei, ci arroghiamo nel giudicare etica, scienza e integrità del cittadino europeo.
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Non possiedo il dono della verità e credo che un po' di umiltà ci si addica.
I cittadini sono perfettamente in grado di prendere le loro decisioni in scienza e coscienza.
Personalmente, sono favorevole ad una ricerca scientifica che sia il più possibile libera di trovare metodi di guarigione da malattie finora incurabili, come il morbo di Parkinson, il diabete, le malattie cardiovascolari - anche se nel caso di queste ultime può essere utile semplicemente smettere di fumare.
<P>
Il lavoro svolto dalla nostra commissione ha dimostrato che il mondo europeo della scienza affronta le proprie responsabilità con consapevolezza.
La mia coscienza non può accettare che noi non appoggiamo o che addirittura vietiamo le forme di ricerca ora disponibili, inclusa la clonazione a fini terapeutici e la ricerca sulle cellule staminali a partire da embrioni sovrannumerari.
Ma naturalmente ci sono altre persone che giungono a conclusioni diverse, che io peraltro rispetto. Credo però che dobbiamo tener conto anche del fatto che i diversi Stati membri avranno legislazioni diverse.
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Pertanto, signor Presidente, non posso accogliere nella sua versione attuale la proposta che ci è stata sottoposta.
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<SPEAKER ID=30 LANGUAGE="EN" NAME="Ahern">
Signor Presidente, voglio ringraziare il relatore per avere prodotto un testo eccellente su un argomento complesso.
Ritengo che il Parlamento debba opporsi fermamente alla clonazione umana.
I recenti sviluppi raggiunti negli Stati Uniti sono davvero allarmanti, ma non possiamo consentire la sperimentazione sulla vita umana, né che su di essa si crei un mercato.
In termini tecnici, non vi è differenza tra clonazione a fini terapeutici e clonazione a fini riproduttivi.
Se consentiamo che il progresso terapeutico faccia da schermo all'avanzamento della clonazione umana, rischiamo che si creino abusi tali, temo, da portare alla nascita di bambini handicappati.
E' questo il mio più grande timore in riferimento a siffatti esperimenti e ritengo che tali paure abbiano una loro consistenza di fronte a talune affermazioni, come quelle del dottor Antinori.
<P>
Non si possono creare embrioni umani a scopo di ricerca, ma questo è esattamente ciò che è successo l'estate scorsa negli Stati Uniti.
Per tali esperimenti, si deve escludere l' applicabilità del diritto di brevetto.
Le donne non possono essere usate come materia prima per queste ricerche perché la procedura per estrarre gli ovuli, la materia prima per la clonazione, è di tipo invasivo.
Già si è formato un commercio in tale campo e la cosa è davvero riprovevole.
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<SPEAKER ID=31 LANGUAGE="EN" NAME="Purvis">
Signor Presidente, se l' Europa vuole essere l' economia più competitiva e dinamica del mondo, come orgogliosamente si è affermato in occasione del Consiglio di Lisbona, dobbiamo creare le condizioni e l' ambiente per incoraggiare i nostri scienziati a misurare le frontiere della conoscenza.
Non possiamo ostacolare la ricerca, ma dobbiamo anche tutelare la dignità della persona umana.
Cos' è la dignità umana?
Qual è la dignità di chi soffre del morbo di Parkinson, della malattia di Alzheimer, della fibrosi cistica o di una tetraplegia conseguente ad una lesione spinale?
Certo, dobbiamo considerare anche la dignità dell' embrione, ma disponiamo di un gran quantità di embrioni in sovrannumero, frutto della fecondazione in vitro, che vengono generalmente congelati e infine distrutti.
Non sarebbe meglio metterli a disposizione della ricerca, con il consenso di chi li ha originati, invece di destinarli ad un' inutile distruzione?
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E' fondamentale che qualsiasi ricerca in aree così delicate venga effettuata nel quadro di una rigorosa regolamentazione e possa avvenire solo in quei paesi che la consentono e che dispongono di una normativa adeguata.
Ai miei amici vorrei dire che il buon samaritano ha attraversato la strada per aiutare il prossimo: il vostro vicino potrebbe soffrire del morbo di Parkinson o della malattia di Alzheimer, di una lesione spinale o di diabete.
Con il dovuto rispetto, possiamo forse ignorarlo?
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La relazione prende in esame anche il tema della brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche, ovvero la direttiva 98/44 che ha concluso l' iter legislativo necessario a farla diventare legge dell' Unione europea, passando attraverso la Commissione, il Consiglio e il Parlamento.
Il suo recepimento, tuttavia, è indietro di anni.
E' certo compito della Commissione insistere con tutti i poteri a propria disposizione affinché la direttiva venga recepita nei paesi che ancora non l' hanno fatto.
Troppo spesso, in queste aree di progresso, la Commissione e gli Stati membri usano belle parole per poi spaventarsi e perdere tempo mentre l' Europa, nel frattempo, continua a perdere terreno.
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Signor Commissario, la prego di essere severo.
Agisca per il futuro dell' Europa.
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<SPEAKER ID=32 LANGUAGE="NL" NAME="Corbey">
Signor Presidente, la dimensione etica della discussione in corso è di importanza fondamentale, ma non è l' unica.
Dobbiamo affrontare anche l' aspetto del potere ovvero: chi ha il potere di decidere del corpo umano?
Tale potere è regolamentato dalla direttiva sui biobrevetti.
Purtroppo, però, la direttiva non è del tutto trasparente.
La formulazione delle cose brevettabili è troppo ampia e, in tal modo, il potere va a finire troppo unilateralmente nelle mani dei grandi detentori di brevetti.
Contro tale situazione occorre intervenire.
<P>
In primo luogo, dobbiamo eseguire un' attenta valutazione delle conseguenze socioeconomiche che la direttiva produce e, ove necessario, chiederne la revisione.
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In secondo luogo, dobbiamo contribuire ad una buona intesa tra aziende farmaceutiche e pubblico.
L' agenda della ricerca deve essere influenzata dall' opinione pubblica: cosa vogliamo sapere, cosa possiamo sapere e chi può saperlo?
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In terzo luogo, dobbiamo garantire che la terapia genica sia accessibile a tutti.
Al momento attuale, questo tipo di terapia è molto costoso, con grave pregiudizio per la sua accessibilità.
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In quarto luogo, dobbiamo chiederci quali sono le conseguenze sociali della rivoluzione in campo medico: viviamo più a lungo, diventiamo più individualisti, eliminiamo qualsiasi possibilità di modificazione, e tutto ciò provoca effetti sui rapporti umani, sul mercato del lavoro e sull' assistenza sanitaria.
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Da ultimo, dobbiamo fissare un' agenda pubblica della ricerca che non deve essere limitata da confini artificiosi, etici.
Dobbiamo passare da un' etica ristretta, fondata sull' ortodossia religiosa, ad un' etica sociale ad ampio spettro.
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Il sesto programma quadro svolge, a questo riguardo, un ruolo essenziale, ma almeno altrettanto importante è la collaborazione tra le istituzioni pubbliche nazionali.
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<SPEAKER ID=33 LANGUAGE="NL" NAME="De Roo">
Signor Presidente, intervengo a nome di una grande minoranza del mio gruppo che vuole promuovere la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali e che è favorevole anche alla clonazione a fini terapeutici. Solo la tecnologia genica può rendere possibili progressi della medicina che altrimenti sarebbero impensabili.
Siamo invece assolutamente contrari alla clonazione a fini riproduttivi, non solo di esseri umani ma anche di animali.
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Non condividiamo la motivazione cristiana e oscurantista che pervade la maggior parte della relazione Fiori.
Troviamo che sia del tutto insostenibile l' idea che la clonazione a fini terapeutici porta automaticamente alla clonazione a fini riproduttivi.
Per tali motivi, non possiamo approvare la relazione Fiori nella sua versione attuale.
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<SPEAKER ID=34 LANGUAGE="FR" NAME="Hermange">
Signor Presidente, nel momento in cui i nostri concittadini ci chiedono, dopo aver costruito l' Europa delle merci, di costruire l' Europa degli uomini, ecco che l' embrione cattura tutta la nostra attenzione.
E vorrei ringraziare in questa sede la Presidente del Parlamento che, dopo i lavori britannici dell' agosto scorso che hanno autorizzato la clonazione a fini terapeutici, ha dato ascolto alla voce di alcuni di noi che chiedevano la creazione di una commissione ad hoc, la quale, dopo molte audizioni, ha portato alla relazione dell' onorevole Fiori con cui mi complimento per il suo grande impegno al riguardo.
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Pertanto, diversamente da altri parlamenti, come quello francese ad esempio, eccoci riuniti al momento opportuno, ossia quando una società privata ci annuncia, adducendo un presunto obiettivo terapeutico, di aver clonato l' uomo.
Capisco la finalità, ma dobbiamo renderci conto che tale obiettivo altro non è che un alibi, poiché un' altra è la finalità soggiacente: l' attrattiva del guadagno e di un mercato potenzialmente illimitato.
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Di cosa si tratta in realtà?
Sfidando il principio dell' indisponibilità e della non patrimonialità del corpo umano sin dal concepimento, principio sancito da tutte le dichiarazioni internazionali, ci viene proposto di diventare ciò che noi combattiamo: organismi geneticamente modificati dalla creazione indiscriminata di embrioni come riserve di pezzi di ricambio umani che consentano di riparare i malati.
Noi, che sappiamo bene come vi sia un momento in ogni processo decisionale in cui bisogna prendere le distanze e chiedersi: "proseguo o mi fermo?", noi crediamo che sia venuto il momento di fissare il limite, poiché la linea di demarcazione tra clonazione a fini riproduttivi e clonazione a fini terapeutici è molto sottile, visto che la clonazione a fini terapeutici non è altro se non una clonazione a fini riproduttivi interrotta.
Non so se mi muovo sul terreno dell' etica, ma sono assolutamente certa del fatto che, in tutti i casi, con queste mie parole, non sono dalla parte della modernità.
Poco importano, tuttavia, queste classificazioni arcaiche, perché io credo che il vero choc delle civiltà sia tra coloro che, neoscientisti, considerano l' uomo come un materiale e coloro che lo considerano come un patrimonio indisponibile a fini tecnici. In questo spirito ho presentato l' emendamento n.
213 sulla non brevettabilità della materia vivente, così come l' emendamento n. 212, a dimostrare che non vi è alcuna differenza tra clonazione a fini terapeutici e non terapeutici.
Nello stesso spirito lancio inoltre un appello alla Presidente del Parlamento affinché la nostra commissione diventi permanente, al Presidente della Commissione affinché chiami in causa gli Stati generali europei della bioetica, di modo che questo dibattito non resti relegato a livello di cittadini, e infine ai Capi di stato e di governo affinché stipulino una convenzione internazionale sulla bioetica.
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<SPEAKER ID=35 LANGUAGE="EN" NAME="Bowe">
Signor Presidente, innanzitutto voglio congratularmi con il relatore per il lavoro svolto da lui e dai suoi collaboratori nel produrre un testo certamente ottimo, se non fosse intervenuta quella spiacevole votazione in commissione con la quale, purtroppo, si è giunti ad una relazione su cui io, personalmente, non posso esprimere parere favorevole.
Il dibattito avviene in un momento assai opportuno, dopo l' annuncio di alcune società americane di ricerca di avere clonato con successo un embrione umano.
E' assolutamente evidente che, se approviamo la relazione, resteremo in coda al mondo nello sviluppo di cure efficaci contro il cancro, il diabete, il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer.
Il dibattito non implica alcuna imposizione giuridica per gli Stati membri, ma, se i segnali che oggi inviamo verranno accolti seriamente in Europa, le implicazioni future per aree fondamentali della ricerca medica saranno gravi.
<P>
Le proposte sono limitative ed estreme e non riflettono un' impostazione sensata ed equilibrata.
Se guardiamo agli Stati membri, per esempio al Regno Unito, possiamo constatare che è stata assunta una seria iniziativa per prendere atto degli indubbi benefici potenziali derivanti da tali tecnologie, ma anche che esiste la necessità di controlli e opportune autorizzazioni che rispondano a preoccupazioni etiche molto concrete.
<P>
E' mia opinione che non sia opportuno approvare le proposte in esame nella forma presente poiché esse sono irrealistiche e potenzialmente dannose e causeranno un danno grave alla ricerca medica in tutta l'Unione europea.
La notizia annunciata questa settimana negli Stati Uniti ha chiaramente dimostrato la velocità con la quale la ricerca sta avanzando e la necessità che tecnologia e norme procedano in maniera uniforme.
Se le proposte diventeranno politica dell' Unione, ci accorgeremo di aver rimesso indietro l'orologio invece di avere fatto in modo che resti al passo con importanti sviluppi tecnologici.
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<SPEAKER ID=36 LANGUAGE="NL" NAME="Martens">
Signor Presidente, appartengo anch' io alla schiera dei contrari alla clonazione, ivi compresa la clonazione a fini terapeutici.
La distinzione tra clonazione a fini riproduttivi e clonazione a fini terapeutici è più che altro di natura semantica, e autorizzando la clonazione a fini terapeutici apriremmo automaticamente la porta alla clonazione a fini riproduttivi.
<P>
Le buone intenzioni, come la ricerca di terapie non bastano a contrastare ciò che si vuole evitare, ovvero - e qui siamo tutti d' accordo - la clonazione a fini riproduttivi e la ricerca eugenetica.
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Sbaglia chi sostiene che non vi è nessuna apertura, che si vuole imporre una morale o si pretende di possedere una supremazia etica. Abbiamo infatti discusso per un anno intero, abbiamo affrontato ampiamente tutti i diversi punti di vista, abbiamo sentito esperti e scienziati e, nella votazione di oggi, abbiamo tutti lo stesso potere di voto.
Soprattutto nei Paesi Bassi, noto spesso che i liberali, quando gli altri non sono d' accordo con loro, subito lamentano l' imposizione di una morale.
Questo atteggiamento fa torto alla realtà e alla capacità dei colleghi di ragionare in modo autonomo.
<P>
Signor Presidente, è fuorviante sostenere che la clonazione a fini terapeutici è indispensabile per far guarire le persone: esistono metodi di ricerca alternativi che sono anch' essi molto promettenti.
Sono contraria alla clonazione e contraria all' utilizzo di embrioni, anche di embrioni sovrannumerari, poiché ritengo che non debba essere permesso usare strumentalmente gli esseri umani, dato che le conseguenze sarebbero, a mio parere, pericolose: ci potremmo trovare infatti nella necessità di dover scegliere tra diversi tipi di vita umana.
E tutto ciò quando esistono possibilità alternative.
<P>
La ricerca è importante, ma le autorità hanno il compito di fissare dei limiti, limiti che non devono avere unicamente lo scopo di evitare, come dicono i liberali, che l' economia e la ricerca medica e scientifica vengano disturbate.
A mio giudizio, inoltre, i limiti non devono neanche essere suggeriti dal libero mercato e dall' interesse individuale.
E' necessario invece guardare all' interesse generale, alle conseguenze per tutta la popolazione, e non solo per le persone ammalate, alle conseguenze per la società e per le generazioni future.
Non è ammissibile che si crei vita al solo fine di distruggerla.
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Signor Presidente, esprimo le mie congratulazioni al relatore, la cui relazione ho apprezzato moltissimo.
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<SPEAKER ID=37 LANGUAGE="EN" NAME="Doyle">
Signor Presidente, nel corso del presente dibattito a volte è stato difficile distinguere il calore dalla luce.
Il nostro ruolo politico implica il dovere di informarci prima di assumere un atteggiamento dogmatico e di condanna su materie come la ricerca medica e scientifica, anche considerando che disponiamo di uno strumento normativo da applicare a settori privi di certezza scientifica, ovvero il principio di precauzione.
<P>
Dobbiamo agevolare il progresso della ricerca per consentirle di portare sollievo ai milioni di persone che soffrono a causa di gravi patologie, di lesioni spinali, della malattia di Alzheimer e del morbo di Parkinson, di atrofia muscolare spinale progressiva, di diabete, di cancro e di affezioni cardiache. L' elenco sarebbe infinito.
Tuttavia, un'opportuna opera di regolamentazione e di autorizzazione alla ricerca indirizzata alla comunità scientifica è un fatto che riguarda noi tutti, a livello di Stati membri, di Unione e a livello internazionale, e lo stato attuale di queste normative desta qualche preoccupazione.
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Mi sia consentito di esprimermi con chiarezza.
Considero inaccettabile la clonazione a fini riproduttivi, l'eugenetica e la deliberata creazione di embrioni a scopo di ricerca, ma persino il Vaticano non vieta la ricerca in toto sulle cellule staminali embrionali e ammette che essa possa essere condotta utilizzando materiale proveniente da aborti spontanei.
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A coloro secondo i quali la distinzione tra clonazione a fini terapeutici e clonazione a fini riproduttivi è solo semantica, io dico: ho un coltello da macellaio in mano e con esso posso affettare la vostra bistecca in piena legalità oppure, in piena illegalità, posso tagliarvi la testa. Giuste sanzioni, giuste pene.
La vita di ogni giorno ci presenta numerosi esempi di questo genere.
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Non consentire il finanziamento di attività di ricerca legali in un certo Stato membro è una sanzione assai bizzarra: nessuno costringe uno Stato membro a rendere legale qualsiasi tipo di ricerca.
O la ricerca è accettabile e rispettosa della vita umana e della dignità del genere umano o non lo è.
Non è certo il modo in cui essa viene finanziata a renderla più o meno etica.
<P>
Dobbiamo regolamentare e autorizzare la ricerca in aree così importanti e delicate prevedendo le giuste sanzioni per quei farabutti di eccezionali proporzioni disposti ad anteporre il proprio successo al bene comune e al destino del genere umano.
Laddove dovessimo imbatterci in uno di costoro, nel misurarci con le frontiere della conoscenza, possa Dio intervenire in tempo per guidare le mani, i cuori e le menti della comunità scientifica, politica e medica davanti ad un bivio così emozionante, ma pure spaventoso e sconcertante.
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<SPEAKER ID=38 NAME="Müller, Emilia Franziska">
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un anno intero questo Parlamento ha avuto modo di esaminare approfonditamente le implicazioni etiche, sociali, economiche e giuridiche della genetica umana.
Ringrazio il collega Fiori per la sua dettagliata relazione su questa materia.
Al momento, stiamo vivendo una situazione di conflitto tra i progressi mozzafiato della medicina moderna e i fondamenti etici della nostra società.
La decodificazione del genoma umano, l'identificazione delle funzioni dei geni, le nuove tecnologie mediche, ed ora anche la nuova terapia basata sulle cellule staminali, schiudono nuove, rivoluzionarie possibilità di cura per malattie molto particolari.
Cresce tuttavia contestualmente anche la nostra responsabilità politica.
E' infatti compito della politica tracciare con precisione delle frontiere e stabilire un orientamento basato su valori inequivocabili.
Non possiamo assolutamente tollerare che il progresso scientifico e le speranze terapeutiche che esso comporta scardinino le frontiere dell'etica.
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Questa settimana la società ACT ci ha posto davanti al fatto compiuto producendo un embrione umano con il procedimento del trasferimento nucleare.
Si tratta di un chiaro travalicamento delle frontiere dettate dall'etica, che rende urgentemente necessario un segnale preciso del Parlamento europeo a favore della protezione della dignità umana contro una ricerca che non conosce limiti né tabù.
E' pertanto indispensabile che ci pronunciamo risolutamente contro la clonazione a fini riproduttivi e terapeutici di embrioni umani, contro ogni forma di ingerenza nella linea germinale e contro la produzione di embrioni umani a esclusivo scopo di ricerca.
<P>
Nell'ambito della ricerca sulle cellule staminali, sono contraria per principio alla ricerca basata sul consumo di embrioni.
Mi sembrano però accettabili come ricerca di base gli studi su 72 linee germinali embrionali già avviati prima del 1º agosto 2001.
Invece di rinunciare completamente alla protezione della vita, si deve incentivare in particolare la ricerca alternativa su cellule staminali fetali e adulte.
Ogni uomo ha diritto alla sua unicità.
In futuro, noi politici dovremo lottare energicamente per la salvaguardia di questo diritto.
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<SPEAKER ID=39 LANGUAGE="FI" NAME="Korhola">
Signor Presidente, anch' io vorrei congratularmi con il collega Fiori che ha fatto un lavoro immenso e impegnativo il cui risultato è valido e responsabile.
I democratici cristiani hanno assunto una posizione prudente nei confronti della creazione di embrioni umani per la clonazione a scopi terapeutici o riproduttivi.
Tuttavia, non ci opponiamo allo sviluppo dell' ingegneria genetica, siamo favorevoli alla ricerca, ma desideriamo che essa rispetti la dignità umana.
La vita umana è preziosa in sé sin dal momento della sua creazione e per questo il suo valore va coscientemente protetto.
<P>
Lo scorso anno ho spesso sentito molte persone dire che non possiamo ostacolare la scienza o fermare lo sviluppo.
Io trovo questa frase di un pressappochismo e di una noncuranza sconcertanti.
Tutti noi concordiamo sul fatto che un certo tipo di sviluppo deve essere fermato e nessuno in quest' Aula desidera autorizzare la clonazione a scopo riproduttivo (ancora ricordiamo bene degli orrori della storia).
Ma a volte sembra proprio che qualcuno si sia dimenticato che all' inizio dello scorso secolo proprio gli eugenisti erano tra gli scienziati più eminenti di quel tempo e non dei demoni.
Essi volevano aiutare l' umanità, nel rispetto dei suoi valori, proprio come molti scienziati e ricercatori al giorno d' oggi.
Per questo ritengo necessario che i politici si assumano quella responsabilità etica che spetta loro.
Inoltre, è indispensabile cercare di considerare quali valori guidano il nostro progresso.
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Quando si parla dell' etica dell' ingegneria genetica spesso viene agitato lo spauracchio della minaccia del superuomo, ma il vero pericolo non è immaginare la creazione di un superuomo, quanto piuttosto il controllo di quegli individui che vengono considerati inferiori che si concretizza in un' igiene sociale che mira a distinguere gli stili di vita ritenuti sbagliati da quelli validi e ad eliminare tutti coloro che non corrispondono a determinati parametri di perfezione.
I rappresentanti delle associazioni di disabili che sono stati invitati ad intervenire nelle riunioni della nostra commissione ci hanno ricordato proprio questo: non dovremmo creare una società dove solo gli individui sani sono accettati.
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A mio parere, la clonazione a fini terapeutici e quella fatta per scopi riproduttivi non si distinguono l' una dall' altra in almeno due casi.
Dal punto di vista tecnico, si tratta della stessa procedura e, se analizziamo la questione dal punto di vista dell' embrione, in entrambi i casi esso viene utilizzato come una merce, un oggetto, senza considerare lo scopo unico per il quale è stato creato.
Come possiamo fare in modo che in futuro non si ricorra alla clonazione umana con il pretesto che, dal punto di vista tecnico, si tratta di una procedura già eseguita?
E' necessario discutere di questo con serietà per cercare di capire veramente l' impatto delle decisioni che stiamo prendendo.
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<SPEAKER ID=40 NAME="Sommer">
Signor Presidente, la discussione che stiamo conducendo in quest'Aula tocca gli interrogativi fondamentali dell'esistenza dell'uomo.
Esiste un diritto alla salute per tutta la vita?
Esiste il diritto ad un figlio proprio, il diritto ad un figlio proprio sano, o, in ultima conseguenza, il diritto alla vita eterna, da godere naturalmente in piena salute?
Nuove tecnologie sono a nostra disposizione.
Ci vengono promesse molte nuove cure di successo, ma non sono ancora suffragate da prove sicure, almeno non nel campo della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Vogliamo davvero lasciarci abbagliare dagli interessi egoistici dei ricercatori?
Vogliamo davvero farci usare dall'industria e dai suoi interessi commerciali?
La definizione di "clone terapeutico" è totalmente ingannevole perché tale clone può essere utilizzato anche per scopi riproduttivi.
