<CHAPTER ID=1>
Approvazione del processo verbale della seduta precedente
<SPEAKER ID=1 NAME="Presidente">
Il processo verbale della seduta di ieri è stato distribuito.
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Vi sono osservazioni?
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<SPEAKER ID=2 LANGUAGE="DE" NAME="Rübig">
Signor Presidente, vorrei apportare una correzione alla mia dichiarazione sull'accordo CE/Svizzera, e precisamente: dal primo maggio di quest'anno Jörg Haider non è né membro del Governo né presidente del Partito liberale austriaco.
Di conseguenza devono esser cancellate le condizioni per le sanzioni dei 14+1 contro uno Stato membro!
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<SPEAKER ID=3 LANGUAGE="DE" NAME="Goepel">
Signor Presidente, in merito al processo verbale vorrei notare che ieri nel corso del dibattito sulla relazione Maat sul latte per le scuole si è detto che ci si deve accollare il 75 percento del prezzo finale.
Nella versione tedesca del processo verbale si legge 65 percento.
La prego gentilmente di verificare che tutte le versioni nelle diverse lingue siano corrette.
<P>
<SPEAKER ID=4 NAME="Presidente">
Onorevole Goepel, i servizi mi avevano già segnalato questo errore, che verrà pertanto corretto in tutte le versioni.
<P>
(Il Parlamento approva il processo verbale)
<P>
<CHAPTER ID=2>
Lotta alla contraffazione e alla pirateria
<SPEAKER ID=5 NAME="Presidente">
L' ordine del giorno reca la relazione della onorevole Fourtou (A5-0096/2000), a nome della commissione giuridica e per il mercato interno, sul Libro verde della Commissione sulla lotta alla contraffazione e alla pirateria nel mercato interno.
<P>
<SPEAKER ID=6 NAME="Fourtou">
Signor Presidente, vorrei innanzitutto ringraziare la Commissione che ha saputo cogliere il pericolo costituito dalla contraffazione e dalla pirateria: l' iniziativa del Libro verde indica chiaramente la sua volontà di affrontare il problema.
Inoltre, ringrazio i colleghi della commissione giuridica e delle commissioni interpellate per parere, che hanno apportato preziosi contributi al mio lavoro.
<P>
La pirateria e la contraffazione rappresentano un pericolo per la salute e la sicurezza dei consumatori.
Infatti, esistono sul mercato contraffazioni di pezzi di ricambio per automobili e velivoli, giocattoli e prodotti farmaceutici che possono comportare pericoli letali per il consumatore.
<P>
La pirateria nuoce all' innovazione e al futuro di talune imprese; cito, ad esempio, la perdita annuale di migliaia di posti di lavoro nell' Unione europea per questo motivo.
I contraffattori traggono vantaggio dagli investimenti sostenuti dall' industria legittima per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e per la pubblicità.
Inoltre, la pirateria comporta una diminuzione del gettito fiscale.
<P>
Infine, è stato accertato che tale fenomeno è spesso strettamente collegato alla criminalità organizzata.
Per combattere la pirateria e la contraffazione, la mia relazione auspica un approccio globale e coordinato, incentrato su due assi portanti: la prevenzione e la repressione.
<P>
Per prevenire questa piaga sociale occorre conoscerla.
Per questo motivo proponiamo una vasta campagna di sensibilizzazione dell' opinione pubblica (anche grazie a programmi che la Commissione può proporci) e delle autorità di polizia, giudiziarie e doganali.
E' prevista una formazione indirizzata a tali autorità e, inoltre, un programma di concertazione mirati allo scambio di conoscenze e all' adozione delle migliori prassi nazionali.
<P>
La prevenzione, inoltre, deve promuovere una maggior cooperazione tra settore privato e quello pubblico e una tutela giuridica dei dispositivi tecnici, ovviamente nel rispetto dei diritti dei consumatori.
Uno dei temi più delicati della relazione è quello di trovare il giusto equilibrio tra diritti dei consumatori e legittime esigenze dei settori professionali.
<P>
Per quanto concerne la repressione, in ciascuno Stato membro vi sono apposite norme.
Per renderle più efficaci occorre procedere all' armonizzazione della legislazione in vigore eliminando in tal modo le disparità tra regimi di protezione.
Occorre rendere più severe le sanzioni in materia penale e semplificare le misure e le procedure in materia civile.
E' auspicabile un ravvicinamento delle norme penali nazionali per reati doganali.
Sarà inoltre opportuno prestare particolare attenzione alle questioni relative alla cooperazione giudiziaria internazionale.
<P>
Nel concludere questa rapida presentazione della mia relazione, ribadisco che l'effettiva tutela ed applicazione dei diritti di proprietà intellettuale devono costituire una priorità assoluta nei negoziati con i paesi candidati e in tutti i rapporti con i paesi terzi.
<P>
Poiché è stato raggiunto un consenso in seno alla commissione al momento del voto su questa relazione, è necessario che esso sia mantenuto nella sessione plenaria affinché il Parlamento europeo dia un forte segnale politico del proprio impegno nella lotta alla contraffazione e alla pirateria.
<P>
Infine, rivolgo un appello alla Commissione affinché presenti prima possibile la proposta di un programma d' azione per contrastare tale grave fenomeno.
Infatti urge intervenire, soprattutto per quel che riguarda la pirateria e l' intero settore audiovisivo, e la risposta da parte della Commissione deve, ad ogni costo, essere rapida e decisa.
<P>
<SPEAKER ID=7 NAME="Berenguer Fuster">
<SPEAKER ID=8 NAME="Whitehead">
Signor Presidente, desidero congratularmi con la onorevole Fourtou per la sua importante relazione, che è particolarmente significativa dal punto di vista del funzionamento del mercato unico, ma anche - e soprattutto - per quanto concerne la protezione dei consumatori.
E' giusto, infatti, studiare come la contraffazione si diffonda sempre più sia negli Stati membri, all' interno del mercato unico, sia oltre i confini dell' Unione europea.
<P>
I consumatori possono essere facilmente ingannati dalla contraffazione in ogni circostanza.
Ciò rappresenta una minaccia, poiché il prodotto contraffatto non presenta alcuna di quelle garanzie di sicurezza e di qualità che troviamo, invece, nei prodotti che recano l' avallo del produttore.
Si tratta di prodotti che possono esser pericolosi per la salute, che sono certamente dannosi per l' innovazione e che potrebbero pregiudicare il futuro della ricerca.
Chi produce merce contraffatta è poco più di un parassita dell' industria.
<P>
Non stiamo parlando di un crimine che non reca danno ad alcuno, bensì di un' attività che compromette gravemente il funzionamento del mercato.
E' per tale ragione che, come la commissione per i problemi economici e monetari, anche la commissione per l' ambiente e la protezione del consumatore approva e sottoscrive questa relazione.
Per concludere, tuttavia, un punto che desideriamo senz' altro porre in risalto è che per tutelare il consumatore, la diffusione di informazioni deve avvenire con la partecipazione delle associazioni per i consumatori all' interno degli Stati membri.
Sono queste, infatti, le più adatte per individuare alcuni dei peggiori casi di frode in atto e le più indicate per informare i consumatori del fatto che ciò che a prima vista può sembrare un affare non è altro che una trappola che inevitabilmente li condurrà a una delusione.
<P>
Un altro punto sul quale desidero soffermarmi è già stato menzionato dall' oratore che mi ha preceduto.
Vi è chi sostiene che questo dibattito si ricolleghi a quello sui diritti d' autore e i marchi.
Si tratta di argomenti che debbono essere affrontati separatamente.
Alcuni emendamenti presentati dai gruppi politici e dalle commissioni è volto a chiarire la questione.