E' forse eticamente accettabile produrre cloni o impiegare i cosiddetti embrioni sovrannumerari per tagliarli a pezzi, per utilizzare le cellule staminali?
No, non è accettabile!
E' invece una sorta di forma moderna di cannibalismo, anche se questa discussione è già obsoleta perché è stata superata dalla realtà.
<P>
Esistono alternative serie, come le cellule staminali adulte e le cellule staminali ottenute dal sangue del cordone ombelicale.
Nella pratica, tali tecnologie già oggi registrano grandi successi, successi di gran lunga maggiori di quelli ottenuti dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali.
E sono alternative che non pongono problemi etici.
Tocca ora alla politica fissare dei limiti.
La scienza non è in grado di farlo, anche perché non lo vuole affatto.
Dobbiamo prendere noi delle decisioni!
Dobbiamo essere coraggiosi, malgrado tutti gli attacchi!
Vietiamo l'utilizzo di ogni forma di cellule staminali embrionali, clonate o sovrannumerarie.
Vietiamo le ingerenze nella linea germinale dell'uomo.
Vietiamo la selezione, vietiamo di scegliere tra una vita degna e una vita indegna di esistere. Ma aiutiamo la ricerca a individuare delle alternative.
Siamo coraggiosi e tracciamo dei limiti restrittivi!
E' decisamente giunto il momento di farlo!
<P>
<SPEAKER ID=41 LANGUAGE="EN" NAME="Scallon">
Signor Presidente, mi complimento con l'onorevole Fiori.
Gli orientamenti etici contenuti nella relazione sono il frutto di un anno di dibattiti e discussioni, durante il quale è emerso un sostegno ampiamente maggioritario a favore di una ricerca etica. ma anche il rifiuto di qualsiasi forma di clonazione umana, della distruzione di embrioni umani nella fase di ricerca o dell'intervento sulla linea germinale.
Siamo rimasti contrariati, quindi, quando la relazione Caudron, recentemente votata, ha introdotto il finanziamento pubblico a favore di ricerche in conflitto con i suddetti orientamenti etici ed in contrasto con il dettato costituzionale del mio paese e di altri tre Stati membri.
<P>
Ora devo constatare che alcuni emendamenti alla relazione Fiori si spingono ancora oltre la relazione Caudron. L'emendamento n.
238 consentirebbe l'intervento sulla linea germinale a fini terapeutici e tale emendamento, in combinazione con il n. 237, finirebbe per ammettere la clonazione a fini terapeutici.
E' sbagliato dal punto di vista etico danneggiare o distruggere un certo numero di vite umane a potenziale beneficio di altre e, stando a quanto affermano alcune figure di spicco dell'ambiente scientifico, la ricerca che si sta effettuando negli Stati Uniti sta dimostrando che l'impiego degli embrioni è inutile.
La nuova embriologia dimostra che le cellule staminali adulte o postnatali hanno un grande potenziale in termini biomedici, uguale e anche maggiore di quello consentito dalla cellula staminale embrionale, il cui uso appartiene ad un embriologia ormai considerata vecchia.
<P>
Esistono quindi alternative fruttuose ed etiche sul cui impiego non vi è alcuna controversia, ed è il caso di ricordare che alcuni progressi della scienza finiscono per rivelarsi un arretramento in termini etici.
<P>
<SPEAKER ID=42 LANGUAGE="ES" NAME="Ferrer">
Signor Presidente, vorrei innanzitutto congratularmi con l' onorevole Fiori per la sua eccellente relazione, che mi trova totalmente d' accordo, perché gli orizzonti colmi di speranze offertici dalla biotecnologia possono farci scordare che l' essere umano non deve essere in alcun caso utilizzato come strumento al servizio della scienza, e la relazione dell' onorevole Fiori definisce chiaramente i limiti etici della ricerca biotecnologica.
<P>
Effettivamente una società che si dice civilizzata, una società come la nostra, che fa della tutela dei diritti umani il suo vessillo, non può tollerare che si manipoli l' essere umano, anche se allo stato embrionale, per nobile che sia l' obiettivo perseguito.
<P>
Pertanto, la ricerca con cellule staminali embrionali, anche se sovrannumerarie, qualsiasi tipo di clonazione umana - in quanto tutte presuppongono la distruzione di un essere umano o aprono le porte a questa possibile distruzione - e la creazione di embrioni per la ricerca sono pratiche inaccettabili perché attentano alla dignità dell' essere umano e al valore supremo della vita che questo Parlamento e l' Unione Europea dicono di difendere con tanto impegno.
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<SPEAKER ID=43 NAME="Busquin">
Signor Presidente, onorevoli parlamentari, vorrei innanzitutto complimentarmi sinceramente con i membri della commissione temporanea sulla genetica umana, presieduta dall' onorevole Goebbels, e con il relatore, onorevole Fiori, che ha svolto un lavoro davvero encomiabile.
<P>
Gli sviluppi registrati di recente negli Stati Uniti in materia di clonazione umana hanno nuovamente messo in luce la necessità e l' urgenza di una riflessione politica approfondita in questo campo, anche e soprattutto a livello europeo.
Come voi ben sapete, trattandosi di una relazione di iniziativa, la Commissione non è tenuta a prendere formalmente posizione.
Tuttavia, tenuto conto dell' importanza politica delle questioni poste, vorrei comunque rendervi partecipi delle mie riflessioni sugli aspetti principali affrontati e i punti di vista espressi al riguardo nel testo nella risoluzione, e lo farò seguendo l' ordine cronologico in cui i punti in questione sono stati evocati.
<P>
Quanto alle condizioni quadro della genetica umana, la Commissione non può far altro che sottoscrivere totalmente ciò che è stato detto.
In materia di genetica umana, è superfluo ribadire che le considerazioni etiche sono determinanti.
Come ricorda l' articolo 13 della Carta dei diritti fondamentali dell' Unione europea, la ricerca deve essere libera, ma, d' altro canto, il progresso tecnologico non può, come è ovvio, essere applicato se non in maniera assolutamente responsabile.
L'idea di un progresso tecnologico responsabile è d' altronde uno dei pilastri portanti del piano di azione sulle scienze e la società che la Commissione presenterà a breve.
<P>
Passo quindi ai grandi temi in discussione.
In primo luogo, i test genetici: la risoluzione cita, in maniera estremamente opportuna, la questione dei test genetici.
Esiste di fatto un bisogno di rafforzare la coerenza degli standard di qualità in questo campo attraverso l' armonizzazione o il reciproco riconoscimento.
La Commissione avvierà uno studio sulle varie alternative tecniche ipotizzabili in tal senso.
La necessità di coordinare meglio, a livello europeo, la ricerca genetica sulle malattie rare è altrettanto evidente, e vi ricordo che, nel nuovo programma quadro per la ricerca, sulla scia della risoluzione sulle malattie rare adottata nel 1999 dal Parlamento europeo e dal Consiglio, sarà possibile sostenere la creazione di reti tra i laboratori che operano in questo settore.
<P>
In secondo luogo, la farmacogenetica: la risoluzione si esprime anche a favore della definizione di un quadro normativo armonizzato per lo sviluppo di nuovi prodotti basati sulla genetica.
Come voi ben sapete, già esiste un quadro armonizzato per lo sviluppo, la sperimentazione e l' autorizzazione di prodotti biomedicali.
La normativa comunitaria riguardante i prodotti farmaceutici è già applicabile, a livello di principi generali, alla terapia genica e ai farmaci utilizzati per la terapia cellulare.
Nondimeno, visti i costanti progressi compiuti dalle scienze e dalla biotecnologia, per coprire specificamente taluni prodotti, occorrerà una serie adeguamenti tecnici.
<P>
In terzo luogo, l' utilizzo dei dati personali legati all' analisi dei genomi.
In merito all' utilizzo dei dati personali, il diritto alla protezione della privacy e il requisito del consenso libero e informato sono evidentemente essenziali.
La Commissione valuterà se, e in quale misura, sia necessario aggiornare e integrare la normativa comunitaria esistente in materia di protezione della privacy.
Personalmente penso che uno degli aspetti da esaminare con attenzione sia la questione dell' utilizzo di tali dati da parte delle compagnie di assicurazione, aspetto citato peraltro in maniera esplicita nella risoluzione.
<P>
In quarto luogo, la brevettabilità: voi menzionate anche il problema della brevettabilità dei prodotti derivati dalla biotecnologia.
Si tratta di una questione particolarmente importante, che chiama in causa nozioni fondamentali, presentando nel contempo molti aspetti estremamente tecnici.
Come voi certamente saprete, la direttiva infine adottata dalla Comunità in questo ambito, lo è stata dopo dieci anni di dibattiti intensi, soprattutto in seno al Parlamento europeo, e, ad oggi, è stata recepita solo da alcune legislazioni nazionali.
In un contesto di fortissima concorrenza internazionale, la suddetta direttiva offre a ricercatori e industriali europei un indispensabile quadro di riferimento comune.
Tuttavia, tenuto conto della sua importanza per l' innovazione, la cosa più urgente da fare è creare condizioni che le consentano di essere effettivamente applicata.
In questa fase, non si tratta di emendare la direttiva o di rivederne il contenuto. E' invece indubbiamente opportuno chiarirne alcuni aspetti.
La direttiva e le discussioni cui essa dà luogo mettono in luce il tipo di rapporti che necessariamente dovranno crearsi tra società in senso ampio e scienza, tra comunità scientifica e legislatore.
La scienza procede rapidamente, il progresso delle conoscenze registra una continua accelerazione.
Ciò nondimeno, occorre legiferare, e spetta ai responsabili politici e ai rappresentanti pubblici farlo con piena responsabilità, ma le decisioni prese devono essere sempre esaminate alla luce del progresso delle conoscenze in un dialogo aperto tra ricercatori, giuristi, uomini politici e cittadini.
Inevitabilmente si svilupperà una giurisprudenza, ma questa non potrà svilupparsi in un "vuoto scientifico", non più di quanto la scienza possa progredire in un "vuoto giuridico".
<P>
Per chiarire alcuni aspetti della questione della brevettabilità dei prodotti derivati dalla biotecnologia e dell' applicazione della direttiva, il gruppo ad alto livello sulle scienze e le tecnologie della materia vivente da me istituito, e presieduto dal professor Axel Kahn, è stato invitato ad esprimersi al riguardo.
Esso ha recentemente resa pubblica un' importante dichiarazione, che verrà ripresa nella relazione annuale al Parlamento e al Consiglio, relazione peraltro prevista dalla direttiva.
Il suddetto gruppo ricorda che la tutela dei geni mediante brevetto non si applica a questi elementi nel loro ambiente naturale, bensì a molecole isolate del corpo umano utilizzate nel quadro di un' applicazione tecnica ben definita, e pertanto sottolinea l' inesattezza e l' ingannevolezza dell' espressione "brevettare la vita".
Nello stesso spirito, il gruppo rammenta che funzione e conseguenza di un brevetto non sono affatto quelle di renderne il titolare "proprietario" dell' oggetto tutelato, bensì di conferirgli il diritto di sfruttamento esclusivo del prodotto della sua invenzione per un determinato arco temporale, e mette in guardia contro le potenziali ricadute negative, sulla ricerca e le sue applicazioni mediche, di strategie di ottenimento di brevetti troppo generici.
<P>
Infine, il gruppo richiama l' attenzione sulla necessità di sviluppare nei ricercatori, troppo spesso avulsi da queste realtà, una vera cultura della proprietà intellettuale e suggerisce di avviare un processo di apprendimento collettivo e di condivisione di esperienze in questo campo, coinvolgendo comunità scientifica, mondo giuridico, responsabili politici, industria, mezzi di comunicazione e pubblico.
<P>
In quest' ottica, e per predisporre la relazione annuale al Parlamento e al Consiglio sull' attuazione della direttiva europea in materia di brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche, la Commissione prevede di istituire un gruppo di esperti scientifici e giuristi che potranno chiarirne alcuni aspetti.
All' epoca della preparazione della direttiva, le prospettive terapeutiche legate all' utilizzo delle cellule staminali non erano identificate con la stessa chiarezza con cui lo sono oggi.
Parallelamente, la Commissione ha quindi chiesto al gruppo europeo di etica un parere sulla questione specifica della brevettabilità dei prodotti derivati da questa tecnica, parere atteso entro la fine dell' anno.
<P>
Giungo all' ultimo punto richiamato, quello delle cellule staminali, delle ricerche sull' embrione e della clonazione.
La questione dell' utilizzo delle cellule staminali, come il dibattito odierno ha dimostrato, è un tema particolarmente delicato.
L' annuncio, all' inizio della settimana, dei risultati ottenuti in materia di clonazione terapeutica da alcuni ricercatori di una società americana ha riproposto gli interrogativi suscitati da questa tecnologia e mi ha indotto a ribadire che la Commissione è contraria a qualsiasi forma di ricerca che implichi la creazione di embrioni umani unicamente a fini di ricerca o in vista della produzione di cellule staminali.
<P>
Prima di tutto, ricorderei però un aspetto formale: in materia di bioetica, la Comunità non ha competenze normative.
Allo stato attuale, spetta invece ai paesi membri, per motivi legati soprattutto al rispetto delle diverse sensibilità e culture nazionali, definire la regolamentazione in questo campo.
Quanto al merito, le questioni richiamate sono attualmente oggetto di un animato dibattito negli Stati membri, in seno al Parlamento europeo, cosa di cui mi compiaccio, all' interno del Consiglio d' Europa, con il quale la Commissione opera in stretta collaborazione, come pure in ambito internazionale.
<P>
Su alcuni principi fondamentali vi è accordo unanime.
La clonazione umana a fini riproduttivi è dunque universalmente condannata (lo è, per esempio, in modo esplicito nella Carta dei diritti fondamentali dell' Unione europea).
In questo spirito, la Commissione appoggia totalmente l' iniziativa franco-tedesca volta alla stipula di una convenzione internazionale che vieti la clonazione umana a fini riproduttivi.
Al di là di tale questione, i problemi dell' utilizzo delle cellule staminali di origine embrionale e dell' utilizzo degli embrioni umani a fini di ricerca sono oggetto, come certo saprete, di valutazioni che variano notevolmente a seconda delle sensibilità e delle convinzioni.
Le questioni etiche associate a tali problemi sono complesse, poiché, a fronte di alcuni principi fondamentali e dei rischi di travisamento, vi sono l' interesse dei malati e le possibilità di ridurre considerevolmente sia le loro sofferenze sia quelle dei loro cari, e questi elementi vanno tutti messi sul piatto della bilancia.
Non è dunque mai facile stabilire dei limiti: bisogna cercare di giungere ad una posizione equilibrata che sia il più possibile condivisa.
A mio parere, la posizione che meglio consente di raggiungere tale equilibrio consiste nel vietare la creazione di embrioni umani, ma nel permettere, in condizioni etiche rigorosamente controllate e nel rispetto delle leggi nazionali, l' utilizzo di embrioni già esistenti, i cosiddetti embrioni sovrannumerari, soprattutto per la produzione di cellule staminali.
Tale posizione rispecchia il parere del gruppo europeo di etica, il quale ritiene che la creazione di embrioni umani mediante trasferimento di nuclei di cellule somatiche per le necessità della ricerca sarebbe prematuro, considerato il vasto campo di ricerche da esplorare con altre fonti di cellule staminali umane, in particolare provenienti da embrioni umani già esistenti, ossia quelli sovrannumerari.
<P>
Mi domando: possiamo precluderci definitivamente alcune possibilità di ricerca col rischio di privarci di mezzi per alleviare gravi sofferenze e compromettere le opportunità dell' Europa di restare testa di ponte del sapere?
Allo stato attuale delle conoscenze, tante questioni restano ancora aperte, anche in termini prettamente scientifici.
Per questo, il 18 e 19 dicembre, qui a Bruxelles, la Commissione organizzerà - e vorrei rinnovare il mio invito a tutti i parlamentari interessati - una conferenza sul tema: "Cellule staminali: terapie per il futuro?".
Le discussioni dovrebbero riguardare le promesse e le priorità della ricerca sulle cellule staminali, ma anche le varie difficoltà che la ricerca deve affrontare.
<P>
Terminerò parlando di un ultimo aspetto, quello del buon governo e del dibattito pubblico.
In quest' ottica, non posso che sottoscrivere la relazione, rammentando che il piano di azione "scienze-società", attualmente in fase di elaborazione, va esattamente in tale direzione cercando di incoraggiare il dibattito pubblico su questi grandi temi, ed è assolutamente indispensabile che il dibattito sia quanto più possibile ampio e pubblico.

<P>
Concludendo, signor Presidente, onorevoli parlamentari, su temi che in larga misura influiranno sul futuro della società europea, sono davvero molto lieto di constatare che la vostra Assemblea è stata sede privilegiata di un dibattito di grande qualità.
In un' Europa in cui i cittadini condividono gli stessi valori fondamentali, ma possono avere pareri diversi su alcuni argomenti, è infatti il Parlamento europeo il luogo per eccellenza dove deve avvenire il confronto democratico delle opinioni.
La Commissione intende sicuramente continuare ad associarsi al vostro impegno in questo campo e proseguirà, in stretta collaborazione con voi e con gli Stati membri, l' indispensabile sforzo di informazione, riflessione e scambio richiesto da un progresso scientifico e tecnologico responsabile.
<P>
(La seduta, sospesa alle 10.55, riprende alle 11.05)
<P>
<CHAPTER ID=2>
Votazioni
<SPEAKER ID=44 NAME="Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 539/2001 che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo [COM(2001) 570 - C5-0505/2001 - 2001/0231(CNS)] (Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni)">
<P>
(Il Parlamento approva la proposta della Commissione)
<P>
Raccomandazione per la seconda lettura (A5-0382/2001) a nome della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori, concernente la posizione comune definita dal Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante ventesima modifica della direttiva 76/769/CEE del Consiglio per quanto riguarda le restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (paraffine clorurate a catena corta) [9461/1/2001 - C5-0301/2001 - 2000/0104(COD)] (Relatore: onorevole Nisticò)
<P>
Busquin, Commissione.
(FR) Signora Presidente, la Commissione non è favorevole agli emendamenti nn. 1, 2 e 3.
Gli emendamenti nn. 1 e 3 potrebbero ampliare il campo di applicazione suggerito.
Tale ampliamento non è giustificato se ci si basa sulle conoscenze attuali e potrebbe minare le basi scientifiche della direttiva proposta.
L' emendamento n. 2 non può essere accettato perché verte su sostanze che la direttiva in questione non comprende.
Inoltre, questo emendamento va contro il diritto di iniziativa della Commissione.
La Commissione, pertanto, non è favorevole agli emendamenti nn. 1, 2 e 3.
<P>
<SPEAKER ID=45 NAME="Nisticò">
Signora Presidente, condivido la posizione espressa dal Commissario Busquin, tuttavia la volontà del Parlamento è di ridurre l'immissione in commercio di queste sostanze che sono potenzialmente pericolose per l'ambiente e per l'uomo. Gli emendamenti nn.
1 e 2, relativi ai considerando, rappresentano un desiderio e un'indicazione del Parlamento.
Sull'emendamento n. 3 siamo contrari.
<P>
(La Presidente dichiara approvata la posizione comune così modificata)
<P>
Relazione (A5-0404/2001) dell' onorevole Miranda a nome della commissione per lo sviluppo e la cooperazione, sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1º gennaio 2002 - 31 dicembre 2004 [COM(2001) 293 - C5-0374/2001 - 2001/0131(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0176/2001) dell' onorevole Dell'Alba a nome della commissione per i bilanci, sulla proposta di regolamento (CEE, CECA, Euratom) del Consiglio recante il regolamento finanziario relativo al bilancio generale delle Comunità europee [COM(2000) 461 - C5-0627/2000 - 2000/0203(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0424/2001) dell' onorevole Ferber a nome della commissione per i bilanci, sullo stato di previsione suppletivo delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio finanziario 2001 [2001/2243(BUD)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
Relazione (A5-0348/2001) dell' onorevole Bouwman a nome della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 80/987/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro [COM(2000) 832 - C5-0017/2001 - 2001/0008(COD)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0415/2001) della onorevole Foster a nome della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce norme comuni per la sicurezza dell'aviazione civile [COM(2001) 575 - C5-0481/2001 - 2001/0234(COD)]
<P>
In merito all' emendamento n. 6
<P>
<SPEAKER ID=46 NAME="Foster">
<SPEAKER ID=47 LANGUAGE="NL" NAME="Wiersma">
Signora Presidente, noi proponiamo di sostituire nell' emendamento l' espressione "istituisce un meccanismo per indagare" con le parole "indagherà" , nonché di aggiungere "in collaborazione con l' Organizzazione internazionale dell' aviazione civile (OACI) e la Conferenza europea sull' aviazione civile (CEAC)" , che sono le organizzazioni aeronautiche internazionali.
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale) In merito al paragrafo 3 della risoluzione legislativa
<P>
<SPEAKER ID=48 NAME="Foster">
Signora Presidente, vi è un emendamento orale che recita come segue: "Si riserva il diritto di modificare in seconda lettura ogni allegato al presente regolamento approvato dal Consiglio nella sua posizione comune se detto allegato, come presentato al Consiglio, non è inserito nella proposta della Commissione presentata al Parlamento europeo".
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale) (Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0390/2001) della onorevole Theato a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla tutela penale degli interessi finanziari della Comunità [COM(2001) 272 - C5-0225/2001 - 2001/0115(COD)]
<P>
<SPEAKER ID=49 LANGUAGE="EN" NAME="Heaton-Harris">
Signora Presidente, ora che abbiamo apportato tutte queste modifiche, sono certo che i suoi servizi saranno in grado di informarla che il testo, in rapporto al suo significato, è diventato piuttosto incoerente.
Considerato che è in preparazione il Libro verde della Commissione sul Procuratore finanziario europeo, che il lavoro preparatorio della CIG, prevista nel 2004, è in fase di accelerazione e che molte commissioni di quest'Aula non sono state consultate, intendo chiedere che la relazione venga rinviata alla commissione competente.
<P>
<SPEAKER ID=50 LANGUAGE="NL" NAME="Mulder">
Signora Presidente, sottoscrivo le argomentazioni dell' onorevole Heaton-Harris.
Trattandosi di una relazione controversa, è importante che la posizione del Parlamento su questa materia si fondi sul consenso più ampio possibile. Propongo pertanto di rinviare la relazione alla commissione per i bilanci.
<P>
<SPEAKER ID=51 NAME="Theato">
Signora Presidente, in parte le affermazioni dell'onorevole Heaton-Harris sono corrette.
L'onorevole Heaton-Harris si riferiva al passaggio relativo alla soluzione transitoria di un pubblico ministero interno, mentre gli altri emendamenti alla proposta di direttiva sono stati approvati.
Credo che il rinvio non sia necessariamente la procedura che ci permetterà di risolvere il problema venutosi a creare con la votazione.
Non sono pertanto in grado di giudicare e, alla luce della votazione in commissione, non so come si possa modificare ancora questa relazione.
<P>
<SPEAKER ID=52 LANGUAGE="ES" NAME="Palacio Vallelersundi">
Signora Presidente, effettivamente, dopo il risultato delle votazioni vi sono alcune incoerenze, ma si tratta di incoerenze minori.
Siamo in prima lettura e se ogni volta che risultano incoerenze di questo tipo dovessimo rinviare in commissione la relazione dovremo rinviare una notevole quantità di prime letture.
<P>
E' quindi assolutamente inopportuno rinviare in commissione la relazione.
<P>
<SPEAKER ID=53 LANGUAGE="NL" NAME="Mulder">
Signora Presidente, non posso che ribadire le mie argomentazioni. Stiamo affrontando un argomento molto controverso ed è quindi importante che il Parlamento abbia un atteggiamento quanto più unitario possibile.
A nome del mio gruppo, dunque, chiedo un rinvio alla commissione per i bilanci in modo da poter riconsiderare con cura le varie questioni.
<P>
(Il Parlamento respinge la richiesta di rinvio in commissione)
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0389/2001) della onorevole Hautala a nome della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la qualità della benzina e del combustibile e recante modifica della direttiva 98/70/CE [COM(2001) 241 - C5-0197/2001 - 2001/0107(COD)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al contributo della Comunità europea per il "Fondo mondiale alla lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria" [COM(2001) 612 - C5-0520/2001 - 2001/0251(COD)] (Commissione per lo sviluppo e la cooperazione)
<P>
In merito all' emendamento n. 4
<P>
<SPEAKER ID=54 LANGUAGE="ES" NAME="Fernández Martín">
Signora Presidente, possiamo votare in blocco i sette emendamenti, ma vorrei proporre un emendamento orale rispetto all' emendamento n. 4.
<P>
Secondo la versione spagnola, l' emendamento orale proposto cambia soltanto tre parole: nella prima riga, dove si dice "la Comunidad establecerá una base jurídica para futuras contribuciones" , si dovrebbe dire "la Comisión debe proponer una base jurídica para futuras contribuciones" , e così per tutto il testo.
<P>
Secondo la versione spagnola, non risultano necessarie ulteriori modifiche. Tuttavia, il testo di compromesso che abbiamo negoziato con il Consiglio era in lingua inglese e pertanto in questa versione risulterà necessario apportare due modifiche: nella prima riga si tratterebbe della stessa modifica che ho indicato per lo spagnolo, cioè: "The Commission should propose" al posto di "The Community will establish" e nell' ultima riga dovrebbe essere "on the three comunicable diseases, including any further contributions to the Global Fund" .
Queste sono le due modifiche che proporrei per la versione inglese.
<P>
<SPEAKER ID=55 NAME="Presidente">
Grazie, onorevole Fernández Martín.
Sarà ovviamente nostra premura assicurarci che tutte le versioni linguistiche vengano correttamente armonizzate.
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale) (Il Parlamento approva la proposta della Commissione così modificata)
<P>
Relazione (A5-0387/2001) dell' onorevole Martin Hugues a nome della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma di un accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba d'Egitto, dall'altra [8220/2001 - COM(2001) 184 - C5-0381/2001 - 2001/0092(AVC)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0397/2001) dell' onorevole Watson a nome della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni,
<P>
1. sulla proposta della Commissione di decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro il terrorismo [COM(2001) 521 - C5-0452/2001 - 2001/0217(CNS)]
<P>
2. sulla proposta della Commissione di decisione quadro del Consiglio relativo al mandato d' arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri [COM(2001) 522 - C5-0453/2001 - 2001/0215(CNS)]
<P>
In merito all' emendamento n. 119
<P>
<SPEAKER ID=56 LANGUAGE="ES" NAME="Terrón i Cusí">
Signora Presidente, d' accordo con il relatore e presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni, onorevole Watson, vorrei presentare un emendamento orale a questo emendamento che aggiungerebbe una prima frase.
In inglese si legge:
<P>
"...Calls on the Council to do its utmost to implement the mandate from the European Council of 21 September and 19 October to unanimously adopt this proposal.
Falling that, apply Article 40..."
<P>
(Poiché più di 12 deputati si sono alzati, l' emendamento non viene preso in considerazione)
<P>
<SPEAKER ID=57 LANGUAGE="ES" NAME="Terrón i Cusí">
Signora Presidente, non riesco proprio a capire il rifiuto espresso dalla Camera, ma temendo il ripetersi della stessa situazione non presenterò questo emendamento orale.
<P>
Cercheremo di chiarire con le nostre dichiarazioni di voto che il ricorso all' articolo 40 è solo un modo per far presente che chi non vuole accettare l' impegno assunto dal Consiglio il giorno 21 di settembre e il giorno 19 di ottobre resterà isolato.
Grazie, signora Presidente.
<P>
<SPEAKER ID=58 NAME="Presidente">
Senz' altro, onorevole Terrón i Cusí.
La capisco molto bene.
<P>
(Con votazioni successive, il Parlamento approva le due risoluzioni legislative)
<P>
Relazione (A5-0398/2001) della onorevole Gebhardt a nome della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni, sul progetto di decisione del Consiglio che istituisce Eurojust per rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità organizzata [12727/1/2001 - C5-0514/2001 - 2000/0817(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0386/2001) dell' onorevole Lagendijk a nome della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) 2666/2000 del Consiglio relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Iugoslavia e all' Repubblica iugoslava di Macedonia, recante abrogazione del regolamento (CE) 1628/96 e modifica dei regolamenti (CEE) 3906/89 e (CEE) 1360/90 e delle decisioni 97/256/CEE e 1999/311/CE, nonché il regolamento (CE) 2667/2000 del Consiglio relativo all'agenzia europea per la ricostruzione [COM(2001) 551 - C5-0477/2001 - 2001/0223(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0385/2001) della onorevole Färm a nome della Commissione per i bilanci, sulla proposta e la proposta modificata di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 1999/733/CE del Consiglio, relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore dell' Repubblica iugoslava di Macedonia [COM(2001) 519 - C5-0486/2001 + COM(2001) 613 - 2001/0213(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0410/2001) della onorevole Färm a nome della Commissione per i bilanci, sulla proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2001/549/CE del Consiglio del 16 luglio 2001 relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria a favore della Repubblica federale di Iugoslavia [COM(2001) 618 - C5-0559/2001 - 2001/0258(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Relazione (A5-0411/2001) della onorevole Färm a nome della Commissione per i bilanci, sulla proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 1999/325/CE del Consiglio relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria a favore della Bosnia-Erzegovina [COM(2001) 610 - C5-0558/2001 - 2001/0250(CNS)]
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione legislativa)
<P>
Proposta di risoluzione comune sulla preparazione del Consiglio europeo di Laeken
<P>
In merito al paragrafo 19
<P>
<SPEAKER ID=59 LANGUAGE="NL" NAME="Van Lancker">
Signora Presidente, l' emendamento orale che desidero presentare ripropone in realtà un punto su cui era stato raggiunto un accordo durante le trattative su una soluzione di compromesso, ma che poi non è stato inserito nel testo definitivo, anche se vi dovrebbe comparire.
Noi proponiamo di lasciare le parole "e dei criteri di Copenaghen" dopo "del Consiglio europeo di Helsinki" .
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale) In merito al paragrafo 20
<P>
<SPEAKER ID=60 LANGUAGE="NL" NAME="Van Lancker">
Signora Presidente, chiedo scusa ma qui è l' attualità a imporci di presentare un emendamento orale.
Noi saremmo lieti se in questo paragrafo si potesse aggiungere la frase "valuta positivamente, a tale riguardo, la prossima riunione tra il Presidente di Cipro ed il capo della comunità turca" .
Credo che tale aggiunta sia assolutamente in linea con le posizioni che il Parlamento ha sempre assunto.
Mi auguro che i colleghi non abbiano obiezioni in merito.
<P>
(L'Assemblea constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale) In merito al paragrafo 30
<P>
<SPEAKER ID=61 LANGUAGE="NL" NAME="Van Lancker">
Signora Presidente, è veramente l' ultima volta che la disturbo. Desidero chiedere se i colleghi avrebbero qualcosa da obiettare all' aggiunta della frase seguente "sostiene l'istituzione del Tribunale penale internazionale e invita tutti gli Stati a ratificarne lo statuto" .
Penso che anche questo sia un acquis del Parlamento che mi auguro tutti possano accettare.
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale) (Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
Relazione (A5-0368/2001) degli onorevoli Leinen e Méndez de Vigo a nome della commissione per gli affari costituzionali, sul Consiglio europeo di Laeken e il futuro dell'Unione (2001/2180(INI))
<P>
In merito agli emendamenti nn. 10 e 23
<P>
<SPEAKER ID=62 LANGUAGE="FR" NAME="Dehousse">
Signora Presidente, possiamo chiederci perché l' emendamento più radicale, ovvero il n. 23, non viene messo ai voti per primo?
<P>
<SPEAKER ID=63 NAME="Presidente">
Sono compatibili, indubbiamente. Li voteremo tra un attimo.
Saranno messi ai voti entrambi.
Abbiamo preso in considerazione il problema ed abbiamo concluso che sono compatibili.
<P>
<SPEAKER ID=64 LANGUAGE="EN" NAME="Corbett">
Signora Presidente, vorrei contestare la sua decisione secondo la quale i due emendamenti sarebbero compatibili.
E' assolutamente evidente che essi, pur usando deliberatamente un linguaggio diverso, riguardano esattamente lo stesso argomento e mi sarei aspettato che, approvato l'emendamento n. 10 che accolgo con favore, l'emendamento n.
23 fosse considerato ormai inutile.
<P>
<SPEAKER ID=65 NAME="Presidente">
No, onorevole Corbett, non condivido questa considerazione.
<P>
<SPEAKER ID=66 NAME="Leinen">
Signora Presidente, la mia richiesta di parola ormai è superflua.
Avevo chiesto di poter intervenire prima della votazione, perché questo emendamento in realtà è decaduto con l'adozione dell'emendamento n. 10.
Concordo con l'onorevole Corbett, perché abbiamo chiesto una rappresentanza adeguata di ambedue i sessi, che può naturalmente essere anche del cinquanta per cento ciascuno e non deve necessariamente corrispondere ai due terzi per un sesso e un terzo per l'altro.
L'emendamento che abbiamo adottato è più avanzato, abbiamo dunque adottato la giusta decisione.
<P>
<SPEAKER ID=67 NAME="Presidente">
Nella sua saggezza, l' Assemblea è giunta a questa conclusione.
<P>
In merito all' emendamento n. 2
<P>
<SPEAKER ID=68 LANGUAGE="DE" NAME="Leinen">
Signora Presidente, onorevoli colleghi, a nome di ambedue i relatori chiedo che siano cancellate le parole "del dicembre 2003" .
Il resto del testo rimane invariato.
Questo cambiamento ha una motivazione pratica: la Convenzione si concluderà con ogni probabilità nel giugno 2003 e, se non vogliamo prolungare oltre i tre mesi il periodo di pausa fino all' inizio della Conferenza intergovernativa, è necessario anticipare la data da dicembre a dopo la pausa estiva.
Pertanto, il proponente ritiene necessario apportare una modifica affinché sia espresso il seguente concetto: "tra la conclusione della Convenzione e il vertice di apertura della Conferenza intergovernativa non deve trascorrere una pausa superiore ai tre mesi" .
In questo consiste l' emendamento orale.
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale)
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
Relazione (A5-0399/2001) della onorevole Kaufmann a nome della commissione per gli affari costituzionali, sul Libro bianco della Commissione "La europea" [COM(2001) 428 - C5-0454/2001 - 2001/2181(COS)]
<P>
<SPEAKER ID=69 NAME="Kaufmann">
Signora Presidente, al punto 18 è stato effettuato un semplice cambio di posizione.
Dopo di esso si inserisce l' emendamento n. 9, sul quale desidero soffermarmi brevemente.
Innanzitutto, questo emendamento non è presentato dal mio gruppo, bensì da me personalmente in qualità di relatrice.
L' emendamento mira a perfezionare la logica del testo, nonché a creare una concordanza di contenuto tra i paragrafi che riguardano le agenzie di regolamentazione.
In pratica, l' emendamento n.
9 si riferisce al punto 19 e propone l' omissione della seconda parte della frase.
La frase così abbreviata dovrebbe essere peraltro inserita subito dopo il titolo "autorità autonome di regolamentazione" che precede il punto 16.
Al punto 16 dovrà essere aggiunta, alla quinta riga, la parola "solamente" , affinché il testo reciti: "...possa essere accettata solamente..." .
<P>
Approfitto della parola datami per denunciare un errore di traduzione al punto 27 della versione svedese, in cui è scritto "Comitato economico e sociale" invece di "Comitato delle regioni" .
<P>
<SPEAKER ID=70 NAME="Presidente">
Sì, onorevole Kaufmann, l' abbiamo già fatto rettificare.
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
Proposta di risoluzione (B5-0739/2001) dell' onorevole Rocard a nome della commissione per l' occupazione e gli affari sociali, su una strategia europea di incoraggiamento della qualità del lavoro e della politica sociale
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
<SPEAKER ID=71 LANGUAGE="ES" NAME="Barón Crespo">
Signora Presidente, mi hanno appena informato che il poliziotto francese cui hanno sparato, probabilmente terroristi dell' ETA, è deceduto.
Desidero esprimere le più sentite condoglianze a nome del mio gruppo e credo anche a nome di tutta la Camera per questa nuova vittima della lotta contro il terrorismo in Europa.
<P>
<SPEAKER ID=72 NAME="Presidente">
Onorevole Barón Crespo, la ringrazio infinitamente.
L' onorevole Bayrou mi ha appena riferito questa terribile notizia. Vorrei cedergli subito la parola.
<P>
<SPEAKER ID=73 LANGUAGE="FR" NAME="Bayrou">
Signora Presidente, è accaduto che questo membro della gendarmeria è stato assassinato ieri sera nella mia regione, nella città in cui sono stato eletto, e ne sono molto toccato.
E' la seconda volta in una settimana che la gendarmeria francese viene colpita dalle pallottole di terroristi che forzano i cordoni di polizia.
Voglio solo dire che è da molto, in questa Assemblea, che sappiamo che il terrorismo non ha confini.
E' da molto, in questa Assemblea, che sappiamo che quel che capita a uno poi capita agli altri, e mi sembra che se il Parlamento europeo potesse, osservando un minuto di silenzio, trasmettere la propria solidarietà alla sua famiglia e ai suoi cari, alla gendarmeria e all' insieme dei francesi e degli europei toccati da questo male, questo sarebbe un segno importantissimo ai loro occhi.
<P>
<SPEAKER ID=74 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=75 LANGUAGE="DE" NAME="Sakellariou">
Signora Presidente, la proposta di risoluzione sull' Egitto era già pronta quando abbiamo ricevuto una lettera dal presidente del parlamento egiziano che avremmo preferito non ricevere.
Per questo motivo desidero proporre un emendamento orale affinché siano aggiunte, dopo il considerando E, le seguenti parole:
<P>
"esprimendo il suo rammarico in merito ad alcuni paragrafi della lettera del Presidente dell'Assemblea nazionale della Repubblica araba d'Egitto sulla presente risoluzione".
<P>
Ne ho già parlato con il relatore, il quale è d' accordo con l' inserimento di questo emendamento.
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione l' emendamento orale)
<P>
<SPEAKER ID=76 LANGUAGE="FR" NAME="Dupuis">
Signora Presidente, ritengo che tutti noi avremmo piacere di conoscere la lettera di cui ha parlato il collega Sakellariou e, se i servizi competenti potessero distribuirla, ne saremmo davvero molto lieti.
<P>
<SPEAKER ID=77 NAME="Presidente">
Sicuramente, la lettera non è riservata.
<P>
(Il Parlamento approva la risoluzione)
<P>
Relazione (A5-0391/2001) dell' onorevole Fiori a nome della commissione temporanea sulla genetica umana e le altre nuove tecnologie nel settore della medicina moderna, sulle incidenze di carattere etico, giuridico, economico e sociale della genetica umana [2001/2097(INI)]
<P>
In merito all' emendamento n. 126
<P>
<SPEAKER ID=78 LANGUAGE="FR" NAME="Flesch">
Signora Presidente, volevo soltanto segnalare che bisognerebbe chiedere ai servizi di controllare la versione francese di questo emendamento.
Non solo non è conforme alla versione originale, ma è quasi inintelligibile.
<P>
<SPEAKER ID=79 NAME="Presidente">
Questo è molto grave, onorevole Flesch.
Porremo rimedio con la massima attenzione.
<P>
In merito all' emendamento n. 51
<P>
<SPEAKER ID=80 LANGUAGE="EN" NAME="McNally">
Signora Presidente, mi unisco alla onorevole Flesch nell'esprimere disappunto per la qualità della traduzione.
La versione inglese dell'emendamento è del tutto diversa rispetto all'originale francese e decisamente incomprensibile.
Non voglio che i cittadini di lingua inglese che dovessero leggere l'emendamento in questione possano pensare anche solo per un secondo che ho votato a favore.
Sono disposta a votare la versione francese e vorrei chiederle di accertare la qualità della traduzione della relazione.
<P>
<SPEAKER ID=81 NAME="Presidente">
Onorevole McNally, capisco bene qual è il vostro desiderio.
Credo che lo condividiamo tutti. Dedicheremo a questo problema la massima attenzione.
<P>
In merito al paragrafo 95
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<SPEAKER ID=82 NAME="Fiori">
Signora Presidente, nel testo che è in nostro possesso propongo di inserire un emendamento orale perché altrimenti non ha nessun significato, perché manca nelle soppressioni l'introduzione.
L'emendamento orale è il seguente: "ritiene che la costituzione di tale forum ... ", e prosegue poi nella forma conosciuta da tutti i colleghi.
<P>
(La Presidente constata che non vi sono opposizioni a prendere in considerazione degli emendamenti orali)
<P>
(Il Parlamento respinge la proposta di risoluzione)
<P>
<SPEAKER ID=83 LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo">
Signora Presidente, ho saputo, tramite la comunicazione sociale, che la polizia cilena ha invaso una sede del Partito comunista cileno prendendo vari membri e ferendo la stessa Segretaria generale.
Ciò accade a pochi giorni dalle elezioni, previste per il 16 dicembre. Sempre secondo la comunicazione sociale, il governo cileno si è dimostrato sorpreso di fronte a questa situazione.
Signora Presidente, le chiedo di appurare la verità e, se corrisponde alla realtà, di far pervenire la protesta di questo Parlamento.
Poiché mi pare inammissibile che una cosa del genere possa accadere, da parte mia desidererei manifestare qui la mia protesta.
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<SPEAKER ID=84 NAME="Presidente">
<SPEAKER ID=85 LANGUAGE="DE" NAME="Stauner">
Signora Presidente, ho votato contro la proposta della Commissione perché sono dell' opinione che la Commissione abbia utilizzato la riforma, quanto mai urgente, della sua gestione finanziaria come pretesto per indebolire i poteri di controllo del Parlamento europeo.
Il Trattato CE prevede che la Commissione presenti, su richiesta del Parlamento, tutte le informazioni necessarie.
Nel regolamento finanziario, la Commissione sta cercando di porre alcune riserve a questo diritto d' informazione.
Per esempio, in avvenire la Commissione vuole verificare che la comunicazione di determinate informazioni al Parlamento non sia contraria agli interessi dell' Unione.
Ci troveremmo così in una situazione paradossale in cui spetterebbe all' Istituzione controllata, ossia la Commissione, decidere in merito alle informazioni da fornire all' Istituzione controllante, ossia il Parlamento.
A uscirne indebolito non sarebbe solo il Parlamento, bensì la Commissione medesima.
Le verrebbe rimproverato di non avere imparato nulla dal passato e di continuare a sottrarsi ad un controllo efficace.
<P>
Relazione Bouwman (A5-0348/2001)
<P>
<SPEAKER ID=86 NAME="Berthu">
Il testo che abbiamo appena esaminato mira a revisionare una direttiva del 1980 che garantisce la tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro e in particolare il pagamento delle retribuzioni non versate per un periodo minimo di tre mesi.
Era necessario un aggiornamento e noi l' abbiamo approvato per chiarire, ad esempio, come trattare i casi di imprese che possiedono stabilimenti in diversi paesi europei o per meglio proteggere i lavoratori part-time e i lavoratori a domicilio.
<P>
Non possiamo tuttavia accettare la spirale di emendamenti cui si è abbandonato il Parlamento europeo, la quale porta, sia pure con le migliori intenzioni del mondo, a moltiplicare le prescrizioni minuziose che gravano sull' insieme dei paesi membri.
<P>
Sarebbe sicuramente interessante immaginare tutte le tipologie di rapporti lavorativi suscettibili di unire una persona ad un' impresa, enumerare tutte le forme di retribuzione, di indennità o di premi ad esse connessi, inventariare tutti i casi di insolvenza formale o informale, ma ci sembra che queste disposizioni debbano essere rinviate alle legislazioni degli Stati membri.
Allo stesso modo, può essere utile allungare il periodo di tempo durante il quale le retribuzioni sono garantite, ma spetta agli Stati membri considerare, nel contesto delle proprie relazioni sociali e dei propri bilanci, se questo allungamento sia utile e fattibile.
<P>
Ci troviamo di fronte ad un esempio concreto che mostra chiaramente come una direttiva, che in teoria dovrebbe limitarsi a fissare obiettivi di carattere generale, rischia di venire snaturata per effetto di pressioni diverse sino a diventare un testo rigido e troppo dettagliato che può rivelarsi inadatto alla situazione di alcuni paesi membri.
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<SPEAKER ID=87 NAME="Bushill-Matthews">

I deputati del Partito conservatore britannico guardano con favore all'avanzamento della relazione Bouwman, ma hanno votato contro gli emendamenti nn. 13 e 14, oltreché contro altri emendamenti.
<P>
Gli emendamenti in questione vanno ben al di là degli obiettivi inizialmente posti dalla Commissione nel presentare la proposta e non si ravvisa alcun motivo che consenta di affermare che i livelli di tutela nella direttiva originaria sono inadeguati.
<P>
L'eliminazione della facoltà per gli Stati membri di fissare un livello massimo all'importo delle retribuzioni non pagate oggetto della garanzia è una misura che va ben oltre il fine di prevedere un livello minimo di tutela a salvaguardia della parte vulnerabile.
<P>
L'estensione a sei mesi del periodo minimo di retribuzione non pagata su cui si applica la garanzia avrebbe inoltre l'effetto di aumentare in misura significativa la spesa pubblica, con ciò esulando dalle finalità sociali della direttiva.
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Osserviamo che anche il governo britannico concorda con la posizione dei conservatori e auspichiamo che, in questa occasione, i membri laburisti del Parlamento europeo vogliano accettare l'indicazione del proprio governo nazionale.
Per accertarmi che ciò accada, ho richiesto che si proceda con votazioni per appello nominale.
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<SPEAKER ID=88 NAME="Meijer">
Dato che il lavoro è un importante fattore di costo nella produzione di beni, e lo è ancor più nella fornitura di servizi, si nota sempre più spesso che i datori di lavoro provano a ridurre i loro obblighi di pagamento.
Succede ancora oggi che i datori di lavoro in malafede o in difficoltà cercano di non pagare i salari e gli stipendi da loro dovuti.
I lavoratori non ricevono dunque ciò cui hanno diritto, o lo ricevono soltanto dopo essersi rivolti a un giudice.
<P>
La proposta della Commissione europea omette di precisare in quali casi si possa parlare di un datore di lavoro, di un lavoratore o di uno stipendio esigibile.
Giustamente il relatore, onorevole Bouwman, propone di estendere questa regolamentazione a piccoli esecutori di incarichi, a lavoratori a domicilio e al personale domestico affinché non vi siano scappatoie che consentano ad un datore di lavoro disonesto di non pagare gli stipendi.
<P>
Si rende obbligatoria l' istituzione di fondi di garanzia nazionali, che devono restare separati dal capitale dell' impresa del datore di lavoro.
Tutti i diritti retributivi dei lavoratori - incluse le indennità per straordinari, le vacanze pagate e le indennità di licenziamento - devono essere compresi in questi fondi e non vi deve essere alcun limite massimo per il pagamento di quanto dovuto.
<P>
Questa è senz' altro un' ottima proposta, con la quale l' Unione europea potrà finalmente compiere un' azione che vada a vantaggio dei lavoratori.
Negli anni scorsi, la maggior parte delle proposte era perlopiù nell' interesse dei datori di lavoro.
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Relazione Foster (A5-0415/2001)
<P>
<SPEAKER ID=89 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, ho votato a favore della relazione dell'onorevole Foster sulla sicurezza negli aeroporti.
Sottolineo con piacere che in questo documento si chiedono ispezioni a sorpresa, senza preavviso.
Mi sembra una cosa logica ma molto rara fino ad oggi, e quindi l'apprezzo.
Tuttavia, ho visto che vengono stanziati per queste ispezioni solamente 1,215 milioni di euro.
E' una somma assolutamente modesta e insufficiente.