Come ben noto al Commissario, è in atto un dibattito sulle importazioni parallele e sul fatto che attualmente queste siano forse talvolta utilizzate in modo lesivo del commercio, della concorrenza e degli interessi dei consumatori.
I due dibattiti non debbono essere confusi.
Con questa proposta noi vogliamo attaccare coloro che, con l' attività parassitica della contraffazione, si arricchiscono a spese dei consumatori, confondendoli e raggirandoli, talvolta arrecando danno all'intera società.
<P>
<SPEAKER ID=9 NAME="Montfort">
Signor Presidente è quanto mai opportuno che il Parlamento, grazie alla relazione della onorevole Fourtou, faccia suo l' obiettivo di una lotta seria alla contraffazione e alla pirateria nel mercato interno.
Il testo illustra con chiarezza la portata dei danni e le loro ripercussioni disastrose sull' economia dei nostri paesi, come pure sulla salute e la sicurezza dei nostri concittadini, poiché il fenomeno riguarda anche settori a rischio quali i medicinali e le parti di ricambio delle automobili.
C' è motivo di rallegrarsi di tale appello ad una presa di coscienza e ad una mobilitazione generale e compatta per arginare e poi sconfiggere questa piaga.
<P>
Sebbene la relazione Fourtou non minimizzi l' entità dei danni, essa sembra trascurare l' urgenza con cui sarebbe opportuno adottare sin d' ora una politica adeguata.
Leggendo questo testo, si ha l' impressione che il Parlamento inviti la Commissione a riflettere quanto prima sulla definizione tecnica delle misure da intraprendere, mentre i contraffattori godono di un vantaggio tecnologico.
Benché sia auspicabile introdurre dispositivi sofisticati, atti e rendere la contraffazione e la pirateria più costose e difficili, la lotta intrapresa non può fare a meno di misure radicali d' applicazione immediata, in assenza delle quali le nostre politiche, per quanto ispirate dalle migliori intenzioni, giungeranno sempre in ritardo.
<P>
Il testo, in particolare, è molto vago in merito alle misure che gli Stati membri dovrebbero adottare per una reale tutela dei brevetti e dei diritti di proprietà intellettuale; in assenza di tali misure i parassiti dell' opportunismo economico e gli esperti del plagio tecnologico continueranno a far passare per innovazioni semplici furti abilmente mascherati.
Si rimane delusi quando si ricerca l' insieme dei dispositivi di prevenzione che consentirebbero di sospendere immediatamente la distribuzione di tali merci, nel caso di fondati sospetti e ove manchi il tempo per fornire le prove.
Oltre alle indispensabili azioni contro la commercializzazione delle merci illegali, è essenziale interrompere i canali d' immissione di tali merci in un mercato unico nel quale vengono così elusi tutti i principi preposti a regolamentare il suo funzionamento.
<P>
A tal fine, il Parlamento deve accettare di rimuovere il pregiudizio dottrinale che acceca la maggior parte dei suoi membri non appena si ripresenta l' evidente e ineludibile necessità di ripristinare i controlli alle frontiere interne dell'Unione.
Inoltre, sarebbe opportuno precisare (diversamente da quanto fatto nei paragrafi 31 e 34, purtroppo molto vaghi) quali obblighi saranno imposti in materia ai paesi candidati.
Infine, e si tratta della questione più seria, quale politica di cooperazione gli Stati membri intendono intraprendere sin d' ora per combattere non solo i piccoli venditori, ma soprattutto la criminalità organizzata, che sembra trarre i massimi benefici da tali attività in espansione?
<P>
Il gruppo UEN voterà a favore della relazione, che rappresenta soltanto il primo passo verso una politica su scala comunitaria, nell' ambito della quale ciascuno Stato membro deve agire in fretta e con determinazione; inoltre, invita vivamente il Parlamento ad accogliere gli emendamenti proposti, i quali consentiranno di rendere più incisivo il testo.
<P>
<SPEAKER ID=10 NAME="Medina Ortega">
Signor Presidente, questa relazione giunge in ritardo, visto che il Libro verde della Commissione è stato adottato il 15 ottobre 1998. E' vero che nel frattempo vi sono state le elezioni del Parlamento europeo.
Tuttavia, se per elaborare un Libro verde occorre più di un anno e mezzo di consultazione col Parlamento, qualcosa non funziona. Il Parlamento e la Commissione devono, pertanto, rivedere i loro metodi di cooperazione affinché tale procedura sia più celere.
<P>
Il Libro verde, comunque, è valido ed è stato accolto favorevolmente dalle varie commissioni parlamentari.
La onorevole Fourtou ha elaborato un' eccellente relazione che ha ricevuto l' approvazione quasi unanime della commissione giuridica, con 23 voti a favore e una sola astensione.
Sono stati, inoltre, accolti positivamente i pareri delle diverse commissioni, il parere dell' onorevole Berenguer Fuster, a nome della commissione per i problemi economici e monetari, il parere dell' onorevole Whitehead a nome della commissione per l' ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori e il parere della onorevole Montfort a nome della commissione per l' industria, il commercio estero, la ricerca e l' energia.
La maggior parte delle proposte di tali commissioni interpellate per parere è stata recepita dalla commissione giuridica.
<P>
Al momento di approvare la relazione dobbiamo dar prova di moderazione e correttezza.
Il gruppo UEN, ad esempio, ha presentato alcuni emendamenti che possono incidere sul mercato interno. Al riguardo, l' emendamento n.
6, presentato dalla onorevole Thomas-Mauro, che richiede l' introduzione di controlli doganali alle frontiere interne, mi sembra particolarmente pericoloso.
<P>
Questo tipo di iniziative non ha certo il fine di ristabilire le frontiere ormai eliminate. Per questa e per altre ragioni l' onorevole Berenguer Fuster ed io stesso abbiamo presentato l' emendamento n.
9 volto ad evitare che, attraverso il controllo della pirateria, si possano ristabilire i controlli interni. Bisogna evitare, ad esempio, che attraverso il controllo della pirateria si vada contro gli accordi di liberalizzazione del mercato interno in materia di distribuzione.
Occorre, inoltre, evitare che attraverso tale disposizione, come diceva poco fa l' onorevole Whitehead, si giunga al controllo su tutto il diritto di proprietà intellettuale, ad esempio, in materia di brevetti. Per questo respingiamo alcuni emendamenti.
<P>
Ritengo che si tratti di una buona relazione, ma vorrei sottolineare che nel momento in cui si discutono i requisiti per l' adesione dei paesi candidati, il tema della protezione della proprietà intellettuale e della protezione contro la pirateria deve assumere particolare importanza.
Durante i negoziati in vista dell' adesione occorre far comprendere ai paesi candidati che questo tema è per noi estremamente importante. Lo è anche nelle relazioni con i paesi terzi, dato che lo sviluppo del commercio internazionale deve basarsi sul riconoscimento della protezione della proprietà intellettuale e industriale.
<P>
<SPEAKER ID=11 LANGUAGE="NL" NAME="Manders">
<SPEAKER ID=12 LANGUAGE="DE" NAME="Echerer">
<SPEAKER ID=13 LANGUAGE="FR" NAME="Thomas-Mauro">
Signor Presidente, questo progetto normativo è utile.
Bisogna sanare le perdite che per le nostre industrie ammontano a milioni di euro, sebbene l' andamento di questa valuta ne relativizzi l' importanza.
Dobbiamo pensare alle conseguenze per i consumatori provocate dai prodotti di bassa qualità.
Dobbiamo scoprire attraverso quali canali sia possibile frenare la mondializzazione della contraffazione e della pirateria.