Come mai l'onorevole Foster non ha chiesto più danaro per queste ispezioni?
Si direbbe, quasi quasi, che voglia far risparmiare al bilancio del Parlamento europeo.
Mi sembra un attimo tirchia, l'onorevole Foster, forse più degli scozzesi, forse più dei genovesi.
Io sono un genovese e chiedo e credo che sarebbe bene impiegare più danaro per queste ispezioni negli aeroporti.
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<SPEAKER ID=90 LANGUAGE="FR" NAME="Bordes e Cauquil">
Nessuno si oppone ad un accrescimento della sicurezza negli aeroporti e a bordo degli aerei.
Tuttavia, come si osserva con preoccupazione nella motivazione di un emendamento, il problema è che gli eventi "dell' 11 settembre negli Stati Uniti hanno dimostrato che la liberalizzazione dei servizi aeroportuali (...) rendeva molto più complessa la stretta applicazione delle misure di sicurezza" .
<P>
La privatizzazione di tali servizi e ciò che questo comporta in termini di corsa al profitto, alla redditività e allo sfruttamento intensivo di una manodopera a statuto precario sono incompatibili con la sicurezza.
Imporre agli operatori dell' aviazione civile e ai principali tra essi, ossia le società che gestiscono gli aeroporti e le compagnie aeree, non solo il rispetto di norme di sicurezza rafforzate, ma anche l' onere dei costi supplementari è la richiesta minima che si possa fare.
Invece, la relatrice trae la conclusione che spetta agli Stati farsi carico di tali spese. In definitiva, per la relatrice anche se gli attori privati si dimostrano irresponsabili, incapaci di garantire una sicurezza degna di tale nome, essi continuerebbero comunque a mantenere il diritto di realizzare profitti... e per giunta di essere sovvenzionati dagli Stati, vale a dire dalla collettività!
<P>
Questo significa prendersi gioco dei cittadini.
Perciò, pur votando a favore di un rafforzamento delle misure di sicurezza nel settore del trasporto aereo, denunciamo questo nuovo pretesto per sovvenzionare con fondi pubblici gli interessi privati.
Pertanto, abbiamo votato contro questa relazione.
<P>
<SPEAKER ID=91 LANGUAGE="EL" NAME="Korakas">
La proposta sulla sicurezza dell' aviazione civile non affronta la cosiddetta questione del terrorismo.
La lotta al terrorismo viene semplicemente usata come pretesto per creare una psicosi di massa, che faciliti l' accettazione delle politiche antidemocratiche e antipopolari oggi promosse.
<P>
Sempre con lo stesso pretesto si presenta un' occasione di prim' ordine per gli speculatori, mediante la proposta di adottare o di imporre misure di "sicurezza" sotto forma di attrezzature o servizi salatissimi, il cui costo verrà scaricato sugli utenti, ovvero i passeggeri.
<P>
Si cerca inoltre di "internazionalizzare" la questione e di imporre l' adozione di "misure antiterrorismo" in tutti i paesi che saranno soggetti a controlli da parte di "ispettori" , il cui compito è volutamente impreciso e per nulla chiaro.
Non è affatto casuale il tentativo di estendere la proposta a tutto il mondo - con il pretesto degli accordi siglati dagli Stati membri dell' Unione con i restanti paesi - in quanto gli obiettivi sono il massimo grado possibile di controllo e di ridimensionamento delle libertà dei cittadini.
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Ne è un esempio indicativo la nuova legge sulla sicurezza nell' aviazione civile, firmata il 19 novembre dal Presidente Bush; ai sensi della nuova normativa, le compagnie aeree straniere sono tenute a inoltrare immediatamente alle competenti autorità americane i dati completi dei passeggeri con destinazione USA.
Gli Stati Uniti chiedono alle compagnie aeree di molti Stati di presentare preventivamente gli elenchi contenenti informazioni dettagliate su ciascun passeggero, compreso il nominativo completo, luogo e data di nascita, numero di passaporto e luogo del rilascio, numero di visto o green card e "ogni altra informazione ritenuta necessaria" per individuare eventuali terroristi.
Nel contempo gli Stati Uniti hanno annunciato che, in caso di mancato rispetto delle disposizioni a partire da giovedì 29 novembre, al loro arrivo i passeggeri delle suddette compagnie saranno sottoposti dalle autorità americane a controlli particolarmente rigorosi e ad un' ispezione minuziosa del bagaglio, il che potrebbe durare varie ore.
<P>
Si tratta di un triste assaggio della procedura di "schedatura" e della riduzione o soppressione della libera circolazione dei cittadini e dei loro diritti in un clima di "psicosi da terrorismo" , il tutto finalizzato a conseguire scopi ben diversi dalla sicurezza.
A nostro avviso, le misure già in vigore sono più che sufficienti e non ne servono altre.
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Il fenomeno del terrorismo ha cause sociali e la sua soluzione deve quindi essere di natura sociale.
L' adozione di misure repressive sempre più severe, ma sostanzialmente inefficaci, è intenzionale e persegue obiettivi diversi dalla lotta al terrorismo.
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<SPEAKER ID=92 NAME="Marques">
Mi congratulo con la collega Foster per l' eccellente relazione che ci presenta, che ha la mia totale approvazione.
Il suo lavoro dimostra una grande conoscenza tecnica nell' affrontare un tema di vitale importanza per il futuro dell' aviazione civile e a questo proposito vorrei sottolineare i seguenti punti:
<P>
la necessità che gli Stati membri si impegnino a realizzare una politica integrata di finanziamento della sicurezza nei trasporti aerei, che dovrà essere interamente di responsabilità dei governi, dato che le minacce ai trasporti aerei costituiscono una minaccia agli Stati stessi;
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la necessità di elaborare una serie di norme comuni nel campo dell' aviazione civile, secondo quanto concordato alla Conferenza europea dell' aviazione civile, quale strumento per aumentare la sicurezza negli aeroporti dell' Unione europea.
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<SPEAKER ID=93 NAME="Meijer">
La crescita del trasporto aereo ha subito una battuta d' arresto già ben prima che aeroplani pieni di passeggeri fossero usati da terroristi come missili per distruggere grandi edifici.
A causa di lunghi anni di feroce concorrenza tra le vecchie, affidabili compagnie aeree nazionali e gli avventurieri proprietari delle nuove compagnie, si sono create eccedenze di capacità, cosicché le compagnie aeree attuali non sono più in grado di far fronte a situazioni di emergenza e, per poter sopravvivere, sono costrette a mendicare aiuti pubblici.
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Le uniche possibilità di azione che sembrano sussistere in questo momento consistono nella scelta tra una severa opera di risanamento, che porterà al fallimento di molte compagnie e a licenziamenti di massa, e una concorrenza dei prezzi, sovvenzionata con fondi pubblici e volta a mantenere l' eccedenza di capacità.
Se la onorevole Foster ha ragione, in tal modo i contribuenti finirebbero per finanziare le perdite di aziende privatizzate e le imprese private finirebbero per decidere la politica statale.
Io propugno un tipo di soluzione del tutto diversa da un rigido risanamento o dalla concessione di sovvenzioni.
L' assurda e dispendiosa concorrenza deve essere sostituita dalla collaborazione e dall' avvio di un processo decisionale, nonché dalla creazione di una rete di base che deve continuare a garantire i collegamenti con gli altri continenti e, se necessario, anche con regioni periferiche all' interno dell' Europa.
I costi per l' assicurazione, la sicurezza, le campagne pubblicitarie e le tasse sul carburante devono essere coperti interamente dal prezzo dei biglietti, di modo che l' aereo perda il vantaggio concorrenziale nei confronti del treno.
Dopodiché sarà possibile finanziare la riqualificazione del personale e garantirne l' esistenza a breve termine con il gettito delle nuove tasse, senza dover concedere nuovi sussidi alle imprese.
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Relazione Theato (A5-0390/2001)
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<SPEAKER ID=94 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, lei sa che sono arrivato in questo Parlamento con i voti dei pensionati italiani, come rappresentante del Partito dei pensionati.
Ora, per quanto riguarda la relazione dell'onorevole Theato sugli interessi finanziari della Comunità europea, mi perdoni ma quando leggo la parola "interessi" penso agli interessi che dovrebbero essere pagati ai pensionati per il ritardo nei pagamenti delle loro pensioni.
Quindi ho automaticamente votato a favore di questo documento, certo, ma ho pensato anche: "Chissà che un giorno riusciremo a tutelare gli interessi dei pensionati, facendo pagare interessi per i ritardi che avvengono in tutta Europa nel pagamento delle loro pensioni!"
<P>
<SPEAKER ID=95 LANGUAGE="EN" NAME="Heaton-Harris">
Signora Presidente, sono in disaccordo con l'onorevole Fatuzzo in merito alla relazione Theato, poiché, al pari dei democratici europei aderenti al gruppo PPE-DE e dei conservatori britannici qui rappresentati, abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla relazione in questione.
Eravamo dell'opinione che il testo originario della proposta fosse stato modificato in misura eccessiva dalla relatrice, la quale ha voluto affermare nel testo che il Procuratore finanziario europeo dovrebbe condurre al corpus juris.
Più volte è stato detto che, inizialmente, il Procuratore finanziario europeo avrebbe rappresentato la fase di partenza esclusivamente a tutela degli interessi finanziari comunitari, incoraggiando poi il passaggio a elementi molto più rilevanti.
<P>
Signora Presidente, mi ha chiesto di raggruppare le votazioni per appello nominale, ma ho accolto con sorpresa il fatto che lei mi abbia espresso tale richiesta rispetto a questa particolare relazione e non abbia fatto uguale richiesta ad altri in occasione della relazione Fiori.
Avrà certamente notato che i conservatori britannici si sono fattivamente adoperati per convincere un certo numero di delegazioni di quest'Aula e raccogliere una maggioranza in grado di opporsi ad alcune proposte.
La relazione nel suo complesso, tuttavia, nella forma che ha preso, è ancora inaccettabile.
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<SPEAKER ID=96 LANGUAGE="EN" NAME="Crowley">
Signora Presidente, in primo luogo, vorrei precisare che, pur essendo presente alla votazione sulla relazione Theato, non vi ho partecipato esattamente per le stesse ragioni espresse dall'onorevole Heaton-Harris.
Ritengo del tutto scorretto e sbagliato prendere parte a questo genere di votazioni.
<P>
Passando alla relazione Watson, tutti concordiamo sul fatto che la cooperazione e il coordinamento siano elementi necessari nella lotta al terrorismo.
Tuttavia, vorrei fare particolare riferimento al mandato d' arresto europeo.
Esso rappresenta una pesante interferenza e provoca l'alterazione dei sistemi giuridici e delle procedure penali nazionali dei singoli Stati membri.
<P>
Oltre ad abbattere le garanzie a difesa dei diritti civili costruite entro sistemi precedenti e, nel caso particolare del Regno Unito e dell'Irlanda, facenti riferimento alla common law, esso non tiene in alcun conto la diversità dei sistemi normativi degli Stati membri, né si preoccupa di garantire il diritto di appello e il controllo giurisdizionale sia in fase di esecuzione che in fase di emissione, oltre a non considerare i diritti delle persone interessate.
Il provvedimento, peraltro, non definisce un meccanismo in grado di risolvere le difficoltà e i problemi che dovessero insorgere nel caso in cui uno Stato membro si rifiuti di dar seguito ad un mandato d' arresto al di fuori delle aree specifiche che esso esclude.
<P>
Infine, se questa normativa o la sua proposta fosse introdotta in un qualsiasi Stato membro o in un paese non aderente all'Unione, il Parlamento sarebbe il primo a protestare e dolersene.
Eppure quando uno Stato membro dell'Unione reintroduce l'internamento senza processo e abolisce il diritto al controllo giurisdizionale, restiamo in silenzio e tolleriamo un trattamento che compromette le libertà civili e ignora del tutto la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
E' ingiusto e sbagliato.
Ho votato a favore, ma l'ho fatto nutrendo serie e pesanti riserve.
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<SPEAKER ID=97 NAME="Andersson, Färm, Hedkvist Petersen, Hulthén e Hans Karlsson">
Abbiamo deciso di astenerci dal voto sulla relazione in materia di tutela penale degli interessi finanziari della Comunità.
Non siamo contrari all' introduzione di una pubblica accusa comune in materia economica, ma la relazione è eccessiva ed entra in dettagli a questo stadio privi di rilevanza.
La relatrice chiede inoltre che la direttiva della Commissione venga trasformata in un regolamento e noi siamo contrari.
<P>
<SPEAKER ID=98 NAME="Bonde, Krarup, Okking e Sandbæk">
Anche se appoggiamo in tutto e per tutto le iniziative relative alla lotta contro le frodi, abbiamo deciso di votare contro la relazione poiché non riteniamo che l' istituzione di un Procuratore finanziario europeo costituisca una soluzione adeguata al problema.
<P>
Relazione Hautala (A5-0389/2001)
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<SPEAKER ID=99 LANGUAGE="EN" NAME="Goodwill">
Signora Presidente, vorrei illustrare la dichiarazione di voto a nome del gruppo dei conservatori britannici, i democratici europei aderenti al gruppo del PPE, e spiegare la ragione per la quale ci opponiamo all'estensione del regolamento ai trattori agricoli.
<P>
La ragione fondante di questa direttiva non è il controllo dell'inquinamento atmosferico in sé e nella forma in cui lo respiriamo, ma in realtà la riduzione dell'effetto dell'anidride solforosa sui sistemi avanzati di catalizzazione.
I trattori non sono dotati di tali sistemi e non avrebbe quindi alcun senso estendere ad essi il regolamento in questione.
Si otterrebbe solo di aumentare la produzione di biossido di carbonio nelle raffinerie e, inoltre, di provocare un aumento del 10 per cento del prezzo del carburante applicato agli agricoltori.
Quindi, per quanto giudichiamo con favore la relazione nella forma presentata, non possiamo esprimere voto favorevole sugli emendamenti concernenti i trattori. Pertanto, essendo stati approvati tali emendamenti, abbiamo espresso voto contrario sulla relazione nel suo complesso.
<P>
Spero che la relatrice, la Commissione e il Consiglio vorranno considerare il fatto che sono mancati almeno settanta voti per formare una maggioranza qualificata in seconda lettura.
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<SPEAKER ID=100 LANGUAGE="FR" NAME="Bordes e Cauquil">
Siamo ovviamente a favore di un miglioramento della qualità della benzina e dei carburanti diesel per la salvaguardia dell' ambiente.
<P>
Tuttavia, ancora una volta, con questo pretesto si propongono sovvenzioni destinate non ai consumatori, bensì ai costruttori.
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Poiché siamo contro qualunque sovvenzione al grande padronato e, in particolare, ai ricchissimi trust del settore automobilistico o petrolifero, non abbiamo votato questa relazione.
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<SPEAKER ID=101 LANGUAGE="FR" NAME="Souchet">
Per migliorare la qualità dell' aria, in particolare nelle aree urbane, è possibile ricorrere a tre mezzi diversi ma convergenti: disposizioni legislative relative alla qualità dell' aria, norme relative alle emissioni dei veicoli e norme applicabili ai carburanti.
<P>
In questo terzo ambito sono intervenute direttive successive che prevedevano l' abbandono progressivo della benzina contenente piombo e la possibilità per gli Stati membri di ricorrere a incentivi fiscali a favore di carburanti più puliti.
Tuttavia, un aspetto - ovvero le specifiche dei carburanti senza zolfo - era stato trascurato e viene affrontato da questa tardiva proposta di direttiva.
Come ci siamo opposti ad una regolamentazione europea uniforme in materia di qualità dell' aria, poiché si tratta di un problema locale, allo stesso modo ci sembra utile armonizzare le specifiche dei carburanti, poiché i mercati delle raffinerie oltrepassano ampiamente le frontiere.
<P>
Il tema delle norme dei carburanti dovrebbe fornire l' occasione di introdurre in modo molto più deciso alcune specifiche favorevoli ai biocarburanti.
I carburanti derivati dalle nostre produzioni agricole, infatti, sono irreprensibili sul piano dell' effetto serra, contribuiscono considerevolmente all' autonomia energetica dell' Europa e forniscono uno sbocco molto importante per taluni dei nostri prodotti agricoli.
Dobbiamo muoverci più risolutamente in direzione di legislazioni che favoriscano la sostituzione di quantitativi crescenti di idrocarburi fossili nei carburanti dei motori.
<P>
Raccomandazione Hugues Martin (A5-0387/2001)
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<SPEAKER ID=102 NAME="Fatuzzo">
Sulla relazione dell'onorevole Hugues Martin, riguardante le relazioni tra l'Unione europea e la Repubblica araba d'Egitto, ho votato contro, signora Presidente.
Perché ho votato contro?
Perché ci sono dei diritti civili che in Egitto non vengono sufficientemente rispettati.
Questi riguardano tutti i cittadini egiziani, naturalmente, e noi dovremmo chiedere, prima di concedere danaro, che vengano rispettate - e controllare che lo siano - le norme elementari di tutela dei cittadini egiziani di qualunque età, siano essi giovani, siano essi lavoratori, siano essi pensionati.
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<SPEAKER ID=103 LANGUAGE="EL" NAME="Alavanos">
In occasione dell' accordo euromediterraneo con l' Egitto, il Consiglio deve annettere particolare importanza alla tutela dei cittadini comunitari che si confrontano con la mancanza di libertà in quel paese.
<P>
Il Consiglio, in particolare, dovrebbe intervenire nel caso dell' ultimo sopravvissuto dei tre marinai greci condannati circa dieci anni fa per traffico di stupefacenti.
Infatti due di essi, malgrado la loro età relativamente giovane, non hanno retto alle terribili condizioni detentive nelle carceri egiziane.
<P>
Il Consiglio deve intervenire per salvare la vita dell' ultimo marinaio greco sopravvissuto e ancora recluso in una prigione egiziana, il quale deve potere scontare il resto della pena in un carcere greco.
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Tenuto conto della questione dei diritti dell' uomo, che ha giustamente coinvolto la società greca, nel votare la risoluzione Martin Hugues mi sono astenuto.
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<SPEAKER ID=104 LANGUAGE="ES" NAME="Carnero González">
Ho votato contro per esprimere la mia protesta contro le violazioni dei diritti umani perpetrate in Egitto ai danni di diversi gruppi di persone per motivi legati alla loro coscienza, alla loro cultura, al loro indirizzo politico o al loro orientamento sessuale, come dimostra quanto avvenuto recentemente in un processo contro decine di persone al Cairo.
<P>
<SPEAKER ID=105 NAME="Cashman">
Ho espresso voto contrario alla relazione in considerazione dei perduranti abusi in materia di diritti dell'uomo a danno degli omosessuali, degli intellettuali e delle minoranze religiose.
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<SPEAKER ID=106 NAME="Sacrédeus">
Il governo egiziano deve prendere provvedimenti tesi a migliorare la condizione degli 8-10 milioni di cristiani copti nel paese, discriminati a livello legislativo e professionale, ma anche nelle relazioni sociali e nella pratica del culto.
<P>
Oggi i cristiani copti sono trattati alla stregua di cittadini di serie B anche nella politica delle nomine pubbliche.
In Egitto non vige pertanto una piena libertà di culto, dato che la legislazione limita le possibilità dei cristiani di restaurare le chiese o di costruirne di nuove.
E' indispensabile che anche per la minoranza cristiana l' ordinamento giuridico del paese sia imparziale.
<P>
<SPEAKER ID=107 NAME="Swiebel">
La problematica dei diritti umani in Egitto e, più in particolare, la caccia alle streghe lanciata di recente contro gli omosessuali, nonché le limitazioni imposte alla libertà delle donne, ci impongono di dedicare a questi aspetti una grande attenzione nell' ambito delle nostre relazioni con quel paese.
Il Consiglio e la Commissione non lo fanno, o non lo fanno in misura sufficiente.
Per tale motivo voto contro la relazione.
<P>
<SPEAKER ID=108 LANGUAGE="FR" NAME="Vachetta">
La discussione sull' accordo euromediterraneo CE-Egitto illustra tragicamente la concezione dell' Unione europea in materia di politica estera.
In questo tipo di accordo si privilegia soprattutto l' istituzione di una zona di libero scambio nel Mediterraneo, dando la priorità alle liberalizzazioni e allo smantellamento dei servizi pubblici.
Gli Stati membri non devono farsi un vanto di mantenere relazioni commerciali con lo Stato egiziano che viola i diritti dell' uomo, la libertà di espressione e di coscienza, pratica la pena di morte e non rispetta il pluralismo politico.
La detenzione di cinquantadue egiziani per omosessualità dovrebbe costituire l' occasione per rivedere radicalmente i nostri rapporti con l' Egitto e anche con altri paesi che manifestano tendenze totalitarie.
Oggi ci sembra sia urgente esigere dal Presidente Mubarak e dal suo governo la liberazione immediata e incondizionata dei cinquantadue detenuti.
Non contribuire all' arricchimento finanziario di una minoranza che disprezza i diritti dell' uomo è un modo di condannare lo Stato egiziano e la sua politica.
Ho votato per questa relazione perché essa sostiene con forza tale esigenza.
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Relazione Watson (A5-0397/2001)
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<SPEAKER ID=109 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, sulla relazione Watson che istituisce il mandato di arresto europeo personalmente ho votato a favore, anche se sono molto preoccupato, perché in questa relazione si stabilisce che è possibile accedere, da parte dei procuratori che ne hanno diritto, a tale mandato di arresto anche per reati punibili con una pena di quattro mesi.
Dopo il terribile attentato alle Torri gemelle, che ha fatto finalmente procedere verso la realizzazione del mandato di arresto europeo, vedere che poi questo viene utilizzato per ladri di polli, ebbene, mi porta una certa tristezza.
Credo che dovremmo impiegare questo mandato di arresto per reati gravissimi e non solamente per reati molto più modesti, dove il diritto nazionale dovrebbe avere la prevalenza.
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<SPEAKER ID=110 NAME="Borghezio">
Signora Presidente, il Parlamento europeo deve intervenire anche presso i paesi membri per adeguare, oltre che le singole legislazioni, le funzioni degli organismi preposti alle investigazioni.
L'efficacia e l'efficienza dell'azione di prevenzione, di contrasto al terrorismo dipendono, infatti, in maniera notevole dal coordinamento di questi organismi e dalla loro modernizzazione.
Noi pensiamo e lanciamo la proposta della creazione di una scuola europea di intelligence.
Oggi mancano persino uffici di collegamento fra i vari organismi.
Abbiamo avuto di recente un esempio lampante, con gravi conseguenze, di tale insufficienza di collegamento fra le attività di contrasto, di intelligence, di informazione degli organismi operanti nei paesi europei.
E' il caso - di cui portiamo in questo senso anche la responsabilità noi europei - del barbaro assassinio del comandante Massud ad opera di clandestini, di nazionalità tunisina, che circolavano in tutta tranquillità in Europa con passaporti falsi rubati in Belgio e in Olanda.
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<SPEAKER ID=111 LANGUAGE="DA" NAME="Frahm">
Signora Presidente, vorrei dire che c' è un forte contrasto tra quello che il Parlamento europeo normalmente sostiene, ossia democrazia, diritti dell' uomo e certezza del diritto, e quello che è accaduto oggi, quando abbiamo adottato la relazione dell' onorevole Watson sulla lotta al terrorismo ad una velocità assolutamente priva di sintonia con l' analisi che si sarebbe dovuta condurre e il dibattito pubblico che si sarebbe dovuto svolgere prima di una relazione di questo tipo.
Ciò può avere conseguenze imprevedibili sulla certezza del diritto negli Stati membri e vi sono molte ONG che hanno già messo in guardia. Ci hanno esortati ad avviare un dibattito approfondito e ad intraprendere un' analisi minuziosa prima di adottarla.
Ritengo che molti di noi abbiano, in tale contesto, preso decisioni che sono in contrasto con le nostre Costituzioni nazionali in ambiti come la libertà di espressione, la libertà di organizzazione, la democrazia e la certezza del diritto.