<P>
Il testo evidenzia la nostra incapacità di controllare il mercato interno, poiché abbiamo eliminato i controlli alle frontiere interne dell' Unione europea.
Infatti, quando s'istituisce un mercato unico senza frontiere interne, senza quelle valvole di sicurezza che, in definitiva, non disturbavano il normale cittadino, lo spazio comune diviene un paradiso, per giunta redditizio, per i criminali di ogni specie.
Pirati dei tempi moderni, venite in Europa, rischiate soltanto qualche controllo doganale occasionale alla ricerca dell' ago nel pagliaio europeo!
<P>
A questo proposito la commissione per l' ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori ha dato prova di accortezza e perspicacia al momento dell' adozione della relazione per parere, poiché ha approvato gli emendamenti che avevo presentato.
E' chiaro che i paesi candidati all' adesione devono impegnarsi a non contraffare e a non compiere atti di pirateria nei riguardi dei nostri servizi e forse soltanto dei nostri valori, ma pensiamo anche ai paesi con i quali firmiamo accordi doganali.
Non si tratta forse di una conditio sine qua non?
<P>
Del resto non facciamo del buonismo, non si può creare uno spazio senza barriere quando le strutture di controllo di tale libertà non sono pronte.
Ho voluto ricordarlo nel mio emendamento n. 6 che è stato approvato dalla commissione per l' ambiente.
I controlli alle frontiere interne degli Stati membri non costituiscono, in questo particolare contesto, un ostacolo al mercato unico, al contrario, sono una tutela dei posti di lavoro, della sicurezza e della salute degli abitanti dell' Unione europea.
<P>
Approvando questo importante emendamento, i deputati pragmatici e costruttivi coltiveranno l' arte di ben gestire le frontiere.
Occorre vegliare affinché l' Unione europea non si trasformi in una contraffazione di cattiva qualità, che indebolirebbe i nostri Stati nei confronti del crimine senza frontiere, con grave danno per i cittadini.
<P>
<SPEAKER ID=14 LANGUAGE="FR" NAME="Butel">
Signor Presidente, ho l' impressione che numerosi colleghi, seguendo l' esempio della Commissione e insistendo eccessivamente sulla dimensione del mercato interno, non abbiano valutato l'entità di tale fenomeno.
I danni della contraffazione e della pirateria si ripercuotono sui nostri mercati come sull' insieme dei mercati mondiali.
Sarebbe pericolosamente riduttivo limitarsi ad un approccio troppo incentrato sul mercato unico, il che sembrerebbe indicare che la soluzione si trovi esclusivamente al suo interno.
<P>
Inoltre, vorrei insistere sul fatto che, nella fase attuale del Libro verde, le attività illecite che riguardano prodotti farmaceutici, pezzi di ricambio o giocattoli costituiscono un vero pericolo per la sicurezza e la salute umana.
Faccio appello alla ragione affinché i tentativi di ravvicinamento non compromettano i dispositivi già in vigore nei nostri Stati.
Il perseguimento dell' armonizzazione quale obiettivo prioritario mi sembra un atteggiamento pericoloso.
<P>
Di fronte ad un rischio reale di dispersione, voglio mettere in guardia la Commissione.
Più che sulla evocata contraffazione degli gnomi da giardino, occorre concentrarsi sulla protezione dei brevetti, dei marchi e dei diritti d' autore che permettono di garantire la tutela dei consumatori e, al tempo stesso, la sopravvivenza delle imprese le quali investono a monte ingenti somme di denaro nella ricerca e nella fabbricazione di prodotti di qualità.
Sono in gioco, inoltre, numerosi posti di lavoro del comparto tessile, dell' industria automobilistica o del settore culturale.
<P>
Siamo seri, in tema di protezione del software utilizzato in seno alle amministrazioni europee o nazionali, più che un codice di condotta, è necessario un rispetto scrupoloso dei regolamenti; spero che la Commissione riconoscerà che ciò riguarda più la volontà di una buona gestione che l' istituzione di un sistema armonizzato di norme legislative e penali.
<P>
<SPEAKER ID=15 LANGUAGE="DE" NAME="Hager">
<SPEAKER ID=16 NAME="Inglewood">
La relazione della onorevole Fourtou è preziosa in quanto conferisce notevole lustro al Libro verde della Commissione "La lotta alla contraffazione e alla pirateria nel mercato interno" .
La relazione in questione pone chiaramente in evidenza l' importanza della proprietà intellettuale nel mondo contemporaneo e i danni recati dal furto di tale proprietà.
<P>
Infatti, sebbene siano in molti coloro che, giustamente, ritengono che il furto sia un reato, non si può dire altrettanto per quanto concerne, ad esempio, la sottrazione e l' uso illecito della proprietà intellettuale, come nel caso dei CD pirata o dell' utilizzo del programma Napster per scaricare i file musicali da Internet.
Invece, è evidente che non vi è alcuna differenza tra le due cose.
In un certo senso, la sfida più interessante che ci pongono queste nuove forme di reato è data dai mezzi per contrastarli.
<P>
In qualsiasi mercato unico pannazionalista i provvedimenti da attuare non possono limitarsi alla giurisdizione di un unico Stato membro, tuttavia ciò non significa che la risposta più adeguata consista nell' armonizzazione a livello europeo della legislazione in materia di sanzioni, di codici e di procedure penali.
E' senza dubbio indispensabile che vi siano un certo coordinamento e una strategia unica per contrastare la contraffazione e la pirateria. A mio parere, tuttavia, nelle conclusioni della relazione non è stato dato il dovuto risalto ai principi del riconoscimento reciproco.
Ne consegue la necessità di una maggiore armonizzazione che appare, invece, inappropriata e non necessaria nelle circostanze attuali.
Detto ciò, è essenziale che lo spazio giudiziario dell' Unione europea abbia una strategia coerente ed esauriente per fare fronte ai problemi della contraffazione e della pirateria, attività molto diffuse sia all' interno sia all' esterno dell' Unione e praticate da criminali sempre più agguerriti e tecnologicamente sofisticati.
<P>
Si afferma spesso - giustamente, credo, anche se in modo alquanto superficiale - che viviamo in una società basata sulla conoscenza.
Non possiamo, pertanto, permettere che questa conoscenza sia sottratta ai suoi legittimi proprietari, poiché ciò minerebbe le fondamenta economiche della nostra stessa società.
Se lasceremo che questo accada, sarà a nostro rischio e pericolo.
<P>
<SPEAKER ID=17 LANGUAGE="NL" NAME="De Clercq">
<SPEAKER ID=18 LANGUAGE="NL" NAME="Blokland">
<SPEAKER ID=19 LANGUAGE="NL" NAME="Bolkestein">
<SPEAKER ID=20 NAME="Presidente">
La ringrazio, signor Commissario.
<P>
La discussione è chiusa.
<P>
La votazione si svolgerà alle 11.00.
<P>
<CHAPTER ID=3>
Amministrazione civile transitoria/Accordi di pace
<SPEAKER ID=21 NAME="Presidente">
L' ordine del giorno reca la relazione dell' onorevole Laschet (A5-0111/2000), a nome della commissione per i bilanci, sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo al sostegno da fornire a taluni organismi istituiti dalla comunità internazionale in seguito a conflitti per provvedere all' amministrazione civile transitoria di determinate regioni o all' attuazione di accordi di pace.
<P>
<SPEAKER ID=22 LANGUAGE="DE" NAME="Laschet">
<SPEAKER ID=23 NAME="Brok">
<SPEAKER ID=24 LANGUAGE="NL" NAME="Staes">
<SPEAKER ID=25 LANGUAGE="SV" NAME="Färm">
Signor Presidente, la proposta in esame riguarda l'aiuto da erogare agli organi che la comunità internazionale è, purtroppo, tenuta a istituire per assicurare un'amministrazione civile transitoria in aree colpite da conflitti o per dare attuazione ad accordi di pace già stipulati.
L'Unione deve, naturalmente, farsi carico di una responsabilità a lungo termine nei confronti di questo genere di compiti assunti dall'Europa.
Siamo già attivi in due casi, tramite l'Alto rappresentate per la Bosnia-Erzegovina e tramite la partecipazione dell'Unione all'amministrazione transitoria delle Nazioni Unite in Kosovo.
<P>
Gran parte degli interventi dell'Unione europea, per esempio in Kosovo, dovrà avere come oggetto soprattutto la ricostruzione, ma è evidente che l'Unione deve rendersi responsabile anche degli organi necessari per un ritorno a un'amministrazione civile funzionante, tale da dar vita, a termine, a una società democratica in stretta cooperazione sia con l'Unione, sia con il resto dei Balcani.
<P>
E' altrettanto evidente che l'onere di tale responsabilità deve essere equamente ripartito fra i vari attori sulla scena internazionale e che si deve individuato un coacervo di regole chiare a disciplina di ciò.
Ma su questo aspetto nutro qualche preoccupazione.
Riceviamo sempre più spesso riscontri del fatto che una parte troppo esigua degli aiuti dell'Unione al Kosovo viene impiegata nella ricostruzione, mentre una parte estremamente considerevole dei fondi stanziati per il 2000 viene destinata ad altro.
Per esempio all'amministrazione dell'Ufficio per la ricostruzione, che rappresenta certo un aspetto importante, ma che ha a che fare anche, per esempio, con gli aiuti alle finanze pubbliche o le importazioni energetiche.
<P>
Noi non contestiamo l'importanza di interventi come questo, ma troviamo quantomeno preoccupante che i costi di interventi che rappresenterebbero il principale compito dell'Unione europea restino, di fatto, ben al di sotto dei 360 milioni stanziati.
A tale riguardo occorrono più informazioni.
<P>
Sinora, allo scopo di garantire una rapida attuazione degli interventi e in assenza di una base giuridica, il Consiglio ha scelto di decidere dei vari provvedimenti nel quadro della politica estera e di sicurezza comune.
Stando alla proposta in esame, questo tipo di interventi dovrebbe essere ora trasferito al primo pilastro.
Chiediamo pertanto che si faccia chiarezza sia sulla base giuridica per gli aiuti dell'Unione, sia sulle modalità di gestione di fondi tradizionalmente stanziati nel quadro della politica estera, ma che in realtà dovrebbero fare capo al primo pilastro e alla categoria IV.
In questo campo pare esistano diverse lacune.
<P>
Per attenersi alla proposta della Commissione e all'auspicio del Consiglio sulla creazione di una nuova voce di bilancio, dotandola inoltre di un finanziamento netto supplementare, è indispensabile interpellare il Parlamento ed eseguire una completa procedura di bilancio.
Intendo essere esplicito al riguardo: non è in gioco il prestigio di un Parlamento desideroso di avere voce in capitolo, qui si tratta invece di capire che non sono compiti temporanei, e che acquisiranno sempre più carattere permanente.
Per questo tipo di interventi dobbiamo dotarci di una metodologia che sia rapida, giuridicamente corretta e trasparente, e occorre anche una procedura di bilancio più regolare.
<P>
Gli strumenti necessari per l'attuazione di simili interventi su base permanente devono essere solidi.
Ecco perché occorre studiare la gestione finanziaria e la base giuridica, così da evitare che controversie al riguardo possano ostacolare il cammino di interventi costruttivi.
<P>
Credo che soprattutto il controllo e la trasparenza rappresentino un importante contributo ai provvedimenti da prendere in futuro, ma che vadano comunque coniugati con l'efficienza e la rapidità.
In un'area come il Kosovo non si possono decidere interventi poi attuati con grandi lungaggini, perché nel frattempo la situazione rischia di modificarsi.
Occorre stabilire condizioni per l'impiego dei fondi, ma non possiamo pensare di dotarci di procedure tanto farraginose da far accusare l'Unione europea di inerzia o di ritardi nell'attuazione di importanti interventi di ricostruzione.
Ecco perché è importante che gli aiuti al tipo di interventi in questione siano accompagnati da precisi accordi circa l'impiego dei fondi e da un adeguato monitoraggio della qualità degli interventi attuati.
Dobbiamo inoltre ricevere dettagliati rapporti circa il funzionamento, per esempio, dell'amministrazione transitoria.
<P>
Vi sono comunque segnali positivi da rilevare.
Nonostante l'Unione sia spesso oggetto di critiche, va comunque ricordato che la task force dell'Unione europea è stata ampiamente elogiata per l'efficienza di cui ha saputo dare prova.
A questo punto, noi speriamo soltanto che quell'efficienza possa essere davvero trasfusa anche nel lavoro, più a lungo termine, svolto dall'Ufficio per la ricostruzione e negli interventi condotti dall'Unione nel quadro della UNMIK.
Desidero evidenziare la necessità di una notevole libertà d'azione sul piano locale, ma al contempo è naturalmente necessario poter continuare a vigilare sul corretto uso dei fondi.
<P>
La proposta in esame prevede inoltre una nuova voce di bilancio, pari a 27 milioni di euro, da collocare nella categoria IV, ciò che a sua volta rende ancor più attuale la proposta presentata ieri dalla Commissione sulla revisione del piano finanziario, allo scopo di dare spazio all'assistenza più a lungo termine, alla democratizzazione e alla ricostruzione nei Balcani.
La commissione per i bilanci avanza diversi interrogativi su tali cifre.
Il Parlamento è chiaramente determinato a mettere a disposizione gli importi necessari, ed è consapevole delle enormi necessità in tal senso.
Occorre concentrare l'attenzione sulle esigenze delle popolazioni dei Balcani, ma il Parlamento e le altre istanze dell'autorità di bilancio sono tenuti a individuare le soluzioni tecniche atte a coprire il fabbisogno di finanziamento.
Intendo dire che i 27 milioni di euro in questione sottolineano la necessità di operare una revisione del piano finanziario.
<P>
Utilizzare per intero questi aiuti nell'ambito finanziario dell'attuale categoria IV credo risulti impossibile agli occhi di quasi tutti gli osservatori, probabilmente con la sola eccezione del Consiglio.
Non è ammissibile che gli aiuti destinati ad altre regioni povere del mondo debbano essere penalizzati a causa della situazione nei Balcani.
<P>
Nel complesso, a mio avviso, occorre riflettere più attentamente sulla qualità degli interventi.
Ora che la Commissione presenterà non solo un quadro finanziario, ma anche nuove soluzioni per gestire al meglio i fondi destinati a rafforzare il ruolo dell'Unione europea nell'amministrazione civile transitoria, sarà importante concentrarsi non soltanto sugli importi complessivi o sulle forme decisionali, ma anche sulla valutazione degli interventi attuati, della loro rapidità e della loro efficacia.
In linea di massima, si dice che l'esecuzione degli interventi in Kosovo si stia rivelando più efficace che in Bosnia, ma sussiste una serie di interrogativi da chiarire.
<P>
Tutta questa vicenda mostra quanto la politica estera e di sicurezza comune risulti strettamente vincolata al ruolo del Parlamento nella procedura di bilancio.
In tale contesto, noi dobbiamo mettere a punto un modello che garantisca una definizione trasparente e corretta degli aiuti, in linea con le nostre norme e tale da poter essere esaminata e riveduta, come ricordato dall'onorevole Staes.
Proprio per questo l'esecuzione degli aiuti non può rimanere invischiata in strutture decisionali poco chiare.