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<SPEAKER ID=112 LANGUAGE="EL" NAME="Alavanos">
Il mio gruppo confederale della Sinistra unitaria europea non appoggia la relazione sul mandato d' arresto europeo elaborata dalla commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni.
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La spinta verso l' unificazione, nonché l' internazionalizzazione delle sfide come il terrorismo e il narcotraffico, impongono naturalmente la creazione di un ambito unico del diritto, il quale però deve essere fondato sulla tutela e l' estensione dei diritti democratici.
<P>
Visto il modo affrettato e sconsiderato in cui viene promosso il mandato d' arresto europeo:
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a) corrisponde non al grado di maturità delle procedure interne dell' Unione europea, ma alle pressioni degli USA;
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b) non si limita alle sfide urgenti poste dal terrorismo, ma viene esteso ad un ampio spettro di azioni estranee al terrorismo;
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c) fa seguito non ad apposite consultazioni con la società civile, ma a procedure autoritarie;
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d) restringe in modo opprimente l' ambito del diritto degli Stati membri.
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Alla luce di ciò, si profila in modo inquietante l' eventuale creazione di una struttura autoritaria a livello europeo, caratterizzata da un forte deficit democratico.
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<SPEAKER ID=113 LANGUAGE="EL" NAME="Alyssandrakis">
Da qualche tempo, e specie nell'ultimo anno, l'Unione europea si è trasformata in una fabbrica di atti legislativi che decimano le libertà democratiche (sistema informativo di Schengen, estensione delle competenze di Europol, europrocura, limitazioni all'ingresso e alla circolazione degli immigrati).
E' indicativo il fatto che, pochi giorni prima dell'11 settembre, sia stata votata una relazione concernente l'adozione di iniziative per la lotta al terrorismo.
Ora si chiede il parere dell'Europarlamento, parere che non impegna affatto il Consiglio e la Commissione, circa le due decisioni quadro relative alla cosiddetta questione del terrorismo e al mandato d' arresto europeo.
Non vi è dubbio che i tragici fatti dell'11 settembre vengano usati come pretesto per accelerare l'attuazione di decisioni politiche prese ormai da tempo.
Gli esecutori materiali e i mandanti degli attentati hanno fatto un bel regalo agli imperialisti americani ed europei: il pretesto per regolare i conti a casa propria e su scala mondiale.
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Il partito greco KKE si sente responsabile delle libertà e dei diritti dei cittadini e ricorda con amarezza la tragica analogia tra certe disposizioni qui proposte e le leggi che hanno mandato migliaia di combattenti greci in prigione, in esilio o davanti al plotone d' esecuzione. Il KKE si sente quindi obbligato a svelare le vere intenzioni dei leader dell' Unione.
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Occorre segnalare che tutti i cosiddetti "reati terroristici" vengono perseguiti dall' attuale diritto penale in tutti i paesi.
Il vero obiettivo è terrorizzare ogni movimento di resistenza e di disubbidienza civile, nonché quei partiti che si oppongono con forza ad una parte o a tutta la politica della globalizzazione capitalistica.
Talune forme consuete di mobilitazione, come le occupazioni simboliche, o l' esito di certe azioni, come l' intralcio all' erogazione di elettricità o di acqua nel caso di scioperi nei rispettivi settori, possono essere facilmente considerati come reati terroristici.
I produttori di cotone che, esasperati dalla politica comunitaria, bloccano le strade con i loro trattori rischiano di essere considerati come terroristi e di essere condannati a 5-10 anni di reclusione.
Siamo giunti al punto di punire come reato terroristico persino la libertà d' espressione.
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La decisione quadro sul mandato d' arresto europeo, di dubbia legittimità, è un duro colpo ai diritti sovrani degli Stati membri ed è contraria agli articoli 5(2), 6 e 7 della Costituzione greca.
Sopprimendo la doppia incriminazione e dando la possibilità di estradare un cittadino in un altro Stato, Stato che a sua volta può estradarlo (senza il permesso del paese che l' ha consegnato) verso un paese terzo non appartenente all' Unione (ad esempio, un curdo può essere estradato dalla Grecia in Germania, la quale a sua volta lo consegna alla Turchia senza prima chiedere il permesso alla Grecia), si annullano i principi fondamentali del diritto penale.
In tal modo, si aboliscono anche gli essenziali diritti procedurali e le necessarie libertà per la difesa dell' imputato.
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Con la legge sul terrorismo e il mandato d' arresto europeo culmina la creazione di un meccanismo repressivo da incubo.
E' chiaro che i suoi autori sanno perfettamente che la loro politica antipopolare scatena la reazione della gente nell' Unione e in tutto il mondo.
Si aspettano che queste reazioni si inaspriscano sempre più e temono lo scatenarsi della rabbia del popolo.
Quel che non sanno o che si rifiutano di accettare è che non esiste forza in grado di contenere questa rabbia.
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Nel migliore dei casi, gli emendamenti presentati cercano di porre rimedio a talune posizioni provocatorie o a certe lacune dei testi, senza però modificarne affatto la natura.
Non possiamo accettare una simile logica.
L' unica soluzione onorevole, in grado di rispettare i diritti democratici individuali e collettivi, consiste nel respingere in toto le due proposte.
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Per i suddetti motivi noi eurodeputati iscritti al partito greco KKE abbiamo votato contro la relazione.
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<SPEAKER ID=114 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
Le proposte della Commissione destinate a unificare la definizione di terrorismo, a definire una base minima di sanzioni e a predisporre un mandato di arresto europeo che sostituisca il precedente sistema di estradizione, ci lasciano del tutto insoddisfatti.
Si tratta, infatti, di vecchi progetti federalisti riesumati dal cassetto approfittando degli attentati dell' 11 settembre, ma che in realtà non apportano alcun elemento concreto veramente decisivo nella lotta al terrorismo.
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La prima proposta relativa alla definizione di terrorismo e alle sue sanzioni è stata annunciata con grande clamore, come se l' assenza di una definizione armonizzata nei paesi dell' Unione europea costituisse attualmente una pericolosa lacuna della quale approfitterebbero i terroristi.
Non è così.
Le definizioni e le sanzioni possono variare da uno Stato all' altro, ma non ve n' è alcuno che lasci i terroristi in libertà.
Tutti sono d' accordo sulla questione, anche se usano definizioni diverse.
Il testo proposto soddisfa quindi l' ossessione d' uniformità dei federalisti, ma non produrrà cambiamenti reali sul campo.
<P>
Lo stesso dicasi per la seconda proposta, relativa al mandato di arresto europeo.
Senza alcun dubbio l' estradizione è attualmente una procedura piuttosto lunga, che tuttavia tutela i diritti individuali.
Il mandato di arresto europeo potrebbe essere più rapido, anche se ciò non è scontato, poiché occorre nonostante tutto prendere alcune precauzioni.
Noi chiediamo in particolare che l' autorità giudiziaria del paese di esecuzione non sia confinata in un ruolo di registrazione formale della domanda di trasferimento e che siano previste alcune misure di salvaguardia per garantire la tutela delle libertà.
Tale clausola è tanto più necessaria in quanto non sappiamo più, al ritmo con cui procedono le adesioni, quali paesi saranno membri dell' Unione europea tra dieci o vent' anni.
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La procedura dovrebbe essere ancor più restrittiva quando viene richiesto al paese di esecuzione di estradare uno dei suoi cittadini verso un altro paese.
In questo caso, riteniamo che la procedura normale dovrebbe essere l' estradizione nella sua forma tradizionale e non il mandato di arresto europeo.
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<SPEAKER ID=115 NAME="Blokland">
Sono favorevole alla relazione presentata e alla proposta di una decisione quadro sulla lotta contro il terrorismo.
Dato che il terrorismo ha per lo più una dimensione transfrontaliera, i paesi europei si troveranno nella necessità di collaborare tra loro.
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A mio giudizio, però, il mandato d' arresto europeo si spinge troppo in avanti riguardo a un punto, ossia laddove si propongono la lista negativa e l' abolizione della doppia incriminazione, come richiesto dalla Commissione.
Poiché gli Stati membri già ora non sono affatto contenti quando devono estradare criminali, un mandato d' arresto di validità generale e quindi l' abolizione della doppia incriminazione incontreranno grossi problemi.
Molti Stati membri, tra cui i Paesi Bassi, faranno infatti tutto il possibile per impedire l' estradizione per reati quali, ad esempio, l' eutanasia o l' aborto.
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Per questi motivi ho votato a favore degli emendamenti presentati dai colleghi Niall Andrews e Brian Crowley, in cui si chiede l' istituzione di una lista positiva.
Tale richiesta è peraltro coerente anche con l' attuale posizione del Consiglio.
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In quel caso, dunque, il mandato d' arresto europeo potrà essere applicato solo ai crimini elencati in detta lista.
In proposito penso, per esempio, ad un mandato d' arresto valido per fatti criminosi la cui punibilità è già armonizzata a livello europeo, come nel caso dei reati collegati al terrorismo.
Qualora tale attuazione del mandato si riveli valida, si potrà in seguito aumentare il numero di reati previsti dalla lista positiva.
In futuro, forse, sarà possibile arrivare ad una lista negativa, ma al momento attuale ciò è prematuro.
Non dobbiamo infatti dimenticare che il diritto penale degli Stati membri riflette in buona parte la cultura nazionale e che le differenze tra gli Stati membri in questo momento sono ancora troppo grandi.
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Visto che gli emendamenti degli onorevoli Andrews e Crowley non sono stati accolti, non possiamo votare a favore della seconda parte della relazione dell' onorevole Watson, con riferimento al mandato d' arresto europeo.
Non ci sembra infatti ragionevole votare per una lista negativa quando il Consiglio si è accordato per una lista positiva.
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<SPEAKER ID=116 NAME="Bonde, Krarup, Okking, Sandbæk">
Appoggiamo la lotta contro il terrorismo e difenderemo il principio secondo il quale la battaglia politica deve essere condotta con mezzi democratici in Stati democratici.
Se votiamo contro la relazione dell' onorevole Watson sulla lotta contro il terrorismo e sul mandato d' arresto europeo, lo facciamo per le motivazioni seguenti:
<P>
1.
Si cerca di fare passare le proposte al Parlamento e al Consiglio con una procedura d' urgenza, che esclude la possibilità di un dibattito pubblico in materia e che non dà la possibilità di realizzare un' analisi completa delle conseguenze per i diritti democratici e la certezza del diritto.
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2.
Il mandato d' arresto europeo porterà a far passare l' armonizzazione della durata della pena dalla porta di servizio.
Questo comporta grossi problemi, poiché vi sono negli Stati membri tradizioni di politica giuridica molto diverse.
Analogamente, tale armonizzazione e l' introduzione di un concetto comune di terrorismo sono in contrasto con le realtà politiche molto diverse degli Stati membri.
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3.
Ci opponiamo all' introduzione della possibilità della riduzione della pena nei casi di cooperazione anonima nelle indagini in quanto principio che può troppo facilmente causare denunce false o impunità per reati gravi.
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4.
Si cerca di fare passare le presenti proposte a grande velocità sotto l' impulso dei fatti dell' 11 settembre.
Le proposte, tuttavia, non riguardano questo tipo di fatti, che sono già vietati e possono essere perseguiti ai sensi della legge in tutti gli Stati membri.
Le proposte riguardano invece il cosiddetto terrorismo europeo che, nella definizione molto approssimativa contenuta nelle proposte può comprendere tutto, dall' uccisione di civili da parte dell' ETA alle azioni e dichiarazioni di singoli e di organizzazioni politiche legali.
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<SPEAKER ID=117 LANGUAGE="PT" NAME="Coelho">
. (PT) L' Europa deve cooperare più efficacemente nella lotta contro il terrorismo, sia al suo interno che su scala internazionale.
Per noi è chiaro che il terrorismo costituisce una delle maggiori minacce alla democrazia, al libero esercizio dei diritti umani e allo sviluppo economico e sociale. Il terrorismo non è un fenomeno recente.
Negli ultimi anni abbiamo assistito all' aumento delle attività terroristiche, con un profondo cambiamento della natura dei reati terroristici (con l' avvento di nuove minacce) e con l' utilizzo di strumenti nuovi e molto più sofisticati. Ciò fa sì che gli effetti reali o potenziali di questi attacchi siano sempre più devastanti e mortali.
<P>
I terribili avvenimenti dell' 11 settembre hanno fatto emergere dolorosamente questa realtà, così come l' urgenza di trovare una risposta efficace a questo flagello; è quindi di vitale importanza che gli Stati membri dispongano di una legislazione penale efficace per combattere il terrorismo e che siano adottate misure al fine di consolidare la cooperazione di polizia e giudiziaria, nonché la cooperazione a livello internazionale.
<P>
La prima di queste iniziative propone l' adozione di una definizione comune degli atti terroristici e la definizione dei livelli di sanzioni (che dovranno essere effettive, proporzionali e dissuasive) che dovranno riflettere, in tutti gli Stati membri, la gravità di tali atti.
In questo momento esistono grandi differenze fra i vari Stati membri, solo sei dei quali dispongono di una legislazione specifica sul terrorismo (uno di questi è il Portogallo).
E' quindi indispensabile un' armonizzazione in questo ambito in maniera da evitare che i terroristi possano trarre profitto da queste differenze di trattamento giuridico tra Stati o che possano sfruttare qualsiasi lacuna giuridica derivante dai limiti geografici delle investigazioni.
La seconda iniziativa si baserebbe sul principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie.
L' obiettivo è quello di sostituire i procedimenti tradizionali di estradizione (poiché, essendo l' estradizione una figura processuale morosa e complessa, si è smesso di adattarla a uno spazio senza frontiere) con un semplice sistema di consegna dei criminali fondato su un mandato d' arresto europeo.
Nel momento in cui tale mandato è emesso in uno degli Stati membri, dovrà essere eseguito in tutto il territorio dell' Unione, ma dovrà sempre, in ogni caso, rispondere alle preoccupazioni dei cittadini europei in materia di garanzia dei diritti individuali.
<P>
L' approvazione di queste proposte sarà quindi la prova inequivocabile che gli Stati membri sono disposti a rafforzare la loro collaborazione a tutti i livelli nella lotta contro il terrorismo.
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<SPEAKER ID=118 LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo">
. (PT) E' difficile riassumere in una così piccola dichiarazione di voto ciò che sarebbe opportuno sottolineare in merito ai pericolosi aspetti negativi contenuti in queste proposte di decisione quadro della Commissione che, per qualche incomprensibile ragione, sono sostenute dal governo portoghese.
<P>
Con il pretesto di lottare contro il terrorismo, la Commissione europea avanza proposte da essa formulate, con il Commissario Vitorino nel ruolo di protagonista, che, andando ben al di là della necessaria cooperazione tra gli Stati, cercano di procedere sulla via della sovranazionalizzazione di aspetti centrali della giustizia.
La concezione di "terrorismo" proposto dalla Commissione permette di "criminalizzare" l' azione di coloro che lottano per la libertà nazionale e per la trasformazione sociale, le lotte e le azioni dei lavoratori e delle popolazioni, con evidenti conseguenze per la totale garanzia dei diritti democratici e delle libertà fondamentali.
La proposta del "mandato d' arresto europeo" , che ha come obiettivo la soppressione del principio della doppia incriminazione - anche se viene ad essere limitata - è un autentico "cavallo di Troia" nell' ambito di una strategia che richiederà sempre più progressi che si giustificheranno con le "necessità" degli strumenti creati in precedenza.
<P>
La relazione, sebbene modifichi alcuni aspetti negativi delle proposte della Commissione, si inserisce nella stessa logica.
Da ciò il mio voto contrario.
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<SPEAKER ID=119 NAME="Gorostiaga Atxalandabaso">

Ho votato contro la relazione perché essa non fa riferimento a tutte le forme di terrorismo, ignorando totalmente tutte le diverse espressioni del terrorismo di Stato.
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Siamo tutti a conoscenza dei tipi diversi di terrorismo applicati dai governi spagnoli a partire dal 1975.
Considero deplorevole che non si sia fatta menzione del terrorismo di Stato neppure nella parte riservata alle considerazioni generali.
<P>
E' poi fin troppo noto a tutti che la legislazione antiterrorismo nella forma proposta non fornisce alcuna garanzia di un giusto processo in tutta l'Unione.
Sappiamo che nel Regno di Spagna, proprio quest'anno, nel 2001, il governo ha concesso il perdono a torturatori, ha rilasciato alti funzionari già condannati per avere intrapreso una "guerra sporca" e tollera la tortura nelle sue modalità più spregevoli, e tutto ciò fino a questo preciso momento.
<P>
Il Parlamento europeo ha chiuso gli occhi e di questo avremo modo di rammaricarci tutti perché quella realtà non è più affare interno di un singolo Stato membro.
<P>
<SPEAKER ID=120 LANGUAGE="DE" NAME="Hager">
.
(DE) I deputati indipendenti non possono approvare l' emendamento n. 34, poiché un riferimento diretto alla Carta dei diritti fondamentali non è giuridicamente sostenibile, visto che tale documento non ha ancora acquisito validità legale.
<P>
Per quanto attiene al "mandato d' arresto europeo ", preferiamo semmai una lista positiva alla lista negativa proposta nella relazione, affinché non sia intaccato il principio della legalità quale colonna portante del diritto penale.
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<SPEAKER ID=121 NAME="Kirkhope">
I conservatori britannici hanno votato a favore della relazione Watson, volendo con ciò sottolineare il proprio incessante sostegno alla guerra contro il terrorismo e confermare la propria determinazione a garantire che l'Unione europea si presenti unita nel contrastare chi cerca di distruggere i nostri valori e il nostro modo di vivere.
<P>
Nutriamo, tuttavia, talune riserve su alcuni dettagli previsti dalla misura in questione.
In particolare, ci preoccupa che, definendo 22 capi di accusa per i quali è possibile spiccare il mandato d' arresto, essa esuli da quanto si ritiene necessario per combattere un'immediata minaccia terroristica.
<P>
<SPEAKER ID=122 NAME="Maaten, Van der Laan">

I nostri gruppi non approvano la proposta del Commissario europeo Vitorino sull' istituzione di un mandato d' arresto europeo. Gli emendamenti accolti dal Parlamento europeo riguardo alla relazione Watson rappresentano un considerevole miglioramento della proposta della Commissione.
Tuttavia, per dissipare la nostra principale preoccupazione, ovvero quella di tutelare il diritto penale di stampo liberale vigente nei Paesi Bassi, non basta applicare il mandato d' arresto europeo solo ad una lista limitata di cosiddetti "eurocrimini" .
<P>
Noi siamo favorevoli all' istituzione del mandato d' arresto europeo allo scopo di poter combattere ancora meglio il terrorismo e il crimine organizzato, ma solo alle seguenti condizioni: primo, i mandati d' arresto europei possono essere emessi solo sulla base di una lista positiva di "eurocrimini" ; secondo, tale lista dev' essere limitata a reati gravi che sono già punibili in tutti i paesi europei come, ad esempio, l' assassinio.
<P>
In nessun caso il mandato d' arresto europeo dovrà mettere in pericolo le pratiche olandesi in materia di aborto, eutanasia e droghe.
<P>
Per quel poco che riusciamo ad evincere dalle scarse informazioni che ci sono pervenute dal Consiglio dei ministri, quest' ultimo starebbe trattando su una lista positiva che, per il momento, conterrebbe non meno di ventisette "eurocrimini" definiti ampiamente.
Quindi, il Consiglio sta discutendo una proposta sostanzialmente diversa da quella della Commissione.
Continuando ad occuparsi della proposta originaria della Commissione, il Parlamento si muove in ritardo rispetto alla realtà.
Inoltre, si ha la netta impressione che, in questo momento, è più probabile che le nostre preoccupazioni possano essere fugate dal governo olandese attraverso il Consiglio che da noi attraverso il Parlamento europeo.
<P>
Questo dossier mette a nudo, ancora una volta, il vuoto di democrazia dell' Unione europea.
Su questa materia, il controllo da parte della Seconda camera è senz' altro possibile in via teorica, poiché il Consiglio deve decidere all' unanimità; in pratica, però, ciò sarà alquanto difficile a causa dell' atteggiamento di chiusura del Consiglio e del ritardo con cui vengono messi a disposizione i documenti.
La fretta con cui si affronta questo argomento così delicato rende la situazione ancor più complicata.
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Per tutte le motivazioni su esposte, i nostri gruppi votano a favore degli emendamenti alla relazione Watson, in quanto nettamente migliorativi della proposta della Commissione, ma si astengono dal voto sulla risoluzione legislativa.
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<SPEAKER ID=123 NAME="Malmström, Paulsen e Olle Schmidt">
La lotta al terrorismo deve rappresentare per l' Unione un compito altamente prioritario, ma non può essere condotta a detrimento della certezza del diritto.
<P>
Ci inquieta il fatto che i governi dell' Unione ora si precipitino ad adoperarsi per il coordinamento fra le legislazioni antiterrorismo degli Stati membri. Tradizioni di diritto diverse dovranno così fondersi in brevissimo tempo.
Si rischia con ciò di scalzare alla base la certezza del diritto. Questo riguarda in particolare la proposta della Commissione sulla definizione di " terrorismo" .
A nostro avviso, quella definizione è troppo vasta e lascia spazio a troppe diverse interpretazioni.
Chi, per ragioni politiche, protesta contro le strutture sociali oggi invalse facendo ricorso a mezzi illeciti rischierebbe di rientrare nella definizione proposta.
Spingersi sino a ritenere chi protesta contro un ordine costituito ritenuto ingiusto alla stregua di un terrorista è ovviamente fuori luogo.
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Occorrono definizioni più precise, rispetto a quelle sinora individuate, di ciò che costituisce terrorismo.
Gli emendamenti del Parlamento, più specifici, sono in questo senso benvenuti.
Il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali devono vedersi riconosciuta una vera influenza prima che il Consiglio decida in via definitiva.
<P>
<SPEAKER ID=124 NAME="Manders">
Ho votato contro la relazione Watson per i motivi che ora illustrerò.
<P>
Sono pienamente favorevole alle misure antiterrorismo e ritengo che in questo campo gli Stati membri dell' Unione europea siano non solo in condizione bensì anche nella necessità di collaborare strettamente tra loro.
Il mandato d' arresto europeo può contribuire in maniera significativa all' efficienza della lotta contro il terrorismo sul suolo europeo.
<P>
Penso che il mandato d' arresto europeo sia un provvedimento auspicabile.
Deve tuttavia essere ripensato e riconsiderato affinché non vada a scapito di altre misure importanti.
La proposta che ci è stata presentata non offre sufficienti garanzie e può minare il diritto penale olandese, di impostazione liberale.
<P>
Per giungere ad un compromesso, ho provato a presentare, per il tramite del relatore, un emendamento che impone per il mandato d' arresto europeo la seguente condizione: un mandato d' arresto europeo può essere spiccato solo per reati che siano stati commessi sul territorio dello Stato richiedente.
<P>
Questo emendamento, però, è stato bloccato dai socialisti nel gruppo di lavoro.
<P>
Ho votato contro la relazione anche perché è probabile che il Consiglio approvi una proposta diversa.
<P>
Sono quindi favorevole a misure antiterrorismo e anche al mandato d' arresto europeo, purché ciò non vada a detrimento della politica penale di stampo liberale dei Paesi Bassi.
<P>
<SPEAKER ID=125 NAME="Meijer">
Sul fenomeno del terrorismo regna una grande confusione.
La maggior parte dei terroristi non ha scelto spontaneamente di diventarlo, ma si vede costretta dall'incomprensione dei politici al potere e dalle loro posizioni conflittuali a ricorrere a strumenti estremi e inaccettabili come ultimo rimedio.
Alcuni statisti in seguito rispettati, come i leader di Palestina, Sudafrica e numerose ex colonie, hanno esordito sulla scena politica come terroristi.
<P>
Non si lotta contro il terrorismo creando ancora più incomprensione e diffidenza, ma preoccupandosi di risolvere rapidamente e pacificamente i problemi su cui richiamano l'attenzione i terroristi.