Alla luce di ciò, noi diamo il nostro appoggio alla relazione dell'onorevole Lachet.
<P>
<SPEAKER ID=26 LANGUAGE="FI" NAME="Virrankoski">
Signor Presidente, l'onorevole Laschet ha redatto un'eccellente relazione su una questione piuttosto tecnica approfondendone certi contenuti presenti anche nel dibattito odierno.
Desidero pertanto congratularmi con l'onorevole Laschet per il suo grande impegno.
Il Parlamento ha ora in esame la proposta di regolamento del Consiglio relativa al sostegno per l'operazione delle Nazioni Unite nel Kosovo, la Missione ad interim delle Nazioni Unite per il Kosovo (MINUK) e per le spese dell'Alto Rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina.
L'intento consiste nel trasferire tali fondi dall'ambito della PESC, vale a dire dal secondo pilastro al primo pilastro, che prevede l' erogazione dal bilancio della Commissione.
<P>
La questione appare prettamente tecnica, ma contiene invece alcune problematiche.
La prima si riferisce alla rubrica 4 che risulta già troppo sfruttata; ieri la Commissione ha proposto la revisione delle prospettive finanziarie suggerendo un consistente utilizzo per azioni esterne traendolo dagli stanziamenti destinati all'agricoltura.
Tale trasferimento implica che si debbano aumentare considerevolmente gli stanziamenti della rubrica 4.
<P>
Il secondo problema riguarda invece la questione dell'autorità.
Nel caso in cui il progetto di regolamento venisse ora approvato nella sua forma attuale, si verrebbe a formare un corridoio preferenziale, tale da permettere trasferimenti di stanziamenti dal secondo al primo pilastro, nella rubrica 4, senza che il Parlamento sia consultato in materia.
Occorre, pertanto, modificare il regolamento in modo che il Parlamento possa conservare la propria autorità.
Bisogna bloccare questo corridoio. E' dunque necessario eliminare l'aggiunta della relazione ed attuare le modifiche presentate dalla commissione per i bilanci.
Per questo motivo la relazione dovrebbe ora limitarsi soltanto al finanziamento dell'operazione delle Nazioni Unite nel Kosovo e delle spese dell'Alto Rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina.
<P>
In terzo luogo, se la spesa relativa agli Inviati speciali sarà in futuro trasferita al bilancio amministrativo del Consiglio, come si presume, ciò significa che sarà necessario rivedere in seguito il gentlemen's agreement attualmente in vigore fra Consiglio e Parlamento europeo, in virtù del quale il Consiglio non interferisce nel bilancio del Parlamento, e viceversa.
Se gli stanziamenti, che risultano essere chiaramente stanziamenti per attività, come nel caso della spesa per gli Inviati speciali, venissero trasferiti al bilancio del Consiglio, non si tratterebbe più di una spesa prettamente amministrativa bensì di finanziamenti di una attività comunitaria dell'Unione europea.
Pertanto, tali fondi non possono più figurare nell'ambito del gentlemen's agreement, ma il Parlamento europeo deve poter disporre del diritto di esprimere la propria posizione e di interferire nella erogazione di stanziamenti, quali la spesa agli Inviati speciali, anche nel caso in cui tale spesa venga iscritta nel bilancio amministrativo del Consiglio.
<P>
La proposta di regolamento può, a mio avviso, essere approvata soltanto se Commissione e Consiglio accettano gli emendamenti del Parlamento, altrimenti la proposta non risulta conforme all' accordo interistituzionale attualmente in vigore.
<P>
<SPEAKER ID=27 LANGUAGE="DE" NAME="Ruehle">
Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io esprimo l'approvazione del mio gruppo per la relazione.
Vogliamo rafforzare i poteri di Commissione e Parlamento in materia di aiuti alla Bosnia, in quanto il passato ha dimostrato che vi sono molti problemi.
Da un lato c'è la relazione della Corte dei conti, ci sono però anche le esperienze dei deputati dell'ultima legislatura, prima tra tutti Edith Mueller, che ha continuato a indagare in Bosnia-Erzegovina, perché è emerso lo scarso senso di responsabilità a livello di utilizzo, di erogazione dei fondi, di controllo e di procedura di discarico.
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Grazie al trasferimento al primo pilastro, aumentano le possibilità che Commissione e Parlamento possano intervenire molto di più sull'erogazione dei finanziamenti, che possano esercitare la propria responsabilità, e che nel procedura di discarico si possa effettivamente controllare come tali finanziamenti siano stati impiegati.
Ciò significa da un lato che nei confronti dei contribuenti europei si manifesta con chiarezza come, in materia di finanziamenti, la consapevolezza delle responsabilità delle Istituzioni europee risulti rafforzata.
Dall'altro si compie però, cosa che ritengo altrettanto importante, un intervento di rilievo quanto all'approccio globale e in tal senso mi associo all'onorevole Brok.
Penso che sia indispensabile chiarire, in considerazione della crescente importanza della politica estera in Europa, che le Istituzioni europee debbano diventare più forti e che il Consiglio non debba portare da solo la responsabilità. Piuttosto, grazie al rafforzamento della responsabilità di Commissione e Parlamento, emergerà con chiarezza che vogliamo assumere la responsabilità in materia di politica estera e vogliamo, in questo settore, essere coinvolti nelle azioni politiche da intraprendere!
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<SPEAKER ID=28 LANGUAGE="FR" NAME="Vachetta">
Signor Presidente, la proposta di regolamento intende fornire una base giuridica per trasferire il contributo finanziario dalla politica estera e della sicurezza comune al bilancio del primo pilastro. Ciò ci sembra opportuno, poiché l' assenza di controllo sulla PESC da parte del Parlamento è un fatto aberrante.
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Il progetto di risoluzione e gli emendamenti insistono giustamente sulla necessità di rafforzare tale controllo su tutte le operazioni di finanziamento di quelle che, pudicamente, sono definite entità assistite, per non parlare di protettorati.
Perché è proprio di questo che si tratta in Bosnia o in Kosovo.
La risoluzione non fa alcun cenno al problema essenziale, vale a dire ai presupposti della politica condotta nella ex-Yugoslavia.
Qual è, a cinque anni di distanza, la situazione in Bosnia-Erzegovina?
Qual è il bilancio della guerra in Kosovo?
Quanto è costato l' intervento militare?
Quanto sono costate le distruzioni?
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Con un aumento degli stanziamenti dell' ottanta percento nel 2001, si chiede ai popoli europei di pagare il conto di coloro che hanno distrutto e che vogliono oggi ricostruire, a beneficio di alcuni industriali.
Ma chi si vuole prendere in giro, se gli stessi dirigenti degli Stati che hanno condotto la guerra impongono ovunque precarietà e degrado delle condizioni di vita?
Inoltre, le soluzioni previste per aiutare tali protettorati sono problematiche e perniciose.
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I livelli salariali delle organizzazioni internazionali non fanno che incrementare la svalutazione in queste regioni.
Un esempio ancora più drammatico è costituito dall' assenza di controlli efficaci nella distribuzione degli aiuti.
Persino la commissione per il controllo dei bilanci insiste - cito testualmente "sulle gravi deviazioni degli aiuti forniti dall' Unione europea alla Bosnia-Erzegovina" .
In Kosovo, viene imposto il marco e vige la legge del mercato.
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Il bilancio dell' intervento militare in Kosovo ci pare eloquente: Milosevic è ancora al potere; il Kosovo è devastato; la divisione etnica è in fase di attuazione e intanto si è insediato un protettorato ingovernabile che mira a negare l' indipendenza agli abitanti del Kosovo senza, peraltro, essere in grado di mettere in atto il quadro ipocrita previsto dalla risoluzione n.
1244 dell' ONU. Per questi motivi, a differenza dei colleghi che si sono espressi finora, non voteremo a favore della risoluzione che si limita ad apportare miglioramenti del tutto marginali ad una politica catastrofica.
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<SPEAKER ID=29 LANGUAGE="DE" NAME="Schreyer">
<SPEAKER ID=30 NAME="Presidente">
La discussione è chiusa.
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La votazione avrà luogo oggi alle 11.00.
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(La seduta, sospesa alle 10.35, riprende alle 11.00 per le votazioni.)
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<CHAPTER ID=4>
Benvenuto
<SPEAKER ID=31 NAME="Presidente">
Onorevoli colleghi, porgo il benvenuto a una delegazione del Parlamento di Malta, in visita presso la nostra Istituzione.
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Onorevoli colleghi, vi diamo il benvenuto in seno alla nostra Istituzione e ci auguriamo che, sebbene il vostro programma sia molto intenso, abbiate l' occasione di incontrare numerosi nostri colleghi e che la vostra visita sia fruttuosa e contribuisca a rafforzare le relazioni tra il vostro paese e l' Unione europea.
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<CHAPTER ID=5>
VOTAZIONI
<SPEAKER ID=32 LANGUAGE="NL" NAME="Raccomandazione (A5-0118/2000) dell' onorevole Carraro, a nome della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia, sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione degli accordi tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione elvetica, dall'altra (7260/2000 - COM(1999)229 - C5-0204/2000)">
<SPEAKER ID=33 NAME="Varaut">
Il Parlamento ha adottato oggi senza alcuna variazione la posizione comune relativa agli aspetti giuridici del commercio elettronico.
Tutti riconosciamo l' interesse di una regolamentazione chiara in un settore in continua evoluzione e con risvolti economici e giuridici considerevoli.
Non mi soffermerò su aspetti ampiamente trattati.
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Vorrei riprendere piuttosto un altro aspetto, a mio parere prioritario.
Oggi cerchiamo di disciplinare le controversie che possono sorgere da transazioni elettroniche impersonali e quindi rischiose dal punto di vista commerciale.
Occorre assolutamente riflettere sul modo in cui prevenirle. A tal fine, bisogna innanzitutto combattere la logica secondo la quale, in un mondo che sta perdendo i suoi più sacri punti di riferimento, il commercio elettronico non è altro che un' ulteriore fase di trasformazione di una società senza regole, una società che - è un dato di fatto - inevitabilmente penalizza i più deboli.
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Non si tratta di vietare l' uso di uno strumento straordinario di cultura e di apertura, bensì di essere esigenti quanto lo siamo, giustamente, con qualsiasi forma di commercio.
Il nocciolo della questione sta proprio qui: il commercio elettronico e, più in generale, Internet sono l' espressione di una società senza frontiere territoriali, legali né, infine, umane.
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Un bene tanto prezioso come la libertà è svilito da coloro che, volontariamente o meno, favoriscono la distruzione dei punti di riferimento in materia di protezione.
In ogni società, infatti, la libertà esiste soltanto quando ciascuno ha la capacità giuridica di accettare o di rifiutare, con piena cognizione di causa, ciò che gli viene proposto e non solo di lanciarsi in processi a posteriori di cui abbiamo visto, nel corso di questi dibattiti, le numerose difficoltà.
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La legge deve essere l' espressione di una visione politica generale, di un progetto di società, altrimenti può soltanto seguire passivamente evoluzioni che non anticipa né controlla.
Le strutture internazionali o sovranazionali non hanno mai quel surplus di spirito creativo di idee trascinanti e di impegno collettivo.
L' Unione europea non fa eccezione.
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Raccomandazione Carraro (A5-0118/2000)
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<SPEAKER ID=34 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, ho votato a favore della proposta di decisione del Consiglio per la conclusione degli accordi tra l' Unione europea e la Confederazione elvetica non soltanto perché ritengo importantissimo che la Svizzera - che nessuno può dubitare debba, in un futuro che ci auguriamo prossimo, diventare parte integrante dell' Unione europea - abbia intanto degli accordi con gli Stati membri dell' Unione, ma anche e soprattutto perché, quando penso alla Svizzera, mi sento sollevato.
Anche oggi, infatti, su tutti i giornali dell' Unione europea vi è scritto che finanche il deprezzamento della moneta unica europea, dell' euro, è colpa dei pensionati.
Insomma, hanno tutte le colpe i pensionati!
In Svizzera, per contro, con il pagamento del solo 10 percento dei contributi, si hanno pensioni molto più elevate che nei nostri Stati.
Pertanto, la Svizzera ha le simpatie del Partito dei pensionati.
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<SPEAKER ID=35 NAME="Caudron">
La relazione che oggi esaminiamo concerne le relazioni tra Svizzera e Unione europea.
Ricordiamo che la Svizzera ha partecipato ai negoziati che hanno portato alla conclusione dell' accordo sullo Spazio economico europeo.
Tuttavia, col referendum del 1992 il popolo svizzero si è espresso a sfavore di tale accordo, per cui la Svizzera non ha potuto partecipare all' accordo sullo Spazio economico europeo mentre la sua domanda di adesione all' Unione europea, presentata nel maggio del 1992, è stata bloccata.
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Si è dovuto, quindi, trovare il modo per mantenere i legami fra Svizzera e Unione.
Si è giunti alla conclusione di accordi bilaterali e dal 1993 la Svizzera ha presentato una serie di domande di partecipazione ad alcuni settori specifici del mercato interno.
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In seguito a tali domande, i negoziati tra Svizzera e Unione europea hanno portato al varo di un pacchetto di accordi settoriali.
Il "pacchetto" è formato da sette accordi relativi al trasporto stradale e aereo, alla libera circolazione delle persone, ai mercati pubblici, alla ricerca e allo sviluppo, al mutuo riconoscimento della valutazione della conformità, nonché all' agricoltura.
Al fine di impedire che dopo la conclusione dei negoziati un referendum cancellasse gli accordi, l' Unione europea ha deciso di rafforzarli inserendo in ciascuno di essi una clausola comune secondo la quale essi potranno entrare in vigore solo simultaneamente e integralmente, per garantire un minimo di coerenza.
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La procedura ha subito qualche rallentamento in seno al Consiglio, soprattutto a causa di alcune divergenze di vedute sull' accordo sulla libera circolazione delle persone.
Sotto la pressione del Parlamento europeo, il Consiglio ha presentato, nell' aprile scorso, lo strumento legislativo unico e consolidato allo scopo di approvare i 7 accordi tra la Comunità e gli Stati membri da un lato, e la Confederazione svizzera, dall' altro.
Tale proposta di decisione raccoglie in un unico strumento giuridico, modificandole, le sette proposte di decisione già presentate dalla Commissione.
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In tale scia, il Consiglio ha chiamato in causa il Parlamento europeo.
Solo a partire da quel momento siamo stati in grado di pronunciarci e di decidere se avremmo dato o meno il nostro parere conforme a questo pacchetto di accordi.
In questo momento, il relatore ci invita a farlo e io appoggerò la sua posizione.
Tale sostegno diventa ancora più importante sapendo che il prossimo 21 maggio, in Svizzera, si terrà un referendum sull' accordo relativo alla libera circolazione delle persone.
Bisogna, pertanto, dare un segnale politico positivo attraverso il nostro parere favorevole.
Mi permetto, tuttavia, di formulare un' osservazione.
La Svizzera deve chiarire la propria posizione nei confronti dell' Unione europea.
Non può continuare a scegliere un' Europa à la carte!