I politici che vedono ovunque il pericolo del terrorismo rischiano di ritrovarsi in uno Stato di polizia, privo di diritti democratici e di libertà essenziali.
Questo causa a sua volta un inasprimento del clima politico che fornisce nuovo terreno di coltura al terrorismo.
Il rispetto per la legge va scemando e i cittadini comprendono di non essere più tutelati contro arresti arbitrari, lunghe detenzioni preventive ed estradizioni opinabili.
Anche l'intimidazione di esponenti non terroristi dell'opposizione o la possibilità di imprigionare i colpevoli di reati non perseguibili nei loro paesi sortiscono gli stessi effetti.
<P>
Fintantoché non sussisteranno le garanzie necessarie per prevenire tali fenomeni, una regolamentazione europea si rivelerà controproducente per la vera lotta contro il terrorismo.
<P>
<SPEAKER ID=126 NAME="Napoletano">
L'Aula ha approvato un emendamento di compromesso sulle risoluzioni legislative riguardanti la relazione Watson sulla lotta al terrorismo e sul mandato d' arresto europeo.
<P>
Entrambi gli emendamenti invitano il Consiglio ad applicare l'articolo 40 del Trattato sull'Unione nel caso in cui non possa conseguire l'unanimità, oppure nel caso in cui l'unanimità comporti un indebolimento sostanziale della proposta.
<P>
Purtroppo, un piccolo numero di deputati - tra cui i colleghi italiani di AN - hanno impedito che si potesse mettere in votazione un emendamento orale sostenuto dallo stesso relatore, emendamento che, se approvato, avrebbe meglio chiarito la volontà politica del Parlamento.
Infatti, l'incitamento al Consiglio a votare secondo l'articolo 40 è da considerarsi l'ultima ratio.
Noi tutti ci auguriamo che il Consiglio possa trovare l'unanimità nella direzione degli impegni assunti comunemente a Gand e sostenuti in modo così chiaro dal Parlamento europeo col voto di oggi.
<P>
Per parte nostra, in quanto deputati italiani, ci adopereremo ancora affinché il nostro governo modifichi la sua posizione e accetti di estendere la procedura di arresto europeo a tutti i reati previsti dalla proposta della Commissione europea e di rinunciare alla procedura di estradizione, che costituirebbe una violazione palese dello spirito e della lettera degli impegni unanimemente e solennemente assunti a Gand e a Bruxelles sotto l'emozione della tragedia dell'attacco alle Torri gemelle.
<P>
Mi auguro perciò che nessun paese indebolisca oggi il suo impegno nella lotta al terrorismo e non auspico che sia proprio il mio, che da sempre ha contribuito ai progressi dell'Unione, a trovarsi isolato.
<P>
Queste decisioni sono tutte nelle mani del governo italiano, anche perché non sarebbe accettabile che il suo veto potesse compromettere un'intera politica.
Da qui il riferimento opportuno all'articolo 40 del Trattato.
<P>
<SPEAKER ID=127 LANGUAGE="FR" NAME="Vachetta">
Oggi, mediante questo voto, ci viene richiesto di qualificare come atti di terrorismo quelli che per noi sono atti di solidarietà e di giustizia, come ad esempio "l' intralcio o l' interruzione della fornitura di acqua, energia o altre risorse fondamentali" .
Tali azioni sono generalmente opera di lavoratori dipendenti che si organizzano per difendere le loro condizioni di lavoro, i loro posti di lavoro o i loro strumenti di lavoro di fronte alle privatizzazioni che li minacciano. Lavoratori, non Bin Laden!
<P>
Il merito della proposta è quello di punire come atti di terrorismo tutte le azioni che mirano a "sovvertire o distruggere le strutture politiche, economiche o sociali di un paese" , vale a dire qualunque contestazione dell' ingiustizia e dell' ordine costituito: l' occupazione delle ASSEDIC o delle agenzie per l' impiego da parte di disoccupati, ad esempio, o l' occupazione di abitazioni vuote da parte di persone senza domicilio, o ancora le manifestazioni europee contro strutture quali il FMI, l' OMC o la Banca mondiale.
<P>
Questo dispositivo tende essenzialmente a criminalizzare il movimento sociale mediante una messa in discussione dei diritti elementari.
<P>
Per questo motivo non ho votato questa relazione che fa di noi dei terroristi.
<P>
<SPEAKER ID=128 NAME="Van den Berg">
Dopo l'11 settembre, il Commissario Vitorino si è giustamente richiamato agli accordi precedentemente stipulati a Tampere per rendere più efficace la collaborazione nel campo della lotta al terrorismo e la collaborazione giudiziaria e delle forze di polizia.
Sosteniamo pertanto caldamente la proposta riguardante la lotta al terrorismo.
<P>
Siamo innanzitutto sostenitori del mandato d' arresto europeo.
Non condividiamo tuttavia l'impostazione della vecchia proposta - una lista negativa -, reputandola superata, in quanto il Consiglio sta ormai giustamente elaborando una lista positiva che noi sosteniamo.
Attendiamo ancora la decisione del Consiglio entro la fine dell'anno.
<P>
Certo, gli avvenimenti dell'11 settembre ci impongono di agire rapidamente.
Malgrado le nostre obiezioni di principio contro una lista negativa, non esprimeremo pertanto voto contrario, ma ci asterremo, poiché confidiamo che la Commissione europea e il Consiglio presentino, entro la fine dell'anno, una lista positiva che dia forma concreta al mandato d'arresto europeo prima del termine del 2001.
<P>
Ci aspettiamo inoltre che il Consiglio recepisca i miglioramenti proposti anche dalla nostra delegazione del PvdA, tra cui quelli relativi ai mezzi probatori, al diritto all'assistenza giuridica, alle maggiori possibilità di ascoltare gli accusati e al principio del ne bis in idem.
<P>
<SPEAKER ID=129 NAME="Van Lancker">
I membri belgi del gruppo del PSE si sono unanimemente astenuti durante la votazione finale sul mandato d' arresto europeo.
<P>
Essi sostengono l'impegno del Parlamento europeo per concorrere a sviluppare il quadro legislativo della lotta al terrorismo.
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Il mandato d'arresto europeo è uno strumento utile, ma la delegazione belga del PSE non accetta il vigore generale di tale mandato d'arresto per reati punibili con pene superiori ad un anno.
Sostiene invece l'impostazione del Consiglio che prevede una lista positiva sulla base del mandato di Europol.
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Relazione Gebhardt (A5-0398/2001)
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<SPEAKER ID=130 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, sulla relazione dell'onorevole Gebhardt ho votato a favore.
Sono naturalmente a favore di qualsiasi lotta contro le ingiustizie, e quanto avviene con la criminalità organizzata è un'ingiustizia grave.
I cittadini debbono essere protetti dai giudici europei, e speriamo che presto ci siano veramente dei giudici europei.
Perché ci siano è necessario, però, che ci sia un codice penale europeo, signora Presidente, come ho già chiesto più volte.
Anche in quest'occasione insisto perché si abbia un codice penale e un codice di procedura penale europeo, altrimenti è inutile avere dei giudici europei.
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<SPEAKER ID=131 LANGUAGE="EL" NAME="Alyssandrakis">

Per la seconda volta in sei mesi si discute in plenaria la relazione sulla creazione di Eurojust, che figura all' ordine del giorno assieme alla normativa europea sul terrorismo e al mandato d' arresto europeo.
Eurojust sarà un' Istituzione composta da un rappresentante per ciascun paese (pubblico ministero, giudice o funzionario di polizia), che avrà competenze ampie e incontrollabili nella fase di istruttoria o di procedura in giudizio.
In sostanza, Eurojust avrà il potere di ordinare alle autorità di qualsiasi Stato di avviare un' indagine o di perseguire penalmente, nonché di partecipare direttamente alle indagini mediante la costituzione di una squadra investigativa comune.
Lo Stato membro si dovrà attenere alle indicazioni di Eurojust; in caso contrario, sarà tenuto a motivare dettagliatamente il proprio rifiuto.
<P>
Nel dibattito precedente l' argomentazione a sostegno della creazione di Eurojust era la lotta alla criminalità transfrontaliera, appunto per far fronte ai reati per i quali ci potrebbe essere un conflitto di competenze tra almeno due Stati membri.
A quanto pare, ora i leader dell' Unione pensano di non aver più bisogno di pretesti.
Secondo il nuovo testo, questa superautorità potrebbe intervenire anche nel caso in cui un reato riguardi esclusivamente un paese.
Tra i reati di competenza di Eurojust vi è naturalmente il cosiddetto terrorismo.
<P>
Nel portare avanti la sua opera pia, Eurojust si avvarrà di quattro diversi database contenenti delicate informazioni di carattere personale: il casellario giudiziario (esistente in ciascuno Stato e relativo ai suoi cittadini), il sistema informativo di Schengen, la rete giudiziaria europea e l' archivio di Europol.
Il lungo elenco di dati personali contiene informazioni concernenti "l' origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l' appartenenza sindacale, e i dati relativi alla salute o alla vita sessuale" .
Si tratta in sostanza di legittimare la schedatura mediante un organismo paragiudiziario europeo.
<P>
Eurojust è indubbiamente un' istituzione accentratrice e autoritaria, che annulla qualsiasi senso di sovranità nazionale e sferra anche un duro colpo alla famosa indipendenza operativa della giustizia, di cui tanto andava fiera la democrazia borghese.
Non dobbiamo farci illusioni: lo scopo di tutto questo corpus giuridico non è principalmente la lotta ai reati penali comuni.
Oltre alla legge sul terrorismo, il mandato d' arresto europeo e la futura europrocura, si tenta di creare un meccanismo repressivo sovranazionale da usare contro le libertà fondamentali e soprattutto contro il movimento popolare quando esso si schieri contro le scelte politico-economiche predominanti.
<P>
Per i suddetti motivi noi eurodeputati iscritti al partito greco KKE abbiamo votato contro la relazione.
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<SPEAKER ID=132 NAME="Blokland">
La creazione di Eurojust, che rende possibile la collaborazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri, mi sembra essere una buona cosa.
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Sebbene a prima vista il suo compito si limiti al coordinamento e all'assistenza, Eurojust può anche chiedere l'apertura di indagini o di procedimenti giudiziari.
<P>
La mia preoccupazione è che Eurojust, a lungo termine, si estenda fino a diventare un pubblico ministero europeo.
Ma attenzione, mi riferisco ad un pubblico ministero europeo con competenze generali, mentre può certamente rivelarsi necessaria una pubblica accusa europea per i reati finanziari che tuteli adeguatamente gli interessi finanziari della Comunità.
Questa figura equivarrebbe tuttavia ad un pubblico ministero europeo con competenze limitate.
<P>
Al momento, è indubbiamente indesiderabile e irrealistico pensare ad un sistema penale dell'Unione.
Le legislazioni penali nazionali sono intimamente connesse alla sovranità nazionale degli Stati membri e devono essere inquadrate da un assetto giuridico democratico dotato di sufficienti possibilità di controllo.
Non sostengo dunque un pubblico ministero europeo con competenze generali, a maggior ragione in quanto solo i pubblici ministeri nazionali sono in grado di rispettare adeguatamente gli aspetti culturali delle legislazioni penali nazionali.
Anche l'autorizzazione a procedere deve perciò essere emanata dai singoli Stati membri.
<P>
Il Ministro della giustizia dei Paesi Bassi, Korthals, ha assicurato al parlamento olandese che Eurojust non si estenderà sino a divenire un pubblico ministero europeo.
Se mai lo si creerà, non lo si farà tramite Eurojust.
Con tale riserva il gruppo europeo della Christen Unie-SGP ha deciso di votare a favore della proposta in questione.
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<SPEAKER ID=133 NAME="Coelho">
Ho votato a favore di questa proposta perché si inserisce nell'insieme coerente di misure che possono e devono contribuire affinché l' Europa cooperi più efficacemente alla lotta al terrorismo, sia al suo interno, sia su scala internazionale.
<P>
In questa seduta abbiamo valutato positivamente le iniziative riguardanti l' adozione di una definizione comune degli atti terroristici e dei livelli di sanzioni, così come la sostituzione dei procedimenti tradizionali di estradizione con un semplice sistema di consegna dei criminali basato su un mandato d' arresto europeo.
<P>
La proposta relativa a Eurojust ha come obiettivo l' effettivo miglioramento della cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri (garantendo la tutela dei diritti fondamentali), poiché la lotta contro il terrorismo, nonché contro altre forme di criminalità, è possibile solamente attraverso il rafforzamento della cooperazione tra le autorità giudiziarie e di polizia (ponendo l' accento in particolare sul ruolo svolto da Europol).
Si tratta di un progetto importante e ambizioso poiché la criminalità non conosce confini.
E' quindi importante promuovere la cooperazione giudiziaria e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.
I cittadini dell' Unione hanno il diritto di esigere che l' Unione europea affronti con determinazione il problema delle crescenti minacce della criminalità contro la propria libertà e i propri diritti.
Per farlo è necessario adottare una nuova strategia che consiste nel coordinare tutti gli sforzi al fine di combattere e prevenire la criminalità su tutto il territorio degli Stati membri.
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Relazione Lagendijk (A5-0386/2001)
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<SPEAKER ID=134 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, con la sua relazione l'onorevole Lagendijk ha presentato una richiesta di aiuti a favore della FYROM.
E' un fatto sicuramente positivo che l'Unione europea dia una mano all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia nella disastrata situazione in cui si trova, specialmente dopo che essa, nel proprio interno, è stata investita da lotte intestine.
Io chiedo, però, e insisto e avrei piacere che questi aiuti venissero dati a tutti gli Stati dell'Europa centrorientale, i quali hanno bisogno di assistenza finanziaria, dopo oltre cinquant'anni di dittatura comunista.
<P>
Relazione Färm (A5-0385/2001)
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<SPEAKER ID=135 NAME="Meijer">
Constato che in passato aveva cominciato a realizzarsi quanto avevo previsto il 15 marzo e il 3 maggio.
Rileggetelo nei verbali: dicevo che accordare un appoggio prematuro al governo macedone, dichiarare estremisti albanesi ridotti alla disperazione e distribuire denaro non avrebbero condotto alla ricerca di soluzioni, alla pace e alla riconciliazione, ma avrebbero incoraggiato la violenza.
<P>
Una parte della popolazione e del governo macedone sognava una Macedonia priva di albanesi o in cui risiedessero solo persone di origine albanese completamente irriconoscibili e adattate.
Questa componente macedone voleva utilizzare gli aiuti europei destinati alla pace per acquistare armi.
Speriamo che la revisione della legge fondamentale ponga fine all'idea che all'interno delle frontiere di questo paese c'è posto solo per un'unica lingua e per un unico popolo e che tutti i problemi sarebbero risolti se si ignorasse la grossa minoranza albanese o addirittura se la si scacciasse.
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C'è da sperare che se dovessero ribaltare la situazione, diventando il gruppo etnico più numeroso, gli albanesi dimostrino maggiore comprensione per le esigenze della minoranza macedone di quanta essa non ne stia dimostrando nei loro confronti.
Se ora sono necessari nuovi aiuti per la pace, la riconciliazione e la ricostruzione, posso sostenerli di cuore.
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Relazione Färm (A5-0410/2001)
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<SPEAKER ID=136 NAME="Meijer">
I tre territori che hanno mantenuto la vecchia denominazione sulle carte geografiche europee dopo la dissoluzione dell'ex Iugoslavia nella pratica ormai non funzionano più neppure come libera federazione.
Anche l'estradizione dell'ex Presidente al Tribunale dell'Aia sembra essersi trasformata in un affare di competenza del governo dello Stato in cui esso abitava.
<P>
Già da alcuni anni il Montenegro non è più soggetto al controllo doganale della Iugoslavia e il marco tedesco, ivi introdotto come mezzo di pagamento, tra breve sarà sostituito dall'euro.
Il mondo esterno ha staccato con la violenza il Kosovo.
La grande maggioranza dei suoi abitanti vuole mantenere questa situazione e non si rassegnerà mai a ritornare a far parte di uno Stato che già otto anni fa non riconosceva più.
<P>
Nella realtà odierna, la Iugoslavia sopravvive solo nelle idee dei politici e dei funzionari che si trovano all'esterno del paese.
Come amico e conoscitore dell'ex Federazione iugoslava me ne rammarico, ma accetto anche la situazione voluta dalla base.
Ora che è sparito anche il terzo Stato che ne portava il nome, mi oppongo alla concessione di aiuti finanziari per la ricostruzione e la lotta alla povertà alle tre distinte regioni, nonché alla loro richiesta di aderire separatamente all'Unione.
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Relazione Färm (A5-0411/2001)
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<SPEAKER ID=137 NAME="Meijer">
La Bosnia-Erzegovina, un tempo provincia turca, non presenta un'omogeneità etnica.
Le sue frontiere sono state totalmente cancellate dalla ridefinizione delle province del Regno di Iugoslavia nel 1929, dalla divisione in territorio serbo e in territorio croato del Trattato di Sporazum del 1939 e con l'assegnazione nel 1941 alla Croazia, Stato satellite dei nazisti.
<P>
La ragione principale che ha mosso il movimento di liberazione guidato da Tito ad introdurre lo Stato della Bosnia-Erzegovina tra Serbia e Croazia è stata la convinzione che tale territorio potesse fungere da crogiolo per la nascita di un unico popolo serbo-croato.
A quell'epoca, si credeva che Serbia, Croazia, Bosnia e Montenegro si sarebbero fusi per diventare uno Stato federale serbo-croato in grado di assumere in seno alla Federazione iugoslava la stessa posizione dominante della Russia all'interno dell'Unione sovietica.
Il crogiolo ha fallito il suo compito.
Esattamente come nella vecchia Iugoslavia, la maggioranza della popolazione è costituita da serbi e croati, leali ai nuovi paesi confinanti, Serbia e Croazia, da cui si sentono ingiustamente esclusi.
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Ho la sensazione che se ne tenga ancora troppo poco conto, sebbene a Dayton si sia convenuto per la Bosnia un assetto federale.
Gli aiuti finanziari sono necessari, ma non a condizione che si rafforzino gli organi dell'amministrazione comune.
L'Unione susciterebbe orrore anche in Belgio se vi sovvenzionasse la delega alla Federazione delle competenze delle Fiandre e della Vallonia.
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Relazione Lagendijk (A5-0386/2001) e
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Relazioni Färm (A5-0385, 0410, 0411/2001)
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<SPEAKER ID=138 LANGUAGE="FR" NAME="Bordes e Cauquil">
Abbiamo votato contro queste relazioni, che non sono altro che l' espressione finanziaria della politica delle grandi potenze imperialiste in questa regione del mondo.
Il presunto "aiuto" ai Balcani è infatti destinato a "sostenere la bilancia dei pagamenti e contribuire ad alleviare le difficoltà finanziarie esterne" di tali paesi, come riporta una delle relazioni Färm (Macedonia).
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Le grandi potenze hanno pesanti responsabilità nella disintegrazione dell' ex Iugoslavia.
Sono colpevoli dei bombardamenti che hanno colpito non solo le regioni coinvolte, ma anche le regioni vicine, se non altro inducendo all' esilio una parte della popolazione del Kosovo.
La loro diplomazia a geometria variabile, che sostiene ora gli uni ora gli altri, che fa leva sui conflitti etnici e, in questo modo, li riaccende, non porta la pace nella regione, bensì semina la guerra.
<P>
Il nostro voto contro queste relazioni esprime la nostra opposizione all' insieme della politica delle potenze imperialiste nei Balcani e ai loro interventi.
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<SPEAKER ID=139 NAME="Fatuzzo">
Del documento sul futuro dell'Unione europea in relazione al Consiglio di Laeken io non sono soddisfatto, signora Presidente, anche se ho votato a favore, perché non si dice che l'Unione europea, in futuro, deve avere competenza a legiferare sui sistemi pensionistici europei.
Tutti i quindici Stati membri, più gli altri dodici che hanno chiesto di entrare nell'Unione europea, hanno sistemi pensionistici in deficit.
Non sono stati capaci, gli Stati nazionali, ad amministrare i loro fondi.
Quale prova migliore che solo l'Unione europea potrà risolvere i problemi dei lavoratori che consegnano i loro denari agli Stati nazionali e poi non se li ritrovano più quando arrivano ad essere anziani?
Forse - mi auguro, sono sicuro - l'Unione europea saprà amministrare meglio i fondi pensione dei cittadini europei.
<P>
<SPEAKER ID=140 LANGUAGE="EN" NAME="Crowley">
Signor Presidente, in riferimento alla presente relazione sul futuro dell'Unione europea, in particolare sul Consiglio europeo di Laeken, potrei esprimermi favorevolmente su un certo numero di elementi, poiché è nostro desiderio progettare un futuro nuovo e più dinamico per l'Unione europea.
Tuttavia, presentare e approvare proposte che coincidono quasi con una futura Costituzione dell'Unione, agire dando per scontato che ciò deve comunque accadere senza riguardo alcuno per i cittadini e senza nemmeno consultarli, questo è davvero inaccettabile.
E' già stata fatta menzione del cosiddetto deficit democratico e della necessità di coinvolgere tutti gli strati della società.
<P>
Avvalendoci di una Convenzione, ci affidiamo a poche selezionate organizzazioni non governative che dovrebbero asseritamente rappresentare la maggioranza dei cittadini dell'Unione europea.
Tuttavia, se consideriamo l'eventuale attuazione di ciò che da quella Convenzione dovrebbe prodursi, quanti paesi saranno disposti a indire un referendum per consentire una piena adesione democratica al futuro che essi vogliono realizzare?
E' questa la ragione per la quale mi sono astenuto nella votazione finale sulla relazione in oggetto.
<P>
<SPEAKER ID=141 NAME="Dehousse">
Signor Presidente, per quanto riguarda la risoluzione sul futuro dell' Unione, le ragioni per cui non ho potuto esprimere un voto favorevole sono molteplici e ne menzionerò qui solamente due.
Innanzitutto, il Parlamento dovrebbe smetterla di mostrare una timidezza eccessiva non affrontando le questioni cruciali dell' avvenire della costruzione europea, limitandosi a fornire indicazioni (peraltro di facciata) a coloro che assumeranno di fatto le nostre funzioni.
Inoltre, il Parlamento si danneggia da sé privilegiando l' esperienza parlamentare del futuro Presidente della Convenzione a scapito di una competenza esecutiva, allorquando la Commissione, e in particolare il Commissario Barnier, ribadiscono giustamente in ogni occasione che la fiducia dei governi nella persona del Presidente della Convenzione sarà un elemento decisivo per il successo auspicato della Convenzione stessa.
<P>
<SPEAKER ID=142 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
Per esprimere il proprio parere sulla preparazione della prossima Conferenza intergovernativa, il Parlamento europeo ha poc' anzi adottato una risoluzione assai curiosa.
Non si preoccupa affatto di citare i quattro temi che, secondo il Consiglio di Nizza, devono servire da base per la futura discussione (ripartizione delle competenze, semplificazione, Carta dei diritti fondamentali, ruolo dei parlamenti nazionali), bensì si dilunga in un' enumerazione di rivendicazioni tradizionali dei federalisti in tutti gli ambiti.
Corona il tutto con la richiesta di una "Costituzione per l' Unione" , termine che non appare nelle conclusioni di Nizza, ma che dovrebbe costituire, secondo il Parlamento, "l' obiettivo" della CIG.
<P>
Il Parlamento europeo avrebbe fatto meglio a dedicarsi seriamente all' analisi della dichiarazione n. 23 del Consiglio di Nizza, che non menziona l' obiettivo di una Costituzione europea, bensì quello di un miglioramento "della legittimità democratica e della trasparenza dell' Unione" , ciò che a noi sembra totalmente diverso, per non dire contrario.
Infatti, la Costituzione comporterebbe l' istituzione di un potere sovranazionale superiore anche per le questioni fondamentali, il che allontanerebbe ulteriormente l' Europa dai suoi popoli e indebolirebbe ancor più la sua legittimità democratica.