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<SPEAKER ID=36 NAME="Figueiredo">
<SPEAKER ID=37 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, il Partito dei pensionati ha votato a favore della relazione Schierhuber, relativa alla Convenzione sull' aiuto alimentare della Comunità europea nel mondo.
Tutti siamo d' accordo su questa iniziativa; io sono particolarmente d' accordo, ma vorrei sottolineare l' importanza di evitare che nell' Unione europea, a seguito dei contingentamenti dei prodotti agricoli - ad esempio con le quote latte, le quote cereali e gli altri alimenti - questi prodotti vadano purtroppo buttati, schiacciati dagli schiacciasassi che diventano schiacciagrumi, schiacciauva e così via, mentre potrebbero essere conservati e consegnati, nel momento che ce n' è bisogno - e ce n' è bisogno sempre - agli Stati che nel mondo hanno bisogno di aiuto alimentare.
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Relazione Laschet (A5-0111-2000)
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<SPEAKER ID=38 NAME="Cauquil">
Signora Presidente, questa relazione si preoccupa sostanzialmente di attribuire una parvenza di legalità e una garanzia pseudodemocratica all' attuale situazione in Kosovo.
Il Parlamento è invitato ad avallare la situazione creatasi in seguito all' aggressione militare contro la Serbia e il Kosovo di un anno fa.
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Avendo espresso allora la nostra opposizione sia all' epurazione etnica di Milosevic che ai bombardamenti occidentali, ci rifiutiamo oggi di avallare la situazione creatasi in seguito a quei bombardamenti.
Quanto agli aspetti finanziari, ribadiamo che spetta alle potenze responsabili dei bombardamenti finanziare la riparazione dei danni causati dalla guerra e dalle sue conseguenze, sia in Kosovo che in Serbia e nei paesi limitrofi, attingendo, per ottenere i fondi necessari, dal loro budget militare.
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<SPEAKER ID=39 NAME="Kuntz">
- (FR) La proposta di regolamento che ci viene sottoposto oggi intende predisporre una base giuridica appropriata che consenta, tramite l' Unione europea, di finanziare taluni organismi creati dalla comunità internazionale in seguito ad alcuni conflitti e incaricati dell' attuazione di determinati accordi di pace, come avviene in Bosnia-Erzegovina, oppure di assicurare l' amministrazione civile transitoria di alcune regioni, come avviene attualmente in Kosovo.
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Questo testo mira a garantire la trasparenza dei finanziamenti sotto forma di sovvenzioni e a consentire in futuro l' estensione di questo tipo d' azione ad altri organismi.
Sulla base del documento la Commissione europea prenderebbe le decisioni in materia di finanziamento e, agendo in nome dell' Unione, stipulerebbe delle convenzioni finanziarie con tali organismi.
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Pertanto, dietro alla lista di argomenti che descrivono il regolamento come un' inevitabile necessità derivante da decisioni politiche prese da molto tempo, si cela la volontà deliberata di rafforzare la comunitarizzazione.
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Non cadiamo in errore!
Il presente regolamento - e ciò corrisponde ad una richiesta del Consiglio - trasferisce verso il primo pilastro, ossia verso il vasto ambito delle politiche comunitarie gestite dalla Commissione, il finanziamento di azioni comuni stabilite nel quadro della PESC, fino ad oggi finanziate attingendo dal bilancio della politica estera e della sicurezza comune.
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Assistiamo, pertanto, a un significativo rafforzamento dei poteri dell' organo più integratore, per eccellenza, il più federalista, la Commissione europea per la ragione, non espressa dal Consiglio, che bisognerebbe perpetuare alcune gestioni, stanziando fondi per altre azioni.
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Ricordiamo che, se la Commissione europea decidesse di dare il suo sostegno, il finanziamento dei nuovi enti eventualmente creati dalla comunità internazionale sarebbe garantito da una copertura del bilancio del primo pilastro, senza che sia prevista la consultazione del Parlamento europeo.
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Dal punto di vista del bilancio in senso stretto, infine, la proposta di regolamento che insiste ancor più sulla rubrica 4 delle prospettive finanziarie, le azioni esterne, già ampiamente sollecitata per la ricostruzione nei Balcani occidentali, implica, se viene avviata quest' anno, un bilancio rettificativo e suppletivo.
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Per tutte queste ragioni, la delegazione francese del gruppo UEN non può dare il proprio appoggio alla relazione dell' onorevole Laschet.
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Relazione Hatzidakis (A5-0076/2000)
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<SPEAKER ID=40 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, il Partito dei pensionati, quale componente del Partito popolare europeo, ed io personalmente in loro rappresentanza, ho votato a favore della relazione Hatzidakis sul contributo finanziario dell' Unione europea alle reti transeuropee, principalmente perché le comunicazioni all' interno della nostra Unione sono l' aspetto più importante della realizzazione dell' Europa e l' aspetto più importante nel quale il principio di sussidiarietà trova la sua concretezza.
Nulla più della costruzione di reti di collegamento all' interno dell' Europa dimostra l' esistenza dell' Europa come entità non solamente geografica ma anche politica.
Mi auguro che si vada avanti in questa direzione e si realizzino delle infrastrutture nazionali che tengano conto dei progetti europei.
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Relazione Sterckx (A5-0075/2000)
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<SPEAKER ID=41 NAME="Lienemann">
<SPEAKER ID=42 NAME="Fatuzzo">
Signora Presidente, quale rappresentante del Partito dei pensionati, aderente al gruppo del Partito popolare europeo, ho votato a favore della relazione Sterckx relativa alla regolamentazione dell' industria del trasporto aereo europeo.
Di questo provvedimento apprezzo particolarmente l' indicazione che venga data una delega dai governi nazionali alle strutture dell' Unione europea, agli incentivi per la ricerca tecnica.
Vorrei inoltre impiegare questi pochi preziosi secondi a mia disposizione per ricordare quanto sarebbe opportuno che in questi provvedimenti che regolamentano i trasporti, soprattutto i trasporti aerei in Europa, si abbia un occhio di riguardo per i giovani e gli anziani che amano viaggiare e che sarebbe bene avessero delle facilitazioni allorquando utilizzano le linee aeree - in orari non di punta, in giorni non di punta - favorendo così gli scambi culturali tra giovani dei diversi Stati dell' Unione europea e tra anziani dei diversi Stati dell' Unione europea.
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<SPEAKER ID=43 NAME="Miranda">
Dobbiamo concordare con la relazione in esame quando vi si afferma che la crescente concorrenza ha avuto delle ricadute negative sulle condizioni sociali e di sicurezza, e che ha provocato il moltiplicarsi delle rotte, con conseguente congestione dello spazio aereo.
Siamo altresì d'accordo quando si evidenziano l'importanza del trasporto aereo di passeggeri in quanto servizio pubblico per le regioni periferiche e insulari, e la necessità di ottenere dei miglioramenti in ordine alla sicurezza del trasporto aereo.
<P>
Non possiamo, tuttavia, non opporci all'evidente contraddizione del fatto che, al cospetto di una tale analisi, si continui a puntare sull'ulteriore liberalizzazione del settore, in tutte le sue componenti, nonché al trasferimento della sovranità dello spazio aereo.
<P>
Sono queste alcune delle ragioni per le quali non possiamo esprimere un voto favorevole alla relazione in esame.
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Relazione Fourtou (A5-0096/2000)
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<SPEAKER ID=44 LANGUAGE="NL" NAME="Manders">
<SPEAKER ID=45 NAME="Mathieu">
Ho appoggiato la relazione della onorevole Fourtou sul Libro verde della Commissione concernente la lotta contro la contraffazione e la pirateria perché siamo in una fase preparatoria e perché ritengo che i gravi pericoli ai quali siamo esposti a causa della contraffazione e della pirateria siano stati bene evidenziati dalla relatrice.