<P>
Il Consiglio di Nizza non propendeva piuttosto per un altro obiettivo quando faceva riferimento, tra i quattro temi privilegiati all' ordine del giorno della prossima CIG, "al ruolo dei parlamenti nazionali nell' architettura europea?"
Dire "nella" esprime chiaramente l' urgenza di reintrodurre i parlamenti nazionali "all' interno" dei meccanismi decisionali europei al fine di riallacciare i legami con i popoli.
<P>
Il Parlamento europeo, però, si tiene lontano da questo dibattito fondamentale, poiché la sua risoluzione non spende nemmeno una parola a tale proposito.
Certo, il Consiglio di Laeken può sempre, se lo desidera, librarsi verso le nuvole federaliste; se invece intende rispondere ai veri problemi dell' Europa, noi gli consigliamo di seguire il nuovo orientamento delineato dal Consiglio di Nizza.
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<SPEAKER ID=143 LANGUAGE="FR" NAME="Bordes e Cauquil">
Questo Vertice - ci dicono - deve stilare "il bilancio degli ultimi mesi e preparare l' avvenire" .
Per i lavoratori dell' Unione europea, il bilancio è costituito da migliaia di licenziamenti all' interno di Moulinex, Sabena, AOM, Danone, delle imprese del settore informatico e della vostra sedicente nuova economia, dove si licenzia più rapidamente di quanto non si assuma.
Il bilancio per le fasce più bisognose della popolazione è un livello di disoccupazione insopportabile, l' aumento della precarietà e della povertà, dell' analfabetismo e della mancanza di assistenza sanitaria.
<P>
Quando i relatori auspicano che "il progresso politico, economico e sociale, la sicurezza e il benessere dei cittadini" siano presi in considerazione "dall' istituzione di un sistema economico e monetario equilibrato attraverso il consolidamento della politica di coesione economica e sociale, (...) il rafforzamento della politica dell' occupazione" , non fanno che ripetere le parole vuote utilizzate da tutti coloro che non conoscono la paura della disoccupazione e l' incertezza del domani.
<P>
Quanto al resto, la creazione di una Convenzione incaricata di preparare l' avvenire dell' Europa e la revisione dei Trattati, il solo nome di colui che in Francia è preannunciato per presiederla, Giscard d' Estaing, basta per indicare a che punto essa sarà lontana dagli interessi dei lavoratori in Europa.
<P>
Noi abbiamo votato contro.
<P>
<SPEAKER ID=144 LANGUAGE="PT" NAME="Figueiredo">
. (PT) La relazione si inserisce nella strategia di quelle che puntano sulla prossima Conferenza intergovernativa per fare un ulteriore salto qualitativo importante sulla via dell' integrazione federalista dell' Unione, sotto il dominio delle grandi potenze, che metterà necessariamente in discussione la sovranità di paesi come il Portogallo.
La relazione insiste sull' accelerazione della preparazione di un nuovo Trattato che approfondisca l' integrazione federalista, "dimenticando" le lezioni e le conseguenze politiche del rifiuto del Trattato di Nizza da parte del popolo irlandese.
<P>
Tra numerosi altri aspetti, che critico, essa sostiene la creazione di una "Convenzione" - da alcuni considerata come un' "Assemblea costituente" - che si prospetta come uno strumento di condizionamento dell' esercizio della competenza esclusiva dei governi e dei parlamenti nazionali quanto alla revisione dei Trattati, visto che, per quanto riguarda la sua composizione, garantisce soltanto la partecipazione dei maggiori partiti nazionali, riducendo quella di partiti con diverse posizioni politiche sull' Europa. In questo modo, si mette in discussione il pluralismo e l' autentica partecipazione indipendente e democratica dei parlamenti nazionali.
<P>
Per questo il mio voto è contrario.
<P>
<SPEAKER ID=145 NAME="Hyland">
Voglio che resti agli atti il mio voto contrario su un certo numero di proposte presentate nella relazione Leinen e Méndez de Vigo concernente il Consiglio di Laeken.
<P>
Intendo richiamare l'attenzione sul fatto che ho votato contro il paragrafo 4(d) che chiede "l' abolizione della distinzione tra spese obbligatorie e spese non obbligatorie".
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un grossolano attacco alla PAC che finora ci è stata di grande utilità.
Non ritengo che tale posizione sia nel miglior interesse del futuro dell'Unione.
La PAC è il fondamento su cui la Comunità si è formata e rappresenta ancora una certezza in un difficile clima economico.
<P>
Essendo stato approvato quel testo insieme ad altre proposte, mi sono astenuto in sede di votazione finale.
Deploro profondamente che 430 membri del Parlamento abbiano votato contro una politica tanto fondamentale quanto è la PAC, come già ho spiegato.
<P>
L'Unione europea, in passato, ha agito da bastione contro la recessione.
Essa è stata di immensa utilità al mio paese, l'Irlanda, e so che continuerà ad essere in futuro un elemento di solidità per i cittadini europei.
Ma non possiamo abbattere le ottime strutture di cui disponiamo e abbandonare al loro destino gli agricoltori e le loro famiglie.
<P>
<SPEAKER ID=146 LANGUAGE="EL" NAME="Korakas">
E' chiaro che i progetti per il futuro dell' Unione europea sono dettati dall' intenzione di mettersi sempre più al servizio degli interessi del grande capitale e di creare un nuovo ordine imperialista.
Si promuove ulteriormente una vera e propria politica neoliberista, con tutto quel che ne consegue per il popolo.
E' dunque necessario sviluppare, in modo più forte e massiccio, la reazione dei lavoratori e, più in generale, dei nostri cittadini in modo da arginare la tendenza verso una tale politica e da imprimerle un cambiamento di direzione.
<P>
La militarizzazione dell' Europa, la riduzione dell' indipendenza nazionale e della sovranità popolare, la limitazione sostanziale dei diritti sociali e democratici dei cittadini, l' attacco - su tutto il fronte - contro il movimento operaio e l' aggressione al tenore di vita dei lavoratori costituiscono l' obiettivo centrale della nuova riforma, cui mirano il Consiglio europeo di Laeken e successivamente la Conferenza intergovernativa.
<P>
L' ampia partecipazione di enti ed organismi nazionali ed europei, così come proposto, non sovverte né turba una simile politica, ma semplicemente assicura complici per la sua realizzazione.
La partecipazione di tutti questi organismi non muta la sostanza del dibattito né dà una reale possibilità di intervento, in quanto tale partecipazione non avrà carattere decisionale, ma solo consultivo.
D' altronde, ciò dà alle forze predominanti l' occasione di procedere con i propri piani, conferendo ad essi una parvenza di legalità e di democrazia.
Si sta tentando di attenuare la prevista reazione popolare che ha accompagnato le precedenti revisioni dei Trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza, e si cerca di seguire lo stesso metodo usato anche per la cosiddetta "Carta dei diritti" .
<P>
I risultati di questo metodo, già comprovati nella pratica, hanno però dimostrato che non soltanto una più ampia partecipazione non comporta la tutela e l' estensione dei diritti sociali e individuali secondo le esigenze attuali, ma anzi che tali diritti sono stati ridotti secondo i dettami del grande capitale, il che ha causato forti reazioni popolari.
<P>
I lavoratori si battono e continueranno a battersi per limitare le conseguenze negative di tali decisioni e progetti e, nella loro lotta, non si lasceranno sfuggire alcuna occasione possibile.
I lavoratori però non si illudono: sanno che la lotta sarà sempre più aspra e che il contrattacco dovrà essere più forte e dinamico. Lo scopo dei lavoratori è conseguire un' altra Europa e avere istituzioni diverse e popolari, che facciano i loro interessi e promuovano la pace e la cooperazione nell' interesse reciproco e nel rispetto vero - e non di facciata - di tutti i loro diritti individuali e collettivi.
<P>
<SPEAKER ID=147 NAME="Meijer">
Se consideriamo l'Unione un superStato anziché un contesto di collaborazione tra popoli liberi che intendono affrontare insieme i loro problemi transfrontalieri, dobbiamo constatare che tale Stato presenta molti deficit democratici.
I governanti dei paesi da esso fagocitati spesso sistemano le cose a loro piacimento con consultazioni segrete.
Quando concorrono a deliberazioni contrarie alla volontà dei loro parlamenti nazionali, essi possono sempre scaricare la colpa delle scelte operate sugli altri Stati membri.
<P>
Il superStato è naturalmente dotato di un Parlamento direttamente eletto che può esprimersi su tutto, ma, diversamente dai parlamenti nazionali, esso non ha alcun diritto d'iniziativa né, tantomeno, l'ultima parola sulla legislazione, il bilancio e la composizione delle coalizioni e, in ultima analisi, può opporsi a testi legislativi della Commissione europea solo se i parlamentari favorevoli sono più numerosi degli assenteisti, degli astenuti e dei contrari.
<P>
A causa di tale carenza di democrazia, le grandi aziende possono godere di molta più influenza rispetto ad un normale stato democratico, mentre i singoli cittadini e le loro organizzazioni ne hanno molto meno.
Ambedue i relatori optano giustamente per accrescere la democrazia.
Allo stesso tempo, essi optano però anche per proseguire la tendenza in corso ormai da anni verso una maggiore omologazione e centralizzazione.
I cittadini dell'Unione non trarranno nessun vantaggio dal riconoscimento di maggiori poteri ad un'amministrazione di tali dimensioni e difficilmente influenzabile.
E' questo il motivo per cui il mio partito, il Partito socialista dei Paesi Bassi, respinge l'impostazione di queste proposte.
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<SPEAKER ID=148 LANGUAGE="FR" NAME="Poos">
A giusto titolo la relazione Leinen-Méndez de Vigo ha ottenuto il sostegno compatto dell' Assemblea plenaria.
<P>
Proponendo un metodo più democratico, più trasparente e più efficace per la riforma del Trattato, la risoluzione del Parlamento europeo tenta in effetti di rimediare ad un dato confermato da tutti i sondaggi: l' indifferenza dei cittadini rispetto alla costruzione europea.
<P>
Non ci resta che sperare che il Vertice di Laeken riesca a creare, mediante il mandato della Convenzione, le condizioni indispensabili per un progetto istituzionale più logico ed equilibrato.
<P>
I cittadini si riconosceranno di nuovo nel progetto europeo se i partecipanti al Vertice riusciranno a presentare loro obiettivi politici per i quali sia utile e necessario battersi.
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Per attuarli, non vi è alcun bisogno di creare nuove istituzioni.
Basterà migliorare e far funzionare meglio quelle che abbiamo.
<P>
<SPEAKER ID=149 LANGUAGE="DE" NAME="Schleicher">
.
(DE) Avendo apprezzato l' ottimo lavoro del relatore, ho votato a favore della relazione.
Nondimeno, contesto il fatto che, nella trattazione di questo argomento, siano sorti per la seconda volta taluni problemi nell' impiego dei concetti di "Costituzione" e di "Trattato costituzionale" .
<P>
In occasione della votazione in plenaria della relazione Méndez de Vigo/Seguro sul Trattato di Nizza e il futuro dell' Unione, il 31 maggio 2001, avrebbe dovuto essere messa a verbale un' errata corrige ufficiale con il termine corretto "Trattato costituzionale" .
<P>
Il 22 ottobre 2001, il problema si è riproposto a Strasburgo, in sede di commissione per gli affari costituzionali, al momento di votare la relazione Leinen/Méndez de Vigo sul Consiglio europeo di Laeken e il futuro dell' Unione europea. A causa della documentazione disomogenea messa a disposizione per il voto - gli emendamenti di compromesso erano disponibili solo nella versione inglese e francese -, non è stato possibile, nonostante il mio intervento, ovviare con una correzione linguistica successiva.
<P>
Invito l' Ufficio di presidenza del Parlamento a verificare questa procedura.
<P>
Relazione Kaufmann (A5-0399/2001)
<P>
<SPEAKER ID=150 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, ho votato a favore anche della relazione dell'onorevole Sylvia-Yvonne Kaufmann sulla governance europea, nella quale, a pagina 12, ultima riga, punto 21, si legge e si auspica che vengano pubblicate le dichiarazioni di voto dei membri del Consiglio europeo quando votano le loro decisioni, dichiarazioni di voto che attualmente non vengono pubblicate.
Sottolineo con soddisfazione che, invece, il Parlamento europeo non solo lo prevede e lo permette ma si fa onore di consentire ai propri deputati di esprimere le loro dichiarazioni di voto.
Siccome tra questi deputati ci sono anch'io, sono d'accordo che anche nel Consiglio europeo si sappia perché i Ministri europei hanno votato in un modo o nell'altro.
<P>
<SPEAKER ID=151 NAME="Dehousse">
Signor Presidente, in merito al Libro bianco sulla governance europea ho votato senza esitazione a favore della relazione della onorevole Kaufmann poiché corregge in modo appropriato una parte degli errori e delle incongruenze del documento presentato dalla Commissione.
E' deplorevole, tuttavia, che il Parlamento non eserciti una volontà più forte su diversi punti affrontati in modo inadeguato da tale documento, soprattutto a proposito del nostro ruolo nel processo di consultazione della società civile e a proposito della necessità di trattare direttamente e separatamente con i poteri regionali da un lato e con i poteri locali dall' altro.
<P>
<SPEAKER ID=152 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
Lo scorso 4 settembre avevo già avuto modo di esprimere in questa Assemblea, di fronte al Presidente Prodi, una prima reazione al Libro bianco della Commissione sulla governance europea.
Avevo dichiarato che la preoccupazione dell' approfondimento democratico, nell' ambito ordinato della democrazia rappresentativa, mi sembrava assente dal testo.
Nelle discussioni successive, tutti gli interlocutori avevano confermato tale critica.
Bisogna dire che il titolo della relazione, la governance europea (termine che non ha un senso chiaro praticamente in alcuna lingua dell' Unione europea), non fa che accrescere i malintesi.
Forse è stato scelto di proposito per confondere le idee.
Infatti, più ci si pensa, meno questo Libro bianco sembra innocuo.
<P>
Io vi vedo un' incoerenza, un' omissione e un' incongruenza.
<P>
L' incoerenza si trova nel principio che, secondo il Libro bianco (titolo IV, pagina 37), ha ispirato i redattori, e cioè "integrare i popoli d' Europa nel rispetto scrupoloso delle identità nazionali" .
E' tanto contraddittorio quanto la "federazione degli Stati nazione" di Jacques Delors, cui tra l' altro il principale redattore del Libro bianco è politicamente molto vicino.
<P>
Nella confusione che ne deriva, il principale cardine del processo decisionale europeo - lo Stato nazionale - è dimenticato.
Le proposte della relazione mirano in effetti (pagina 38) a "strutturare la relazione tra l' Unione europea e la società civile" , a sviluppare le interazioni con "gli attori regionali e locali" , a rafforzare la fiducia dell' opinione pubblica nel ricorso ad esperti e così via.
Tutte queste azioni hanno come effetto quello di aggirare gli Stati nazionali che spariscono dal campo visivo della relazione, mentre invece dovrebbero costituirne un passaggio obbligato.
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Infine, come ho dichiarato il 4 settembre, il Libro bianco sembra ritenere che la governance possa funzionare prescindendo dalla democrazia rappresentativa.
La relazione Kaufmann votata dalla nostra Assemblea corregge con decisione questa incongruenza e ce ne rallegriamo, ma omette di precisare che la democrazia rappresentativa è a sua volta falsata, snaturata, se la democrazia nazionale non occupa il primo posto.
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<SPEAKER ID=153 NAME="Okking e Sandbæk">
) Il Movimento di giugno e il Movimento popolare contro la CE e l' Unione si sono astenuti dal voto sulla relazione Kaufmann.
Questo è dovuto al fatto che, anche se la relazione contiene molti elementi positivi, il Movimento di giugno non può votare a favore di una relazione che propone iniziative così federaliste.
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Relazione Bösch (A5-0393/2001)
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<SPEAKER ID=154 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, ho votato a favore della relazione Bösch sulla tutela degli interessi finanziari della Comunità e la lotta contro le frodi.
Lei sa, Presidente, che le persone anziane e i pensionati sono più di tutti vittime delle frodi.
Se nell'Unione europea, nell'amministrare i denari dell'Europa, ci sono così tanti denari che spariscono - sono purtroppo 2.028 milioni di euro che sono andati perduti per frodi nell'anno 2000 - chi ne soffre di più sono sicuramente le persone deboli dell'Unione europea.
Invito pertanto la Commissione a presentare proposte per impiegare più danaro per scoprire le frodi prima che si realizzino.
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<SPEAKER ID=155 LANGUAGE="EN" NAME="Heaton-Harris">
Signor Presidente, vorrei manifestare il mio accordo con le ultime osservazioni espresse dall'onorevole Crowley.
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I conservatori britannici, che formano l'ala dei democratici europei aderenti al gruppo PPE-DE, hanno votato contro la relazione Bösch nel suo complesso, poiché, ancora una volta, in essa si fa menzione del Procuratore finanziario europeo e perché essa contiene un esplicito riferimento all'opportunità di conferire ad esso, all'atto della sua istituzione, poteri più ampi, con ciò arrivando infine al corpus juris.
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E' piuttosto sorprendente che quest'Aula, pur intenzionata a far avanzare il progetto europeo, è molto disattenta sul modo in cui guardare al sistema giuridico che cerca di creare a beneficio dei cittadini dell'Unione.
La figura del Procuratore finanziario europeo pone diversi problemi, non ultimi quelli già menzionati dall'onorevole Crowley in un altro intervento, considerato che il Regno Unito e l'Irlanda presentano sistemi giuridici completamente diversi da quelli esistenti sul continente.
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Ancora una volta, i conservatori britannici hanno espresso con molto piacere un altro voto contrario su una relazione.
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<SPEAKER ID=156 NAME="Meijer">

Date le sue dimensioni, l'Unione è lontana dai cittadini ed è pertanto una fucina ideale di favoritismi e di annacquamenti normativi da parte di una piccola élite di potere e del suo entourage.
L'élite si ritiene al di sopra delle leggi, che valgono naturalmente per gli altri.
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Ad aziende oscure e parassite pare utile intrattenere buoni contatti con i membri della Commissione europea e con gli alti funzionari.
Nel 1999 ce ne ha dato un'idea il volume "Lotta per l'Europa" del funzionario della Commissione Paul van Buiten.
Anche pompare inutilmente il denaro dei fondi, distribuendolo a destra e a manca, è un invito all'abuso e alla confusione.
Ogni amministrazione e ogni gruppo di interesse cercherà sempre di accaparrarsi quante più sovvenzioni possibili e di ottenere la massima libertà nel loro utilizzo.
Inventando norme e procedure sempre più burocratiche non riusciremo certo a modificare un simile atteggiamento.
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I fondi devono mirare a garantire la solidarietà con chi è economicamente più debole e a ridistribuire a vantaggio delle regioni più povere, non della pedanteria o di progetti faraonici.
E' preferibile che tutti gli interventi non conformi a questi requisiti rimangano totalmente all'interno dei canali economici delle autorità nazionali, senza scomodare in alcun modo i funzionari di Bruxelles.
Condivido la critica espressa dal relatore Bösch nei confronti della Commissione europea, dello stallo nelle indagini sulla frode, oltreché del nepotismo e della limitata capacità d'impatto dell'OLAF.
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<SPEAKER ID=157 NAME="Turchi">
- La lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari della Comunità deve per ovvie ragioni rappresentare una delle priorità dell' attività della Commissione europea.
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Il gruppo UEN non può che compiacersi dei buoni risultati ottenuti dall' OLAF nel corso dell' anno 2000 e si augura anzi che tale attività possa dare dei frutti ancora più rilevanti negli anni a venire.
Lo chiedono i cittadini europei, gli stessi Stati membri e naturalmente il Parlamento nella totalità - é lecito supporre - dei suoi membri.
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Il gruppo UEN e in particolare la delegazione italiana si trova, però, nell' impossibilità di dare il suo voto favorevole alla risoluzione Bösch, pur condividendone evidentemente parte dei contenuti, quelli che configurano una volontà politica di meglio combattere le frodi.
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In particolare ci si oppone con molta fermezza all' inserimento nella risoluzione dei paragrafi 32 e 35, che costituiscono una manifestazione inammissibile d' ingerenza negli affari interni di uno dei paesi membri.
Infatti, "richiamare l' attenzione sulle modifiche di atti legislativi recentemente adottati in Italia" - paragrafo 32 - e "invitare il governo italiano a non bloccare ulteriormente il collocamento fuori ruolo di propri magistrati per l' espletamento di mansioni direttive presso l' OLAF" - paragrafo 35 - sono nella forma e nella sostanza delle critiche inaccettabili, in quanto riguardano l' esercizio di poteri sovrani di uno Stato membro, svolti nel pieno rispetto di tutte le regole democratiche.
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Si deplora quindi con vigore l' inserimento dei due paragrafi nella risoluzione, cosa che costituisce un pericoloso precedente nei rapporti fra il Parlamento europeo e gli Stati membri, rapporti che devono essere sempre improntati ad un reciproco rispetto delle posizioni, anche quando queste sono differenti.
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Accordo con l' Egitto (B5-0740/2001)
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<SPEAKER ID=158 NAME="Van den Bos e Van der Laan">

L'Egitto è un paese che garantisce solo una misera tutela dei diritti dell'uomo, come è stato dimostrato ancora una volta negli ultimi mesi dall'amara vicenda dei 52 omosessuali arrestati e imprigionati a causa del loro orientamento sessuale.
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Malgrado le nostre interrogazioni parlamentari, la Commissione europea non ha iscritto questo tema all'ordine del giorno del recente incontro al vertice con Mubarak.
Sembra che, quando sono in gioco interessi militari ed economici, i diritti dell'uomo passino in secondo piano.
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Stando così le cose, non riteniamo giusto premiare l'Egitto per la sua esecrabile condotta ed abbiamo pertanto espresso un voto contrario.
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Relazione Fiori (A5-0391/2001)
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<SPEAKER ID=159 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, sulla relazione dell'onorevole Fiori ho votato contro.
Perché ho votato contro, signora Presidente?
Io sono a favore della ricerca scientifica, ma sono preoccupato.
Perché sono preoccupato?
Sono preoccupato che, modificando i geni dell'uomo, domani non ci sia più nell'impronta umana, nella vita dell'uomo qualcosa di molto importante.
Cos'è più importante di tutto nella vita degli uomini?
L'amore, signora Presidente!
E se domani avremo degli esseri umani che non sono capaci di amare, in tutte le forme in cui l'amore si esprime?
Che vita futura avranno i nostri figli e i figli dei nostri figli?
Per questo io sono contrario a qualunque tipo di manipolazione sull'origine della vita dell'uomo.
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<SPEAKER ID=160 NAME="Borghezio">
Signor Presidente, il risultato sorprendente del voto sulla relazione Fiori può essere variamente interpretato.
Una cosa è certa: esso dimostra che il Parlamento ritiene che su questo delicatissimo argomento si debba ancora fare una molto profonda riflessione.
Colgo l'occasione per ribadire la posizione chiara della Lega Nord-Padania: siamo e saremo sempre contro ogni ipotesi di clonazione umana.
Il presupposto alla nostra posizione sta nel convincimento che l'embrione che viene creato è vita umana fin dal concepimento e che ogni intervento sull'embrione ne determina la morte.
Esistono alternative di ricerca, eticamente condivisibili oltreché valide, sul piano scientifico, quali la ricerca sulle cellule staminali, presenti anche nell'individuo già nato.
Chiediamo quindi, in quest'occasione, investimenti per la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali prelevate da soggetti già nati.
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<SPEAKER ID=161 LANGUAGE="DE" NAME="Posselt">
Signor Presidente, oggi questo Parlamento ha dimostrato di non essere all' altezza dell' eccellente relazione predisposta dalla commissione sulla genetica umana.
Guidata da un' alleanza di socialisti e liberali tutt' altro che santa, la maggioranza di quest' Aula ha talmente deturpato la relazione da indurre alla fine quasi tutti i deputati a votare contro di essa nel tentativo di preservare l' ottimo risultato della commissione sulla genetica umana, ovvero il testo originale della relazione Fiori, un bastione europeo a tutela della vita.