<P>
In effetti, al di là delle già importanti questioni economiche e delle attività legate alla criminalità organizzata, i consumatori sono esposti a gravi rischi per quanto riguarda la sicurezza e la salute delle persone.
Condivido l' orientamento della relazione quando pone l' accento su alcune campagne di sensibilizzazione e di informazione del pubblico e auspica il rafforzamento delle misure repressive contro la diffusione del fenomeno di contraffazione e pirateria.
<P>
Ho invece alcune riserve sul grado di armonizzazione auspicato, in particolare in materia penale.
Nello stesso spirito, non vorrei che l' interpellanza dei parlamenti nazionali si riassumesse in una messa in guardia che implicherebbe la necessaria eliminazione di provvedimenti legislativi a livello nazionale, in materia civile e penale, pena l' impasse.
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Un ragionamento simile, in nuce nel Libro verde, sarebbe un po' miope ma sono certo che la cooperazione tra le autorità competenti, nonché lo scambio di esperienze permetteranno di ottenere risultati soddisfacenti in breve tempo senza che sia necessario cadere in questi problemi.
<P>
Bisogna arrendersi all' evidenza; disponiamo già di procedure sperimentate a livello nazionale.
Occorre coordinarle meglio e non escluderle in nome di un' uniformità che si rivelerebbe controproducente.
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Appoggio, infine, l' invito rivolto dalla relatrice alle autorità europee e nazionali affinché vigilino sull' impiego delle opere protette, quali i software nell' amministrazione.
Mi spingerò oltre dicendo, come l' onorevole Butel, che in questo settore, più che un codice di condotta, è necessario il rispetto rigoroso delle normative.
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<SPEAKER ID=46 NAME="Ries">
Prodotti informatici, audiovisivi, giochi, profumi, prodotti farmaceutici, orologi, automobili: si copia di tutto.
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Il danno subito dall' industria dei prodotti di lusso è solo la punta dell' iceberg e forse il meno pericoloso.
Le perdite per l' economia sono molto più ingenti.
Una conferenza dell' UNESCO, organizzata a Parigi nel giugno 1992, aveva calcolato che i guadagni illeciti ottenuti dalla contraffazione ammontavano a circa tremila miliardi di franchi belgi all' anno.
Secondo la Camera di commercio internazionale, il costo della contraffazione si attesterebbe tra il 5 e il 7 percento del commercio mondiale.
Le vendite di CD illegali sarebbero aumentate circa del 20 percento nel 1996 e rappresentano circa il 14 percento del mercato mondiale.
Nel settore del software, la pirateria inciderebbe per il 46 percento a livello mondiale.
Il numero di posti di lavoro perduti nel corso degli ultimi dieci anni nell'Unione europea ammonterebbe a 100.000 unità.
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Si tratta molto probabilmente di cifre inferiori alle proporzioni reali del problema e l' imperialismo di Internet le farà salire ancora.
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Le ricerche in corso dimostrano a sufficienza che la pirateria e la contraffazione sono strettamente legate ad altre forme di criminalità organizzata, come il traffico di droga, di armi o il riciclaggio di denaro.
Ciò fa comprendere quanto la questione tocchi la sicurezza interna degli Stati membri.
<P>
Come è stato osservato dalla relatrice, ritengo che una politica equilibrata in questa materia debba coniugare prevenzione e repressione.
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La prevenzione necessita di una maggiore sensibilizzazione delle persone, non solo facendo riferimento alle perdite che causano alle nostre imprese, ma anche ai rischi che si corrono acquistando prodotti di qualità mediocre che, in alcuni casi, possono nuocere alla salute e alla sicurezza.
Mi riferisco ad esempio ai prodotti farmaceutici o ai pezzi di ricambio automobili.
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Non sostengo l' emendamento n.
8 perché ritengo che la confisca del bene copiato, anche se si tratta di un semplice CD, possa servire di esempio ed avere un valore educativo, soprattutto per i giovani. Questi ultimi devono imparare che un bene copiato lede l' artista che egli ammira.
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Per quanto riguarda l' aspetto repressivo, dobbiamo far sì che gli Stati membri si impegnino in modo più fattivo, avviando procedimenti giudiziari rapidi ed efficaci nei riguardi dei trasgressori.
Mi sembra utile che le forze dell' ordine ricevano una formazione adeguata per poter meglio identificare le merci contraffatte.
Anche l' inasprimento delle sanzioni potrebbe avere potere dissuasivo.
<P>
La contraffazione e la pirateria costituiscono una minaccia per il buon funzionamento del mercato interno.
Mettono in pericolo la sopravvivenza di alcune nostre imprese, in particolare delle PMI che compiono grossi sforzi di ricerca.
Introducono distorsioni nella concorrenza.
Minano le fondamenta di un' economia sana.
Ma soprattutto inducono in errore il consumatore, talvolta a scapito della sicurezza o salute.
Il consumatore deve essere protetto, è ovvio.
Con questo spirito do il mio appoggio alla relazione della onorevole Fourtou.
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<SPEAKER ID=47 NAME="Varaut">
La relazione della onorevole Fourtou ci ha offerto la possibilità di discutere, a monte, sulla misure da adottare nella lotta alla contraffazione e alla pirateria.
<P>
Questa relazione denuncia le conseguenze nefaste che tali metodi provocano sulle economie dei nostri paesi, nonché i rischi che fanno correre agli acquirenti di prodotti di scarsa qualità.
Il Parlamento ha così adottato alcune conclusioni della commissione per l' industria soprattutto per quanto riguarda le sfide di questa lotta e l' importanza, al fine di porvi rimedio, di eliminare alcune disparità nei sistemi di protezione della proprietà intellettuale.
<P>
Ci era sembrato utile riprendere, attraverso degli emendamenti, altre conclusioni che la commissione giuridica non aveva preso in considerazione, soprattutto la necessità di una protezione giuridica civile rapida ed efficace, i diritti di proprietà intellettuale o l'esigenza di una legislazione sui brevetti efficace, adeguata e realistica.
Al contempo, riguardo alle definizioni dell' ambito di applicazione, sarebbe stato utile aggiungere agli aspetti intenzionali e fraudolenti di tali attività, la finalità commerciale alla loro base.
Dimenticare la ricerca di profitti facili e illegittimi proprio in questo tipo di attività significa tralasciare una delle dimensioni più caratteristiche, quella che li avvicina, di fatto, alla criminalità organizzata.
Mi rallegro, invece, che l'Assemblea plenaria abbia approvato il nostro emendamento mirante a definire in modo appropriato l' innovazione e il miglioramento dell' innovazione. La prossimità di questi due ambiti consente, talvolta di presentare, come innovazioni, semplici trasformazioni superficiali che in realtà maschererebbero autentiche contraffazioni.
<P>
La pirateria e la contraffazione rappresentano, in effetti, delle sfide considerevoli per coloro che ne sono vittime, a monte o a valle, ma anche per coloro che ne traggono profitto.
Di fronte alla criminalità organizzata, che ne è spesso l' artefice, occorre definire in modo preciso gli strumenti giuridici che si intendono creare per combatterla.
L' efficacia del diritto, soprattutto in ambito comunitario, dipenderà da tale precisione e dalla capacità di rispondere realmente a problemi concreti.
<P>
<SPEAKER ID=48 NAME="Presidente">
Con questo si concludono le votazioni.
<P>
<CHAPTER ID=6>
Interruzione della sessione
<SPEAKER ID=49 NAME="Presidente">
Dichiaro interrotta la sessione del Parlamento europeo.
<P>
(La seduta termina alle ore 11.45)
<P>