Sono orgoglioso che la commissione sulla genetica sia riuscita, in quasi un anno di lavoro, a preparare una relazione superlativa che rimarrà come risultato ultimo di questo gruppo di veri esperti.
Questo Emiciclo deve ancora capire come trattare la relazione con la dignità che merita.
Mi rivolgo ai cittadini, mi rivolgo alle organizzazioni per la protezione dell' uomo operanti sul territorio dell' Unione, finalmente attive quanto le organizzazioni animaliste, invitandole a prendere atto del comportamento di voto dei miei colleghi, nonché a partecipare alla discussione, affinché questo Parlamento si attenga alla linea adottata fin dalla relazione Gergo all' inizio degli anni Ottanta. Da allora, il Parlamento si è sempre espresso a favore della vita, della vita umana per gli esseri umani.
L' essere umano merita la nostra totale protezione dal suo concepimento alla morte naturale, senza relativizzare né l' uno né l' altra!
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<SPEAKER ID=162 NAME="Cappato">
Signor Presidente, il Parlamento si è dimesso sulla relazione Fiori dalle sue responsabilità di Assemblea legislativa, perché ha preteso, nella sua grande maggioranza, di assumersi delle responsabilità di autorità etica e morale.
Qui sta la ragione, la radice del fallimento di questa commissione sulla genetica.
Rimane fortunatamente la relazione Caudron che almeno ci dice che l'Unione europea saprà anche finanziare i progetti che riguardano le cellule staminali degli embrioni sovrannumerari.
Quanto meno avremo la garanzia di non essere obbligati dall'Unione europea, o dalle indicazioni dell'Unione europea, a buttare nella spazzatura delle cellule che potrebbero dare la vita e la salute a milioni di persone.
Per il resto, ora, è compito delle legislazioni nazionali.
Ci auguriamo che alcuni sapranno essere più saggi di altri, meno ossequiosi a burocrazie clericali che pretendono di imporre la propria morale e la propria etica a tutti i cittadini, non solo a chi segue quelle pratiche religiose.
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<SPEAKER ID=163 NAME="Oomen-Ruijten">
Signor Presidente, non aver approvato la relazione mi sembra estremamente deplorevole, un'opportunità mancata per questo Parlamento.
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A che cosa è dovuto questo fallimento, signor Presidente?
Al fatto che si è gestito male ogni aspetto della relazione: nelle prime due fasi essa era piuttosto liberale - a mio vedere addirittura troppo liberale - e in seguito, alla votazione finale, si è estremamente restrittivi.
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Perché è grave non avere una relazione?
E' grave perché in questo modo diamo il via libera all'industria: non abbiamo concordato niente sulla modifica assolutamente necessaria di una regolamentazione delle autorizzazioni che limita le possibilità di cura delle persone.
Non abbiamo concordato nulla neppure in materia di test genetici: non si è deciso se nei paesi europei può essere richiesto qualcosa di analogo all'atto della stipula di un' assicurazione.
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Signor Presidente, è un'opportunità mancata, l'abbiamo gestita male e credo che quanto è avvenuto ora, dopo undici mesi di lavoro, non abbia reso un buon servizio né a noi, né ai cittadini europei.
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<SPEAKER ID=164 NAME="Dehousse">
Signor Presidente, in merito alla relazione dell' onorevole Fiori e alla risoluzione risultata da essa ed anche, in gran parte, dai lavori della commissione temporanea sui problemi della genetica umana, non potevo che esprimere un voto contrario a causa delle contraddizioni importanti introdotte o lasciate nella risoluzione. Tengo a precisare, tuttavia, che tale voto non rende giustizia ai lavori della commissione, presieduta in modo esemplare dal nostro collega onorevole Goebbels.
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Condivido la giusta opinione espressa or ora dalla collega onorevole Oomen-Ruijten, ed inoltre vorrei dichiarare che il voto complessivamente negativo del Parlamento se da un lato rincuora tutti gli animi, dall' altro non affronta i gravi problemi che avevano indotto a creare la commissione e che non hanno cessato di accrescersi dopo la sua creazione, come hanno dimostrato ancora una volta gli eventi dello scorso fine settimana.
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<SPEAKER ID=165 LANGUAGE="FR" NAME="Berthu">
La relazione Fiori sulle incidenze etiche, giuridiche, economiche e sociali della genetica umana era una buona relazione, alla quale la nostra collega Elizabeth Montfort aveva lavorato parecchio.
Purtroppo, è stata snaturata dagli emendamenti provenienti soprattutto da sinistra, con l' obiettivo di togliere tutte le barriere morali alla ricerca genetica.
Noi ci siamo pertanto opposti a questo testo distorto e, alla fine, con un cambiamento repentino di situazione, il Parlamento europeo l' ha respinto con nostra grande soddisfazione.
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E' interessante chiedersi quali conclusioni trarre, in particolare riguardo al voto nella nostra seduta precedente dell' articolo 3 del programma quadro di ricerca 2002-2006, presentato della relazione Caudron, programma che doveva decidere a quali condizioni l' Unione europea dovrebbe sovvenzionare la ricerca genetica.
Allora, in previsione della relazione Fiori, era stato votato un emendamento piuttosto oscuro e insoddisfacente che sembrava autorizzare il finanziamento della ricerca sulla clonazione a fini terapeutici e della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
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Adesso lo stesso emendamento oggi inserito nella relazione Fiori per snaturarla è decaduto, vittima anch' esso del rifiuto totale da parte della nostra Assemblea.
Poiché lo stesso testo è stato adottato nell' ultima sessione e poi respinto in quella odierna, il meno che si possa dire è che la situazione è poco chiara.
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A nostro parere, occorre attenersi alla posizione tradizionale del Parlamento europeo di rifiuto della clonazione terapeutica e della ricerca sugli embrioni in nome di una corretta concezione della dignità umana.
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<SPEAKER ID=166 LANGUAGE="FR" NAME="Bordes e Cauquil">
Abbiamo votato contro questa relazione che, nonostante le modifiche, è inaccettabile.
Il fatto che contenga errori scientifici grossolani non è l' aspetto più grave.
Essa è soprattutto pervasa, dall' inizio alla fine, da uno spirito oscurantista nei confronti della scienza e delle sue applicazioni.
Talune ricerche possono sfociare in aberrazioni?
Certo, soprattutto in una società in cui l' applicazione sarà realizzata da imprese private con l' obiettivo di realizzare profitti.
Ma perché voler impedire talune ricerche connesse alla ricerca genetica, perché voler privare di finanziamento pubblico alcuni ricercatori i cui lavori - l' avvenire lo confermerà - possono essere decisivi per il miglioramento della vita di innumerevoli esseri umani?
<P>
Abbiamo votato le poche buone intenzioni del testo quando non si limitavano ad essere soltanto platoniche, in particolare in merito alla tutela dei lavoratori, dei portatori di handicap, delle persone affette da malattie rare.
Respingiamo, tuttavia, l' approccio complessivo di ispirazione clericale, reazionaria e misogina.
Respingiamo tutto ciò che si oppone al diritto delle donne di disporre del loro corpo e di scegliere di interrompere o meno una gravidanza.
Riguardo ai brevetti, non solo siamo totalmente contrarie a qualunque idea di brevettare il mondo vivente, ma siamo contrarie ai brevetti, altrettanto ignobili, sui prodotti sanitari che escludono dalle cure milioni di esseri umani troppo poveri per pagarle.
Più in generale, siamo contrarie a qualunque forma di brevetto sugli interventi non finalizzati a proteggere l' inventore, bensì ad assicurare profitti monopolistici per i gruppi capitalistici che li commercializzano.
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Non è la ricerca a dover essere controllata, dovrebbe invece essere posto un termine all' economia basata sul profitto.
Fiduciose nella capacità dell' umanità di controllare, un giorno, la propria economia e la propria vita sociale, essendosi liberata dagli ostacoli della proprietà privata, affermiamo la nostra fiducia nei lavori dei ricercatori e in ciò che la scienza potrà offrire ad una società liberata dallo sfruttamento, dal dominio del capitale e dall' oscurantismo.
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<SPEAKER ID=167 LANGUAGE="FR" NAME="de La Perriere">
L' esame della relazione Fiori e della sua risoluzione è stato caratterizzato da un confronto rude tra sostenitori della strumentalizzazione della vita e dell' embrione e i difensori della sua umanità e, quindi, della sua integrità.
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Questa discussione animata si è svolta a partire dalla confusione dei valori, confermando la fragilità storica dei fondamenti della nostra civiltà umanista e cristiana di fronte agli attacchi congiunti dello scientismo e del materialismo.
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Tale confusione dei valori in Europa e negli Stati membri ha sinora precluso ogni possibilità di definire lo status dell' embrione, fatto che deploro.
<P>
Sebbene la scienza ci dimostri che l' utilizzo delle cellule staminali adulte renda vano quello delle cellule embrionali, la corrente di pensiero scientista si ostina a voler violare il "santuario della vita" promuovendo la strumentalizzazione dell' embrione umano.
Questa è la riprova che i difensori dell' umanità della vita a tutti gli stadi del suo sviluppo si confrontano con una vera e propria ideologia, non solo disumana, ma travestita da falso umanesimo e realismo.
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<SPEAKER ID=168 LANGUAGE="FR" NAME="Grossetête">
Ho votato a favore di questa relazione.
<P>
Deploro vivamente che la relazione Fiori sulle "incidenze di carattere etico, giuridico, economico e sociale della genetica umana" sia stata respinta in seduta plenaria.
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Le problematiche connesse alla genetica umana non devono essere affrontate in termini emotivi e riduttivi.
Questo atteggiamento, tuttavia, sembra aver ispirato la maggior parte dei parlamentari europei che si sono espressi contro questo testo equilibrato.
<P>
Tale voto segna una battuta d' arresto senza precedenti per la ricerca europea.
L' Unione accumulerà un ritardo considerevole nei confronti dei suoi partner internazionali e lascerà in sospeso numerosi interrogativi.
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Rispetto ai grandi principi fondamentali e ai valori universali che difendiamo, il Parlamento europeo aveva la possibilità di escludere totalmente i rischi di eugenetica, così come la clonazione a scopo riproduttivo, predisponendo solide difese giuridiche per regolamentare ciò che è lecito e accettabile nella ricerca genetica.
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Il Parlamento europeo ha dimostrato mancanza di coraggio non prendendo posizione in questa materia di grande attualità.
Tale situazione è tanto più deplorevole in quanto sappiamo che numerosi malati attendono lo sviluppo di nuove terapie che rappresentano una speranza per molti di loro.
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<SPEAKER ID=169 LANGUAGE="DE" NAME="Lulling">
. (DE) Nel 1998 ho votato a favore della direttiva sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche che mi pareva accettabile, anche se, come la maggior parte dei testi votati in quest' Aula, era senz' altro migliorabile.
Tale direttiva è indispensabile perché, a livello di Unione, non possiamo permetterci una lacuna giuridica in questo settore se vogliamo rimanere competitivi nella ricerca internazionale. Non possiamo essere competitivi se non garantendo una protezione giuridica alle invenzioni biotecnologiche e concedendo libertà d' azione alla ricerca.
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Tale libertà non deve spingersi però fino allo scardinamento dei limiti etici.
<P>
Di fronte alle nuove speranze terapeutiche per le persone affette da malattie finora considerate incurabili, credo che anche la Chiesa debba avere un atteggiamento di apertura verso l' introduzione e l' applicazione di nuovi sistemi di guarigione per le persone gravemente malate.
<P>
La ricerca sulle cellule staminali esistenti e la sua incentivazione (incoraggiata negli Stati Uniti anche dal Presidente Bush) dovrebbe essere autorizzata in tutta Europa per quanto attiene alla ricerca di base.
Ad ogni modo, occorre attribuire la priorità alla ricerca che ricorre alle cellule staminali adulte e fetali.
<P>
L' impiego di cellule staminali per finalità terapeutiche si sta facendo strada come metodo nuovo e potenzialmente rivoluzionario per il trattamento delle malattie e delle lesioni.
Lo scopo di questa terapia è quello di sviluppare cellule o tessuti differenziati da trapiantare in pazienti affetti da patologie quali diabete, malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, infarto, eccetera, per le quali oggi non esistono cure o terapie efficaci.
<P>
A mio giudizio, rimane fuori discussione il fatto che si debba trattare solo di linee cellulari germinali già prodotte, passibili di essere mantenute e moltiplicate in coltura.
Ritengo che si giunga allo scardinamento dei limiti etici laddove si vogliano allevare embrioni ai soli fini della ricerca.
Questo non potrà mai essere autorizzato.
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<SPEAKER ID=170 NAME="McNally">
La relazione Fiori, anche nella forma modificata, è un contributo confuso e inutile alla discussione pubblica sulla ricerca condotta sulle cellule staminali e su altri temi concernenti gli sviluppi della ricerca medica.
Decisioni di questa natura sono in larga misura di competenza degli Stati membri e il Parlamento europeo deve rispettare il principio di sussidiarietà.
Il Regno Unito, per esempio, ha assai correttamente condotto un proprio dibattito sulla ricerca in materia di cellule staminali ed è giunto alla conclusione che un programma di ricerca severamente regolamentato è in grado forse di apportare benefici a chi soffre di malattie notevolmente invalidanti e dolorose.
Esso ha recepito con successo la direttiva in materia di brevetti, come tutti gli Stati membri dovrebbero avere già fatto, e la distinzione tra invenzione e scoperta è espressa con molta chiarezza.
Non è dunque opportuno procedere ad alcuna revisione né tentare di modificare la direttiva in questione.
Per tali ragioni, i membri dell'PSE hanno espresso voto contrario sulla relazione Fiori.
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<SPEAKER ID=171 LANGUAGE="FR" NAME="Montfort">
La relazione Fiori ha segnato un tentativo storico nell' Unione europea di imporre l' adozione di una posizione comune su ciò che costituisce il fondamento delle civiltà: la definizione dell' essere umano e della sua dignità.
<P>
Abbiamo assistito ad un conflitto violento tra i difensori, come me, della dignità integrale e non negoziabile dell' essere umano e i sostenitori di un' ideologia scientista intrisa di materialismo.
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Con il rigetto della relazione per quattrocento voti contro trentasette, il Parlamento stesso ha fornito la dimostrazione evidente e irrefutabile dei limiti del parlamentarismo europeo.
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I parlamentari hanno anche respinto qualsiasi soluzione di compromesso, fatto che costituisce una vittoria della filosofia sulla logica politica, vittoria di cui mi compiaccio.
<P>
E' la riprova che il Parlamento europeo, deputato a essere "l' organo democratico" dell' Unione europea, non ha la legittimità istituzionale né la capacità politica per imporre una posizione comune su ciò che costituisce il fondamento della "natura dell' essere umano" e della sua dignità.
<P>
Con questo voto, il Parlamento europeo ha dimostrato che solo gli Stati possono costituire il quadro appropriato per affrontare tali questioni essenziali nel rispetto della tradizione culturale e spirituale sui cui si fonda la nostra civiltà.
<P>
<SPEAKER ID=172 NAME="Moreira da Silva">
Sostengo il divieto, a livello europeo, di creare embrioni umani da destinare alla clonazione (sia a fini terapeutici sia a fini riproduttivi) per due motivi:
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1) Non possiamo rinunciare al tentativo di mettere a punto nuove tecniche che producano i vantaggi della manipolazione degli embrioni umani senza i suoi inconvenienti etici.
Sarebbe un errore se il legislatore, pur di voler rendere praticabile questa tecnica, rinunciasse al dovere di legiferare in maniera decisa e per molti anni (cosa che in un campo in così rapida evoluzione è ancora più necessaria), inducendo così gli scienziati e l' industria ad optare per lo sviluppo di tecniche, alcune delle quali oggi poco evolute e molto dispendiose (come la manipolazione di cellule adulte), per le quali però esiste ancora un vasto campo di ricerca.
<P>
2) La creazione di embrioni attraverso il trasferimento del nucleo delle cellule faciliterebbe la clonazione a fini riproduttivi (da tutti considerata aberrante).
Del resto, è per questa ragione che il Tribunale costituzionale inglese ha disapplicato, questa settimana, la legislazione che autorizzava la clonazione a fini terapeutici.
<P>
Questo divieto deve comunque ammettere tre eccezioni, fortemente controllate e regolamentate:
<P>
deve essere permessa la ricerca scientifica su embrioni in sovrannumero, creati per la fecondazione in vitro, ma il cui impianto nei genitori genetici non sia stato possibile e che per questo siano congelati, destinati ad essere distrutti);
<P>
deve essere consentita la ricerca sulle 64 linee cellulari già esistenti;
<P>
deve essere permessa la ricerca su cellule staminali embrionali o fetali derivanti da aborti spontanei o terapeutici.
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<SPEAKER ID=173 LANGUAGE="FR" NAME="Patrie">
Ho votato contro la risoluzione di questa relazione così emendata, come i miei compagni della delegazione socialista francese e del gruppo parlamentare del partito del socialismo europeo, poiché ho constatato con rammarico che il Parlamento europeo non è riuscito a proporre una posizione ragionevole e consensuale sulle questioni etiche e giuridiche fondamentali della genetica umana.
<P>
Ritengo, inoltre, che il testo ottenuto sia incoerente e in più punti contraddittorio, ad esempio a proposito del finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali o dell' utilizzo degli embrioni sovrannumerari.
<P>
Tale voto negativo dimostra l' incapacità del relatore e della commissione temporanea di condurre questa discussione, certo complessa, a buon fine.
L' assenza di un parere del Parlamento europeo è tanto più dannosa in quanto si verifica nel momento in cui taluni Stati membri devono recepire nella loro legislazione nazionale la direttiva sulla brevettabilità degli organismi viventi e quindi modificare la loro legislazione in materia.
<P>
Ho voluto fornire il mio sostegno alla libertà della ricerca, in particolare della ricerca genetica, sulle cellule staminali sovrannumerarie; sebbene questo tipo di ricerca comporti incertezze e rischi, sarebbe molto importante disporre di una normativa e di un finanziamento comunitari per non lasciare alla ricerca privata il monopolio in questo settore.
<P>
<SPEAKER ID=174 LANGUAGE="SV" NAME="Sacrédeus">
- (SV) La relazione Fiori si pronuncia su numerosi aspetti della genetica umana, fra i quali i principi etici applicabili a questo ambito.
<P>
Da cristiano democratico reputo che la società abbia bisogno di un quadro etico. In tale quadro, l' aspetto essenziale è dato dal rispetto della dignità umana.
Per quanto il fine sia lodevole, l' uso di esseri umani come mezzo non è giustificato.
<P>
La clonazione non è pertanto giustificabile in nessuna sua forma, sia essa a scopo terapeutico o riproduttivo.
Una simile distinzione non è praticabile, dal momento che la clonazione terapeutica altro non è se non una clonazione riproduttiva allo stadio iniziale, visto che sin dall' inizio si decide di distruggere l' embrione nato dal trasferimento del nucleo cellulare.
L' embrione racchiude in sé tutto ciò che occorre per fare un essere umano.
Sin dalla nascita, e anche dopo, noi non evolviamo in esseri umani, ma come esseri umani.
<P>
La ricerca effettuata con l' uso di cellule embrionali è molto controversa sul piano etico, oltre a essere proibita in quattro Stati membri, Germania, Austria, Irlanda e Portogallo. Non così quando si parla invece di ricorso a cellule staminali adulte.
Ecco perché ritengo dunque che vada riconosciuta la priorità alla ricerca condotta con il ricorso a cellule staminali adulte e che la ricerca condotta facendo uso di cellule staminali fetali, tanto controversa, non debba invece ricevere fondi a titolo del programma quadro.
In forza del principio di sussidiarietà, nulla vieta ai governi nazionali di disporre un sostegno per questo tipo di ricerca.
<P>
I fondi del programma quadro sono dopotutto limitati e siamo costretti a stabilire delle priorità.
Pertanto, una ricerca tanto controversa sul piano etico, e per giunta in aperto contrasto con la legislazione di diversi Stati membri, non dovrebbe ricevere aiuti.
Ho dunque scelto di appoggiare la relazione nella sua versione precedente alla trattazione in plenaria in linea con il mio voto sulla relazione Caudron sul sesto programma quadro.
<P>
<SPEAKER ID=175 LANGUAGE="FR" NAME="Souchet">
Esistono alcune sfide fondamentali a proposito delle quali la nozione stessa di compromesso non è più pertinente e che ci pongono di fronte a scelte radicali.
E' il caso della genetica umana che chiama in causa la dignità non negoziabile dell' umano.
<P>
Le linee di divisione che attraversano questo Parlamento sono apparse chiaramente in occasione del voto sulla relazione Fiori.
Esiste una linea liberale-libertaria che strumentalizza il vessillo della libertà della ricerca e invoca una sedicente necessità di non lasciarsi distanziare dagli Stati Uniti per reclamare il finanziamento da parte dell' Unione europea della ricerca sulle cellule staminali embrionali e gli embrioni sovrannumerari, aprendo in tal modo le porte alla reificazione e alla mercificazione delle vita umana nascente, nello stadio estremo della sua fragilità embrionale, e allo sviluppo di vere e proprie fabbriche di embrioni, in cui embrioni umani sarebbero creati allo scopo di ucciderli e di coltivarne le cellule.
<P>
Una linea detta di compromesso risulta particolarmente ipocrita e costituisce semplicemente un modo surrettizio per autorizzare la clonazione terapeutica.
Essa rende ammissibile il finanziamento della ricerca sui ceppi cellulari ottenuti a partire da cellule staminali embrionali, il che suppone la distruzione di embrioni e autorizza di fatto la clonazione terapeutica, poiché i ceppi cellulari non hanno lo stesso patrimonio genetico del ricevente colpito da una malattia incurabile.
<P>
La terza posizione, che noi sosteniamo e che è stata difesa con convinzione e competenza da Elizabeth Montfort, consiste nel rifiutare qualsiasi eccezione al rispetto della dignità dell' essere umano, a prescindere dal suo stadio di sviluppo.
Chiediamo il mantenimento del divieto di clonazione e respingiamo la falsa distinzione tra clonazione a fini riproduttivi e clonazione a fini terapeutici, poiché si tratta di un solo ed unico processo.
Chiediamo l' interdizione della ricerca sulle cellule staminali embrionali e gli embrioni sovrannumerari e chiediamo un sostegno forte alle ricerche sulle cellule staminali adulte, le cui applicazioni terapeutiche sono particolarmente promettenti.
<P>
<SPEAKER ID=176 LANGUAGE="FR" NAME="Thomas-Mauro">
La relazione Fiori ha segnato il tentativo di taluni parlamentari di reintrodurre nel pensiero politico europeo una sedicente gerarchia nella dignità degli esseri umani.
<P>
A mio avviso, e mi rifaccio alla tradizione culturale e spirituale europea, nessuna gerarchia è accettabile rispetto alla dignità della persona.
<P>
Che si tratti di persone malate, disabili, all' inizio o al termine della vita, ogni essere umano gode della stessa dignità.
Mi oppongo, pertanto, in modo categorico a qualunque tentativo di sottomettere una parte dell' umanità ad un presunto sostegno dell' altra.
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Fa parte della grandezza dell' uomo cercare il proprio benessere integrale e la ricerca scientifica contribuisce ad esso e deve adeguarvisi.
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La filosofia e la storia ci insegnano che ogni compromesso sul rispetto dell' individuo conduce ineluttabilmente alla sua negazione.
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Infine, il coraggio politico e la chiara visione di ciò che costituisce la dignità e la grandezza dell' essere umano rendono possibile il mantenimento di una civiltà e di un progresso realmente umani.
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<SPEAKER ID=177 NAME="Presidente">
Con questo si concludono le dichiarazioni di voto.
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<CHAPTER ID=3>
Interruzione della sessione
<SPEAKER ID=178 NAME="Presidente">
Dichiaro interrotta la sessione del Parlamento europeo.
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(La seduta termina alle 14.13)
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